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Il Museo di febbraio: il museo paleontologico di Bolca

Durante i miei studi, ho avuto l’opportunità di poter visitare tanti luoghi interessanti e di scoprire anche musei che non conoscevo. E’ il caso del museo paleontologico di Bolca, situato nel paese omonimo, in provincia di Verona. Dopo una bella mattinata di ricerca di fossili, dove sono stata anche fortunata a trovare un bel pesciolino, la visita al museo della famiglia Cerato è stata davvero obbligatoria.

Bolca

Già perchè la dinastia dei Cerato gestisce il sito di ricerca ed il museo correlato, che è un vero e proprio Lagerstätte, ossia un sito talmente ricco di reperti da essere definito “eccezionale” per la paleontologia. Grazie ad una concessione risalente alla fine del 1800, la famiglia si è occupata dell’estrazione e della conservazione di notevoli pezzi. I veri protagonisti non sono i grandi rettili del Mesozoico, ma bensì i pesci: il sito infatti viene definito la “Pesciara” di Bolca.

Il giacimento è costituito da strati calcarei dello spessore di circa 19 metri e di limitata estensione. La grande varietà di esseri viventi ha davvero stupito gli scienziati, dato che sono stati rinvenuti sia pesci da barriera corallina (simili a quelli dell’odierno Mar Rosso), sia organismi di fondali bassi e sabbiosi, simili a quelli che oggi possiamo ritrovare presso le coste meridionali del Mar Mediterraneo.

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Nel giacimento di Bolca sono state ben 250 specie di animali fossili (140 generi, 90 famiglie e 19 ordini). Inoltre, eccezionali sono stati i ritrovamenti di cefalopodi, crostacei, meduse e coralli, oltre che piume d’uccello, insetti, carapaci di tartarughe e piante acquatiche e terrestri.

Il perchè ci sia una così grande abbondanza di forme viventi è ancora tutto da spiegare e i paleontologi stanno, ancora oggi, studiando questo giacimento con grande interesse.

Il museo si caratterizza per la spettacolarità dei suoi campioni esposti: impressionanti pesci angelo (ordine dei Perciformes) e razze, pronti ad ammaliare lo spettatore che si trova davvero immerso in una laguna preistorica che lascia letteralmente senza fiato. Un viaggio nello spazio e tra le pieghe del tempo, dove i fossili sembrano prendere vita e traghettarci in lagune lontane e ricche di forme e colori bizzarri.

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I due piani epositivi offrono un’esperienza a tutto tondo e, grazie alla presenza di due grandi acquari marini con specie odierne, non è difficile per il visitatore immaginare la bellezza di questi veri e propri giganti del passato.

Il museo è adatto sia ad adulti che ai piccini, che troveranno di sicuro spettacolari questi maestosi esseri del passato. Accanto al Museo si può inoltre visitare un piccolo shop che propone pezzi in vendita provenienti anche da altri giacimenti, soprattutto esteri.

Consiglio vivamente di approfittare anche della foresteria della famiglia, dove si mangia assai bene e si dorme altrettanto comodamente. La famiglia, propone anche visite guidate al giacimento con attività di raccolta presso le “discariche”, ovvero la zona all’esterno del giacimento dove vengono depositati gli scarti delle lavorazioni, che contengono numerosi piccoli fossili ben visibili ad occhio nudo.

Informazioni utili

Biglietto intero: 4 euro

Biglietto ridotto: 3 euro

Il Museo è aperto tutti i giorni con i seguenti orari:

Orario invernale: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00

Orario estivo: dalle 9.00-12.00 e dalle 14.00-18.00

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale

http://www.museofossilibolca.eu/

Le mostre più belle: Mineralpavia

Da tre anni ormai si ripete il consueto appuntamento con Mineralpavia, Fiera e Borsa-Scambio di Minerali e Fossili.

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Quest’anno, Mineralpavia torna il 27 maggio, domenica, con tante novità e più di 70 espositori provenienti da tutto il nord Italia.

Ormai diventata un appuntamento fisso, la manifestazione si sposta quest’anno in una nuova location, presso il Centro Polifunzionale di San Genesio ed Uniti, in Via Parco Vecchio 21.

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Come per le scorse edizioni, la mostra prevede la vendita e lo scambio di minerali, fossili, monili, pietre preziose, gemme e oggetti preziosi. Mineralpavia è il luogo di ritrovo di appassionati, collezionisti o semplice pubblico attirato dalla bellezza della mineralogia e della paleontologia. Una giornata unica in tutto l’anno, ed una manifestazione senza precedenti all’interno della realtà pavese e del suo territorio: Mineralpavia è infatti l’unica fiera del settore del territorio pavese, che riunisce non soltanto persone della provincia, ma anche di Milano, Torino, Genova, e da tante altre città.

Oltre alla vendita e allo scambio aperto al pubblico, alla manifestazione sarà presente una mostra fotografica naturalistica con le fotografie dei fotografi Milo Ramella, Luciano Girotto e Silvia Moretti, esperti naturalisti.

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Anche quest’anno, l’organizzazione è affidata all’Associazione Mineralogica e Paleontologica Pavese (di cui sono il Presidente), che con tanto entusiasmo cerca di migliorare l’evento sempre di più.

L’ingresso al pubblico è gratuito.

La Fiera Mineralpavia si terrà il giorno 27 maggio 2018 e sarà aperta al pubblico dalle ore 9:00 alle ore 18:30, presso il Centro Polifunzionale di San Genesio ed Uniti (Pv), in via Parco Vecchio 21.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale, l’evento ufficiale su Facebook o inviate una mail ad info@amppavia.it

Il museo di marzo: il Museo di Storia Naturale di Venezia

Nel 2014 mi trovavo a Venezia, e non potevo non visitare uno dei musei di Storia Naturale e più belli presenti in Italia.

Museo Venezia

Così, passeggiando tra i vicoli, ho raggiunto la mia meta. Il museo si trova all’interno del Fontego dei Turchi, importante e lussuoso palazzo affacciato sul Canal Grande. E’ stato fondato nel 1923 e l’inaugurazione si ebbe nel 1932.

Il museo è stato frutto di un rinnovamento nel 2011, che ha visto l’ampliamento dell’area espositiva di 16 nuove sale.

Appena entrati non si può fare a meno che notare l’imponente sceletro di Ouranosaurus nigeriensis , un calco dell’originale, scoperto dall’archeologo Giancarlo Ligabue in Niger, durante una sua spedizione del 1972-1973: questo scheletro è uno dei più completi e integri tra tutti quelli scoperti. L’ouranosauro era un grosso dinosauro ornitopode del Cretaceo, che vivea nell’odierna Africa. E’ parente del più famoso Iguanodon ed è facilmente riconoscibile grazie alla vela che porta sulla schiena. Da comparazioni anatomiche del crani, simile a quello di alcuni adrosauri, soprattutto per la presenza del becco largo e della struttura ossea in cima al muso, potrebbe essere un precursore di questi dinosauri, anche se la dentatura è quella degli iguanodontidi. Lo scheletro è imponente e, data la mia passione per gli erbivori, gli scatto una miriade di fotografie. Di fianco, si trova anche lo scheletro di Sarcosuchus imperator, il più grande coccodrillo della storia.

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Lo scheletro di Ouranosauro

Continuando con la visita, il percorso si snoda “sulle tracce della vita” che raccontano la nascita dalla vita tra i fossili, fino all’arrivo dell’uomo.

Proseguendo si incontrano altre sale interessanti, addirittura è stata ricostruita una wunderkammer del 1500-1600: queste camere delle meraviglie erano molto in voga in passato nelle case dei nobili collezionisti, che volevano far ammirare ai loro ospiti animali esotici impagliati o piante particolari sempre provenienti da mondi lontani. Erano gli anni delle grandi esplorazioni, ma questa tradizione continuò per parecchio tempo.

Nel museo, si trovano anche molti animali tassidermizzati, come i pappagalli, con la loro descrizione.

Al piano terra, si trova una delle sezioni più belle e quella più interattiva: quella sulla biologia marina. Qui si trova un’imponente acquario lungo 5 metri che permette di ricostruire l’ecosistema di Tegnùe. Con la denominazione locale di  si intendono gli affioramenti rocciosi che si distribuiscono nell’area occidentale del Golfo di Venezia, a profondità comprese fra gli 8 ed i 40 m. Queste formazioni rocciose sono riconducibili a facies di piattaforma carbonatica di bassa profondità in acque temperato-fredde.

La sezione continua con una bellissima parte interattiva sui cetacei, dove si possono udire le vocalizzazioni di questi stupendi animali e imparare a distinguerli: un modo divertente, anche per i più piccoli, di conoscere queste specie che spesso sono minacciate.

Per altre informazioni: il sito del museo