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Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Emanuela di Be Boheme

Essere Travel Blogger per me è qualcosa di meraviglioso perchè mi permette di conoscere tante altre persone appassionate di viaggio e Blogger di viaggi. Grazie a Donna Vagabonda ho stabilito dei bellissimi rapporti di amicizia con queste persone e così ho deciso di intervistarle e di permettere loro di raccontarsi attraverso alcune domande.

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La prima Travel Blogger che ho voluto intervistare è stata una delle primissime persone che ho conosciuto e di cui nutro profonda stima ed ammirazione: si tratta di Emanuela, del blog “Be Boheme, squisita appassionata di viaggi e di avventure. Di lei mi ha colpito la sua gentilezza, la sua disponibilità e naturalmente…Il suo blog! “Be Boheme” è infatti un sito ben strutturato, facile da consultare e dalla grafica semplice ma assolutamente accattivante. Il format dei suoi articoli è fresco e cattura il lettore molto facilmente.

Ma conosciamo Emanuela e la sua metà Francesco in questa intervista.

Raccontami qualcosa di te

Io sono Emanuela e insieme a Francesco siamo i fondatori di www.beboheme.com.

Qualche anno fa mi sarei sentita confusa e indecisa di fronte a questa domanda, per raccontarmi avrei fatto un casino e non avrei saputo neanche da dove partire. Oggi invece con fierezza mi presento: sono Emanuela e sono una designer.

Qualunque cosa mi passi per la testa, tento di trasformarlo in reale, ecco perché sono sempre “impantanata” nei miei 1000 progetti.  Odio le convenzioni e le convinzioni, leggera ma non frivola, amo ascoltare e cogliere le sfumature più nascoste di ogni persona. Non giudico perché non mi piace essere giudicata e non sopporto i pregiudizi. Sono sostanzialmente pigra proprio per questo preferisco non fermarmi mai. Indipendente e decisa, femminista e spirito libero. Ho tanti interessi e una curiosità immensa, ogni giorno mi rendo conto di quante cose ancora non so e quante ne vorrei sapere. Poche cose mi fanno paura, tra queste l’automobile e per questo non guido (chi l’avrebbe mai detto eh?).

Di tanto in tanto sento il bisogno di isolarmi. Testa tra le nuvole e piedi ben piantati a terra. Credo di aver detto tutto, ah no…mi piace scrivere, ma forse questo si era capito vero!?

Una persona poliedrica Emanuela, che si butta a capofitto in ogni suo progetto e che cerca di realizzarlo donandogli quell’impronta colorata e giocosa tipica della sua personalità!

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Emanuela in tutta la sua spensieratezza!

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Il blog nasce per gioco quasi: circa 4 anni fa, frequentavamo insieme un corso di web design e grafica e per l’estate ci era stato dato il compito di realizzare il progetto grafico di un sito web, così scegliemmo di progettare un blog di viaggi. Il progetto ci appassionò così tanto da decidere di farlo diventare un blog vero proprio; Francesco scrisse ogni riga di codice e io cominciai a buttare giù articoli sui vari posti in cui eravamo stati e ripescare tutte le nostre foto di viaggio.

Be Bohème, è un invito ad essere bohème un po’ come noi: artisti, nomadi, appassionati e sempre in cerca di ispirazione, tanta voglia di rispettare le regole ma di abbattere le convenzioni.

Spesso le idee geniali nascono per una fortuita casualità ed è proprio quello che è successo per Be Boheme: un progetto che ancora riempie le vite di Emanuela e Francesco.

Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

In realtà pensavo potesse essere una buona idea per tenere insieme tutti i ricordi di ogni viaggio. Ad un certo punto però, ho pensato che tante cose che avevo visto durante i miei viaggi o quelle piccole curiosità che avevo scoperto potevano essere utili a qualcun’altro e così ho iniziato a scrivere non solo per me ma anche per gli altri.

Oggi il mio blog si compone di diari di viaggio e piccole guide pratiche in cui raccolgo tutte le notizie utili per chi si prepara a partire e vuole organizzare al meglio ogni cosa.

Un blog quindi da tenere in considerazione se volete programmare un viaggio!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io voglio far sì che attraverso il viaggio e non solo, le persone possano sentirsi ispirate e ritrovare in po’ di spensieratezza. Voglio parlare dei miei viaggi e del perché viaggio affinché gli altri possano capire quanto ciò ti arricchisce e ti completa.

Vorrei che per le persone il viaggio non fosse solo una vacanza ma un modo per ritrovarsi. Viaggiare dovrebbe diventare un routine e non c’è bisogno di spendere tanto o arrivare dall’altro capo del mondo, viaggiare vuol dire anche  riscoprire la propria città o i luoghi vicini che a volte neanche consideriamo.

Un viaggio consapevole e incentrato sulla persona, un viaggio che permetta la riscoperta di sè stessi e che deve essere un mezzo per conoscersi e conoscere il luogo che si vuole visitare.

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

Avere l’occasione di dimostrare la propria attendibilità e la propria professionalità! L’Italia ad esempio è un paese che non crede e non ha mai creduto del digitale, un paese che pensa che il blogging in generale non sia una professione, quindi dobbiamo dimostrare il valore dei nostri contenuti e i benefici che da essi derivano.

Purtroppo la professione del blogger in Italia non è praticamente riconosciuta e anche gli enti locali, spesso, guardano alla nostra realtà con diffidenza.

Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Be Bohème é parte di un grande progetto che comprende tantissime altre cose e onestamente, non so dove arriverà ma spero che ci sia sempre. Sono così affezionata a questo mio piccolo mondo virtuale e alle persone conosciute qui che spero che Be Bohème possa continuare ad essere il blog di viaggi mio e di tante persone, persone che come me condividono la stessa passione.

Di sicuro Be Boheme è un bel punto di riferimento per i viaggiatori e non solo!

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Una bellissima coppia di viaggiatori!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Uno dei più recenti, Marrakech. Marrakech perché mi ha regalato colori e odori meravigliosi. Marrakech perché é stato il primo viaggio con la mia migliora amica che è anche la mia socia. Marrakech perché mi ha regalato inaspettate amicizie e mi ha confermato l’inutilità dei pregiudizi. Inoltre il viaggio a Marrakech è stato un viaggio diverso per me e Francesco: in quest’occasione lui avevo una mano fratturata e forse per la prima volta sono stata io a prendermi cura di lui lontano da casa; portargli la valigia, aiutarlo a vestirsi o allacciarsi le scarpe ai controlli in aeroporto, sicuramente un viaggio che ha ulteriormente rafforzato il nostro legame.

Il viaggio come unione, come collante, come passione comune: viaggiare significa condividere ed Emanuela e Francesco hanno deciso di condividere la loro rispettiva vita anche attraverso questa loro passione comune.

Quale invece ti ha deluso e perché?

Per fortuna nessuno. Sarà che quando viaggio ho lo stesso entusiasmo di una bambina e non c’è niente che non mi entusiasmi. Amo trovare la bellezza e l’autenticità di ogni luogo, non potrei dire di essere delusa da niente perché ogni posto mi ha regalato qualcosa, mi ha reso felice e si è preso un po’ di me.

Emanuela cerca sempre di cogliere il meglio dei suoi viaggi e delle sue esperienze, forse è proprio questo che le impedisce di rimanere delusa!

Qual è il tuo viaggio da sogno? Perché?

Messico e non mi stanco di ripeterlo.

Io non so, forse in un’altra vita appartenevo alla cultura messicana ma a quando guardo le immagini di Guadalajara o Tulum provo quasi un  senso di nostalgia.

La musica, la lingua, il colore e la tradizione messicana mi affascinano in maniera inspiegabile e so che quando riuscirò ad andare lì… Sarà come tornare a casa.

Ti capisco bene Emanuela, per me è così con la Germania. E’ come se ognuno di noi appartenesse ad un luogo particolare e quel luogo ci chiamasse a gran voce: per te è il Messico e per me è la Germania.

Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

Solo tre? Mmmmh vediamo: spericolato, organizzato e… sempre troppo breve 🙂

Grazie di cuore Emanuela per avermi concesso questa tua intervista. Spero un giorno di poterti conoscere di persona e di passare del tempo insieme: magari chissà, riusciremo ad organizzare anche un bel viaggio!

Di seguito, i riferimenti di Be Boheme

Blog: Be Boheme

Pinterest: Be Boheme

Instagram: @bebohemeita

Facebook: https://www.facebook.com/bebohemeofficial/

E sono 200! Grazie a tutti!

Il 17 maggio del 2018 ho pubblicato il 100esimo articolo di Donna Vagabonda (leggete qui l’articolo). Oggi sono lieta di annunciarvi la pubblicazione di questo 200esimo articolo: sembra passata davvero una vita da quando ho aperto il blog, con una voglia matta di scrivere di tutto quello che ho fatto durante i miei viaggi.

E sono 200! Grazie tutti!

Oggi la voglia è rimasta la stessa e dal 100esimo articolo penso di essere maturata tanto, sia come scrittrice che come persona. I viaggi mi rendono una donna migliore e forse in fondo è per questo che non voglio mai fermarmi: perchè voglio essere una persona sempre migliore. Se il viaggio è la meta, allora il raggiungimento di essa per me inizia quando inizio a programmare il prossimo tour: che sia in una capitale europea o in un Paese esotico, quello che voglio fare è partire, con le persone che amo e con la mia inseparabile macchina fotografica.

Al mio ritorno è davvero semplice: le emozioni sono ancora vivide e non vedo l’ora di scriverle sul mio blog per farvi capire cosa provo mentre viaggio. Ma questo 200esimo articolo non lo dedico a me stessa, lo dedico come sempre a voi: già, perchè senza di voi tutto questo non avrebbe alcun senso. Grazie al blog ho conosciuto e sto conoscendo persone meravigliose, viaggiatori e viaggiatrici che condividono con me questa passione, appassionari di fotografia o affezionati lettori che mi incoraggiano sempre a dare il meglio.

Grazie, grazie per questi 200 articolo dalla vostra Donna Vagabonda!

Consigli di viaggio: organizzare il proprio viaggio al meglio

Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo viaggiato: che sia solo per una breve gita o escursione o che sia per il viaggio dei nostri sogni poco cambia, dato che tutti sono preceduti da un’organizzazione. Già, ma come si fa ad organizzare al meglio un viaggio? Esiste una prassi da seguire? E’ meglio fare tutto da soli o affidarsi ad un’agenzia? In questo articolo vorrei rispondere a queste domande che molte volte mi sono state fatte.

Organizzazione viaggio

Vademecum di viaggio: escursioni in giornata

Chi di noi non si è mai svegliato il sabato mattina con la voglia di fare una delle cosiddette “gite fuori porta”? Beh, se siete appasionati di viaggi sicuramente conoscete questa sensazione di frenesia e voglia incontrollabile di salire in auto e partire. Ma anche un’escursione in giornata deve essere un minimo pianificata, a meno che non si voglia raggiungere il luogo per poi ritrovarsi delusi dalle sue molteplici sfaccettature.

Anche se so che a volte è irresistibile decidere di fissare un punto a caso sul navigatore e partire per quella meta, in questo articolo mi occuperò solo di viaggi svolti con un minimo di pianificazione (che può avvenire anche appena prima di partire, ci mancherebbe!)

Quando decidiamo di partire dobbiamo porci alcune domande basilari:

  • Dove?
  • Per quanto tempo?
  • Come?
  • Con chi?

Sembrano questioni banali ma posso assicurarvi che non lo sono: in molti, amici, parenti, lettori, mi hanno confidato di non aver pianificato bene i loro viaggi e alla fine ne sono rimasti delusi, per uno o per molti fattori che sono entrati in gioco. Inanzitutto dovete decidere la meta e questa scelta deve essere correlata al tempo che avete a disposizione: se si tratta di una gita fuori porta non potete scegliere una meta troppo lontana dalla vostra base o difficile da raggiungere (di certo non potete scegliere di scalare il Monte Bianco, ad esempio). Contate che il viaggio di andata e quello di ritorno devono rientrare nel vostro “conteggio ore” quindi, se volete visitare una meta distante, dovete mettere in conto anche il traffico, i disagi dei mezzi, l’eventuale ritardo che proprio voi accumulerete (magari vi siete attardati a scattare più foto del previsto o un luogo vi ha particolarmente coinvolto da desiderare di trascorrervi più tempo). Come progettare al meglio un viaggio di questo genere? Io vi consiglio di consultare blog di viaggi e articoli che troverete facilmente su internet, cercando banalmente “cosa vedere a ___________” se non conoscete la vostra meta. Se invece conoscete il territorio o per lo meno il suo capoluogo, ci sono moltissime guide (cartacee e non) che potranno indicarvi dei luoghi suggestivi: io adoro scoprire luoghi storici e castelli, quindi ho acquistato dei libri che mostrano e mi offrono delle mete di questo genere sia nel mio territorio che in territori limitrofi. A volte si è restii ad acquistare le guide ma, credetemi, i libri sono talmente ben scritti che non riuscirete più a non consultarli!

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Alcuni libri e guide di viaggio sulla Scozia che ho acquistato prima e durante il mio viaggio

Altro aspetto da non trascurare è di sicuro il “come”: in molti viaggiano in auto, per la facilità degli spostamenti e per la comodità di avere il proprio mezzo, ma si può optare anche per i mezzi pubblici (autobus, pullman, treni), che vi garatiscono comunque una certa comodità e un budget a volte ridotto: certo, la tematica del ritardo è sempre da tenere sott’occhio, soprattutto se vogliamo spostarci di sera. Per questo motivo consultate sempre gli orari dei mezzi e se ci sono disagi o scioperi previsti, altrimenti la vostra gita sarà sicuramente rovinata.

Ultimo ma non meno importante è sicuramente il fattore “con chi”: quante volte ho sentito qualcuno dirmi “la città non l’ho apprezzata perchè i miei compagni di viaggio avevano esigenze diverse dalle mie”, o anche “non mi è piaciuto questo luogo perchè non sono riuscita a vedere ciò che volevo a causa di interessi e gusti diversi dei miei compagni”. Sembra davvero tanto tanto banale ma davvero non è così: la scelta dei compagni di viaggio è fondamentale, soprattutto per viaggio medio-lunghi. Bisogna sempre aver chiaro con chi si viaggia e le esigenze del gruppo: questo può far cambiare di molto la vostra esperienza, trasformandola da positiva a negativa. Se vi piacciono le camminate e il contatto con la natura, di sicuro non scegliete un compagno che predilige la vita mondana e lo shopping (e viceversa, naturalmente!). Se amate l’arte e i musei non scegliete un compagno che invece preferisce stare en plain air. Insomma, le esigenze devono essere simili e convergenti laddove non si raggiunge un buon compromesso. Piuttosto, e ve lo dico per eseperienza, andate da soli e in questo modo avrete i vostri personali interessi e ritmi da seguire.

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Viaggiate con chi vi ama, viaggiate con chi vi fa amare ciò che fate!

Vademecum di viaggio: il viaggio di più giorni

Dopo aver trascorso intere giornate a fare gite fuori porta sentirete il bisogno di trascorrere più tempo in viaggio, di vedere di più di quello che avete visto fino ad ora e di spostarvi più lontano. Siete dunque pronti a fare il salto e a diventare “medi viaggiatori”. Naturalmente dovrete tener conto sempre delle domande universali che bisogna porsi (dove, per quanto tempo, come, con chi) ma questa volta potete pianificare un viaggio più lontano e di più giorni. Attenzione, sia in termini di costi che in termini di tempo le cose cambiano: spesso gli spostamenti sono di più, come pure i mezzi di trasporto. Se pensiamo alla visita di una città straniera o lontana dalla nostra base, molto spesso si opta per l’aereo e poi per i mezzi pubblici per gli spostamenti “interni”: questo vuol dire organizzazione del volo, dei suoi orari e dei vostri per raggiungere l’aeroporto. Spesso il volo, a causa dei costi, si deve prenotare con largo anticipo: assicuratevi di prenotare prima il volo che l’albergo, soprattutto se volete visitare una meta gettonata in un periodo “caldo”, e non sto parlando delle temperature ma di alcuni periodi dell’anno (Pasqua, Ferragosto, Capodanno in primis). La cosa migliore, in ogni caso, è fare un controllo incrociato sia della disponibilità delle strutture ricettive sia dei voli. A questo proposito potete utilizzare le numerose piattaforme presenti sul web, da Booking a Hotels, da Skyscanner ad Expedia. Se invece non vi trovate bene in questo modo potrete sempre chiedere aiuto alle agenzie di viaggio o ad alcuni tour operator.

Vademecum di viaggio: On the road, in gruppo e in solitaria

Forse a questo step non ci si arriva sempre, o forse si parte proprio da questo step, sia per voglia di avventura sia per provare qualcosa di nuovo. Questi sono viaggi più avventurosi, più lunghi, più organizzati e verso mete molto più lontane. A volte la pianificazione di questo tipo di viaggio richiede mesi, se non addirittura anni, mentre a volte bastano poche ore. Se siete spiriti liberi e non volete vincoli di sicuro vi consiglio un bel viaggio “zaino in spalla” verso mete esotiche e particolari: assicuratevi, però, di conoscere bene almeno l’inglese e di possedere un itinerario ben strutturato (e anche di avere un budget adeguato). Forse un tempo si poteva scegliere di partire e di pernottare “dove capitava” ma oggi non è più così facile: in Scozia e in estate, ad esempio, è fondamentale prenotare con anticipo le strutture, altrimenti vi troverete a dormire in auto. In altre parti del mondo non è detto che le cose vadano come in Scozia ma io consiglio comunque di non lasciare nulla per quanto riguarda i pernottamenti al caso e di partire con già un itinerario pronto.

Questione fatidica è di sicuro il “con chi”: se il budget, la meta e il mezzo li avete già scelti, non resta che assicurarsi di viaggiare con le persone giuste. Per chi vuole azzardare, ci sono alcuni tour operator che organizzano viaggi di gruppo dove non si conoscono i membri se non al momento della partenza: è il caso, ad esempio, del tour operator “Avventure nel Mondo“, con cui ho viaggiato e con cui mi sono trovata molto bene. Se non siete persone adattabili e non condividereste per nulla al mondo la vostra stanza (o il vostro letto, perchè può capitare) con uno sconociuto, allora questo non fa per voi. Se preferite invece viaggiare con persone fidate o con chi conoscete beh, dovrete trovare qualcuno che come voi vuole partire per un viaggio in Africa di 20 giorni o per un tour estremo nel freddo nord del Canada (sembra facile eh? Ma non penso proprio che lo sia).

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Con gli amici è sempre bello viaggiare!

I consigli di Donna Vagabonda

Siamo dunque giunti al cuore dell’articolo: se decido di fare tutto da solo, come posso fare?

Scelta del mezzo e siti utili

 

Se decidete di viaggiare con l’aereo, uno dei mezzi più veloci e gratuiti per trovare dei voli adatti a voi è sicuramente Skyscanner: si tratta di un motore di ricerca internazionale di voli, senza finalità di vendita, che permette agli utenti di navigare tra i prezzi e le destinazioni delle offerte di volo e di confrontare le diverse offerte disponibili. Oltre alla comparazione dei voli, Skyscanner vi offre la possibilità di trovare una sistemazione o un’auto a noleggio. Io lo utilizzo sempre quando si tratta di acquistare i voli o per il noleggio dell’auto. Altri motori di ricerca molto utilizzati sono Volagratis, Kayak, eDreams, Momondo.

Scelta della sistemazione

Il web qui davvero si sbizzarrisce e i portali che offrono questo tipo di servizio sono moltissimi. Io ve ne consiglio due in particolare: Booking ed Expedia. Con Booking avete la possibilità di trovare milioni di sistemazioni, di ogni tipo, in tutto il mondo: grazie al programma Genius, inoltre potete accumulare dei livelli e dunque delle promozioni e dei vantaggi come premio fedeltà. Personalmente mi trovo molto bene ad utilizzare questo portale e, per quasi tutti i miei viaggi, la scelta ricade proprio su Booking. Oltre a Booking, ho utilizzato anche Expedia, soprattutto per quei viaggi che combinavano il volo più l’hotel e non sono rimasta mai delusa.

Attività presso la destinazione

Se volete svolgere un’attività diversa dal solito o cercate un tour guidato, Get Your Guide è cio che fa per voi: in moltissime città sono disponibili visite accompagnate da guide in inglese o multilingue, attività non convenzionali e sconti su alcune attrazioni. Ho utilizzato più volte questo sito (ad esempio per il mio guided tour al Campo di Concentramento di Dachau) e vi garantisco che il servizio è ottimo!

Spostamenti

Personalmente, quando non mi muovo in auto, cerco di sfruttare sempre i mezzi pubblici del luogo che sto visitando. Quando questo non è possibile, mi affido all’applicazione Uber: memore della mia ottima esperienza vissuta a Varsavia, posso consigliarla tranquillamente anche a chi non è avvezzo al trasporto tramite taxi. Uber consente di scegliere il proprio trasporto e di valutarlo a fine corsa, inoltre i pagamenti avvengono in modo digitale, tramite PayPal.

Altri servizi

Se volete saperne di più sul luogo che volete visitare o volete trovare qualche attività interessante, vi consiglio di recarvi presso gli Uffici del Turismo: al loro interno troverete persone del luogo disposte ad aiutarvi, spesso parlanti più lingue, e che vi sapranno consigliare al meglio. Ho sempre avuto un’esperienza positiva con questi e sono felice di raccomandarveli. In particolare, vi consiglio lo IAT di Verona, il Portree iCentre, il Vienna Tourist Board.

Per rispondere alle domande…

Non esiste un modo migliore per organizzare un viaggio: l’organizzazione, così come l’esperienza, è personale e ognuno usa il metodo che preferisce. Un viaggio organizzato dall’agenzia non è migliore o peggiore rispetto ad un viaggio fai-da-te perchè ogni viaggio è personale e cambia in base alle attitudini del viaggiatore. Di certo, più si viaggia e più si impara a viaggiare e questa credo sia l’unica prassi da seguire: viaggiate, imparate dai vostri errori e miglioratevi, sia come persone che come viaggiatori.

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Solo viaggiando si può scoprire il meglio di noi!

Spero di avervi aiutato con questo articolo nell’organizzazione dei vostri viaggi.

Non mi resta che augurarvi, buon viaggio!

Disagi di viaggio: quando la meta sembra irraggiungibile

Dopo il mio viaggio a Vienna ho deciso di scrivere un Guest Post sulle disavventure capitate durante i viaggi. E’ vero, non può sempre andare tutto liscio, ma certe avventure sono da raccontare e, a volte, da dimenticare! A Vienna abbiamo avuto disagi in aeroporto, il giorno della nostra ripartenza, ma questo non è niente in confronto a ciò che alcune amiche Travel Blogger hanno voluto raccontarmi! In questo articolo leggerete dunque due mie esperienze da incubo e i racconti di Marica, Eleonora e Paola sui loro viaggi…Da incubo!

Disagi di viaggio

Il primo viaggio in aereo: Formentera. Dal paradiso all’incubo.

La prima pessima esperienza che vi voglio raccontare è quella che ho vissuto a Formentera, durante il mio primissimo viaggio con spostamento in aereo. Avevo 8 anni e con i miei genitori ho visitato l’idilliaca isola delle Baleari quando ancora era sconosciuta ai più. Ebbene, la vacanza sembrava essere stata divina, il mare era splendido, il cibo fantastico. Cosa avrebbe potuto rovinare un’esperienza simile? Solo l’attesa del volo di ritorno di ben 11 ore.

Alle 16 giunse presso il nostro Hotel l’addetta del Tour Operator che ci informò che il nostro volo era in ritardo di due ore e che, per evitare altri disguidi, saremmo stati portati presso una struttura della stessa catena ad Ibiza, dove potevamo tranquillamente cenare. Alle 18.30 sarebbe tornata con il pulmino per portarci in aeroporto.

Dopo l’iniziale fibrillazione ci adattammo a questo cambiamento e gustammo una cena tutto sommato discreta. Alle 19.30 ritornò l’addetta che ci informò che il volo aveva accumulato altre 4 ore di ritardo (salendo così a 6 ore) e che non potevamo rimanere nella struttura perciò ci avrebbero condotto all’aeroporto. La tensione cominciava a salire pericolosamente, ma, nonostate tutto, cercammo di mantenere la calma (altri turisti non furono così pacati).

Giunti all’aeroporto e sistemati sulle prime seggiole disponibili, l’addetta ci comunicò che NON C’ERA L’AEREO. Ma come non c’era l’aereo? Che cos’è, un film comico? Lo sarebbe davvero stato se non fosse che ci trovavamo nella realtà nuda e cruda. A quanto pare per un problema tecnico di prenotazioni, il volo previsto che ci avrebbe riportato in Italia non esisteva e quindi non saremmo partiti quella sera. La tensione esplose e tutti minacciavano esposti e denunce.

Come è finita? Dopo altre 5 ore finalmente un aereo atterrò a Ibiza: era partito appositamente dall’Italia per recuperare noi poveri sbandati e sarebbe rientrato a Milano dopo uno scalo a Roma. Insomma, Formentera ci voleva proprio tenere con sè a tutti i costi!

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Photo by Jordi Vich Navarro on Unsplash

Viaggio in Madagascar…Senza valigie!

Un altro bel disguido di viaggio mi capitò in Madagascar, nel 2014. Dopo un volo di più di 10 ore finalmente atterrai ad Antananarivo assieme a mia zia. Dopo i controlli di routine ci disponemmo in fila per recuperare i nostri bagagli. Tra la stanchezza ed il fuso eravamo abbastanza provate ma cercammo comunque di rimanere lucide. Dall’aereo giunsero soltanto alcune valigie…E le altre? Quella di mia zia, ad esempio, non si era vista nemmeno con il binocolo, così come altri 12 bagagli di altri membri del gruppo di partenza. Dove erano finite le valigie? Come mai non erano sull’aereo?

Durante il viaggio di 12 giorni alcune valigie riuscirono a recapitarle mentre altre no. Indovinate tra quelle non recapitate quale c’era? Esatto, quella di mia zia. Purtroppo ci si deve adattare in questi casi e così abbiamo condiviso tutto, dai vestiti alla biancheria intima, perchè in giro per il Paese non siamo mai riuscite a trovare un negozio di abbigliamento.

Al termine del nostro viaggi davamo per dispersa la valigia ma, proprio prima del check-in per rientrare in Italia, il nostro referente ci dice che la valigia è sana e salva e ci avrebbe aspettato a Linate. Dov’era finita durante quell’interminabile viaggio? In un posto assai sperduto, a Lakselv. Questo nome forse non vi dirrà granchè, ma se vi dico Capo Nord? Ecco, e a quanto pare il suo viaggio non era ancora terminato perchè avrebbe dovuto raggiungere un porto ancora più remoto attraverso un postale.

Insomma, questa valigia invece che andare a sud è andata a nord: solo una piccola deviazione? Non lo sapremo mai, fatto sta che al nostro rientro, per fortuna, la valigia era lì ad aspettarci, ancora chiusa con il suo lucchetto e con i vestiti puliti e profumati, come se non fosse accaduto nulla.

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Vediamo ora le esperienze delle amiche Travel Blogger!

Grechina

Mauritius…Senza passeggino!

By Marica – Bambini Giramondo

Il mese scorso siamo partiti per il nostro viaggio di nozze con i bambini, direzione Mauritius. Un viaggio di quasi venti ore considerando lo scalo e gli spostamenti da/per l’aeroporto.

E come in tutti i viaggi che si rispettino, l’imprevisto è dietro l’angolo.

Arrivati a Roma Fiumicino con l’euforia di chi sta per prendere un aereo, facciamo il check-in per bagagli, che andranno in stiva, e passeggino trio che consegneremo direttamente all’imbarco ed utilizzeremo durante lo scalo.

Dopo sei ore di volo atterriamo a Dubai, senza passeggino. Al banco informazioni della compagnia ci assicurano che arriverà direttamente a Mauritius. Utilizziamo i passeggini forniti gratuitamente in aeroporto fino all’imbarco successivo.

Altre sei ore di volo, atterriamo stanchi ma felici. Al ritiro bagagli però il nostro trio non c’è.

Non ci resta che andare all’ufficio bagagli per chiedere informazioni. Qui compiliamo il PIR (Property Irregularity Report), un modulo con codice alfanumerico che consente la localizzazione del bagaglio smarrito. Rilasciamo una descrizione dettagliata e ci comunicano che il giorno successivo avremmo ricevuto il passeggino direttamente in hotel.

Così è stato, tutto si è risolto per il meglio ma abbiamo comunque perso più di un’ora in aeroporto per sporgere denuncia, dopo un lungo viaggio e con due bimbi piccoli.

Il sistema di localizzazione dei bagagli tuttavia ci è sembrato efficiente ma al ritorno non abbiamo voluto rischiare, il passeggino è andato in stiva diretto a Roma.

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Riferimenti

BLOG: https://www.bambinigiramondo.it/

INSTAGRAM: https://www.facebook.com/bambinigiramondo/

FACEBOOK: https://www.facebook.com/bambinigiramondo/

Grechina

A 4000 metri senza mezzi di trasporto…In Bolivia!

By Eleonora – Avventure Ovunque

Si sa che quando si viaggia in Sudamerica bisogna essere pronti ad adattarsi un po’ e non si può organizzare tutto in anticipo. E infatti noi, prima della partenza, non eravamo riusciti a trovare informazioni precise sui pullman per raggiungere la cittadina di Tupiza, in Bolivia, partendo dalla capitale, Sucre. Una volta arrivati alla stazione dei pullman di Sucre, abbiamo però scoperto che ogni mattina c’è un pullman che arriva a Potosí giusto in tempo per poterne prendere un altro diretto a Tupiza: perfetto!

Chiaramente però, il nostro pullman è arrivato a Potosí giusto cinque minuti dopo la partenza di quello per Tupiza. Che credo sia stato l’unico pullman di tutto il Sudamerica a partire in orario, ma sorvoliamo.

Una volta appurato di aver perso la coincidenza, ci siamo quindi trovati a cercare di capire come fare. Avremmo potuto aspettare la sera e prendere un pullman notturno, ma non avevamo voglia di viaggiare di notte. E comunque non ci andava nemmeno di aspettare un intero pomeriggio in una stazione degli autobus. Prima di partire avevo però letto su internet che ci sono anche degli altri pullmini, con sei o sette posti, che non hanno orari precisi ma partono semplicemente quando sono pieni. Chiedendo un po’ in giro ho quindi scoperto che questi pullmini a Potosí partono dal “vecchio” terminal dei pullman. Noi ovviamente eravamo in quello “nuovo”. Nessun problema però, perché una ragazza ci ha gentilmente indicato la strada, dicendo che ci sarebbero voluti circa 20 minuti a piedi.

Dopo aver caricato gli zaini sulle spalle, ci siamo quindi avventurati fuori dal terminal. Pochi passi e già ci mancava il fiato: Potosí si trova a oltre 4000 metri di altitudine, dove l’ossigeno comincia ad essere poco e camminare con uno zaino da 12 chili sulle spalle inizia ad essere una mezza impresa. Abbiamo guardato la strada davanti a noi ed era tutta in salita. Abbiamo controllato su Google Maps e si trattava di 3 chilometri. Non era possibile che riuscissimo ad arrivare vivi, figuriamoci fare quella strada in 20 minuti.

Abbiamo allora deciso di fare l’unica cosa possibile: prendere un taxi. Davanti alla stazione mi sarei aspettata di trovarne a dozzine, considerato che in Bolivia di solito spuntano come funghi. Invece no, nulla. Ne abbiamo trovato solo uno. Da fuori aveva l’aria un po’ malandata, ma d’altro canto non avevamo grande scelta. Dopo aver contrattato il prezzo della corsa, siamo quindi saliti. E certo, il fatto che i sedili fossero tutti diversi tra loro era un po’ strano. Diciamo che tutto in quella macchina dava l’idea che fosse stata assemblata dal nulla con pezzi presi a caso qua e là. Ma il momento di vero disagio è stato quando abbiamo visto che il tassista non aveva la chiave: per far partire l’auto stava usando direttamente i cavi elettrici!

Dopo averne lette di tutti i colori prima della partenza, a proposito di rapimenti, truffe ed estorsioni, nel trovarci in quella situazione un po’ di agitazione non ci è mancata. Però alla fine è andato tutto bene. Siamo arrivati a destinazione, abbiamo recuperato gli zaini e non ci è successo nulla di male. Ma sono momenti che ci ricorderemo per sempre!

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Riferimenti:

BLOG: www.avventureovunque.it

Grechina

La Costa Azzurra da dimenticare!

By Paola – Pasta Pizza Scones

Alla maggior parte delle persone che conosco la Costa Azzurra fa venire in mente vacanze di lusso, cene in ristoranti vista mare, passeggiate mano nella mano sul lungomare e croissant appena sfornati a colazione. A me invece viene in mente la catena di hotel Balladins (e le cozze, moules frites in tutti i modi).

La prima volta che andai a Cannes, una decina di anni fa, fu in vacanza con un mio ex fidanzato. Inizialmente avevamo programmato di andare in Croazia, ma dopo lunghe discussioni davanti all’ingresso dell’autostrada mi convinse che per una settimana aveva più senso andare in Costa Azzurra anziché perdere un giorno di viaggio (partivamo da Torino). Io ovviamente ero furiosa, mi ero letta tutta la guida dei Balcani e avevo una valigia piena di abitini hippie-chic perfetti per la Croazia e totalmente fuori luogo per la Francia. Accettai il cambiamento di programma solo perché avevamo già perso due ore e lui era irremovibile (e al volante, altrimenti la discussione non sarebbe proprio neanche iniziata).
Non avendo prenotato arrivammo a Cannes da perfetti sprovveduti, senza sapere che c’era un festival delle barche o qualcosa del genere per cui tutti gli hotel erano pieni. Un receptionist ci suggerì però di provare fuori città, all’Hotel Balladins, una sistemazione semplice per famiglie, ed effettivamente lì trovammo un posto per dormire non troppo caro. La stanza però era sporchissima, con il soffitto così basso che lo toccavo alzando le mani, alla vasca mancava un lato di copertura e in bagno c’erano dei fili elettrici scoperti. Sembrava una stanza dismessa in attesa di ristrutturazione. Dopo una notte da incubo, al mattino mi feci rimborsare la seconda notte e investimmo buona parte del nostro budget per spostarci in un cinque stelle, l’unico altro hotel di Cannes con camere libere in quei giorni.
In realtà ho scoperto anni dopo che la catena Balladins è davvero una catena di hotel basici, neanche tutti così orrendi, ma l’hotel Le Cannet di Cannes continua tutt’oggi a venire sconsigliato da quasi tutti i viaggiatori per le sue camere così prive di comfort. Per il resto la vacanza in Costa Azzurra andò benissimo, ma quella notte in hotel è stata davvero indimenticabile.

Da questa esperienza comunque ho imparato: mai lasciare il volante ai compagni di viaggio fino a quando non si è già ad almeno un terzo del percorso, mai fidarsi della definizione “hotel semplice per famiglie” e portarsi sempre dietro la carta di credito per scappare nel più vicino hotel di lusso in caso di necessità.

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Riferimenti:

BLOG e articoli su viaggi da incubo: https://pastapizzascones.com/viaggi-da-incubo-europa-asia-africa/

Grechina

Storie da incubo, che mai avremmo voluto vivere ma che oggi, forse, ci fanno apprezzare ancora di più i nostri viaggi e ci strappano un sorriso dalle labbra.

E voi quali disavventure avete vissuto? Raccontatemele nei commenti o inviatemele via mail a donnavagabonda@gmail.com!

The Sunshine Blogger Award 2019: Donna Vagabonda c’è!

Sorrisi e successi. Oggi la mattinata si è aperta così.

Proprio oggi gli amici del Blog Usa La Valigia, Simona e Domenico, mi hanno permesso di ricevere questo fantastico riconoscimento: il Sunshine Blogger Award!

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Che cos’è esattamente? E’ un riconoscimento virtuale che i blogger assegnano ad altri blog per premiare la loro creatività e il loro coinvolgimento. Il blog che riceve questo riconoscimento viene ritenuto accattivante e coinvolgente e, attraverso ciò, si vuole sottolineare il potenziale che risiede nel progetto.

Quali sono le regole del Sunshine Blogger Award? Una volta che un blogger vi nomina, dovrete seguire queste regole!

1) ringraziare e menzionare il blogger che vi ha scelto,
2) rispondere alle domande che vi ha elencato assieme alla nomination,
3) nominare altri blogger (da 5 a 10) ritenuti validi,
4) preparare per loro altre domande (da 10 a 15).
5) elencare le regole e mostrare il logo del Sunshine Blogger Award sul blog.

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Passo subito a rispondere alle domande di Simona e Domenico, cercando di essere il più esaustiva possibile!

Perché avete iniziato a scrivere il blog?

Ispirata dai racconti di viaggio del programma televisivo “Alle Falde del Kilimangiaro”, ho deciso di aprire un blog dove raccontare la mia esperienza di viaggio: è da quando ero piccola che viaggio e mi sono detta, perchè non raccontare cosa provo mentre viaggio? E così mi sono buttata ed il risultato è stato “Donna Vagabonda”.

Quale è la città in cui avete lasciato il cuore e quale vi ha più deluso e perché?

Direi Monaco di Baviera: mi sono innamorata letteralmente di questa città e mi piacerebbe tantissimo viverci. Per ora non è possibile, ma chissà! Forse un giorno riuscirò a stabilirmi qui! Per quanto riguarda la città che più mi ha deluso beh…Non esiste! Cerco di trarre il meglio da ogni luogo che visito quindi non posso rimanere delusa da una città!

Avete un aneddoto divertente che è accaduto durante i vostri viaggi?

In Madagascar avevo acquistato dei minerali a Fianarantsoa e per proteggerli li avevo “inscatolati” con le mutande. Durante un volo interno verso Fort Dauphin la sorveglianza ha aperto il bagaglio e ha rovistato nelle mutande trovado naturalmente i minerali: l’espressione degli ispettori è stata impagabile! Però, dopo l’ispezione, mi hanno ripiegato bene le mutande….E mi hanno dato una scatolina degna di questo nome per proteggere i pezzi!

Cosa non deve assolutamente mancare in tutti i vostri viaggi?

La macchina fotografica di sicuro e poi un’adeguata preparazione del viaggio: non mi piace andare a casaccio, tutto deve essere programmato. Forse esagero un po’?

Quali sono le vostre paranoie pre-partenza?

Mah in realtà non ne ho se non quella del freddo: spero sempre che dove andrò non faccia freddo, o comunque non troppo!

Avete mai incontrato persone in viaggio con le quali siete rimasti in contatto?

Certamente sì! Con alcune di loro ho stretto davvero una bella amicizia!

Avete mai avuto problemi con la lingua?

Eh beh per forza, nonostante ne parli quattro: all’inizio in Germania quando non sapevo il tedesco era un po’ un dramma, però poi è diventato semplice. In Slovenia a volte è capitato che l’inglese non lo conoscessero ma…L’italiano sì!

Vi siete mai dimenticati di qualcosa di essenziale?

Sì, sicuramente, ma niente di così vitale: me la sono sempre cavata!

Quale è stato il viaggio più costoso e quale quello più economico?

Quello più costoso è stato il viaggio del 2014 in Madagascar, mentre il più economico penso Budapest, nel 2010.

Avete mai avuto disavventure durante il tragitto per raggiungere la vostra destinazione?

Durante il viaggio in Madagascar il nostro furgoncino si è rotto ben tre volte! Per fortuna che avevamo un referente in gamba e il furgone è stato sostituito in tempi accettabili.

 C’è un “errore” che dite di non voler fare più ogni volta che tornate da un viaggio e invece ripetete sistematicamente?

No, questo no per fortuna.

Vi è mai capitato di viaggiare con la comitiva sbagliata?

Sì e no, diciamo che alcuni dei miei compagni di viaggio non sono sempre stati affabili o facilmente adattabili, ma alla fine l’ho sempre sfangata. Diciamo che non ha mai spaventato viaggiarecn persone che non conosco  e infatti opto spesso per viaggi di gruppo con persone che non conosco.

Ed ora le mie domande!

1) Qual è il viaggio più lungo che hai fatto? E quello più corto?

2) La città che ti è piaciuta di più? E quella invece che ti ha deluso?

3) La meta più lontana che hai raggiunto?

4) Hai mai viaggiato da sola/o? Lo faresti o rifaresti?

5) Il cibo più strano che hai assaggiato in viaggio?

6) Una meta che vorresti vedere ma che ancora non hai visto?

7) Mare o montagna? E perchè?

8) Preferisci un viaggio con tutte le comodità o un viaggio più avventuroso che prevde spirito di adattamento?

9) Perchè hai deciso di aprire un blog di viaggio?

10) Un luogo che non visiteresti mai? Perchè?

Ed ecco le mie nomination!

@Bebohemeita

@Posh_backpackers

@Oltreleparole

@Blogemeraviglieuropa

@Souvenirdiviaggio

@Inviaggioconlollo

@mariamillarte

@Narrandoltrepò

Grazie ancora a @Usalavaligia, Domenico e Simona per questa nomination e a tutti voi che mi seguite con così grande affetto!

Per una nuova offerta turistica: la presentazione del nuovo portale VisitPavia

Il 27 giugno 2019 si è tenuto presso il Palazzo della Provincia di Pavia, in Piazza Italia numero 5 a Pavia, la presentazione del nuovo portale di informazione turistica “VisitPavia“.

Visitpavia

Come Travel Blogger ho deciso di partecipare per vedere quali nuove potenzialità offriva il nuovo sito internet della Provincia di Pavia. La conferenza, durata circa un’ora e mezza, ha visto gli inteventi di Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, di Franco Bosi, Presidente della Camera di Commercio di Pavia, di Paolo Ildo Baccolo, Direttore Generale di EXPLORA, e di Claudio Repossi, sempre facente parte dello staff di EXPLORA.

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La conferenza si è aperta con un ringraziamento ai presenti da parte del Presidente Vittorio Poma che ha parlato di come la Provincia di Pavia sia davvero ricca di potenzialità che possono essere sfruttate anche in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026, anche se la Provincia non è direttamente coinvolta in questa manifestazione. Vittorio Poma ha inoltre sottolineato come sia importante la presenza di un portale, come quello di VisitPavia, che riunisca l’offerta turistica dei tre territori della Provincia: Pavese, Lomellina, Oltrepò. Spesso, infatti, le iniziative sono isolate ed è difficile trovare informazioni su un’unica piattaforma: VisitPavia, portale già esistente, si ripropone quindi al pubblico con una grafica più accattivante e con una semplicità tale da essere consultato da tutti i possibili fruitori.

La parola è stata poi ceduta a Franco Bosi che ha sostenuto con fermezza l’irrinunciabilità della cooperazione di tutti gli enti per una buona riuscita nella promozione turistica: non solo operatori legati strettamente al territorio, come ristoranti o strutture ricettive, ma anche tutte quelle realtà che hanno a che fare indirettamente o direttamente con il territorio, come guide turistiche, operatori e fornitori di servizi (come passeggiate particolari, navigazione fluviale, cicloturismo) e siti internet che trattano della Provincia di Pavia. La Camera di Commercio di Pavia si dimostra dunque lungimirante e pronta ad avviare, insieme agli operatori interessati, questa rete così preziosa e vitale che porterà di sicuro nuovo lustro a tutto il territorio pavese. Sempre il Presidente Bosi ci ha informato del progetto di rivalorizzazione della Cupola Arnaboldi, in un’ottica di turismo storico, religioso e lento.

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Si passa poi ad ascoltare l’intervento di Paolo Ildo Baccolo che ci illustra come la Lombardia si “spende” a livello turistico, mostrandoci il portale “InLombardia” da cui il sito “VisitPavia” trae la sua impostazione grafica: la Lombardia è una delle regioni più all’avanguardia per quanto riguarda l’offerta turistica, sia per il numero di strutture ricettive, sia per la quantità di luoghi da visitare (rivalorizzati e non): Milano, in questo, è capofila dato che è la città lombarda più visitata. Il Direttore Baccolo ha confermato anche la grande attenzione che la politica presta verso il settore del turismo e come già molti enti collaborino per aumentare l’offerta e renderla sempre più diversificata: in quest’ottica rientra dunque anche il portale “VisitPavia” che insieme ad altri portali come quello del Turismo di Cremona (CremonaTurismo) o ancora quello di Sondrio e Val Malenco (SondrioeValMalenco) mira a riunire e ad ampliare l’offerta turistica.

Infine, la parola è passata a Claudio Repossi che ci ha illustrato alcuni dati sul turismo in Lombardia e il funzionamento del sito, approfondendo le varie aree tematiche presenti.

A mio avviso l’incontro è stato davvero interessante e molto fruttuoso: ho potuto approfondire la mia conoscenza su un portale che avevo consultato davvero poco e che non si trovava così facilmente tra tutta la miriade di siti presenti online. Penso che “VisitPavia” possa diventare una realtà che tutti possono consultare, compresi noi Travel Blogger, per poter imparare ad apprezzare maggiormente il territorio pavese ma anche per partecipare ad attività ed eventi qui segnalati e promossi, che mirano molto spesso alla valorizzazione delle eccellenze presenti a Pavia e dintorni. Credo che Pavia e la sua Provincia si meritino un rilancio che deve passare in primis dagli operatori e da chi davvero abita questi luoghi e che poi passi per tutti coloro, persone fisiche e non, che hanno a che fare con il territorio ed il turismo: spesso anche io ho osservato che le realtà sono isolate e spesso in competizione tra loro ma, riprendendo le parole di Franco Posi, la competizione non giova a nessuno, anzi distrugge molto spesso le vere potenzialità di un luogo. In una Provincia dove, è innegabile, c’è una forte rivalità tra i territori, forse si dovrebbe mettere da parte l’orgoglio e cercare di collaborare tutti per un obiettivo comune: la Lomellina non ha niente di meno dell’Oltrepò e ancora l’Oltrepò non deve temere il confronto con il Pavese. I tre territori si devono sforzare di fare rete e di mettere a disposizione tutte le loro ricchezze, tutte peculiari ed uniche a seconda della loro storia e della loro ubicazione. “VisitPavia” diventa dunque una strada da percorrere per il rilancio di una città, Pavia, e del suo territorio, che vuole imporsi sul mercato turistico e dimostrare che anche in questi luoghi ci sono tantissime cose da vedere ed esperienze da vivere.

Cartellone_1
Un ricordo di questa bella esperienza!

Naturalmente ho colto l’occasione, durante lo spazio alle domande, di chiedere quale spazio è riservato ai Travel Blogger all’interno di questa rete che si vuole costruire, e alla mia domanda ha risposto il Direttore Baccolo dicendo che la Lombardia già da qualche anno sta tenendo d’occhio la realtà dei Blogger di Viaggio e degli Influencer, e che EXPLORA organizza ogni anno del Blog Tour alla scoperta di alcuni luoghi: ora è in corso, ad esempio, quello che permette di scoprire le bellezze della Brianza. Di sicuro, la Regione e gli enti deputati alla promozione turistica lombarda non trascureranno questa nuova realtà nascente, ma anzi cercherà di includerla sempre di più, tentando di ampliare i canali attraverso cui fare promozione, come i Blog di Viaggio, o almeno me lo auguro!

La conferenza si è conclusa con un piacevole buffet dove ho potuto salutare e stringere la mano al Presidente Poma che mi ha sorriso dicendomi queste parole: “Contiamo anche su di voi per il rilancio della Provincia! – Una grossa responsabilità ma anche una bella iniezione di fiducia da parte dell’autorità politica. Io comunque penso di contribuire attivamente a questo progetto e in futuro mi impegnerò ancora di più sotto questo aspetto.

Questo evento mi ha dunque permesso di conoscere meglio la situazione della Provincia di Pavia in fatto di promozione turistica e di scoprire un nuovo mezzo di conoscenza del territorio di Pavia. Ciò che forse mi lascia con un po’ di amaro in bocca è l’essere stata l’unica Travel Blogger ad aver partecipato a questa iniziativa, che dovrebbe interessare in primis tutti i cittadini e poi anche noi, che cerchiamo sempre di valorizzare il nostro territorio con i nostri articoli (o almeno, io cerco di farlo).

Bottino_1
Il bello delle conferenze: ciò che si porta a casa!

Non mi resta dunque che lasciarvi il link, sperando che questo portale possa raggiungere sempre più persone!

VisitPavia

Accorgimenti di viaggio: viaggiare responsabilmente

In genere, quando si viaggia, sarebbe buona norma essere attenti al proprio impatto ambientale. Queste parole dette così sembrano suonare un po’ strane, ma effettivamente quando viaggiamo, e non solo, rischiamo di essere dei veri propri “mostri inquinanti”. Tranquilli, niente di irrisolvibile. Con qualche piccolo accorgimento riuscirete a ridurre il vostro impatto ambientale sul Pianeta, che ora più che mai ha bisogno dell’aiuto di ognuno di noi.

Consigli di viaggio

Ho dunque deciso di stilare una piccola lista di accorgimenti che vi aiuteranno a viaggiare in modo consapevole e poco impattatante. Ovviamente non sempre si possono rispettare tutti alla lettera, ma nel nostro piccolo ogni gesto è importante, per un mondo più sano e per viaggiatori più consapevoli.

Scopriamoli insieme!

Viaggia con…Le tue gambe

Si sa, il modo più ecologico e meno impattatente per viaggiare è a piedi. Questo tuttavia non è assolutamente sempre possibile, specie se pensiamo che le città non sono raggiungibili sempre e solo con le nostre gambe. Quando abbiamo raggiunto la meta, però, possiamo spostarci maggiormente a piedi o con mezzi non inquinanti, come la bicicletta e il monopattino: moltissime città europee hanno piste ciclabili su misura per chi si sposta con le bicilette (su tutte mi vengono in mente Vienna ed Heidelberg che ho visitato) o con i monopattini. In Germania addirittura esiste un patentino per le biciclette che i bambini conseguono fin da piccoli, segno che l’attenzione verso l’ambiente è importantissima. Se proprio non potete spostarvi con una bici, potete utilizzare i mezzi pubblici: i nuovi autobus sono spesso a metano, inoltre tram e metropolitane funzionano con energia elettrica, che di sicuro è meno impattante dello spostamento delle automobili.

Ricicla anche fuori casa

Un’abitudine che spesso viene persa è quella del riciclare i rifiuti quando si è in vacanza o in viaggio. Spesso si pensa che l’host possa provvedere a questo al posto nostro, ma mai darlo per scontato. Per esempio, se si alloggia presso residence o appartamenti, spesso l’host mette a disposizione bidoni differenziati, ma se si è in hotel bisogna avere qualche accorgimento in più: magari portiamo con noi dei piccoli sacchetti di plastica riciclata o in mater bi e cerchiamo di differenziare i nostri rifiuti, provvedendo noi stessi a gettarli nei contenitori corretti quando usciamo per i nostri giretti. Sembra un’abitudine difficile da mantenere, ma vedrete che è più semplice di quello che pare! Più ricileremo e meno inquineremo, innescando un vero e proprio circolo virtuoso.

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Non gettare nulla nel WC che non sia biodegradabile

Quante volte sarà capitato sovrapensiero di gettare cotton fiocs o altri materiali nello scarico del WC…Ebbene, questo comportamento è assolutamente da evitare in quanto tutto ciò che gettiamo nel WC arriva direttamente al mare attraverso gli scarichi delle acque nere nei fiumi. Penso che nessuno alle Maldive o a Cuba voglia fare il bagno insieme ai cotto fiocs o agli assorbenti femminili, vero? In nessun luogo! Quindi, gettate solo la carta igienica o materiale biodegradabile nel vostro WC, senza altri rifiuti.

Quando cammini, non gettare nulla per terra

Sembra banale eppure ho visto moltissime persone, turisti oppure no, che gettavano di tutto per terra, come se nulla fosse: mozziconi di sigarette, bottigliette di plastica, fazzoletti, resti di cibo o rifiuti di ogni genere. Purtroppo ogni rifiuto ha una vita e questa può durare anche 1000 anni! I mozziconi di sigaretta e i chewingum sono tra i rifiuti più difficilmente smaltibili: se dovete fumare, portate con voi un portasigarette portatile (lo potete acquistare su internet o anche in alcune librerie e tabaccherie), se avete rifiuti con voi metteteti nello zaino e aspettate di trovare un cestino dell’immondizia: un mondo più pulito è un mondo più vivibile!

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Pianifica il tuo viaggio riducendo la tua “Carbon Footprint”

E’ buona regola calcolare la propria Carbon Footprint, cioè l’impronta di anidride carbonica, non solo quando si viaggia, ma in ogni momento della vostra vita: esistono moltissimi siti internet che forniscono questo servizio gratuitamente, come il sito del WWF. Più utilizziamo mezzi inquinanti e più la nostra impronta sarà profonda, così come il consumo di cibi provenienti da luoghi lontani: quando viaggiamo cerchiamo dunque di assaggiare cibo locale o prodotto a chilometro zero (o almeno dal Paese in cui soggiorniamo). Ricordo che in Madagascar, durante l’escursione a Nosy Ve, tutto il cibo era a chilometro zero: le aragoste e il pesce margherita era stato pescato sotto i nostri occhi con metodi non impattanti e tutto è stato cotto con fuoco e legna su un piccolo tumulo sulla spiaggia, poi prontamente ripulito dalle guide. Più sostenibile di così!

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La mia Carbon Footprint calcolata sul sito del WWF

Se seguirete questi facili consigli non solo nei viaggi ma anche nella vita di tutti i giorni, regalerete un futuro alle prossime generazioni.

Non mi resta che augurarvi un buon viaggio consapevole e… Ad impatto 0!

La BIT di Donna Vagabonda: impressioni sulla Borsa Internazionale Turismo

Quest’anno, dopo qualche anno, sono tornata alla BIT – Borsa Internazionale Turismo di Milano. A parte l’epopea per arrivarci (come si suol dire, non mi sono persa a New York per essermi persa a Rho), questa BIT è stata una bella sopresa per la sottoscritta, che si è ritrovata catapultata in un mondo di bellezze, divertimento e… Tanta tanta voglia di viaggiare! La Prima Bit da Travel Blogger accreditata mi ha lasciato un sapore decisamente dolce in bocca, quindi scopriamo insieme questa favolosa esperienza!

 

BIT
BIT – Borsa Internazionale Turismo

Pronti all’immersione BIT? VIA!

Fiera Milano – Fiera Milano City?

Bella convinta ed entusiasta, insieme ad un Gabriele curioso di vivere questa nuova esperienza, partiamo la domenica mattina verso Rho e la Fiera Milano. Quando siamo arrivati, dopo aver cercato parcheggio gratuito a Pero (perchè diciamocelo, 17 euro per qualche ora di parcheggio sono tantini), ci siamo accorti che non c’erano cartelli della BIT in nessun meandro del complesso fieristico. Bah! Decidiamo dunque di chiedere e… La BIT non si fa più a Rho, bensì a Fiera Milano City. Io, memore della mia esperienza e a causa di un biglietto che non indicava proprio esattamente il luogo preciso, mi ci ero scapicollata a Rho! Va beh, molliamo l’automobile e prendiamo la metro, fino ad arrivare finalmente a Fiera Milano City. Ma non possono chiamarle in modo diverso? Tra Fiera Milano e Fiera Milano City ammetterete che un po’ di confusione salta in testa… Ok, non sono Donna di città, ma dopo tutto sono Donna Vagabonda, quindi non mi scoraggio, nemmeno per il tempo che è davvero uggioso!

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Il mio Pass da Travel Blogger

La vittoria dell’Italia

Appena entrati, riusciamo a prendere subito il nostro badge e a tirare un respiro di sollievo: finalmente siamo in ballo e quindi…Balliamo!

Decidiamo dunque di dare un’occhiata veloce e perlustrativa al padiglione dedicato alle regione Italiane e subito ci accorgiamo come alcune regione non abbiano davvero badato a spese: parliamo soprattutto di Sicilia, Lombardia e Molise, con stand ragguardevoli e pittoreschi. La Sicilia si presentava con un grande megaschermo semicircolare che proiettava meravigliose immagini rappresentative della regione e numerosi errano anche gli operatori privati affiliati: insomma, una vasta scelta! La Lombardia, che giocava in casa, ha deciso di dedicare qualche piccolo spazio anche alle piccole realtà, come quella di Pavia e di Bellano, nonché all’Abbiatese e alla navigazione sul Naviglio. Il ventaglio di proposte era valido e attraente per il pubblico, quindi ci siamo lanciati sulla realtà lombarda. Notevole anche lo stand del Molise, con una sfera circolare attorniata da piantine: molto suggestivo!

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All’interno dell’area tematica italiana c’era anche lo stand del Touring Club Italiano e non ho potuto non associarmi a questa fantastica realtà: adoro il negozio di Milano, che è la manna dei viaggiatori, e molti sono i vantaggi dei soci, come l’accesso gratuito a tantissimi musei italiani, perciò non ho voluto farmi scappare questa occasione!

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Dopo aver scattato qualche foto, ci dirigiamo verso il padiglione del resto del Mondo e rimaniamo un pochino con l’amaro in bocca: l’Europa è ben poco rappresentata, così come l’Africa e l’America del Nord. Tanta presenza di Asia e Medio Oriente, così come di Sud America, ma le “big” non ci sono e la loro mancanza un po’ si sente: nessuna traccia di Germania, Francia, Spagna e Canada ad esempio. Molto belli invece, gli stand delle isole caraibiche o quello del Bangladesh, che si propone con giochi di colori e ballerine vestite con abiti tradizionali. Spiccano su tutti, a mio avviso, Slovenia, Cuba e Repubblica Domincana: colori, profumi e tante proposte interessanti per un viaggio da vivere a 360 gradi. Della Slovenia, ovviamente, ho preso tutti i depliant possibili, per organizzare al meglio il viaggio di fine agosto: qualche idea mi è venuta, ad esempio ho scoperto la graziosa città di Pirano, sul Mar Adriatico… Chissà che non riesca a visitarla durante il mio consueto tour di Friuli-Slovenia di fine agosto?

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Su tutta la BIT però un vincitore vero c’è: l’Italia.

Con la sua semplicità e la vasta offerta, l’Italia si dimostra attenta al suo pubblico e ai fruitori, cercando di valorizzare anche le realtà meno conosciute e roboanti (anche se si è notata l’assenza di alcune grandi città, come Bologna), proponendo attività in luoghi poco conosciuti e adatti a tutti. Molto spazio è stato dato al Golf e ai suoi praticanti e ai cammini, non solo religiosi. Ancora una volta, dunque, la proposta di un turismo più sostenibile e meno impegnativo, a ridotto impatto ambientale e a più stretto contatto con la Natura.

E i Travel Blogger?

Per chi, come me, poteva visitare la BIT soltanto la domenica, l’esperienza è di sicuro stata meno produttiva in quanto Travel Blogger. Molti interventi e conferenze erano stati programmati per i sucecssivi giorni della settimana e non ho trovato uno spazio esclusivo per la categoria all’interno dei padiglioni che ho visitato. Forse non è proprio il luogo adatto per farsi conoscere come scrittori di viaggio, ma gli spunti raccolti sono comunque molti, così come i contatti. Negli innumerevoli cataloghi che ho portato a casa ci sono numeri ed indirizzi utili. Chissà che non salti fuori qualche collaborazione interessante!

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Vediamo ora, l’opinione di Gabriele:

virgolette La BIT è una realtà adatta a chiunque, non solo ai professionisti del settore. Il Mondo è ben rappresentato e gli stand offrono molte possibilità per organizzare viaggi o semplicemente per chiedere un consulto, spinti dalla curiosità. Ho apprezzato molto questa esperienza e sicuramente la rivivrò in futuro.

Un’esperienza dunque positiva e molto esaltante, nonostante qualche pecca.

Al prossimo anno, BIT!

Per altre informazioni, visitate il sito ufficiale cliccando qui!

Valigia sempre pronta: 5 oggetti che non mancano mai nella mia valigia

Di recente, sono stata “taggata” in un post condiviso sui social da una mia collega travelblogger, Maraina81 (cliccate qui per vedere il suo blog) in cui mi si chiedeva di scrivere un articolo riguardanti 5 oggetti che non mancano mai nella mia valigia quando parto.

valigia 5 cose

Ammetto che non è scontato formulare una lista di oggetti “irrinunciabili”, soprattutto perchè riempio la valigia in base alla mia destinazione e al tipo di viaggio. Prenderò dunque in esame la valigia di un viaggio “soft”, come la visita di una capitale o di una grande città (estera o italiana).

Ecco dunque i miei 5 “irrinunciabili”:

  • Itinerario/guida del luogo

Naturalmente non posso partire senza prima aver raccimolato tonnellate di informazioni riguardanti la mia meta, che sia tramite libri e guide o il web. Da qualche anno, conservo sempre una cartellina con tutto ciò che ho raccolto: in questa mitica cartellina potrete trovare fogli stampati e scarabocchiati con informazioni aggiunte in seguito, fotografie di luoghi da visitare, indicazioni utili per giungere ad una particolare destinazione. Se poi sono fortunata, ho trovato anche una buona guida cartacea con tutto ciò che si può vedere in quella determinata città: non è affatto scontato!

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Guide e taccuino della natura per segnalare la fauna avvistata
  • Kakebo da viaggio

Un viaggio deve essere pianificato in ogni sua sfaccettatura e questo vale soprattutto per le spese: con il Kakebo mi trovo molto bene e riesco a controllare il denario in uscita e in entrata appuntando le cifre in ogni sezione: da maniaca del controllo, soprattutto delle spese, è per me fondamentale avere il budget sotto controllo in ogni momento. Mai viaggiare sprovvisti di questo strumento!

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Kakebo da viaggio
  • Macchina fotografica

Un viaggio non si può definire tale per me senza la mia compagna di avventure preferite: la macchina fotografica! Non posso farne a meno e, a costo di pagare un bagaglio in più da imbarcare, la devo portare. Come la chiamo affettuosamente? Panzer! Perchè con lei nessuno ci ferma!

  • Un buon libro da leggere

Durante gli spostamenti, nulla è più rilassante che leggere un buon libro. Che sia un romanzo o un saggio, la narrativa non può mancare nei miei viaggi e, come se non bastasse, quando visito una città non può mancare una tappa in libreria, giusto per aggiungere altre letture!

  • La curiosità, la voglia di imparare e…Tanta pazienza!

Ogni valigia parla del proprietario, e nella mia, metaforicamente parlando, ci sono sempre queste tre componenti: la curiosità non può assolutamente mancare, per i profumi, per gli usi, per i costumi, per la natura e per tutto ciò che ci circonda in generale. Curiosità è scoperta, curiosità è avventura. Voglia di imparare? Beh direi che è fondamentale! Imparare ad apprezzare la diversità e rispettarla, adattandosi sempre al contesto culturale. Pazienza? Eh quella tanta, tantissima! Soprattutto con i mezzi di trasporto, che siano auto o treno o altri: i ritardi sono sempre in agguato e a volte capita di trovarsi in situazioni non proprio confortevoli. Pazienza? Sempre e comunque, perchè la pazienza è la virtù dei forti.

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Viaggia, fotografa e ama. La foto è stata scattata dal mio papà.

E voi, cosa portate sempre in valigia?

Fate la vostra check-list!

Donna Vagabonda: il bilancio di due anni di avventure e di blog

Con l’inizio del 2019 Donna Vagabonda compie 2 anni. Chi lo avrebbe mai immaginato che un piccolo progetto diventasse una realtà così conosciuta e apprezzata? Io no di certo, non posso negarlo.

due anni di donna vagabonda

In questi due anni ci sono stati momenti di gioia e momenti di crisi, non posso negarlo. Alcune volte mi sono chiesta chi me lo facesse fare, se veramente la mia opinione sui viaggi e sulle mie avventure valesse qualcosa e se davvero importasse a qualcuno dell’ennesima ragazza che decide di aprire un blog di viaggio per raccontare le sue avventure. Già, perchè alla fine a chi potrebbe davvero interessare delle esperienze di una singola persona?

E invece ho scoperto che la comunità dei Travel Blogger è florida e molto apprezzata, sia in Italia che all’estero, che le opinioni di una viaggiatrice sono prese molto in considerazione e che in molti si informano per pianificare un viaggio leggendo i blog dei viaggiatori (compresa la sottoscritta!).

Con l’avvento delle piattaforme di prenotazione online come Booking, è diventato davvero facile reperire le informazioni necessarie per programmare il proprio viaggio e, se le opinioni sono personali, gli itinerari possono essere presi in considerazione e adattati alle proprie esigenze. Eppure, il mio blog non nasce per dare consigli ai viaggiatori, ma come mezzo per trasmettere le mie emozioni quando viaggio, per descrivere le mie esperienze che potrebbero sempre essere utili o per lo meno divertenti o interessanti. Perchè non avere questa pretesa? L’ho sempre avuta e ho avuto ragione ad averla.

Ma analizziamo la situazione, a due anni dall’inaugurazione di questo grande progetto che è Donna Vagabonda. Vi avviso, potrebbe essere un po’ noiosa questa analisi, ma credo che una delle qualità di un buon Travel Blogger sia quello di tenere sott’occhio la situazione del suo blog per migliorarlo sempre di più e per adattarlo sempre meglio alle proprie esigenze e a quelle del suo pubblico.

Dati alla mano:

visualizzazioni
Visualizzazione del blog in due anni di attività
articoli
Articoli pubblicati in due anni di attività e relativo insight

Da ciò che si può osservare dalle due immagini tratte dalle statistiche, si può dedurre che il blog sia in crescita in tutti i parametri analizzati, anche se non mancano battute di arresto. Il 2018 è stato un anno decisamente più positivo rispetto al 2017, in cui il blog si è consolidato e fatto conoscere tramite vari canali come Facebook, WhatsApp e Instagram: non dimentichiamo che da luglio del 2018 ho aperto anche il profilo Instagram del blog, pubblicizzando gli articoli e le mie attività.

Dal sondaggio di Donna Vagabonda (puoi compilarlo cliccando qui) ho raccolto invece questi dati (non inserirò tutte le risposte):

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E’ interessante osservare come la maggiorparte di chi ha compilato il questionario proviene dalla mia stessa regione, la Lombardia e ha conosciuto il blog tramite me e non tramite altri mezzi (ad esempio i social). Sono felice che la maggiorparte dei campioni dica che Donna Vagabonda sia un buon blog di viaggi e che proponga molti contenuti interessanti, sia per quanto riguarda il blog in sè, sia sui canali social.

Sto già prendendo molto spunto da ciò che mi avete scritto come consigli, come ad esempio pubblicare più foto dei luoghi vicino a Pavia o della città (pubblico sia su Instagram che sulla Pagina Facebook) e, inoltre, ho iniziato a condividere notizie e curiosità su luoghi particolari, che pubblico direttamente in Pagina Facebook. Per quanto riguarda il coinvolgimento dei followers, cerco sempre di proporre storie accattivanti su Instagram che però hanno poco riscontro (domande su di me, sui followers, su ciò che vorrebbero fosse pubblicato ecc.) e sul gruppo di Facebook cerco di proporre sondaggi per scegliere i musei del mese oppure pongo spesso delle domande riguardio agli articoli pubblicati o sulle esperienze di viaggio degli iscritti. Purtroppo non molte persone condividono le loro esperienze di viaggio, quindi ho inaugurato una nuova sezione che si chiama “I viaggi dei Vagabondi” dove potrete scrivere un articolo su uno o più viaggi che avete fatto (leggete come scrivere un articolo cliccando qui). La sezione ha già avuto un riscontro, con un primo articolo già pubblicato (leggetelo qui).

Ma questo articolo non vuole essere solo un noioso report (al mio lettore non interessano particolarmente i numeri): volevo analizzare con voi il significato di questi dati, cercando da voi sempre più spunti e consigli per migliorare il mio blog, il vostro blog di Vagabondi.

L’incremento delle visualizzazioni e dei commenti mi fa ben sperare che i contenuti che pubblico siano interessanti ed innovativi, un modo diverso per raccontare di un certo luogo o di un viaggio. Se su una capitale possiamo trovare tutto ciò che cerchiamo su una guida di viaggi o sul web, certe chicche non sono facili da scovare, soprattutto se siamo nel campo storico o naturalistico: è qui che entra in gioco la vostra Donna Vagabonda, portando la sua esperienza come naturalista, mineralogista e appassionata di storia. Avrete sicuramente notato come i luoghi che visito siano tutti legati da questo fil rouge e come per me sia importante valorizzare questi aspetti durante i miei vagabondaggi. Un tocco in più? Non lo so, ma di sicuro un segno distintivo.

In ogni caso sono sempre aperta a nuove esperienze, a nuovi punti di vista, a nuove realtà, senza pregiudizi di sorta: viaggiare significa scoprire!

In questi due anni mi sono state poste alcune domande. Ve ne riporto qualcuna, con la relativa risposta:

Perchè hai deciso di aprire un blog di viaggi?

Credo che i miei affezionati lettori sappiano questa risposta, ma la riporterò comunque qui. La mia voglia di viaggiare, di scoprire, di fare nuove esperienze in luoghi diversi da quelli natii, mi ha spinto ad aprire un blog dove condividere le mie esperienze, senza avere la pretesa di dare consigli o di dire cosa è giusto e cosa non lo è. Il piacere del raccontare l’ho sempre avuto, perchè non unire le due passioni?

Come riesci a farti conoscere in mezzo agli innumerevoli blog di viaggi?

Diciamo che il farsi conoscere non è l’obiettivo primario. Non è di certo fondamentale essere “influencer” o dettare una moda, ciò che è importante è comunicare agli altri le proprie emozioni quando si viaggia, per trasmettere questa passione al maggior numero di persone possibile. Quando una persona legge un mio articolo e mi dice “bellissimo racconto, ho proprio voglia di scoprire questi luoghi”, ecco, questa è la gratificazione più grande.

Quanto sono importanti i social per un Travel Blogger?

Secondo me sono fondamentali, sia per la condivisione e quindi il veicolare le informazioni, che per scambiarsi le idee: ho voluto creare appositamente un gruppo su Facebook (questo è il link), una pagina (questo è il link) e un profilo Instagram (questo è il link) per confrontarmi con gli altri viaggiatori e per imparare da loro. Cerco sempre di coinvolgere chi mi segue chiedendo che cosa ne pensa di un determinato articolo, o di scegliere delle foto tramite un sondaggio o ancora il Museo del Mese. Credo che una buona comunicazione sia fondamentale, altrimenti il blog perde il suo significato.

Hai detto di aver visitato molti paesi come Belgio e Austria, eppure non ci sono articoli su questi Paesi, perchè?

Domanda interessante. Ho sempre specificato che le fotografie che mostro sul mio blog sono state scattate da me (a parte qualche rara eccezione, sempre segnalata). Ebbene, quando ho visitato questi luoghi, per esempio Bruxelles, Berlino, Sharm el-Sheikh, non ho avuto modo di scattare fotografie perchè ero troppo piccola o perchè non avevo con me una macchina fotografica valida. Siccome per me fotografia e viaggi vanno di pari passo, non voglio scrivere articoli senza le mie fotografie e quindi aspetterò l’occasione di tornarci per raccontare le mie esprienze. Questo preclude il numero di contenuti pubblicabili, ma solo per ora. Vienna è in programma per agosto 2019, ad esempio.

Donna Vagabonda ed Eliana Intruglio Fotografie: di che cosa si tratta?

Siamo la stessa persona! Donna Vagabonda è il blog in sè, dove racconto le mie esperienze, mentre Eliana Intruglio Fotografie è la firma che utilizzo per i miei scatti. Ho anche un piccolo sito riguardo alla mia attività di fotografa, che si interseca completamente con quella di Travel Blogger (visita qui il sito). Non pretendo di essere una fotografa famosa e nemmeno così tanto brava, ma senza la fotografia non ci sarebbe viaggio e viceversa. Spero che le mie foto possano aiutare a comprendere le bellezze del nostro Pianeta, e perchè no, magari permettermi di portare avanti la mia attività di Travel Blogger sovvezionando i miei viaggi (mai dire mai ad una possibile fonte di guadagno!)

Hai avuto modo di confrontarti con altri Travel Blogger o con soggetti affiliati al turismo?

Assolutamente sì, e spero che il confronto continui, senza rivalità ma in un clima costruttivo e propositivo. Ho avviato collaborazioni con alcune strutture ricettive del territorio e non solo (visita la mia pagina dedicata) e condivido abitualmente la mia esperienza con moltissimi/e Travel Blogger e fotografi. Il 2018 è stato molto proficuo da questo punto di vista, concludendosi anche con una bellissima esperienza, che è stata la partecipazione a “Pavia, Crossroads of Europe” come relatrice (leggi qui il mio articolo a riguardo). Inoltre, nei giorni 27 e 28 Aprile 2019, verrà inaugurata la mia prima mostra personale di fotografia: Donna Vagabonda in viaggio. Vi aspetto! (Clicca qui per saperne di più).

Hai un obiettivo a lungo termine? Dove ti porterà Donna Vagabonda?

Obiettivo? Ovviamente, VIAGGIARE!

Dove mi porterà questo blog? Chi può dirlo, magari in luoghi lontani e sperduti, magari ad un lavoro a tempo pieno come Travel Blogger, magari rimarrà soltanto una passione. In ogni caso, sono estremamente felice di averlo aperto e continuerò a seguirlo con dedizione, sperando sempre di pubblicare contenuti interessanti e mai banali.

Parlando di breve termine, che cosa vedremo su Donna Vagabonda?

Spero tanti articoli, lavoro e viaggi permettendo, e tanti contenuti originali. A febbraio è in previsione la BIT-Borsa Internazionale del Turismo e mi piacerebbe parteciparvi come Travel Blogger, vediamo se sarà possibile. Da marzo si tornerà a viaggiare con costanza, dopo una brutta battuta d’arresto dovuta alla mia salute. Il futuro è imprevedibile, ed è proprio questo il bello.

Due anni di Donna Vagabonda, due anni di viaggi, due anni di fotografia, due anni di soddisfazioni uniche.

Perchè quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada.