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Il Castello di Santa Giuletta

Ormai lo sapete cari lettori: il turismo di prossimità rappresenta un aspetto imprescindibile del mio blog: valorizzare un territorio, sia esso della Provincia pavese o più in generale italiano, è per me una missione e attraverso i miei articoli desidero condurvi alla scoperta di luoghi più o meno conosciuti.

Con questo articolo torniamo nell’Oltrepò Pavese, alla volta di uno dei suoi luoghi più iconici ma dal destino incerto: sto parlando del Castello di Santa Giuletta!

Siete pronti a scoprirlo con me?

Dove: Via Castello – Frazione Castello – Santa Giuletta – (PV)

Storia del Castello di Santa Giuletta

Il Castello di Santa Giuletta sorge tra le colline e i vigneti del maestoso Oltrepò Pavese e ne caratterizza il territorio con la sua sagoma inconfondibile, raffinata ed elegante. La sua posizione sopraelevata gli offriva già un vantaggio tattico durante l’epoca medioevale, quando si hanno le prime notizie certe della sua costruzione. La documentazione storica ci indica il Castello di Santa Giuletta come un presidio visconteo, ma già durante il dominio del Barbarossa il territorio di Santa Giuletta compariva come feudo di Pavia.

Da qui passò anche una delle famiglie più nobili e più celebri del territorio, dinastia di cui vi ho parlato molte volte, ovvero quella dei Beccaria: nel 1412 Filippo Maria Visconti infatti infeudò Santa Giuletta alla famiglia dei Beccaria e il castello si trasformò da fortificazione a fulcro amministrativo. Nel 1631 facevano parte del territorio ben 97 nuclei famigliari, denominati fuochi.

Gli esterni del Castello di Santa Giuletta

Gli esterni del Castello di Santa Giuletta

Nel 1694 terminò il dominio dei Beccaria con la rinuncia di Gerolamo, ultimo discendente della famiglia, al feudo che venne acquisito da Luigi Trotti e Pietro Isimbardi: qualcosa però ormai era cambiato e le vecchie fortificazioni, così come gli avamposti difensivi, ormai non servivano più. Il Settecento bussava alla porte di Santa Giuletta e portava con sé stravolgimenti significativi: da centro amministrativo il castello si trasformò in villa signorile, rinunciando per sempre all’aspetto del fortilizio.

L’aspetto assunto è quello che possiamo osservare ancora oggi, a forma di parallelepipedo, con numerose finestre e con facciata rosa acceso. Le fonti locali raccontano inoltre di antiche cantine utilizzate in passato come prigioni e tramandano la presenza di numerose torri appartenenti alla fortificazione originaria.

Su questi ultimi aspetti, però, è bene fare una precisazione: si tratta soprattutto di informazioni della tradizione locale che non trovano la stessa solidità documentaria delle notizie relative alla storia feudale. Quando si racconta un luogo storico è dunque sempre importante distinguere ciò che è documentato da ciò che appartiene alla memoria e alla tradizione del territorio.

Oggi il Castello di Santa Giuletta è contraddistinto da un destino incerto: nonostante sia passato più volte di mano e sia stato nel tempo ristrutturato questo magnifico maniero risulta oggi in vendita. Purtroppo questo è il fato di molte delle proprietà un tempo nobiliari del territorio oltrepadano e non sempre si trova un acquirente disposto a valorizzare il luogo e, soprattutto, a renderlo fruibile al pubblico: pensiamo al Castello di Montalto Pavese, altro gioiello dell’Oltrepò, il cui futuro risulta tutt’ora incerto dopo anni e anni di trascuratezza.

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Struttura del Castello

Oggi il Castello di Santa Giuletta, conosciuto anche come Palazzo Isimbardi, è costituito da un corpo principale di circa 3400 metri quadrati di superficie interna distribuito su quattro livelli. La struttura conserva ancora oggi numerosi ambienti che testimoniano la sua ultima funzione, ovvero quella di villa nobiliare, come i saloni affrescati, i soffitti lignei a cassettoni e le decorazioni in gesso e stucco. Sono presenti ben 12 camere da letto, oltre a numerosi ambienti di servizio, come le cucine e i 36 bagni, più legati ad adeguamenti recenti piuttosto che a elementi del passato.

All’interno è presente inoltre una cappelletta privata consacrata dedicata a Santa Caterina, collegata alla residenza: la sua struttura è molto particolare in quanto è presente un loggiato che la rende elegante e unica nel suo genere.

La Chiesa dedicata a Santa Caterina

La Chiesa dedicata a Santa Caterina

Nonostante il numero elevato di ambienti, il castello si presenta con una struttura armonica e funzionale.

Gli spazi forse più suggestivi sono senza dubbio i più antichi, ovvero le cantine: grazie alla presenza di archi e volte di notevoli dimensioni, i sotterranei che un tempo potenzialmente ospitavano le prigioni e le botti di vino regalano un’ariosità e un senso di maestosità che difficilmente si ritrova in ambienti di questo tipo. Tra tutti i luoghi di questo maniero qui si percepiscono ancora gli antichi fasti della fortezza e il termine “castello” assume il suo significato più concreto.

La proprietà è poi circondata da un enorme parco privato di circa 40.000 metri quadrati racchiuso dalle mura: una parte è dedicata a bosco che ospita alberi secolari, mentre l’altra è adibita a prato e presenta una serie di strutture, quali:

  • la Villa Liberty
  • Il Casaro
  • Il Famiglio
  • L’ex casa del custode
  • Strutture rustiche
  • Le stalle
  • Il ricovero delle carrozze

Molti di questi edifici sono stati ristrutturati e adibiti a residenze, mentre altri versano in stato di semiabbandono e richiedono interventi di valorizzazione.

La cucina del Castello di Santa Giuletta

La cucina del Castello di Santa Giuletta

La mia visita al Castello di Santa Giuletta

Durante il mese di giugno, quando ormai la primavera e i suoi dolci profumi lasciano lo spazio alla più assolata estate, amo perdermi volutamente tra le pieghe delle colline del mio Oltrepò Pavese: queste sortite sono sempre un’occasione per scoprire angoli particolari e luoghi spesso inaccessibili. Si dia il caso che proprio durante un tiepido weekend è stato aperto il Castello di Santa Giuletta, uno dei manieri più suggestivi delle colline pavesi.

In quell’occasione il Comune ha organizzato alcune visita guidate a un bene che, normalmente, è chiuso al pubblico in quanto di proprietà privata: a metà mattinata ci attende Alessandra, giovane ed esperta guida che ci ha fatto apprezzare, con un pizzico di ironia e con lo sguardo di chi ama davvero questo bene, la proprietà.

Il portavivande all'interno di uno dei salottini affrescati

Il portavivande all’interno di uno dei salottini affrescati

Attraverso il percorso guidato abbiamo potuto visitare gli ambienti silenziosi della villa: tutto sembra fermo, ineluttabile, in attesa. Ciò è dettato dal fatto che il castello ci parla sì del suo passato e del suo presente, frutto di un restauro attento e forse troppo oneroso, ma non ci racconta del suo futuro. La sensazione è proprio quella di trovarsi all’interno di un limbo, di un luogo che porta con sé un’immensa eredità storica, ma che non sa a chi affidare questo suo antico retaggio.

La Sala del Biliardo

La Sala del Biliardo

Nonostante la presenza di arredi coevi (anche se non originali nella loro gran parte) gli ambienti ariosi e imponenti lasciano il senso di incompiuto, una sensazione che difficilmente ho trovato in altre dimore storiche. Ma è forse proprio questo il fascino di Santa Giuletta: un luogo che ha delle potenzialità enormi, ma che oggi non si riesce a esprimere fino in fondo.

I corridoi si mescolano a strette ripide scale, i saloni scintillano per la loro luce che però non viene riflessa da nessun quadro, nessun arazzo, nessuna testimonianza delle dinastie che un tempo dominarono queste colline. Le pareti esterne, di colore rosa, e gli infissi azzurri sembrano quasi ingannare chi ammira questo palazzo per la prima volta: ci si attende sale affrescate, stanze ricche di mobili antichi e di ritratti severi di qualche nobile locale, eppure tutto ciò è una vaga illusione. Il potenziale di questo luogo supera di gran lunga quello di molti siti storici del territorio, eppure rimane tutt’oggi inespresso: forse il prezzo di vendita troppo oneroso, i lavori che, irrimediabilmente, bisognerebbe fare per riportarlo agli antichi fasti, la sua possibile destinazione d’uso (senza dimenticarsi tutta la pertinenza esterna che tanto avrebbe bisogno di interventi di recupero). Sospiro, accarezzando quelle pareti schiarite dalla calce: una scelta stilistica, quella di uniformarle con questo bianco candido? O forse si nasconde una ragione storica?

Dalle ampie finestrone si può scorgere una parte del parco: gli alberi sottili raggiungono il cielo con grazia, ma anche con stanchezza, segno che anche nella zona più selvaggia si attende che qualcuno decida di prendersene cura. Le loro sagome ricordano fantasmi, quelle anime che forse un tempo affollavano il maniero e che oggi sono solo un lontano ricordo.

Una delle stanze da letto del Castello di Santa Giuletta

Una delle stanze da letto del Castello di Santa Giuletta

L’aria sa di nostalgia e, forse, anche un po’ di amarezza: come è possibile che un luogo come questo, così elegante e maestoso, sia oggi così spoglio e quasi dimenticato? Eppure è un destino che accomuna numerosissime residenze storiche, soprattutto nell’Oltrepò Pavese: non dovremmo forse compiere una riflessione più ampia sulla destinazione di questi luoghi? Giustamente i futuri proprietari, se mai ci saranno, dovranno avere un ritorno dai loro investimenti, ma si spera che questi non siano soltanto dati dalla trasformazione di questa struttura in un luogo esclusivo per pochi eletti, quanto piuttosto un’opportunità per chi, come Alessandra, racconta con passione la sua storia e le sue vicende al fine di tenerne viva la memoria.

Il Comune ha fatto sicuramente molto valorizzando con mostre d’arte gli ambienti del piano terra, tant’è che durante la nostra visita era presente un’interessante mostra d’arte che poteva vantare anche le graziose opere dei bimbi della scuola locale. Forse, un giorno, sarà proprio uno di quei giovani sognatori a rendere possibile un futuro per il Castello di Santa Giuletta.

Dalle ampie finestre... l'Oltrepò Pavese e il Castello di Montalto: riuscite a scorgerlo?

Dalle ampie finestre… l’Oltrepò Pavese e il Castello di Montalto: riuscite a scorgerlo?

Gli affreschi dei salottini sono forse la testimonianza più viva di quegli antichi fasti che, ancora oggi, possiamo osservare solo in alcune parti circoscritte dell’immensa dimora. Le cantine, poi, hanno un sapore agrodolce: le imponenti volte ci regalano uno spettacolo senza pari, degno di un luogo dalle radici antiche e ben salde. Qui il mattone si è fuso con il profumo del mosto creando un ambiente perfetto per la maturazione delle uve, motivo per cui ritroviamo ancora qualche maestosa e antica botte. Chissà se l’oro di Bacco è qui ancora contenuto?

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Mi attardo a osservare le colline dalle graziose finestre e ammiro il guardiano dell’Oltrepò, ovvero il Castello di Montalto: è curioso come proprio da qui si possa vedere un altro dei simboli del territorio accomunato dallo stesso destino proprio del Castello di Santa Giuletta, ovvero quello di un futuro incerto. Non resta che attendere per scoprire il suo fato che, mi auguro, sarà quello di tornare a brillare come una gemma preziosa, incastonata tra i dolci e ordinati filari dell’Oltrepò Pavese.

Il Castello di Santa Giuletta è un bene in attesa, con infinite potenzialità e con un futuro tutto da scrivere. Chi avrà il coraggio o l’ardire di scolpire questo avvenire? Ai posteri (forse) l’ardua sentenza!

Siete mai stati al Castello di Santa Giuletta? Raccontatemelo nei commenti!

Scoprite con questo carosello questo e altri luoghi dell’Oltrepò Pavese e della Provincia di Pavia!

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