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Il Castello di Issogne

Continua il mio racconto dei luoghi visitati in Valle d’Aosta in occasione del mio on the road del 2020: tanti sono i castelli presenti nonostante le dimensioni di questa splendida regione. Dopo il Castello di Verrès è giunto il momento di farvi scoprire un nuovo castello, iconico e molto conosciuto: il Castello di Issogne.

Dove: Castello di Issogne – Piazza Castello – Issogne (AO)

Storia del Castello di Issogne

Il Castello di Issogne è uno dei più famosi della Valle d’Aosta: situato a Issogne è stato la dimora signorile della famiglia nobile degli Challant che lo preferirono all’austero e freddo Castello di Verrès.

Il primo documento in cui è citato questo luogo è una bolla di Papa Eugenio III del 1151 che attesta la presenza a Issogne di una casaforte di proprietà del vescovo di Aosta; probabilmente però le origini sono da far risalire al periodo romano. Issogne rimase sede vescovile fino al 1379 quando il vescovo di Aosta infeudò l’allora signore di Verrès Ibleto di Challant. Fu proprio Ibleto il primo fautore della fortuna del castello: con le ristrutturazioni e l’adattamento allo stile gotico cortese il castello divenne un punto di riferimento per la famiglia e i nobili della Valle.

Il Castello di Issogne

Alla morte di Ibleto il Castello e il feudo passarono al figlio Francesco che nel 1424 divenne Conte di Challant. Come per il Castello di Verrés, alla morte di Francesco, i possedimenti di Issogne furono motivo di contesa tra la figlia Caterina e cugino Giacomo e, come già probabilmente saprete, quest’ultimo trionfò e nel 1456 ottenne i feudi di Verrès e di Issogne.

Nel 1480 Luigi di Challant, figlio di Giacomo, diede via a nuovi lavori al castello che proseguirono sotto il priore Giorgio di Challant-Varey, cugino di Luigi, al quale, alla sua morte, era stata affidata la tutela dei giovanissimi figli Filiberto e Carlo. Con Giorgio il castello raggiunse il suo massimo splendore: è proprio in questo periodo che si costruirono i collegamenti tra i corpi già esistenti e a cui risalgono le decorazioni del porticato, l’elemento forse più caratterizzante dell’intero complesso. Sempre in questo periodo il Castello ospitò alcuni illustri personaggi come l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo e Re Carlo VIII di Francia, a dimostrazione che questo maniero era un luogo davvero importante anche a livello internazionale.

Alla morte di Giorgio fu la volta di Filiberto che trasformò anche gli interni facendo diventare il Castello di Issogne una raffinata dimora che ospitava anche una corte ricca e colta.

Lo splendido porticato con gli affreschi dedicati ai mestieri

Gli anni passarono e, tra una faida e l’altra, facciamo un salto al 1802 quando Giulio Giacinto, ultimo conte di Challant, morì senza eredi e portò la potente famiglia valdostana a estinguersi. Il castello, già abbandonato da tempo, attraversò un periodo buio: gli arredi andarono perduti e molte parti si deteriorarono.  Nel 1872 Marius de Vautheleret, proprietario del castello, lo dovette vendere all’asta e questo venne acquistato dal pittore e archeologo torinese Vittorio Avondo: questo episodio fu la salvezza dalla rovina. Vittorio infatti volle donare nuova luce al luogo e curò il restauro sia esterno che interno: riuscì anche a recuperare i mobili originari, un’impresa non da poco! Nel 1907, infine, donò il Castello allo Stato Italiano e nel 1948 divenne proprietà della Regione. Un destino travagliato, come quello degli Challant, ma che alla fine si è concluso con un lieto fine.

Struttura del Castello d’Issogne

Il castello è una struttura fortificata dall’aspetto poco appariscente: l’intonaco esterno e l’assenza della nuda pietra fanno però subito intuire che si trattasse di una dimora oltre che di un edificio a scopo difensivo. La pianta del castello è a forma quadrangolare e all’interno del complesso si trova un giardino all’italiana.

La struttura consta di tre piani totali: il piano terreno, il primo piano e il secondo piano. La maggior parte del complesso è visitabile tramite visita guidata previo pagamento del biglietto d’ingresso.

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Il castello è diventato celebre soprattutto per alcuni elementi: la presenza di un ciclo pittorico di affreschi situato al piano terra che raffigura alcune professioni medioevali e rinascimentali, la fontana del melograno, simbolo di fertilità e prosperità: si tratta di una vasca di pietra di forma ottagonale dalla quale si erge un albero di melograno interamente in ferro battuto da cui sgorgano alcuni zampilli d’acqua; e ancora i graffiti lasciati nel corso dei secoli dai visitatori e dagli ospiti del castello.

La mia visita al Castello d’Issogne

Ho visitato il Castello d’Issogne durante il mio ultimo viaggio in Valle d’Aosta del 2020: il viaggio riguardava soprattutto la scoperta dei castelli e della natura della Valle. Come già vi ho raccontato in altri articoli, questa regione possiede davvero un gran numero di castelli e questi sono rimasti quasi tutti visibili grazie, soprattutto, a due fattori: in primo luogo molti di essi non sono stati interessati da battaglie o assedi che hanno potuto intaccare la struttura, in secondo luogo molti di questi castelli sono stati oggetti di una massiccia campagna di restauro da parte di vari enti, come lo Stato. Grazie a ciò la Valle d’Aosta si dimostra una regione perfetta per gli appassionati di castelli come me.

Ho visitato questo castello appena dopo quello di Verrès in quanto molto vicini geograficamente e perché tra loro sono strettamente legati; al contrario di quello di Verrès, il Castello di Issogne è stato abitato in maniera quasi continuativa dalla famiglia degli Challant ed è stato scelto come casa di rappresentanza da questa potente famiglia: questo è ben visibile dall’architettura interna, dagli affreschi e dalla raffinata struttura.

La mia visita è stata davvero estremamente interessante: come per gli altri manieri ho potuto godere di un’ottima visita guidata che ha mostrato a me e agli visitatori ogni segreto del castello e della famiglia Challant. La visita, di circa un’ora e mezza, ha toccato tutti i grandi ambienti del maniero, concentrandosi in particolare nel cortile esterno e nell’appartamento di Avondo.

Ciò che mi ha colpito maggiormente di questo castello sono stati i graffiti: appena li ho visti ho pensato che fossero stato frutto di atti vandalici ma proprio qui ho scoperto invece che era abbastanza comune al’interno dei castelli medioevali e rinascimentali “lasciare un messaggio” da parte degli ospiti prima di ripartire. Questi messaggi sono tutti diversi: alcuni sono benevoli e ringraziano la famiglia di averli accolti con calore e amicizia, altri riguardano dichiarazioni d’amore o flussi di pensieri, come una sorta di diario, altri ancora hanno toni piccati e addirittura offensivi (non per forza però contro il castellano). I muri dunque erano una sorta di grande social network dove ognuno poteva esprimere, più o meno liberamente, il proprio pensiero.

Un’altra caratteristica del castello che mi ha davvero fatto sospirare è la presenza degli affreschi che riguardano i mestieri nel cortile: queste pitture sono davvero una grande e importante testimonianza enciclopedica di come si viveva al tempo degli Challant, con dovizia di particolari. I colori vividi mostrano una società tutt’altro che semplice, con una miriade di mestieri che oggi spesso non esistono nemmeno più. Queste professioni sicuramente contribuivano a mantenere florido il castello tanto da volerli illustrare all’interno del cortile, il primo luogo che un visitatore vedeva prima di accedere agli spazi interni.

Menzione speciale va anche all’appartamento di Avondo, oggetto di restauro proprio da parte di questo pittore che ha voluto donare nuova vita a questo luogo: con una ricerca storica profonda e una passione smisurata, Vittorio Avondo ha ridato luce al Castello d’Issogne facendolo tornare agli antichi fasti dell’epoca degli Challant. Grazie a lui possiamo ancora oggi godere di un bene davvero unico al mondo.

Consiglio vivamente di visitare il Castello d’Issogne e d’inserirlo all’interno del vostro itinerario alla scoperta della Valle d’Aosta!

Informazioni utili

Il Castello di Issogne si trova a Issogne (AO) in Piazza Castello.

La visita al castello è accompagnata da una guida specializzata secondo questi orari:

  • Da ottobre a marzo:
    dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, dal martedì alla domenica
  • Da aprile a settembre:
    dalle 9.00 alle 19.00, tutti i giorni

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

Ti è piaciuto questo articolo? Scoprine altri sulla Valle d’Aosta!

 

Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    4 Febbraio 2022

    Ero sicura che avresti proposto un nuovo castello! Anche stavolta devo dire che mi hai appassionato molt, soprattutto con la storia dei graffiti, usati come una sorta di guest book.

    rispondi
  • 6 Febbraio 2022

    Sapevo che laVal d’Aosta è pieno di Castelli (come l’Alto Adige), ma questo è addirittura fantastico!

    Come te amo tantissimo i vecchi manieri😍

    rispondi
  • 8 Febbraio 2022

    Castelli, la mia passione! Sai che mi piacciono tantissimo, a prescindere dallo stile e dall’epoca. Questo non lo avevo mai sentito nominare e mi ha fatto piacere leggere il tuo articolo perchè ho scoperto una cosa nuova! Lo inserisco subito nella mia lista delle cose da fare!

    rispondi
  • 9 Febbraio 2022

    Un altro bellissimo castello da aggiungere alla tua collezione! 🙂
    E un altro bellissimo castello che devo aggiungere alla mia lista di luoghi da vedere nel nord-ovest d’Italia, zona che ancora conosco pochissimo.
    E’ sempre interessante viaggiare con te alla scoperta di nuovi luoghi da conoscere!

    rispondi
  • 9 Febbraio 2022

    Adoro i castelli e anche questo devo dire che è molto suggestivo! Dovrei iniziare a fare una lista di quelli da visitare nel nord Italia!

    rispondi

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