Archivi tag: Emilia Romagna

Diario di viaggio: Romagna, San Marino, Marche

Questo è un Diario di Viaggio un po’ particolare, il primo che riguarda un viaggio del 2020. Questo viaggio, scelto un po’ per caso e un po’ per curiosità, è capitato forse in un momento davvero particolare e un po’ sfortunato perchè si è svolto all’inizio dell’emergenza per il famoso COVID – 19, o Coronavirus. Voglio però dare una rassicurazione: quando abbiamo effettuato questo viaggio io e Gabriele non provenivamo dalla zona rossa, i casi erano ancora circoscritti e non si erano adottate misure restrittive se non la chiusura dei musei e la sospensione delle attività fieristiche. Nessuno di certo si poteva immaginare che il tutto degenerasse così velocemente.

Spero comunque che questo Diario di Viaggio riesca a tenervi compagnia e vi faccia distrarre da questo antipatico periodo.

Dopo questa triste premessa partiamo con il racconto di questo intrigante viaggio che ha toccato lo Stato di San Marino e due regioni ricchissime di storia e di paesaggi mozzafiato: l’Emilia Romagna e le Marche. Siamo partiti il 27 febbraio in una limpida giornata di metà inverno, pieni di speranze su quello che avremmo visto: c’erano i tanti castelli, Rimini, San Marino e la sua leggendaria storia, e chissà quanto potevamo visitare!

Diario di viaggio Romagna - San Marino - Marche

La prima tappa di questo tour ha toccato la Romagna, una terra che “non fu mai senza guerra ne’ cor de’ suoi tiranni (Inferno, Canto XXVII)”, dominata da numerose dinastie tra cui quella dei Malatesta, dei Montefeltro, degli Ordelaffi, degli Sforza e infine resa docile dal Valentino che qui ha violentemente picchiato la sua scure decidendo la fine di rivalità e contese. Una terra arrabbiata ma tremendamente orgogliosa, ricca di uomini litigiosi e fieri e oggi incredibilmente accogliente. La Romagna in realtà la conosco bene per quanto riguarda le sue coste e le sue spiagge: per più di 12 anni sono stata sua ospite ed essa mi ha cullato e viziato. La Romagna, ubriaca di vita e affamata di gloria. Semplicemente una terra da vivere.

Dopo circa tre ore di auto siamo giunti presso la nostra struttura ricettiva, il Guest House la Fattoria: Clemente, il cordiale proprietario, ci ha assicurato il nostro appartamento nonostante l’inizio delle problematiche legate all’epidemia e ci ha accolto presso il nostro alloggio con un pensiero più che gradito! Per tutta la durata del soggiorno si è assicurato che tutto procedesse per il meglio: un vero padrone di casa insomma, che non ci ha mai fatto sentire soli nonostante il periodo davvero particolare.

IMG-20200227-WA0005
Un pensiero più che gradito!

L’appartamento, grande il giusto e dotato di tutto il necessario, è immerso nelle verdi campagne di Santarcangelo di Romagna ed è vicino sia alla città di Santarcangelo che al centro commerciale Romagna Shopping Valley (per ogni necessità). Sistemata la valigia ci siamo subito diretti verso Santarcangelo, curiosi di scoprire questa cittadella medioevale di cui tanto ho sentito parlare durante la mia infanzia e adolescenza: da piccola infatti andavo al mare tutti gli anni a Bellaria e la radio della spiaggia trasmetteva sempre la pubblicità di questo borgo. In quel periodo non ci fu mai occasione vera per andarci ma finalmente ora potevo vederlo con i miei occhi. Avevo preso precedenti accordi con lo IAT di Santarcangelo ma, vista l’emergenza, tutte le attività concordate con il gentile staff sono saltate: vediamo il lato positivo, questo è un motivo in più per tornare in questi straordinari luoghi!

Santarcangelo di Romagna è una città di modeste dimensioni che fa parte della Provincia di Rimini, bagnata dai fiumi Uso e Marecchia e situata sul colle Giove, alto circa 90 metri s.l.m.

Durante l’epoca romana da Santarcangelo passava la via Emilia, che collegava Ariminum (Rimini) con Placentia (Piacenza) per poi continuare, grazie a un prolungamento successivo, fino a Milano (Mediolanum). Il paese fu dominato dal XIII secolo dai conti Ballacchi che vennero poi spodestati dai Malatesta di Rimini, nel XV secolo. I Malatesta presero anche possesso del Castello (rinominato tuttora Rocca Malatestiana), risalente alla fine del IX secolo. Dopo molte battaglie il castello e Santarcangelo finirono sotto il dominio della famiglia Da Montefeltro provenienti dalle Marche (leggete qui il mio articolo su Urbino) nel 1462 per poi passare nuovamente sotto i Malatesta. Abbandonata dalla famiglia riminese, la Rocca passò ai Veneziani che la cedettero alla Santa Sede nel 1505. Nel 1903 fu acquistata dai Conti Rasponi dai quali, per eredità, è giunta ai conti Spalletti e quindi ai Colonna di Paliano che ne sono tuttora proprietari. La sua attuale destinazione a sede dell’Associazione Sigismondo Malatesta che si occpua della sua valorizzazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Un luogo legato dunque alle vicende del suo castello e alle numerose guerre e faide tra le famiglie nobiliari del Centro Italia.

Arrivati a Santarcangelo visitiamo subito la centralissima Piazza Ganganelli in cui spiccano immediatamente l’arco dedicato a Lorenzo Ganganelli (divenuto Papa Clemente XIV) del 1777 e il monumento ai caduti di Bernardino Boifava del 1925. In questa piazza ha sede il Municipio e la sua caratteristica principale è la presenza di ampi portici che mi ricordano un po’ quelli di Bologna. La piazza è il luogo nevralgico della vita degli abitanti di Santarcangelo: bambini in festa, famiglie e dolci amanti passeggiano lungo il suo perimetro e ammirano il maestoso arco: questo è conosciuto come “Arco dei cornuti” in quanto una tradizione vuole che il giorno di San Martino, l’11 di novembre, si fissino in occasione di questa festa delle corna sotto l’arco e se passando sotto ad esse queste si muovono vuol dire che “iddu è curnutu” (per dirla alla siciliana). Una simpatica tradizione direi!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dopo aver scattato qualche foto alla splendida piazza il nostro stomaco comincia a farsi sentire: in effetti è quasi l’una e prima di visitare il borgo una bella mangiata ci vuole! Volendo pranzare in centro l’occhio ci cadde su un luogo assai particolare: il Ristorante Ferramenta. Intrigati dal menu siamo subito entrati e davanti agli occhi ci si è aperto un mondo: un negozio di ferramenta trasformato in splendida trattoria, con ancora gli attrezzi del mestiere ma inseriti nel contesto con gusto e maestria. Un luogo così non si trova di certo tutti i giorni!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Entusiasti e galvanizzati ordiniamo subito del buon cibo: io mi lancio su un primo e precisamente su di un piatto di strozzapreti al ragù rosa mentre Gabriele si butta su una pizza in teglia crudo e burrata: presentazione ottima, cibo delizioso, atmosfera da favola! Per ultimo non poteva mancare il dolce: una deliziosa coppa con crema di mascarpone di loro produzione e scaglie di cioccolato.

Rotolanti e con un chilo in più acquisito solo grazie alla crema al mascarpone, ci apprestiamo ad uscire da questo paradiso culinario per visitare la bella Santarcangelo.

Tra le viuzze si respira un’aria fresca con il profumo di storia, sembra che il tempo qui si sia fermato: i colori tenui e le architetture in mattoni la fanno da padrone. Ma Santarcangelo non è affatto assopita nel passato, anzi! Numerosi sono i cantieri per la ristrutturazione delle case, segno di una comunità viva e in fermento. Salendo lungo le vie arriviamo alla Rocca Malatestiana che non possiamo visitare a causa della chiusura precauzionale (così come tutti i musei e le rocche che incontreremo in questo viaggio): ci accontentiamo di scattare qualche foto e poi ci dirigiamo verso il cosiddetto Campanone, la torre simbolo di Santarcangelo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Campanone fu costruito nel 1893, alto 25 metri, in stile neogotico con merlatura in alto ed è coronato dall’immagine di San Michele Arcangelo in ferro battuto a mano indicante la direzione del vento. Ancor oggi indica l’ora esatta agli abitanti della città con i suoi tipici rintocchi di campana.

Questo slideshow richiede JavaScript.

In questa parte della città i vicoli sono silenziosi e solo un gatto solitario ci accompagna in questo tour verso una cittadina che tanto ha da offrire.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dopo aver scattato le ultime fotografie decidiamo di prendere l’auto e di spostarci verso San Leo per scoprire il suo borgo medioevale.

Dirigendoci in auto verso questa meta non possiamo fare a meno di osservare i numerosi castelli e le rocche che si affacciano sugli aspri colli romagnoli: Verucchio, Torriana e in lontananza San Marino, sono ben visibili e ci attirano come una calamita. Non ci stupisce che siano così in gran numero e che ogni paese quasi ne possieda uno, dato il susseguirsi di pasaggi di mano nella storia di questo territorio, date le faide e le numerose lotte che qui si sono concretizzate. Oggi, di quel passato sanguinoso ci rimane la straordinaria bellezza di questi fortilizi: Donna Vagabonda secondo voi poteva rimanere impassibile davanti a cotanta bellezza? OVVIAMENTE NO!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dunque stiamo raggiungendo San Leo e il cielo limpido si tramuta in minaccioso e cupo, quasi a non volere il nostro arrivo. Le temperature si abbassano brusamente e da 13 gradi passiamo a 4, un vento sferzante lambisce il nostro mezzo e da dietro le colline fa capolino la neve: tutto un altro ambiente, un altro mondo! Eppure siamo sempre in Romagna e ancora una volta questa regione ci lascia stupefatti per le sue numerose e variegate sfaccettature. Giunti a San Leo notiamo come in giro non ci sia anima viva se non un’altra coppia di viaggiatori che come noi ha voluto venire qui (un pensiero ci salta in mente e ci dice “perchè questa idea?! Tornate a Santarcangelo!“). Eppure la voglia di scoprire e di vedere è più forte anche del vento ululante (che me la farà pagare regalandomi ben 5 herpes labbiali nei giorni successivi) e così ci dirigiamo verso l’incantevole centro storico, bandiera arancione per il Touring Club e facente parte del circuito dei “Borghi più belli”.

Sanleo_6
Il Borgo e la Rocca di San Leo

San Leo sorge sul colle del Montefeltro e il suo antico nome è proprio Mons Feretrius, tradizionalmente legato ad un importante insediamento romano, sorto intorno ad un tempio consacrato a Giove Feretrio. Il colle era comunque già abitato in epoca preromanica.

A partire dal IX-X secolo l’abitato acquisisce il nome dall’eremita Leo (diventato poi santo), che qui giunse dalla Dalmazia assieme a Marino e portò qui il cristianesimo che si propagò veolcemente. Leone è considerato, per tradizione, il primo Vescovo di Montefeltro e dal suo arrivo in poi San Leo diventa la capitale della zona del Montefeltro.

San Leo è stata capitale del Regno Italico di Berengario II, il quale fu sconfitto a Pavia nel 961.

Il centro fu dominio dei conti di Montecopiolo, dei Da Montefeltro (dall’antico nome di San Leo), dei Malatesta, dei Medici, conteso con i Della Rovere, fino al passaggio sotto lo stato pontificio nel 1631. Fu luogo di passaggio di San Francesco nel 1213, di Dante nel 1306, prigione di Felice Orsini e dell’alchimista Cagliostro. San Leo è appartenuta alla regione Marche fino al 15 agosto del 2009 quando ne è stato distaccato congiuntamente ad altri sei comuni dell’Alta Valmarecchia in attuazione dell’esito di un referendum svolto il 17 e 18 dicembre 2006.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il centro del borgo conserva con straordinaria cura gli edifici romanici, la Pieve, la Cattedrale e la Torre Camapanaria mentre i palazzi sono stati rimaneggiati durante l’epica rinascimentale. Spicca su tutto la fortezza di San Leo, posta in posizione dominante rispetto all’abitato: il forte che vediamo oggi è stato edificato dall’ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini sui resti di un forte già esistente dall’epoca romana.

Nel 1502 Cesare Borgia, con il sostegno di papa Alessandro VI, si impadronì della fortezza. Alla morte del pontefice, nel 1503, Guidobaldo da Montefeltro riprese il possesso dei suoi domini. Nel 1516 le truppe fiorentine, sostenute questa volta da Leone X e guidate da Antonio Ricasoli penetrarono nella città e requisirono il forte.

Sino alla devoluzione allo Stato Pontificio del ducato di Urbino, nel 1631, San Leo appartenne dal 1527 ai Della Rovere. Con il nuovo possesso la destinazione dell’edificio passò da rocca a carcere, le cui celle erano ricavate negli alloggi dei militari. Fra i reclusi che vi furono imprigionati spiccano i nomi di Felice Orsini e dell’avventuriero palermitano Cagliostro. Nel 1906 la fortezza cessò di essere un carcere e per otto anni, fino al 1914, ospitò una “compagnia di disciplina”. Attualmente gli ambienti della fortezza ospitano un museo d’armi e una pinacoteca.

Purtroppo a causa delle disposizioni regionali in merito al Covid non siamo riusciti a visitare la rocca o altri edifici della città ma il borgo, nonostante tutto, ci ha impressionato per la sua bellezza e la sua atmosfera. Sarà stato anche il maltempo ma qui abbiamo respirato davvero un’aria antica e la visita, seppur breve, ci ha conquistato. Dopo aver scattato qualche fotografia siamo dovuti scendere per tornare alla nostra base, a causa di una pioggia che ci stava più che minacciando e per via delle temperature infelici. Nonostante ciò abbiamo commentato la nostra breve permanenza durante il viaggio di ritorno.

Stanchi ma soddisfatti siamo rientrati al nostro accogliente appartamento e ci siamo goduti una cenetta fatta in casa: le membra erano stanche e, in previsione della giornata seguente, avevamo bisogno di riposare.

Il primo giorno così si è concluso, con me sempre più innamorata della Romagna e con Gabriele sempre più curioso di scoprire luoghi nuovi.

Se vi è piaciuto il primo giorno, scoprite la pianificazione di questo viaggio clicccando qui.

consigli

Cosa vedere e fotografare: l’entroterra riminese è ricco di castelli, rocche e fortilizi che si possono visitare e/o fotografare dall’esterno. Fissate una base e partite per un bel viaggio on the road alla scoperta di questi luoghi così suggestivi!

Contatti utili: se vi interessa approfondire la storia di questi luoghi recatevi o scrivete allo IAT di Santarcangelo di Romagna e allo IAT di San Leo.

Guide Vagabonde: Se volete conoscere la storia o siete incuriositi dalle leggende che qui si sono ambientate vi consiglio di leggere tre libri:

  • Rocce e Castelli dell’Emilia Romagna di Marcello Cigognani
  • Castelli, dimore storiche e rocche dell’Emilia Romagna di Daniela Piccinini e Fabio Raffaelli
  • Castelli e fortificazioni del riminese Ediz. illustrata di Elisa Tosi Brandi

Pianificazione del viaggio: Santarcangelo di Romagna e San Marino

Quando si pensa al Carnevale si pensa naturalmente a mete come Viareggio o Venezia, o ancora a Mentone. Siccome, come al solito, vado controcorrente, ho deciso di trascorrere le vacanze di Carnevale in alcuni luoghi dove questa festa non fosse così sentita (soprattutto perchè ho la pausa scolastica durante al Carnevale Ambrosiano e quindi durante un periodo diverso rispetto alle vacanze del Carnevale Romano) anche dopo l’esperienza di Colonia, che mi ha colto deltutto impreparata. Dunque la mia scelta è ricaduta sulla regione dell’Emilia Romagna e sul piccolo Stato di San Marino.

Come ho pianificato questo viaggio? Da dove sono partita? Scopriamolo con questo nuovo articolo della rubrica “Pianificazione del viaggio”.

San Marino_Santarcangelo

 

Santarcangelo di Romagna e San Marino

27 Febbraio 2020 – 1 Marzo 2020

Budget: 350 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio.

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio a San Marino e in Italia in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto di fare questo viaggio: Da piccola, quando trascorrevo le mie vacanze estive a Bellaria e Igea Marina, sentivo la pubblicità radiofonica a proposito di Santarcangelo di Romagna ma non sono mai riuscita a visitare questo piccolo borgo. Così ho colto l’occasione e ho cercato una sistemazione che fosse vicina sia a Santarcangelo che a San Marino: inoltre, Gabriele non è mai stato a San Marino ed io ci sono stata quando ero molto piccola quindi perchè non passare le vacanze di carnevale in questo Stato storico? Cercavamo una meta che non fosse troppo lontana e nemmeno troppo costosa per i nostri piccoli viaggi. La scelta è ricaduta quindi naturalmente su San Marino e su Sant’Arcangelo di Romagna.

La scelta dell’Hotel: come al solito ho consultato il mio portale preferito, Booking: abbiamo cercato un appartamento dove potessimo portare anche i nostri due gattini. Dato che a San Marino non era disponibile nessuna struttura di questo tipo, abbiamo cercato nei dintorni e abbiamo trovato il guesthouse appartamento La Fattoria, non distante né da Santarcangelo né da San Marino.

La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere la mia meta con l’automobile.

Itinerario: Santarcangelo è un piccolo borgo situato nell’entroterra della Provincia di Rimini: la sua anima storica e medievale lo rende una meravigliosa meta turistica. Il viaggio prevede un’intera giornata dedicata a questo borgo. Sicuramente visitermo il Castello, il Museo del Bottone, Piazza Ganganelli e tutto il centro storico. Volgendoci poi a San Marino visiteremo la sua capitale: qui ci concentreremo sugli edifici storici e artistici come Palazzo Pubblico, la Basilica di San Marino, il Museo di Stato, la Cava dei Balestrieri, il Museo delle Armi Antiche, Piazza della Libertà, gli Orti Borghesi, la Parva Domus, Piazza Sant’Agata, il Monte Titano. Se avanzerà tempo visiteremo anche Rimini.

Cosa portare in valigia: in Emilia Romagna e a San Marino il clima sarà come nel resto dell’Italia, quindi sostanzialmente ancora freddo. Porteremo un abbigliamento pesante con golf, pile e magliette a maniche lunghe, che ci permetta di stare all’aperto senza patire troppo. Non è previsto l’uso di abbigliamento tecnico. Non potranno mancare le attrezzature per scattare in notturna, come il cavalletto.

Prima di partire: Mi assicurerò che l’automobile sia pronta per affrontare questo viaggio, attrezzandomi con catene a bordo (già obbligatorie per molti tratti stradali) e spray antigelo. Non mancherò di controllare le previsioni metereologiche, sperando di non trovare maltempo! Ho contattato sia l’ufficio del Turismo IAT – SANTARCANGELO che l’Ufficio del Turismo di San Marino: entrambi con squisita gentilezza mi hanno dedicato alcuni servizi e sarà un piacere per me conoscere delle persone tanto disponibili. Detto ciò, non vedo l’ora di partire!

Le nuove mete 2020: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Come ho fatto per lo scorso anno, voglio anticiparvi i viaggi che ho intenzione di fare del 2020. Purtroppo non tutti i viaggi che ho previsto per quest’anno sono riuscita a farli ma per il 2020 sono più fiduciosa! Questo 2020 mi concentrerò di più sull’Italia e sull’Est Europa, senza tralasciare il classico viaggio on the road in compagnia di mio padre.

Scopriamo insieme le mete del 2020!

nuovemete2020

GENNAIO 2020: Torino

Sono già stata a Torino alcune volte ma per il 2020 ho in mente di visitarla con calma e in più riprese. La prima di queste “tappe” è prevista per gennaio del 2020: sarà un weekend lungo, di tre giorni, dove mi concentrerò sulle attrazioni “classiche” del centro città. Per scoprirle, leggete il mio articolo sulla pianificazione di viaggio di Torino.

Piazza_San_Carlo_2019.jpg
Foto scattata da me durante l’uscita didattica a Torino

FEBBRAIO – MARZO 2019: San Marino e i Borghi della Romagna

Era da un po’ di tempo che volevo visitare San Marino: ci sono stata quando ero molto piccola e devo ammettere di non ricordarla con precisione. Ho deciso di sfruttare le vacanze di Carnevale per fare questo viaggetto low cost e di visitare sia San Marino che qualche borgo della Romagna, come Sant’Arcangelo di Romagna (la mia base di alloggio). Partirò alla scoperta di questi luoghi assieme a Gabriele, mio inseparabile compagno di viaggio.

mark-de-jong-M6ONFyBrnuY-unsplash
Photo by Mark de Jong on Unsplash

APRILE 2020: Atene

Un viaggio che non ho mai fatto è quello alla scoperta della Grecia continentale: in effetti, questo Paese ha davvero tanto da offrire e io non ho visto quasi nulla delle sue meraviglie. Così ho deciso di dedicare le vacanze pasquali per scoprire Atene, la capitale. In molti mi hanno detto essere una città davvero bella, calorosa e colorata. Sia a me che a Gabri l’archeologia intriga anche se non siamo dei veri intenditori: speriamo dunque di approfondire la nostra conoscenza della storia della Grecia e della sua arte attraverso questo viaggio. Le aspettative sono oltremodo alte!

aussieactive-sHDQCcOTD4Y-unsplash
Photo by AussieActive on Unsplash

LUGLIO 2020: Sud Africa ed eSwatini

Purtroppo il programma di visitare il Senegal nel 2019 è dovuto sfumare a causa delle mie precarie condizioni di salute, quindi per questo 2020 (e speriamo sia la volta buona!) vorrei provare a tornare in Africa, questa volta per visitare due Stati del profondo sud, selvaggio e misterioso: il Sud Africa e il piccolo eSwatini (che prima si chiamava Swaziland). Il viaggio sarebbe in compagnia di mio padre: proprio lui mi ha espresso il desiderio di visitare questi due incantevoli Paesi. La preparazione di questo viaggio richiederà particolare attenzione, anche se sarà un viaggio organizzato dal tour operator “Viaggi Avventure nel Mondo”. Non vorrei svelare troppo, spero solo che il 2020 sia l’anno giusto per tornare nel continente che tanto mi ha donato.

matthias-mullie-bUOMCTiUymE-unsplash(1).jpg
Photo by Matthias Mullie on Unsplash

AGOSTO 2020: Val d’Orcia

Per il mio compleanno che, ormai lo sapete, amo festeggiarlo in viaggio, ho deciso di tornare in Toscana dopo tanti anni per visitare la Val d’Orcia e lo squisito entroterra senese. Questo viaggio lo effettuerò con Gabriele che non ha mai visto questi luoghi. Sarà un tuffo nel passato e l’occasione di riscoprire luoghi come Montepulciano, Pienza, Montalcino, San Giovanni d’Asso ed altri paesi della campagna toscana. Tra buon cibo e luoghi favolosi non vedo l’ora di concedermi una settimana in vista del relax e del turismo lento!

luca-micheli-r9RW20TrQ0Y-unsplash.jpg
Photo by Luca Micheli on Unsplash

AGOSTO 2020: Chişinău

Questo viaggio è stato deciso in meno di un’ora: mia mamma aveva letto un articolo sulla Moldavia e ne è rimasta incuriosita. Così, appena mi ha detto che le sarebbe piaciuto visitarla, subito mi sono messa all’opera: in pochi minuti ho controllato la disponibilità degli hotel e gli eventuali itinerari da seguire e ho prenotato. Sarà una scoperta visitare questa capitale così giovane! In effetti non mi sono mai spinta così ad est e sarà curioso vedere come ce la caveremo!

Chisinau
Foto da https://shapeenergy.eu/index.php/chisinau-moldova/

AGOSTO 2020: Cracovia

Dopo essere state a Varsavia ed esserci innamorate della Polonia, io e mia madre abbiamo deciso di tornare in questo accogliente Paese per visitare forse la sua città più conosciuta: Cracovia. Soggiorneremo nel cuore del centro storico e visitermo questa città ricca di storia e di memoria. Una particolare attenzione sarà dedicata anche al campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau e alle miniere di sale di Wieliczka. Insomma, la Polonia ci aspetta di nuovo! E dire che tutto è nato da una voglia matta di assaporare di nuovo i pierogi…

victor-malyushev-X7SoMGVKzb0-unsplash.jpg
Photo by Victor Malyushev on Unsplash

Oltre a questi viaggi ovviamente non mancheranno le escursioni in giornata e le gite fuori porta. Ho in mente ad esempio, dopo più di un anno, di tornare a Bologna, città che tanto mi ha dato e che tanto amo.

Spero che questa lista di viaggi vi abbia solleticato la mente e fatto scattare in voi la voglia di partire: io già non vedo l’ora!