Il Castello di Montalto Pavese
Quando si parla di territorio pavese Donna Vagabonda è sempre in prima linea: il blog è infatti per me un mezzo potentissimo per valorizzare questi luoghi e farli conoscere ai più. Nel mese di Maggio (2024, NdR) si è presentata un’occasione più unica che rara: il Gruppo Fai Giovani – Oltrepò Pavese ha infatti straordinariamente aperto le porte ai visitatori del Castello di Montalto Pavese, un vero simbolo della Provincia di Pavia.
L’evento super esclusivo e con posti limitati non poteva di certo sfuggirmi e così, a costo di puntare ben 3 sveglie per la prenotazione, sono riuscita ad aggiudicarmi due posti (per me e per #PapàVagabondo) per scoprire questa bellezza senza tempo. In questo articolo, dunque, vi racconto tutti i segreti del Castello di Montalto Pavese.

Dove: Via Castello – Montalto Pavese (PV)
Storia del Castello di Montalto Pavese
Il Castello di Montalto Pavese è un palazzo situato all’interno del Comune di Montalto Pavese, in Provincia di Pavia, immerso tra le colline dell’Oltrepò a 350 metri s.l.m. in una posizione dominante su un crinale che fa da spartiacque tra la Valle Scuropasso e la Valle del Coppa.
Come è spesso accaduto per i castelli del territorio di Pavia questi sono stati caratterizzati dal dominio Visconteo-Sforzesco: la data di costruzione del fortilizio non è nota, ma si sa con certezza che l’abitato di Montalto nell’Alto Medioevo apparteneva alla famiglia nobile dei Belcredi, mentre successivamente divenne prima del Barbarossa e poi di Castellino Beccaria che lo acquisì tramite Filippo Maria Visconti. Il feudo negli anni passò nuovamente di mano fino a ritornare alla famiglia dei Belcredi.

Il Castello dall’abitato di Montalto Pavese
La costruzione del palazzo attuale fu iniziata nel 1593 per volontà di uno dei più importanti esponenti della famiglia, Filippo: egli voleva edificare un’importante struttura difensiva che gli permettesse di controllare le colline circostanti e stabilire definitivamente il dominio su queste terre.
Con il passare del tempo il castello si trasformò in un vero e proprio palazzo signorile che perse la sua funzione primaria e divenne un luogo di delizia e svago: le architetture si ingentilirono e gli interni vennero abbelliti con gusto e raffinatezza. I lavori di restauro vennero interrotti con la discesa di Napoleone: il proprietario dell’epoca infatti non si schierò con il condottiero e si tenne lontano dai giochi di potere.

A un tratto… Il Castello di Montalto
Agli inizi del ‘900 subentrò alla proprietà dei Belcredi la famiglia Balduino che ancora oggi lo possiede: in questo periodo i lavori di ristrutturazione continuarono seguendo il gusto settecentesco e dotando il castello di ogni comfort possibile come l’elettricità e un sistema idrico all’avanguardia. Durante tutto il ‘900 ospitò illustri ospiti come Margherita di Savoia e divenne un punto di riferimento per letterati e intellettuali che qui potevano godere di pace e tranquillità.
Struttura del Castello
Il Castello di Montalto è sempre stato conosciuto come “Castello”, ma delle antiche strutture medioevali non rimane nulla. Del periodo cinquecentesco rimangono il mastio e la grande torre quadrata dell’ingresso (la seconda venne costruita successivamente). A testimoniare l’edificazione cinquecentesca sorge una lapide imponente proprio all’ingresso del castello che testimonia la grandezza e l’importanza della figura di Filippo Belcredi.
Negli anni venne creato un giardino all’italiana con viali geometrici e un giardino all’inglese, caratterizzato dalla presenza di boschetti di roveri, larici e castagni.

Il panorama dal Castello di Montalto Pavese
Per raggiungere l’edificio si deve percorrere l’enorme parco oggi lasciato un po’ in disuso a causa del fatto che questo luogo non è abitato.
Gli interni, composti da ben 52 camere da letto e numerosi saloni, sono caratterizzati dall’architettura settecentesca e dagli stili barocco e rococò con stucchi evidenti e importanti oltre che con lunette e lampadari maestosi. Questo luogo ospita inoltre uno splendido teatro delle marionette ottocentesco con ancora tutte le maschere e i fondali mobili originali: un pezzo unico di inestimabile valore che andrebbe sicuramente valorizzato maggiormente.

Il cortile e la facciata del Castello di Montalto
Il destino del Castello di Montalto è oggi incerto: il sontuoso palazzo, rimasto chiuso e inaccessibile per parecchi anni e patendo quindi tutti i danni del tempo e dell’umidità, ma visibile da quasi ogni luogo dell’Oltrepò Pavese data la sua maestosità e grazie alla sua posizione dominante, è in vendita da alcuni anni. Non si è a conoscenza di eventuali compratori interessati se non di una trattativa che prevede l’acquisto da parte di una società che intende farne un hotel con spa di lusso: queste sono solo voci riferitemi da alcuni abitanti di Montalto ma nulla di ufficiale è trapelato.
La mia visita al Castello di Montalto
Di solito viene descritto così il Castello di Montalto Pavese, come una rocca inaccessibile e come un luogo segreto, che nessuno conosce o ha mai visto: già perché quel maniero maestoso e imponente non è accessibile almeno da 60 anni e solo gli anziani del paese se lo ricordano perché da bambini giocavano nei giardini o perché le loro sorelle o le loro madri lavoravano come cuoche proprio all’interno della dimora (alcune addirittura venivano da altri borghi e paeselli sparsi in Oltrepò pur di imparare a cucinare presso la scuola alberghiera che proprio qui “insegnava un mestiere”).
Poi il nulla.
Buio.
Dimenticato.
Questo castello è come se fosse maledetto: è visibile da ogni collina del magico territorio dell’Oltrepò ma nessuno ci è mai entrato, nessuno ha mai potuto ammirare quei saloni dipinti e quegli stucchi. Un luogo così eccezionale lasciato a sé stesso, come purtroppo tantissimi altri, grandi o piccoli che siano.
Quante volte mi sono fatta questa domanda e quante volte l’hanno posta a me: eppure poco o nulla si può fare se non… Riuscire ad aprirlo grazie al FAI – Fondo Ambiente Italiano.

L’imponente Castello di Montalto Pavese
Perché finalmente il 5 Maggio 2024, dopo anni e anni di chiusura e di oblio, il Castello è stato restituito alla sua comunità proprio grazie ai volontari che, con un lavoro mastodontico e lodevole, sono riusciti a organizzare una spettacolare visita: 500 posti in palio, tutti esauriti nel giro di 10 minuti. Io stessa ho puntato tre sveglie e mi sono organizzata con il PC e due smartphone per potermi accaparrare due posti, non senza difficoltà a causa dei frequenti crash del sito: stando alla provenienza delle persone praticamente tutta la Lombardia era collegata per il fatidico acquisto!
Con somma gioia posso dire di esserci riuscita: non stavo più nella pelle per questa visita, praticamente un sogno che si sarebbe avverato. Unico neo: non poter scattare le fotografie all’interno, nemmeno in luoghi stabiliti dalla proprietà. Niente, nemmeno ai volontari è stato concesso per fare pubblicità. Una mancanza che si è sentita e che sicuramente ha inficiato, almeno parzialmente, sull’esperienza di tutti.

L’abitato di Montalto dal cortile del castello
Grazie a un servizio di navette super efficiente mi sono apprestata a salire sul mio pulmino con #PapàVagabondo, entrambi ansiosi di poter assistere a questo straordinario evento: l’emozione era palpabile e la voglia di scoprire si percepiva da parte di tutti i partecipanti. Bambini, adulti, abitanti di Montalto Pavese, di Pavia, di Monza, di Lecco, di Sondrio, tutti accomunati dalla voglia di scoprire questo luogo di infinita bellezza.
A farci da guida è stata la preparatissima Maria Rita, colei che mi “ha passato il testimone” a scuola: già, perché la collega è andata in pensione e le sono subentrata io, pensate un po’! Quando si dicono le coincidenze!

Le maestose colline dell’Oltrepò Pavese
Non potevo sperare di meglio: con il suo entusiasmo e la sua immensa preparazione la nostra visita è stata ricca, coinvolgente e molto divertente grazie ai suoi aneddoti e alla saggezza che solo una persona del territorio può avere. Si sa, quando si vivono esperienze autentiche come questa è soprattutto merito dei cosiddetti “locals”, ossia coloro che la storia l’hanno vissuta in prima persona. E chi meglio di Maria Rita, proprio originaria di queste zone, poteva raccontarci tutti i segreti del Castello di Montalto Pavese?
E così, assieme a un nutrito gruppo di persone, ci siamo totalmente lasciati ammaliare dalle bellezze di questo luogo: dalla sua terrazza è possibile infatti ampliare lo sguardo e procedere fino a che le colline non si perdono nell’orizzonte, ammirando un paesaggio verde e smeraldo da cartolina.
Dopo un’introduzione storica ricca e avvincente ci spostiamo all’interno e ci sembra di varcare la soglia di un luogo sacro tanto quanto sublime: gli spazi sono ampi, ampissimi, ricchi di decorazioni barocche dai toni pastello. Le fotografie testimoniano un passato mondano e vissuto: i proprietari sono ritratti attorniati dalle sagome reali di Margherita ma anche di Umberto II, l’ultimo Re d’Italia, e da altri personaggi illustri.

La terrazza sull’Oltrepò
Il teatro delle marionette, ancora come una volta, testimonia il fatto che qui il tempo si è davvero fermato: gli ultimi abitanti infatti hanno lasciato tutto così com’era e osservare queste sagome dà un senso di nostalgia e di malinconia. Tutto sembra cristallizzato, etereo e soffermandosi sull’arredo d’epoca, sul mobilio impolverato, su quelle figure arcane e stupefacenti ci si rende conto di essere entrati in un sogno che dura da più di 100 anni.
Non è stato possibile visitare tutto il complesso ma già quello che abbiamo avuto la fortuna di vedere ci fa ben sperare che questo castello non rimanga nuovamente chiuso per i prossimi sessant’anni, ma che torni ad accogliere la sua gente e a brillare come un tempo.

Donna Vagabonda e #PapàVagabondo al Castello di Montalto Pavese
Il Castello di Montalto, con la sua pianta a ferro di cavallo, sembra quasi stringermi in un abbraccio mentre osservo per l’ultima volta il paesaggio, sospirando e ringraziando questa mia vita da blogger che mi permette di scoprire ogni angolo della mia terra e non solo.



Redazione
Adoro conoscere nuovi posti da visitare nella zona del Pavese, per questo ti seguo e ti leggo sempre molto volentieri! Sara, Iris e Periplo Travel
Donna Vagabonda
Ti ringrazio molto Sara, mi fa piacere che il mio blog ti permetta di conoscere la zona del Pavese 😁
Arianna
Conosco poco la tua zona ma ogni volta scopro realtà assolutamente interessanti da visitare come questo splendido castello, elegante e sontuoso, chissà prima o poi programmo
Donna Vagabonda
Se verrai sarò lieta di farti da guida 😁
Francesca
Hai colto una grande opportunità, purtoppo riservata, al momento, a pochi…
Hai rievocato in me ricordi di nonne che andavano a lavorare nelle ville quando erano ragazzine, quelle ville di cui tanto si è sentito parlare ma ci siamo solo immaginate. Si percepisce che è stata un’esperienza unica, non solo per le bellezze della villa ma per l’affetto che lega le persone a quel luogo.
Donna Vagabonda
Sì è un vero simbolo del territorio, ben visibile da molte località e poi è così impresso nei ricordi della gente del posto… Un peccato che non sia sempre aperto!
libera
Trovo assolutamente meraviglioso questo castello e sono felice che sia stato riaperto. I complimenti vanno ai volontari e a chi ha lavorato affinché questo accadesse.
Donna Vagabonda
Riaperto solo per quella occasione, ma a piccoli passi chissà… Magari un giorno riaprirà definitivamente!
Annalisa Spinosa
Speriamo davvero che riescano a riportarlo pian piano all’antico splendore!! Benedetti siano i volontari, perchè se Si aspetta la mano dello Stato in queste circostanze non avremmo alcun monumento aperto o curato nei dettagli!
Donna Vagabonda
Essendo privata lo Stato può fare ben poco se la proprietà non è lungimirante nella valorizzazione. Sono contenta che il FAI abbia potuto organizzare questo evento e mi auguro si possa ripetere presto!
Mimì
Straordinari i panorami sulle colline dell’Oltrepò dal Castello di Montalto Pavese: sembrano i panorami sui Colli Euganei. Un grande ed encomiabile lavoro quello dei volontari: bravissimi!
Donna Vagabonda
Sì eppure l’Oltrepò rimane isolato dalle mete turistictiche e ha ancora tanto da fare per quanto concerne l’attrattività e l’accoglienza.
Veronica
Un vero peccato che una dimora storica tanto importante sia rimasta chiusa e soggetta all’incuria per quasi sessant’anni. Spero anche io che si faccia di tutto per far sì che non rimani chiusa per altrettanti anni ma che ritrovi lo splendore di un tempo con visite più frequenti.
Donna Vagabonda
Sarà davvero difficile perché non c’è l’interesse ad aprirla da parte della proprietà… Si spera che vendendola invece si possa ricavarne qualcosa di buono.
Marina
Sono da tanti anni volontaria del FAI proprio per la possibilità di poter visitare luoghi solitamente inaccessibili come questo meraviglioso castello. Spero davvero che non venga trasformato in un hotel di lusso, ma che possa essere aperto alla comunità!
Donna Vagabonda
Purtroppo non c’è alcuna intenzione da parte della proprietà di riaprirlo né di valorizzarlo in qualche modo dato che è in vendita da anni…
Silvia The Food Traveler
Che emozione poter visitare un castello che non apre mai le porte al pubblico: immagino che questo abbia reso l’esperienza ancora più particolare. E chissà che ansia all’apertura delle prenotazioni: ti capisco perché anche io come te avrei messo più sveglie e avrei preparato laptop, tablet e cellulari.
Da un lato l’ipotesi che un giorno possa uscire dall’oblio diventando un resort di lusso, potrebbe essere interessante, ma allo stesso tempo forse renderebbe questo posto un po’ meno magico.
Donna Vagabonda
Non si conoscono le sorti di questo incredibile maniero, troppo a lungo lasciato a sé stesso e non si sa nemmeno se sarà possibile un’altra riapertura. Triste non conoscere le sorti di un luogo così iconico!
Martina Currà
Mi sembra encomiabile il lavoro che fai di divulgazione del territorio pavese, io stessa ammetto che pur avendo vissuto a Milano per 30 anni e quindi vicino logisticamente conosco poco o nulla del territorio, ma grazie ai tuoi articoli scopro posti meravigliosi 🙂
Donna Vagabonda
Mi fa molto piacere che tu apprezzi il mio lavoro di divulgazione del territorio Pavese, del resto è una delle mission del mio blog 😁
Paola
Che peccato non poter fare scatti all’interno, chissà perché. Mi auguro anche io che il castello possa tornare ad essere un luogo per tutti
Donna Vagabonda
I misteri dei luoghi storici italiani… Nemmeno è abitato e non è nemmeno una questione di privacy (anche perché già due volte i ladri sono entrati, foto o non foto).