Archivi categoria: Le mie esperienze da Travel Blogger

Bit: la Borsa internazionale turismo di Donna Vagabonda

Anche quest’anno, dopo l’esperienza positiva dello scorso anno (raccontata qui), ho deciso di visitare la Borsa internazionale turismo, curiosa di vedere le ultime novità in fatto di proposta turistica. Devo dire che questa esperienza è stata ancora più completa quest’anno dato che ho trovato il coraggio di propormi come Travel Blogger alle varie realtà, scacciando la mia naturale timidezza. Vediamo come è andata!

BIT 2020

Questa volta non ho sbagliato!

Reduce dell’esperienza da incubo per quanto riguarda il raggiungimento della fiera dello scorso anno, quest’anno ho consultato più volte il sito ufficiale e le indicazioni per raggiungere la manifestazione. Infatti…Non ho sbagliato! Eh beh, già questo è un traguardo direi, no? In ogni caso arrivarci in metro è stato molto comodo: lasciata l’auto presso Famagosta, ho preso la metro verde M2 e sono scensa a Garibaldi. Da qui ho cambiato e ho preso la lilla M5 in direzione Portello: arrivata mi sono trovata proprio davanti all’ingresso della fiera. Più comodo di così!

L’Italia rimane il luogo migliore dove perdersi

Ho voluto intenzionalmente partire con il mio tour dal padiglione numero 3, quello adibito alle regioni italiane e non solo. Ancora una volta quest’area ha offerto il meglio di sé: gli stand, colorati e ricchi di iniziative, mi hanno subito coinvolto. Ho iniziato dallo stand del Piemonte, una regione che mi sono ripromessa di conoscere meglio, per poi volgermi verso quello della Toscana e quello emiliano-romagnolo: qui ho preso molti contatti, soprattutto per la mia prossima visita a Parma, viaggio che ho pianificato da poco. Balzando di qua e di là, piena di gioia, con gli occhi brillanti e le borse sempre più piene (l’anno prossimo mi porto una valigia, lo prometto), mi sono diretta verso lo stand della città di Milano, che mi ha riempito di gadget e mi ha dato il contatto di un referente dell’Ufficio del Turismo (ho in mente un progetto su Milano ma per ora non vi svelo niente). Sono rimasta davvero molto colpita dalla disponibilità della maggiorparte degli operatori, sempre propensi ad ascoltare le mie richieste. Naturalmente non poteva mancare un salto allo stand della Sicilia, sempre il più colorato, e poi a quello della Lombardia, facendo tappa al banco di Pavia e dintorni: qui ho potuto conoscere anche alcuni referenti di Vigevano e dell’Oltrepò: per me è fondamentale mantenere un legame stretto con il territorio!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dopo aver visitato questi stand mi sono diretta verso stand minori, come quelli adibiti alla navigazione sul Brenta e quello del Mercato Ittico di Chioggia: due sorprese davvero piacevoli in quanto di addetti si sono dimostrati interessati per un’eventuale convenzione con me.

Dopo più di due ore e con quattro borse piene di depliant e materiale informativo, decido di dirigermi verso il padiglione 4, quello del resto del mondo.

Il trionfo dell’Est

Chi frequenta la Bit da qualche anno sa bene che all’interno dell’area del resto del mondo c’è una grande assente: l’Europa. Già, perchè se più di cinque anni fa (la prima volta che ho visitato questa manifestazione) erano ben presenti alcuni Paesi portanti dell’UE, già dallo scorso anno (ma anche da prima, ma io vi parlo della mia esperienza) i “big” mancavano e sono mancati anche quest’anno: forse perchè non ne hanno bisogno o forse perchè non considerano la Bit un’occasione per attrarre nuovi e vecchi turisti, fatto sta che tanti Paesi erano assenti (compresa la Slovenia che l’anno scorso mi ha fatto conoscere la meravigliosa Pirano).

WhatsApp Image 2020-02-11 at 12.32.03 (2)
Bellissime ballerine dallo Sri Lanka

Ciò che mi ha colpito è stata però la presenza massiccia dei Paesi dell’Est: Croazia (con più stand), Polonia, Moldova (e di questo sono rimasta oltremodo contenta visto il mio imminente viaggio), Albania, sono i padiglioni che più mi hanno colpito.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Non poteva mancare il Medio Oriente con la Palestina e la Giordania e l’Africa con il meraviglioso stand del Marocco (in cui ho trovato davvero tanta disponibilità) e dello Zimbabwe. Non mi sono fermata ad ogni stand, un po’ a causa della massa che ormai aveva invaso le corsie e un po’ perchè, almeno per quest’anno e il prossimo, non avrò la possibilità di visitare certi Paesi.

WhatsApp Image 2020-02-11 at 12.32.03
Uno sguardo al padiglione 4

Convenzioni? No, grazie

Nonostante tutto questo entusiasmo devo però sottolineare il fatto che la stipula di una convenzione tra i Travel Blogger e le realtà presenti non è affatto semplice. In molti mi avevano avvertito del fatto che non sarebbe stato semplice ma qui vorrei aprire un discorso un pochino più ampio: se, da una parte, qualcuno mi ha detto che avrebbe valutato in base al mio blog (visitatori, articoli e altri parametri), altri (e devo dire tanti, se non la maggiorparte) non sono proprio intenzionati a stipulare convenzioni con i Travel Blogger (in primis la Regione Piemonte che, consultate tutte le province presenti, mi ha risposto che non hanno attivo nulla, così come la Regione Sicilia nonostante Catania quest’anno ospiti il TBEX). Anche in Lombardia c’è molta reticenza, soprattutto nella Provincia di Varese e in quella di Lecco.

Questo mi fa riflettere: la visione dei Travel Blogger in Italia è ancora molto riduttiva, se non praticamente sconosciuta (ad alcuni stand ho dovuto spiegare che cosa fa il Travel Blogger) e su questo noi Travel Blogger abbiamo comunque una responsabilità. Il nostro modo di porci, ciò che chiediamo quando contattiamo gli enti, la strutturazione dei nostri articoli e tanto altro di sicuro forgiano la nostra immagine e spesso questa non è percepita come positiva (nonostante il massimo impegno di una larga maggioranza): ciò che è successo presso un’operatrice della Polonia è stato emblematico dato che, alla mia richiesta di informazioni su una eventuale convenzione, mi sono sentita rispondere “noi in Polonia non regaliamo niente a nessuno!” – in modo anche piuttosto maleducato. Sia chiaro, io non avevo menzionato nessuna gratuità ma ero solo curiosa di sapere se c’erano tour guidati, materiale informativo su luoghi poco conosiuti e particolari di Cracovia e così via.

WhatsApp Image 2020-02-11 at 12.32.03 (3)
Una foto presso lo stand i #TokyoTokyo

Insomma, il Travel Blogger è ancora visto come un nullafacente che chiede di entrare gratis nei musei o che vuole ottenere benefit senza dare nulla in cambio. A questi operatori mi sento di rispondere così: io, come molti altri Travel Blogger, non siamo a caccia di gratuità o di pass per visitare città, siamo alla ricerca di una collaborazione che porti benefici ad entrambe le parti. Non dimenticatevi che voi potete dedicarci un pass o una serie di gadget, mentre noi possiamo dedicarvi uno spazio sul nostro blog, sui nostri social e, soprattutto, il nostro tempo e, si sa, il tempo è denaro.

Io comunque non demordo: essere Travel Blogger è una delle cose più belle al mondo e non smetterò mai di esserlo, con la mia costanza e la mia forza di volontà incrollabile.

WhatsApp Image 2020-02-11 at 12.32.03 (4)
Cataloghi e gatto sornione

Non mi resta che sfogliare tutti i possibili ed inimmaginabili cataloghi che ho raccolto e confermare la mia presenza per il prossimo anno.

Arrivederci, Bit!

Per informazioni, visitate il sito ufficiale.

Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Sophia di Traveladdict

Dopo due interviste a Travel Blogger che stimo molto non potevo di certo fermarmi e così oggi vi propongo questa nuova intervista ad una Travel Blogger molto simpatica che ho avuto modo di conoscere tramite Instagram: si chiama Sophia ed è Travel Blogger di Traveladdict. Scopriamo insieme chi è!

Racconta qualcosa di te

Mi chiamo Sophia e sono una ragazza di 23 anni, umbra di nascita, ma romana d’adozione: sì, perché da quasi 5 anni studio nella capitale. Sono all’ultimo anno di giornalismo, un corso che mi sta permettendo di coltivare la mia grande passione per la scrittura, passione che spero di poter coniugare un giorno con quella per i viaggi e magari di poter trasformare un passatempo in un lavoro diventando proprio giornalista nel mondo travel. Sono un’eterna sognatrice ma sono anche molto determinata. Tanti sogni, anche quelli in apparenza più strani, diventano spesso veri e propri progetti ed è molto difficile che io demorda. La passione per i viaggi la coltivo da anni, forse in maniera quasi inconscia, ma sicuramente è esplosa totalmente con il mio primo viaggio oltreoceano: quello a New York. Un viaggio unico, che sicuramente non dimenticherò mai.

Una ragazza molto molto giovane ma determinata e già con un grande obiettivo: diventare giornalista nel mondo dei viaggi. Di sicuro la sua determinazione la porterà a scoprire sempre nuove mete e a realizzare sempre nuovi sogni!

Traveladdict_3
La mia intervistata Sophia

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Il mio blog si chiama Traveladdict. Ho scelto questo nome perché rappresenta pienamente quella che è la mia più grande passione: i viaggi. Una passione così grande, così forte, così irrefrenabile da diventare quasi “un’ossessione”, nell’accezione positiva del termine.
Ho aperto il blog da poco più di un anno, anche se devo ammettere di non essere riuscita a curarlo e ad aggiornarlo quanto avrei voluto finora e spero prossimamente di potergli dedicare molto più tempo ed energie.

Un’altra ragazza affetta dalla cosiddetta “Sindrome del Viaggiatore” o Wanderlust, che sente sempre un’irrefrenabile voglia di viaggiare e di esplorare nuove mete. Il primo anno di blog, e lo dico per esperienza, è il più difficile in quanto non si conoscono ancora bene i meccanismi sottesi alla sua gestione e non si è ancora deciso un ritmo vero e proprio. Non preoccuparti Sophia, vedrai che il tuo blog continuerà a crescere grazie alla tua forza di volontà!

Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

Avevo aperto un profilo Instagram a tema travel da qualche mese, proprio poco prima della mia partenza per New York. Lo avevo fatto perché avevo voglia di poter condividere la mia grande passione per il mondo con qualcuno che potesse comprenderla pienamente, ricevendo utili consigli, scambiando opinioni e magari mostrando quel pizzico d’Italia e di mondo che avevo già visto dal mio punto di vista. Approdata su questo social, un vero e proprio mondo si è aperto davanti ai miei occhi, un mondo di persone stimolanti, interessanti, con molta più esperienza di me che ho iniziato a seguire e dalle quali ho cercato di carpire spunti e suggerimenti di viaggi. Ma per quanto Instagram mi piaccia molto, la dimensione della scrittura viene purtroppo messa in secondo piano in questo social o, a volte, è quasi del tutto assente. Da qui la voglia di raccontare in maniera più approfondita e personale in un’altra sede che me lo permettesse e l’idea di aprire un blog. Pur non essendo esperta nè di grafica nè di SEO ci ho provato e devo dire che non me ne sono affatto pentita. Voglio solo impegnarmi molto nello studio per cercare di migliorarmi nella gestione del blog, che è una grande possibilità di espressione e di racconto personale.

E’ incredibile come l’idea del blog di viaggio nasca dalle situazioni più diverse ed eterogenee: le due Travel Blogger che finora ho intervistato hanno creato il loro blog da una situazione completamente diversa e questo vale anche per me. Ciò dimostra come i blog di viaggio non siano per niente omologati ma anzi esprimono le sfaccettature del proprio creatore: Sophia in questo progetto ci crede e il suo blog lo dimostra!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Il messaggio che spero davvero di trasmettere è la passione per ciò che racconto. Ogni volta che salgo su un aereo, ogni volta che una nuova partenza si avvicina, provo un mix di adrenalina, di eccitazione, di ansia, di curiosità e ogni viaggio è per me un grandissimo momento di crescita che cerco a mio modo di raccontare e di trasmettere. Se anche un briciolo del mio entusiasmo e della mia emozione arriva a chi mi legge, allora sono felicissima.

Il viaggio come esperienza di cambiamento positivo, come concentrato di allegria e adrenalina, come qualcosa di indispensabile: questa è la vera essenza del viaggio per Sophia e per tutte le Travel Blogger che ho conosciuto.

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

A mio avviso la cosa più difficile, soprattutto oggi in cui i blog a tema viaggi sono innumerevoli, è avere qualcosa di interessante da dire. Credo che sia fondamentale costruire un proprio stile, che sia unico, originale. Uno stile che non ci omologhi agli altri, ma al contrario che ci differenzi, però obiettivamente può non essere facile. Così come è oggettivamente difficile arrivare a farsi conoscere e a sfondare nel mondo del travel blogging, ma sono sicura che con tanto studio e costanza, ma soprattutto con passione si possano raggiungere ottimi risultati. Sono infatti convinta che la chiave e il motore di tutto debba essere sempre e soprattutto la passione.

Diciamo le cose come stanno: chiunque può aprire un blog e più o meno tutti lo possono aprire a tema viaggio (basta vedere ora come molti influencer puntino proprio al viaggio come attività per il loro successo). Farlo funzionare, però, è tutta un’altra storia. Alcuni blog soffrono della mancanza di verve o sono standardizzati: danno quelle quattro indicazioni di base e non esprimono, ad esempio, pareri o opinioni del proprio autore. Sophia ha posto l’accento su un problema che affligge molti blog, soprattutto quelli nati da poco: che cosa ho da dire? Come lo dico? Io credo che bisogna aprire la mente e lasciar sfogare la propria immaginazione. Lo stile si creerà da sè dopo un po’ di pratica, di studio e soprattutto grazie alla tanta passione del blogger.

Traveladdict_1
Una delle foto scattate da Sophia: il lago di Livigno

Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Ad essere sincera non lo so. Credo di dover lavorare sodo, in termini di tempo da dedicargli e in termini di studio. Però una cosa che so è che amo scrivere, amo viaggiare e amo parlare di ciò che ho visto e se posso essere utile a qualcuno nel mio piccolo, come altri lo sono stati a me, ciò mi rende immensamente felice. Perciò per il momento mi occupo del blog e del mio profilo Instagram con tranquillità e come un passatempo, sperando un giorno che ciò possa trasformarsi in un progetto più articolato.

Vedrai che con l’attenzione adeguata e con la tua passione il tuo blog ti porterà moltissime soddisfazioni e crescerà e cambierà con te, sempre con l’entusiasmo che ti contraddistingue!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

A questa domanda rispondo sempre menzionando due viaggi che sono e saranno per sempre nel mio cuore. Il primo è il mio primo vero viaggio che ho fatto con i miei nonni e mio zio a 12 anni. Le tappe principali sono state Parigi e Londra, un sogno per me che fino a quel momento non avevo mai visto nessuna grande metropoli, tranne Roma, e anche perchè volevo davvero visitare Londra. Ogni piccolo dettaglio era fonte di stupore, tutto era magico attraverso i miei occhi di ragazzina di provincia.
Il secondo viaggio del cuore è sicuramente quello a New York, il primo oltre oceano, il mio viaggio di laurea triennale accompagnata da alcune mie amiche. Un sogno realizzato inaspettatamente, l’euforia per il mio volo così lungo, il primo timbro sul passaporto, la voglia di andare alla scoperta della Grande Mela, che quasi mi sembrava di conoscere dopo averla ammirata in tantissimi film. È stato tutto sorprendente, devo ammettere che ancora non ho realizzato completamente di aver visitato una metropoli così straordinaria.

Tre grandi città, così diversa tra loro ma che hanno saputo accogliere la sognante Sophia e farla appassionare al nostro incredibile mondo!

Quale invece ti ha deluso e perché?

Devo dire che non c’è un viaggio che mi ha deluso, ogni viaggio a suo modo mi ha lasciato qualcosa, mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo e mi ha regalato emozioni. Sicuramente ci sono state mete che mi sono piaciute di più e altre che mi sono piaciute di meno, questo sì, ma non mi sono mai pentita di un viaggio fatto.

Anche io, come Sophia, non mi sono mai pentita delle scelte che ho fatto per quanto concerne i viaggi: è vero, a volte la meta scelta risulta meno curiosa o intrigante di altre ma, come dice anche lei, ogni viaggio lascia sempre qualcosa.

Traveladdict_2
Una delle foto scattate da Sophia: Vico Equense

Qual è il tuo viaggio dei sogni? Perchè?

Il mio viaggio dei sogni è l’Australia, da sempre.

Forse perché amo i canguri, sin da quando ero bambina, forse perché la sua notevole lontananza la rende ai miei occhi ancora più particolare e affascinante. Inoltre, amando la natura le praterie incontaminate, i ranch, anche i suoi territori aridi e infine l’oceano, mi hanno sempre affascinata. Senza considerare il fatto che uno dei telefilm che amavo di più da bambina era ambientato proprio in una fattoria australiana. Proprio per questo motivo i recenti avvenimenti (gli incendi divampati nel Paese) mi hanno davvero rattristata molto e spero un giorno di poter visitare questa terra bellissima e di trovarla bella, meravigliosa e rigogliosa.

L’Australia, terre di mandriani, di animali bizzarri e di avventure: questo probabilmente è l’idea che questo incredibile Paese suscita in noi. Io non ci sono stata (non ancora) ma sicuramente è una meta particolare e non adatta a tutti.

Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

Stancante, Emozionante, Avventuroso.

Mi piace come l’aggettivo “stancante” sia in prima posizione: anche i miei viaggi sono spesso duri fisicamente e forse è per questo che si chiamano viaggi e non vacanze! Credo che io e Sophia condividiamo la stessa idea del viaggio tipico e di questo sono proprio felice.

Hai un commento riguardo questa intervista?

Ti ringrazio molto Eliana per questa interessante intervista, di cui sono davvero onorata. Il motivo per cui ho deciso di entrare nel mondo social e di aprire un blog è proprio per la bellezza del racconto e della condivisione. La parte bella della rete è proprio fare rete e conoscere persone che hanno le nostre stesse passioni, proprio come successo con te.
Grazie ancora!

Grazie a te Sophia! Mi ha fatto piacere conoscerti e scoprire il tuo bel blog che sono sicura diventerà sempre più ricco e completo! Sono contenta che la passione per i viaggi sia sempre più diffusa tra i più giovani e sono ancora più felice per il fatto che così giovane hai già intrapreso un progetto così ambizioso! Credi sempre in te stessa e racconta sempre ciò che provi nei tuoi viaggi: io non vedo l’ora di scoprirlo!

Riferimenti

Blog: www.addict.travel.blog

Instagram: https://www.instagram.com/travel__addictw/

Donna Vagabonda: il bilancio di 3 anni di blog e avventure

Anche quest’anno ho deciso di scrivere un articolo sul bilancio del blog a tre anni dalla sua apertura: a volte i bilanci sono antipatici, noiosi e lunghi da redarre ma penso sia doveroso farne uno dato che ormai Donna Vagabonda ha concluso il suo terzo anno, il migliore di tutti.

Bilancio_3anni

Già, chi lo avrebbe mai detto? Il 2019 è stato l’anno più proficuo per il blog che ha più che raddoppiato le sue visite e il numero dei visitatori grazie anche all’incremento degli articoli pubblicati e alle iniziative portate avanti.

Ma questo non è un articolo autocelebrativo, anzi. Donna Vagabonda vuole partire da questo articolo per migliorarsi ancora di più, per offrirvi un’esperienza sempre più ricca e variegata. Grazie anche ai risultati del sondaggio che alcuni di voi hanno compilato, ho potuto stendere un bilancio e il suo sunto è contenuto in questo articolo.

Ecco qualche dato, semplice e chiaramente consultabile.

Come saprete gli articoli del blog vengono “racchiusi” in alcune categorie, di seguito trovate quelle che ne contengono di più.

  • Diario di viaggio
  • I luoghi della storia
  • Un’escursione in giornata
  • Scoprendo Pavia
  • Il Museo del Mese
  • Le mie esperienze da Travel Blogger
  • Le mostre più belle
  • Pianificazione del viaggio

Di queste categorie gli articoli che più vi sono piaciuti (e che più avete letto) sono i seguenti:

Devo dire che alcuni articoli non mi aspettavo che piacessero così tanto, ma è proprio vero che sul web si cercano anche le chicche e luoghi poco conosciuti e sono contenta che con Donna Vagabonda possiate trovare anche alcune di queste località.

Ora veniamo al sondaggio, vi presento di seguito tre grafici, i più indicativi.

Visitatori-e-regioni.png

Come potete osservare da questo grafico il numero maggiore di visitatori proviene dalla mia regione di appartenenza, cioè dalla Lombardia. E’ curioso poi vedere visitatori provenienti dal Centro Italia più che dalle regioni confinanti della Lombardia. Prossimo obiettivo? Attirare lettori provenienti da tutta Italia!

Età

Così come nel 2018, la maggioranza dei miei lettori è compresa nella fascia d’età tra i 26 e i 36 anni: un pubblico di millenials dunque, interessato ai viaggi e alla scoperta del mondo. Per le altre categorie c’è una buona parità. Sicuramente come obiettivo c’è quello di intercettare più fasce di età, in modo tale da avere un pubblico più eterogeneo possibile.

Quante volte consulti il blog

Questo è il grafico di cui vado più fiera: noto con estremo piacere che i lettori consultano molto spesso il blog, anche una volta a settimana. Questo per me è un grande traguardo perchè significa che vi piace come scrivo e ciò che pubblico.

Vi ho poi chiesto che cosa si potrebbe migliorare e qualcuno mi ha detto che bisognerebbe inserire più video oltre che fotografie: questo è un ottimo consiglio perchè effettivamente il social che utilizzo di meno è YouTube in quanto preferisco fotografare che fare video, ma di sicuro incrementerò anche questo tipo di media. Se volete seguirmi sul canale YouTube, cliccate qui.

In molti poi mi hanno detto di continuare così, di non smettere di tramsettere le mie passioni per i viaggi, per la natura e per la storia: state tranquilli che non smetterò mai di veicolarle, sia con il blog che con i social!

Inoltre, qualcuno mi ha scritto che vorrebbe vedermi più “protagonista” dei miei scatti: io di solito non mi fotografo a meno che non ci siano occasioni davvero particolari e anche sui social pubblico poco che riguarda me stessa. A quanto pare dovrò mostrarmi di più! Non mancherò dunque di onorare questo impegno.

Ringrazio dunque tutti i miei lettori, chi mi segue sui social, chi mi onora acquistando le mie fotografie, chi lascia un like sui profili social e chi mi chiama “Donna Vagabonda” quando mi incontra a Pavia o in altri luoghi.

MA…C’è un MA.

Sapete che io accetto sempre le critiche se queste sono costruttive e rivolte con educazione. Ebbene, vorrei dedicare qualche parola a chi ha utilizzato il sondaggio per insultarmi: già, perchè purtroppo è accaduto anche questo. Beh, vorrei dire a queste persone che i vostri insulti mi hanno fatto solo capire ancor di più che ce la devo mettere tutta, che devo amare ancora di più il blog di Donna Vagabonda e di continuare a più non posso. Vi ringrazio, cari haters, per avermi motivato ancora di più e per aver dedicato il vostro tempo a compilare il sondaggio: in fondo, questa è la vittoria più grande per me, dato che mi avete donato la cosa più preziosa, il vostro tempo.

Perciò avanti tutta, senza guardarsi alle spalle, verso nuovi viaggi e nuove mete!

Per festeggiare questo 2019 ricco di viaggi e di emozioni, ecco a voi un video con tutti i viaggi più importanti di Donna Vagabonda!

Il prossimo viaggio? Scopritelo leggendo questo articolo.

Scogliere_2.jpg
Avanti tutta verso un nuovo anno ricco di avventure!

 

Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Simona di Usa La Valigia

Essere Travel Blogger mi permette ogni giorni di entrare in contatto con tante persone che hanno la stessa mia passione: quella del viaggio e del racconto del viaggio. Penso che all’interno del settore dei blogger non ci debba essere sfida o invidia, ma cooperazione e voglia di crescere. Per la mia rubrica delle interviste vorrei proporvi l’intervista a Simona, del blog Usa La Valigia.

Intervista_Usalavaligia

Con Simona siamo subito andate d’accordo: la voglia di scoprire, di non fermarsi mai e la nostra determinazione ci hanno avvicinato fin da subito. Usa La Valigia è un blog giovane, con moltissimi articoli interessanti soprattutto sugli Usa, la grande passione di Simona e del suo compagno Domenico. Pronti a scoprire i segreti di Usa La Valigia?

IMG_20191117_111814

Racconta qualcosa di te

Sono Simona e devo ancora trovare il mio posto nel mondo. L’unica certezza che ho è che non posso fare a meno di viaggiare e che ogni volta che vado negli Stati Uniti mi sento a casa. Poi c’è il mio amore per Dixie, il mio French Bulldog, che è l’altro mio punto fermo. Solo per lui ancora non siamo partiti per chissà dove.

Un paio di anni fa tutto quello che credevo fosse ormai la normalità si è dissolto nel nulla da un giorno all’altro. Per questo ho deciso che dovevo dare un taglio netto alla mia vita. Ho mollato il poco che mi era rimasto, tranne Dixie, e mi sono trasferita nelle Marche da Domenico, il mio compagno. Dovevo e volevo rimettermi in gioco e non avrei più accettato passivamente qualcosa che non mi andava… E così oggi mi ritrovo qua, in questa nuova avventura alla ricerca continua del mio posto nel mondo…

Simona è una ragazza forte, tenace, che ha deciso di cambiare la sua vita cercando la felcità. Il suo posto nel mondo? Di sicuro lo troverà e chissà, magari questo accadrà durante uno dei suoi viaggi!

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Usa la Valigia è il nome del blog che con il mio compagno Domenico abbiamo aperto ad aprile 2019. Cercavamo un nome che alludesse agli Stati Uniti, che sono la nostra passione comune, ma allo stesso tempo non doveva essere troppo esplicito e limitarci a quella destinazione. Abbiamo provato decine di combinazioni di parole diverse finché è saltato fuori questo. Non ricordiamo nemmeno chi dei due lo abbia inventato, ognuno di noi continua tutt’ora a prendersene il merito, ma ci suonava bene ed era composto da due elementi per noi essenziali (USA non troppo diretto come Stati Uniti, America o Stelle e strisce che continuavamo a scartare e Valigia, nostra fedele compagna di viaggio) .

Così è nato “Usa la Valigia”.

Incredibile come sia nato il nome di questo bel blog di viaggi incentrato sugli Stati Uniti! Spesso il nome per il proprio blog è proprio la parte più difficile da scegliere quando nasce l’idea ma direi che Simona e Domenico ci hanno proprio azzeccato!

fbt

Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

Fin dai primi viaggi ho sempre portato a casa un’infinità di volantini, piccole guide gratuite, scontrini… Tutto ciò che mi passava tra le mani, finiva nei miei diari di viaggio che non comprendevano solo racconti giornalieri ma anche resoconti su qualsiasi attività, locale, hotel, spesa, itinerario… Piano piano gli amici hanno iniziato a chiedermi consigli e ho capito che sarei potuta esser utile non solo ai singoli, ma a chiunque decidesse di compiere viaggi come i miei.

Avevo già iniziato a scrivere molti articoli nel 2014 ma non avendo conoscenze di come creare e gestire un sito web, mi mancò la tenacia di impegnarmi in un settore che odiavo (informatica) e ho continuato nei miei quaderni…

Dome invece, fin dal primo momento che ci siamo conosciuti, mi ha sempre spronata affinché portassi avanti questo mio progetto e si è impegnato molto per aiutarmi nell’apertura del sito e per coltivare insieme questa passione.

Quindi possiamo dire che oltre “al cosa”, c’è stato anche un “chi” che mi ha spinto ad aprirlo.

E’ davvero importante il sostegno dei propri cari per i Travel Blogger, perchè tanti sono i momenti di sconforto e molte le difficoltà da affrontare, soprattutto all’inizio. Simona può contare davvero su un compagno di vita e un compagno di avventure assai prezioso!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Vorrei che tutti capissero quanto è bello viaggiare e scoprire il mondo. E che non importa se andiamo vicino o lontano, dobbiamo sempre mantenere viva la voglia di esplorare e di stupirci. Vorrei trasmettere la mia passione per gli Stati Uniti, come prima cosa, ma anche per tutte quelle destinazioni o attrazioni meno conosciute, meno “instagrammabili”, meno considerate dal turismo di massa che invece andrebbero valorizzate.

Attraverso i miei diari di viaggio, i miei racconti e i miei consigli, mi auguro di poter fare arrivare forte e chiaro il messaggio del perché scelgo sempre e solo di investire in viaggi. Perché non c’è niente di più educativo ed emozionante per crescere, migliorarsi ed aprire la mente.

E in riferimento al fattore monetario credo di poter esser d’aiuto a coloro che considerano i miei viaggi inaccessibili.

Certo i sacrifici si fanno, ma dopo averli organizzati per oltre 10 anni almeno una volta all’anno, adesso ho una lunga lista di tecniche di risparmio, metodi per ottenere sconti in fase di prenotazione e per capire i momenti migliori per farlo e con chi. Noi viaggiamo sempre rigorosamente low cost, ma non ci manca niente e vorrei che tutti, come me, potessero farlo senza perdere le speranze.

Viaggiare, come dice Simona, è davvero il più grande investimento  per un essere umano, che fin dalle sue origini si è spinto al di là della sua zona di confort per scoprire ed esplorare. Perchè dunque non continuare a seguire il nostro istinto errante? Simona e Domenico lo fanno e non si pentono di nulla!

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

Essere presa sul serio.

In Italia appena sentono la parola blogger ci scappa la smorfia mista disprezzo-pietà. Ed anche nella cerchia di amici è difficile trovare chi capisce l’impegno che ogni giorno mettiamo per curare contenuti e sito e cercare e rielaborare materiale per essere sempre aggiornati e veritieri. Per non parlare di tutte le volte che mi sento dire “ma te non fai niente”. A volte è anche frustrante non sapere dove porterà questo percorso, soprattutto restando qui in Italia, ma poi un piccolo commento o un ringraziamento di qualche lettore e la mia passione per i viaggi, mi danno la forza di proseguire su questa strada.

Incredibile, anche Simona, come me e come Emanuela di Be Boheme, abbia riscontrato la stessa difficile problematica, davvero comune per tutti i blogger italiani: essere presi sul serio. Quante volte anche Simona si è scontrata contro ottuse visioni e sminuenti opinioni! Eppure, in qualche modo, si riesce sempre a ritrovare la serenità e a volte basta anche solo una parola di incoraggiamento!

dav

Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Come appena detto, non ne ho idea. Credo che ancora sia presto per tirare le somme e aspetterò qualche altro mese per un brainstorming con me stessa, ma vorrei poter continuare su questa strada, perché è quella che mi piace. Spero proprio che mi servirà da trampolino di lancio per trovare il mio famoso posto nel mondo.

Il blog di Simona e Domenico ha pochi mesi di vita ma è sempre molto aggiornato e ricco di idee: di sicuro il suo progetto la porterà lontano, magari proprio nei suoi amati States!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Difficile scegliere.

Ogni volta che vado negli Stati Uniti ne porto un po’ con me nel cuore e ce ne lascio un pezzettino. Potrei dire il mio primo viaggio oltreoceano, a Las Vegas e San Francisco nel 2008 perché me li ha fatti scoprire, ma anche il primo insieme a Dome nel 2018 perché finalmente lui ha realizzato il suo sogno. Mai come per quel viaggio ho incontrato impedimenti nell’organizzarlo, ce lo siamo sudato tanto, abbiamo rimandato più volte ma poi ce l’abbiamo fatta. E vedere i suoi occhi pieni di gioia, sentire l’entusiasmo nelle sue parole e soprattutto sapere che lo aveva fatto con me è stata la ricompensa più bella.

Questa domanda crea sempre molti dubbi nei Travel Blogger e nei viaggiatori perchè sono talmente tutti diversi i viaggi che fanno che è proprio difficile scegliere!

Quale invece ti ha deluso e perché?

Ce ne sono stati un paio in realtà, sempre negli States. Non mi ha delusa ciò che ho visitato ma alcune situazioni spiacevoli che si sono create con altre persone e che mi hanno impedito di godermi come volevo i miei tanto sognati viaggi. Sono state tutte situazioni diverse e piuttosto personali perciò non mi dilungherò in spiegazioni dettagliate. Credo però che mi abbiano dato qualche bella lezione e che non ricadrò nel solito tranello tanto facilmente, o comunque farò il possibile perché non si ripeta.

Un altro dei problemi che i viaggiatori spesso incontrano sono le esigenze diverse dei propri amici e accompagnatori: ognuno vive il viaggio a proprio modo e non sempre le passioni di qualcuno coincidono con quelle degli altri. A volte i viaggi possono essere rovinati irrimediabilmente per questa divergenza di gusti!

Il tuo blog parla soprattutto degli USA. Da cosa nasce la passione per questo Paese?

La mia passione per gli Usa nasce per caso.

Fino al mio primo viaggio a San Francisco e Las Vegas, quando avevo 20 anni, non sapevo nemmeno che esistessero. Poi mi sono ritrovata catapultata in una realtà che andava oltre il mio immaginario e nonostante un primo impatto un po’ “traumatico”, mi sono sentita subito a casa. Quello che mi ha colpita è stata la gentilezza e la disponibilità della gente ad aiutarmi anche solo se mi vedevano con una cartina in mano, ancor prima che chiedessi qualcosa io. Inoltre là, un piercing di troppo, i capelli rosa o un vestito più stravagante, non suscitavano sguardi di disprezzo, come mi succedeva e succede spesso ancora, qui in Italia. Oltre a trovare tutto ciò che di bello potessi desiderare di vedere, la loro accoglienza mi ha fatta finalmente sentire al posto giusto e non posso fare a meno di voler provare ancora queste sensazioni.

A volte le cose migliori capitano per caso ed è proprio per caso che l’amore per gli USA si è sviluppato in Simona. Un amore davvero infinito e sconfinato.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

On the road, intenso, organizzato nel dettaglio. Ma tre non bastano: devo aggiungere anche low cost e troppo corti.

Ringrazio sentitamente Simona e Domenico per avermi concesso di intervistarli e di conoscerli meglio. Sono sicura che il loro blog crescerà sempre di più e regalerà loro delle emozioni vere e autentiche. Sono felice di aver fatto la loro conoscenza e credo proprio che Usa La Valigia porterà questi due giovani ragazzi lontano, verso la felicità.

Riferimenti

Blog: www.usalavaligia.com

Instagram: https://www.instagram.com/usalavaligia

Facebook: https://www.facebook.com/Usalavaligia/

Twitter: https://twitter.com/UValigia

Le nuove mete 2020: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Come ho fatto per lo scorso anno, voglio anticiparvi i viaggi che ho intenzione di fare del 2020. Purtroppo non tutti i viaggi che ho previsto per quest’anno sono riuscita a farli ma per il 2020 sono più fiduciosa! Questo 2020 mi concentrerò di più sull’Italia e sull’Est Europa, senza tralasciare il classico viaggio on the road in compagnia di mio padre.

Scopriamo insieme le mete del 2020!

nuovemete2020

GENNAIO 2020: Torino

Sono già stata a Torino alcune volte ma per il 2020 ho in mente di visitarla con calma e in più riprese. La prima di queste “tappe” è prevista per gennaio del 2020: sarà un weekend lungo, di tre giorni, dove mi concentrerò sulle attrazioni “classiche” del centro città. Per scoprirle, leggete il mio articolo sulla pianificazione di viaggio di Torino.

Piazza_San_Carlo_2019.jpg
Foto scattata da me durante l’uscita didattica a Torino

FEBBRAIO – MARZO 2019: San Marino e i Borghi della Romagna

Era da un po’ di tempo che volevo visitare San Marino: ci sono stata quando ero molto piccola e devo ammettere di non ricordarla con precisione. Ho deciso di sfruttare le vacanze di Carnevale per fare questo viaggetto low cost e di visitare sia San Marino che qualche borgo della Romagna, come Sant’Arcangelo di Romagna (la mia base di alloggio). Partirò alla scoperta di questi luoghi assieme a Gabriele, mio inseparabile compagno di viaggio.

mark-de-jong-M6ONFyBrnuY-unsplash
Photo by Mark de Jong on Unsplash

APRILE 2020: Atene

Un viaggio che non ho mai fatto è quello alla scoperta della Grecia continentale: in effetti, questo Paese ha davvero tanto da offrire e io non ho visto quasi nulla delle sue meraviglie. Così ho deciso di dedicare le vacanze pasquali per scoprire Atene, la capitale. In molti mi hanno detto essere una città davvero bella, calorosa e colorata. Sia a me che a Gabri l’archeologia intriga anche se non siamo dei veri intenditori: speriamo dunque di approfondire la nostra conoscenza della storia della Grecia e della sua arte attraverso questo viaggio. Le aspettative sono oltremodo alte!

aussieactive-sHDQCcOTD4Y-unsplash
Photo by AussieActive on Unsplash

LUGLIO 2020: Sud Africa ed eSwatini

Purtroppo il programma di visitare il Senegal nel 2019 è dovuto sfumare a causa delle mie precarie condizioni di salute, quindi per questo 2020 (e speriamo sia la volta buona!) vorrei provare a tornare in Africa, questa volta per visitare due Stati del profondo sud, selvaggio e misterioso: il Sud Africa e il piccolo eSwatini (che prima si chiamava Swaziland). Il viaggio sarebbe in compagnia di mio padre: proprio lui mi ha espresso il desiderio di visitare questi due incantevoli Paesi. La preparazione di questo viaggio richiederà particolare attenzione, anche se sarà un viaggio organizzato dal tour operator “Viaggi Avventure nel Mondo”. Non vorrei svelare troppo, spero solo che il 2020 sia l’anno giusto per tornare nel continente che tanto mi ha donato.

matthias-mullie-bUOMCTiUymE-unsplash(1).jpg
Photo by Matthias Mullie on Unsplash

AGOSTO 2020: Val d’Orcia

Per il mio compleanno che, ormai lo sapete, amo festeggiarlo in viaggio, ho deciso di tornare in Toscana dopo tanti anni per visitare la Val d’Orcia e lo squisito entroterra senese. Questo viaggio lo effettuerò con Gabriele che non ha mai visto questi luoghi. Sarà un tuffo nel passato e l’occasione di riscoprire luoghi come Montepulciano, Pienza, Montalcino, San Giovanni d’Asso ed altri paesi della campagna toscana. Tra buon cibo e luoghi favolosi non vedo l’ora di concedermi una settimana in vista del relax e del turismo lento!

luca-micheli-r9RW20TrQ0Y-unsplash.jpg
Photo by Luca Micheli on Unsplash

AGOSTO 2020: Chişinău

Questo viaggio è stato deciso in meno di un’ora: mia mamma aveva letto un articolo sulla Moldavia e ne è rimasta incuriosita. Così, appena mi ha detto che le sarebbe piaciuto visitarla, subito mi sono messa all’opera: in pochi minuti ho controllato la disponibilità degli hotel e gli eventuali itinerari da seguire e ho prenotato. Sarà una scoperta visitare questa capitale così giovane! In effetti non mi sono mai spinta così ad est e sarà curioso vedere come ce la caveremo!

Chisinau
Foto da https://shapeenergy.eu/index.php/chisinau-moldova/

AGOSTO 2020: Cracovia

Dopo essere state a Varsavia ed esserci innamorate della Polonia, io e mia madre abbiamo deciso di tornare in questo accogliente Paese per visitare forse la sua città più conosciuta: Cracovia. Soggiorneremo nel cuore del centro storico e visitermo questa città ricca di storia e di memoria. Una particolare attenzione sarà dedicata anche al campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau e alle miniere di sale di Wieliczka. Insomma, la Polonia ci aspetta di nuovo! E dire che tutto è nato da una voglia matta di assaporare di nuovo i pierogi…

victor-malyushev-X7SoMGVKzb0-unsplash.jpg
Photo by Victor Malyushev on Unsplash

Oltre a questi viaggi ovviamente non mancheranno le escursioni in giornata e le gite fuori porta. Ho in mente ad esempio, dopo più di un anno, di tornare a Bologna, città che tanto mi ha dato e che tanto amo.

Spero che questa lista di viaggi vi abbia solleticato la mente e fatto scattare in voi la voglia di partire: io già non vedo l’ora!

Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Emanuela di Be Boheme

Essere Travel Blogger per me è qualcosa di meraviglioso perchè mi permette di conoscere tante altre persone appassionate di viaggio e Blogger di viaggi. Grazie a Donna Vagabonda ho stabilito dei bellissimi rapporti di amicizia con queste persone e così ho deciso di intervistarle e di permettere loro di raccontarsi attraverso alcune domande.

Intervista_Be_Boheme

La prima Travel Blogger che ho voluto intervistare è stata una delle primissime persone che ho conosciuto e di cui nutro profonda stima ed ammirazione: si tratta di Emanuela, del blog “Be Boheme, squisita appassionata di viaggi e di avventure. Di lei mi ha colpito la sua gentilezza, la sua disponibilità e naturalmente…Il suo blog! “Be Boheme” è infatti un sito ben strutturato, facile da consultare e dalla grafica semplice ma assolutamente accattivante. Il format dei suoi articoli è fresco e cattura il lettore molto facilmente.

Ma conosciamo Emanuela e la sua metà Francesco in questa intervista.

Raccontami qualcosa di te

Io sono Emanuela e insieme a Francesco siamo i fondatori di www.beboheme.com.

Qualche anno fa mi sarei sentita confusa e indecisa di fronte a questa domanda, per raccontarmi avrei fatto un casino e non avrei saputo neanche da dove partire. Oggi invece con fierezza mi presento: sono Emanuela e sono una designer.

Qualunque cosa mi passi per la testa, tento di trasformarlo in reale, ecco perché sono sempre “impantanata” nei miei 1000 progetti.  Odio le convenzioni e le convinzioni, leggera ma non frivola, amo ascoltare e cogliere le sfumature più nascoste di ogni persona. Non giudico perché non mi piace essere giudicata e non sopporto i pregiudizi. Sono sostanzialmente pigra proprio per questo preferisco non fermarmi mai. Indipendente e decisa, femminista e spirito libero. Ho tanti interessi e una curiosità immensa, ogni giorno mi rendo conto di quante cose ancora non so e quante ne vorrei sapere. Poche cose mi fanno paura, tra queste l’automobile e per questo non guido (chi l’avrebbe mai detto eh?).

Di tanto in tanto sento il bisogno di isolarmi. Testa tra le nuvole e piedi ben piantati a terra. Credo di aver detto tutto, ah no…mi piace scrivere, ma forse questo si era capito vero!?

Una persona poliedrica Emanuela, che si butta a capofitto in ogni suo progetto e che cerca di realizzarlo donandogli quell’impronta colorata e giocosa tipica della sua personalità!

9E436F3F-BCE6-41CA-9376-EB935C476BF0.JPG
Emanuela in tutta la sua spensieratezza!

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Il blog nasce per gioco quasi: circa 4 anni fa, frequentavamo insieme un corso di web design e grafica e per l’estate ci era stato dato il compito di realizzare il progetto grafico di un sito web, così scegliemmo di progettare un blog di viaggi. Il progetto ci appassionò così tanto da decidere di farlo diventare un blog vero proprio; Francesco scrisse ogni riga di codice e io cominciai a buttare giù articoli sui vari posti in cui eravamo stati e ripescare tutte le nostre foto di viaggio.

Be Bohème, è un invito ad essere bohème un po’ come noi: artisti, nomadi, appassionati e sempre in cerca di ispirazione, tanta voglia di rispettare le regole ma di abbattere le convenzioni.

Spesso le idee geniali nascono per una fortuita casualità ed è proprio quello che è successo per Be Boheme: un progetto che ancora riempie le vite di Emanuela e Francesco.

Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

In realtà pensavo potesse essere una buona idea per tenere insieme tutti i ricordi di ogni viaggio. Ad un certo punto però, ho pensato che tante cose che avevo visto durante i miei viaggi o quelle piccole curiosità che avevo scoperto potevano essere utili a qualcun’altro e così ho iniziato a scrivere non solo per me ma anche per gli altri.

Oggi il mio blog si compone di diari di viaggio e piccole guide pratiche in cui raccolgo tutte le notizie utili per chi si prepara a partire e vuole organizzare al meglio ogni cosa.

Un blog quindi da tenere in considerazione se volete programmare un viaggio!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io voglio far sì che attraverso il viaggio e non solo, le persone possano sentirsi ispirate e ritrovare in po’ di spensieratezza. Voglio parlare dei miei viaggi e del perché viaggio affinché gli altri possano capire quanto ciò ti arricchisce e ti completa.

Vorrei che per le persone il viaggio non fosse solo una vacanza ma un modo per ritrovarsi. Viaggiare dovrebbe diventare un routine e non c’è bisogno di spendere tanto o arrivare dall’altro capo del mondo, viaggiare vuol dire anche  riscoprire la propria città o i luoghi vicini che a volte neanche consideriamo.

Un viaggio consapevole e incentrato sulla persona, un viaggio che permetta la riscoperta di sè stessi e che deve essere un mezzo per conoscersi e conoscere il luogo che si vuole visitare.

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

Avere l’occasione di dimostrare la propria attendibilità e la propria professionalità! L’Italia ad esempio è un paese che non crede e non ha mai creduto del digitale, un paese che pensa che il blogging in generale non sia una professione, quindi dobbiamo dimostrare il valore dei nostri contenuti e i benefici che da essi derivano.

Purtroppo la professione del blogger in Italia non è praticamente riconosciuta e anche gli enti locali, spesso, guardano alla nostra realtà con diffidenza.

Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Be Bohème é parte di un grande progetto che comprende tantissime altre cose e onestamente, non so dove arriverà ma spero che ci sia sempre. Sono così affezionata a questo mio piccolo mondo virtuale e alle persone conosciute qui che spero che Be Bohème possa continuare ad essere il blog di viaggi mio e di tante persone, persone che come me condividono la stessa passione.

Di sicuro Be Boheme è un bel punto di riferimento per i viaggiatori e non solo!

Processed with VSCO with a6 preset
Una bellissima coppia di viaggiatori!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Uno dei più recenti, Marrakech. Marrakech perché mi ha regalato colori e odori meravigliosi. Marrakech perché é stato il primo viaggio con la mia migliora amica che è anche la mia socia. Marrakech perché mi ha regalato inaspettate amicizie e mi ha confermato l’inutilità dei pregiudizi. Inoltre il viaggio a Marrakech è stato un viaggio diverso per me e Francesco: in quest’occasione lui avevo una mano fratturata e forse per la prima volta sono stata io a prendermi cura di lui lontano da casa; portargli la valigia, aiutarlo a vestirsi o allacciarsi le scarpe ai controlli in aeroporto, sicuramente un viaggio che ha ulteriormente rafforzato il nostro legame.

Il viaggio come unione, come collante, come passione comune: viaggiare significa condividere ed Emanuela e Francesco hanno deciso di condividere la loro rispettiva vita anche attraverso questa loro passione comune.

Quale invece ti ha deluso e perché?

Per fortuna nessuno. Sarà che quando viaggio ho lo stesso entusiasmo di una bambina e non c’è niente che non mi entusiasmi. Amo trovare la bellezza e l’autenticità di ogni luogo, non potrei dire di essere delusa da niente perché ogni posto mi ha regalato qualcosa, mi ha reso felice e si è preso un po’ di me.

Emanuela cerca sempre di cogliere il meglio dei suoi viaggi e delle sue esperienze, forse è proprio questo che le impedisce di rimanere delusa!

Qual è il tuo viaggio da sogno? Perché?

Messico e non mi stanco di ripeterlo.

Io non so, forse in un’altra vita appartenevo alla cultura messicana ma a quando guardo le immagini di Guadalajara o Tulum provo quasi un  senso di nostalgia.

La musica, la lingua, il colore e la tradizione messicana mi affascinano in maniera inspiegabile e so che quando riuscirò ad andare lì… Sarà come tornare a casa.

Ti capisco bene Emanuela, per me è così con la Germania. E’ come se ognuno di noi appartenesse ad un luogo particolare e quel luogo ci chiamasse a gran voce: per te è il Messico e per me è la Germania.

Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

Solo tre? Mmmmh vediamo: spericolato, organizzato e… sempre troppo breve 🙂

Grazie di cuore Emanuela per avermi concesso questa tua intervista. Spero un giorno di poterti conoscere di persona e di passare del tempo insieme: magari chissà, riusciremo ad organizzare anche un bel viaggio!

Di seguito, i riferimenti di Be Boheme

Blog: Be Boheme

Pinterest: Be Boheme

Instagram: @bebohemeita

Facebook: https://www.facebook.com/bebohemeofficial/

E sono 200! Grazie a tutti!

Il 17 maggio del 2018 ho pubblicato il 100esimo articolo di Donna Vagabonda (leggete qui l’articolo). Oggi sono lieta di annunciarvi la pubblicazione di questo 200esimo articolo: sembra passata davvero una vita da quando ho aperto il blog, con una voglia matta di scrivere di tutto quello che ho fatto durante i miei viaggi.

E sono 200! Grazie tutti!

Oggi la voglia è rimasta la stessa e dal 100esimo articolo penso di essere maturata tanto, sia come scrittrice che come persona. I viaggi mi rendono una donna migliore e forse in fondo è per questo che non voglio mai fermarmi: perchè voglio essere una persona sempre migliore. Se il viaggio è la meta, allora il raggiungimento di essa per me inizia quando inizio a programmare il prossimo tour: che sia in una capitale europea o in un Paese esotico, quello che voglio fare è partire, con le persone che amo e con la mia inseparabile macchina fotografica.

Al mio ritorno è davvero semplice: le emozioni sono ancora vivide e non vedo l’ora di scriverle sul mio blog per farvi capire cosa provo mentre viaggio. Ma questo 200esimo articolo non lo dedico a me stessa, lo dedico come sempre a voi: già, perchè senza di voi tutto questo non avrebbe alcun senso. Grazie al blog ho conosciuto e sto conoscendo persone meravigliose, viaggiatori e viaggiatrici che condividono con me questa passione, appassionari di fotografia o affezionati lettori che mi incoraggiano sempre a dare il meglio.

Grazie, grazie per questi 200 articolo dalla vostra Donna Vagabonda!

Consigli di viaggio: organizzare il proprio viaggio al meglio

Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo viaggiato: che sia solo per una breve gita o escursione o che sia per il viaggio dei nostri sogni poco cambia, dato che tutti sono preceduti da un’organizzazione. Già, ma come si fa ad organizzare al meglio un viaggio? Esiste una prassi da seguire? E’ meglio fare tutto da soli o affidarsi ad un’agenzia? In questo articolo vorrei rispondere a queste domande che molte volte mi sono state fatte.

Organizzazione viaggio

Vademecum di viaggio: escursioni in giornata

Chi di noi non si è mai svegliato il sabato mattina con la voglia di fare una delle cosiddette “gite fuori porta”? Beh, se siete appasionati di viaggi sicuramente conoscete questa sensazione di frenesia e voglia incontrollabile di salire in auto e partire. Ma anche un’escursione in giornata deve essere un minimo pianificata, a meno che non si voglia raggiungere il luogo per poi ritrovarsi delusi dalle sue molteplici sfaccettature.

Anche se so che a volte è irresistibile decidere di fissare un punto a caso sul navigatore e partire per quella meta, in questo articolo mi occuperò solo di viaggi svolti con un minimo di pianificazione (che può avvenire anche appena prima di partire, ci mancherebbe!)

Quando decidiamo di partire dobbiamo porci alcune domande basilari:

  • Dove?
  • Per quanto tempo?
  • Come?
  • Con chi?

Sembrano questioni banali ma posso assicurarvi che non lo sono: in molti, amici, parenti, lettori, mi hanno confidato di non aver pianificato bene i loro viaggi e alla fine ne sono rimasti delusi, per uno o per molti fattori che sono entrati in gioco. Inanzitutto dovete decidere la meta e questa scelta deve essere correlata al tempo che avete a disposizione: se si tratta di una gita fuori porta non potete scegliere una meta troppo lontana dalla vostra base o difficile da raggiungere (di certo non potete scegliere di scalare il Monte Bianco, ad esempio). Contate che il viaggio di andata e quello di ritorno devono rientrare nel vostro “conteggio ore” quindi, se volete visitare una meta distante, dovete mettere in conto anche il traffico, i disagi dei mezzi, l’eventuale ritardo che proprio voi accumulerete (magari vi siete attardati a scattare più foto del previsto o un luogo vi ha particolarmente coinvolto da desiderare di trascorrervi più tempo). Come progettare al meglio un viaggio di questo genere? Io vi consiglio di consultare blog di viaggi e articoli che troverete facilmente su internet, cercando banalmente “cosa vedere a ___________” se non conoscete la vostra meta. Se invece conoscete il territorio o per lo meno il suo capoluogo, ci sono moltissime guide (cartacee e non) che potranno indicarvi dei luoghi suggestivi: io adoro scoprire luoghi storici e castelli, quindi ho acquistato dei libri che mostrano e mi offrono delle mete di questo genere sia nel mio territorio che in territori limitrofi. A volte si è restii ad acquistare le guide ma, credetemi, i libri sono talmente ben scritti che non riuscirete più a non consultarli!

Libri_ok.jpg
Alcuni libri e guide di viaggio sulla Scozia che ho acquistato prima e durante il mio viaggio

Altro aspetto da non trascurare è di sicuro il “come”: in molti viaggiano in auto, per la facilità degli spostamenti e per la comodità di avere il proprio mezzo, ma si può optare anche per i mezzi pubblici (autobus, pullman, treni), che vi garatiscono comunque una certa comodità e un budget a volte ridotto: certo, la tematica del ritardo è sempre da tenere sott’occhio, soprattutto se vogliamo spostarci di sera. Per questo motivo consultate sempre gli orari dei mezzi e se ci sono disagi o scioperi previsti, altrimenti la vostra gita sarà sicuramente rovinata.

Ultimo ma non meno importante è sicuramente il fattore “con chi”: quante volte ho sentito qualcuno dirmi “la città non l’ho apprezzata perchè i miei compagni di viaggio avevano esigenze diverse dalle mie”, o anche “non mi è piaciuto questo luogo perchè non sono riuscita a vedere ciò che volevo a causa di interessi e gusti diversi dei miei compagni”. Sembra davvero tanto tanto banale ma davvero non è così: la scelta dei compagni di viaggio è fondamentale, soprattutto per viaggio medio-lunghi. Bisogna sempre aver chiaro con chi si viaggia e le esigenze del gruppo: questo può far cambiare di molto la vostra esperienza, trasformandola da positiva a negativa. Se vi piacciono le camminate e il contatto con la natura, di sicuro non scegliete un compagno che predilige la vita mondana e lo shopping (e viceversa, naturalmente!). Se amate l’arte e i musei non scegliete un compagno che invece preferisce stare en plain air. Insomma, le esigenze devono essere simili e convergenti laddove non si raggiunge un buon compromesso. Piuttosto, e ve lo dico per eseperienza, andate da soli e in questo modo avrete i vostri personali interessi e ritmi da seguire.

Ioegabschonbrunn_1.jpg
Viaggiate con chi vi ama, viaggiate con chi vi fa amare ciò che fate!

Vademecum di viaggio: il viaggio di più giorni

Dopo aver trascorso intere giornate a fare gite fuori porta sentirete il bisogno di trascorrere più tempo in viaggio, di vedere di più di quello che avete visto fino ad ora e di spostarvi più lontano. Siete dunque pronti a fare il salto e a diventare “medi viaggiatori”. Naturalmente dovrete tener conto sempre delle domande universali che bisogna porsi (dove, per quanto tempo, come, con chi) ma questa volta potete pianificare un viaggio più lontano e di più giorni. Attenzione, sia in termini di costi che in termini di tempo le cose cambiano: spesso gli spostamenti sono di più, come pure i mezzi di trasporto. Se pensiamo alla visita di una città straniera o lontana dalla nostra base, molto spesso si opta per l’aereo e poi per i mezzi pubblici per gli spostamenti “interni”: questo vuol dire organizzazione del volo, dei suoi orari e dei vostri per raggiungere l’aeroporto. Spesso il volo, a causa dei costi, si deve prenotare con largo anticipo: assicuratevi di prenotare prima il volo che l’albergo, soprattutto se volete visitare una meta gettonata in un periodo “caldo”, e non sto parlando delle temperature ma di alcuni periodi dell’anno (Pasqua, Ferragosto, Capodanno in primis). La cosa migliore, in ogni caso, è fare un controllo incrociato sia della disponibilità delle strutture ricettive sia dei voli. A questo proposito potete utilizzare le numerose piattaforme presenti sul web, da Booking a Hotels, da Skyscanner ad Expedia. Se invece non vi trovate bene in questo modo potrete sempre chiedere aiuto alle agenzie di viaggio o ad alcuni tour operator.

Vademecum di viaggio: On the road, in gruppo e in solitaria

Forse a questo step non ci si arriva sempre, o forse si parte proprio da questo step, sia per voglia di avventura sia per provare qualcosa di nuovo. Questi sono viaggi più avventurosi, più lunghi, più organizzati e verso mete molto più lontane. A volte la pianificazione di questo tipo di viaggio richiede mesi, se non addirittura anni, mentre a volte bastano poche ore. Se siete spiriti liberi e non volete vincoli di sicuro vi consiglio un bel viaggio “zaino in spalla” verso mete esotiche e particolari: assicuratevi, però, di conoscere bene almeno l’inglese e di possedere un itinerario ben strutturato (e anche di avere un budget adeguato). Forse un tempo si poteva scegliere di partire e di pernottare “dove capitava” ma oggi non è più così facile: in Scozia e in estate, ad esempio, è fondamentale prenotare con anticipo le strutture, altrimenti vi troverete a dormire in auto. In altre parti del mondo non è detto che le cose vadano come in Scozia ma io consiglio comunque di non lasciare nulla per quanto riguarda i pernottamenti al caso e di partire con già un itinerario pronto.

Questione fatidica è di sicuro il “con chi”: se il budget, la meta e il mezzo li avete già scelti, non resta che assicurarsi di viaggiare con le persone giuste. Per chi vuole azzardare, ci sono alcuni tour operator che organizzano viaggi di gruppo dove non si conoscono i membri se non al momento della partenza: è il caso, ad esempio, del tour operator “Avventure nel Mondo“, con cui ho viaggiato e con cui mi sono trovata molto bene. Se non siete persone adattabili e non condividereste per nulla al mondo la vostra stanza (o il vostro letto, perchè può capitare) con uno sconociuto, allora questo non fa per voi. Se preferite invece viaggiare con persone fidate o con chi conoscete beh, dovrete trovare qualcuno che come voi vuole partire per un viaggio in Africa di 20 giorni o per un tour estremo nel freddo nord del Canada (sembra facile eh? Ma non penso proprio che lo sia).

Crespi.jpg
Con gli amici è sempre bello viaggiare!

I consigli di Donna Vagabonda

Siamo dunque giunti al cuore dell’articolo: se decido di fare tutto da solo, come posso fare?

Scelta del mezzo e siti utili

 

Se decidete di viaggiare con l’aereo, uno dei mezzi più veloci e gratuiti per trovare dei voli adatti a voi è sicuramente Skyscanner: si tratta di un motore di ricerca internazionale di voli, senza finalità di vendita, che permette agli utenti di navigare tra i prezzi e le destinazioni delle offerte di volo e di confrontare le diverse offerte disponibili. Oltre alla comparazione dei voli, Skyscanner vi offre la possibilità di trovare una sistemazione o un’auto a noleggio. Io lo utilizzo sempre quando si tratta di acquistare i voli o per il noleggio dell’auto. Altri motori di ricerca molto utilizzati sono Volagratis, Kayak, eDreams, Momondo.

Scelta della sistemazione

Il web qui davvero si sbizzarrisce e i portali che offrono questo tipo di servizio sono moltissimi. Io ve ne consiglio due in particolare: Booking ed Expedia. Con Booking avete la possibilità di trovare milioni di sistemazioni, di ogni tipo, in tutto il mondo: grazie al programma Genius, inoltre potete accumulare dei livelli e dunque delle promozioni e dei vantaggi come premio fedeltà. Personalmente mi trovo molto bene ad utilizzare questo portale e, per quasi tutti i miei viaggi, la scelta ricade proprio su Booking. Oltre a Booking, ho utilizzato anche Expedia, soprattutto per quei viaggi che combinavano il volo più l’hotel e non sono rimasta mai delusa.

Attività presso la destinazione

Se volete svolgere un’attività diversa dal solito o cercate un tour guidato, Get Your Guide è cio che fa per voi: in moltissime città sono disponibili visite accompagnate da guide in inglese o multilingue, attività non convenzionali e sconti su alcune attrazioni. Ho utilizzato più volte questo sito (ad esempio per il mio guided tour al Campo di Concentramento di Dachau) e vi garantisco che il servizio è ottimo!

Spostamenti

Personalmente, quando non mi muovo in auto, cerco di sfruttare sempre i mezzi pubblici del luogo che sto visitando. Quando questo non è possibile, mi affido all’applicazione Uber: memore della mia ottima esperienza vissuta a Varsavia, posso consigliarla tranquillamente anche a chi non è avvezzo al trasporto tramite taxi. Uber consente di scegliere il proprio trasporto e di valutarlo a fine corsa, inoltre i pagamenti avvengono in modo digitale, tramite PayPal.

Altri servizi

Se volete saperne di più sul luogo che volete visitare o volete trovare qualche attività interessante, vi consiglio di recarvi presso gli Uffici del Turismo: al loro interno troverete persone del luogo disposte ad aiutarvi, spesso parlanti più lingue, e che vi sapranno consigliare al meglio. Ho sempre avuto un’esperienza positiva con questi e sono felice di raccomandarveli. In particolare, vi consiglio lo IAT di Verona, il Portree iCentre, il Vienna Tourist Board.

Per rispondere alle domande…

Non esiste un modo migliore per organizzare un viaggio: l’organizzazione, così come l’esperienza, è personale e ognuno usa il metodo che preferisce. Un viaggio organizzato dall’agenzia non è migliore o peggiore rispetto ad un viaggio fai-da-te perchè ogni viaggio è personale e cambia in base alle attitudini del viaggiatore. Di certo, più si viaggia e più si impara a viaggiare e questa credo sia l’unica prassi da seguire: viaggiate, imparate dai vostri errori e miglioratevi, sia come persone che come viaggiatori.

Io_fusine.jpg
Solo viaggiando si può scoprire il meglio di noi!

Spero di avervi aiutato con questo articolo nell’organizzazione dei vostri viaggi.

Non mi resta che augurarvi, buon viaggio!

Disagi di viaggio: quando la meta sembra irraggiungibile

Dopo il mio viaggio a Vienna ho deciso di scrivere un Guest Post sulle disavventure capitate durante i viaggi. E’ vero, non può sempre andare tutto liscio, ma certe avventure sono da raccontare e, a volte, da dimenticare! A Vienna abbiamo avuto disagi in aeroporto, il giorno della nostra ripartenza, ma questo non è niente in confronto a ciò che alcune amiche Travel Blogger hanno voluto raccontarmi! In questo articolo leggerete dunque due mie esperienze da incubo e i racconti di Marica, Eleonora e Paola sui loro viaggi…Da incubo!

Disagi di viaggio

Il primo viaggio in aereo: Formentera. Dal paradiso all’incubo.

La prima pessima esperienza che vi voglio raccontare è quella che ho vissuto a Formentera, durante il mio primissimo viaggio con spostamento in aereo. Avevo 8 anni e con i miei genitori ho visitato l’idilliaca isola delle Baleari quando ancora era sconosciuta ai più. Ebbene, la vacanza sembrava essere stata divina, il mare era splendido, il cibo fantastico. Cosa avrebbe potuto rovinare un’esperienza simile? Solo l’attesa del volo di ritorno di ben 11 ore.

Alle 16 giunse presso il nostro Hotel l’addetta del Tour Operator che ci informò che il nostro volo era in ritardo di due ore e che, per evitare altri disguidi, saremmo stati portati presso una struttura della stessa catena ad Ibiza, dove potevamo tranquillamente cenare. Alle 18.30 sarebbe tornata con il pulmino per portarci in aeroporto.

Dopo l’iniziale fibrillazione ci adattammo a questo cambiamento e gustammo una cena tutto sommato discreta. Alle 19.30 ritornò l’addetta che ci informò che il volo aveva accumulato altre 4 ore di ritardo (salendo così a 6 ore) e che non potevamo rimanere nella struttura perciò ci avrebbero condotto all’aeroporto. La tensione cominciava a salire pericolosamente, ma, nonostate tutto, cercammo di mantenere la calma (altri turisti non furono così pacati).

Giunti all’aeroporto e sistemati sulle prime seggiole disponibili, l’addetta ci comunicò che NON C’ERA L’AEREO. Ma come non c’era l’aereo? Che cos’è, un film comico? Lo sarebbe davvero stato se non fosse che ci trovavamo nella realtà nuda e cruda. A quanto pare per un problema tecnico di prenotazioni, il volo previsto che ci avrebbe riportato in Italia non esisteva e quindi non saremmo partiti quella sera. La tensione esplose e tutti minacciavano esposti e denunce.

Come è finita? Dopo altre 5 ore finalmente un aereo atterrò a Ibiza: era partito appositamente dall’Italia per recuperare noi poveri sbandati e sarebbe rientrato a Milano dopo uno scalo a Roma. Insomma, Formentera ci voleva proprio tenere con sè a tutti i costi!

jordi-vich-navarro-JO5CT2EXXz0-unsplash.jpg
Photo by Jordi Vich Navarro on Unsplash

Viaggio in Madagascar…Senza valigie!

Un altro bel disguido di viaggio mi capitò in Madagascar, nel 2014. Dopo un volo di più di 10 ore finalmente atterrai ad Antananarivo assieme a mia zia. Dopo i controlli di routine ci disponemmo in fila per recuperare i nostri bagagli. Tra la stanchezza ed il fuso eravamo abbastanza provate ma cercammo comunque di rimanere lucide. Dall’aereo giunsero soltanto alcune valigie…E le altre? Quella di mia zia, ad esempio, non si era vista nemmeno con il binocolo, così come altri 12 bagagli di altri membri del gruppo di partenza. Dove erano finite le valigie? Come mai non erano sull’aereo?

Durante il viaggio di 12 giorni alcune valigie riuscirono a recapitarle mentre altre no. Indovinate tra quelle non recapitate quale c’era? Esatto, quella di mia zia. Purtroppo ci si deve adattare in questi casi e così abbiamo condiviso tutto, dai vestiti alla biancheria intima, perchè in giro per il Paese non siamo mai riuscite a trovare un negozio di abbigliamento.

Al termine del nostro viaggi davamo per dispersa la valigia ma, proprio prima del check-in per rientrare in Italia, il nostro referente ci dice che la valigia è sana e salva e ci avrebbe aspettato a Linate. Dov’era finita durante quell’interminabile viaggio? In un posto assai sperduto, a Lakselv. Questo nome forse non vi dirrà granchè, ma se vi dico Capo Nord? Ecco, e a quanto pare il suo viaggio non era ancora terminato perchè avrebbe dovuto raggiungere un porto ancora più remoto attraverso un postale.

Insomma, questa valigia invece che andare a sud è andata a nord: solo una piccola deviazione? Non lo sapremo mai, fatto sta che al nostro rientro, per fortuna, la valigia era lì ad aspettarci, ancora chiusa con il suo lucchetto e con i vestiti puliti e profumati, come se non fosse accaduto nulla.

mad_30

Vediamo ora le esperienze delle amiche Travel Blogger!

Grechina

Mauritius…Senza passeggino!

By Marica – Bambini Giramondo

Il mese scorso siamo partiti per il nostro viaggio di nozze con i bambini, direzione Mauritius. Un viaggio di quasi venti ore considerando lo scalo e gli spostamenti da/per l’aeroporto.

E come in tutti i viaggi che si rispettino, l’imprevisto è dietro l’angolo.

Arrivati a Roma Fiumicino con l’euforia di chi sta per prendere un aereo, facciamo il check-in per bagagli, che andranno in stiva, e passeggino trio che consegneremo direttamente all’imbarco ed utilizzeremo durante lo scalo.

Dopo sei ore di volo atterriamo a Dubai, senza passeggino. Al banco informazioni della compagnia ci assicurano che arriverà direttamente a Mauritius. Utilizziamo i passeggini forniti gratuitamente in aeroporto fino all’imbarco successivo.

Altre sei ore di volo, atterriamo stanchi ma felici. Al ritiro bagagli però il nostro trio non c’è.

Non ci resta che andare all’ufficio bagagli per chiedere informazioni. Qui compiliamo il PIR (Property Irregularity Report), un modulo con codice alfanumerico che consente la localizzazione del bagaglio smarrito. Rilasciamo una descrizione dettagliata e ci comunicano che il giorno successivo avremmo ricevuto il passeggino direttamente in hotel.

Così è stato, tutto si è risolto per il meglio ma abbiamo comunque perso più di un’ora in aeroporto per sporgere denuncia, dopo un lungo viaggio e con due bimbi piccoli.

Il sistema di localizzazione dei bagagli tuttavia ci è sembrato efficiente ma al ritorno non abbiamo voluto rischiare, il passeggino è andato in stiva diretto a Roma.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Riferimenti

BLOG: https://www.bambinigiramondo.it/

INSTAGRAM: https://www.facebook.com/bambinigiramondo/

FACEBOOK: https://www.facebook.com/bambinigiramondo/

Grechina

A 4000 metri senza mezzi di trasporto…In Bolivia!

By Eleonora – Avventure Ovunque

Si sa che quando si viaggia in Sudamerica bisogna essere pronti ad adattarsi un po’ e non si può organizzare tutto in anticipo. E infatti noi, prima della partenza, non eravamo riusciti a trovare informazioni precise sui pullman per raggiungere la cittadina di Tupiza, in Bolivia, partendo dalla capitale, Sucre. Una volta arrivati alla stazione dei pullman di Sucre, abbiamo però scoperto che ogni mattina c’è un pullman che arriva a Potosí giusto in tempo per poterne prendere un altro diretto a Tupiza: perfetto!

Chiaramente però, il nostro pullman è arrivato a Potosí giusto cinque minuti dopo la partenza di quello per Tupiza. Che credo sia stato l’unico pullman di tutto il Sudamerica a partire in orario, ma sorvoliamo.

Una volta appurato di aver perso la coincidenza, ci siamo quindi trovati a cercare di capire come fare. Avremmo potuto aspettare la sera e prendere un pullman notturno, ma non avevamo voglia di viaggiare di notte. E comunque non ci andava nemmeno di aspettare un intero pomeriggio in una stazione degli autobus. Prima di partire avevo però letto su internet che ci sono anche degli altri pullmini, con sei o sette posti, che non hanno orari precisi ma partono semplicemente quando sono pieni. Chiedendo un po’ in giro ho quindi scoperto che questi pullmini a Potosí partono dal “vecchio” terminal dei pullman. Noi ovviamente eravamo in quello “nuovo”. Nessun problema però, perché una ragazza ci ha gentilmente indicato la strada, dicendo che ci sarebbero voluti circa 20 minuti a piedi.

Dopo aver caricato gli zaini sulle spalle, ci siamo quindi avventurati fuori dal terminal. Pochi passi e già ci mancava il fiato: Potosí si trova a oltre 4000 metri di altitudine, dove l’ossigeno comincia ad essere poco e camminare con uno zaino da 12 chili sulle spalle inizia ad essere una mezza impresa. Abbiamo guardato la strada davanti a noi ed era tutta in salita. Abbiamo controllato su Google Maps e si trattava di 3 chilometri. Non era possibile che riuscissimo ad arrivare vivi, figuriamoci fare quella strada in 20 minuti.

Abbiamo allora deciso di fare l’unica cosa possibile: prendere un taxi. Davanti alla stazione mi sarei aspettata di trovarne a dozzine, considerato che in Bolivia di solito spuntano come funghi. Invece no, nulla. Ne abbiamo trovato solo uno. Da fuori aveva l’aria un po’ malandata, ma d’altro canto non avevamo grande scelta. Dopo aver contrattato il prezzo della corsa, siamo quindi saliti. E certo, il fatto che i sedili fossero tutti diversi tra loro era un po’ strano. Diciamo che tutto in quella macchina dava l’idea che fosse stata assemblata dal nulla con pezzi presi a caso qua e là. Ma il momento di vero disagio è stato quando abbiamo visto che il tassista non aveva la chiave: per far partire l’auto stava usando direttamente i cavi elettrici!

Dopo averne lette di tutti i colori prima della partenza, a proposito di rapimenti, truffe ed estorsioni, nel trovarci in quella situazione un po’ di agitazione non ci è mancata. Però alla fine è andato tutto bene. Siamo arrivati a destinazione, abbiamo recuperato gli zaini e non ci è successo nulla di male. Ma sono momenti che ci ricorderemo per sempre!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Riferimenti:

BLOG: www.avventureovunque.it

Grechina

La Costa Azzurra da dimenticare!

By Paola – Pasta Pizza Scones

Alla maggior parte delle persone che conosco la Costa Azzurra fa venire in mente vacanze di lusso, cene in ristoranti vista mare, passeggiate mano nella mano sul lungomare e croissant appena sfornati a colazione. A me invece viene in mente la catena di hotel Balladins (e le cozze, moules frites in tutti i modi).

La prima volta che andai a Cannes, una decina di anni fa, fu in vacanza con un mio ex fidanzato. Inizialmente avevamo programmato di andare in Croazia, ma dopo lunghe discussioni davanti all’ingresso dell’autostrada mi convinse che per una settimana aveva più senso andare in Costa Azzurra anziché perdere un giorno di viaggio (partivamo da Torino). Io ovviamente ero furiosa, mi ero letta tutta la guida dei Balcani e avevo una valigia piena di abitini hippie-chic perfetti per la Croazia e totalmente fuori luogo per la Francia. Accettai il cambiamento di programma solo perché avevamo già perso due ore e lui era irremovibile (e al volante, altrimenti la discussione non sarebbe proprio neanche iniziata).
Non avendo prenotato arrivammo a Cannes da perfetti sprovveduti, senza sapere che c’era un festival delle barche o qualcosa del genere per cui tutti gli hotel erano pieni. Un receptionist ci suggerì però di provare fuori città, all’Hotel Balladins, una sistemazione semplice per famiglie, ed effettivamente lì trovammo un posto per dormire non troppo caro. La stanza però era sporchissima, con il soffitto così basso che lo toccavo alzando le mani, alla vasca mancava un lato di copertura e in bagno c’erano dei fili elettrici scoperti. Sembrava una stanza dismessa in attesa di ristrutturazione. Dopo una notte da incubo, al mattino mi feci rimborsare la seconda notte e investimmo buona parte del nostro budget per spostarci in un cinque stelle, l’unico altro hotel di Cannes con camere libere in quei giorni.
In realtà ho scoperto anni dopo che la catena Balladins è davvero una catena di hotel basici, neanche tutti così orrendi, ma l’hotel Le Cannet di Cannes continua tutt’oggi a venire sconsigliato da quasi tutti i viaggiatori per le sue camere così prive di comfort. Per il resto la vacanza in Costa Azzurra andò benissimo, ma quella notte in hotel è stata davvero indimenticabile.

Da questa esperienza comunque ho imparato: mai lasciare il volante ai compagni di viaggio fino a quando non si è già ad almeno un terzo del percorso, mai fidarsi della definizione “hotel semplice per famiglie” e portarsi sempre dietro la carta di credito per scappare nel più vicino hotel di lusso in caso di necessità.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Riferimenti:

BLOG e articoli su viaggi da incubo: https://pastapizzascones.com/viaggi-da-incubo-europa-asia-africa/

Grechina

Storie da incubo, che mai avremmo voluto vivere ma che oggi, forse, ci fanno apprezzare ancora di più i nostri viaggi e ci strappano un sorriso dalle labbra.

E voi quali disavventure avete vissuto? Raccontatemele nei commenti o inviatemele via mail a donnavagabonda@gmail.com!

Inaugurazione del Museo Kosmos di Pavia

Da molto tempo era in programma una ristrutturazione del Museo di Storia Naturale di Pavia, spesso chiuso e non così famoso per il turista che veniva a visitare la mia città. Forse per la sua posizione leggermente decentralizzata rispetto a quella della sede dell’Università centrale, o forse per altri motivi, il Museo è stato lasciato sempre un po’ a sè stesso e pochi, pavesi e non, conoscevano la sua storia.

Inaugurazione_kosmos

Dopo un periodo di ristrutturazione, il 21 settembre 2019 viene inaugurato il nuovo Museo di Scienze Naturali: Kosmos.

Donna Vagabonda non poteva non essere presente a questo grande ed atteso evento: moltissime persone, curiosi, invitati, grandi e piccini si sono presentati alle 10:30 ansiose di vedere il Museo restituito alla propria città. Siamo così in tanti che veniamo ospitati presso il cortile antestante l’ingresso del Museo.

Numerosi sono stati gli interventi degli ospiti, ma uno su tutti mi ha catturato: quello del Rettore Universitario Fabio Rugge, che parla del museo come un luogo di ritrovo, di cultura, di scienza, un luogo dove tutti possono ammirare le bellezze naturali e reperti unici della collezione universitaria.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Kosmos è stato pensato come un viaggio alla scopera della natura attraverso alcune personalità eccelse, primo tra tutti Lazzaro Spallanzani, che tanto ha donato all’Università di Pavia. Kosmos è un museo che si libera della sua veste “pragmatica” da museo ottocentesco e vuole far immergere il visitatore in un mondo fatto di storia e di scienza, dove i reperti vengono esposti in modo moderno e coinvolgente: oltre alla collezione, ci sono numerose installazioni interattive e dinamiche, per un’esperienza immersiva e per tutte le età. Dalla zoologia all’anatomia comparata, dalla paleontologia alle stranezze studiate dagli scienziati, il museo Kosmos saprà catturare l’attenzione di tutti i suoi visitatori.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Nonostante la calca incredibile, sono riuscita ad assaporare almeno l’essenza di questo museo: lo trovo, rispetto all’esposizione precedente, molto più immediato e coinvolgente, soprattutto per i più piccoli. I reperti sono stati accuratamente selezionati per essere del giusto numero, nè pochi nè troppi. Forse avrei inserito qualche informazione in più sui campioni, soprattutto nella parte dedicata alla paleontologia (di solito, è buona pratica indicare il luogo e l’anno di ritrovamento dei fossili e questo mancava in alcuni pezzi esposti). Interessante il focus sui fossili di Bolca (leggete qui il mio articolo riguardo al Museo di Bolca) e curiosa la sezione di anatomia comparata, che ospita anche il curioso vitello ciclope (la testa di un vitello con un solo occhio).

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il museo affonda le sue radici nel Periodo Asburgico, infatti fu Maria Teresa a volerlo; Lazzaro Spallanzani lo diresse per quasi trent’anni e lo arricchì di una collezione zoologica tra le più antiche del mondo: in questa si trovano un coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus), un ippopotamo (Hippopotamus amphibius), uno squalo mako a pinne corte (Isurus oxyrhynchus) e un tursiope (Tursiops truncatus). Con gli anni le collezioni si sono incrementate grazie a numerosi personaggi di spicco, come Torquato Taramelli, Leopoldo Maggi, Pietro Pavesi, Giuseppe Balsamo Crivelli.

Un’inaugurazione sentita e molto partecipata quella del Museo Kosmos, che ha acceso in me anche la speranza di vedere sempre più luoghi culturali di Pavia migliorati e resi di nuovo alla cittadinanza.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Di sicuro, tornerò a far visita a questo Museo con più calma e più tranquillità, in modo da godermi a pieno questa ritrovata esposizione.

Non mi resta, ormai,  che consigliarvi la visita al Museo!

Per saperne di più, visitate il sito ufficiale.