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Diario di viaggio: Varsavia – Giorno 3

Ed eccoci cari Vagabondi giunti alla scoperta del terzo giorno del mio viaggio a Varsavia sempre in compagnia della mia cara mamma, la quale non disdegna mai di visitare le grandi capitali con me o semplicemente di partire verso luoghi conosciuti e non.

Durante questo terzo giorno ci siamo dedicate alla scoperta di alcuni luoghi storici della capitale polacca: il Palazzo di Wilanów e gli interni della Casa Bianca del Parco Łazienki, che io avevo visto solo dall’esterno il giorno precedente. Siete pronti a tornare a Varsavia insieme a noi?

Wilanów, bellezza polacca

Di buonissima ora, dopo una colazione abbondante, usciamo dal nostro hotel per prendere l’autobus numero 513 alla fermata Centrum 06, direzione Wilanów, fermata Wilanów 02. I collegamenti da questa stazione sono abbastanza frequenti (uno ogni circa 15 minuti) ed è anche per questo che abbiamo scelto l’Hotel Metropol per il nostro soggiorno a Varsavia: nel quartiere nuovo, non distante dal centro, in una zona tranquilla e ben servito dai mezzi pubblici.

In circa 40-45 minuti siamo giunte al Palazzo: era mattina presto e questo aveva appena aperto, saremo state tra le prime ad entrare.

Il Palazzo di Wilanów fu costruito per il Re Jan III Sobieski nel XVII e riuscì, quasi miracolosamente, a sopravvivere alle guerre e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

L’architettura del complesso è assai originale: viene mescolata l’arte polacca dei palazzi antichi con quella europea, il tutto per glorificare la famiglia reale dei Sobieski. I colori della facciata sono chiari e accoglienti e trasmettono senso di potenza ma anche una certa eleganza.

Dopo la morte del re commissionario, il palazzo viene ereditato dai figli e dal 1720 passò molte volte di mano delle ricche famiglie patrizie polacche: ognuna di loro trasformò gli interni e i giardini secondo la moda dell’epoca, il palazzo doveva essere del resto un simbolo di ricchezza ma anche un luogo di ritrovo per ricchi e aristocratici e dunque doveva rimanere al passo con i tempi!

Il sontuoso Palazzo di Wilanów

Nel 1805 il suo proprietario Stanisław Kostka Potocki, fece trasformare dall’architetto Vincenzo Brenna una parte del palazzo in museo: l’evento è degno di nota in quanto questo fu uno dei primissimi musei pubblici della Polonia. Durante l’occupazione tedesca moltissime opere furono trafugate ma per fortuna queste vennero rimpatriate nel 1962 e da quel momento possono essere ammirate all’interno del palazzo.

Inserito all’interno del circuito della “Carta di Varsavia“, questo palazzo è uno splendido luogo che spesso viene lasciato fuori dagli itinerari classici della capitale ma credo che davvero sarebbe un peccato non vederlo.

Una volta fatto il biglietto ci siamo dirette all’interno del complesso: la vista della facciata e dei giardini è oltremodo spettacolare e poche solo le residenze che possono eguagliare tanta bellezza. Ci sembra di fare un tuffo nel passato e di rivivere l’epoca dei vestiti con le balze e la crinolina: anche gli interni sono sontuosi e mixano molti stili, segno proprio che ogni proprietario ha avoluto lasciare traccia della sua permanenza.

La visita agli interni dura circa un’ora e con tutta calma si possono visitare le varie sale, dalle stanze da letto alla sala da ballo, dalla sala da pranzo alle stanze più intime e private: se amate i castelli e le residenze d’epoca non potete perdervi la visita a Wilanów, considerata la vera e propria “Versailles polacca”!

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I giardini sono in linea con tutto il complesso, ampi ma non troppo arzigogolati, sono accoglienti ma hanno anche una certa sobrietà: anche qui il mix di stili è evidente e si alternano aiuole con fiori spontanei a parti più boscose e meno accessibili. Il retro del palazzo eguaglia la facciata in bellezza e alcune statue adornano questa parte del complesso: qui ci si può letteralmente sbizzarrire con le fotografie dato il poco afflusso di visitatori e i numerosi angoli suggestivi.

Wilanów è un luogo che sa conciliare la storia con la bellezza ed è adatto a tutti coloro che vogliono scoprire posti suggestivi di Varsavia lontani dalla logica dell'”itinerario turistico preimpostato”; se poi siete amanti dei castelli beh… Non potete perdervi questo!

Dettagli della ricca facciata

Prima di riprendere il bus ci siamo fermate a scattare qualche fotografia ai fiori e alle aiuole del parco del castello: oltre a questo c’è un ampio parco verde appena fuori dalla maestosa cancellata molto frequentato dagli abitanti del quartiere, qui infatti troviamo numerose famiglie con bimbi, anche molto piccoli. Il quartiere di Wilanów è un quartiere in forte espansione e abitato anche da numerosi stranieri viste le molte scuole internazionali. É forse qui che vediamo la più alta concentrazione si persone non polacche e ci fa piacere sapere che anche Varsavia è una capitale multietnica.

Seduti all’ombra degli impinenti alberi del parco ci siamo anche godute il pranzo al sacco e poi, placidamente, abbiamo aspettato l’autobus che ci portasse al Parco Łazienki.

Ritorno al Parco Łazienki

Il giorno precedente ero andata in avanscoperta per visitare il Parco Łazienki in solitaria e mi era piaciuto così tanto che ho deciso di mostrarlo anche a mia madre: entrambe amiamo i parchi e le aree verdi quindi perchè non mostrarle questo luogo così rilassante e lussereggiante? E così ci siamo diretti al Parco tramite il bus numero 116 che in circa 40 minuti ci ha lì condotto. Non appena siamo entrate nel parco mia madre ne è rimasta subito estasiata: i grandi alberi e le zone ombreggiate ci hanno offerto ristoro dal caldo afoso della giornata di luglio. La leggera brezza poi ci ha accompagnato per tutto il resto del pomeriggio quindi non potevamo sperare di meglio!

Raggiunta una delle entrate e tagliando all’interno del parco ci siamo dirette alla Casa Bianca, sede del Muzeum Lazienki Królewskie, un palazzo-museo ricco di opere d’arte. Grazie alla Carta di Varsavia siamo entrate gratuitamente e ci siamo gustate la belelzza di questo piccolo pétit-palais sull’acqua: alcune delle sue stanze, molto più sobrie e piccole rispetto a quelle di Wilanów, mi ricordano quelle del Palazzo dell’Isola Bella, anche se sicuramente sono meno sfarzose ma non meno interessanti. Una delle stanze che più mi ha colpito è stata la sala delle stampe, un delizioso luogo dai toni pastello che accoglieva numerose stampe di vario genere, tutte ordinatamente appese alle pareti: se vi piace l’arte e volete godervi un piacevole pomeriggio, allora dovete venire assolutamente a scoprire il Palazzo sull’acqua!

Riflessi del Palazzo sull’Acqua

Dopo una tranquilla, piacevole visita e assai soddisfatte siamo uscite dal palazzo e abbiamo scorto delle graziose imbarcazioni che organizzavano dei brevi tour all’interno del laghetto: una cosa più turistica di questa non esiste credo, ma vuoi che fartela scappare? E quando ricapita? E così per pochi euro ci siamo anche concessi il tour in barca insieme a 2 turisti americani e a 2 austriaci, a riconferma che queste esperienze tentano il viaggiatore di qualunque nazionalità! Dalla barca si può godere di una splendida vista del palazzo e di alcuni angoli un po’ più infrattati del parco: il giro alla fine è un semplice anello ma condividerlo con persone che non si conoscono tra una risata e una battuta direi che non ha prezzo!

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Scrivendo queste parole, a distanza di quasi due anni da quel viaggio, mi tornano in mente tutte le risate e le esperienze meravigliose vissute con mia madre: insieme a lei abbiamo visitato tantissime città come Monaco di Baviera, Stoccarda, Varsavia stessa… Siamo sempre state delle nomadi amanti del viaggio, della scoperta, e insieme abbiamo trovato una sintonia per quanto riguarda la visita delle città d’arte, storiche, le capitali e non solo: non vedo l’ora di poter salire di nuovo su di un aereo con lei, direzione… Ovunque!

La giornata stava volgendo a conclusione ma c’era ancora tempo per visitare il parco e per scattare le fotografie alla fauna: subito dopo il tour in barca ho incrociato un frecciazzurra puntanera (Orthetrum cancellatum) che si è fatto fotografare in tutta la sua bellezza; nonostante sia una libellula comune è stato davvero piacevole immortalarla con lo sfondo candido del Palazzo sull’acqua. Vagabondando tra i sentieri del parco abbiamo poi visto numerosissimi scoiattoli rossi (Sciurus vulgaris) anche abbastanza confidenti: se non vengono importunati questi si lasciano immortalare senza troppa difficoltà sperando di ricevere del cibo.

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Ricordo che gli animali selvatici non vanno nutriti dall’uomo se non in casi eccezionali e questi scoiattoli sono stati sicuramente nutriti dai numerosi visitatori e non solo: ho visto molte famiglie lanciare loro pane o addirittura dolci, cosa assolutamente sbagliata, in questo modo si abituano a ricevere solo cibo dagli umani e perdono l’abitudine di cercarlo spontaneamente e questo provoca problemi di sopravvivenza nel caso in cui il foraggio non fosse continuo; inoltre il fornire cibo non adatto danneggia irrimediabilmente questi animali provocando anche disturbi e malattie gravi: pensateci bene prima di nutrire i selvatici, non è davvero da fare.

Uscite dal parco ho avuto l’occasione di mostrare a mia madre il funzionamento di un monopattino elettrico, proprio parcheggiato davanti all’uscita, quasi pareva che mi chiamasse: mia madre non ha resistito e mi ha fatto anche un video di questa “piccola impresa” – niente, è più forte di me, se vedo un monopattino elettrico lo devo assolutamente guidare! Tant’è che me lo sono pure acquistato l’anno scorso e non appena si potrà lo sfrutterò a dovere anche quest’anno per girare all’interno della mia città.

Saudade e pierogi

Ormai siamo giunti al termine di questo terzo e meraviglioso giorno: dopo aver aspettato l’autobus che ci avrebbe condotto in hotel ci siamo prese del tempo per riposarci e per una bella doccia calda, pronte per una cena al nostro solito ristorante del Metropol Hotel. Un piatto di Pierogi fumanti al profumo di mare ci attendeva, ormai eravamo consce che il viaggio sarebbe terminato a breve e che l’indomani saremmo ripartite, alla volta dell’Italia.

Quella era l’ultima sera che avremmo trascorso a Varsavia, all’ombra del Palazzo della Cultura, luminoso e caustico, e l’ultima volta che il personale del ristorante del Metropol ci avrebbe accompagnate al solito tavolo, per ordinare i soliti (ma inimitabili) pierogi. Può sembrare monotona la scelta di mangiare nello stesso posto e spesso le stesse cose ma… Ma quando ci ricapiterà? Dovevamo ripartire alla volta della Polonia nel 2020 per visitare l’altra perla dell’est, Cracovia, ma ahimé sapete come è andata, il resto è storia.

E ora la Polonia sembra un sogno così lontano, eppure sta davvero a due passi questo strano ed enigmatico paese.

L’ultima sera io e mia mamma ce la siamo godute passeggiando attorno al Palazzo della Cultura e all’interno del quartiere: numerose coppie di giovani e giovanissimi avevano scelto il cortile del palazzo come meta per una serata all’insegna di coccole e di abbracci, di promesse e di risate. L’ultima immagine di quella sera è la luce emessa dei fuochi creati dagli artisti di strada, saltellanti e giulivi in attesa di qualche spiccio proveniente dalla generosità degli spettatori, ammaliati dalla bellezza di quel fuoco che forse. fino ad oggi, non ho più ritrovata.

Se ti piacciono i miei articoli su Varsavia, dai un’occhiata a questi!

Commenti

  • 5 Maggio 2021

    I tuoi articoli sono sempre ben scritti e interessanti!
    E poi riesci sempre a scovare simpatici animaletti da fotografare: quegli scoiattoli sono bellissimi! 😉
    Non sono mai stata a Varsavia, che ammetto non mi ha mai molto attirato, ma leggendo le tue pagine fai decisamente venire voglia di prendere e partire!

    Rispondi
  • firstepilprimopasso
    5 Maggio 2021

    Brava Eliana, mi hai portato con la fantasia a Varsavia. Deve essere una bellissima città. Io ho avuto la fortuna di visitare Cracovia poco prima che esplodesse la pandemia e la Polonia mi aveva così colpito che mi ero ripromessa di visitare anche Varsavia… Speriamo che riparta tutto presto per avere la possibilità di visitarla, il tuo racconto è la conferma di quanto sia bella. E poi che voglia di pierogi mi hai fatto venire…

    Rispondi

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