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I luoghi della storia: l’Abbazia di Morimondo

Ai confini delle Province di Pavia e Milano, in territorio milanese, sorge un piccolo borgo facente parte del circuito dei “Borghi più Belli”: si tratta di Morimondo.

Molti milanesi, e non solo, durante le giornate soleggiate di primavera decidono di far visita a questo luogo tranquillo e molto verde, silenzioso e accogliente. Il borgo di Morimondo non può essere però così famoso senza la sua Abbazia, conosciuta in tutta Italia e non solo.

Morimondo

La piccola cittadina, abitata da circa 1000 persone, dista solo 5 chilometri da Abbiategrasso ed è facilmente raggiungibile sia dalla Provincia di Pavia che dalla Provincia di Milano. Il comune si trova sulla riva sinistra del Ticino, con orografia dolcemente digradante verso il fiume. I primi insediamenti sono di origine romana, poi rimpiazzati da stanziamenti longobardi.

Come ho già detto, Morimondo non sarebbe quella che è oggi se non grazie alla sua Abbazia: la storia della città e quella della chiesa sono infatti intimamente legate. L’Abbazia fu fondata dai monaci dell’ordine dei Cistercensi che vi risiedettero. Questa relazione è testimoniata anche dallo stemma comunale, che rappresenta nella parte superiore una mitra, indicativa del potere religioso, il bastone pastorale, poiché l’abate priore aveva dignità vescovile, ed una spada, simbolo del potere civile-giudiziario.

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La fondazione della prima chiesa risale al 1134, quando i primi religiosi vi arrivarono qui dall’abbazia di Morimond, vicino a Digione. Nel 1182 si iniziò la costruzione della chiesa odierna tutta in laterizio. I monaci giunsero e portarono spiritualità e sacrificio: un segno di questa notevole spiritualità è testimoniato dalla fiorentissima attività dello Scriptorium, finalizzata alla costituzione della biblioteca monastica. Anche dal punto di vista dell’attività agraria si ebbe una notevole espansione con un gran numero di grange insediate su un territorio di 36.000 pertiche milanesi (circa 24 km²).

Nel 1798, con l’avvento di Napoleone, il monastero fu soppresso e il patrimonio culturale andò disperso. Dal 1805 al 1950 la vita religiosa tornò in auge grazie alla presenza di sacerdoti ambrosiani. Nel 1991 il cardinale Carlo Maria Martini affidò alla Congregazione dei Servi del Cuore Immacolato di Maria la cura pastorale della parrocchia con un nuovo invito a rilanciare l’abbazia di Morimondo come centro di spiritualità e di iniziative pastorali. Con la costituzione della Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo, nel 1993 si assiste a un rilancio di Morimondo con la valorizzazione del patrimonio spirituale e culturale dell’abbazia.

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Oggigiorno, grazie al supporto della comunità locale, l’attività religiosa e culturale dell’abbazia è rifiorita, tanto da rendere famosa Morimondo e il suo borgo a tal punto di essere scelti come set per produzioni cinematografiche o televisive come ad esempio il film Papà dice messa del 1996, il film Cado dalle nubi del 2009 o la serie televisiva Benedetti dal Signore del 2004.

Nel dicembre 2007 la Regione Lombardia ha riconosciuto ufficialmente il complesso monastico come museo regionale, gestito dalla Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo.

La visita a Morimondo è una delicata e dolce esperienza, fatta di silenzio e di contatto con la natura, nonchè con la propria spiritualità. Un luogo così pacifico e immerso nel verde non può che attirare a sè molte persone, sia pellegrini che semplici curiosi. Durante le giornate soleggiate di primavera o d’estate è piacevole godersi un po’ di frescura con un bel gelato stando sdraiati sull’erba o venire qui per degustare le specialità tipiche della cucina milanese in uno dei tanti ristoranti che qui sorgono. Se non siete mai stati a Morimondo, vi consiglio di dedicarci almeno un paio d’ore, per scoprire la sua storia e la sua Abbazia.

Oltre alla visita della Chiesa, potete, pagando un piccolo biglietto presso l’entrata del Museo dell’Abbazia, visitare il chiostro, il refettorio e alcune sale oggi adibite ad attività culturali.

consigli

Visitate Morimondo e la sua Abbazia durante una giornata soleggiata di primavera. Lasciate l’automobile parcheggiata presso il parcheggio a pagamento all’ingresso del borgo e percorrete le vie a piedi o in bicicletta. Se siete interessati alla storia dell’Abbazia, prenotate una visita guidata di questa e del suo parco visitando il sito ufficiale. Se siete in zona, potete visitare il Parco Agricolo Sud Milano oppure avvicinarvi al pavese e visitare le campagne vicino a Bereguardo o alla Zelata.

 

I luoghi della storia: Villa Gromo di Ternengo

Durante le Giornate di Primavera del FAI di quest’anno, ho potuto visitare una suggestiva e incredibile dimora storica a pochi passi da Milano e da Pavia: Villa Gromo di Ternengo.

Villa Gromo

Il maniero si trova infatti a Robecco sul Naviglio, piccolo centro abitato a pochi chilometri da Milano, nella provincia omonima.

Villa Gromo di Ternengo sorge su un fortilizio antico di origine medioevale, fatto costruire dalla famiglia che qui viveva, i Pietrasanta, che creò alcuni avamposti sia in città che sul Ticino e sul Naviglio Grande. Nel 1340 la proprietà pass a Giovannolo Casati che trasformò il borgo fortificato in villa gentilizia, ma ciò che possiamo vedere qui oggi è frutto delle ristrutturazioni dell’abitato durante il Seicento: il governatore di Milano, Danese Casati, promosse questi lavori fino alla sua morte, avvenuta nel 1770. Da questo avvenimento, la villa non venne più mutata nel suo aspetto esteriore e cominciò ad essere tramandata per via femminile dal momento che Ferdinando Casati, ultimo erede maschio della villa, aveva avuto una sola figlia femmina nata, tra l’altro, dopo la sua morte.

 

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La Villa passò poi sotto i possedimenti di Cesare Pompeo Castelbarco, figlio di Maria Antonietta Litta Visconti Arese e di Carlo Ercole Castelbarco Visconti Simonetta, noto politico e compositore milanese. Più tardi la figlia della coppia, Elena, sposò il nobile genovese Lazzaro Negrotto Cambiaso che fu senatore del Regno d’Italia.

La Villa ha più volte cambiato il suo nome perché portata come dote nuziale della figlia primogenita, venendo così unita al patrimonio del marito. Da questa eredità, oggi la conosciamo come Villa Gromo di Ternengo, dato che nel 1884 la Marchesa Antonietta Negrotto Cambiaso, discendente sempre della famiglia Casati, sposò Emanuele Gromo Richelmy Conte di Ternengo.

 

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Villa Gromo di Ternengo è ancora oggi di proprietà di questa famiglia che ne ha fatto anche la propria dimora: ciò nonostante, il bene privato viene noleggiato per eventi e cerimonie.

Architettonicamente, la Villa ha una campitura centrale aperta da un lungo portico a tre archi su colonne binate. Il piano nobile è costituito da un attico raccordato da triangoli mistilinei. L’atrio del corpo nobile è deliziosamente affrescato e funge da ambiente passante verso il retrostante giardino, che in origine era l’ingresso principale alla Villa. Il complesso confina con il Naviglio Grande e possiede un enorme giardino all’inglese di circa 16 ettari: curiosa è la storia della collinetta presente in esso, che in origine non era un boschetto (come lo vediamo oggi) ma la ghiacciaia della villa! Il giardino inoltre ospita la statua di una sirena, detta Sirenella che doveva indicare la via ai barcaioli che procedevano sul Naviglio.

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La Sirenella ed il Naviglio Grande

La visita guidata alla Villa è stata piacevole e divertente, con le giovani volontarie che ci hanno raccontato i segreti di questa villa (forse troppo giovani ed emozionate) intrattenendo me e gli asltri ospiti. Con un po’ di dispiacere ho potuto notare che io ero la più giovane del mio gruppo di visita e, anche negli altri gruppi, non c’erano persone con meno di 30 anni. Ciò mi è dispiaciuto molto perchè ancora una volta la cultura non sembra interessare i giovani e i giovanissimi: è vero, era sabato promeriggio, una bella giornata di primavera e forse i ragazzi e le ragazze preferiscono passare altrove il loro weekend. Poco male, cerchiamo di non pensarci perchè in fondo, la cultura non ha età!

La Villa non è visitabile se non mettendosi in contatto con i proprietari, quindi risulta chiusa al pubblico: il FAI ha avvicinato questo luogo alla gente, aprendo le sue porte e mostrando la sua magnificenza. Vi consiglio di approfittare di queste giornate per scoprire queste perle nascoste non lontano da Pavia!

Per ulteriori informazioni circa Villa Gromo di Ternengo, visitate il Sito Ufficiale.

 

La BIT di Donna Vagabonda: impressioni sulla Borsa Internazionale Turismo

Quest’anno, dopo qualche anno, sono tornata alla BIT – Borsa Internazionale Turismo di Milano. A parte l’epopea per arrivarci (come si suol dire, non mi sono persa a New York per essermi persa a Rho), questa BIT è stata una bella sopresa per la sottoscritta, che si è ritrovata catapultata in un mondo di bellezze, divertimento e… Tanta tanta voglia di viaggiare! La Prima Bit da Travel Blogger accreditata mi ha lasciato un sapore decisamente dolce in bocca, quindi scopriamo insieme questa favolosa esperienza!

 

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BIT – Borsa Internazionale Turismo

Pronti all’immersione BIT? VIA!

Fiera Milano – Fiera Milano City?

Bella convinta ed entusiasta, insieme ad un Gabriele curioso di vivere questa nuova esperienza, partiamo la domenica mattina verso Rho e la Fiera Milano. Quando siamo arrivati, dopo aver cercato parcheggio gratuito a Pero (perchè diciamocelo, 17 euro per qualche ora di parcheggio sono tantini), ci siamo accorti che non c’erano cartelli della BIT in nessun meandro del complesso fieristico. Bah! Decidiamo dunque di chiedere e… La BIT non si fa più a Rho, bensì a Fiera Milano City. Io, memore della mia esperienza e a causa di un biglietto che non indicava proprio esattamente il luogo preciso, mi ci ero scapicollata a Rho! Va beh, molliamo l’automobile e prendiamo la metro, fino ad arrivare finalmente a Fiera Milano City. Ma non possono chiamarle in modo diverso? Tra Fiera Milano e Fiera Milano City ammetterete che un po’ di confusione salta in testa… Ok, non sono Donna di città, ma dopo tutto sono Donna Vagabonda, quindi non mi scoraggio, nemmeno per il tempo che è davvero uggioso!

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Il mio Pass da Travel Blogger

La vittoria dell’Italia

Appena entrati, riusciamo a prendere subito il nostro badge e a tirare un respiro di sollievo: finalmente siamo in ballo e quindi…Balliamo!

Decidiamo dunque di dare un’occhiata veloce e perlustrativa al padiglione dedicato alle regione Italiane e subito ci accorgiamo come alcune regione non abbiano davvero badato a spese: parliamo soprattutto di Sicilia, Lombardia e Molise, con stand ragguardevoli e pittoreschi. La Sicilia si presentava con un grande megaschermo semicircolare che proiettava meravigliose immagini rappresentative della regione e numerosi errano anche gli operatori privati affiliati: insomma, una vasta scelta! La Lombardia, che giocava in casa, ha deciso di dedicare qualche piccolo spazio anche alle piccole realtà, come quella di Pavia e di Bellano, nonché all’Abbiatese e alla navigazione sul Naviglio. Il ventaglio di proposte era valido e attraente per il pubblico, quindi ci siamo lanciati sulla realtà lombarda. Notevole anche lo stand del Molise, con una sfera circolare attorniata da piantine: molto suggestivo!

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All’interno dell’area tematica italiana c’era anche lo stand del Touring Club Italiano e non ho potuto non associarmi a questa fantastica realtà: adoro il negozio di Milano, che è la manna dei viaggiatori, e molti sono i vantaggi dei soci, come l’accesso gratuito a tantissimi musei italiani, perciò non ho voluto farmi scappare questa occasione!

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Dopo aver scattato qualche foto, ci dirigiamo verso il padiglione del resto del Mondo e rimaniamo un pochino con l’amaro in bocca: l’Europa è ben poco rappresentata, così come l’Africa e l’America del Nord. Tanta presenza di Asia e Medio Oriente, così come di Sud America, ma le “big” non ci sono e la loro mancanza un po’ si sente: nessuna traccia di Germania, Francia, Spagna e Canada ad esempio. Molto belli invece, gli stand delle isole caraibiche o quello del Bangladesh, che si propone con giochi di colori e ballerine vestite con abiti tradizionali. Spiccano su tutti, a mio avviso, Slovenia, Cuba e Repubblica Domincana: colori, profumi e tante proposte interessanti per un viaggio da vivere a 360 gradi. Della Slovenia, ovviamente, ho preso tutti i depliant possibili, per organizzare al meglio il viaggio di fine agosto: qualche idea mi è venuta, ad esempio ho scoperto la graziosa città di Pirano, sul Mar Adriatico… Chissà che non riesca a visitarla durante il mio consueto tour di Friuli-Slovenia di fine agosto?

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Su tutta la BIT però un vincitore vero c’è: l’Italia.

Con la sua semplicità e la vasta offerta, l’Italia si dimostra attenta al suo pubblico e ai fruitori, cercando di valorizzare anche le realtà meno conosciute e roboanti (anche se si è notata l’assenza di alcune grandi città, come Bologna), proponendo attività in luoghi poco conosciuti e adatti a tutti. Molto spazio è stato dato al Golf e ai suoi praticanti e ai cammini, non solo religiosi. Ancora una volta, dunque, la proposta di un turismo più sostenibile e meno impegnativo, a ridotto impatto ambientale e a più stretto contatto con la Natura.

E i Travel Blogger?

Per chi, come me, poteva visitare la BIT soltanto la domenica, l’esperienza è di sicuro stata meno produttiva in quanto Travel Blogger. Molti interventi e conferenze erano stati programmati per i sucecssivi giorni della settimana e non ho trovato uno spazio esclusivo per la categoria all’interno dei padiglioni che ho visitato. Forse non è proprio il luogo adatto per farsi conoscere come scrittori di viaggio, ma gli spunti raccolti sono comunque molti, così come i contatti. Negli innumerevoli cataloghi che ho portato a casa ci sono numeri ed indirizzi utili. Chissà che non salti fuori qualche collaborazione interessante!

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Vediamo ora, l’opinione di Gabriele:

virgolette La BIT è una realtà adatta a chiunque, non solo ai professionisti del settore. Il Mondo è ben rappresentato e gli stand offrono molte possibilità per organizzare viaggi o semplicemente per chiedere un consulto, spinti dalla curiosità. Ho apprezzato molto questa esperienza e sicuramente la rivivrò in futuro.

Un’esperienza dunque positiva e molto esaltante, nonostante qualche pecca.

Al prossimo anno, BIT!

Per altre informazioni, visitate il sito ufficiale cliccando qui!

Le mostre più belle: Manet e la Parigi moderna

Da grande appassionata di arte, soprattutto quella impressionistica, e da grande amante di Manet (che ricordo sempre non essere un’impressionista, nonostante sia vissuto durante la nascita di questo movimento), non potevo perdermi la mostra “Manet e la Parigi moderna” che si è tenuta a Milano, a Palazzo Reale, dall’ 8 marzo a 2 luglio 2017.

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Questa grande esposizione intendeva ripercorrere la storia del grande pittore, dagli inizi alla fine della sua carriera molto intensa (430 dipinti in totale). Oltre alla figura di Manet, vengono menzionate, attraverso l’eposizione delle loro opere, altri pittori suoi contemporanei, come Tissot, Signac, Gaugin e il suo grande amico Monet.

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Con Manet, l’arte moderna si rivoluziona, assume tratti completamente diversi dai canoni prestabiliti dal celebre Salon e inizia un percorso assolutamete innovativo. Rifiutato dai critici contemporanei perchè troppo fuori dagli schemi, il pittore non si scoraggia e continua seguendo la sua linea di pensiero, creando opere d’arte ineguagliabili.

Le opere presenti in mostra arrivano dalla collezione del Musée d’Orsay di Parigi: un centinaio di opere, tra cui 55 dipinti – di cui 17 di Manet e 40 di grandi maestri coevi. Alle opere su tela si aggiungono 10 tra disegni e acquarelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e sette tra maquettes e sculture.

 

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Il simbolo della mostra: Edouard Manet
Il pifferaio, 1866
Olio su tela – Parigi, Musée d’Orsay

 

La mostra è stata assolutamente una chicca per chi ama la pittura, in particolare quella del maestro Manet. Purtroppo non è stata riproposta in altre città ed il tempo di permanenza non è stato forse sufficiente per tutti, soprattutto per chi venisse da fuori Milano.

 

Pro

  • Mostra ben articolata con grandi opere famose
  • Oltre a Manet, vengono mostrate altre opere di artisti famosi e coevi
  • Il percorso è armonico e l’audioguida molto approfondita

Contro

  • Il tempo di permanenza della mostra è risultato non essere molto adeguato
  • La mostra non è stata riproposta in altre città

Le fotografie di questo articolo sono state prese liberamente da internet, in quanto non era possibile scattarne all’interno della mostra.

Per maggiori informazioni sulla mostra, visitate il sito ufficiale.