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Process Collettivo – Malefatte

Il mio primo articolo riguardante l’ultimo viaggio a Venezia è un articolo che speravo di scrivere da tempo, da quando sono venuta a conoscenza di una realtà davvero particolare e unica del suo genere: Malefatte #workinprison, un marchio totalmente solidale, ecologico che incarna un vero ideale di riscatto.

DOVE: FONDAMENTA DEI FRARI, SAN POLO 2559/A – VENEZIA
COSA: COSMESI, ARTICOLI DA REGALO, BORSE, ABBIGLIAMENTO, artigianato carcerario

malefatte: una storia di riscatto

Malefatte è un marchio unico nel suo genere e riguarda borse, accessori e zaini in PVC riciclato: nate dall’idea che ogni oggetto è irripetibile e intriso di significato, questi oggetti sono creati totalmente dai detenuti del carcere Santa Maria Maggiore di Venezia grazie a un progetto della Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri. Con questo lodevole proposito i detenuti riescono a trovare un’alternativa al vuoto che dopo il fine pena spesso li attornia: con l’aiuto della cooperativa queste persone possono imparare un mestiere che sarà utile nel loro futuro, oltre a creare degli oggetti davvero apprezzabili e diversi dal solito.

Le Malefatte

Significativo è anche l’utilizzo del PVC provenienti dai cartelloni pubblicitari: un materiale che finirebbe irrimediabilmente nella spazzatura ma che grazie alle sapienti mani di questi artigiani può tornare a vivere e trasformarsi in oggetti di uso quotidiano colorati e briosi. Dalle borse ai portafogli, dai portachiavi agli zaini, le Malefatte colorano la vita di moltissime persone e simboleggiano una voglia di cambiamento e una storia di vero e proprio riscatto.

PVC riciclato: rinascita ecosostenibile e solidale

Ogni prodotto Malefatte è diverso da tutti gli altri: essendo creato a mano ha dei particolari unici che spaziano dai colori alla fantasia scelta. Nella loro unicità ricordano eventi e mostre della città e del territorio di Venezia: ciò che una volta sponsorizzava un luogo o una manifestazione oggi diventa un accessorio e un oggetto di design accattivante e difficile da non notare.

Tutte le Malefatte sono realizzate in PVC riciclato

Il PVC, inoltre, è un materiale riciclabile se viene smaltito correttamente: grazie al riuso che se ne fa per creare le Malefatte questo materiale acquista nuovo valore e può raccontare una nuova storia. Gli artigiani lasciano poi una sorta di traccia di ciò che realizzano all’interno degli oggetti prodotti, quasi una firma, in modo che questi siano ancora più unici: le Malefatte raccontano davvero una storia!

Process collettivo: l’incontro con Mark Bradford

Dal progetto iniziale di Rio Terà dei Pensieri sono passati alcuni anni che hanno permesso a questa realtà di evolversi e di aprire un punto vendita fisico a Venezia, nel sestriere di Canareggio: si tratta del Process Collettivo, un luogo dove domanda e offerta si incontrano.

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Vale la pena raccontare la storia di questo negozio qui sul blog e, per farlo, dobbiamo tornare al 2016: è proprio in questo anno che avviene il fortunato incontro tra Rio Terà dei Pensieri e l’artista Mark Bradford che si trovava proprio in città per preparare la sua esibizione a La Biennale.

Incuriosito dal progetto della Cooperativa, l’artista ha voluto visitare personalmente il laboratorio e toccare con mano la realtà del lavoro carcerario incontrando i lavoratori e diventando sponsor e portavoce del progetto.

Mark Bradford è un artista americano. Nato a Los Angeles, Bradford ha studiato al California Institute of the Arts. È meglio conosciuto per le sue opere di pittura collage, che sono state mostrate a livello internazionale. Bradford è stato il rappresentante degli Stati Uniti per la Biennale di Venezia 2017

Con Mark Bradford c’è stato un vero e proprio sodalizio e grazie a lui e al suo carisma è stato possibile mostrare al mondo dell’arte (e non solo) la realtà dell’economia carceraria e gli oggetti creati dagli artigiani detenuti.

Con il contributo di Bradford la Cooperativa è riuscita infine ad aprire lo store sito proprio a Canareggio: Process Collettivo campeggia con la scritta #Madeinprison, uno slogan forte e chiaro per mostrare a tutti da dove arrivano i prodotti proposti, un manifesto di libertà e di consapevolezza.

Non solo malefatte

Presso la bottega di Process Collettivo non si trovano però solo le Malefatte: Rio Terà dei Pensieri non si è fermata alla produzione degli oggetti in PVC ma ha anche aperto un laboratorio di cosmesi dove le detenute del carcere femminile della Giudecca preparano e confezionano bagnoschiuma, gel doccia, shampoo, creme e molti altri prodotti.

Si tratta di Meraviglie Cosmetics, il marchio unico che contraddistingue questi prodotti, tutti certificati biologici e Veganok: le formulazioni sono originali e il prodotto è totalmente naturale, non testato su animali e ovviamente solidale.

Alcuni cosmetici venduti presso il Process Collettivo

Oltre ai cosmetici non possono mancare anche magliette e altri articoli che troverete solo qui, al Process Collettivo.

Il mio incontro con il Process Collettivo e Malefatte

Il mio incontro con il Process Collettivo e Malefatte è avvenuto totalmente per caso e online: dopo una lezione che ho tenuto a scuola ad alcuni miei alunni di seconda media sull’economia carceraria e sulla possibilità di lavorare per i detenuti (concetti che per loro erano davvero strabilianti, non avrebbero mai pensato che esistessero alcune realtà come Rio Terà dei Pensieri dedicate alla formazione e all’inserimento nel mondo del lavoro dei detenuti) ho iniziato a cercare sul web informazioni ulteriori e sono capitata sul sito di Malefatte.

Nonostante l’ordinamento Penitenziario indichi l’obbligatorietà del diritto al lavoro per i detenuti, tra questi solamente il 30% può accedervi. Inoltre tra i 17.000 detenuti che lavorano solamente 2.500 sono inseriti in un lavoro produttivo alle dipendenze di un datore di lavoro esterno all’amministrazione penitenziario. Fonte: Economia Carceraria

Avevo da poco deciso di tornare a Venezia e tutto si sposò naturalmente: la mia nuova visita a questa straordinaria città, il mio impegno nello scoprire e valorizzare botteghe e realtà solidali e attente all’ambiente, e ora l’opportunità di visitare uno store unico, dove tutto ciò che viene proposto ha un sapore unico, una storia da raccontare: una storia di riscatto.

É così che ho scritto alla pagina Facebook di Malefatte e ho organizzato un incontro con Ghizlane, una volontaria che crede fermamente nel progetto. Il giorno dopo, nel tardo pomeriggio, ho fatto capolino presso il Process Collettivo e subito mi sono sentita a mio agio, in pace, rigenerata dalla giornata davvero intensa: Ghizlane era lì, emozionata e con un sorriso che si riusciva a distinguere nettamente nonostante la mascherina.

Da 26 anni la Cooperativa Rio Terà dei Pensieri si occupa di economia carceraria. Oltre ai due laboratori la Cooperativa ha aperto anche un orto biologico che produce frutta e verdura e si trova direttamente fuori dal carcere femminile.

Il progetto quindi nasce in carcere e si sviluppa poi al di fuori offrendo nuove opportunità di lavoro e formazione ai detenuti e agli ex-detenuti.

Ghizlane dietro il bancone del Process Collettivo

Ho chiesto a Ghizlane come è nato il Process Collettivo e subito, con affetto, mi ha risposto:

Non avevamo i fondi per aprire un negozio e l’incontro con Mark Bradford è stato davvero importante per noi. Questo artista ci ha chiesto cosa poteva fare e lo ha chiesto anche ai detenuti: tutti abbiamo risposto che avevamo il sogno di aprire una bottega che potesse finanziare i progetti e concretizzare ancora di più il lavoro fatto in questi anni.

Un vero e proprio mecenate Mark Bradford che continua, ancora oggi, a interessarsi attivamente alla Cooperativa e ai progetti proposti.

Ho poi chiesto a Ghizlane come la città di Venezia ha accolto l’apertura della bottega:

Il brand di “Malefatte” era già conosciuto dalle persone quindi la bottega è stata la naturale evoluzione del brand. Molte persone però ancora non ci conoscono come “negozio” e quando entrano si chiedono se “siamo le Malefatte” e noi con forte emozione rispondiamo di sì. La bottega poi ci aiuta anche con la vendita di prodotti di altre associazioni del territorio con cui collaboriamo, c’è uno scambio reciproco. I proventi vanno tutti investiti nei progetti di economia carceraria: siamo contenti di poter aiutare tanti ragazzi e ragazze nel reinserimento lavorativo.

Il mio incontro con Ghizlane, fatto di sorrisi, risate e complicità è stato forse uno dei più belli fino a ora, da quando ho inaugurato questa rubrica. Ho subito fatto mia la mission di Rio Terà dei Pensieri e da tempo cercavo una bottega come questa, che mettesse in risalto i prodotti dell’economia carceraria, prodotti che non devono essere “temuti” o guardati con sospetto ma accolti come frutto di lavoro, passione, voglia di riscatto.

Sono contenta di aver conosciuto Malefatte e il Process Collettivo, questa è una tappa obbligata per chi visita Venezia e vuole sostenere una realtà fatta di solidarietà, rispetto, passione e amore.

Ringrazio di cuore Ghizlane e tutto lo staff del Process Collettivo, nonché i volontari di Rio Terà dei Pensieri per avermi accolta con tanto calore e per la squisita disponibilità. Continuate così, abbiamo bisogno di progetti come il vostro!

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Commenti

  • Bru
    8 Febbraio 2022

    Eliana mi piace quando scrivi queste cose, si sente che tratti argomenti che ti stanno a cuore e che conosci bene.

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  • Lisa Trevaligie Travelblog
    8 Febbraio 2022

    Già il nome Malefatte mi piace tantissimo. Ammiro molto chi Si rimette in gioco e lo fa in maniera pulita, in ogni senso. Ripartire da se stessi contribuendo alla salute ambientale è davvero encomiabile.

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  • antomaio65
    8 Febbraio 2022

    che bella realtà! Dal nome bellissimo, allo slogan orgoglioso del made in prison all’idea di riciclare i cartelloni pubblicitari. Lavorare significa dignità e spesso è proprio la dignità che si perde in carcere, complimenti quindi a tutte le persone che dedicano anima e tempo a questo progetto e complimenti- tantissimi – a te che li scopri e li racconti con passione

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  • 8 Febbraio 2022

    Bellissimo questo progetto, sono stata da poco a Venezia, se l’avessi conosciuto prima questo shop ci sarei passata molto volentieri anche’io!

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  • 9 Febbraio 2022

    Ero curiosa di leggere il tuo articolo, perché conosco bene Malefatte, ma non così a fondo. Molto bello il fatto che da una ricerca online fatta per i tuoi ragazzi a scuola tu sia approdata al loro sito e poi addirittura al loro store fisico! La prossima volta che vieni dalle mie parti, però, avvisami!

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  • 9 Febbraio 2022

    Interessante Eliana questo articolo, mi hai fatto conoscere una realtà di cui non avevo mai sentito parlare, ottimo anche il riscatto dei detenuti fondamentale per ricostruirsi una vita dopo la pena, si percepisce che sei stata molto coinvolta dal progetto

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  • 10 Febbraio 2022

    Amo molto questa tua rubrica, non solo per scoprire nuove realtà italiane ma anche perché ognuna di queste botteghe ha una storia da raccontare. Soprattutto questa dove si sente anche la voglia di riscatto dei detenuti, una nuova possibilità di rientrare nel mondo del lavoro.

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  • 11 Febbraio 2022

    Trovo davvero bellissimo questo sodalizio tra un’artista di fama internazionale e una piccola bottega ecosolidale, bravissima tu ad averne scritto e ad avercelo fatto conoscere!

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  • 18 Febbraio 2022

    Non avevo mai sentito nominare questa marca, però devo dire che è il frutto di una iniziativa grandiosa. Hai usato le parole giuste per definirla, è una storia di riscatto, e auguro a tutti coloro che ci collaborano tanta fortuna!

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  • Libera
    18 Febbraio 2022

    Leggo sempre con molto interesse i racconti dei tuoi incontri con queste realtà sul territorio. A loro i complimenti per quello che fanno e a te per farceli conoscere.

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  • viaggiacorrisogna
    20 Marzo 2022

    Vado a Venezia praticamente un mese di e un me no, e non conoscevo questo negozio. Farò sicuramente una tappa al mio prossimo passaggio a Venezia. Adoro questi progetti!

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