Fortunago
Ultimo aggiornamento il 1 Luglio 2026 a cura di Donna Vagabonda
Oltrepò mio dolce Oltrepò Pavese: la voglia di visitarlo, esplorarlo, scoprirlo è sempre fortissima. Sarà un ritorno alle origini dato che qui sono nata? Sarà che per me è il territorio più magico della Lombardia o sarà che ne sono perdutamente innamorata?
In questo articolo vi porto alla scoperta di un luogo magnifico, sospeso nel tempo, capace di incantare per la sua veste antica e le sue dolci colline: Fortunago!
Siete pronti a scoprirlo con me?

Cosa troverete in questo articolo
Fortunago e la sua storia
Fortunago, o Fortünagh in dialetto oltrepadano, è un piccolo borgo di 367 abitanti situato in Provincia di Pavia, sulle colline tra le valli Coppa e dell’Ardivestra. Riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia affonda le sue radici nel X secolo, quando i suoi signori erano vassalli del vescovo di Tortona.

Il borgo di Fortunago visto da Costa Cavalieri
Nel XV secolo fu infeudata dalla potente famiglia Dal Verme (li ricordate? I signori di Zavattarello, ve lo racconto qui) e solo nel 1546 fu acquistato da un’altra importante dinastia di questi territori, ovvero i Malaspina di Oramala.
Dopo essere passato sotto il Circondario di Bobbio nel 1923 Fortunago entrò a far parte del Circondario di Voghera. Oggi è riconosciuto come Comune e comprende le frazioni di Cappelletta, Colombara, Costa Cavalieri, Costa Galeazzi, Gravanago, Molino della Signora, Sant’Eusebio e Scagni.

L’Oratorio di Sant’Antonio da Padova di Fortunago accoglie i visitatori!
Fortunago oggi
Fortunago è uno splendido piccolo paese arroccato sulle colline, a 482 metri sul livello del mare, facilmente raggiungibile da Pavia e da Milano. Il suo piccolo e caratteristico centro storico incarna tutte le caratteristiche dei borghi: le case antiche, i vicoli stretti, la vita lenta, le numerose testimonianze storiche e, ovviamente, molti gatti che vagano liberamente per le sue strade assolate.
Passeggiare tra i suoi edifici in pietra permette di riscoprire un luogo ancora vivo e pulsante grazie a numerose iniziative culturali che qui si svolgono nel corso dell’anno.

Tra i vicoli di Fortunago
Piccola curiosità: a Fortunago è stato raggiunto il record di preparazione e cottura dell’agnolotto più pesante del mondo. Un “gigante” di ben 175 kg preparato dallo chef locale Danilo Nembrini in collaborazione con la Pro Loco e il Palio dell’Agnolotto.
Cosa fare a Fortunago
Il piccolo comune è il punto di partenza per scoprire il territorio attraverso trekking e passeggiate, tra cui ricordo:
- Il Sentiero della Crosia – di facile percorrenza, collega Fortunago alla località Polinago
- Il Sentiero delle Volpi – così chiamato in quanto è facile scorgere le tane di questi magnifici mammiferi
- Il Sentiero del Parco verso Montechiaro – il più lungo dei tre in quanto ha una lunghezza di circa 10 km
Fortunago è inoltre famosa per alcuni prodotti tipici riconosciuti come De.Co., ovvero Denominazione Comunale:
- la carne prodotta dall’azienda Picchi – ricavata da bovini piemontesi dell’azienda, allevati all’aperto e in parte al pascolo e con alimentazione che permette di evitare l’uso di medicinali tipici degli allevamenti intensivi
- il “pan dolce della Costa” – tipico dolce lievitato con uvetta e canditi, prodotto dalla panetteria Saviotti di Costa Cavalieri
- Il tartufo bianco di Fortunago – dal sapore particolare e impiegato per la preparazione di primi piatti o utilizzato grattugiato
Questo magnifico paesino è dunque perfetto per chi vuole scoprire l’Oltrepò a passo lento, per chi non si accontenta del turismo mordi e fuggi, ma vuole scoprire un angolo di territorio per riconnettersi con la Natura e per gustare del buon cibo.
I numerosi agriturismi e le realtà ricettive permettono inoltre di alloggiare proprio nel cuore delle sue colline e di sperimentare splendide attività come le esperienze dedicate alla lavanda presso il B&B La Locanda del Molino.

Il Sentiero della Rocca di Fortunago
La lavanda della Locanda del Molino
Proprio durante la fioritura della Lavanda di Giugno 2026 ho avuto l’opportunità di conoscere la realtà della Locanda del Molino, grazioso Bed & Breakfast situato non lontano dall’abitato di Fortunago, presso la località Molino della Signora: qui Alessandra, suo marito Alessandro e la giovane Emma hanno costruito un vero e proprio sogno a cielo aperto. Dalla caotica vita di Milano hanno infatti deciso di trasferirsi proprio qui investendo in un futuro più lento e più sano. Nasce dunque questa piccola e deliziosa struttura ricettiva affiancata dall’azienda agricola Madreselva che si occupa della produzione di lavanda e dell’allevamento di alcuni splendidi cavalli.

La lavanda della Locanda del Molino
Grazie alla magnifica ospitalità di questa famiglia ho potuto trascorrere momenti indimenticabili tra i filari di lavanda (Lavandula angustifolia), una pianta molto speciale per me: sì perché da sempre il suo fiore è tra i miei preferiti ed è stato scelto anche come il simbolo delle mie nozze con Marito Moribondo. Il sigillo delle partecipazioni riportava un fiore di lavanda e, durante la cerimonia, il fiore protagonista è stato proprio il suo.
In questo magnifico angolo di paradiso, curato con amore dai proprietari, è possibile fotografare i magnifici filari e partecipare alle esperienze proposte, tra cui che spiccano trekking e passeggiate a cavallo: per me un vero sogno a occhi aperti!

Tra i filari di lavanda alla Locanda del Molino
La mia visita a Fortunago
Il borgo del silenzio
Fortunago è legata ad alcuni dei miei ricordi più dolci: è stato il primo borgo dell’Oltrepò visitato insieme a Marito Moribondo quando era solo “Uomo” durante una giornata primaverile ed è stato il punto di partenza di una magnifica escursione durante l’Università in cui ho trovato alcune tracce di lupo. Un borgo piccolo e discreto che ancora pochi conoscono, motivo per cui mantiene un’anima autentica e lontana dalle distorte dinamiche del turismo mordi e fuggi.
Durante la mia ultima visita (Giugno 2026, NdR) l’ho ritrovata come sempre: silenziosa, accogliente e magica.

A Fortunago il tempo sembra essersi davvero fermato!
Partendo dal caratteristico Oratorio di Sant’Antonio da Padova si inizia un percorso in lieve salita che in pochissimi minuti porta al cuore del paese e al suo punto più alto. Tra le sue ripide viottoline un suono ha catturato la mia attenzione: si trattava del richiamo di un pavone, una presenza insolita in un luogo così isolato! Eppure ne ho potuti osservare ben due, una coppia costituita da maschio e femmina, camminare liberamente senza pensare troppo a chi, come me, è stata attirata dalla loro insolita presenza.

Il Divo, ovvero il pavone di Fortunago!
Salendo verso la Chiesa di San Giorgio non ho potuto che notare numerosi gatti sornioni che si godevano il fresco: sfuggendo alla canicola del tardo pomeriggio questi felini sono maestri nel trovare luoghi che possano ristorarli e si dia il caso che a Fortunago ce ne siano parecchi. Il piccolo borgo ha inoltre creato un breve itinerario tra le vie della città visibile tramite alcune targhe poste in corrispondenza dei luoghi più significativi: un valido aiuto per scovare e non perdersi i suoi scorci più caratteristici.

Il Municipio di Fortunago: un magnifico edificio in pietra!
Passo dopo passo si giunge al Municipio e alla Chiesa di Santa Maria e San Giorgio: qui si respira pace e serenità, lontano dalla frenesia della città e del suo traffico caotico. Qui non ci sono automobili, non ci sono rumori improvvisi, solo il frinire delle cicale scandisce ogni mio passo. Non lontano dall’edificio di culto è possibile percorrere il breve Sentiero della Rocca, dove un tempo si trovava appunto la rocca di Fortunago, oggi non più visibile: non mi faccio sfuggire l’opportunità di godere di questo percorso panoramico che mi riporta in centro paese.

Questo magnifico micio grigio si è messo proprio in posa!
Un sogno color lavanda
Lasciata la discreta e romantica Fortunago mi sono diretta verso Il B&B La Locanda del Molino per immortalarne i magnifici campi di lavanda: passando da Costa Cavalieri, in prossimità dell’eliporto, si gode di un magnifico panorama dell’Oltrepò e della stessa Fortunago.
Da qui si può percepirne a pieno il fascino.

Primo piano della lavanda alla Locanda del Molino
A pochi minuti di automobile raggiungo la località Molino della Signora e la mia meta. Una volta arrivata vengo accolta da Emma che mi conduce al campo: un magnifico declivio lilla punteggiato di blu dove la lavanda cresce rigogliosa. É l’habitat perfetto per numerose specie di insetti impollinatori come farfalle (tra cui la Vanessa del Cardo e il Podalirio), bombi (Bombus sp.), api (Apis mellifera) e molti altri che catturano voracemente la mia attenzione: questi minuscoli esseri possono sfuggire, ma per me sono i protagonisti assoluti e amo vederli volteggiare tra un petalo e l’altro, in una danza fatto di timidi ronzii.
Qui la lavanda cresce rigogliosa essendo molto ben esposta alla luce solare e potendo contare su temperature favorevoli: le spighe sono ricche di piccoli fiori viola, sbocciati, che emanano un inebriante profumo.
Una leggera brezza mi conduce fino alla cima della collina dove si trovano una delle due skyroom e due piccoli dondoli: mi siedo e contemplo la delicatezza e la semplicità di questo luogo, di una bellezza prorompente.
Basta così poco per sentirsi felici e appagati: stare a contatto con la Natura e osservarne le sfumature è per me la gioia più grande.

I dondoli e la lavanda: un connubio perfetto!
Sospiro, perché non posso che essere grata: l’Oltrepò, ancora una volta, mi ha regalato emozioni indimenticabili. La mia terra, le mie origini, il mio passato, il mio presente e forse anche il mio futuro proprio in una piccola cascina come questa deliziosa Locanda: un vero sogno per me.

Lavanda, lavanda, lavanda.
Respiro in lilla.
Il proprietario, Alessandro, mi mostra con orgoglio la tenuta e mi racconta di come la sua vita e quella della sua famiglia sia cambiata totalmente: è qui che hanno deciso di crescere una figlia ed è qui che vogliono trascorrere il resto della loro esistenza, tra le ammalianti colline di questa terra incantata, tra lavanda e cavalli.

Contrasti prato-lilla
Un piccolo angolo di paradiso, un’oasi di pace color lilla dove il tempo sembra essere sospeso. La felicità non può dunque non pervadermi pensando a come ancora qui, proprio nel mio amato Oltrepò, esistano ancora luoghi così veri.


pikaciccio
Pavia ci manca .. grazie della dritta
donnavagabonda
Un giro dell’Oltrepò non può mancare.
pikaciccio
Con il furgoncino 😃👍
donnavagabonda
Assolutamente! 😁
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