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La Chiesa di San Bernardino alle Ossa di Milano

Ultimo aggiornamento il 19 Gennaio 2024 a cura di Donna Vagabonda

Milano non smette mai di stupire: in ogni suo angolo si respira storia, cultura, innovazione, ma anche tanta religiosità. Questo perché Milano è ricchissima di luoghi di culto, ognuno con una storia davvero interessante e con architetture spesso notevoli. Sono proprio lì, a volte in bella vista come nel caso della Chiesa di Santa Maria delle Grazie e a volte un po’ più nascoste, come la protagonista di questo articolo: la Chiesa di San Bernardino alle Ossa.

Dove: Piazza Santo Stefano – Milano – Lombardia

Storia della Chiesa di San Bernardino alle Ossa

La Chiesa di San Bernardino alle Ossa di Milano è un luogo di culto cristiano-cattolico situato in Piazza Santo Stefano, non lontano da Piazza Fontana e da Piazza del Duomo, nel cuore di Milano. Conosciuta in passato anche come “San Bernardino ai Morti” è famosa per la sua cappella ossario, le cui pareti sono “adornate” da centinaia di ossa.

La Chiesa di San Bernardino alle Ossa

La Chiesa di San Bernardino alle Ossa

L’origine della costruzione della chiesa risale al 1127 quando il milanese Gottifredo de Busseri fondò l’Ospedale di San Barnaba in Brolo, luogo di cura e rifugio per trovatelli e bimbi abbandonati. Davanti alla basilica di Santo Stefano Maggiore, proprio presso il brolo (un’area verde boschiva al di fuori delle mura della città) venne edificato un cimitero per ospitare le salme dei defunti proprio dell’ospedale.

A causa però della scarsa capienza il cimitero divenne inadeguato e così nel 1210 venne costruita una camera destinata ad accogliere le ossa provenienti dal campo santo, accanto alla quale sorse una piccola chiesa dedicata a Maria Addolarata, a Sant’Ambrogio e Sebastiano. La chiesetta venne poi dedicata a San Bernardino da Siena nel XV secolo, quando l’edificio fu concesso in uso alla confraternita dei Disciplini.

Nel 1642 il campanile dell’adiacente Basilica di Santo Stefano crollò e danneggiò il complesso di San Bernardino: la disgrazia però non fece dimenticare il luogo e sia il campanile che la chiesa vennero ricostruiti grazie all’architetto Carlo Buzzi e all’alievo Gerolamo Quadrio. Risale a questo periodo la sistemazione delle ossa all’interno dell’ossario secondo la particolare decorazione ancora oggi osservabile: fu il pittore Sebastiano Ricci, nel 1695, ad affrescare la maestosa volta, creando un vero e proprio contrasto con le pareti sottostanti.

L'Ossario della Chiesa di San Bernardino alle Ossa

L’Ossario della Chiesa di San Bernardino alle Ossa

Una piccola chicca: il Re del Portogallo Giovanni V in una visita ne rimase tanto affascinato da commissionare una simile struttura a Èvora, nota in seguito come “Capela dos Ossos“.

Sempre nel diciassettesimo secolo si diffuse inoltre la credenza che le ossa qui custodite fossero dei minalesi caduti nel combattere l’eresia ariana all’epoca di sant’Ambrogio: la leggenda è tale e non ha nessun supporto storico.

La storia di questa piccola chiesa però non finisce qui: un devastante incendio nel 1712 la distrusse quasi completamente dato che si salvò solo la facciata. É così che il progetto della ricostruzione venne affidato all’architetto Carlo Giuseppe Merlo, architetto della fabbrica del Duomo, che diede alla chiesa l’aspetto attuale a pianta centrale con cupola ottagonale. Fortunatamente l’ossario riuscì a salvarsi e da quel momento venne collegato alla chiesa tramite un ambulacro.

Struttura della Chiesa

La facciata, sopravvissuta all’incendio del 1712, è di Andrea Biffi: sobria e più rassomigliante a un edificio civile che non religioso, è divisa in cinque partiture verticali. Appena entrati si accede tramite alcuni gradini al corpo principale, a pianta ottagonale. Si distinguono nettamente gli altari barocchi marmorei e due cappelle laterali. Un’altra particolarità risiede nel fatto che nella cappella di destra vi sia la tomba di famiglia di alcuni discendenti di Cristoforo Colombo.

Presso l’altare maggiore si trova una pala d’altare che rappresenta la Madonna col Bambino, attribuita a un pittore incerto chiamato “Amadei”, mentre ai due lati si trovano due grandi tele: a destra Sant’Ambrogio orante durante la battaglia di Parabiago, a sinistra San Carlo che somministra l’eucaristia agli appestati, dipinti dall’abate Gerolamo Ottolini.

Gli interni della Chiesa

Gli interni della Chiesa

Davanti all’altare maggiore è posta una grata da cui si intravedono dieci scalini che conducono a una cripta: qui si trova il colatoio a seduta (o putridarium) dei Disciplini: costituito da ventuno nicchie, era il luogo dove venivano posti i confratelli defunti avvolti nel saio senza alcun ornamento. Al termine del processo di putrefazione le ossa venivano poi depositate nell’adiacente ossario.

L’Ossario

La fama della Chiesa di san Bernardino alle Ossa è dovuta alla presenza dell’ossario, un luogo che ogni anno attira moltissimi visitatori e devoti per la sue peculiari “decorazioni” ricavate con le ossa, disposte in motivi geometrici: le pareti interne sono quasi interamente ricoperte di teschi e di ossa, provenienti dall’antico ossario ma anche dai cimiteri soppressi dopo la chiusura dell’Ospedale del Brolo del 1652. Tutte le ossa vennero disposte in nicchie, sui pilastri, sui fregi delle porte e sul cornicione creando una sorta di “opera d’arte” costituita da resti umani ben conservati. Il numero delle ossa è spaventosamente alto tanto da adornare qualunque spazio, a parte l’altare, al di sotto della volta.

La volta affrescata da Sebastiano Ricci

La volta affrescata da Sebastiano Ricci

La volta, luminosa e affrescata in stile rococò, mostra il Trionfo di anime in un volo di angeli mentre nei suoi pennacchi della volta, La gloria dei quattro santi protettori, Santa Maria Vergine, Sant’Ambrogio, San Sebastiano e San Bernardino da Siena. Si crea un contrasto molto netto tra il soffitto affrescato e le pareti, quasi a indicare come il “Regno dei Cieli” sia fulgido, brillante e inaccessibile rispetto al “regno dei Morti”, un luogo oscuro e macabro ma accessibile alle persone (molte delle ossa sono infatti ad altezza d’uomo).

La mia visita alla Chiesa di San Bernardino alle Ossa

Ho visitato la Chiesa e l’Ossario di San Bernardino alle Ossa durante il mese di Settembre del 2023, nel corso di una delle mie solite “incursioni milanesi” accompagnata da #PapàVagabondo: sapete quanto io ami Milano e quanto spesso torni in questa città per ammirarne le bellezze e i luoghi più o meno conosciuti ai più. La Chiesa diSan Bernardino alle Ossa era nell’elenco delle cose da vedere da qualche mese, da quando l’ho scoperta per caso leggendo un articolo sul web riguardo i luoghi più particolari di Milano.

Superata Piazza Duomo e Piazza Fontana si giunge subito a Piazza Santo Stefano dove troneggia l’imponente basilica omonima: ma è il piccolo edificio a lato, quasi invisibile, la nostra meta. É qui infatti che sorge la piccola chiesa, protetta e nascosta, quasi a voler celare il suo “tesoro”: ma, si sa, un luogo del genere non può rimanere incastrato nell’oblio e infatti non eravamo gli unici a volerlo visitare, anzi. Qui abbiamo trovato visitatori italiani e stranieri di tutte le età: dalle famiglie con bambini alle giovani coppie, tutte accomunate dalla curiosità.

I teschi e le decorazioni con le ossa

I teschi e le decorazioni con le ossa

Non posso dire di avere una grande esperienza in fatto di ossari dato che in generale sono luoghi che destano inquietudine in me: non amo particolarmente il macabro e sono terrorizzata dai film horror, quindi potete immaginare che tutto ciò che riguardi anche il folklore costellato da scheletri, zombie e cose simili non mi abbia mai fatto impazzire.

Ho voluto visitare comunque la Chiesa vista la sua alta valenza storica e per la sua unicità: messa da parte un po’ di ritrosia mi sono ritrovata circondata da ossa, teschi, tibie, vertebre e non solo. Ciò che mi ha più colpito non è stato tanto il numero in sé, davvero sbalorditivo in ogni caso, ma la disposizione dei resti all’interno dell’Ossario. Questi, infatti, non sono semplicemente accatastati ma inseriti in schemi geometrici a formare croci e altre forme, in una sorta di opera d’arte che non può che lasciare stupefatti. Probabilmente oggi non si può più realizzare qualcosa di simile, ma i gusti dei nostri antenati seicenteschi erano ben diversi dai nostri e non si può che rimanere a bocca aperta osservando il lavoro di sistemazione certosino che è stato fatto con queste ossa, sempre mantenendo il rispetto per il defunto: questo perché l’opera può sembrare di per sé esagerata ma, se si osserva da vicino, si nota una cura davvero particolare per ogni resto, piccolo o grande che sia.

Particolare di decorazione sotto alla volta

Particolare di decorazione sotto alla volta

L’atmosfera è sicuramente tetra e anche un po’ triste ma poi… Si alza lo sguardo e si nota la decorazione così vivida della volta, in netto contrasto con ciò che abbiamo avuto sotto gli occhi fino ad adesso: e subito, osservando quegli angeli dal basso, mi viene in mente Tiepolo dato che il Ricci è stato suo Maestro (e si nota, credetemi) e non posso non rimanere folgorata dalla magnificenza dell’affresco che rende ancor più unico il luogo.

Qualcuno si raccoglie in preghiera, altri fotografano e commentano: nonostante il via vai quasi costante non si percepisce un disturbo particolare, anzi c’è molto rispetto. Si tratta pur sempre di un luogo di culto ed è giusto rispettare le esigenze di tutti.

Resti custoditi nell'Ossario

Resti custoditi nell’Ossario

Terminata la visita ho poi immortalato la piccola chiesa: sobria ma interessante, con una struttura ottagonale ben visibile al suo interno e con opere di indubbio valore esposte. Pensare poi al putridarium e alle pratiche dei confratelli non può che instillare in me una voglia di vivere incontenibile e la gioia mi ha pervaso: un luogo come questo, così particolare, così unico, non poteva che trovarsi a Milano, nella mia amatissima Milano. La voglia di scoprire altre sue meraviglie è diventata contagiosa e così, terminata la visita, io e mio padre ci siamo ripromessi di tornare prestissimo in quel di Milàn e, credetemi, lo abbiamo fatto ancora, ancora e ancora.

La Chiesa di San Bernardino alle Ossa e il suo Ossario costituiscono uno dei complessi religiosi più interessanti di tutto il capoluogo lombardo: qui storia, arte e fede si fondono creando un mix tra tetro e religioso davvero ineguagliabile. Ti è piaciuto questo articolo?

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    20 Gennaio 2024

    Anche a Monopoli ho avuto modo di vedere una chiesa decorata da teschi, molto inquietante, ma carica di mistero e leggende. Al suo interno custodisce anche alcune mummie, dalla storia molto particolare. Se sei amante del genere come me ti consiglio di farci un salto!

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  • 20 Gennaio 2024

    Con questi tuoi articoli mi stai facendo venire voglia di organizzare una vacanza a Milano per scoprire tutti questi luoghi che mi stai facendo conoscere, tu continua che io mi segno tutto!

    rispondi
  • Libera
    21 Gennaio 2024

    Ho sentito molto parlare di questa chiesa ma non sono ancora riuscita a visitarla. Tuttavia, l’ossario di Solferino non è meno tetro, se ti piace il genere

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  • 21 Gennaio 2024

    Va bene, lo ammetto: per San Bernardino alle Ossa potrei pure fare un giro a Milano!
    Al contrario di te, sono una fan degli ossari e anche se non ne ho ancora trovato uno più bello di quello di Sedlec (per quanto riguarda la disposizione delle ossa, non per il contesto) la mia ricerca continua…
    Per quanto riguarda i siti che indicano stranezze da visitare io sono addicted a Atlas Obscura. Se non lo conosci te lo consiglio perchè a volte indicizza anche delle vere perle non molto note, sia italiane che estere.

    rispondi
  • 21 Gennaio 2024

    Un luogo ricco di grande storia e simbolismo la Chiesa di San Bernardino alle Ossa di Milano! La ho visitata un bel po’ di tempo fa e merita .

    rispondi
  • 23 Gennaio 2024

    Condivido il tuo amore passionale per Milano soprattutto quando non ci devo andare a lavorare. Sarò passata un milione di volte davanti alla chiesa di San Bernardino alle ossa e non ci sono mai entrata. Grazie per il tuo racconto, mi hai incuriosito e stai sicura che ci andrò presto

    rispondi
  • 23 Gennaio 2024

    Questa davvero non l’avevo mai sentita nominare prima. Premetto che conosco poco Milano, conosco le sue principali attrazioni almeno di nome. Mi riprometto di andare a visitare questa chiesa perchè il suo ossario mi incuriosisce davvero molto!

    rispondi
  • 24 Gennaio 2024

    Da milanese ci sono stata molte volte e molte volte ci ho portato amici in visita a Milano. È sicuramente una destinazione che non lascia indifferenti!

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  • 25 Gennaio 2024

    Ho abitato dieci anni a Milano e la Chiesa di san Bernardino non è mai mancata tra i consigli di visita per i turisti! 🙂 davvero perfetta e spirituale nella sua inquietudine, ti fa riflettere sul significato di vita e morte

    rispondi
  • 2 Febbraio 2024

    L’ho visitato quando sono stata a Milano circa un anno fa! Davvero impressionante, in effetti! è un luogo che allo stesso tempo attrae, perché è indubbiamente un luogo molto curioso, ma al tempo stesso è estremamente repellente. Io sul blog l’ho inserito all’interno di un post dedicato alla Milano horror 😀

    rispondi
  • zeldakyo
    12 Marzo 2024

    Ammetto che è uno dei posti che bramo davvero tanto di Milano, ma ogni volta che sono lì non riesco mai a visitarla! Sono sempre di corsa!

    rispondi

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