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Il Castel Savoia

Continua la mia rubrica sulle bellezze della Valle d’Aosta scoperte durante il mio on the road estivo del 2020: dopo Bard e la Cascata di Isollaz, il primo giorno io e mio padre ci siamo diretti verso Gressoney-Saint-Jean alla scoperta del Castel Savoia.

Storia di Castel Savoia

Castel Savoia è uno splendido maniero costruito in stile eclettico per volere della regina Margherita di Savoia, prima regina consorte del Regno d’Italia. La costruzione del castello iniziò dopo che Margherita e suo marito Umberto I Re d’Italia soggiornarono in Valle d’Aosta presso il barone Beck Peccoz: in questa occasione la regina si innamorò follemente della vista delle montagne valdostane sul versante al di sotto del Colle Ranzola, da cui si gode ancora oggi di un ampio panorama sulla valle e sulle cime del Monte Rosa (come darle torto?) e decise di far costruire proprio qui una residenza per il riposo reale.

Nonostante le numerose resistenze di Umberto, che preferiva soggiornare presso il presistente Castello di Sarre (di cui vi parlerò presto), vero e proprio tempio per le battute di caccia, la regina la spuntò e affidò i lavori per una nuova costruzione all’architetto Emilio Stramucci, già conosciuto dai reali per i rimaneggiamenti di Palazzo Reale e di altre dimore sabaude.

La prima pietra di quello che diventerà Castel Savoia fu posata nell’estate del 1899 ma purtroppo Umberto I non potè mai vedere l’opera compiuta a causa del suo assassinio avvenuto nel 1900 a Monza, ben prima del termine dei lavori, nel 1904.

La regina Margherita, ormai vedova e divenuta regina madre, decise di eleggere questa residenza come suo luogo prediletto e quivi trascorse numerosi periodi di villeggiatura fino al 1925: ospitò inoltre numerosi poeti e letterati tra cui l’amico Giosuè Carducci.

Il meraviglioso Castel Savoia

Dopo la morte della regina Margherita avvenuta a Bordighera nel 1926, il castello rimase chiuso per alcuni anni e venne venduto nel 1936 all’industriale Ettore Moretti che lo mantenne quasi intatto. I suoi eredi a loro volta lo vendettero alla regione autonoma Valle d’Aosta nel 1981.

Oggi il castello è aperto al pubblico e ospita anche eventi privati come matrimoni e set fotografici.

Nel 2012 il castello fu scelto come set cinematografico del film Il peggior Natale della mia vita.

Architettura di Castel Savoia

Castel Savoia non è un vero e proprio castello ma una grande villa di tre piani costruita in stile eclettico. Lo stile del maniero venne scelto proprio dalla regina che seguì con molta assiduità le fasi della costruzione, visionando progetti e fornendo direttive ai costruttori che impiegarono rocce locali per questo maniero.

La struttura si staglia su una piccola collinetta in tutta la sua austerità: la presenza di 5 torrette in stile gotico (di cui una ottagonale) tutte sormontate da guglie differenti, fu voluta anch’essa dalla regina che curò ogni minimo particolare di questa struttura.

Ciò che colpisce di Castel Savoia sono le numerose finestre, bifore, trifore e la varietà di stili: all’interno si trovano soffitti a cassettoni (tipici del Medioevo), delle boiseries (tipiche del diciassettesimo secolo) e molti elementi decorativi coevi alla regina.

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In ogni elemento architettonico c’è l’impronta di Margherita: i motivi floreali intagliati nei soffitti, opera dell’intagliatore piemontese Michele Dellera, i dipinti murali e i disegni delle tappezzerie (ad opera di Carlo Cussetti), riportano in molti casi lo stemma di Casa Savoia o richiamano esplicitamente il nome della sovrana. Non mancano poi gli stemmi dei Savoia e il loro motto “Fert“, presente quasi ovunque.

Il pianterreno ospita la sala da pranzo, la sala da gioco con il biliardo, dei piccoli salotti, la grande veranda semicircolare e il salone d’onore con l’incredibile e meravigliosa scala in legno di rovere a doppia rampa semicircolare, simbolo di questo castello.

Lo scalone doppio a chiocciola

Il piano nobile ospita invece gli appartamenti privati della regina Margherita, del figlio Vittorio Emanuele III, della nuora Elena del Montenegro e del nipote Umberto II, una stanza riservata alla marchesa Paola Pes di Villamarina.

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Il secondo piano ospita alcune stanze per gli ospiti e l’accesso al terrazzo coperto della torre più alta mentre il piano interrato è adibito a cantina.

Ciò che incuriosisce di questo maniero è l’assenza delle cucine all’interno del corpo principale: la regina ha voluto che ad esse fosse adibito uno spazio al di fuori, a circa 30 metri di distanza, nella struttura che oggi ospita la biglietteria. Il collegamento con le cucine per trasportare le vivande era garantito da un vero e proprio tunnel dotato di un doppio binario Decauville, dove le portate percorrevano il loro breve tragitto su appositi carrelli elettrici chiusi ermeticamente fino a un ascensore interno che portava i pasti direttamente nella sala da pranzo del castello. Tutto ciò è davvero incredibile e sicuramente fuori dagli schemi!

All’esterno del castello si trovano un bosco di partinenza e uno splendido giardino roccioso visitabile, inaugurato nel 1990.

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Collegate dal viale d’accesso al castello, vi sono anche alcune strutture abitative: la Villa Belvedere, che fungeva da foresteria, alloggio per i custodi, per la servitù e per la scorta di Carabinieri Reali e il Romitaggio Carducci, dedicato alla memoria del poeta e amico della regina che vi soggiornò.

La mia visita a Castel Savoia

Dopo aver visitato Bard e la cascata di Isollaz io e mio padre avevamo deciso di non correre subito verso il nostro alloggio ma di visitare qualcosa di particolare: volevamo visitare qualcosa di vicino e di non troppo impegnativo vista l’ora. Così, consultando il sito ufficiale del turismo in Val d’Aosta abbiamo scoperto l’esistenza di Castel Savoia e la possibilità di acquistare i biglietti online per la visita in modo da non creare assembramenti alla biglietteria. Questo metodo lo avremmo utilizzato per tutte le visite ai castelli in questo viaggio da qui in avanti in quanto comodo e veloce!

Giunti a Castel Savoia abbiamo lasciato l’automobile proprio nell’antistante parcheggio gratuito e siamo entrati in un mondo di meraviglia: ci hanno accolto subito la Villa Belvedere e il Romitaggio Carducci (non visitabili) e infine il meraviglioso giardinetto roccioso che accoglie essenze autoctone della Valle e piante tipiche dell’ambiente montano. Per nostra fortuna non c’erano molti visitatori a quell’ora (avevamo prenotato per l’ultima visita) e così abbiamo potuto fotografare il tutto senza problemi.

Fiori e Castel Savoia

Mostrata la prenotazione alla biglietteria ci siamo diretti verso il punto di incontro: qui, assieme ad altre 6 persone, abbiamo iniziato la visita guidata in compagnia di una guida preparata e mai banale, anzi!

Procedendo verso gli interni del maniero si rimane davvero incantati dall’eleganza e dalla bellezza degli arredi e delle decorazioni: non è difficile capire perchè Margherita amasse così tanto questo luogo, tutto è ben curato, ordinato, realizzato con dovizia di particolari. Il castello è accogliente e ha un fascino regale nonostante le sue ridotte dimensioni: certo, qui non si poteva ospitare una corte ma di sicuro questo luogo poteva far sentire come a casa sia Margherita che i suoi ospiti.

Lo stemma di casa Savoia è onnipresente: Margherita era totalmente devota alla causa della sua famiglia “di adozione” e divenne una fervente monarchica desiderosa di aiutare il marito nel prendere le decisioni più importanti. Tra loro c’era indubbio rispetto e probabilmente un sentimento di profondo affetto (se non proprio di amore).

Ciò che colpisce di più è sicuramente il grande scalone che collega il piano terreno al quello nobile: a chiocciola e completamente realizzato in rovere è davvero un’opera d’arte che non ci si aspetta di trovare in un castello così piccolo. A causa della sua fragilità e per evitare di rovinarlo non lo possiamo percorrere e la guida ci fa accedere al piano nobile grazie alla scala di servizio: giunti sul corridoio possiamo vedere la scala da un’altra proospettiva e ammirare ancora di più la sua bellezza. Oltre alla scala è degno di nota il motto che accoglie chiunque salga al piano:

Hic manebimus optime

letteralmente tradotto in “qui staremo bene” a dimostrazione di quanto Margherita tenesse ai suoi ospiti e al loro soggiorno.

Dopo un breve tour tra le camere ci dirigiamo verso una piccola stanza, dedicata al padre spirituale che seguiva Margherita durante i suoi ritiri qui, la quale accoglie alcuni ritratti e fotografie di lei e dei Savoia: qui scopriamo, grazie alla guida, la grande passione della regina per la montagna. Nonostante le difficoltà dovute all’epoca, Margherita era un’intrepida scalatrice e aplinista e non si faceva scoraggiare dalle condizioni difficili della montagna d’inverno: in alcune foto la vediamo con la slitta o con i bastoni da montagna, a dimostrazione che questi luoghi sanno davvero conquistare tutti!

Margherita l’impavida montagnola e il suo seguito

Terminata la visita ci dirigiamo all’esterno per scattare le ultime fotografie e notiamo la splendida meridiana posta sulla facciata: realizzata nel 1922, reca le parole augurali “Sit patriae aurea quaevis” – “Ogni ora sia d’oro per la patria“. Quell’augurio purtroppo non fu tanto di buon auspicio ripensando a ciò che sarebbe accaduto in Italia proprio in quell’anno.

Valle d’Aostra tra sapori e luoghi suggestivi: la zona di Gressoney-Saint-Jean è ricca di luoghi suggestivi e ristoranti fantastici dove poter assaggiare le prelibatezze del luogo. Vi consiglio di fare una bella passeggiata a Gressoney e di scoprire il suggestivo borgo di Gaby. Se volete gustare la buona cucina valdostana vi consiglio di fermarvi al ristorante Fior di Roccia e di provare le castagne alla valdostana, non ve ne pentirete!

 

Commenti

  • 18 Gennaio 2021

    Anch’io a luglio ho avuto il piacere di visitare questa residenza da favola 😍 la Val d’Aosta è in grado di regalare panorami mozzafiato e, contemporaneamente, farti vivere il passato grazie al circuito di castelli sparsi sul territorio 🏰

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  • Lisa Trevaligie Travelblog
    19 Gennaio 2021

    Uno stile davvero particolare, molto elegante. Ma non poteva essere altrimenti. la cura dei dettagli è sempre stata una prerogativa dei Savoia. Spero di visitare presto sia la regione che la residenza che mi hai fatto conoscere con questo articolo.

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  • antomaio65
    19 Gennaio 2021

    In effetti l’esterno è un pò austero per essere una residenza, quelle torrette sembrano davvero difensive. Però l’interno è magnifico soprattutto lo scalone

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  • 20 Gennaio 2021

    Che bello! Non immaginavo ci fosse un castello così ben curato e ben tenuto in valle d’Aosta! Adesso che ci torno vado a visitarlo anch’io

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  • 20 Gennaio 2021

    Molto bello questo castello, la Valle D’Aosta è veramente ricca di splendide chicche oltre d avere un paesaggio magnifico, non lo conoscevo magari riesco a farci una visita prima o poi

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  • 21 Gennaio 2021

    Posso capire che la regina si sia innamorata di questa vista! Mi stai facendo venire sempre più voglia di visitare finalmente la Val d’Aosta. Essendo da Bologna più comodi Veneto e Trentino, alla fine non l’abbiamo mai presa in considerazione come meta di montagna, ma vedo che ha tanto da offrire!

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  • 21 Gennaio 2021

    Molto bello, anche io e il mio collega lo abbiamo visitato. Sembra di essere nel castello di Cenerentola!

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  • 23 Gennaio 2021

    Bello! L’ho visto anche io qualche anno fa, ma purtroppo era inverno ed era chiuso alle visite per manutenzione straordinaria. Mi fa piacere aver visto le foto degli interni

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  • 25 Gennaio 2021

    Chiamala scema alla Regina Margherita! Mi sarei imposta anche io per costruire li un castello, con dei panorami stupendi ovunque si guardi 😍
    Poi il castello stesso è davvero meraviglioso!

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  • 26 Gennaio 2021

    Un castello tra le montagne per me è un sogno, questo poi è spettacolare, anche perché trovo che abbia qualcosa di vagamente scozzese ma magari è solo una mia impressione 😉 Sai che nonostante sia a un paio di ore da casa non ci sono mai stata? Non so come mai, ma pur avendone sentito parlare tanto, non mi è mai venuto in mente di visitarlo. Ma mi sembra un’ottima idea per quando sarà più facile e più sicuro muoversi.
    Curioso il fatto delle cucine “esterne” e anche il collegamento via tunnel!

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  • Sara
    26 Gennaio 2021

    Non conosco quasi per niente la Val d’Aosta, ma so che ci sono diversi castelli. Questo sembra particolarmente bello e molto elegante, me lo segno… E soprattutto mi segno il ristorante dove mangiare le castagne alla valdostana, solo il nome mi ha già fatto venire l’acquolina!😂😋

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  • 26 Gennaio 2021

    Che meraviglia! Non avevo mai sentito parlare di questo castello, del resto conosco ben poco la Valle d’Aosta. Ma ci faccio sicuramente un pensiero per quando ci si potrà di nuovo muovere liberamente.

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  • 27 Gennaio 2021

    Bellissima questa dimora dove l’impronta della padrona di casa è ovunque, dalle pareti ai mobili. Inoltre quel “qui staremo bene” sicuramente voleva essere di buono auspicio per momenti felici che alla fine il marito non ha potuto vivere assieme a lei.
    La cosa che mi colpisce di più è quel tunnel che per quei tempi era davvero tecnologico!

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  • 28 Gennaio 2021

    Straordinaria la storia di questo castello, così tanto voluto dalla Regina! E che capolavoro ne è uscito fuori!!! Questo articolo lo salvo assolutamente, perchè prima o poi andrò a visitare il Castel Savoia e la Valle d’Aosta intera. E complimenti per le fotografie, sono davvero belle (come sempre).

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  • 29 Gennaio 2021

    Mi piace scoprire la storia attraverso i luoghi in cui hanno vissuto i protagonisti. La regina Margherita è un personaggio affascinante e, oserei dire, molto determinata nel portare avanti le sue idee. Il fatto che abbia seguito passo passo i lavori ne è una dimostrazione evidente. La foto dello scalone è bellissima come tutto il resto d’altronde. E’ costruito con buon gusto. Mi piacerebbe molto visitarlo!

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  • 29 Gennaio 2021

    Qui ci sono stata, ma ti parlo di anni e anni fa…forse ero appena arrivata in Italia, Gennaio (2006) e mio padre mi portò a Gressoney per la settimana bianca.
    Ho dei ricordi bellissimi di questo Castello, in mezzo ad un paesaggio innevato. Mi hai proprio riportato indietro nel tempo!
    Quello che non sapevo era la sua storia e sono contenta di esserci capitata qui oggi!

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  • 3 Febbraio 2021

    Non sono una grande estimatrice di casa Savoia, ma i castelli eclettici devo dire che mi piacciono e anche questo sembra davvero affascinante! 🙂
    Un luogo in più da aggiungere alla lista di cose da vedere in Val d’Aosta! E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli Eliana! 🙂

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  • 3 Febbraio 2021

    Davvero interessante questa villa, la scala a chiocciola sembra bellissima, come gran parte degli interni! Che stranezza avere le cucine distaccate dalla struttura principale, mai avevo letto di una struttura come questa!

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  • Alessandra
    5 Febbraio 2021

    Non ho ancora avuto modo di visitare questo castello, ma dalle foto sembra davvero meraviglioso. Condivido il gusto della regina: anch’io amo l’architettura gotica e le montagne. Connubio perfetto!

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  • 5 Febbraio 2021

    Ho vissuto a Torino qualche anno e durante una gita fuori porta sono andata a vedere questo Castello, ma purtroppo non sono entrata… Bellissimo articolo

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    • 8 Febbraio 2021

      Wow! Questo castello sembra veramente ricco di dettagli interessanti, come il fatto che la cucina si trovasse in un altro edificio… Sono stata in Valle d’Aosta, ma purtroppo non conosco bene la regione! Dovrei proprio rimediare!

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  • 9 Febbraio 2021

    Un castello tra le montagne e in un paesaggio mozzafiato… Un sogno per me! La Val d’Aosta è da sempre nella mia lista dei desideri di viaggio, ancora non sono riuscita ad andarci! E questo splendido maniero mi regala una motivazione in più per organizzare un bel viaggetto 🙂

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  • Marina
    9 Marzo 2021

    Sto progettando una visita estiva in Valle D’Aosta e questo post cade a fagiolo! Conoscevo solo il castello dj bard ed invece ho appurato che ce altro da vedere assolutamente in questa regione!

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  • 14 Maggio 2021

    Stupendo questo castello sia fuori sia dentro! Mai avrei detto che la regina Margherita fosse così atletica e “montanara”, troppe volte ci fermiamo alle apparenze

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