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Palazzo Botta Adorno: Napoleone a Pavia

Turisti a casa propria: quanto è stimolante esserlo? In città come Pavia poi, c’è davvero da divertirsi! Già, perché non molti conoscono bene la propria città e spesso si tende a viaggiare lontano, “rifuggendo” i luoghi natii e preferendo mete esotiche. Io per prima ammetto di non conoscere così bene ogni angolo di Pavia: ci sarebbe davvero da scrivere dei trattati sulla sua storia, forse è impossibile nominare tutti i letterali, filosofi, scienziati, scrittori e personaggi illustri che qui sono passati, che qui hanno vissuto. In questo articolo vi racconterò di un personaggio che tutti conosciamo e del suo soggiorno a Pavia: Napoleone Bonaparte a Palazzo Botta Adorno e al Collegio Caccia.

Palazzo Botta Adorno

Palazzo Botta Adorno è un palazzo signorile sito nel centro storico di Pavia, in Piazza Botta numero 1. Il palazzo appartenne inizialmente alla famiglia Beccaria, una delle famiglie nobili più importanti della città, successivamente passò a Margherita Campeggi e poi a Francesca Beccaria Botta. Dal 1639 il palazzo fu ricostruito da Luigi Botta Adorno: i marchesi Botta possedevano i feudi di Castelletto di Branduzzo, Fortunago e Castelnovetto ed erano strettamente legati sia ai Visconti che agli Sforza.

Dal matrimonio dell’ultima degli Adorno (Maddalena) con Luigi Botta nacque il ramo dei Botta Adorno, i cui personaggi più noti furono Giacomo, feldmaresciallo austriaco e Antoniotto, feldmaresciallo e diplomatico per l’impero. Questi due nobili, in particolare Antoniotto, si dedicarono molto alla ristrutturazione del palazzo che divenne uno dei più eleganti di Pavia secondo le cronache dell’epoca. Il palazzo venne completato sul finire del Settecento e iniziò ad accogliere numerosi personaggi illustri che qui, quasi obbligatoriamente, alloggiavano durante le loro visite a Pavia: il re Filippo V di Spagna nel 1702, Maria Luisa di Borbone nel 1765, nel 1805  Napoleone insieme alla moglie Giuseppina, nel 1816 vi sostò l’imperatore Francesco I, che vi tornò anche nel giugno del 1825, nel 1838 l’imperatore Ferdinando I e poi il maresciallo Josef Radetzky, re Carlo Alberto nel 1848 e, infine, Vittorio Emanuele II nel 1859.

L’ultima discendente dei Botta Adorno, Clementina Botta Adorno (la stessa Clementina Botta Adorno che sposò il proprietario del Castello di Chignolo Po), morì senza lasciare eredi e il palazzo passò sotto la proprietà dei marchesi Cusani Visconti che lo vendettero all’università nel 1887. Da questo momento Palazzo Botta Adorno smette di essere una dimora gentilizia e di prestigio e viene totalmente trasformato e modificato per adattarlo agli usi dell’ateneo: qui vennero accolti gli istituti di anatomia e fisiologia comparata, d’igiene, medicina legale e fisiologia. I grandi saloni da ballo e da ricevimento divennero laboratori e luoghi di studio, gli intonaci e gli affreschi furono coperti da controsoffitti e contropareti, molti di essi andarono perduti.

Ciò che oggi si può osservare ancora degli antichi fasti sono due stanze “sopravvissute” ai grandi mutamenti: la stanza di Antoniotto e la stanza “di Napoleone”, dove alloggiò il condottiero durante la sua visita a Pavia prima di essere incoronato Re d’Italia.

Oggi il palazzo ospita il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia Kosmos, la sua biblioteca, il Museo Golgi e alcuni uffici.

La stanza di Antoniotto Botta Adorno e la Stanza di Napoleone

All’interno dell’ala adibita a uffici e laboratori del Museo Kosmos sono rimaste due stanze che conservano l’originaria decorazione settecentesca: la stanza di Antoniotto Botta Adorno e la stanza di Napoleone Bonaparte. In realtà non sono due vere e proprie stanze da letto, ma si tratta di un’anticamera e l’alcova. L’anticamera (la stanza di Antoniotto) è costituita da un ampio salone decorato a stucchi e dotata di porte settecentesche in legno intagliato. All’interno si trova il camino dotato del parafuoco recante lo stemma dei Botta Adorno. Sul soffitto si trova il simbolo di questa stanza: un affresco recante l’immagine di Antoniotto presso la corte russa come ambasciatore di Maria Teresa. Antoniotto fu inviato dall’imperatrice austriaca come ambasciatore per concludere il matrimonio tra il cugino dell’imperatrice, Antonio Ulrico di Brunswick-Bevern e la nipote della zarina. Questo fu uno dei massimi successi diplomatici di Antoniotto: grazie a questo matrimonio divenne un uomo chiave degli Asburgo e arricchì di molto il suo prestigio e le sue finanze.

Il grande affresco del soffitto che celebra il successo diplomatico di Antoniotto

Superata la stanza di Antoniotto si entra nell’alcova, ovvero la vera stanza da letto privata: è qui che Napoleone e sua moglie trascorsero il loro soggiorno. La stanza, piuttosto piccola, non conserva più gli arredi originali se non la porta comunicante con la stanza di Antoniotto. Ciò che però colpisce è ancora la presenza di tutti gli stucchi e gli affreschi originari: sulla porta è raffigurata la giustizia con un dipinto dorato mentre sul soffitto si trova un affresco raffigurante Diana ed Endimione, attribuito a Giovanni Angelo Borroni. Tutti gli stucchi e i finimenti sono stati risparmiati dall’inclemenza del tempo e dalle trasformazioni da parte dell’Università, lasciando una testimonianza vivida del lusso del ‘700.

Napoleone a Pavia: in viaggio verso Milano

Non era la prima volta che Napoleone giungeva a Pavia: prima di essere incoronato imperatore era stato generale condottiero durante la Campagna d’Italia e a Pavia fece reprimere una rivolta contadina scoppiata dopo il suo passaggio, alloggiando per una notte presso il Collegio Caccia, oggi trasformato in abitazione privata. In veste ufficiale da imperatore, Bonaparte raggiunse Pavia nel 1805, scelta come tappa prima di raggiungere Milano.

La targa del Collegio Caccia

Ad accoglierlo ci furono le più importanti maestranze compreso il podestà Camillo Campari che simbolicamente consegna le chiavi della città al neoimperatore. Napoleone, omaggiato per la tanta stima, si fermò a Pavia per tre giorni durante i quali visitò il Castello Visconteo (che divenne, proprio su su ordine, l’arsenale del Regno d’Italia), la città e il Collegio Ghislieri che si trasformò, sempre per suo volere, in una scuola militare: l’attenzione del Bonaparte per Pavia, e soprattutto per il Collegio, non si esaurì una volta tornato in patria; spesso l’imperatore chiedeva personalmente notizie riguardo agli studenti del collegio, predisponendo addirittura il menu che doveva essere servito sia ai cadetti che agli ufficiali. Durante la sua permanenza a Pavia incontrò inoltre Alessandro Volta che in questa occasione gli mostrò il suo “organo artificiale di elettricità”, ovvero la famosa pila.

Napoleone fu solo uno dei grandi personaggi storici che calcarono il suolo pavese, donando prestigio e fama alla città, un prestigio che è bene ricordare sempre, soprattutto ora.

La mia visita a palazzo Botta Adorno

Avevo visitato molti anni fa le stanze di Antoniotto e Napoleone, quando “non ero ancora Donna Vagabonda”; quando ho scoperto che il Museo Kosmos organizzava nuovamente una visita dei luoghi napoleonici a Pavia, non mi sono fatta scappare l’occasione: inviai una mail e gentilmente lo staff del museo mi riservò un posto in quanto blogger di viaggio. Con la fantastica guida di Jessica Maffei sono riuscita, insieme agli altri presenti, a riscoprire la storia di un palazzo che oggi non è più meta di grandi personaggi storici ma un luogo di sapere dove scienza e storia vanno a braccetto. Napoleone Bonaparte, con tutti i suoi pregi e difetti come per ogni personaggio storico, ha cambiato le sorti italiane di quel periodo e Pavia ha avuto, seppur in piccola parte, un ruolo da protagonista. Palazzo Botta Adorno è il simbolo di un’epoca d’oro ormai passata ma che fa ben riflettere: marchesi, duchesse, principi e imperatori hanno calcato il suolo pavese e hanno soggiornato in uno dei palazzi più signorili della Lombardia.

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Cosa rimane di questo antico retaggio? Quasi nulla se non la storia che viene tramandata grazie anche a queste iniziative che apprezzo e che spero non vengano mai meno. Da semplici curiosi, visitatori e amanti della storia ci siamo tuffati nel passato riscoprendo la bellezza della nostra città.

La visita non si è svolta solo all’interno del Palazzo ma si è conclusa presso il Collegio Caccia, ormai Ex-Collegio, dove Jessica ci ha raccontato della Campagna d’Italia e della rivolta dei contadini contro Napoleone. Sulla facciata del palazzo, situato in Viale Matteotti numero 20, rimane un’epigrafe che ricorda l’evento.

La guida Jessica Maffei illustra le caratteristiche della porta

Un bel tour alla scoperta delle tracce di Napoleone a Pavia, uno dei tantissimi “illustri” che di qui, tra i vicoli della mia bella (ma sempre poco valorizzata) Pavia!

Ringrazio vivamente Jessica Maffei e il Museo Kosmos per avermi permesso di partecipare a questa incredibile iniziativa: spero davvero che altre visite come queste si possano organizzare nuovamente. Pavia ha bisogno di esperienze come queste!

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Commenti

  • 7 Dicembre 2021

    Sono Oltrepavese, ma non conoscevo questo luogo! Grazie per avermi ispirata ad una futura visita, anche perchè amo la storia, quindi credo di avere pane per i miei denti qui!

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  • Lisa Trevaligie Travelblog
    7 Dicembre 2021

    Non sapevo delle costanti soste pavesi di Napoleone Bonaparte. Diciamo che anche in viaggio non Si è certo fatto mancare il lusso, nelle comodità e nei dettagli. Un posto da visitare assolutamente se ci Si trova in città.

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  • 7 Dicembre 2021

    Concordo con il tuo pensiero iniziale, spesso non si conoscono tutti i segreti della propria città ed è bello fare i turisti a casa propria soprattutto quando si scoprono queste meraviglie. A livello artistico il palazzo e la stanza di Napoleone sono qualcosa di straordinario.

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  • 8 Dicembre 2021

    Peccato che con l’acquisto da parte dell’Università l’edificio sia stato ristrutturato e molte decorazioni siano andate perdute: a vedere quello che è rimasto doveva essere splendido.

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  • 8 Dicembre 2021

    Apprezzo tanto i tuoi aneddoti, Le curiosità, i posti che ci fai visitare, anche solo virtualmente, della tua città. Grazie per farti scoprire questi posti

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  • 9 Dicembre 2021

    Hai ragione spesso si vola lontano e non si conoscono realtà locali, me ne sono resa conto soprattutto in questo lungo periodo pandemico, la rivalutazione del territorio è infatti uno dei pochi aspetti positivi. come ti dicevo non conosco Pavia ma questa sarà sicuramente una tappa da inserire quando la visiterò

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  • Libera
    10 Dicembre 2021

    Anche io , come te, sto riscoprendo tante bellezze della mia città che non conoscevo. Se mai verró a Pavia , terrò conto della possibilità di fare una visita del genere

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  • 10 Dicembre 2021

    Napoleone è tra i personaggi storici che preferisco, quando ho visto la sua tomba a Parigi mi sono commossa. Per questo motivo ti lascio immaginare con quanto piacere visiterei questo palazzo!

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  • 12 Dicembre 2021

    Eliana siamo d’accordissimo con te sul fatto che molto spesso siamo abituati a guardare lontano e non ci fermiamo ad osservare la bellezza che ci circonda nelle vicinanze. E’ bello che tu possa scoprire la tua città e vederne sempre una prospettiva nuova, è questo il segreto per non annoiarsi mai dei luoghi e delle cose che ci circondano. Quanto all’articolo, l’ho letto con molto piacere soprattutto perché non sapevo delle visite che Napoleone fece alla tua città!

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  • 4 Marzo 2022

    Ecco! immagino sia questo il palazzo che mi dicevi stasera… è veramente bellissimo e la stanza di Napoleone mi ha lasciato a bocca aperta!
    concordo con tutto quello che hai scritto (e ci siamo anche dette oggi), bisognerebbe scoprire un po’ di piu sulla nostra città, scovando questi luoghi nascosti che sono dei veri gioielli

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