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Pianificazione del viaggio: Varsavia 2019

Non so come mai ma penso che il 2019 sia l’anno della lettera V. V come Verona, V come Vienna e V come…Varsavia! Sono appena tornata da un bellissimo viaggio a Vienna (leggete qui la pianificazione di questo viaggio) e sono già pronta per ripartire, destinazione: la capitale della Polonia, Varsavia. Non sono mai stata in Polonia ed era da qualche anno che mi frullava in testa l’idea di poter visitare questo immenso Paese ma non avevo avuto ancora l’occasione di poter organizzare qualcosa veramente. Un pomeriggio di luglio, prima di partire per la Scozia (leggete qui la pianificazione di questo viaggio), pensai di fare un viaggio da qualche parte a metà agosto. All’inizio presi in considerazione la mia amata Germania ma poi mi sono detta “perchè non visitare un Paese che ancora non ho mai visto?” e la scelta ricadde sulla Polonia e in particolare su Varsavia. Eccomi qua dunque, pronta a partire per questo nuovo viaggio!

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Varsavia, la città risorta

17 Agosto – 21 Agosto

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Photo by Adam Nieścioruk on Unsplash

Varsavia è la capitale della Polonia, situata nella parte centro-orientale del Paese nel voivodato della Masovia, sul fiume Vistola. La città è il principale centro scientifico, culturale, politico ed economico ed è anche il capoluogo del voivodato della Masovia, e costituisce al contempo comune e distretto.

Cartina della Polonia con localizzazione di Varsavia
Cartina della Polonia con localizzazione di Varsavia. Fonte: viaggiatori.net

Budget: 900 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto.

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio a Varsavia o in Polonia in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto Varsavia: Varsavia è una delle più giovani capitali d’Europa. La sua storia è intimamente legata alle vicende che si sono susseguite durante la Seconda Guerra Mondiale e durante la Guerra Fredda. Con il venir meno del blocco sovietico, la Polonia è diventata un Paese indipendente e aperto al turismo. Nonostante abbia sofferto la rivalità con Cracovia per quanto riguarda il turismo, Varsavia mi ha colpito perchè ospita numerosi musei e palazzi storici da visitare, come il Castello, il Belvedere, il Parco Łazienki, Il Palazzo della Cultura e della Scienza, il Museo della Rivolta di Varsavia e il Museo di Wilanów. Da appassionate di storia, volevamo visitare i luoghi degli scontri della Seconda Guerra Mondiale e il memoriale delle vittime, quindi un giorno lo dedicherò soltanto a questi.

La scelta dell’Hotel: come sempre, mi sono affidata al mio portale di hotel preferito, Booking, che mi ha sempre assicurato cancellazione gratuita e servizi adeguati, corrispondenti a quelli descritti. Ho prenotato a luglio per agosto e ho trovato una driscreta gamma di strutture tra cui scegliere: cercavo un hotel non troppo costoso ma che fosse in centro e, soprattutto, vicino alla metropolitana per potermi spostare agevolmente. La mia scelta è ricaduta sull’Hotel Metropol: situato nel centro di Varsavia, proprio di fronte al Palazzo della Cultura e della Scienza, questo business hotel mi ha colpito per la sua splendida posizione e per il fatto di avere anche un ristorante incorporato, utile sia per me che mia mamma, soprattutto quando saremo stanche dopo una giornata di cammino!

La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere Varsavia in aereo e poi di spostarmi con i mezzi pubblici e a piedi. Come al solito ho utilizzato SkyScanner per scegliere il volo e sono riuscita a trovare un buon volo con la compagnia aerea Ryanair con cui mi sono sempre trovata bene. La partenza ed il rientro sono fissate da/per Bergamo Orio al Serio a/per Varsavia Modlin. Unica pecca: gli orari dei voli non sono proprio i migliori e siamo costrette ad arrivare la sera del 17 quindi un giorno verrà perso in questo modo.

Itinerario: non essendo mai stata prima a Varsavia non so cosa aspettarmi ma le aspettative sono molto alte, quindi non vedo l’ora di scoprire le bellezze di questa capitale! Con un breve itinerario ho deciso di visitare il Palazzo della Scienze e della Cultura (a maggior ragione dato che l’hotel sorge proprio di fronte a questa struttura), il Palazzo Reale, il centro città e città vecchia, il memoriale del Ghetto, la Sinagoga, il Museo della Rivolta di Varsavia, il parco Lazienski, il Museo Wilanow, il Belvedere, i Giardini Sassoni. Spero che il meteo mi assista e di riuscire a vedere tutto! Purtroppo l’orario dei voli non è proprio confortevole ma di necessità faremo virtù!

Cosa portare in valigia: a Varsavia la temperatura si aggirerà intorno ai 27-30 gradi. L’abbigliamento sarà comodo e molto casual, semplice e non pretenzioso. In valigia metterò molte magliette, camicie e pantaloni leggeri, senza tralasciare qualche indumento più pesante, come le maglie di cotone. Non mancherà una felpa nel caso facesse brutto tempo (e le previsioni non sono molto confortanti).

Prima di partire: Ho contattato l’Ufficio del Turismo di Varsavia e non ho ricevuto alcuna risposta: purtroppo so che questo ufficio del turismo non risponde alle mail se non di rado quindi mi presenterò di persona per avere informazioni alle collaborazioni con i Travel Blogger. Come sempre in cambio scriverò articoli e pubblicherò le fotografie sul mio profilo Instagram.

The Sunshine Blogger Award 2019: Donna Vagabonda c’è!

Sorrisi e successi. Oggi la mattinata si è aperta così.

Proprio oggi gli amici del Blog Usa La Valigia, Simona e Domenico, mi hanno permesso di ricevere questo fantastico riconoscimento: il Sunshine Blogger Award!

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Che cos’è esattamente? E’ un riconoscimento virtuale che i blogger assegnano ad altri blog per premiare la loro creatività e il loro coinvolgimento. Il blog che riceve questo riconoscimento viene ritenuto accattivante e coinvolgente e, attraverso ciò, si vuole sottolineare il potenziale che risiede nel progetto.

Quali sono le regole del Sunshine Blogger Award? Una volta che un blogger vi nomina, dovrete seguire queste regole!

1) ringraziare e menzionare il blogger che vi ha scelto,
2) rispondere alle domande che vi ha elencato assieme alla nomination,
3) nominare altri blogger (da 5 a 10) ritenuti validi,
4) preparare per loro altre domande (da 10 a 15).
5) elencare le regole e mostrare il logo del Sunshine Blogger Award sul blog.

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Passo subito a rispondere alle domande di Simona e Domenico, cercando di essere il più esaustiva possibile!

Perché avete iniziato a scrivere il blog?

Ispirata dai racconti di viaggio del programma televisivo “Alle Falde del Kilimangiaro”, ho deciso di aprire un blog dove raccontare la mia esperienza di viaggio: è da quando ero piccola che viaggio e mi sono detta, perchè non raccontare cosa provo mentre viaggio? E così mi sono buttata ed il risultato è stato “Donna Vagabonda”.

Quale è la città in cui avete lasciato il cuore e quale vi ha più deluso e perché?

Direi Monaco di Baviera: mi sono innamorata letteralmente di questa città e mi piacerebbe tantissimo viverci. Per ora non è possibile, ma chissà! Forse un giorno riuscirò a stabilirmi qui! Per quanto riguarda la città che più mi ha deluso beh…Non esiste! Cerco di trarre il meglio da ogni luogo che visito quindi non posso rimanere delusa da una città!

Avete un aneddoto divertente che è accaduto durante i vostri viaggi?

In Madagascar avevo acquistato dei minerali a Fianarantsoa e per proteggerli li avevo “inscatolati” con le mutande. Durante un volo interno verso Fort Dauphin la sorveglianza ha aperto il bagaglio e ha rovistato nelle mutande trovado naturalmente i minerali: l’espressione degli ispettori è stata impagabile! Però, dopo l’ispezione, mi hanno ripiegato bene le mutande….E mi hanno dato una scatolina degna di questo nome per proteggere i pezzi!

Cosa non deve assolutamente mancare in tutti i vostri viaggi?

La macchina fotografica di sicuro e poi un’adeguata preparazione del viaggio: non mi piace andare a casaccio, tutto deve essere programmato. Forse esagero un po’?

Quali sono le vostre paranoie pre-partenza?

Mah in realtà non ne ho se non quella del freddo: spero sempre che dove andrò non faccia freddo, o comunque non troppo!

Avete mai incontrato persone in viaggio con le quali siete rimasti in contatto?

Certamente sì! Con alcune di loro ho stretto davvero una bella amicizia!

Avete mai avuto problemi con la lingua?

Eh beh per forza, nonostante ne parli quattro: all’inizio in Germania quando non sapevo il tedesco era un po’ un dramma, però poi è diventato semplice. In Slovenia a volte è capitato che l’inglese non lo conoscessero ma…L’italiano sì!

Vi siete mai dimenticati di qualcosa di essenziale?

Sì, sicuramente, ma niente di così vitale: me la sono sempre cavata!

Quale è stato il viaggio più costoso e quale quello più economico?

Quello più costoso è stato il viaggio del 2014 in Madagascar, mentre il più economico penso Budapest, nel 2010.

Avete mai avuto disavventure durante il tragitto per raggiungere la vostra destinazione?

Durante il viaggio in Madagascar il nostro furgoncino si è rotto ben tre volte! Per fortuna che avevamo un referente in gamba e il furgone è stato sostituito in tempi accettabili.

 C’è un “errore” che dite di non voler fare più ogni volta che tornate da un viaggio e invece ripetete sistematicamente?

No, questo no per fortuna.

Vi è mai capitato di viaggiare con la comitiva sbagliata?

Sì e no, diciamo che alcuni dei miei compagni di viaggio non sono sempre stati affabili o facilmente adattabili, ma alla fine l’ho sempre sfangata. Diciamo che non ha mai spaventato viaggiarecn persone che non conosco  e infatti opto spesso per viaggi di gruppo con persone che non conosco.

Ed ora le mie domande!

1) Qual è il viaggio più lungo che hai fatto? E quello più corto?

2) La città che ti è piaciuta di più? E quella invece che ti ha deluso?

3) La meta più lontana che hai raggiunto?

4) Hai mai viaggiato da sola/o? Lo faresti o rifaresti?

5) Il cibo più strano che hai assaggiato in viaggio?

6) Una meta che vorresti vedere ma che ancora non hai visto?

7) Mare o montagna? E perchè?

8) Preferisci un viaggio con tutte le comodità o un viaggio più avventuroso che prevde spirito di adattamento?

9) Perchè hai deciso di aprire un blog di viaggio?

10) Un luogo che non visiteresti mai? Perchè?

Ed ecco le mie nomination!

@Bebohemeita

@Posh_backpackers

@Oltreleparole

@Blogemeraviglieuropa

@Souvenirdiviaggio

@Inviaggioconlollo

@mariamillarte

@Narrandoltrepò

Grazie ancora a @Usalavaligia, Domenico e Simona per questa nomination e a tutti voi che mi seguite con così grande affetto!

Per una nuova offerta turistica: la presentazione del nuovo portale VisitPavia

Il 27 giugno 2019 si è tenuto presso il Palazzo della Provincia di Pavia, in Piazza Italia numero 5 a Pavia, la presentazione del nuovo portale di informazione turistica “VisitPavia“.

Visitpavia

Come Travel Blogger ho deciso di partecipare per vedere quali nuove potenzialità offriva il nuovo sito internet della Provincia di Pavia. La conferenza, durata circa un’ora e mezza, ha visto gli inteventi di Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, di Franco Bosi, Presidente della Camera di Commercio di Pavia, di Paolo Ildo Baccolo, Direttore Generale di EXPLORA, e di Claudio Repossi, sempre facente parte dello staff di EXPLORA.

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La conferenza si è aperta con un ringraziamento ai presenti da parte del Presidente Vittorio Poma che ha parlato di come la Provincia di Pavia sia davvero ricca di potenzialità che possono essere sfruttate anche in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026, anche se la Provincia non è direttamente coinvolta in questa manifestazione. Vittorio Poma ha inoltre sottolineato come sia importante la presenza di un portale, come quello di VisitPavia, che riunisca l’offerta turistica dei tre territori della Provincia: Pavese, Lomellina, Oltrepò. Spesso, infatti, le iniziative sono isolate ed è difficile trovare informazioni su un’unica piattaforma: VisitPavia, portale già esistente, si ripropone quindi al pubblico con una grafica più accattivante e con una semplicità tale da essere consultato da tutti i possibili fruitori.

La parola è stata poi ceduta a Franco Bosi che ha sostenuto con fermezza l’irrinunciabilità della cooperazione di tutti gli enti per una buona riuscita nella promozione turistica: non solo operatori legati strettamente al territorio, come ristoranti o strutture ricettive, ma anche tutte quelle realtà che hanno a che fare indirettamente o direttamente con il territorio, come guide turistiche, operatori e fornitori di servizi (come passeggiate particolari, navigazione fluviale, cicloturismo) e siti internet che trattano della Provincia di Pavia. La Camera di Commercio di Pavia si dimostra dunque lungimirante e pronta ad avviare, insieme agli operatori interessati, questa rete così preziosa e vitale che porterà di sicuro nuovo lustro a tutto il territorio pavese. Sempre il Presidente Bosi ci ha informato del progetto di rivalorizzazione della Cupola Arnaboldi, in un’ottica di turismo storico, religioso e lento.

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Si passa poi ad ascoltare l’intervento di Paolo Ildo Baccolo che ci illustra come la Lombardia si “spende” a livello turistico, mostrandoci il portale “InLombardia” da cui il sito “VisitPavia” trae la sua impostazione grafica: la Lombardia è una delle regioni più all’avanguardia per quanto riguarda l’offerta turistica, sia per il numero di strutture ricettive, sia per la quantità di luoghi da visitare (rivalorizzati e non): Milano, in questo, è capofila dato che è la città lombarda più visitata. Il Direttore Baccolo ha confermato anche la grande attenzione che la politica presta verso il settore del turismo e come già molti enti collaborino per aumentare l’offerta e renderla sempre più diversificata: in quest’ottica rientra dunque anche il portale “VisitPavia” che insieme ad altri portali come quello del Turismo di Cremona (CremonaTurismo) o ancora quello di Sondrio e Val Malenco (SondrioeValMalenco) mira a riunire e ad ampliare l’offerta turistica.

Infine, la parola è passata a Claudio Repossi che ci ha illustrato alcuni dati sul turismo in Lombardia e il funzionamento del sito, approfondendo le varie aree tematiche presenti.

A mio avviso l’incontro è stato davvero interessante e molto fruttuoso: ho potuto approfondire la mia conoscenza su un portale che avevo consultato davvero poco e che non si trovava così facilmente tra tutta la miriade di siti presenti online. Penso che “VisitPavia” possa diventare una realtà che tutti possono consultare, compresi noi Travel Blogger, per poter imparare ad apprezzare maggiormente il territorio pavese ma anche per partecipare ad attività ed eventi qui segnalati e promossi, che mirano molto spesso alla valorizzazione delle eccellenze presenti a Pavia e dintorni. Credo che Pavia e la sua Provincia si meritino un rilancio che deve passare in primis dagli operatori e da chi davvero abita questi luoghi e che poi passi per tutti coloro, persone fisiche e non, che hanno a che fare con il territorio ed il turismo: spesso anche io ho osservato che le realtà sono isolate e spesso in competizione tra loro ma, riprendendo le parole di Franco Posi, la competizione non giova a nessuno, anzi distrugge molto spesso le vere potenzialità di un luogo. In una Provincia dove, è innegabile, c’è una forte rivalità tra i territori, forse si dovrebbe mettere da parte l’orgoglio e cercare di collaborare tutti per un obiettivo comune: la Lomellina non ha niente di meno dell’Oltrepò e ancora l’Oltrepò non deve temere il confronto con il Pavese. I tre territori si devono sforzare di fare rete e di mettere a disposizione tutte le loro ricchezze, tutte peculiari ed uniche a seconda della loro storia e della loro ubicazione. “VisitPavia” diventa dunque una strada da percorrere per il rilancio di una città, Pavia, e del suo territorio, che vuole imporsi sul mercato turistico e dimostrare che anche in questi luoghi ci sono tantissime cose da vedere ed esperienze da vivere.

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Un ricordo di questa bella esperienza!

Naturalmente ho colto l’occasione, durante lo spazio alle domande, di chiedere quale spazio è riservato ai Travel Blogger all’interno di questa rete che si vuole costruire, e alla mia domanda ha risposto il Direttore Baccolo dicendo che la Lombardia già da qualche anno sta tenendo d’occhio la realtà dei Blogger di Viaggio e degli Influencer, e che EXPLORA organizza ogni anno del Blog Tour alla scoperta di alcuni luoghi: ora è in corso, ad esempio, quello che permette di scoprire le bellezze della Brianza. Di sicuro, la Regione e gli enti deputati alla promozione turistica lombarda non trascureranno questa nuova realtà nascente, ma anzi cercherà di includerla sempre di più, tentando di ampliare i canali attraverso cui fare promozione, come i Blog di Viaggio, o almeno me lo auguro!

La conferenza si è conclusa con un piacevole buffet dove ho potuto salutare e stringere la mano al Presidente Poma che mi ha sorriso dicendomi queste parole: “Contiamo anche su di voi per il rilancio della Provincia! – Una grossa responsabilità ma anche una bella iniezione di fiducia da parte dell’autorità politica. Io comunque penso di contribuire attivamente a questo progetto e in futuro mi impegnerò ancora di più sotto questo aspetto.

Questo evento mi ha dunque permesso di conoscere meglio la situazione della Provincia di Pavia in fatto di promozione turistica e di scoprire un nuovo mezzo di conoscenza del territorio di Pavia. Ciò che forse mi lascia con un po’ di amaro in bocca è l’essere stata l’unica Travel Blogger ad aver partecipato a questa iniziativa, che dovrebbe interessare in primis tutti i cittadini e poi anche noi, che cerchiamo sempre di valorizzare il nostro territorio con i nostri articoli (o almeno, io cerco di farlo).

Bottino_1
Il bello delle conferenze: ciò che si porta a casa!

Non mi resta dunque che lasciarvi il link, sperando che questo portale possa raggiungere sempre più persone!

VisitPavia

Le mete da sogno: uno sguardo ai viaggi più belli

Ogni viaggiatore ha un luogo che vorrebbe di sicuro vedere, o anche più di uno. Sì sa, tutti sogniamo una vacanza da sogno sdraiati sulla sabbia bianca e in ascolto del rassicurante sciabordio delle onde, o una vacanza avventurosa, alla scoperta di vette inesplorate o di natura incontaminata. Ma ancora, un tuffo in una città caotica e moderna come New York o Doha. Che siano dunque mete rilassanti, selvagge o iperopopolose, tutti abbiamo un’idea precisa di “meta da sogno”.

Questo articolo nasce proprio per mostrarvi la mia idea di “meta da sogno”, illustrandovi alcune località che mi piacerebbe visitare. Non solo: alcune Travelblogger come me si sono offerte di raccontare la loro concezione di “meta da sogno”.

Siete pronti per partire con noi per un viaggio intorno al mondo?

Le mete da sogno secondo Eliana

Zanzibar

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Photo by Andre Abreu on Unsplash

Mare, natura, relax e soprattutto…Africa.

Così mi immagino la mia meta da sogno, cioè Zanzibar. Una meta anche relativamente vicina alla nostra Italia, ma dal fascino straordinario. Tutte le persone con cui ho avuto modo di parlare di questo luogo me lo hanno consigliato e descritto come “l’Africa romantica dipinta di azzurro“.

Da amante dell’Africa non potevo non presentarvi questa località. Perchè proprio Zanzibar? Sì forse è un classico della vacanza all’insegna del relax, ma questo non mi basta: Zanzibar offre la possibilità di spaziare tra mare e “Africa vera” proprio perchè si può scegliere di tornare sulla terra ferma e di fare un safari per osservare la natura maestosa della Tanzania, con leoni, iene, leopardi, gnu ed elefanti.

Non sono ancora riuscita a realizzare questo sogno, quello del safari, ma credo che Zanzibar possa offrirmi tutto ciò di cui ho bisogno: una vacanza rilassante, spiagge bianche e mare turchese, sorrisi, musica, buon cibo tradizionale ma anche avventura, scatti indimenticabili e quel romanticismo che solo l’Africa sa regalare.

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Alaska

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Photo by Anna Tremewan on Unsplash

Un’altra meta da sogno è di sicuro l’Alaska. Fin da piccola ho sempre desiderato vedere questo luogo così stupefacente, in cui anche l’uomo deve sfidare i propri limiti per sopravvivere. Terra di ghiacci, di aurore boreali, ma anche di orsi e alci. La natura incontaminata mi richiama a sè come un magnete viene richiamato al polo e io non posso rimanere indifferente a questa sua voce.

L’Alaska offre tutto ciò che un fotografo naturalistico desidera: spazi sconfinati, natura rigogliosa, panorami fiabeschi e una moltitudine di animali. C’è però un motivo che mi spinge a sognare l’Alaska come mia meta da sogno: le orche. Già, perchè forse qui, più di ogni altro luogo, è facile avvistarle in pod molto numerosi e dato che sono tra i miei animali preferiti non posso che sognare di vederli liberi in natura.

Il mio viaggio in Alaska dunque non può prescindere dalla presenza delle orche e di altri cetacei, che amo così profondamente.

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Ora scopriamo cosa ne pensano alcune Travel Blogger che hanno voluto contribuire a questo articolo, scritto a più mani.
Le Travel Blogger sono inserite in ordine alfabetico (per prima lettera del nome).

Grechina

Chloe

Pure Joy – www.bychloe.it

Hawaii

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Foto by Chloe

Ho sognato le Hawaii fin da bambina. Ricordo benissimo quando un’estate, in vacanza, giocavo con la mia “Barbie Hawaii” nel torrente di montagna immaginando chissà cosa di queste isole. Non avevo un’idea precisa, sapevo solo che erano lontane, molto lontane. E dovevano essere meravigliose.

Poi non ci ho più pensato finchè il caso ha voluto che, vent’anni dopo, quella bambina ormai donna, coronasse il suo sogno d’amore proprio in una spiaggia delle Hawaii. Io e mio marito ci siamo sposati a Waimanalo il 4 agosto 2015 e il sogno ha preso le sembianze di una realtà mai immaginata.

La natura selvaggia e rigogliosa ci ha subito conquistati: i paesaggi verdi, le scogliere che si tuffano nell’oceano, le foreste e le ampie valli. E poi il vulcano: l’alba sul vulcano Haleakalā, a 3000 metri di altezza, è stata una delle esperienze più bella della mia vita.

Il contrasto tra l’imponenza della natura e la frivola mondanità di Honolulu con Waikiki, sua più celebre spiaggia, è evidente. Ogni isola è differente l’una dall’altra e Maui è stata sicuramente una grande scoperta, con quel mood di rilassatezza che ti fa sentire al posto giusto nel momento giusto, senza pensieri. Non posso non citare il surf, grande passione di mio marito, sport per il quale le Hawaii sono famose in tutto il mondo.

Raramente torniamo nei posti già visitati ma per questa meta faremo un’eccezione. Ci siamo ripromessi di tornarci ogni cinque anni. Quel giorno si avvicina e sono forse ancora più emozionata della prima volta al pensiero di rivederle.

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Grechina

Eleonora

Avventure Ovunque – https://www.avventureovunque.it

Polinesia Francese

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Photo by Artak Petrosyan on Unsplash

A pensarci, mi vengono in mente tanti luoghi, ma uno più degli altri risponde a tutte le caratteristiche che secondo me deve avere una “meta da sogno”: la Polinesia Francese!

Credo che non servano presentazioni, si tratta di un arcipelago che rispecchia l’idea di paradiso di tante persone. Anche di una come me, che non ama la “vita da spiaggia”. Perché non sono solo il mare trasparente, la sabbia finissima e bianca o la possibilità di rilassarsi ad attirarmi: le isole polinesiane sono anche perfette per tantissime attività diverse. Io amo ad esempio fare immersioni subacquee, ma anche le escursioni nella natura. Quale luogo nel mondo potrebbe essere più perfetto allora? Tra la coloratissima barriera corallina, le verdi montagne di alcune isole e la possibilità di nuotare con le mante, non credo possa esserci un luogo più “da sogno” di questo per me.

Purtroppo, non sono ancora riuscita a organizzare un viaggio in Polinesia. Non è certamente una meta economica e per il momento sarebbe sicuramente fuori dal mio budget. Ma un giorno chissà, in fondo sognare non costa nulla!

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Grechina

Elisa

Eli Loves Travelling – https://elilovestravelling.com

Australia

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Photo by Liam Pozz on Unsplash

L’Australia è un luogo che sogno da sempre. Avrei tanto voluto fare un anno lì con un Working Holiday Visa ma la vita mi ha portata altrove e quindi mi è rimasta la voglia di esplorarla.

La natura selvaggia, le grandi distanze da percorrere con una macchina o un van on the road, le grandi città: sono queste le cose che mi attraggono di questo Paese tanto lontano quanto spettacolare. Sidney, Melbourne, Cairns, Perth, la Great Ocean Road, Uluru, i canguri ed i koala sono solo alcune delle immagini che ho visto sul web o su delle riviste di viaggio che tanto hanno attratto la mia attenzione.

È una terra che mi ha sempre affascinata per la sua diversità di paesaggi: tra oceano, deserti, montagne c’è di che esplorare. Ma l’Australia non è solo natura incontaminata, è anche storia e multiculturalità, è un Paese capace di attirare a sé persone di ogni parte del mondo e se ci riesce deve esserci un motivo e io ci tengo a scoprirlo. E poi vuoi mettere l’accento australiano? È super cool.

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Grechina

Jessica

CounTrips – www.countrips.it

Irlanda

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Photo by Henrique Craveiro on Unsplash

Ho iniziato a interessarmi all’Irlanda alle scuole superiori, quando una compagna di classe recatasi a Galway non faceva che parlarmene con entusiasmo. Ero troppo giovane per viaggiare da sola, perciò per un po’ ho accantonato l’idea di una vacanza nell’isola di smeraldo. Ho iniziato poi a viaggiare in coppia, ma si sa, i primi viaggi hanno bassi budget e poche pretese, no? Sono passati gli anni, e il budget è rimasto basso per i motivi più disparati.

Finché a gennaio, dopo più di un decennio, quell’idea è rispuntata, più insistente che mai. E ad agosto finalmente la vedrò, quest’isola incantata!
Perché l’Irlanda mi affascina tanto? Per i suoi colori e il suo tempo bizzarro, che rende inutile ogni programma e ti costringe a vivere alla giornata. Per i suoi abitanti, che dicono essere tanto cordiali. Per le sue leggende, il passato che riaffiora ad ogni angolo, la natura che la fa da padrona. Per le pecore che invadono le strade, per le strette stradine che si perdono nel verde. Per questo e per molti altri piccoli dettagli che la rendono un posto speciale.

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Grechina

Simona

Oltre le Parole – www.oltreleparoleblog.com

Giappone

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Photo by Manuel Cosentino on Unsplash

Sono anni ormai che sogno un viaggio in Giappone. Ciliegi in fiore e donne con meravigliosi Kimono che tra le strade di città e paesi. Contrasti inevitabili tra tradizione e innovazione, tra pace e caos fino a tarda notte. C’è veramente qualcosa che questo paese non sa essere? Poliedrico. Ecco il Giappone io lo immagino tremendamente poliedrico.

Passerei giornate intere a perdermi tra i negozi più strani e colorati delle grandi città oppure immersa nei silenzi dei templi disseminati in ogni dove. Tradizioni e riti di cui l’aria è satura, nel significato più meraviglioso che possa assumere. Penso che nonostante la mia molta riservatezza potrei anche abbandonare per una volta la mia timidezza e provare l’esperienza dell’onsen perché parte integrante di una tradizione millenaria e dal profondo significato. Con il suo gusto, i colori particolari e le forme strabilianti, è conosciuto per davvero in tutto il mondo!

E cosa dire dello street food che con i suoi colori sgargianti e le sue forme davvero particolari, ha fatto il giro del mondo? E ancora delle città moderne fino all’inverosimile che contrastano così tanto con la pace dei templi a pochi chilomentri di distanza?

Non manca neppure il romanticismo in questa terra che con la leggenda del filo rosso mi ha colpita sin dal principio. Forse sarà il mio animo romantico, ma come non lasciarsi trasportare in questo mix incredibile!

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Grechina

Ringrazio vivamente tutte le Travelblogger intervenute in questo Guestpost dal sapore sognante:

Chloe, Eleonora, Elisa, Jessica e Simona

E la vostra meta da sogno qual è? Inviatemi un breve racconto sulla vostra meta da sogno all’indirizzo mail donnavagabonda@gmail.com!

Accorgimenti di viaggio: viaggiare responsabilmente

In genere, quando si viaggia, sarebbe buona norma essere attenti al proprio impatto ambientale. Queste parole dette così sembrano suonare un po’ strane, ma effettivamente quando viaggiamo, e non solo, rischiamo di essere dei veri propri “mostri inquinanti”. Tranquilli, niente di irrisolvibile. Con qualche piccolo accorgimento riuscirete a ridurre il vostro impatto ambientale sul Pianeta, che ora più che mai ha bisogno dell’aiuto di ognuno di noi.

Consigli di viaggio

Ho dunque deciso di stilare una piccola lista di accorgimenti che vi aiuteranno a viaggiare in modo consapevole e poco impattatante. Ovviamente non sempre si possono rispettare tutti alla lettera, ma nel nostro piccolo ogni gesto è importante, per un mondo più sano e per viaggiatori più consapevoli.

Scopriamoli insieme!

Viaggia con…Le tue gambe

Si sa, il modo più ecologico e meno impattatente per viaggiare è a piedi. Questo tuttavia non è assolutamente sempre possibile, specie se pensiamo che le città non sono raggiungibili sempre e solo con le nostre gambe. Quando abbiamo raggiunto la meta, però, possiamo spostarci maggiormente a piedi o con mezzi non inquinanti, come la bicicletta e il monopattino: moltissime città europee hanno piste ciclabili su misura per chi si sposta con le bicilette (su tutte mi vengono in mente Vienna ed Heidelberg che ho visitato) o con i monopattini. In Germania addirittura esiste un patentino per le biciclette che i bambini conseguono fin da piccoli, segno che l’attenzione verso l’ambiente è importantissima. Se proprio non potete spostarvi con una bici, potete utilizzare i mezzi pubblici: i nuovi autobus sono spesso a metano, inoltre tram e metropolitane funzionano con energia elettrica, che di sicuro è meno impattante dello spostamento delle automobili.

Ricicla anche fuori casa

Un’abitudine che spesso viene persa è quella del riciclare i rifiuti quando si è in vacanza o in viaggio. Spesso si pensa che l’host possa provvedere a questo al posto nostro, ma mai darlo per scontato. Per esempio, se si alloggia presso residence o appartamenti, spesso l’host mette a disposizione bidoni differenziati, ma se si è in hotel bisogna avere qualche accorgimento in più: magari portiamo con noi dei piccoli sacchetti di plastica riciclata o in mater bi e cerchiamo di differenziare i nostri rifiuti, provvedendo noi stessi a gettarli nei contenitori corretti quando usciamo per i nostri giretti. Sembra un’abitudine difficile da mantenere, ma vedrete che è più semplice di quello che pare! Più ricileremo e meno inquineremo, innescando un vero e proprio circolo virtuoso.

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Non gettare nulla nel WC che non sia biodegradabile

Quante volte sarà capitato sovrapensiero di gettare cotton fiocs o altri materiali nello scarico del WC…Ebbene, questo comportamento è assolutamente da evitare in quanto tutto ciò che gettiamo nel WC arriva direttamente al mare attraverso gli scarichi delle acque nere nei fiumi. Penso che nessuno alle Maldive o a Cuba voglia fare il bagno insieme ai cotto fiocs o agli assorbenti femminili, vero? In nessun luogo! Quindi, gettate solo la carta igienica o materiale biodegradabile nel vostro WC, senza altri rifiuti.

Quando cammini, non gettare nulla per terra

Sembra banale eppure ho visto moltissime persone, turisti oppure no, che gettavano di tutto per terra, come se nulla fosse: mozziconi di sigarette, bottigliette di plastica, fazzoletti, resti di cibo o rifiuti di ogni genere. Purtroppo ogni rifiuto ha una vita e questa può durare anche 1000 anni! I mozziconi di sigaretta e i chewingum sono tra i rifiuti più difficilmente smaltibili: se dovete fumare, portate con voi un portasigarette portatile (lo potete acquistare su internet o anche in alcune librerie e tabaccherie), se avete rifiuti con voi metteteti nello zaino e aspettate di trovare un cestino dell’immondizia: un mondo più pulito è un mondo più vivibile!

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Pianifica il tuo viaggio riducendo la tua “Carbon Footprint”

E’ buona regola calcolare la propria Carbon Footprint, cioè l’impronta di anidride carbonica, non solo quando si viaggia, ma in ogni momento della vostra vita: esistono moltissimi siti internet che forniscono questo servizio gratuitamente, come il sito del WWF. Più utilizziamo mezzi inquinanti e più la nostra impronta sarà profonda, così come il consumo di cibi provenienti da luoghi lontani: quando viaggiamo cerchiamo dunque di assaggiare cibo locale o prodotto a chilometro zero (o almeno dal Paese in cui soggiorniamo). Ricordo che in Madagascar, durante l’escursione a Nosy Ve, tutto il cibo era a chilometro zero: le aragoste e il pesce margherita era stato pescato sotto i nostri occhi con metodi non impattanti e tutto è stato cotto con fuoco e legna su un piccolo tumulo sulla spiaggia, poi prontamente ripulito dalle guide. Più sostenibile di così!

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La mia Carbon Footprint calcolata sul sito del WWF

Se seguirete questi facili consigli non solo nei viaggi ma anche nella vita di tutti i giorni, regalerete un futuro alle prossime generazioni.

Non mi resta che augurarvi un buon viaggio consapevole e… Ad impatto 0!

La BIT di Donna Vagabonda: impressioni sulla Borsa Internazionale Turismo

Quest’anno, dopo qualche anno, sono tornata alla BIT – Borsa Internazionale Turismo di Milano. A parte l’epopea per arrivarci (come si suol dire, non mi sono persa a New York per essermi persa a Rho), questa BIT è stata una bella sopresa per la sottoscritta, che si è ritrovata catapultata in un mondo di bellezze, divertimento e… Tanta tanta voglia di viaggiare! La Prima Bit da Travel Blogger accreditata mi ha lasciato un sapore decisamente dolce in bocca, quindi scopriamo insieme questa favolosa esperienza!

 

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BIT – Borsa Internazionale Turismo

Pronti all’immersione BIT? VIA!

Fiera Milano – Fiera Milano City?

Bella convinta ed entusiasta, insieme ad un Gabriele curioso di vivere questa nuova esperienza, partiamo la domenica mattina verso Rho e la Fiera Milano. Quando siamo arrivati, dopo aver cercato parcheggio gratuito a Pero (perchè diciamocelo, 17 euro per qualche ora di parcheggio sono tantini), ci siamo accorti che non c’erano cartelli della BIT in nessun meandro del complesso fieristico. Bah! Decidiamo dunque di chiedere e… La BIT non si fa più a Rho, bensì a Fiera Milano City. Io, memore della mia esperienza e a causa di un biglietto che non indicava proprio esattamente il luogo preciso, mi ci ero scapicollata a Rho! Va beh, molliamo l’automobile e prendiamo la metro, fino ad arrivare finalmente a Fiera Milano City. Ma non possono chiamarle in modo diverso? Tra Fiera Milano e Fiera Milano City ammetterete che un po’ di confusione salta in testa… Ok, non sono Donna di città, ma dopo tutto sono Donna Vagabonda, quindi non mi scoraggio, nemmeno per il tempo che è davvero uggioso!

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Il mio Pass da Travel Blogger

La vittoria dell’Italia

Appena entrati, riusciamo a prendere subito il nostro badge e a tirare un respiro di sollievo: finalmente siamo in ballo e quindi…Balliamo!

Decidiamo dunque di dare un’occhiata veloce e perlustrativa al padiglione dedicato alle regione Italiane e subito ci accorgiamo come alcune regione non abbiano davvero badato a spese: parliamo soprattutto di Sicilia, Lombardia e Molise, con stand ragguardevoli e pittoreschi. La Sicilia si presentava con un grande megaschermo semicircolare che proiettava meravigliose immagini rappresentative della regione e numerosi errano anche gli operatori privati affiliati: insomma, una vasta scelta! La Lombardia, che giocava in casa, ha deciso di dedicare qualche piccolo spazio anche alle piccole realtà, come quella di Pavia e di Bellano, nonché all’Abbiatese e alla navigazione sul Naviglio. Il ventaglio di proposte era valido e attraente per il pubblico, quindi ci siamo lanciati sulla realtà lombarda. Notevole anche lo stand del Molise, con una sfera circolare attorniata da piantine: molto suggestivo!

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All’interno dell’area tematica italiana c’era anche lo stand del Touring Club Italiano e non ho potuto non associarmi a questa fantastica realtà: adoro il negozio di Milano, che è la manna dei viaggiatori, e molti sono i vantaggi dei soci, come l’accesso gratuito a tantissimi musei italiani, perciò non ho voluto farmi scappare questa occasione!

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Dopo aver scattato qualche foto, ci dirigiamo verso il padiglione del resto del Mondo e rimaniamo un pochino con l’amaro in bocca: l’Europa è ben poco rappresentata, così come l’Africa e l’America del Nord. Tanta presenza di Asia e Medio Oriente, così come di Sud America, ma le “big” non ci sono e la loro mancanza un po’ si sente: nessuna traccia di Germania, Francia, Spagna e Canada ad esempio. Molto belli invece, gli stand delle isole caraibiche o quello del Bangladesh, che si propone con giochi di colori e ballerine vestite con abiti tradizionali. Spiccano su tutti, a mio avviso, Slovenia, Cuba e Repubblica Domincana: colori, profumi e tante proposte interessanti per un viaggio da vivere a 360 gradi. Della Slovenia, ovviamente, ho preso tutti i depliant possibili, per organizzare al meglio il viaggio di fine agosto: qualche idea mi è venuta, ad esempio ho scoperto la graziosa città di Pirano, sul Mar Adriatico… Chissà che non riesca a visitarla durante il mio consueto tour di Friuli-Slovenia di fine agosto?

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Su tutta la BIT però un vincitore vero c’è: l’Italia.

Con la sua semplicità e la vasta offerta, l’Italia si dimostra attenta al suo pubblico e ai fruitori, cercando di valorizzare anche le realtà meno conosciute e roboanti (anche se si è notata l’assenza di alcune grandi città, come Bologna), proponendo attività in luoghi poco conosciuti e adatti a tutti. Molto spazio è stato dato al Golf e ai suoi praticanti e ai cammini, non solo religiosi. Ancora una volta, dunque, la proposta di un turismo più sostenibile e meno impegnativo, a ridotto impatto ambientale e a più stretto contatto con la Natura.

E i Travel Blogger?

Per chi, come me, poteva visitare la BIT soltanto la domenica, l’esperienza è di sicuro stata meno produttiva in quanto Travel Blogger. Molti interventi e conferenze erano stati programmati per i sucecssivi giorni della settimana e non ho trovato uno spazio esclusivo per la categoria all’interno dei padiglioni che ho visitato. Forse non è proprio il luogo adatto per farsi conoscere come scrittori di viaggio, ma gli spunti raccolti sono comunque molti, così come i contatti. Negli innumerevoli cataloghi che ho portato a casa ci sono numeri ed indirizzi utili. Chissà che non salti fuori qualche collaborazione interessante!

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Vediamo ora, l’opinione di Gabriele:

virgolette La BIT è una realtà adatta a chiunque, non solo ai professionisti del settore. Il Mondo è ben rappresentato e gli stand offrono molte possibilità per organizzare viaggi o semplicemente per chiedere un consulto, spinti dalla curiosità. Ho apprezzato molto questa esperienza e sicuramente la rivivrò in futuro.

Un’esperienza dunque positiva e molto esaltante, nonostante qualche pecca.

Al prossimo anno, BIT!

Per altre informazioni, visitate il sito ufficiale cliccando qui!

Valigia sempre pronta: 5 oggetti che non mancano mai nella mia valigia

Di recente, sono stata “taggata” in un post condiviso sui social da una mia collega travelblogger, Maraina81 (cliccate qui per vedere il suo blog) in cui mi si chiedeva di scrivere un articolo riguardanti 5 oggetti che non mancano mai nella mia valigia quando parto.

valigia 5 cose

Ammetto che non è scontato formulare una lista di oggetti “irrinunciabili”, soprattutto perchè riempio la valigia in base alla mia destinazione e al tipo di viaggio. Prenderò dunque in esame la valigia di un viaggio “soft”, come la visita di una capitale o di una grande città (estera o italiana).

Ecco dunque i miei 5 “irrinunciabili”:

  • Itinerario/guida del luogo

Naturalmente non posso partire senza prima aver raccimolato tonnellate di informazioni riguardanti la mia meta, che sia tramite libri e guide o il web. Da qualche anno, conservo sempre una cartellina con tutto ciò che ho raccolto: in questa mitica cartellina potrete trovare fogli stampati e scarabocchiati con informazioni aggiunte in seguito, fotografie di luoghi da visitare, indicazioni utili per giungere ad una particolare destinazione. Se poi sono fortunata, ho trovato anche una buona guida cartacea con tutto ciò che si può vedere in quella determinata città: non è affatto scontato!

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Guide e taccuino della natura per segnalare la fauna avvistata
  • Kakebo da viaggio

Un viaggio deve essere pianificato in ogni sua sfaccettatura e questo vale soprattutto per le spese: con il Kakebo mi trovo molto bene e riesco a controllare il denario in uscita e in entrata appuntando le cifre in ogni sezione: da maniaca del controllo, soprattutto delle spese, è per me fondamentale avere il budget sotto controllo in ogni momento. Mai viaggiare sprovvisti di questo strumento!

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Kakebo da viaggio
  • Macchina fotografica

Un viaggio non si può definire tale per me senza la mia compagna di avventure preferite: la macchina fotografica! Non posso farne a meno e, a costo di pagare un bagaglio in più da imbarcare, la devo portare. Come la chiamo affettuosamente? Panzer! Perchè con lei nessuno ci ferma!

  • Un buon libro da leggere

Durante gli spostamenti, nulla è più rilassante che leggere un buon libro. Che sia un romanzo o un saggio, la narrativa non può mancare nei miei viaggi e, come se non bastasse, quando visito una città non può mancare una tappa in libreria, giusto per aggiungere altre letture!

  • La curiosità, la voglia di imparare e…Tanta pazienza!

Ogni valigia parla del proprietario, e nella mia, metaforicamente parlando, ci sono sempre queste tre componenti: la curiosità non può assolutamente mancare, per i profumi, per gli usi, per i costumi, per la natura e per tutto ciò che ci circonda in generale. Curiosità è scoperta, curiosità è avventura. Voglia di imparare? Beh direi che è fondamentale! Imparare ad apprezzare la diversità e rispettarla, adattandosi sempre al contesto culturale. Pazienza? Eh quella tanta, tantissima! Soprattutto con i mezzi di trasporto, che siano auto o treno o altri: i ritardi sono sempre in agguato e a volte capita di trovarsi in situazioni non proprio confortevoli. Pazienza? Sempre e comunque, perchè la pazienza è la virtù dei forti.

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Viaggia, fotografa e ama. La foto è stata scattata dal mio papà.

E voi, cosa portate sempre in valigia?

Fate la vostra check-list!

Donna Vagabonda: il bilancio di due anni di avventure e di blog

Con l’inizio del 2019 Donna Vagabonda compie 2 anni. Chi lo avrebbe mai immaginato che un piccolo progetto diventasse una realtà così conosciuta e apprezzata? Io no di certo, non posso negarlo.

due anni di donna vagabonda

In questi due anni ci sono stati momenti di gioia e momenti di crisi, non posso negarlo. Alcune volte mi sono chiesta chi me lo facesse fare, se veramente la mia opinione sui viaggi e sulle mie avventure valesse qualcosa e se davvero importasse a qualcuno dell’ennesima ragazza che decide di aprire un blog di viaggio per raccontare le sue avventure. Già, perchè alla fine a chi potrebbe davvero interessare delle esperienze di una singola persona?

E invece ho scoperto che la comunità dei Travel Blogger è florida e molto apprezzata, sia in Italia che all’estero, che le opinioni di una viaggiatrice sono prese molto in considerazione e che in molti si informano per pianificare un viaggio leggendo i blog dei viaggiatori (compresa la sottoscritta!).

Con l’avvento delle piattaforme di prenotazione online come Booking, è diventato davvero facile reperire le informazioni necessarie per programmare il proprio viaggio e, se le opinioni sono personali, gli itinerari possono essere presi in considerazione e adattati alle proprie esigenze. Eppure, il mio blog non nasce per dare consigli ai viaggiatori, ma come mezzo per trasmettere le mie emozioni quando viaggio, per descrivere le mie esperienze che potrebbero sempre essere utili o per lo meno divertenti o interessanti. Perchè non avere questa pretesa? L’ho sempre avuta e ho avuto ragione ad averla.

Ma analizziamo la situazione, a due anni dall’inaugurazione di questo grande progetto che è Donna Vagabonda. Vi avviso, potrebbe essere un po’ noiosa questa analisi, ma credo che una delle qualità di un buon Travel Blogger sia quello di tenere sott’occhio la situazione del suo blog per migliorarlo sempre di più e per adattarlo sempre meglio alle proprie esigenze e a quelle del suo pubblico.

Dati alla mano:

visualizzazioni
Visualizzazione del blog in due anni di attività
articoli
Articoli pubblicati in due anni di attività e relativo insight

Da ciò che si può osservare dalle due immagini tratte dalle statistiche, si può dedurre che il blog sia in crescita in tutti i parametri analizzati, anche se non mancano battute di arresto. Il 2018 è stato un anno decisamente più positivo rispetto al 2017, in cui il blog si è consolidato e fatto conoscere tramite vari canali come Facebook, WhatsApp e Instagram: non dimentichiamo che da luglio del 2018 ho aperto anche il profilo Instagram del blog, pubblicizzando gli articoli e le mie attività.

Dal sondaggio di Donna Vagabonda (puoi compilarlo cliccando qui) ho raccolto invece questi dati (non inserirò tutte le risposte):

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E’ interessante osservare come la maggiorparte di chi ha compilato il questionario proviene dalla mia stessa regione, la Lombardia e ha conosciuto il blog tramite me e non tramite altri mezzi (ad esempio i social). Sono felice che la maggiorparte dei campioni dica che Donna Vagabonda sia un buon blog di viaggi e che proponga molti contenuti interessanti, sia per quanto riguarda il blog in sè, sia sui canali social.

Sto già prendendo molto spunto da ciò che mi avete scritto come consigli, come ad esempio pubblicare più foto dei luoghi vicino a Pavia o della città (pubblico sia su Instagram che sulla Pagina Facebook) e, inoltre, ho iniziato a condividere notizie e curiosità su luoghi particolari, che pubblico direttamente in Pagina Facebook. Per quanto riguarda il coinvolgimento dei followers, cerco sempre di proporre storie accattivanti su Instagram che però hanno poco riscontro (domande su di me, sui followers, su ciò che vorrebbero fosse pubblicato ecc.) e sul gruppo di Facebook cerco di proporre sondaggi per scegliere i musei del mese oppure pongo spesso delle domande riguardio agli articoli pubblicati o sulle esperienze di viaggio degli iscritti. Purtroppo non molte persone condividono le loro esperienze di viaggio, quindi ho inaugurato una nuova sezione che si chiama “I viaggi dei Vagabondi” dove potrete scrivere un articolo su uno o più viaggi che avete fatto (leggete come scrivere un articolo cliccando qui). La sezione ha già avuto un riscontro, con un primo articolo già pubblicato (leggetelo qui).

Ma questo articolo non vuole essere solo un noioso report (al mio lettore non interessano particolarmente i numeri): volevo analizzare con voi il significato di questi dati, cercando da voi sempre più spunti e consigli per migliorare il mio blog, il vostro blog di Vagabondi.

L’incremento delle visualizzazioni e dei commenti mi fa ben sperare che i contenuti che pubblico siano interessanti ed innovativi, un modo diverso per raccontare di un certo luogo o di un viaggio. Se su una capitale possiamo trovare tutto ciò che cerchiamo su una guida di viaggi o sul web, certe chicche non sono facili da scovare, soprattutto se siamo nel campo storico o naturalistico: è qui che entra in gioco la vostra Donna Vagabonda, portando la sua esperienza come naturalista, mineralogista e appassionata di storia. Avrete sicuramente notato come i luoghi che visito siano tutti legati da questo fil rouge e come per me sia importante valorizzare questi aspetti durante i miei vagabondaggi. Un tocco in più? Non lo so, ma di sicuro un segno distintivo.

In ogni caso sono sempre aperta a nuove esperienze, a nuovi punti di vista, a nuove realtà, senza pregiudizi di sorta: viaggiare significa scoprire!

In questi due anni mi sono state poste alcune domande. Ve ne riporto qualcuna, con la relativa risposta:

Perchè hai deciso di aprire un blog di viaggi?

Credo che i miei affezionati lettori sappiano questa risposta, ma la riporterò comunque qui. La mia voglia di viaggiare, di scoprire, di fare nuove esperienze in luoghi diversi da quelli natii, mi ha spinto ad aprire un blog dove condividere le mie esperienze, senza avere la pretesa di dare consigli o di dire cosa è giusto e cosa non lo è. Il piacere del raccontare l’ho sempre avuto, perchè non unire le due passioni?

Come riesci a farti conoscere in mezzo agli innumerevoli blog di viaggi?

Diciamo che il farsi conoscere non è l’obiettivo primario. Non è di certo fondamentale essere “influencer” o dettare una moda, ciò che è importante è comunicare agli altri le proprie emozioni quando si viaggia, per trasmettere questa passione al maggior numero di persone possibile. Quando una persona legge un mio articolo e mi dice “bellissimo racconto, ho proprio voglia di scoprire questi luoghi”, ecco, questa è la gratificazione più grande.

Quanto sono importanti i social per un Travel Blogger?

Secondo me sono fondamentali, sia per la condivisione e quindi il veicolare le informazioni, che per scambiarsi le idee: ho voluto creare appositamente un gruppo su Facebook (questo è il link), una pagina (questo è il link) e un profilo Instagram (questo è il link) per confrontarmi con gli altri viaggiatori e per imparare da loro. Cerco sempre di coinvolgere chi mi segue chiedendo che cosa ne pensa di un determinato articolo, o di scegliere delle foto tramite un sondaggio o ancora il Museo del Mese. Credo che una buona comunicazione sia fondamentale, altrimenti il blog perde il suo significato.

Hai detto di aver visitato molti paesi come Belgio e Austria, eppure non ci sono articoli su questi Paesi, perchè?

Domanda interessante. Ho sempre specificato che le fotografie che mostro sul mio blog sono state scattate da me (a parte qualche rara eccezione, sempre segnalata). Ebbene, quando ho visitato questi luoghi, per esempio Bruxelles, Berlino, Sharm el-Sheikh, non ho avuto modo di scattare fotografie perchè ero troppo piccola o perchè non avevo con me una macchina fotografica valida. Siccome per me fotografia e viaggi vanno di pari passo, non voglio scrivere articoli senza le mie fotografie e quindi aspetterò l’occasione di tornarci per raccontare le mie esprienze. Questo preclude il numero di contenuti pubblicabili, ma solo per ora. Vienna è in programma per agosto 2019, ad esempio.

Donna Vagabonda ed Eliana Intruglio Fotografie: di che cosa si tratta?

Siamo la stessa persona! Donna Vagabonda è il blog in sè, dove racconto le mie esperienze, mentre Eliana Intruglio Fotografie è la firma che utilizzo per i miei scatti. Ho anche un piccolo sito riguardo alla mia attività di fotografa, che si interseca completamente con quella di Travel Blogger (visita qui il sito). Non pretendo di essere una fotografa famosa e nemmeno così tanto brava, ma senza la fotografia non ci sarebbe viaggio e viceversa. Spero che le mie foto possano aiutare a comprendere le bellezze del nostro Pianeta, e perchè no, magari permettermi di portare avanti la mia attività di Travel Blogger sovvezionando i miei viaggi (mai dire mai ad una possibile fonte di guadagno!)

Hai avuto modo di confrontarti con altri Travel Blogger o con soggetti affiliati al turismo?

Assolutamente sì, e spero che il confronto continui, senza rivalità ma in un clima costruttivo e propositivo. Ho avviato collaborazioni con alcune strutture ricettive del territorio e non solo (visita la mia pagina dedicata) e condivido abitualmente la mia esperienza con moltissimi/e Travel Blogger e fotografi. Il 2018 è stato molto proficuo da questo punto di vista, concludendosi anche con una bellissima esperienza, che è stata la partecipazione a “Pavia, Crossroads of Europe” come relatrice (leggi qui il mio articolo a riguardo). Inoltre, nei giorni 27 e 28 Aprile 2019, verrà inaugurata la mia prima mostra personale di fotografia: Donna Vagabonda in viaggio. Vi aspetto! (Clicca qui per saperne di più).

Hai un obiettivo a lungo termine? Dove ti porterà Donna Vagabonda?

Obiettivo? Ovviamente, VIAGGIARE!

Dove mi porterà questo blog? Chi può dirlo, magari in luoghi lontani e sperduti, magari ad un lavoro a tempo pieno come Travel Blogger, magari rimarrà soltanto una passione. In ogni caso, sono estremamente felice di averlo aperto e continuerò a seguirlo con dedizione, sperando sempre di pubblicare contenuti interessanti e mai banali.

Parlando di breve termine, che cosa vedremo su Donna Vagabonda?

Spero tanti articoli, lavoro e viaggi permettendo, e tanti contenuti originali. A febbraio è in previsione la BIT-Borsa Internazionale del Turismo e mi piacerebbe parteciparvi come Travel Blogger, vediamo se sarà possibile. Da marzo si tornerà a viaggiare con costanza, dopo una brutta battuta d’arresto dovuta alla mia salute. Il futuro è imprevedibile, ed è proprio questo il bello.

Due anni di Donna Vagabonda, due anni di viaggi, due anni di fotografia, due anni di soddisfazioni uniche.

Perchè quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada.

 

Il Sondaggio di Donna Vagabonda: quanto vi piace questo blog?

Cari amici e lettori, Vagabondi di vecchia data o nuovi affezionati, la vostra Donna Vagabonda non si ferma mai e ha sfruttato questo periodo di riposo forzato per cercare di migliorare il più possibile il blog e i suoi contenuti.

A tal proposito, vi propongo un veloce e pratico questionario anonimo:

https://goo.gl/forms/36QwqmUsipbNJwg92

Questo sondaggio mi aiuterà a migliorare l’offerta del blog e i suoi articoli.

Compilatelo, ci vuole proprio un minuto!

Se riuscite, compilatelo entro il 21 gennaio, così da poter elaborare quanto prima le risposte!

Vi ringrazio per il vostro immenso aiuto!

Il viaggio come espressione di sè stessi: la mia esperienza a Pavia, Crossroads of Europe

L’8 di Dicembre sono stata invitata ad un evento assai interessante, promosso dall’Assessorato del Turismo del Comune di Pavia:

PAVIA, CROSSROADS OF EUROPE
CULTURAL AND RELIGIOUS ROUTES

Hiking | Eating | Meeting

Gli itinerari di fede e di cultura: cibo per il corpo e per il dialogo.
Intreccio strategico per la promozione del territorio.

Template Grande formato
La copertina dell’evento

Questa manifestazione si è tenuta in due giorni distinti ed io ho vi ho preso parte come relatrice per parlare dei miei viaggi e della mia esperienza come Travel Blogger. Insieme ad altri viaggiori o studiosi di turismo sostenibile e lento, ci siamo confrontati per capire come il turismo responsabile sia importante per valorizzare il territorio di Pavia, e non solo.

Come Donna Vagabonda ho voluto sottolineare l’importanza del mio territorio natio per la mia formazione di viaggiatrice: proprio così, perchè il viaggio è prima di tutto un’esperienza di formazione. Ho espresso la mia opinione riguardo all’evoluzione che sta subendo il turismo, che deve per forza direzionarsi verso una fruizione responsabile e sostenibile. In molte città italiane si assiste al fenomeno dell’Overbooking, dove ci sono più turisti che strutture ricettive e dove spesso manca una certa etica del viaggio. Purtroppo, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, il viaggio viene vissuto come mero divertimento, senza che ci sia un’esperienza formativa, ma atto solo per guadagnare visibilità all’interno di una cerchia di amici o dei social network. E’ invece in crescita la consapevolezza del turista “maturo”, che spesso sceglie itinerari alternativi e poco battuti, come i cammini o i sentieri. La montagna e la campagna diventano dunque protagoniste di una rivalorizzazione “lenta”, capace di mettere in luce ciò che in realtà è spesso nascosto.

 

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E’ così che si giunge a Pavia, crocevia di popoli e di culture. Pavia, purtroppo come già ho detto più volte, è una citta meravigliosa dal punto di vista storico e culturale, ma non è ancora riuscita ad imporsi sul mercato. Le strutture non mancano (anche se sono situate più al di fuori dell’agglomerato urbano, piuttosto che in centro), ma si è in difetto per la “preparazione” dei monumenti: spesso i musei sono chiusi o parzialmente visitabili, manca un sito internet che raccolga tutte le informazioni necessarie per pianificare una visita esaustiva (le informazioni ci sono, ma su molti siti diversi, rendendo difficile la pianificazione), mancano inoltre attività ben visibili volte a proiettare la città tra quelle più appetibili. Parlando con tanti miei coetanei, studenti fuori sede o ragazzi, spesso sento da loro molte critiche, come il costo esagerato dei musei o delle mostre e la mancanza di attività culturali rilevanti. Eppure, Pavia racchiude un cuore pulsante che può essere apprezzato. Molte sono le attività di vario genere proposte dalle varie realtà associative e non solo, e molti sono i monumenti che meritano una visita. Purtroppo alcuni sono un po’ nascosti e spesso manca una segnaletica efficace che permetta di scoprirli, ma Pavia ha tutte le carte in regola per dimostrarsi leader nel turismo lento e sostenibile.

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Il mio intervento

Il dibattito si è poi spostato sull‘importanza dei social network all’interno dell’ambito del turismo e di come questi possano aiutare una realtà ad essere visibile: Pavia su questo se la cava abbastanza bene, dato che ci sono molti account Instagram e Facebook che si occupano di promozione del territorio, basta cercare.

La conferenza è stata dunque un’opportunità per conoscere persone nuove, con un bagaglio ricco di esperienze, anche molto diverse dalle mie. Il turismo può essere dunque raccontato attraverso un libro, un racconto, attraverso un blog come nel mio caso o attraverso la fotografia e i dispositivi multimediali.

Pavia si conferma attenta alle esigenze dei suoi turisti grazie anche a queste iniziative, che di sicuro dovranno essere più pubblicizzate e messe in evidenza.

Al prossimo anno, Crossroads of Europe!

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Il “bottino” di Pavia Crossroads of Europe

Un sentito ringraziamento allo staff di ViviPavia e dell’Ufficio del Turismo, in particolare a Paul Ngoi che mi ha permesso di vivere questa bella esperienza.

Di seguito potrete vedere il video che ho preparato in occasione di questa manifestazione.

 

Enjoy!