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I luoghi della Storia: il Castello e il borgo di Nazzano

Si sa, l’Oltrepò Pavese sa regalare davvero tante emozioni: chi non conosce la splendida cittadina di Varzi, o Fortunago? (leggi qui il mio articolo) E ancora Broni, con le sua cantine vinicole e Voghera, dalla sua storia antica. Ma l’Oltrepò è anche conosciuto per i suoi bellissimi castelli e per i suoi borghi nascosti, come quello di Zavattarello (leggi qui il mio articolo) o quello di Montesegale (leggi qui il mio articolo). C’è poi un piccolissimo borghetto, quasi sconosciuto, che fa parte del comune di Rivanazzano Terme, sulle prime alture: si tratta di Nazzano, minuscolo centro abitato che ospita un castello molto interessante. Scopritelo con me, leggendo la sua storia in questo articolo.

Nazzano

Il Castello di Nazzano è di sicuro molto suggestivo, sia per le sue dubbie origini che per l’imponenza: non si sa per certo quando fu costruito, probabilmente nel XI secolo dalla famiglia Malaspina, anche se molti storici sono concordi sul fatto che ci fosse già una fortificazione precedente risalente prima dell’anno Mille (caratteristica comune di molti castelli e forti).

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Ciò che è certo, è che il Castello fu eretto per dominare la vallata. Nel corso dei secoli è passato di mano molte volte, subendo rimaneggiamenti come per mano dei conti pavesi Mezzabarba, che nel 1613 lo convertirono da fortezza a maniero gentilizio. Nel 1712 il Castello cambiò di nuovo proprietari, passano ai marchesi Rovereto che lo rimodernarono e lo resero simile a come lo possiamo ammirare oggi. Nel 1905, sempre i Rovereto ristrutturarono di nuovo il forte donandogli l’aspetto che vediamo oggi e adibendolo ad abitazione privata.

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Il Castello è completamente costruito in pietro e ospita una cappella e ben 40 stanze,

Il ricetto fortificato era la sede di una delle principali scuole di guerra di tutta l’Europa, fondata da Jacopo Dal Verme.

Oggi il Castello sovrasta ancora quelle magnifiche colline che i Malaspina, i Mezzabarba e i Rovereto ammiravano da queste alture. Oltre al Castello, degno di nota è di sicuro il borghetto, ancora quasi interamente in pietra e dal sapore antico. Tra queste casette si trova anche la Villa San Pietro, di proprietà privata della famiglia Gambaro, che ospita un meraviglioso giardino all’italiana.

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Da brava Vagabonda, non ho potuto fare a meno di visitare questo luogo così ricco di storia, ma che purtroppo, devo sottolineare, non è così ben valorizzato: iniziando dalla cartellonistica, si trova solo un indicazione che dalla strada statale di Rivanazzano indica la presenza del Castello: relativamente poco per una località che merita di sicuro una visita. Il borgo, tuttavia, è abbastanza solitario e anche un pochino desolato in quanto le abitazioni che vi si trovano sono quasi tutte seconde case e i due complessi più interessanti, il Castello e la Villa San Pietro, sono chiusi al pubblico a meno di eventi particolari (più unici che rari). Questo mi sconforta molto perchè si perde una bella occasione per far conoscere la storia e le bellezze di questo territorio, ma purtroppo questa problematica è nota per quasi tutti i Castelli del pavese. Chissà che un giorno, qualche proprietario lungimirante non decida di aprire al pubblico per far conoscere questi tesori, finalmente estratti dal loro forziere.

I luoghi della Storia: l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Con questa primavera arrivata in netto anticipo, posso finalmente tornare ad esplorare le zone del mio caro e amato Oltrepò Pavese. Molti sono i luoghi da visitare e altrettanti sono gli articoli da scrivere. Cominciamo dunque un nuovo viaggio e un nuovo anno alla scoperta di questo interessante e peculiare territorio, partendo da un luogo molto conosciuto e apprezzato: l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio.

Sant'Alberto

L’Eremo di Sant’Alberto di Butrio si trova in provincia di Pavia, in frazione Abbadia Sant’Alberto, facente parte del comune di Ponte Nizza, a 687 s.l.m.

L’Eremo porta il nome del suo costruttore, Sant’Alberto, che nel 1030 decise di lasciare la vita civile per isolarsi e andare ad abitare nella vicina valletta del Borrione. Dopo aver guarito miracolosamente un figlio muto del marchese Casasco, questi, come segno di riconoscenza, gli edificò una chiesa romanica e a Sant’Alberto si unirono altri seguaci, costituendo una comunità di eremiti che costruirono il monastero, di cui oggi rimane solamente una piccola ala: il chiostrino ed il pozzo. Negli anni seguenti, l’Eremo assunse notevole importanza per i fedeli e Sant’Alberto rimane qui come abate fino alla sua morte, avvenuta nel 1073. L’importanza di questo luogo continuò a crescere, tanto da divenire un centro spirituale di una vastissima zona, nonchè rifugio del re d’Inghilterra Edoardo II Plantageneto: un documento del 1877 attesta che il re qui morì e fu sepolto inizialmente proprio in questo Eremo. Si ritiene, inoltre, che qui vi abbiano soggiornato anche Federico Barbarossa e Dante Alighieri.

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L’accesso all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Verso la metà del XV secolo, l’eremo incominciò il periodo di decadenza.

Nel 1543 gli ultimi monaci lasciarono l’eremo per trasferirsi nell’Abbazia di San Pietro di Breme. Vi rimase solo un sacerdote addetto alla cura delle anime. Seguirono tre secoli di quasi abbandono totale, durante i quali il monastero e parte della torre furono distrutti.

Solo nel 1900, anno in cui avvenne la riesumazione dei resti di Sant’Alberto, il monastero riprese vita, sotto la direzione di don Orione.
Nel 1921 gli Eremiti della Divina Provvidenza ripopolarono l’Eremo e tra di essi ce ne fu uno che ancora oggi viene ricordato con molta devozione, grazie alla sua vita riconosciuta per santità, penitenza e preghiera: frate Ave Maria. Durante la visita, potrete anche vedere la stanza e gli effetti personali di questa particolare personalità, considerato un pilastro di questo luogo sacro.
L’Eremo oggi è aperto al pubblico e organizza numerose attività per i fedeli ed i pellegrini.

 

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L’Eremo è uno dei luoghi più amati dell’Oltrepò Pavese e forse uno dei più conosciuto vista la sua fama che, certe volte, proprio lo precede. Lasciata l’auto proprio davanti all’edificio, ci si trova davanti ad un luogo mistico e sacro, silenzioso e accogliente. L’interno della piccola chiesa parrocchiale di Santa Maria ricorda quelle antiche pievi di campagna che ricorrono in romanzi e racconti. Io non sono credente, ma non disdegno la visita a questi luoghi per apprendere la loro storia e ammirare le loro bellezze artistiche e architettoniche.
Questo luogo sacro può essere visitato per intero e ancora oggi si può osservare l’antico edificio costituito dal chiostrino e dal pozzo: penso che proprio queste parti siano le più suggestive e belle. Affianco al pozzo si trovano alcune panchine dove poter riposare e godersi una meravigliosa vista sulla vallata circostante, meditando o pensando.
L’Eremo di Sant’Alberto è proprio un luogo di pace, di tranquillità e di solitudine, non vista come una pena ma come un’occasione per ritrovare, nel silenzio, il contatto con la propria spiritualità.

 

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Personalmente trovo che questo luogo sia uno dei più apprezzabili del nostro territorio e vale la pena una visita, soprattutto d’inverno, quando il flusso turistico non è ancora al suo apice, ma anzi si può visitare senza calca e con tranquillità. Non ho avuto occasione di poter visitare le Grotte di Sant’Alberto, non molto distanti dall’Eremo, ma questa sarà una buona occasione per tornarvi per ammirare le bellezze di questo favoloso luogo!
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Veduta dell’Eremo

I luoghi della storia: Castel Lueghi

Negli ultimi anni mi è capitato più volte di visitare la Slovenia, sia in ambito universitario (e quindi prettamente naturalistico) che per svago. Avendo visitato quasi tutte le mete più “turistiche”, ho deciso di fare tappa anche ad un famoso castello: Castel Lueghi.

 

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Castel Lueghi

 

Il Castello risale al XIII secolo e da sempre conserva la fama di “fortezza inespugnabile” in quanto situato all’interno di una grotta carsica su una parete di roccia alta 123 metri. La rocca è la più grande costruita in una grotta, tanto che è stata inserita nel Guinness dei primati proprio per questa sua peculiarità.

 

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Veduta del Castello

 

Il Castello ha visto il suo massimo spledore durante la vita del Cavaliere Erasmo, tanto che si parla proprio di “Periodo di Erasmo”: ancora oggi, a luglio, si tiene la giostra di Erasmo dove avvengono vari tornei e dove il villaggio adiacente e gli abitanti si travestono con abiti medievali.

Ma chi era questo Erasmo? Scopriamolo insieme.

Erasmo Lueger (o di Lueg) era un signorotto del luogo che divenne barone nel 1478. Il baronetto era solito compiere scorrerie e scorribande in paesi e borghi non lontani da Lueghi e, per non farsi catturare, si nascondeva proprio nel suo castello. Il sovrano, Federico III d’Asburgo, naturalmente non era a conoscenza di queste sue malefatte e all’inizio questo cavaliere misterioso, che donava parte del bottino ai suoi sudditi o agli indigente, divenne il “Robin Hood sloveno”. Grazie ad un cunicolo che collegava il maniero al fiume Vipacco, Erasmo poteva nascondersi e conservare i viveri per un possibile assedio che difatti poi avvenne, una volta scoperte le sue attività tutt’altro che lecite. L’assedio durò per parecchio tempo data l’inespugnabilità della roccaforte e grazie al cunicolo che permetteva i rifornimenti provenienti dall’altra parte della montagna. Soltanto grazie al tradimento di un servo erasmo venne ucciso: il servitore rivelò la posizione della camera da letto (o secondo alcuni storici, del bagno) dove Erasmo era solito sostare ad una certa ora del giorno e così un colpo di canone ben assestato colpì la stanza ed Erasmo dentro di essa.

 

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Una delle stanze del Castello

 

La storia romantica di Erasmo attira ancora oggi moltissimi visitatori che vengono incuriositi per vedere le stanze del bandito sloveno, magari dopo un giro alle grotte di Postumia, come io stessa ho fatto. Il Castello è diventato famoso anche perchè è stato il set cinematografico del film Armour of God, del 1986, che vede il famoso attore Jackie Chan come protagonista.

 

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Veduta dal Castello

 

Gli amanti del genere fantasy saranno contenti di sapere che il celebre scrittore George R.R. Martin ha visitato il Castello nel 2011 per trarre ispirazione per le sue opere: chissà che qualche sua rocca in “Game of Thrones” non sia ispirata proprio a questo magico e romantico castello!

Se volete ammirare un luogo suggestivo e ricco di fascino, visitate sicuramente Castel Lueghi.

 

 

 

 

 

I luoghi della storia: Il Castello ed il Borgo di Grazzano Visconti

Come sapete, mi trovo spesso a gironzolare tra castelli e borghi medievali. Il territorio pavese e quello piacentino offrono parecchi luoghi interessanti e curiosi che valgono sicuramente una visita almeno una volta nella vita. Più di una volta ho visitato un borgo a me molto caro: quello di Grazzano Visconti (Pc).

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Veduta del centro di Grazzano Visconti

Grazzano Visconti è un fortilizio situato nel comune di Vigolzone, in provincia di Piacenza. Fu costruito nel 1395 da Giovanni Anguissola per risiedervi con la moglie Beatrice Visconti, sorella di Gian Galeazzo Visconti. Rimase proprietà della famiglia Anguissola fino alla morte senza eredi del conte Filippo nel 1870 per passare alla moglie Fanny nata Visconti di Modrone, che ne sono gli attuali proprietari. Il borgo è stato ristrutturato nei primi anni del 900 ma mantiene le caratteristiche medievali di un tempo, conservandone il suo fascino davvero unico. Gli unici edifici ancora storici sono il castello e la Chiesetta di Sant’Anna risalente al XVII secolo.

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Veduta della Corte Antica

Oltre al borgo si trovano il castello ed il parco.

Il castello ha una pianta quadrangolare con quattro torri sui quattro angoli ed è edificato in pietra e laterizio. L’ingrezzo era consentito da un ponte levatoio di cui oggi rimangono solo le tracce. Il fossato invece è ancora presente.

Il grande parco circonda il maniero e misura circa 150.000 m2: aperto solo in determinati periodi dell’anno, ospita la chiesetta, lo studio del Duca, il belvedere, un giardino all’italiana e il labirinto (non può di certo mancare in una residenza nobiliare!). Inoltre, degni di nota, sono i numerosi alberi secolari che vi dimorano, bellezze tutte da preservare e da ammirare con immenso rispetto.

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Ogni anno, il borgo di Grazzano Visconti ospita eventi legati al cosplay, come il Narsilion Fantasy Festival, rievocazioni storiche, mercatini di vario genere (come quello di Natale) e molti altri eventi.

All’interno del borgo ci sono numerose botteghe artigiane, locande e ristoranti che servono piatti tipici della cucina piacentina (immancabile lo gnocco fritto e la squisita coppa di queste zone). Si possono dunque acquistare oggetti battuti in ferro, giocattoli, gadget e souvenir legati alla storia e alle tradizioni di questo fortificato piacentino. Oltre a tutti questi divertimenti, da vedere assolutamente è il museo degli attrezzi agricoli, sotto il porticato della corte vecchia: trattori, aratri e strumenti agricoli raccontano passo passo la storia di un territorio ancora fortemente legato all’agricoltura.

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Visitarlo mi mette sempre di buon uomore ed è sempre l’occasione per scoprire qualche suo nuvo angolo nascosto, tra le mote viuzze che lo caratterizzano. Un tuffo nel passato, tra draghi e streghette che non dispiace mai.

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La statua di Aloisa, la mascotte di Grazzano Visconti

I luoghi della storia: il Castello di Montesegale

Durante le giornate del FAI di Primavera si riscoprono luoghi forse un po’ dimenticati, ma che attirano sempre molti appassionati di viaggi e di storia. E’ il caso del Castello di Montesegale, famoso in tutto l’Oltrepo e non solo.

Montesegale era, dal XI secolo, sotto la signoria del Vescovo di Tortona e fu sottoposto al dominio pavese nel 1219 da Federico II di Svevia. Succesivamente, il comune fu infeudato dai conti palatini di Lomello, del ramo di Gambarana, e la loro signoria durò, salvo qualche breve interruzione, fino alla fine del feudalesimo (1797).

Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1859 alla provincia di Pavia.

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Il Castello di Montesegale deve il suo aspetto alla Signoria dei Gambarana, che lo resero un punto strategico militare. Questa dimora fu teatro di numerose dispute e battaglie, che videro, quasi sempre, i Gambarana trionfare.

L’edificio, attorniato dal giardino, si trova a destra del Comune di Montesegale (Piazza ai caduti di Nassiriya). Entrati tramite il portone, si apre il cortile rustico che mette in risalto gli edifici in mattone e pietra a vista dell’ala più antica: questi edifici sono prospicenti ad una salita che conduce alla spianata superiore. All’interno del complesso si può ritrovare un piccolissimo borghetto, con un pozzo e scantinati con archinvolti.

La parte più antica è quella posta verso il mezzogiorno e la fortezza è situata sulla sinistra orografica del torrente Ardivestra.

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All’interno del castello, è ospitato un piccolo museo di arte contemporanea che organizza numerosi eventi, soprattutto per far conoscere nuovi artisti emergenti.

Oggi il Castello è proprietà della famiglia Jannuzzelli e non è visitabile se non in occasione di eventi specifici, come le Giornate di Primavera del FAI.

Purtroppo non sono consentite fotografie all’interno del Castello quindi vi propongo soltanto quelle dell’esterno.

Un luogo poco conosciuto tra le nostre colline, ma sicuramente da visitare quando è possibile, purtroppo soltanto alcuni giorni l’anno, data la sua natura di abitazione privata.

I luoghi della storia: il Castello di Heidelberg

Il Castello di Heidelberg è uno dei simboli della città, un classico per chi visita questa perla sul Neckar.

Raggiungibile sia a piedi (circa 20 minuti in salita) sia tramite la funicolare a pagamento, il Castello dai mattoni rossi è un luogo suggestivo e ricco di fascino.

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Quello che si definisce Schloß, in realtà sono le rovine del Castello stesso, ciò che rimane dopo la Guerra dei Trent’anni e la guerra del 1689: il maniero fu infatti distrutto dai Francesi e degli interni rimane molto poco. Ciò che possiamo osservare sono gli ampliamenti dell’edificio gotico del XIII secolo.

Il Castello è stato costruito intorno al 1300 come fortezza difensiva, tipica funzione dei castelli medievali; l’edificio più antico e ancora oggi osservabile è il Palazzo di Ruprecht (Roberto) che conserva al suo interno un elegante camino rinascimentale. Il Palazzo di Ottheinrich è il primo palazzo tedesco che presenta sfarzose facciate (oggi conserva il Museo della Farmacia, leggi questo articolo per approfondire questo museo) ed è considerato un dei maggiori esponenti dell’arte rinascimentale tedesca, mentre l’edificio meglio conservato è sicuramente il Palazzo di Friedrich sulla cui facciata è presenta la galleria degli antenati dei principi.

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Dopo la distruzione, il Castello è stato restaurato solo in parte ma forse è proprio questa sua caratteristica che lo rende unico ed inimitabile.

Lo Schloß è completato da un bellissimo giardino, fatto costruire da Friedrich V: i grandi prati e la maestosa fontana centrale incorniciano piacevolmente questo meraviglioso castello.

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Sia che si giunga a piedi o tramite la funivia, si rimane senza parole ad osservare la magnificenza delle mura e l’atmosfera tra il gotico ed il medievale che si respira.

Il castello è reso un luogo turistico grazie alle visite guidate e per la presenza di un piccolo bar dove si può tranquillamente pranzare prima della visita. Ma il catsello non è amato soltanto dai visitatori che da ogni parte d’Europa giungono per ammirarlo, ma anche dagli abitanti di Heidelberg che si fermano, come ho fatto io, anche per un bel pomeriggio intero per fare un pic-nic o per leggere un piacevole libro.

Le numerose panchine permettono di riposarsi e di ammirare la città vista dall’alto, con una delle più belle vedute di tutta Heidelberg.