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Il Castello di Fénis

Prosegue il mio viaggio attraverso la Valle d’Aosta e il mio racconto dei luoghi storici e non scoperti durante l’estate del 2020! Nel primo giorno vi ho raccontato di Bard, della Cascata di Isollaz e di Castel Savoia, il secondo giorno invece è iniziato con il Castello di Saint-Marcel: ora è il turno del Castello di Fénis, considerato uno dei più belli d’Italia.

Indirizzo : Località Chez Sapin, 1, Fénis AO

Storia del Castello di Fénis

Il Castello di Fenis, situato nell’omonimo comune, rappresenta uno degli esempi più tipici di castelli medioevali meglio conservati in Italia nonché una delle attrazioni più famose e più visitate della regione.

Il nucleo originale risale al 1200 circa ed era costituito da una massiccia torre quadrangolare ancora adesso presente e situata a fianco dell’ingresso principale oltre che da una semplice cinta muraria. Al contrario di altri castelli costruiti su promontori e su sporgenze per controllare l’ambiente circostante, il Castello di Fenis si trova sulla cima di una collina circondata da prati: questa sua posizione suggerisce che lo scopo del castello non fosse solo quello di mera difesa, nonostante la cinta muraria, ma che fosse la sede amministrativa degli Challant-Fénis, simbolo della loro potenza e della loro ricchezza.

La prima volta che venne menzionato fu nel 1242 in un documento in cui ci si riferiva al castrum Fenitii come proprietà del visconte di Aosta Gotofredo di Challant e dei suoi fratelli.

Il Castello di Fénis

L’impianto attuale è stato realizzato tra il 1320 e il 1421 grazie in primis ad Aimone di Challant, capostipite del ramo degli Challant-Fénis, che ereditò il feudo e il Castello di Fénis dal nonno Ebalo Magno e diede inizio a una prima campagna di lavori, realizzando un corpo abitativo centrale di forma pentagonale e la cinta muraria esterna. Grazie a questi lavori il castello cominciò ad assomigliare molto più ad una residenza che ad una rocca difensiva. I lavori continuarono con il primo figlio di Aimone, Bonifacio I di Challant, che ereditò il castello dal padre nel 1387: nel 1392 Bonifacio iniziò i lavori per adattare il castello alla moda corrente e così furono riallineati i piani del corpo centrale e venne costruito un nuovo piano oltre che un nuovo corpo di fabbrica a ovest. Il cortile interno assunse l’aspetto attuale con due piani di ballatoi in legno e il grande scalone in pietra semicircolare. In questo periodo il castello raggiunse il massimo splendore.

Negli anni successivi, dopo la morte di Bonifacio I nel 1426, il castello iniziò una fase di lento declino che coincise con un declino economico della famiglia Challant-Fénis. Bonifacio II si limitò a commissionare al pittore Giacomino da Ivrea gli splendidi affreschi presenti ancora oggi ma non ci furono modifiche nella struttura del castello che rimase in mano agli Challant-Fénis fino al 1705, quando morì l’ultimo esponente della famiglia, Antonio Gaspare Felice. Il maniero passò poi al cugino, Giorgio Francesco di Challant Châtillon: quest’ultimo, divorato dai debiti, dovette cedere il castello per 90 000 lire al conte Baldassarre Saluzzo di Paesana. Il periodo di decadenza fu consistente anche a causa di continui passaggi di proprietà: l’edificio venne inoltre spogliato del mobilio e utilizzato come fattoria da alcuni contadini.

Il castello dai prati

Facendo un salto temporale si passa al 1895: il proprietario dell’epoca, Giuseppe Rosset, cedette per 15 000 lire il maniero allo Stato Italiano e l’architetto Alfredo d’Andrare di occupò di riportarlo all’antico splendore con lavori di restauro finalizzati alla messa in sicurezza. Nel 1896 il castello di Fénis venne dichiarato monumento nazionale. I lavori proseguirono fino al 1920 e ripresero nel 1935: questa seconda tranche di lavori volle esaltare l’origine medioevale del castello andando anche a snaturare la struttura originale. Durante questi lavori il castello venne anche arredato con mobili valdostani e non ancora visibili.

Struttura del Castello di Fenis

Il Castello di Fénis è costituito da un corpo centrale a forma di pentagono circondato da una doppia cinta muraria con merlature lungo la quale si trovano alcune torrette collegate tra loro da un camminamento di ronda. Si accede all’interno tramite un grande portale che si apre nelle mura del lato a sud.

Una volta entrati si accede ad un cortile chiuso che circonda la struttura centrale: sul lato nordest è presente un edificio rettangolare, la scuderia. All’interno della prima cinta muraria del castello si notano delle figure e delle maschere apotropaiche, costruite per scacciare la malasorte e per intimorire eventuali usurpatori. Il corpo centrale si sviluppa su tre piani fuori terra che circondano un ulteriore cortile interno quadrangolare e un piano seminterrato dove erano situate le prigioni e le cantine.

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Il piano terra era riservato alle funzioni di servizio e alla guarnigione del castello: qui si trovava il corpo di guardia, la cucina e una sala da pranzo. Il primo piano era riservato ai nobili e ospitava una cucina, le stanze signorili, il tribunale e la cappella nobiliare. Il secondo piano era destinato alla servitù e agli ospiti.

Il cortile interno è collegato al nucleo da uno scalone imponente di forma semicircolare su la cui sommità si trova uno splendido affresco raffigurante San Giorgio che uccide il drago; oltre a ciò si può notare il monogramma BMS riconducibile al committente del dipinto Bonifacium Marexallus Sabaudiae.

San Giorgio e il drago

Il cortile, le cui pareti sono interamente affrescate da decorazioni in stile tardo gotico, è circondato su tre lati da una doppia balconata in legno in corrispondenza dei due piani superiori. Lungo le pareti della balconata si trovano ancora una volta degli affreschi raffiguranti una serie di saggi, uno diverso dall’altro, che reggono pergamene riportanti proverbi e massime morali scritte in francese antico.

Gli affreschi caratterizzano non solo questi muri esterni ma anche molti di quelli interni: su di n muro è riportata una poesia di Bonifacio I riferita alla figlia Bona e alla sua partenza in occasione delle nozze con Uriage Jean Allamant che così recita:

Francese

 

«Pauvre oyseillon qui de chez moi
t’envoles si loin de la Doyre
en ton cuer conserve memoyre
de qui prie et pleure pout toi.
B.C. xx nov. MCCCCII.»

Italiano

 

«Povero passerotto che da casa mia
voli così lontano dalla Dora
serba in cuor tuo il ricordo
di chi prega e piange per te.
B.C. 20 nov. 1402.»

Questa poesia è considerata uno degli esempi più antichi di trascrizione di francese parlato nella zona risalente alla fine del Medioevo.

Curiosità sul Castello di Fénis

Gli esterni del Castello di Fénis sono stati scelti come set cinematografico da Neri Parenti per il film Fracchia contro Dracula del 1985 mentre nel 2006 questo luogo è stato scelto come set per alcune scene della miniserie televisiva La Freccia Nera.

Nel 1976 le Poste Italiane hanno dedicato al Castello di Fénis un francobollo da 150 lire e nel 2013 la zecca italiana gli ha dedicato una moneta della serie “Italia delle Arti” dal valore di 10 euro.

La mia visita al Castello di Fénis

Come per la maggior parte dei castelli che ho visitato in Valle d’Aosta, anche per quello di Fénis ho optato per l’acquisto online di un ticket combinato: è possibile prenotare online la visita a massimo 5 castelli in una giornata e così ho fatto sia per questo che per altri castelli (come per Castel Savoia) scegliendo il numero di persone e l’orario di visita: tutti castelli della Valle d’Aosta aperti al pubblico possono infatti essere visitati con una guida accompagnatrice.

Lasciata l’automobile presso uno dei parcheggi gratuiti di Fénis, io e mio papà abbiamo raggiunto a piedi il magnifico maniero, uno dei più suggestivi che io abbia mai visto: la struttura ricorda il tipico “castello medioevale” dell’immaginario collettivo, con le torri e le mura e ci riporta indietro nel tempo. Nell’imponenza ricorda sicuramente quello di Gradara, nelle Marche.

Il Castello con le montagne sullo sfondo

La nostra visita era prevista per metà mattina e, una volta mostrata la prenotazione all’ingresso, ci siamo uniti ad altri visitatori in un piccolo gruppo alla scoperta del meraviglioso castello: la preparatissima guida ci ha mostrato gli angoli più nascosti e suggestivi del castello come le maschere apotropaiche, piccole ma molto significative, poste a protezione degli ingressi al corpo principale e non solo. 

Gli interni, ampi e affrescati per la maggior parte degli ambienti, danno ampio respiro al maniero e gli conferiscono un’aria antica ma ben curata: gli arredi riportano all’epoca di dame e cavalieri e creano un’ottima ricostruzione storica. Ciò che forse mi ha colpito di più è la presenza dei balconi interni che danno sul cortile e le pareti con gli affreschi dei saggi: come in una processione, queste figure adornano le pareti esterne ed interne e impongono una certa solennità e rispetto. Questo castello non sarà stato di duchi o marchesi ma di una famiglia comunque rispettabile e potente che detenne il potere su queste zone per molti anni e che elessero Fénis come luogo simbolo della propria casata.

La visita guidata è durata circa 50 minuti e ci ha fatto conoscere e apprezzare un castello che altrimenti sarebbe stato sì sempre suggestivo ma molto meno interessante: la professionalità della quasi totalità delle guide valdostane mi ha consentito di conoscere a fondo la realtà dei castelli e delle fortificazioni, cosa non banale se pensiamo a quanti beni in Italia non si possono visitare per mancanza di personale. A mio parere poi un luogo visitato con una guida locale assume tutto un altro fascino.

Se amate i castelli e volete scoprire dei luoghi inusuali e poco famosi allora dovete visitare la Valle d’Aosta: non ve ne pentirete!

Castelli Valdostani, alla scoperta della storia: se questo castello v ha colpito allora non potete non visitare gli altri numerosi manieri sparsi in tutta la Valle. Tra i più vicini a quello di Fénis ci sono il Castello di Cly, quello di Saint-Marcel, quello di Verres e quello di Issogne: non ve ne pentirete!

 

 

 

Commenti

  • foodeviaggi
    24 Marzo 2021

    Siamo state in Val d’Aosta solo una volta, in occasione della nostra escursione sul Monte Bianco. Siamo certe che ci torneremo e sicuramente inseriremo questo bellissimo castello! Non sapevo che era stato utilizzato per “La Freccia Nera” e per il film di Villaggio! Una ragione in più per vederlo!

    Rispondi
  • sferri81
    26 Marzo 2021

    Ciao Eliana, leggendo i tuoi articoli mi sono convinta sempre più che questa estate insieme al Trentino devo fare una belle vacanza anche in Valle d’Aosta perché bellissima e poi mio marito adora i castelli e questo è davvero impressionante.
    Grazie mille per tutte le info!

    Rispondi
  • 26 Marzo 2021

    Bellissimo questo Castello!
    Purtroppo non sono riuscita ancora a fare un salto in Valle d’Aosta, ma mi sa che devo rimediare al più presto! Segnerò sicuramente uno stop a questo castello, in quanto amo sempre visitarli, quando c’è la possibilità, durante i miei viaggi! Grazie per avercelo fatto scoprire 🙂

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  • 28 Marzo 2021

    Molto interessante la storia del castello di Fénis. Lo sapevi che la freccia nera è stata girata in parte anche nel borgo di candelo?

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  • 31 Marzo 2021

    Che meraviglia! Non smetterò mai di dirlo…io adoro i castelli e questo è davvero bello. Mi hanno colpito molto gli affreschi delle balconate che vedo nelle tue foto.

    Rispondi
  • 9 Aprile 2021

    Questo tuo articolo cade proprio a fagiolo 🙂 Per questa estate, infatti, sto pensando di passare un paio di giorni in Val d’Aosta e sicuramente all’itinerario aggiungerò questo castello, che mi incuriosisce moltissimo. Interessanti le curiosità che hai elencato. Grazie 🙂

    Rispondi
  • Alessandra
    30 Aprile 2021

    Ho visitato il castello di Fenis diversi anni fa quando abitavo ancora in Piemonte. È uno dei castelli più suggestivi per il suo aspetto così elegante! A me sono piaciuti molto anche quello di Bard e di St.Pierre in Valle D’Aosta.

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  • 4 Maggio 2021

    Tutte le volte che vado a sciare in Valle d’Aosta rimango incantata dalla moltitudine di castelli che spuntano qua e là sulle montagne ma effettivamente non mi sono mai presa il tempo di visitarli. Peccato! La prossima volta che farò tappa ad Aosta (città che adoro) devo recuperare 🙂

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  • 5 Maggio 2021

    Quanti ricordi che ho al castello di Fénis! Il primo risale alla gita di seconda media e mentre l’ultimo all’anno 2000! Che sia forse ora di rivisitarlo?

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  • 7 Maggio 2021

    Non ho mai fatto mistero della mia passione per i castelli; e devo dire che questo mi attira moltissimo. Spero di riuscire a vedere la Valle d’Aosta prima possibile, perchè di castelli ce ne sono tanti. Il posto giusto per me 🙂

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  • 8 Maggio 2021

    Che spettacolo! Amo i castelli e questo sembra davvero speciale, immerso in un paesaggio splendido

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  • ilmondoattraversoalice
    9 Maggio 2021

    La Valle d’Aosta è una regione che conosco poco ma, con tutti i suoi castelli, mi affascina tantissimo! Bellissimo articolo!

    Rispondi

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