Il Museo del Mese di Settembre: il Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano
Torniamo in Italia con la rubrica de Il Museo del Mese per scoprire un luogo davvero unico e speciale: il Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano, un luogo di cultura e un punto di riferimento per tutti gli studiosi e gli amanti della paleontologia. Siete pronti a scoprirlo con me?
Il Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano
Il Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano è ospitato presso il Palazzo del Michelerio di Asti ed è dedicato ai fossili e alla paleontologia del territorio astigiano, un luogo da sempre molto importante per la ricerca scientifica grazie ai numerosi ritrovamenti soprattutto di mammiferi e fauna marina. Proprio per questa abbondanza di testimonianze fossili la Provincia di Asti si prefigura come un’area geopaleontologica tra le più importanti non solo d’Italia, ma di tutta Europa: le formazioni sedimentarie delle Sabbie di Asti e delle Argille Azzurre hanno permesso ai ricercatori di ricostruire quasi totalmente la storia del territorio durante il Pliocene, ovvero tra i 5,5 e i 2 milioni di anni fa.

Il Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano: i fossili dei cetacei
La collezione del museo
Il Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano vanta una collezione di fossili di circa 18.000 pezzi, alcuni di essi esposti, altri depositati presso i magazzini e in corso di catalogazione. La provenienza è spiccatamente territoriale e questo è il vero punto di forza di questa realtà museale: un focus sull’Astigiano e sulla sua storia geologica messa in risalto dagli eccezionali ritrovamenti avvenuti fin dal XVII secolo.
Protagonisti assoluti sono i cetacei fossili del Pliocene: qui infatti sono stati ritrovati sia resti di misticeti (ovvero balene) sia di odontoceti (ovvero delfini) risalenti al periodo in cui la Pianura Padana, non solo quella astigiana, era totalmente occupata dalle acque marine, una sorta di mare caldo tropicale che ha ospitato numerosissime specie di vertebrati e invertebrati.

Alcuni gusci di bivalvi e gasteropodi trovati nei sedimenti delle Sabbie di Asti
La collezione trae le sue origini dalla seconda metà del 1700, periodo in cui la comunità scientifica inizia a studiare i fossili dell’Astigiano. Nel corso del secolo successivo i fossili iniziano a essere catalogati in maniera sistematica, cercando di ricostruire la storia del territorio: il museo nasce dunque nel 1878 e la sua importanza è riconosciuta grazie al “Catalogo descrittivo dei Talassoteri rinvenuti nei terreni terziari del Piemonte e della Liguria” del 1885 redatto dal Professor Alessandro Portis.
I pezzi storici della collezione comprendono circa 150 esemplari tra cui tre scheletri di balenotteridi e due scheletri di delfinidi quasi completi. Spicca inoltre la presenza di due resti di olotipi qui per la prima volta individuati e descritti, ovvero Septidelphis morii e Marzanoptera tersillae.
Presso lo spazio attiguo della Ex Chiesa del Gesù sono inoltre ospitate mostre temporanee sempre a carattere naturalistico e paleontologico.

Resti di Marzanoptera tersillae al Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano
La mia visita al Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano
Insieme agli amici dell’Associazione Mineralogica e Paleontologica Pavese, di cui sono Presidente, organizzo spesso delle uscite alla scoperta del territorio dal punto di vista geologico, come quella svolta al Museo di Bolca o alle Grotte di Toirano e di Borgio Verezzi: insomma, se si tratta di partire per scoprire le meraviglie geologiche di un sito Donna Vagabonda non si tira indietro!
E così in una soleggiata domenica di Maggio (2025, NdR) ci siamo dati appuntamento proprio ad Asti per farci ammaliare dall’interessante e antichissima storia di questo territorio partendo da una visita guidata presso questo Museo: la preparatissima e gentilissima Irene ci ha dunque accompagnati alla scoperta della storia geologica del territorio dell’Astigiano partendo dai suoi invertebrati, ovvero numerosi resti fossili di molluschi bivalvi e gasteropodi, fino a giungere ai veri masterpieces della collezione, ovvero i cetacei.

La prima sala del Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano
I resti delle balene e dei delfini qui custoditi sembrano riprendere vita nella cornice suggestiva di Palazzo del Michelerio: è sbalorditivo poter osservare scheletri pressoché completi e pensare che siano stati ritrovati proprio qui, nella Pianura Padana, un tempo brulicante di vita marina. Infatti la Pianura Padana è stata un tempo molto diversa da quella che possiamo osservare oggi: verso la fine del Pliocene l’Italia era in buona parte sommersa e le parti emerse formavano un arcipelago molto variegato di isole. L’area continentale comprendeva una bassa fascia alpina e una lunga e stretta penisola che partiva dalla Liguria e terminava nel Lazio.

Resti di Hemisyntrachelus cortesii ritrovato a Camerano Casaco
Dunque dobbiamo pensare la nostra Pianura Padana come un mare tropicale ricchissimo di specie faunistiche come balenottere e delfinidi: un esempio tra questi, conservato proprio qui al Museo, è la Balenottera Tersilia, ovvero Marzanoptera tersillae, scoperta casualmente in una vigna a San Marzanotto nel 1993, in pieno Monferrato. In seguito ai lavori di costruzione di una strada sono infatti venuti alla luce parte del cranio, alcune coste e alcune ossa vertebrali che hanno permesso di stimare la lunghezza di questo esemplare a circa 6-7 metri. Oltre a questi straordinari pezzi sono stati rinvenuti dei denti di squalo che fanno presupporre che questo predatore si sia cibato dei suoi resti una volta deceduta. I resti di Tersilia costituiscono un olotipo, ovvero l’unico rappresentante, per ora, del genere e della specie in questione, un insieme molto importante di fossili su cui gli scienziati si basano per studiare le abitudini di questo antico cetaceo.

Alcuni molluschi (bivalvi e gasteropodi) ritrovati nel territorio astigiano
Ciò che colpisce di questo piccolo ma ricchissimo museo è proprio la presenza di numerosi olotipi e altrettanti resti fossili: è incredibile poter osservare tutti questi preistorici cetacei che sono stati ritrovati proprio qui, nell’Astigiano, uno straordinario bacino fossilifero che ancora oggi stupisce e affascina appassionati e ricercatori.
La visita al museo è stata coinvolgente ed emozionante: insieme a Irene e agli amici dell’Associazione Mineralogica e Paleontologica Pavese è stato assai interessante ripercorrere le pieghe del tempo e tornare al Pliocene, quando la Pianura Padana era una sorta di Mar dei Caraibi (per un attimo ci siamo tutti sentiti Jack Sparrow, pirati della Pianura Padana!). Abbiamo dunque immaginato il suo clima e i numerosi cetacei che qui hanno trovato un habitat in cui sopravvivere: le acque calde dovevano essere davvero molto ospitali se proprio qui e da nessun’altra parte si sono ritrovate tutte queste testimonianze!
Incredibili poi i resti che ancora affiorano presso i numerosi geositi riuniti sotto il Parco Paleontologico Astigiano: ancora oggi è possibile ammirare alcuni affioramenti oltre che i numerosi fossili qui custoditi nel museo. Osservare le numerose conchiglie di gasteropodi e bivalvi ci fa immaginare un ambiente marino dinamico, con una barriera corallina variopinta e pullulante di vita!
Presso il bookshop abbiamo poi acquistato alcuni libri da conservare nell’archivio della nostra Associazione: un valido aiuto per tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza di questo ambiente e della sua fauna così peculiare.

Donna Vagabonda al Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano, in compagnia dei resti di Balenoptera acutorostrata cuvierii ritrovata nel 1959 a Valmontasca
La visita al Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano è stata ricca e coinvolgente: grazie a questo Museo è possibile conoscere a fondo l’ambiente marino pliocenico della Pianura Padana e osservare i meravigliosi resti fossili ritrovati nel territorio. Un Museo davvero ben fatto e articolato che permette di valorizzare il patrimonio geologico e naturalistico della Provincia di Asti!
Informazioni utili
Il Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano si trova presso il Palazzo del Michelerio in Corso Vittorio Alfieri 381 – 14100 Asti (AT).
Il Museo è aperto con orario continuato dalle 11:00 alle 17:00 nei giorni di Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì.
Il Sabato, la Domenica e i festivi è aperto con orario continuato dalle 11:00 alle 18:00.
Chiuso tutti i Martedì.
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.



Vi do il tiro - Travel blog
Non conoscevo questo museo, ma ammetto che sarebbe molto interessante visitarlo. Durante il mio girovagare cerco sempre di visitare musei che raccontino la storia del territorio con manufatti e reperti ritrovati sul luogo come in questo museo. Grazie per le informazioni, utili e puntuali.
Silvia The Food Traveler
Ne avevo sentito parlare perché Asti si trova a meno di un’ora da casa mia, e da un po’ di tempo è nella lista dei musei da vedere insieme al Planetario di Pino Torinese e al Museo di Scienze Naturali di Torino. L’autunno per me è la stagione perfetta per queste visite in zona per cui mi sa che una tappa ad Asti è d’obbligo nelle prossime settimane!