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Il Castello di Cly

Continua il mio racconto delle bellezze della Valle d’Aosta, una regione che ho (ri)scoperto durante l’estate del 2020 con un viaggio on the road! In questo articolo vi racconto della mia visita al Castello di Cly, rocca situata presso l’omonima frazione del Comune di Saint-Denis.


Storia del Castello di Cly

Il Castello di Cly è un maniero medioevale valdostano che si trova all’interno dell’omonima frazione del Comune di Saint-Denis.

Nato e concepito come un castello difensivo, appartiene alla categoria dei “castelli primitivi” che comprende costruzioni costituite da una torre centrale a pianta quadrata o di forma simile e un’ampia cinta muraria che racchiudeva altri edifici. É sicuramente uno dei quei castelli che meglio si avvicina al nostro immaginario collettivo di “rocca medioevale”. La sua posizione, isolata ma ben visibile dato che si trova su di uno sperone di roccia a 780 metri di altitudine, gli permetteva di dominare il borgo di Chambave e il fondovalle da Aosta a Saint-Vincent.

Il sito era già occupato in epoca preistorica e protostorica; il castello viene nominato ufficialmente per la prima volta in un documento del 1207 nella quale si menziona la “cappella sancti Mauricij de castro Cliuo” come bene della Prevostura di Saint-Gilles a Verrès. Di sicuro il castello è più antico grazie ad alcuni studi dendrocronologici eseguiti sul legno del mastio che hanno potuto determinare l’anno di costruzione, il1027.

L’imponente sagoma del Castello di Cly

Il castello passò più volte di mano: i primi proprietari furono gli Challant del ramo di Cly e in particolare Bosone IV che ricevette il castello e il feudo di Cly direttamente dai Conti di Savoia. Alla morte di Bosone il maniero passò al figlio Bonifacio I e poi al nipote Pietro che ingaggiò un’aspra contesa con il Conte Amedeo IV di Savoia e che venne sconfitto da quest’ultimo: ciò comportò la perdita di tutti i beni della famiglia, compreso quindi il castello che passò direttamente ai Savoia.

I Savoia amministrarono per due secoli il castello prima di assegnarlo a varie famiglie come ai San Martino di Strambino, al Marchesato di Candia, alla famiglia Roncas di Châtel-Argent. Alla fine del XVII il castello venne abbandonato e parte delle sue pietre furono utilizzate dai Roncas per la costruzione di una più comoda abitazione a Chambave. Da questo momento in poi iniziò un inesorabile declino che trasformarono il castello in ciò che vediamo oggi: solo grazie allo storico Tancredi Tibaldi, che lo acquistò per conto del Comune di Saint-Denis, il castello non venne totalmente perduto.

Ancora oggi la proprietà è del Comune che permette al pubblico di visitarlo durante i periodi estivi con visite guidate.

Struttura del Castello di Cly

L’impianto di questo castello è caratterizzato da un imponente donjon, o dongione, a pianta quadrata (il dongione è la tipica torre massiccia medioevale che svetta sugli altri edifici del castello) e da un’ampia cinta muraria che racchiudeva edifici funzionali e correlati al maniero per una superficie totale di 2800 metri quadrati. La parte occidentale del complesso è sempre stata caratterizzata dal fatto che non vi sorgessero edifici: qui infatti doveva rifugiarsi la popolazione in caso di attacco nemico. Gli edifici si trovavano invece nell’area sud est e comprendevano la cappella, le cucine, le stalle, il corpo di guardia e l’abitazione del castellano. A nord ovest si trovano invece i resti di una torre che sovrastava una cisterna sotterranea con funzione di pozzo.

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Ciò che spicca su tutto è l’imponente mastio caratterizzato dal dongione alto 18 metri e con una pianta quadrata di 9,40 x 9 metri di lato. Inizialmente per accedere alla torre veniva utilizzata una scala a pioli in legno, poi sostituita da una scala in pietra sorretta da un arco rampante di cui non restano tracce. La torre ha subito alcuni rimaneggiamenti come l’installazione di una porta e di alcune finestre, oggi murate. Nel corso degli anni la torre deve avere subito alcuni rimaneggiamenti, come dimostrano una porta e alcune finestra murate.

Addossati al mastio si trovano i resti della piccola cappella romanica dedicata a San Maurizio, risalente probabilmente all’XI secolo. L’abside, orientato verso est, era in origine affrescato con figure di angeli, santi ed evangelisti, come dimostrano alcuni disegni di Alfredo d’Andrade e gli scritti di Carlo Nigra degli inizi del 1900, ma ormai ne rimangono solo alcuni frammenti.

Gli edifici residenziali e il corpo di guardia, sono ormai allo stato di rudere, appena intuibili dal visitatore.

Johanneta Cauda: la prima “strega” al rogo in Valle d’Aosta

Il castello si è reso protagonista di un’orrenda vicenda quattrocentesca: i documenti della castellania sabauda e l’Errores gazariorum, un compendio sulla stregoneria nell’area alpina occidentale, riportano infatti la storia di Johanneta Cauda, la prima donna accusata di stregoneria in questa area alpina. L’accusa fu quella di aver mangiato i propri nipoti assieme a un’amica. A quel tempo il Castello di Cly era il centro giudiziario e amministrativo della signoria e ospitava le prigioni dove la donna passò un periodo di sessantuno giorni prima di venir bruciata viva sul rogo pubblicamente a Chambave, l’11 agosto 1428, il giorno di San Lorenzo, patrono del borgo. Il castello, anche se non fu il luogo esatto dove venne eseguita la condanna, fornì gratuitamente legna e cespugli per il rogo e questa abitudine divenne un’usanza per gli altri roghi avvenuti qui.

Questo evento dona ancora oggi un’aura misteriosa al Castello di Cly che, imponente ma ferito, domina ancora la valle con sguardo serio e minaccioso.

La mia visita al Castello di Cly

Il mio tour della Val d’Aosta è stato naturalistico ma soprattutto storico: volevo scoprire i più importanti e suggestivi castelli della regione e questo è solo il quarto dei tanti visitati dopo quelli di Saint Marcel e quello di Fénis visti nella stessa giornata (Castel Savoia l’avevo visitato il giorno precedente). Nonostante questo maniero sia stato completamente distrutto dalle pieghe del tempo, la sagoma del dongione è visibile a parecchi metri di distanza ed è proprio questa che mi ha attirato verso di esso.

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É così, dopo aver concluso la visita a Fénis, insieme a Papà Vagabondo Giuseppe ci siamo diretti a Cly. Al contrario di altri castelli a Cly abbiamo assistito a una bassa affluenza, forse perché il viaggiatore non sa che il castello si può anche visitare: infatti quella mattina ci eravamo recati, a detta della nostra guida, soltanto io e lui presso questo luogo e i giorni precedenti non era stato molto diverso.

La visita guidata, da parte di una volontaria del Comune, è stata comunque ricca ed esaustiva oltre che esclusiva: insieme a lei abbiamo scoperto la storia e la triste storia di Johanneta e siamo rimasti colpiti dal grande torrione oltre che dagli affreschi appena visibili della cappella: anche se sono rimaste solo alcune parti si osserva molto bene la trama del disegno. Nonostante molti degli edifici conservino appena i basamenti si può intuire quanto questo castello fosse imponente e anche minaccioso verso i nemici della casata che lo amministrava: i resti delle mura e i mattoni impiantati nella dura roccia suscitano riverenza ma anche forte timore.

Se dovessi consigliare quali castelli visitare in valle d’Aosta consiglierei anche questo di Cly, sia perché non è facile trovare un dongione così imponente, sia perché la sua storia e le sue vicende sono assolutamente particolari. Non fatevelo scappare!

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    12 Novembre 2021

    La Val d’Aosta è una delle regioni che non ho mai avuto il piacere di vedere. Credo proprio che se dovessi riuscire ad organizzare un viaggio inizierei proprio da questa meraviglia! Grazie della dritta.

    reply
  • 12 Novembre 2021

    Ma è bellissimo! Nonostante abbia lavorato un anno in Valle d’Aosta, restando chiusa 14 ore al giorno in cucina, non ho mai fatto grandi escursioni. Ma questo castello merita molto e la storia della strega mi incuriosisce!

    reply
  • 12 Novembre 2021

    Sono stata più volte in Val d’Aosta abbinando, in un weekend, la giornata alle terme di Pre Saint Didier ed, il giorno successivo, la visita di 2 o 3 castelli. Purtroppo quando siamo andati lo abbiamo trovato chiuso (forse perché inverno) e abbiamo ammirato la sua imponenza da fuori le mura. Grazie al tuo racconto ho scoperto diverse curiosità 😉

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  • Bru
    13 Novembre 2021

    Una che si definisce giramondo e poi legge un’altro articolo su una destinazione italiana dove non è mai stata … diciamo che è obbligatorio iniziare a mettere una lista seria di cose da vedere nella propria patria
    grazie Eliana

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  • 13 Novembre 2021

    Assurdo quanto mi manchi da vedere in Italia! La Val d’Aosta è una regione in cui sono stata pochissimo!

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  • 13 Novembre 2021

    Cara Eliana, sai bene che quando si parla di castelli per me è un vero invito a nozze! Quello di cui parli nell’articolo, però, non lo conoscevo affatto, neanche di nome; quindi ti ringrazio per questo spunto interessante, adesso devo solo organizzarmi per andare a visitarlo!

    reply
  • 14 Novembre 2021

    Davvero particolare la storia di questo castello, a noi affascinano molto sia i fatti storici, che le leggende! Questa zona, poi, è ancora inesplorata per me, quindi terrò da conto gli ottimi consigli!

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  • 15 Novembre 2021

    Bellissimo, non sono mai stata in Val d’Aosta, ma se c’è un motivo per cui ci andrei, sarebbero propri i Castelli! E per la natura. E per il cibo. E per i borghi. 😉

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  • 19 Novembre 2021

    E niente.. continuiamo a dire che siamo state troppo poco tempo in Val d’Aosta e che ci dovremmo tornare. Questo castello sembra davvero uscito da uno dei tanti film ambientati nel medioevo. Brava l’amministrazione comunale che valorizza questo posto

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    • Martina
      21 Novembre 2021

      Veramente un resoconto interessante su un castello sicuramente poco conosciuto!La Val d’Aosta è una regione veramente magnifica da visitare!

      reply
  • 25 Novembre 2021

    Interessante questo castello davvero imponente, devo dirti che non ho visitato castelli in Val d’Aosta e mi riservo queste notizie per idee future per week end fuori port

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  • Alessandra
    26 Novembre 2021

    Conosco abbastanza bene la Valle d’Aosta, ma sai che non sapevo di questo castello? È veramente possente…anche se la storia della strega mette davvero i brividi!!

    reply

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