Romagnese
Ultimo aggiornamento il 15 Luglio 2026 a cura di Donna Vagabonda
Continua il mio viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’Oltrepò Pavese, la mia terra d’origine: qui tra borghi che sembrano piccoli presepi, Natura rigogliosa e tradizioni senza tempo ho conosciuto persone meravigliose con cui ho instaurato saldi rapporti di collaborazione e costruito una rete al fine di valorizzare questo territorio ancora lontano dal turismo di massa.
In questo articolo saliamo proprio in alto, verso uno dei centri abitati a cavallo tra due Province, ovvero quella di Pavia e quella di Piacenza: sto parlando di Romagnese!
Pronti a scoprirla con me?

Cosa troverete in questo articolo
Romagnese e la sua storia
Romagnese (Rumagnèś in dialetto oltrepadano) è un piccolo comune della Provincia di Pavia che conta circa 500 abitanti, situato nell’alto Oltrepò Pavese all’interno della Val Tidone, alle pendici del Monte Penice. Il suo toponimo deriva dal Castrum Romaniense, un insediamento romano che, leggenda vuole, sia stato fondato da legionari romani in fuga dalla battaglia del fiume Trebbia durante la seconda guerra punica (218 a.C).
Nel 1859 Romagnese entrò a far parte del circondario di Bobbio della Provincia di Pavia e nel 1923 passò alla Provincia di Piacenza: questo destò numerosi malumori nella popolazione che voleva rimanere sotto la Lombardia e in segno di protesta nel 1925 si svolse addirittura la marcia su Bobbio. Questa manifestazione sicuramente contribuì al passaggio definitivo della cittadina insieme a Ruino e a Zavattarello sotto la Provincia di Pavia.

Il Castello Dal Verme di Romagnese
Romagnese oggi
La sua posizione sopraelevata e il suo clima mite d’estate rendono Romagnese una località turistica piuttosto frequentata, premiata da un’offerta molto variegata grazie ai numerosi servizi presenti (come piscina e area camper) e alle molte attività organizzate dalla Pro Loco di Romagnese e dall’amministrazione comunale. Sul territorio è inoltre presente il Giardino Alpino di Pietracorva e la Panchina Gigante 170, meta di appassionati e panchinisti come la vostra Vagabonda.

I campi di grano e le colline dell’Alta Val Tidone
Cosa fare a Romagnese
Il piccolo borgo di Romagnese offre numerosi spunti ai visitatori che cercano un luogo vivo e ricco di possibilità: sono molte le specialità culinarie di questo luogo, in primis la mitica Brüsadela, ovvero una focaccia soffice molto semplice che un tempo veniva infornata prima del pane per capire se il forno fosse pronto per la cottura degli altri impasti.
Oltre a lei è possibile gustare:
- Il salame di Varzi D.O.P.
- La torta Sabiosa – simile alla Paradiso ma con un ingrediente segreto
- I Brasadé – ciambelline tonde tipiche dell’Oltrepò Pavese
La Torre del Castello Dal Verme ospita il Museo Appennino Lombardo delle Quattro Province (M.AP.LO 4P) con all’interno numerosi reperti, oggetti e utensili tipici della vita contadina di un tempo donati dagli abitanti di Romagnese e delle sue varie frazioni.

Scorcio di Romagnese
Per chi ama la Natura e le escursioni non rimarrà certo deluso: nella Primavera del 2020 sono stati riaperti circa 70 chilometri di sentieri all’interno del territorio comunale fruibili da camminatori, appassionati di mountain-bike e attrezzati per escursioni a cavallo. Uno dei più importati è il Sentiero delle cascate di Rivarolo che conduce alle suggestive cascate omonime. Imperdibile è poi una visita al Giardino Alpino di Pietracorva, aperto solo nei weekend durante la stagione estiva: qui è possibile ammirare numerosissime essenze provenienti dall’ambiente alpino che ben si sono adattate a questo clima e a questo territorio. Notevole è inoltre la presenza di alcune orchidee come la Platanthera chlorantha.
Presso la frazione Grazzi Superiore è stata poi inaugurata nel 2021 la Big Bench numero 170 di colore rosso, facilmente raggiungibile in automobile e a piedi tramite il Sentiero del Tidone.
Se siete appassionati camperisti sarà per voi congeniale fermarvi presso l’area di sosta attrezzata. Presso il territorio comunale sono inoltre presenti numerose aree di sosta e picnic dove è possibile rifocillarsi e preparare anche una buona grigliata!
Numerosi sono poi gli eventi che animano la vita degli abitanti del piccolo borgo: la Sagra della Brüsadela è una vera istituzione e si celebra la terza domenica di agosto. Tutti i forni del territorio vengono accesi e si inforna la mitica pagnottella, il cui sapore verace e rotondo richiama non solo gli abitanti di Romagnese, ma un nutrito gruppo di amatori e visitatori provenienti da ogni dove.

Il Museo dell’Appennino Lombardo delle quattro Province
Inoltre qui sopravvive l’antico ciclo pasquale, un rituale che inizia la sera del Sabato Santo e che vede in Romagnese l’unico paese dell’intero territorio delle Quattro Province a custodirne la celebrazione. Il cuore di questa tradizione è la galina grisa (o galëina grisa), una questua canora legata ai riti di calendimaggio che anima l’alta Val Tidone, proprio a cavallo tra le province di Pavia e Piacenza.
La mia visita a Romagnese
Questo angolo di Oltrepò Pavese era tra i più sconosciuti per la vostra Vagabonda, fino a quando la carissima Elisa Nervetti, vecchia conoscenza della sottoscritta e Presidente di Slow Food Oltrepò Pavese, non l’ha invitata a scoprire insieme il borgo di Romagnese. Poteva la vostra Vagabonda tirarsi indietro? E infatti all’inizio di Luglio (2026, NdR) mi sono diretta insieme a Papà Vagabondo proprio qui, nel cuore dell’alta Val Tidone!
Impastiamo la Brüsadela!
Subito siamo stati accolti calorosamente da Elisa che per l’occasione ha acceso il suo forno in località Canedo per cucinare insieme la Brüsadela! Preparato l’impasto è giunto il momento per la vostra Vagabonda di cimentarsi nel creare le pagnotte! Io che non mi tiro mai indietro e che amo, appunto, mettere le mani in pasta, non me lo sono fatta dire due volte. Portando avanti la tradizione da massaia tramandatami da mia Nonna Linda e da Mamma Vagabonda ho subito creato una pagnottella sotto gli occhi attenti di Elisa e della piccola Marghelisa, che con curiosità osservava questa forestiera cucinare il piatto tipico di Romagnese.
Questa mitica focaccia non si trova in vendita presso la grande distribuzione, ma è totalmente ancorata alle sue origini e si cucina sia in occasione della sua sagra che come piatto da accompagnare ai prodotti tipici del territorio: si tratta di un semplice impasto a lunga lievitazione a base di farina, acqua, lievito e sale, che viene poi arricchita con olio extravergine d’oliva e infornata in forno a legna con legno di faggio. Servita con i salumi come la Coppia Piacentina o il Salame di Varzi e accompagnata da un buon bicchiere di Bonarda o di Barbera, è davvero qualcosa di sublime.
Con occhio lesto indovino subito la giusta quantità di impasto e inizio a massaggiare la pagnottella fino a ottenere una forma tondeggiante e sottile. Un po’ di sale, un po’ di olio e via!

Donna Vagabonda impasta la Brüsadela!
Ecco Massimo Tidone, Presidente della Pro Loco, raggiungermi con la pala per infornare il mio piccolo capolavoro di cui vado molto fiera: la prima Brüsadela è pronta per essere cotta e le braci scoppiettanti sembrano non attendere altro! In pochissimi istanti è pronta: croccante in superficie, morbida dentro, ha il gusto della semplicità e della genuinità, il sapore di casa.
In men che non si dica i vicini ci raggiungono e tutti ci ritroviamo a impastare a infornare Brüsadele: anche la dolcissima Marghelisa non si tira indietro e ci dimostra che è già molto esperta in quest’antica arte. Una tira l’altra e alla fine perdo il conto di quante ne abbia mangiate: nonostante l’apparente facilità di preparazione e gli ingredienti poveri il suo gusto è eccezionale e, al sol pensiero, subito mi viene l’acquolina in bocca!
Romagnese e il suo Museo
Dopo un piacevole pranzo presso La Bottega del Caffè ci siamo quindi diretti verso il Museo Appennino Lombardo delle Quattro Province. Massimo ed Elisa ci hanno raccontato che i reperti qui esposti provengono dalle generose donazioni di chi Romagnese la vive da generazioni: il museo è etnografico e spazia dal settore agricolo fino ai reperti della Seconda Guerra Mondiale. Situato presso la suggestiva location della torre del Castello Dal Verme si articola su tre piani e culmina con il passeggiamento sulle vecchie feritoie che offrono un’eccezionale vista sull’abitato.

Benvenuti al Museo dell’Appennino Lombardo delle quattro Province!
Attrezzi agricoli, la bicicletta dell’arrotino, la culla e il girello, la scatola del dado Liebig, gli attrezzi del ciabattino, la cappa del fante, le fotografie di Romagnese: tutto in questo museo racconta il passato di questo magnifico borgo che rivive grazie a esso e alle persone che ne hanno curato ogni dettaglio.
Varcare il suo ingresso significa riscoprire la vita fatta di lavoro, fatica, orgoglio: i pezzi sono corredati da didascalie e da spiegazioni chiare: la voce registrata della guida permette infatti di compiere un tuffo in un antico passato e di rivivere quei momenti che sembrano oggi così lontani.
Lasciato il museo ci dirigiamo verso il centro storico del borgo che colpisce per la sua calma e la pace che qui vi si respira: le case in pietra, i vicoli acciottolati, il bar del paese, il din-don delle campane. Tutto intorno la collina che via via diventa montagna, l’abbraccio dei declivi che sembra proteggere questo territorio: qui si è accompagnati solo dal cinguettio del Codirosso e tutto ha un altro ritmo. Non mi stupisce ciò che Elisa mi riporta, ovvero che negli ultimi anni c’è stata una riscoperta di questo luogo e che molti hanno deciso di stabilirsi qui, nell’alta Val Tidone, per vivere una vita lenta, comunitaria, più naturale: del resto in paese non manca nulla, grazie alla presenza della posta e della banca, e perfino della piscina!
Ci congediamo dai nostri tre ospiti felici e molto soddisfatti di questa giornata trascorsa insieme: Romagnese, grazie a persone come Elisa e Massimo, è tornata a brillare di luce propria. La loro passione, la loro voglia di fare e di costruire reti è più vivida che mai e non può che giovare a questo piccolo borgo antico dall’animo rivolto verso il futuro!




Storie di Territori
Molto bello l’Oltrepo Pavese
Donna Vagabonda
Davvero, è una piccola chicca nascosta!
Bru
I borghi e i piccoli paesi sono uno dei grandi tesori del nostro bellissimo paese, luoghi unici da preservare e
pubblicizzare con grazia come fai tu.
Donna Vagabonda
Troppo gentile Cinzia! Mi fa piacete che apprezzi la mia voglia di valorizzare questi luoghi, per me sono veri pilastri del turismo di prossimità!
Marina
La Brüsadela mi sembra una specie di piadina o sbaglio? Io ho imparato a farla a Ravenna ed è stato davvero divertente e oltretutto facile da rifare a casa.
Donna Vagabonda
È più simile alla focaccia che alla piadina, l’impasto è quello della pizza però. La piadina ha lo strutto se non sbaglio.
Sara - Slovely.eu
Come fai a scoprire così tanti borghi belli e affascinanti lo sai solo tu, sei un mito, davvero! Ma soprattutto voglio anch’io preparare (e mangiare) la Brüsadela! Con la coppa o il salame e un bel bicchiere di barbera credo che non mi servirebbe altro!
Donna Vagabonda
Ahahaha guarda che tu fai la stessa cosa con la Slovenia eh! La Brüsadela ha poi proprio la capacità di riunire amici e conoscenti: è un fortissimo legante della comunità di Romagnese!
Silvia The Food Traveler
E anche questa volta mi hai portata in un altro posto ricco di sorprese che ancora non conoscevo. Penso che potrei eleggerlo a destinazione ideale per una pausa estiva: il clima mite anche in questa stagione, per chi come me sopporta male il caldo, lo rende il posto perfetto. E poi la focaccia, la coppa e il salame: cosa desiderare di più?
Donna Vagabonda
Se si tratta di buon cibo l’Oltrepò è difficile da battere e la mitica Brüsadela è qualcosa di sublime! Sono felice di averti condotta, ancora una volta, alla scoperta dell’Oltrepò!
Paola
Che bel borgo, direi per me assolutamente sconosciuto. Non lo avevo mai nemmeno sentito nominare, però lo immagino perfetto per un turismo lento, che sappia prendersi i suoi tempi per entrare nel vivo della comunità
Donna Vagabonda
Sì è proprio così. Non rientra nelle mete classiche del turismo, così come tutto il territorio dell’Oltrepò. Proprio per questo è tutto da assaporare in modo lento e sostenibile.