Archivi categoria: Il Museo del Mese

Il Museo del mese di Aprile: il Museo Storico Militare “Alpi Giulie”

Il Museo di aprile è un museo del tutto particolare e fuori dagli schemi. Dopo aver scritto del Museo della tradizione mineraria di Cave del Predil (leggete qui il mio articolo), completo la descrizione di questo polo museale aggiungendo un articolo sull’altro Museo del polo: il Museo storico militare “Alpi Giulie”.

Alpi Giulie

Subito attirata da questo museo per via del mio interesse verso la storia militare, mi sono diretta senza esitazione alla sua entrata: grazie alla possibilità di acquistare il biglietto combinato (Museo della tradizione mineraria + visita guidata alla miniera + Museo storico militare) ho potuto trascorrere un meraviglioso pomeriggio all’insegna della storia di questo luogo e di questo piccolo paese del tarvisiano.

Il Museo storico militare “Alpi Giulie” presenta un ottimo allestimento che ripercorre la storia bellica dall’epoca napoleonica e si conclude con la Seconda Guerra Mondiale. I reperti sono corredati da spiegazioni esaustive e molto chiare, adatte a qualunque pubblico: l’esposizione risulta d’impatto e lo stampo è proprio quello del Museo militare, simile a quello del Royal Museum of the Armed Forces and Military History di Bruxelles (cliccate qui per vedere il suo sito ufficiale). Certo, la quantità di oggetti esposti non è assolutamente paragonabile, ma questo non significa che il Museo non sia degno del rispetto che merita.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il percorso museale, disposto su più piani, si snoda attraverso tre periodi di riferimento:

  • Campagne napoleoniche antiasburgiche condotte dall’Armata d’Italia, a cavallo dei secoli XVII e XIX
  • Teatro operativo della Prima Guerra Mondiale (1915-1918)
  • Base di partenza e oggetto di contenzioso internazionale durante la Seconda Guerra Mondiale

Ciò che forse colpisce di più di tutto, è l’attenzione e la cura riservata alla collezione dedicata alla Prima Guerra Mondiale, dato che questi luoghi sono stati teatro di scontri e battaglie, testimoniati dai numerosi fortini sparsi in tutto il tarvisiano e il Friuli. Il punto di vista, inoltre, non è solo quello degli italiani, ma anche quello degli austroungarici, nota che va ad impreziosire ancora di più questo luogo.

Oltre allo spazio espositivo interno, si possono trovare anche dei cannoni e delle armi all’esterno, proprio al di fuori del Museo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Da grande appassionata, soprattutto degli eventi della Seconda Guerra Mondiale, ho notato che alcune decorazioni e medaglie di quel periodo storico erano delle riproduzioni e ciò mi è stato confermato dal gentilissimo e garbato bigliettaio, che non ha esitato a dirmi che sono esposte delle riproduzioni in quanto non è semplice trovare appassionati che donano pezzi autentici: è una scelta del tutto museale, ma che a me non dispiace, l’importante è sempre segnalarlo.

Info e costi

Il museo si trova in Via Giuseppe Garibaldi, 2, 33018 Cave del Predil, Udine.

I biglietti hanno i seguenti costi:

Intero 8 €

Ridotto 1 6 €   ragazzi dai 7 ai 14 anni, over 65, gruppi con più di 10 persone

Ridotto 2 4 €   scolaresche da 7 a 14 anni

Gratis bambini con meno di 6 anni e possessori di Holiday Card

E’ inoltre possibile acquistare un biglietto combinato presso la sede del Museo della Tradizione Mineraria per il costo di 12 euro.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale.

Il Museo di Marzo: il Museo civico di Scienze Naturali di Bergamo

Durante l’uscita didattica che ho svolto al primo anno di insegnamento, ho potuto visitare uno dei musei più belli e validi di Scienze Naturali che ci siano nel Nord Italia: si tratta del museo “Enrico Caffi di Scienze Naturali di Bergamo”. Scopriamo insieme la sua storia e le sue collezioni.

Caffi

Situato nella Città Alta di Bergamo, vicino al Civico museo archeologico di Bergamo, conserva più di un milione di reperti, con una superficie espositiva di oltre 1800 metri quadrati.

Berg_14
Il meraviglioso allosauro

Il Museo è nato nel 1871 ed è stato inaugurato ufficialmente nel 1918. Tra le collezioni più antiche, il Museo annovera quella lepidotterologica di Antonio Curò con ben 12.000 esemplari, la Raccolta ornitologica di Giovanni Battista Camozzi Vertova, e la Raccolta malacologica di Giovanni Piccinelli. Il primo direttore fu Enrico Caffi, a cui il museo è stato dedicato, che lo guidò fino al 1947 con una gestione lungimirante e volta ad incrementare le raccolte con reperti sempre più interessanti.

Nel 1960 le collezioni vennero spostate nell’attuale sede, nel Palazzo Visconteo della Cittadella.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Museo è composto di diverse sezioni, molto ben articolate e con pannelli espositivi molto esaustivi: si passa dalla zoologia (con particolare attenzione all’ornitologia e all’entomologia), alla geologia (con un vasto inserto di minerali e rocce), alla paleontologia, forse la sezione più interessante ed “impressionante”: qui, infatti, troviamo un calco a grandezza naturale di uno scheletro di allosauro, che ci impressiona grazie alle sue dimensioni ragguardevoli: questo carnivoro del giurassico non sarà suggestivo forse come il T-Rex, ma è pur sempre stato un superpredatore temibile per tutti gli erbivori del suo tempo. Oltre a questo calco, si trovano importanti fossili del Triassico tutti rinvenuti nelle valli bergamasche. E ancora, degni di nota solo le ammoniti piritizzate, la libellula fossile Italophlebia gervasuttii, i fossili del più antico rettile volante, l’Eudimorphodon ranzii, ed i resti scheletrici degli elefanti (Elephas meridionalis) rinvenuti nelle miniere di lignite della Val Gandino.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Museo è assolutamente adatto a tutti, sia ai grandi che ai piccoli e si dimostra all’altezza anche per le persone non vedenti grazie alle numerose vetrine tattili del percorso “Il museo da toccare” e grazie alle scritte in Braille.

Devo dire che lo scopo del Museo, di mostrare ed intrattenere, è stato assolutamente assolto dato che sia io, che i miei colleghi, che gli studenti (con un’età compresa tra i 14 ed i 19 anni) siamo rimasti davvero soddisfatti dalla visita. Il Museo Caffi si dimostra quindi un bel punto di riferimento delle Scienze Naturali sia del Bergamasco che del Nord Italia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Informazioni utili

Il Museo è aperto tutti i giorni con il seguente orario (orario invernale): dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

Si può visitare il museo secondo le seguenti tariffe:

Biglietto unico valido contemporaneamente per il Museo di Scienze Naturali e il Museo Archeologico: € 3.00

Abbonamento annuale per l’entrata ad entrambi i musei. Valido un anno dalla data di emissione: € 10.00

L’ingresso è gratuito per le seguenti categorie:

– Minori di 18 anni

– Disabili ed accompagnatori

– Scolaresche ed insegnanti accompagnatori

– Soci dell’Associazione Amici del Museo di Scienze Naturali

– Possessori abbonamento Musei Lombardia

– Amici del Museo Archeologico

Per ulteriori informazioni, visitate il sito internet ufficiale:

http://www.museoscienzebergamo.it/web/

Il Museo di febbraio: il museo paleontologico di Bolca

Durante i miei studi, ho avuto l’opportunità di poter visitare tanti luoghi interessanti e di scoprire anche musei che non conoscevo. E’ il caso del museo paleontologico di Bolca, situato nel paese omonimo, in provincia di Verona. Dopo una bella mattinata di ricerca di fossili, dove sono stata anche fortunata a trovare un bel pesciolino, la visita al museo della famiglia Cerato è stata davvero obbligatoria.

Bolca

Già perchè la dinastia dei Cerato gestisce il sito di ricerca ed il museo correlato, che è un vero e proprio Lagerstätte, ossia un sito talmente ricco di reperti da essere definito “eccezionale” per la paleontologia. Grazie ad una concessione risalente alla fine del 1800, la famiglia si è occupata dell’estrazione e della conservazione di notevoli pezzi. I veri protagonisti non sono i grandi rettili del Mesozoico, ma bensì i pesci: il sito infatti viene definito la “Pesciara” di Bolca.

Il giacimento è costituito da strati calcarei dello spessore di circa 19 metri e di limitata estensione. La grande varietà di esseri viventi ha davvero stupito gli scienziati, dato che sono stati rinvenuti sia pesci da barriera corallina (simili a quelli dell’odierno Mar Rosso), sia organismi di fondali bassi e sabbiosi, simili a quelli che oggi possiamo ritrovare presso le coste meridionali del Mar Mediterraneo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Nel giacimento di Bolca sono state ben 250 specie di animali fossili (140 generi, 90 famiglie e 19 ordini). Inoltre, eccezionali sono stati i ritrovamenti di cefalopodi, crostacei, meduse e coralli, oltre che piume d’uccello, insetti, carapaci di tartarughe e piante acquatiche e terrestri.

Il perchè ci sia una così grande abbondanza di forme viventi è ancora tutto da spiegare e i paleontologi stanno, ancora oggi, studiando questo giacimento con grande interesse.

Il museo si caratterizza per la spettacolarità dei suoi campioni esposti: impressionanti pesci angelo (ordine dei Perciformes) e razze, pronti ad ammaliare lo spettatore che si trova davvero immerso in una laguna preistorica che lascia letteralmente senza fiato. Un viaggio nello spazio e tra le pieghe del tempo, dove i fossili sembrano prendere vita e traghettarci in lagune lontane e ricche di forme e colori bizzarri.

Questo slideshow richiede JavaScript.

I due piani epositivi offrono un’esperienza a tutto tondo e, grazie alla presenza di due grandi acquari marini con specie odierne, non è difficile per il visitatore immaginare la bellezza di questi veri e propri giganti del passato.

Il museo è adatto sia ad adulti che ai piccini, che troveranno di sicuro spettacolari questi maestosi esseri del passato. Accanto al Museo si può inoltre visitare un piccolo shop che propone pezzi in vendita provenienti anche da altri giacimenti, soprattutto esteri.

Consiglio vivamente di approfittare anche della foresteria della famiglia, dove si mangia assai bene e si dorme altrettanto comodamente. La famiglia, propone anche visite guidate al giacimento con attività di raccolta presso le “discariche”, ovvero la zona all’esterno del giacimento dove vengono depositati gli scarti delle lavorazioni, che contengono numerosi piccoli fossili ben visibili ad occhio nudo.

Informazioni utili

Biglietto intero: 4 euro

Biglietto ridotto: 3 euro

Il Museo è aperto tutti i giorni con i seguenti orari:

Orario invernale: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00

Orario estivo: dalle 9.00-12.00 e dalle 14.00-18.00

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale

http://www.museofossilibolca.eu/

Il Museo di gennaio: il museo della tradizione mineraria di Cave del Predil

Durante il mio viaggio tra Friuli e Slovenia del 2018 (leggete i miei articoli partendo da questo), sono riuscita a visitare un interessante museo, situato a Cave del Predil, a pochi chilometri da Tarvisio: il Museo della tradizione mineraria di Cave del Predil. Si tratta di un museo molto piccolo, ma assai interessante, incastonato in una terra dalle antiche tradizioni minerarie.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La mostra/museo ripercorre le tappe relative alla storia della miniera e dei suoi minatori, con alcune sale espositive che raccontano le geologia del luogo, i metodi di escavazione, gli strumenti utilizzati e le testimonianze, attraverso le fotografie, dei minatori stessi, fino alla chiusura delle attività estrattive, avvenuta nel 1991.

Lo scopo del museo è quello di essere un archivio, un centro di documentazione e un luogo dove poter assistere a testimonianze dal passato, situato in una sede suggestiva come l’ex direzione della miniera, il palazzo in cui attualmente si trova.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Con un allestimento attento anche ai fruitori stranieri e ai più piccoli, il museo riesce a dimostrarsi un punto di interesse, capace di accendere la curiosità sia del viaggiatore abituale che del “turista per caso”.

All’interno dell’esposizione, ho potuto osservare la dura vita dei minatori del passato, i loro sacrifici, gli strumenti che utilizzavano per estrarre il piombo e lo zinco. Da mineralogista quale sono, ho trovato una buona ricchezza di informazioni, che sono messe a disposizione del fruitore con chiarezza. Non è facile trovare musei che trattano di miniere o di minerali, soprattutto in Italia, quindi sono rimasta doppiamente contenta di aver visitato questo luogo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Museo della Tradizione Mineraria fa parte, insieme al Parco Geominerario e al Museo Storico Militare “Alpi Giulie” del “Polo Museale Cave del Predil” ed è possibile acquistare un biglietto cumulativo per visitare le tre realtà, come ho fatto io. Consiglio vivamente di passare per Cave del Predil e di vivere queste tre esperienze, che si legano così tanto ad un territorio che molto ha da offrire.

Info e costi

Il museo si trova in Largo Giuseppe Mazzini, 7, 33018 Cave del Predil, Udine.

I biglietti hanno i seguenti costi:

Intero          6 €

Ridotto 1     4 €   ragazzi dai 7 ai 14 anni, over 65, gruppi con più di 10 persone

Ridotto 2     3 €   scolaresche da 7 a 14 anni

Gratis                 bambini con meno di 6 anni

Consiglio di prenotare la visita telefonicamente.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale.

 

 

 

 

Il Museo di dicembre: il Centro per la storia della resistenza e della deportazione di Lione

Lione è stata per molto tempo una roccaforte per la Resistenza in Francia: moltissimi partigiani si nascondevano delle strette vie della Vecchia Lione e nei numerosi passaggi segreti dei palazzi a nord della città. Il 26 maggio del 1944 la Gestapo decise di stabilire proprio in questa città una base molto articolata e importante ed è proprio qui, in Avenue Berthelot 14 che oggi sorge il Centro per la storia della resistenza e della deportazione.

Li_sto5
Oggetti di alcuni cittadini deportati

Al contrario di molte città (anche italiane, purtroppo), Lione si è dimostrata sensibile nel non demolire il tremendo passato, ma anzi ha deciso di riconvertire i tristi luoghi simboli del nazionalsocialismo in veri e propri musei, come anche in molti casi la Germania ha fatto.

Il Museo, come molti altri del suo genere, è in realtà un centro di studi e di documentazione, che conserva molto materiale cartaceo che testimonia la vita dei lionesi durante l’occupazione nazista. La scure si è abbattuta con forza in questa città e molte testimonianze di deportati sono raccolte in lettere e documenti conservati nell’eposizione permanente, che si articola in tre sezioni fondamentali: “l’impegno”, “la propaganda”, “lo spazio e il tempo”.

Li_sto4
Documenti necessari per spostarsi in città e altri

Il Centro nasce proprio allo scopo di preservare la memoria storica e di insegnare ai giovani a guardare al passato per non ripetere gli errori compiuti. Oltre allo spazio espositivo permanente, il Museo è impreziosito da ricostruzioni a grandezza naturale di case durante l’occupazione o di “basi segrete” con documenti riprodotte e armi. E’ forse questa la parte più originale del Centro, perchè ci proietta proprio in un’altra epoca, che sembra così distante ma che in realtà non lo è.

Il pubblico ha inoltre a sua disposizione diversi documenti audiovisivi e iconografici, un centro di documentazione, uno spazio per i giovani, un auditorium e delle esposizioni temporanee.

Oltre al Centro di Documentazione sul Nazionalsocialismo visitato a Monaco di Baviera (leggete qui il mio articolo), questo museo entra di diritto tra i musei più belli finora visitati sulla Seconda Guerra Mondiale in generale. Grazie alla Lyon Card, ancora una volta siamo riusciti ad entrare gratis e a goderci a pieno l’esperienza immersiva all’interno di questa particolare realtà. L’unico peccato è quello di non aver visto molta affluenza di pubblico, perchè spesso questi musei sono poco conosciuti e segnalati anche nelle guide, quando in realtà sono tra i più interessanti dal punto di vista storico e antropologico.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Una sensazione di tragicità ma anche di ardente speranza ci ha pervaso alla fine della visita, perchè siamo stati contenti di vedere come Lione abbia voluto ricordare i suoi martiri e la sua gente, ma anche il periodo storico difficile e delicato che ha avvolto tutta l’Europa. Cosa che di certo l’Italia fa ancora fatica a fare, nonostante di occasioni e buoni propositi ce ne siano.

Centro per la storia della resistenza e della deportazione
14, avenue Berthelot 69007 Lyon Guillotière (7° arrondissement).
04-78-72-23-11.
Dal mercoledì alla domenica, dalle 9:00 alle 17:30.
Prezzo: 3,80 euro, gratis con la Lyon Card.

Per altre informazioni, consultate il sito ufficiale.

Il Museo di novembre: il Museo della Confluenza di Lione

Durante il mio viaggio a Lione sono riuscita a visitare moltissimi muesei e luoghi culturali. Nessuno di questi però è stato così particolare come il Museo delle Confluenze, così chiamato a causa della sua posizione, alla confluenza tra il fiume Rodano e la Saona.

 

Confluenze_copertina
I grandi reperti fossili del Museo

 

Il Museo delle Confluenze si propone di far vivere al visitatore un viaggio incredibile attarverso la storia non solo dell’uomo, ma della Terra e degli esseri viventi, in un’avventura che tocca tutti i continenti per rimanere stupiti di quanto il nostro Pianeta sia bello e variegato.

Attraverso 3 piani espositivi, di cui uno per le mostre temporanee e due per l’allestimento permanente, il museo vi proietterà in universi sconosciuti, cercando sempre di essere esplicativo e alla portata di tutti. Si scopre dunque l’origine della vita, grazie alla straordinaria storia dell’evoluzione, mostrando reperti fossili e modelli a grandezza aumentata, oltre che video interativi e pannelli dettagliati. La disposizione delle sale è diversa dall’allestimento classico, dove i reperti sono mostrati in teche più o meno grandi: al Museo delle Confluenze il visitatore è immerso in prima persona in quella che è una vera e propria esperienza didattica, dove l’uomo è non solo il protagonista, ma anche colui che deve farsi carico di amare e proteggere questa bellissima diversità di esseri viventi e forme di vita, di culture e tradizoni.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Gli esseri viventi, umani e non, tessono nel mondo una rete di legami variegati, un ordito in cui tutto è connesso e correlato. Il percorso si sviluppa in modo naturale attraverso questi legami, rappresentati da 27 km di corde. Questa scenografia, interamente metaforica, rende inoltre tangibili i legami asimmetrici che uniscono le diverse specie del mondo vivente.

Oltre al focus sul legame degli esseri viventi, una buona parte della mostra permanente è incentrata sull’uomo e sulla sua evoluzione, con le più grandi scoperte scientifiche e meccaniche in esposizione.

 

Confluenze_1
Le scoperte tecnologiche del Museo

 

Grande spazio è dato anche alle mostre temporanee, posizionate al piano terra del Museo: con 4 spazi ampi e articolati, il Museo offre una grande varietà di esposizioni temporanee.

Durante la mia visita a luglio del 2018, sono rimasta davvero colpita dall’allestimento e dalle mostre. Con la Lyon Card sono entrata gratis (di nuovo, grande acquisto questa Lyon Card!) e sono rimasta davvero estasiata da tutto ciò che mi è stato mostrato: le mostre temporanee su Hugo Pratt, il maestro creatore di Corto Maltese, Lo Spirito del Giappone, che mostrava le tradizioni giapponesi fatte di esseri mistici e mostruosi, La Mostra sui Tuareg, con suppellettili e abiti di questa fantastica popolazione nomade, e la Mostra sugli allestimenti museali, su cosa si deve mostrare in un museo oppure no, sono state esperienze davvero uniche e assai costruttive, in spazi molto grandi e ben allestiti.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Museo di trova a Lione, in 86 quai Perrache e segue i seguenti orari:

Martedì, mercoledì e venerdì 11:00 – 19:00
Giovedì 11:00 – 22:00
Sabato, Domenica e festivi 10:00 – 19:00
Chiuso il lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio, il 1° novembre e il 25 dicembre
Chiusura degli sportelli 18:15 | giovedì alle 21:15
Aperto il lunedì di Pasqua, 6 aprile 2015 e il lunedì di Pentecoste, 25 maggio 2015.

Il costo dei biglietti è il seguente:

Adulti tariffa piena — 9 €
Adulti a partire dalle 17:00 — 6 €
Giovani 18-25 anni impiegati — 5 €

Ingresso gratuito su presentazione di un giustificativo
Giovani fino a 18 anni, liceali, apprendisti e studenti fino a 26 anni
Tessere ICOM, stampa, guida conferenziere.

Accesso gratuito e prioritario per i detentori della Lyon City Card
Il pass cultura e tempo libero di Lione, in vendita agli sportelli del museo.

 

 

Il Museo di ottobre: il Museo des Beaux-Arts di Lione

Chi di voi mi segue, sa qunto mi piaccia l’arte, in particolare quella pittorica, e quanto ci tenga a visitare almeno un museo di questo genere quando visito una grande (o piccola) città. A Lione, durante il mio viaggio di luglio del 2018 (leggi il primo giorno cliccando qui) ho potuto visitare uno dei musei più importanti della città e della Francia tutta: il Musée des Beaux-Arts.

 

Statua_1
Denis Foyater – Jeune fille au chevreau

 

Il Museo è stato aperto nel 1801, ed è uno dei primi musei aperti dopo il Louvre. Presenta collezioni di pittura, arte antica, scultura, oggetti d’arte, monete, medaglie, stampe e disegni, rendendolo uno dei musei più variegati di tutta la Francia. Il Museo è ospitato all’interno del palazzo seicentesco di Saint-Pierre e alcune sale conservano ancora la decorazione originale di questo ex convento. Il palazzo si affaccia direttamente su Place des Terreaux, proprio affianco all’Hotel de Ville.

Se volete godervelo appieno, vi consiglio di dedicargli almeno una mezza giornata, perchè i reperti in mostra sono davvero tanti e non è sempre facile mantenere alta l’attenzione. Se avete la Lyon Card, l’ingresso è naturalmente gratuito (un motivo in più per farla!)

Questo slideshow richiede JavaScript.

La collezione di pittura conta circa 700 opere ed occupa ben 35 sale del Museo: si parte dal trecento fino ad arrivare agli anni’80 del 1900. La collezione è ricca e variegata, con pittori europei per lo più, con una buona componente di fiamminghi e italiani. Il Seicento, l’Ottocento e la prima metà del Novecento sono i punti cardine della collezione, esposta in ordine cronologico, senza separazione delle varie scuole. Si possono dunque distinguere:

Questo slideshow richiede JavaScript.

Per quanto riguarda la scultura, la collezione si trova nel giardino del museo, proprio prima dell’entrata e nella cappella dell’Ottocento. Anche qui, si dà grande spazio alla sequenza temporale, cercando di rappresentare le più grandi scuole attraverso i secoli, come le scuole italiane del Quattrocento e del Cinquecento (scuola del Verrocchio, di Della Robbia, di Donatello, di Michelangelo), sculture di Antoine Coysevox, di Antonio Canova, Jean-Baptiste Carpeaux, Auguste Bartholdi, Auguste Rodin (con una delle più grandi raccolte delle sue opere), Antoine Bourdelle, Pierre Auguste Renoir, Ossip Zadkine, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso, Henri Laurens, Arman.

Lione_18
Una delle sale delle sculture

Il Museo è davvero immenso e mi perdo nelle varie sale che davvero ospitano ogni forma d’arte che possiamo immaginarci in questo momento, senza dimenticare l’Arte antica, dove il cavallo di battaglia è di sicuro l’Egitto dato che la sua area ospita più di 14 000 oggetti, anche se ovviamente non sono tutti esposti. Dall’egitto ci si sposta al’Oriente Antico, alla Roma e alla Grecia Antica e agli Etruschi. Non posso dimenticare assolutamente la collezione di medaglie e di monete, che conta 50.000 oggetti, portando di fatto il Museo ad essere uno dei punti di riferimento per la numismatica mondiale.

Il Museo ospita anche oggetti d’arte, opere a pastello e ancora tante altre opere d’arte. Insomma, il Museo di ione è davvero un mondo dentro il mondo della città francese, in cui perdersi e respirare il profumo delle tele dei grandi del passato. Se venite a lione, davvero, non potete perdervelo!

Il Museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì e i giorni festivi, dalle 10 alle 18, il venerdì dalle 10,30 alle 18.
Sono previste delle chiusure parziali tra le 12,30 e le 14.

Le domeniche ed i giorni 8, 9, 10, 24 e 31 dicembre, il museo chiuderà, eccezionalmente, alle 17.

Il biglietto è di 8 euro per l’intero, 4 euro per il ridotto, gratuito per i possessori di Lyon Card e per chi è in cerca di impiego. C’è anche la possibilità di fare un biglietto combinato con le mostre presenti, al costo di 12 euro per l’intero, 7 euro per il ridotto e  gratuito per chi possiede la Lyon Card e per chi è in cerca di impiego.

 

 

Il Museo di settembre: il Museo Speleo Paleontologico di Genga

Durante la mia visita alle Grotte di Frasassi, non potevo non cogliere l’occasione di visitare il Museo affiliato speleo paleontologico archeologico di Genga, che conserva il famoso (almeno per noi addetti ai lavori) Ittiosauro di Genga. Perchè affiliato? Perchè con il biglietto per accedere alle Grotte è compreso anche l’ingresso a questo Museo, che forse troppo spesso i turisti saltano per distrazione o perchè non sanno della sua presenza. I turisti, appunto, non i viaggiatori. Eccomi quindi a raccontarvi di questo piccolo e grazioso Museo.

 

MuGenga_copertina
Insegna del Museo

 

Il Museo speleo paleontologico e archeologico di Genga è un museo allestito all’interno del cenobio dell’Abbazzia di San Vittore: il Museo si propone di far conoscere la storia dell’ittiosauro di Genga, nonchè dei fossili ritrovati nei dintorni del comune di Genga e dei resti archeologici di queste zone. Senza dubbio il Museo, di ridotte dimensioni e con tre piccoli piani espositivi, è famoso per il suo rettile giurassico più che per gli altri oggetti esposti.

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’Ittiosauro è stato ritrovato il 20 luglio nel 1976, in località Camponocecchio, proprio nei dintorni di San Vittore, durante i lavori per la costruzione di una galleria stradale. Vi avevo già parlato degli ittiosauri, in occasione del Museo del mese di Gennaio del 2017 (leggete qui il mio articolo), infatti questo non è il primo che incontro sul mio cammino, ma di sicuro è uno dei più importanti presenti in Italia. Gli ittiosauri sono grandi rettili marini estinti simili agli odierni delfini: questi formidabili predatori marini prosperarono per tutto o quasi il Mesozoico, dal Triassico inferiore (circa 250 milioni di anni fa) al Creatceo superiore, circa 90 milioni di anni fa. La causa della loro estinzione è ancora sconosciuta.  Le molte specie di ittiosauri erano di dimensioni diverse, e variavano da 1 ad oltre 16 metri, respiravano aria, partorivano cuccioli vivi (erano vivipari come i delfini e le balene) e probabilmente a sangue caldo.

La nostra protagonista, che possiamo anche chiamare gengasauro (Gengasaurus nicosiai), o Marta, dato che era una femmina, è vissuta circa 152 milioni di anni fa (Kimmeridgiano-Titonico, Giurassico superiore) nelle odierne Marche. Può essere inquadrata all’interno della famiglia degli oftalmusaridi anche se differisce da Ophthalmosaurus sotto vari aspetti, come la forma del basisfenoide posteriore, la forma del sopraoccipitale, la sfaccettatura assiale dell’omero e l’ulna prossimo-distalmente accorciata. Dopo anni in cui i resti furono abbandonati, il paleontologo Umberto Nicosia iniziò a studiarli ma solo nel 2016 la specie venne ufficialmente descritta. All’interno dell’esofago di questo esemplare, l’unico fin ora trovato, sono stati rinvenuti due denti di squalo del gruppo degli Hexanchiformes.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Oltre al gengasauro, il museo ospita alcuni fossili di mammiferi ed uno scheletro di Ursus spelaeus (l’Orso delle caverne), oltre ad alcuni manufatti preistorici ritrovati nei dintorni come punte di freccia, lance, vasellame (anche di epoca romana o posteriore).

Il Museo si trova in Via S. Vittore, 60040 San Vittore ed è aperto dal Lunedì al Sabato dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30, mentre la Domenica e i festivi si osserva l’orario continuato dalle 8:30 alle 19:30.

Il biglietto intero è di 4 euro, mentre il ridotto di 2 euro, gratuito ai visitatori delle grotte, ai ragazzi sotto i 6 anni, ai portatori di handicap e ai residenti del Comune di Genga.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il museo di agosto: Il Museo del Cinema e delle Miniature di Lione

Dopo il sondaggio che ha visto vincitore il Museo del Cinema e delle Miniature di Lione sulla pagina Facebook del blog è ora di farvi conoscere questo luogo incantato e davvero magico.

Il Museo del Cinema e delle Miniature è nato nel 1990 ma si trova presso questa sede soltanto dal 2005, in una location suggestiva e davvero ipnotica: la Maison des Avocats, monumento storico dell’Unesco. Il Museo si sviluppa in verticale e raccoglie tutti i reperti raccolti da Dan Ohlmann, miniaturista e cabinet maker, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita al cinema e all’arte delle miniature.

Lione_7
C-3PO da “Guerre Stellari”

E’ così che vediamo raccolti oggetti di scena dei più famosi film degli anni ’80, ’90 e i primi 2000, costumi originali, maschere, accessori e favolosi pezzi di storia del cinema che ci emozionano, dal fantasy alla fantascienza, dalle commedie ai comici, senza dimenticare gli horror. Il Museo riesce a toccare praticamente tutti i più grandi successi di quegli anni: parliamo di Ritorno al Futuro, di Alien, di Star Wars, ma ancora Harry Potter, Batman (sia la versione di Burton che di Nolan), 2001: Odissea nello Spazio. Oltre a ciò possiamo esplorare il set del famoso film “Il Profumo“, che proprio qui è stato girato.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Scopriamo così come vengono realizzati gli effetti speciali, o come alcuni diorami siano stati in realtà le location di molte pellicole. Il museo è anche interattivo, grazie a video e ad animatroni come la mitica Regina Alien, comparsa nel film Alien vs Predator e che riesce ad emozionare grazie ai suoi oltre 2 metri di altezza e ai suoi oltre 20 movimenti e suoni: una sala è dedicata tutta per lei, come una vera Regina.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ma il Museo non è solo Cinema, ma anche miniature: queste sono raccolte minuziosamente su un piano e sono più di 120, con riscostruzioni di vita quotidina ama anche di luoghi famosi di Parigi e non solo. Il lavoro che sta alle spalle di queste monumentali opere d’arte è tutt’altro che semplice, ma il risultato è davvero sbalorditivo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Museo del Cinema e delle Miniature è un santuario per chi vuole scoprire come vengono realizzati i trucchi, gli effetti speciali, le riprese speciali ed i costumi dei più grandi e famosi film. L’intero spazio espositivo è adatto sia ai bambini che agli adulti e i numerosi pezzi di memorabilia sono sapientemente esposti in modo da creare un’eccitazione continua e una fibrillazione che vi spingerà a voler vedere sempre di più e a volerci addirittura tornare per poter godere ancora una volta di uno spettacolo così unico.

La visita a questo museo è assolutamente obbligatoria per tutti gli amanti della settima arte:

virgolette Direi che l’amore per la settima arte trasuda da ogni sala del museo, a partire dai set minuziosamente ricostruiti fino ad arrivare agli stupendi oggetti di scena esposti. Un viaggio incredibile in infiniti universi, il tutto racchiuso in un unico palazzo.  

Gabriele Casnedi, studente di cinema

E per dirvelo Gabriele, che è piuttosto pignolo ed esigente, vuole dire che ne vale veramente la pena!

Il Museo del Cinema e delle Miniature si trova in Rue Saint Jean presso la Maison des Avocats ed è raggiungibile tramite la Metro D, fermata Vieux-Lyon o con la linea D dei bus, sempre fermata Vieux-Lyon, oltre che a piedi naturalmente.

Il Museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.30 e il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 19.00, chiuso il 25 dicembre ed il 1 gennaio.

Il costo del biglietto è di 9 euro per gli adulti e di 6,50 euro per i bambini dai 4 ai 15 anni inclusi, gratuito per i minori di 4 anni.
C’è la possibilità di avere una tariffa ridotta per gli studenti, per i diversamente abili e per le persone in cerca di impiego, oltre che per gli over 60.
L’ingresso è gratuito per i possessori della Lyon Card.
Per ulteriori informazioni, visitate il Sito Ufficiale.

 

 

 

 

Il museo di luglio: i Musei civici di Pavia

Pavia, rinomata e famosa città storica, non può che essere anche una città ricca di cultura e musei, come i Musei Civici di Pavia, che in pochi conoscono ma che sicuramente non possono non essere apprezzati.

 

MuPa_copertina
La sala dei manufatti romani

 

I Musei civici si trovano all’interno del Castello Visconteo e ospitano alcune collezioni permanenti. I Musei sono divisi in varie sezioni che comprendono:

  • Museo archeologico e sala longobarda
  • Sezione romanica e rinascimentale
  • Pinacoteca Malaspina del ‘600 e ‘700
  • Quadreria dell ‘800
  • Paesaggi Pavesi del ‘900

Oltre che alle mostre temporanee del Castello e delle Scuderie.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Si possono ammirare parecchi manufatti, di età romana e longobarda, ritrovati nei dintorni di Pavia e nella sua provincia, e un’ottima varietà di dipinti che spaziano dai capolavori rinascimentali di Antonello da Messina ai maestri ottocenteschi come Francesco Hayez, con una delle sue opere più celebri, “Accusa segreta”

Purtroppo per mancanza di personale non è garantita l’apertura di tutte le sale espositive in contemporanea: questo è ciò che è capitato a me, quando ho effettuato la visita.

Questo slideshow richiede JavaScript.

I Musei si trovano presso il Castello Visconteo, in viale XI Febbraio a Pavia.

Orari sale espositive:

nei mesi di luglio, agosto, dicembre e gennaio:
da martedì a domenica: 9.00 – 13.30
chiuso lunedì

nei restanti mesi dell’anno:
da martedì a domenica: 10.00 – 17.50
chiuso lunedì

La cessione dei biglietti termina 45 minuti prima dell’orario di chiusura.

BIGLIETTI

Biglietto intero: euro 8.00 (tutti i musei)
Biglietto ridotto: euro 4.00 (singoli musei o sezioni)
Biglietto Famiglia (due genitori + figli fino a 18 anni): euro 10.00
Corte del Castello: gratuito

L’ingresso con biglietto ridotto è consentito a:

– gruppi o comitive pari o superiori a 20 persone (previa prenotazione)
– singoli membri di Associazioni convenzionate con i Musei
– personale del MiBACT e dei musei pubblici europei

L’ingresso gratuito è consentito a:

– possessori di Abbonamento Musei Lombardia Milano
– membri dell’ICOM.
– utenti che non abbiano compiuto il 26° anno di età o che abbiano compiuto il 70° anno di età
– guide turistiche e giornalisti nell’esercizio della propria attività, su esibizione di tessera professionale
– scolaresche e loro accompagnatori
– portatori di handicap e loro accompagnatori
– studenti universitari o di accademie oltre i 26 anni autorizzati dalla Direzione dei Musei Civici di Pavia per specifici motivi di studio (per ottenere l’autorizzazione è possibile scrivere a museicivici@comune.pv.it)
– utenti il cui compleanno cade nella giornata di visita
– cittadini stranieri residenti nelle città gemellate con Pavia: Vilnius (Lituania), Hildesheim (Germania), Besancon (Francia), Zante (Grecia), Betlemme (Stato di Palestina), Hersbruck (Germania)
– sono ad ingresso gratuito le iniziative indette in occasione di speciali giornate promozionali organizzate dai Musei anche in accordo con MiBACT e ICOM.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.