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Villa Gromo Mapello

Ville, palazzi, luoghi storici… Ormai sapete quanto io adori tutto ciò! Il blog di Donna Vagabonda è un vero e proprio forziere ricco di articoli riguardanti le ville storiche e i palazzi (soprattutto lombardi) e questo nuovo articolo vi porta nel cuore della bergamasca, a Villa Gromo Mapello.

Dove: Via Guglielmo Marconi 22, Valtrighe – Gromo, Mapello (BG)

Storia di Villa Gromo Mapello

Villa Gromo Mapello è una delle ville storiche più suggestive dell’Isola Bergamasca: la data di costruzione esatta non ci è pervenuta ma presumibilmente la costruzione inizia a cavallo tra ‘600 e ‘700 grazie alla famiglia Zanchi – De’ Locatelli, una nobile famiglia proveniente da Alzano Lombardo al servizio della Repubblica di Venezia che decise di costruire una villa di riposo, un luogo da frequentare durante l’estate, un luogo bucolico lontano dalla città per godersi del sano relax. La villa però non fu costruita solo come “luogo ameno”, ma anche per mostrare la ricchezza, l’opulenza e l’importanza della famiglia, come monito verso tutte le altre casate rivali.

La maestosa Villa Gromo Mapello

Nel 1947 la villa e tutti i fabbricati annessi vennero acquistati dalla famiglia Antona-Traversi da cui prenderà il nome. Oggi è conosciuta come Villa Gromo Mapello dal borgo di Gromo, un piccolo agglomerato urbano che sorgeva attorno alla villa e abitato, in gran parte, da contadini e personale di servizio proprio di questo maniero. “Gromo” viene dal latino “Grumus”, termine che indica un’altura, proprio perché la villa si trova in posizione sopraelevata rispetto a tutti gli altri edifici.

La villa oggi è di proprietà del Signor Nicola Colaci e della sua famiglia, discendenti dall’Antona-Traversi.

Struttura della Villa

Il grande cancello d’ingresso da cui oggi si accede è sormontato da due figure animalesche, una pantera e un leone, poste a guardia della proprietà ed è affiancato da una curiosa costruzione in stile elvetico, lascito della Signora Stampa. Quest’ultima desiderava infatti inserire all’interno di questa proprietà un rimando alle sue origini svizzere. A oggi tale edificio è abitato dalla sorella dell’odierno proprietario, il Signor Nicola Colaci.

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Il parco si estende per circa 20.000 metri quadrati mentre l’edificio principale, quasi del tutto affrescato, occupa circa 1750 metri quadri.

Spicca, davanti alla proprietà, la fontana calcarea che attinge l’acqua da una piccola fonte di proprietà della famiglia Colaci: la sua peculiarità è quella di “cambiare nel tempo” dato che il calcare è profondamente trasformato dall’interazione con l’acqua, dunque l’aspetto della fontana nel corso delle varie epoche risulta essere sempre diverso.

Come precedentemente sottolineato buona parte della struttura interna risulta affrescata e riprende temi mitologici: allegorie e divinità greche non mancano, ma anche illusioni e finte cornici che creano un tripudio di colori e linee armoniose. Alcuni affreschi del piano terra sono stati attribuiti a Carlo Innocenzo Carloni, lo stesso artista che ha affrescato alcune sale del Belvedere Superiore a Vienna.

Al piano terra si trova anche lo splendido salone grande, anch’esso affrescato: senza dubbio il luogo più sontuoso e imponente dell’intera struttura, nonché il simbolo di questa villa settecentesca. Il soffitto è abbellito dai colori sgargianti delle figure allegoriche e fantasiose, un vero trionfo di colore e sontuosità. A lato si trovano alcuni salottini privati, più piccoli e intimi, dove i gentiluomini e le dame potevano intrattenersi conversando senza il disturbo delle coppie danzanti o, perché no, appartarsi per scambiarsi segreti intimi e pettegolezzi. Anche questi salottini, seppur con stili diversi, sono affrescati secondo il gusto dell’epoca.

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Al primo piano si trovano inoltre alcune sale, senza dubbio più sobrie ma non meno eleganti, che oggi vengono utilizzate come sale da cerimonia per matrimoni e banqueting.

Di notevole interesse è anche la piccola cappella gentilizia dedicata a Santa Eurosia al cui interno spicca la Gloria di san Giuseppe.

La mia visita a Villa Gromo Mapello

Durante una domenica di fine marzo ho deciso di recarmi nella bergamasca per scoprire uno dei suoi gioielli più brillanti: grazie a una visita organizzata da Lombardia Segreta ho potuto quindi ammirare l’avvolgente bellezza di questo luogo storico. La guida, la preparatissima e molto disponibile Eva, ha accolto me, il #Pirata, #GenitoriVagabondi, mia Zia Franca (avevamo deciso di trascorrere una piacevolissima giornata in famiglia) e molti altri visitatori allo scopo di svelarci storia e segreti di questa villa così maestosa.

Tripudio di bellezza

Da subito mi ha colpito il parco: molto ben curato ma soprattutto… Enorme! Tra prato e piccoli angoli boschivi questa zona della proprietà si presta benissimo per set fotografici o come location per matrimoni. La giornata inoltre non poteva offrirci un tempo migliore: finalmente la primavera si era decisa a sbocciare in tutta la sua meraviglia, regalandoci una mattinata molto più calda di quello che ci si poteva aspettare e ciò ci ha permesso di godere meglio della visita e della piacevole compagnia.

Una volta superati gli esterni siamo passati al salone grande:

Immenso!

Non penso vi siano termini per definirlo al meglio: il mix di colori, le pennellate decise, la definizione dei volti delle figure protagoniste, i dettagli così valorizzati. É difficile trovare beni storici così ben restaurati e mantenuti, soprattutto se non si tratta di beni pubblici o inseriti all’interno di contesti urbani. Eppure Villa Gromo Mapello è così: inaspettatamente sfolgorante.

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In ogni angolo della sala si respirava magnificenza, sembrava di essere immersi in un sogno ottocentesco, fatto di balli, musica, dame e nobiluomini, di gonne ampie e vestiti luccicanti. Che dire poi dei piccoli salottini? Delle piccole bomboniere fatte apposta per la conversazione, per conoscere meglio gli ospiti, per “flirtare” e per innamorarsi: spazi unici che hanno visto davvero di tutto nel corso del tempo e che custodiscono segreti, intrighi, storie d’amore.

Eva ci ha davvero fatto fare un viaggio nel tempo con le sue spiegazioni e con la sua incredibile passione: personalmente ho davvero apprezzato la sua guida, mai troppo complessa e nemmeno banale, precisa e interessante; come sempre ci tengo a rimarcare come una guida professionale possa far apprezzare ancora di più il luogo che si sta visitando. Se poi si possono fare fotografie… Ancora meglio! E ormai mi conoscete, io mi sono letteralmente sbizzarrita e ho immortalato ogni angolo della villa, dai soffitti alle pareti, dai camini ai ritratti: nulla è sfuggito alla mia voglia di documentare qualunque cosa attraverso la mia amata Canon!

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Grazie alle parole della nostra guida ho scoperto che la villa oggi è ancora abitata e che il nostro tour, durato circa un’ora e mezza, ci ha mostrato solo alcune delle magnifiche sale: immagino come siano anche le altre e quanta passione e dedizione ci vogliano per mantenere in questo stato un bene così imponente.

La visita a Villa Gromo Mapello è stato un vero successo e mi ha fatto letteralmente innamorare di questo luogo: sono ormai un habitué delle ville e posso davvero dire di averne viste tante (ma mai troppe) sparse per l’Italia (e non solo) e devo ammettere che questa è entrata di prepotenza nella lista delle più belle e interessanti. Ma non potevo aspettarmi di meno da un così fulgido esempio di villa settecentesca: l’opulenza degli Zanchi riecheggia ancora tra queste pareti e si mostra in tutta la sua sfacciataggine, diretta e concisa, bella e proibita.

Villa Gromo Mapello è davvero un sogno, un sogno ad occhi aperti.

Visitare la bergamasca: se avete in mente di visitare questa zona della bergamasca, magari proprio dopo aver scoperto con i vostri occhi Villa Gromo Mapello, vi consiglio di dirigervi verso il Santuario di Sotto il Monte Giovanni XXIII, a poca distanza da Mapello. Qui troverete il santuario dedicato al “Papa Buono” e un luogo di preghiera e raccoglimento che vale la pena di visitare, anche se non siete credenti.

Se poi volete gustare dell’ottima cucina bergamasca e delle carni squisite non dovete andare lontano: proprio di fronte all’ingresso di Villa Gromo Mapello si trova l’Oster Bif & Beef: un locale davvero unico dove la fame viene appena si entra!

Commenti

  • 20 Maggio 2022

    Ma dai … Sei stata a Mapello? Una villa splendida davvero, ottima scelta. Ci sono stata un ventennio fa oramai e vedo dalle tue foto che mi ambienti sono stati magnificamente restaurati!

    Dovrò tornare mi sa

    rispondi
  • 23 Maggio 2022

    Oso solo immaginare cosa voglia dire abitare adesso in un’ala della villa. Avere la fortuna di svegliarsi, aprire uno dei balconi e godersi la vista del parco attorno. Le sale che hai potuto visitare solo bellissime, soprattutto quel soffitto è stupendo.

    rispondi
  • Federica
    29 Maggio 2022

    Solo a raccontare attraverso le foto e le parole me ne sono innamorata. Io amo i luoghi storici, sembra che escano dalle fiabe! Ora però voglio andarci!

    rispondi
  • 13 Luglio 2022

    Già su Ig mi aveva attirato questa villa e ora leggendo il post ne ho la conferma davvero magnifica, questi interni così ben conservati, le foto rendono benissimo l’idea

    rispondi

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