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Trekking alla Porta di Prada

Le mie estati montane sono sempre un’occasione per scoprire luoghi incredibili e affrontare trekking interessanti e alla portata di tutti. E’ così che l’estate del 2022 mi ha (ri)portata ad un luogo simbolo del mio percorso di studi, nonché del Gruppo delle Grigne: la Porta di Prada.

Regione: Lombardia
Zona: Gruppo delle Grigne – Grigna Meridionale
Comune: Esino Lario (LC)
Difficoltà escursionistica: E
Dislivello: sentiero 24 CAI Lecco salita m 223
Abbigliamento: scarpe da trekking, pantaloni lunghi da escursione, maglia di ricambio, bastoni da trekking consigliati

Sono stata per la prima volta alla Porta di Prada durante un’escursione organizzata dal mio docente di sedimentologia all’Università: era autunno e il freddo non si era fatto attendere quell’anno. Nonostante ciò ci siamo comunque armati di abbigliamento tecnico e siamo giunti, ad una velocità non consueta e sotto una pioggia che ancora adesso ricordo, alla Porta di Prada. Non era stata una grande escursione per via del tempo così instabile e quindi mi ero ripromessa di tornarci non appena fosse stato possibile.

Il 2022 è stato un po’ l’anno del trekking per quanto mi riguarda e, essendo allenata grazie ai numerosi sentieri affrontati in Umbria e non solo, volevo mettermi in gioco e provare a raggiungere la Porta di Prada insieme al Pirata e all’amico Vagabondo Alessio, compagno di mille e più avventure.

Le Grigne

La Grigna è la più alta montagna ch’abbi n’ questi paesi, ed è pelata.

Leonardo da Vinci – Codice Atlantico

Il Gruppo delle Grigne, conosciuto anche come “La Grigna” o “Le Grigne”, è un massiccio montuoso alpino situato all’interno della Provincia di Lecco, a est rispetto al Lago di Como e inserito all’interno delle Prealpi Orobie. La Valsassina funge da separatore naturale tra le Grigne e le Alpi Orobie, mentre a sud sono limitate dalla città di Lecco e a ovest si trova il ramo lecchese del Lago di Como.

Il massiccio è formato da tre cime di roccia di costituzione calcarea:

  • la Grigna (2410 m s.l.m.), detta anche Grignone o Grigna settentrionale, conosciuta un tempo come monte Coden
  • la Grignetta (2177 m s.l.m.), detta anche Grigna meridionale
  • il Coltignone (1479 m s.l.m.)

Il nome “Grigna” deriva probabilmente dall’antico gallico “gries” che significa “friabile” a causa della sfaldabilità della roccia che costituisce il gruppo (in preponderanza roccia calcarea). Secondo un’altra teoria il toponimo deriva dal verbo “grignare” ossia “ridere in modo sarcastico e con bocca spalancata”: questa espressione del viso ricorderebbe la presenza di numerose caverne che contraddistinguono questi monti. In ogni caso le Grigne sono assolutamente apprezzate sia dagli appassionati alpinisti sia dagli escursionisti che amano godere di panorami eccezionali.

Veduta delle Grigne

Il massiccio è di natura carsica: la presenza di numerosi corsi d’acqua ha infatti modellato nei secoli tutto l’ambiente determinando in maniera inequivocabile l’habitat di numerose specie animali e vegetali d’indubbio pregio. Le cime sono spesso aride e con pochi alberi.

La Porta di Prada

Una canzone ci racconta il rapporto tra l’alpinista e la Grigna: attraverso la metafora dell’amante (lo scalatore) e la crudele amata (la Grigna) si canta di quanti sono morti (“Avere te voglio, o morire“) nel tentativo di scalare questa insidiosa montagna.

La Porta di Prada è un immenso arco naturale situato nel massiccio delle Grigne, in particolare all’interno delle Grigne Meridionali. Si tratta di un geosito di importanza nazionale e rientra all’interno dei 260 e più geositi censiti all’interno della Regione Lombardia.

La sua formazione è dovuta all’erosione da parte degli agenti atmosferici della roccia calcarea facente parte della serie del Calcare di Esino, situato in cima alla Valle di Prada a circa 1700 metri di altitudine e di età triassica (formatosi circa 228- 237 milioni di anni fa).

La Porta di Prada

Con un’altezza di 15 metri e un’estensione di 8 metri è uno degli archi naturali più suggestivi d’Italia. Visibile anche da notevole distanza, è meta di numerosi appassionati: situata proprio accanto al sentiero CAI Lecco 24 che conduce al Rifugio Bietti-Buzzi, è una tappa davvero obbligatoria per chi ama passeggiare e godersi le gioie della montagna. Al di sotto dell’arco maestoso si trova una croce e alcune targhe in ricordo di alpinisti e altri personaggi locali; grazie alla sua posizione molto esposta è possibile fotografarla da più prospettive ammirando tutte le sfaccettature di questo incredibile capolavoro naturale.

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Per raggiungere la Porta di Prada bisogna imboccare il Sentiero 24 CAI Lecco che parte dalla località Vò di Moncodeno – Cainallo e conduce al Rifugio Bietti-Buzzi: la Porta si paleserà davanti ai vostri occhi dopo circa 50 minuti di camminata a buon passo.

Prima di parcheggiare al Vò bisogna pagare il biglietto presso la macchinetta automatica situata prima del parcheggio, presso l’Albergo Cainallo: fermatevi qui per acquistarlo (4 euro è il costo del giornaliero) e poi proseguite in automobile fino all’imbocco del sentiero: non potrete sbagliare perché la strada termina proprio al posteggio. Attenzione ai tornanti e alla presenza di cavalli bradi: spesso quest’ultimi si trovano a pascolare sulla strada. Regolate quindi la vostra velocità di conseguenza!

La Grigna era una crudele guerriera, che fece uccidere da una sua sentinella un cavaliere venuto a manifestare il suo amore per lei. La guerriera fu da un pietoso Dio trasformata in montagna, il Grignone, mentre la sentinella che obbedì al comando divenne la Grignetta.

Una volta pagato il biglietto e parcheggiato presso il parcheggio di Vò (potete lasciare anche l’auto a bordo strada se il parcheggio è al completo, sempre pagando il biglietto) dovete risalire una strada all’interno del bosco che si trova alla vostra destra rispetto all’area di sosta: non è immediato individuarla ma una volta imboccata troverete non molto distanti le indicazioni del sentiero 24. Il percorso è quasi tutto in salita ma se affrontato con calma è davvero fattibile e si sviluppa in parte nel bosco (la parte più in salita) e in parte è esposto sulla parete rocciosa: attenzione a questi punti esposti, il sentiero è abbastanza largo ma è a picco sullo strapiombo quindi siate prudenti, soprattutto se con voi ci sono anche bambini. Ricordatevi di portare una buona scorta d’acqua dato che non troverete nessuna fontanella dove ristorarvi.

Il Trekking alla Porta di Prada

Era un giovedì soleggiato e con una temperatura davvero gradevole, la giornata ideale per un trekking indimenticabile! Avevo già deciso da tempo di tornare alla Porta di Prada e questa volta con il Pirata e con il nostro caro amico appassionato di trekking Alessio: non appena gli ho parlato di questa idea subito ci siamo organizzati e siamo partiti da Casargo alla volta di Vò di Moncodeno, Località Cainallo, il punto di partenza di questa escursione.

Donna Vagabonda e la Porta di Prada

Galvanizzati e contenti di poter raggiungere la mitica Porta di Prada ci incamminiamo di buon passo affrontando però le salite senza strafare: lascio andare avanti i ragazzi che hanno un passo più spedito e io pian piano li raggiungo (altrimenti le mie anche avrebbero più di un’obiezione). Il percorso regala dei suggestivi panorami, soprattutto nei punti in cui è più esposto: è possibile infatti osservare la bassa valle, alcuni abitati e addirittura il Larice Bruciato (in dialetto “Lares Brusaa”), un altro luogo ambito da chi ama passeggiare e fare trekking. Le montagne della Valsassina, non troppo alte ma spigolose, riescono davvero a emozionare da qualunque prospettiva le si guardi!

Colchici dell’autunno

Dato che non dovevamo raggiungere il Rifugio Bietti-Buzzi siamo andati con calma per goderci a pieno l’esperienza: tra racconti, battute e fotografie alla fauna e alla flora il tutto è davvero divertente! Del resto che cosa c’è di più bello che condividere queste esperienze con le persone più care e con altri vagabondi appassionati?

In circa un’ora e mezza usciamo dal bosco e vediamo la Grigna in tutta la sua possanza: i pascoli alpini non sono brulli ma verdi e rigogliosi e da lontano si scorge il Lago di Como, un vero paradiso! Da qui il percorso prosegue in piano e in discesa: una volta sorpassate alcune conifere rigogliose la vedrete là, spuntare con tutta la sia magnificenza.

La Porta di Proda si staglia come un vero guardiano della Grigna: un arco immenso, enorme e austero, quasi a segnare l’entrata a un luogo mistico e, forse, proibito. Anche a questa distanza si percepisce la magnificenza di questo monumento naturale e, naturalmente, il mio dito schiaccia all’impazzata il tasto della macchina fotografica per immortalarlo da ogni prospettiva possibile.

In lontananza… La Porta di Prada!

Qui la Bocchetta di Prada si palesa come un ottimo punto panoramico verso il monte Croce (1.780 metri). Si tratta di un luogo storico in quanto durante la guerra di liberazione era stato creato un avamposto partigiano ed ora sorge una cappella commemorativa in memoria dei Caduti. Vivo è il ricordo della staffetta partigiana Claudio Rimondi della Gioventù d’Italia e della 89° Brigata Poletti capitanata dai due fratelli Giuseppe e Giovanni Poletti: il primo venne ucciso il 25 agosto 1944 durante un tentativo di fuga mentre il secondo, insegnito della medaglia d’argento al Valor Militare, venne condotto al comando tedesco di Molina, interrogato, torturato e poi fucilato presso il cimitero di Mandello del Lario.

Fermarsi qui, oltre che per ristorarsi, è un nostro dovere per ricordare chi è morto per la libertà ed è qui ricordato: all’ombra della memoria di questi grandi personaggi della storia locale riflettiamo sui tempi di oggi e dei tempi che furono, forse con un velo di tristezza subito però sostituito dalla soddisfazione di essere giunti fino a qui. Dopo un lauto pranzo a base di focaccie, pizzette e panini farciti, ci siamo diretti verso la meta finale: ancora un piccolo sforzo di circa 20 minuti e infine siamo giunti alla splendia Porta di Prada, ancora più bella di come la ricordavo, valorizzata dal sole generoso che ci aveva consentito di affrontare il trekking premiati da un clima davvero piacevole!

La Porta di Prada dal sentiero 24

Toccare quell’arco e quelle rocce è stato commovente: sentivo di avercela fatta, ancora una volta, e di aver raggiunto questo luogo così intriso di ricordi del mio periodo universitario, un periodo della mia vita che ho amato profondamente e che mi ha plasmato come persona e come viaggiatrice. Sono numerose le targhe che qui ricordano alpinisti, membri del CAI e altri personaggi che oggi rimangono impressi nella memoria degli abitanti di queste impervie montagne: un fiore, una scritta, una candela, questi sono i piccoli doni lasciati dagli escursionisti che qui si dirigono per rendere omaggio.

Da questo luogo si gode inoltre di una vista straordinaria sulla Grigna e sul Lago di Como: uno specchio azzurro, quasi cobalto, sbuca prepotente tra le vette e i pendii che fanno da cornice a un simile panorama. La giornata è talmente tersa che è possibile anche scorgere il Lago di Lugano: cosa desiderare di più da questo trekking?

Donna Vagabonda e il panorama dalla Porta di Prada

Ma non ci accontentiamo di sostare sotto l’arco, vogliamo immortalarlo da più posizioni possibili e infatti decidiamo di proseguire per qualche metro per avere una visione più ampia. Proprio qui, proseguendo lungo il sentiero 24, si incontrano alcuni affioramenti fossiliferi del Triassico dove si nota in maniera netta la presenza di un’ammonite del genere Arcestes e i resti di alcune spugne qui ben conservate, dimostrando ancora di più l’importanza geologica e non solo di questo splendido geosito!

La voglia di proseguire fino al Rifugio Bietti-Buzzi è tanta ma ci saremmo troppo attardati e Alessio doveva comunque rientrare. Azzardare oltre rappresentava solo un rischio: nonostante ciò eravamo davvero soddisfatti e felici di questa esperienza! Con il nostro passo rientriamo a Cainallo e poi a Casargo per gustarci un ricco e succulento gelato e per raccontare le gioie provate con questo trekking: da vecchi amici non possiamo che festeggiare questa nuova “conquista”!

Per aprire il file utilizzate un programma in grado di leggere i file con estensione gpx. come GPXSee

Guarda il video della mia escursione realizzato con l’App di Relieve!

Il trekking alla Porta di Prada è un trekking emozionante e ricco di sorprese che vi farà innamorare di questi luoghi tra cielo e lago!

Scoprite altri luoghi della Valsassina e del Lago di Como con questo carosello!

Commenti

  • 2 Dicembre 2022

    Non sono così allenata al trekking come te perciò non sono sicura che riuscirei ad affrontare tutto il percorso, ma se inizio ad allenarmi magari tra qualche mese…

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  • 5 Dicembre 2022

    Anche per me il 2022 è stato l’anno dove ho iniziato a fare trekking. Bellissimo questo e soprattutto splendidi i panorami da Porta Proda che non avevo mai sentito nominare, quindi ti ringrazio per avermi portata con te lì sopra ma soprattutto fatto conoscere questo percorso.

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  • Bru
    6 Dicembre 2022

    Sono così ignorante sul tema montagne italiane, che fino a oggi per me Prada era solo un marchio, poi tu mi hai fatto scoprire questa meraviglia, con quel foro particolare che sembra davvero una porta.

    Rispondi
  • 6 Dicembre 2022

    E’ una zona che non conosco assolutamente, neanche mai sentita nominare; ma a giudicare dalle tue foto deve essere veramente molto bella, con panorami fantastici!

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  • 6 Dicembre 2022

    Articolo interessante, non conoscevo questo posto, anche se devo ammettere che fare trekking per me è un po’ difficile, perchè amo camminare ma fare salite e ostacoli meno, soprattutto in posti montuosi.

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  • 7 Dicembre 2022

    Mi son appassionata da poco al trekking, quindi sono davvero una novellina. Questo percorso però non sembra molto difficile e credo che riuscirei a coinvolgere anche quella pigrona di mia figlia, Mi piacerebbe scattare una foto nell’arco scavato nella roccia! Che meraviglia!

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  • 7 Dicembre 2022

    Sono proprio un’ignorantona per quanto riguarda le montagne italiane e soprattutto i percorsi di trekking!
    Quando vedo paesaggi come questo, però, mi viene voglia di iniziare!

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  • viaggiacorrisogna
    10 Dicembre 2022

    Che viste impareggiabili, stupendo questo trekking, che in effetti ignoravo! Da salvare per la prossima estate.

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  • 10 Dicembre 2022

    Una zona che non conoscevo, e che mi incuriosisce davvero, soprattutto perché amo i trekking lungo i crinali, o comunque scoperti, fuori dai boschi. La vista è davvero spettacolare!

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  • Libera
    10 Dicembre 2022

    Hai fatto davvero una bellissima esperienza all’aria aperta grazie a questo percorso di trekking e che panorami ..! Grazie per averci fatto conoscere questo posticino, bisogna solo mettersi in cammino adesso.

    Rispondi

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