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Il Nikkō Tōshō-gū – il Santuario di Nikko

Ultimo aggiornamento il 16 Giugno 2026 a cura di Donna Vagabonda

Continua il mio racconto dei luoghi più maestosi e peculiari visitati durante la mia Luna di Miele in Giappone insieme a Marito Moribondo: un viaggio che abbiamo pianificato completamente da soli e coronato da esperienze uniche, shopping sfrenato, visite a musei, siti storici e santuari. É proprio in un santuario che vi porto in questo articolo: il Nikkō Tōshō-gū, ovvero il Santuario di Nikko!

Siete pronti a scoprirlo con me?

Dove: 2301 Sannai, Nikko-shi, Tochigi-ken – Giappone
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.
Qualche consiglio vagabondo per voi...

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Storia del Nikkō Tōshō-gū

Il Nikkō Tōshō-gū (日光東照宮) è un santuario shintoista dedicato al mitico Shogun Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato Tokugawa, situato presso Nikko e Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il santuario è stato costruito durante il regno del figlio di Ieyasu, ovvero Hidetada, nel 1617, e fu ampliato dal terzo Shogun Iemitsu.

Il viale dei cedri che conduce al Nikkō Tōshō-gū

Il viale dei cedri che conduce al Nikkō Tōshō-gū

Oggi è conosciuto principalmente per essere la tomba di Ieyasu, infatti nel santuario interno sono conservati i suoi resti. Durante lo shogunato Tokugawa si organizzavano processioni da Edo (l’antica Tokyo) a questo santuario: oggi queste processioni sono conosciute come Processioni di mille guerrieri e si tengono due volte l’anno (in particolare in autunno si celebra lo Shuki Taisai dove 1000 samurai in armatura completa marciano per le strade ricordando la scorta che accompagnò lo spirito del leggendario Shogun proprio a questo santuario).

Tokugawa Ieyasu è un vero eroe nazionale: a lui si deve la nascita del Giappone come nazione unita e sotto il suo regno il Paese conobbe il periodo di pace e di prosperità più importante della sua storia. A un anno dalla sua scomparsa il Nikkō Tōshō-gū venne a lui consacrato, elevando il suo status da uomo terreno a divinità. Da quel momento in avanti numerosi santuari filiali del Tōshō-gū vennero costruiti in tutto il Giappone.

Il Nikkō Tōshō-gū

Il Nikkō Tōshō-gū

Struttura del santuario

Fin dalle prime fasi progettuali si voleva rendere il Santuario di Nikko qualcosa di fuori dal comune, degno di una divinità: rispetto alla maggior parte dei templi shintoisti del Giappone la sua architettura è molto più appariscente e sgargiante, i colori trasmettono ingegnosità e cura dei dettagli, oltre che un senso di superiorità: tutto è stato fatto in modo da celebrare la grandiosità del luogo. La pagoda a cinque piani è forse il simbolo di questa ricerca del “bello e dell’estremo”: i cinque piani rappresentano gli elementi in ordine di ascendenza, ovvero terra, acqua, fuoco, vento e vuoto. La pagoda non è il solo elemento caratteristico: qui si trova infatti la porta più sontuosa e decorata di tutto il Paese, ovvero la Porta Yomeimon, ricoperta da ben 508 sculture di animali mitologici, bambini e anziani, intagliate nel legno e ancora originali.

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Tutta questa sfarzosità contrasta di netto con il cuore del santuario, ovvero l’Okumiya, il santuario interno dedicato a Tokugawa Ieyasu: 200 gradini e un fitto bosco lo distanziano dalle strutture più imponenti. Il fedele deve quindi compiere uno sforzo salendo i ripidi e scivolosi gradini fino a raggiungere la tomba, visibile solo tramite un percorso a passerella. Qui è inoltre possibile apporre il Goshuin del tempio sul vostro Goshuinchō (se desiderate farlo sappiate che è l’unico luogo di tutto il complesso ove è possibile apporlo).

Oltre alle statue del gatto e delle tre scimmiette si trova la coppia di statue raffigurante due elefanti: dato che l’autore non li aveva mai visti con i suoi occhi, si basò su di uno schizzo e cercò di interpretarlo a modo suo: il risultato? I due elefanti sembrano più animali mitologici che non reali!
Sulla porta che permette di accedere all’Okumiya si trova una delle sculture più caratteristiche del complesso: il Nemuri-Neko, ovvero il gatto addormentato, attorniato da due passeri in volo. La statua ha diverse interpretazioni, e due mi hanno colpito particolarmente:
  • Il gatto, animale caro alla mitologia shintoista e a Ieyasu, è stato posto a protezione della parte più importante del tempio e come un guardiano veglia sulle spoglie del mitico guerriero.
  • La coesistenza tra gatto e passeri, ovvero tra predatore e prede, simboleggia il futuro pacifico che si prospettava per il giovane Giappone unificato.
Il Nemuri-Neko, il gatto protettore del tempio

Il Nemuri-Neko, il gatto protettore del tempio

Esiste poi una statua ancor più celebre che è entrata nell’immaginario collettivo, ovvero quello delle Tre Scimmie Sagge (三猿, san’en o sanzaru, o 三匹の猿, sanbiki no saru, letteralmente “tre scimmie”), anche loro protettrici del tempio: la prima “non vede” il male, la seconda “non parla” del male e la terza “non sente” il male.

La Statua delle Tre Scimmie Sagge si trova al di sopra della stalla sacra perché da sempre le scimmie sono considerate le protettrici dei cavalli.

Con il tempo il loro significato è stato piuttosto storpiato, simboleggiando anche l’omertà, ma in realtà le tre scimmie ci insegnano ad evitare gli aspetti negativi della nostra vita, lasciando andare il male senza dargli alcun peso, ovvero senza vederlo, senza parlarne e senza udirlo. Una lezione che dovremmo assolutamente fare nostra per essere più ottimisti e più sicuri di noi stessi.

La Statua delle Tre Scimmie Sagge

La Statua delle Tre Scimmie Sagge

La mia visita al Nikkō Tōshō-gū

Il penultimo giorno a Tokyo abbiamo deciso di dedicarlo alla scoperta di un luogo davvero importante per la cultura giapponese: come ben sapete la vostra Vagabonda ama la storia e poter approfondire nel dettaglio quella giapponese direttamente nel Paese del Sol Levante è stato a dir poco eccezionale.

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Dunque insieme a Marito Moribondo abbiamo scelto di prenotare un’escursione guidata presso Nikko e i suoi dintorni, tramite il sito di Get Your Guide: questa prevedeva la prima parte della giornata presso il Tōshō-gū, una visita alle cascate Kegon e la conclusione presso un originale onsen giapponese all’hotel Nikko Sansui.

Insieme a un variegato gruppo di persone provenienti da tutti i continenti abbiamo viaggiato comodamente in autobus insieme alla nostra guida Leila che in un perfetto inglese ci ha illustrato tutte le informazioni utili per apprezzare al meglio le nostre mete.

Le due statue degli elefanti

Le due statue degli elefanti

Giunti al Santuario il tempo non è stato molto clemente: gli ultimi strascichi di un temporale ci hanno accompagnato per tutta la visita, rendendo il percorso scivoloso e un poco accidentale. Terminata la visita guidata che si è concentrata sui luoghi di maggior rilievo abbiamo avuto il tempo necessario per goderci al meglio questo luogo sacro in solitudine. Come spesso accade per moltissimi santuari e templi giapponesi non è consentito fotografare gli interni, quindi ciò che vedrete qui pubblicato è solamente una piccola parte del tutto. Il numero di persone presenti era a dir poco impressionante: non solo turisti, ma anche numerosi locali e giapponesi che erano lì per un unico scopo, ovvero quello di commemorare il Padre della Nazione, Tokugawa Ieyasu.

La Pagoda a cinque piani

La Pagoda a cinque piani

Verso l’Okumiya 

Passati sotto lo sguardo sornione del gatto addormentato che, ovviamente, mi ha ricordato i miei due micioni Dante e Vergil, ma anche il Gotoku-ji visitato a poche ore di distanza, ci siamo subito diretti verso il cuore di questo santuario: la salita verso l’Okumiya non è di per sé impegnativa, ma con l’umidità dovuta al temporale e il terreno scivoloso non si è rivelata affatto semplice. Eppure è stato commovente osservare persone piegate dal peso dell’età salire passo passo verso questo luogo così mitico.

Il Kairo, il corridoio decorato

Il Kairo, il corridoio decorato

Dimentichiamoci le sfarzose tombe barocche dei personaggi illustri, qui tutto è sobrio e silenzioso: il gocciolio della pioggia fa da sfondo al cuore del santuario. Una struttura brulla, scura e anonima custodisce i resti dell’uomo più importante del Giappone: forse per ricordarci che, in fondo, nella morte non esistono re e mendicanti, esistono solo le persone. Per contrastare con la grandiosità del tempio inferiore un luogo fatto di silenzio e preghiera è sicuramente ciò che meglio fa comprendere al visitatore la grandezza della semplicità.

Okumiya, ovvero la Sacra Pagoda che custodisce le spoglie di Ieyasu

Okumiya, ovvero la Sacra Pagoda che custodisce le spoglie di Ieyasu

Fate molta attenzione non solo nella salita, ma anche nella discesa, in quanto durante il periodo delle piogge i gradini scivolosi possono provocare molte cadute, tra cui la mia che per fortuna non è stata di grande rilevanza. Con un colpo lesto di mano sono riuscita a mettere in salvo la mia preziosa macchina fotografica, mentre con una stretta degna di un gigante Marito Moribondo ha evitato che ruzzolassi giù dalla collina. Insomma, questa volta Ieyasu ci ha messo la pezza!

Sulle tracce di Ieyasu

Non si può poi non rimanere incantati davanti alle numerosissime sculture presenti, intagliate nel legno e colorate: non solo il gatto addormentato e le tre scimmiette, tutto il complesso è adornato da sculture realizzate da un unico pezzo di legno e intagliate con maestria. Presso il Kairo, ovvero il corridoio, si rimane ammaliati davanti alle forme fluttuanti di pavoni, fiori e altri animali mitologici. Un capolavoro unico che non si può osservare altrove!

Il Tozai Sukibe, prospicente il Kairo

Il Tozai Sukibe, prospicente il Kairo

Nonostante l’enorme presenza di visitatori, sia locali che turisti, il santuario riesce a conservare la sua identità e rimane uno dei luoghi storici e di preghiera più importanti di tutto il Giappone: abbiamo fatto bene a scegliere quest’esperienza, istruttiva e molto valida per varietà di luoghi e bellezze visitati. Nikko è una cittadina che si raggiunge facilmente da Tokyo sia con tour guidati sia con i mezzi pubblici ed è una meta perfetta per chi vuole trascorrere del tempo immerso nella Natura e nella spiritualità.

Ripercorrere le tracce di Tokugawa Ieyasu fino a giungere qui, forse il suo luogo più importante, è sicuramente un modo di scoprire il Giappone al di là dei preconcetti e al di fuori dei circuiti turistici più classici: per noi è stato molto interessante poter scoprire sempre di più su questa figura quasi mitologica, così importante per il Paese del Sol Levante.

Donna Vagabonda al Nikkō Tōshō-gū

Donna Vagabonda al Nikkō Tōshō-gū

Consiglio vivamente di visitare il Nikkō Tōshō-gū: la sua imponenza e la sua spiritualità vi travolgeranno totalmente, facendovi scoprire un Giappone sontuoso e magnifico!

E voi siete mai stati al Santuario di Nikko? Fatemelo sapere nei commenti!

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Commenti

  • antomaio65
    5 Giugno 2026

    Sto leggendo con moltissima attenzione i tuoi reportage sul Giappone che sta scalando la classifica delle mete dei desideri per un prossimo viaggio. Guardando un pò gli itinerari ho visto che come escursioni da Tokio si solito viene fatto Kamakura oppure Nikko. Se mai avessi avuto dei dubbi il tuo racconto li ha fugati!

    rispondi
  • 5 Giugno 2026

    mannaggia non rientra nel tour che dovremo fare… ci sono talmente tante meraviglie in Giappone che non basterebbe un anno per vederle tutte. Intanto mi salvo anche questo santuario, hai visto mai che riesca ad arrivarci!!!

    rispondi
  • 6 Giugno 2026

    Adoro i dettagli e i colori di questo santuario. Di templi in Giappone ne ho visti parecchi ma questo mi sembra decisamente diverso e molto interessante da visitare

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  • 6 Giugno 2026

    No, a Nikko non siamo ancora stati perciò il meraviglioso Santuario Nikkō Tōshō-gū non lo abbiamo visitato, e dico purtroppo in quanto è veramente molto bello. Le tue foto sono molto belle e riescono a trasmettere in pieno la bellezza del luogo. Lo abbiamo segnato per il prossimo in Giappone, grazie.

    rispondi
  • 6 Giugno 2026

    Bellissima anche questa tappa del vostro viaggio in Giappone – spero che ce ne siano ancora altre da raccontare perché, come sai, un viaggio in questo paese è un mio sogno nel cassetto da tempo.
    Non avevo mai sentito parlare del Santuario di Nikko, ma le fotografie hanno risvegliato qualche ricordo: magari lo avevo già visto online da qualche parte, o mie viene addirittura da pensare in qualche cartone animato?
    Mi ha colpito la raffigurazione delle tre scimmie: il significato originario è molto più profondo e sicuramente più ottimista rispetto a quello che viene attribuito comunemente!

    rispondi
  • Bru
    7 Giugno 2026

    Anche quest’anno il viaggio in Giappone è stato rimandato, ma penso proprio che il 2027 sia l’anno giusto per questo paese, tra le tante cose che vorrei vedere Nikko è tra quelli, leggendo il tuo articolo non ho nessun dubbio sul fatto che sia assolutamente da vedere

    rispondi
  • 7 Giugno 2026

    Il Santuario Toshogu di Nikko è uno dei luoghi più straordinari del Giappone. Immerso in una foresta secolare, colpisce per la ricchezza delle decorazioni, i dettagli dorati e l’atmosfera solenne che lo distingue da molti altri santuari giapponesi. Mausoleo di Tokugawa Ieyasu e patrimonio UNESCO, unisce arte, storia e spiritualità in un contesto di grande suggestione. La cosa che mi ha incuriosito di più sono le celebri scimmiette “non vedo, non sento, non parlo”, uno dei tanti dettagli che penso rendano Nikko una visita indimenticabile e diversa da qualsiasi altra esperienza in Giappone. Bellissimo articolo, grazie.

    rispondi
  • 8 Giugno 2026

    Il vostro viaggio di nozze è stato davvero magnifico, non vi siete fatti mancare proprio niente. Bellissimo questo santuario, sarei molto curiosa di vedere il corteo dei 1000 guerrieri, deve essere spettacolare!

    rispondi

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