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Il Museo del mese di Gennaio: il Naturhistorisches Museum di Vienna

Con il Museo del Mese di Gennaio torniamo in Austria, e precisamente a Vienna, per (ri)scoprire uno dei luoghi più simbolici della capitale: il Naturhistorisches Museum, ovvero il Museo di Storia Naturale, che raccoglie alcuni dei reperti più importanti della storia evolutiva dell’uomo, ma anche delle vere e proprie chicche su animali, rocce e minerali.

Siete pronti a scoprirlo con me?

Il Naturhistorisches Museum di Vienna

Il Museo di Storia Naturale di Vienna è uno dei più grandi musei del suo genere in Europa e nel mondo, con più di 20 milioni di oggetti e reperti all’interno della propria collezione. Il museo è stato costruito per ospitare l’enorme collezione naturalistica della famiglia imperiale degli Asburgo e fu aperto in contemporanea al suo “museo gemello”, il Kunsthistorisches Museum, nel 1889.

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L’entrata del museo

Parlo di “museo gemello” in quanto gli edifici ospitanti sono stati costruiti tra il 1872 ed il 1891 sulla Ringstraße secondo i progetti di Gottfried Semper e Karl von Hasenauer e hanno la stessa struttura. Entrambi dominano lo scenario di Piazza Maria Teresa, dal nome della più grande Imperatrice asburgica, ricordata proprio qui attraverso un’imponente statua.

Con 39 sale espositive disposte su due piani, una sala per le mostre temporanee e un ristorante il museo accoglie i visitatori mostrando lo splendore delle collezioni asburgiche che possono vantare pezzi unici e straordinari, come il meteorite “Tissint” proveniente da Marte o ancora la splendida collezione entomologica risalente al 1876, comprendente numerosi campioni provenienti da tutto il mondo.

La collezione del museo

Il Museo di Storia Naturale di Vienna ha un impianto tradizionale ed è arricchito da pannelli espositivi e piccoli spazi multimediali al fine di offrire un’esperienza più immersiva. Il tipo di esposizione è classico ma non per questo meno interessante di altri (del resto, data la mole di pezzi in esposizione, questa è la scelta più azzeccata). Le numerose sale ospitano pezzi e reperti compresi in tutte le scienze naturali: mineralogia, paleontologia, antropologia, zoologia. Manca solo la botanica all’interno di questa vasta esposizione.

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Il pezzo più rilevante della collezione è però senza dubbio la famosa Venere di Willendorf, una statuetta di undici centimetri risalente a circa 28.000 anni fa, rinvenuta nel 1908 da Josef Szombathy nella valle del Wachau, in Bassa Austria. La Venere è un capolavoro della scultura e dell’arte paleolitica e mostra una donna raffigurata con un corpo steatopico: la grandezza dei seni e della vulva indicavano prosperità e fertilità nella cultura primitiva (e non solo) ed è per questo che questa statuetta è stata così modellata. Proprio in funzione della sua valenza storica alla Venere di Willendorf è dedicata un’intera stanza, chiamata Gabinetto di Venere.

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La Venere di Willendorf

Di notevole pregio sono anche i numerosi reperti tassidermizzati di animali a rischio di estinzione o addirittura estinti, spesso ultime testimonianze di esseri viventi ormai scomparsi: dobbiamo dunque pensare a questo luogo non solo come a una realtà espositiva, ma anche culturale dato che è in grado di offrire agli scienziati e agli appassionati moderni di scoprire e studiare esseri viventi che oggi non ci sono più. Il museo ospita anche un Planetario digitale con una cupola di 8,5 metri di diametro e con una tecnologia fulldome. Molto interessante è anche la Sala dei Meteoriti che ospita la collezione di meteoriti più grande e antica del mondo: ben 1100 campioni sono esposti per la gioia di tutti gli appassionati.

La sezione forse più impressionante è quella paleontologica che ospita gli scheletri di alcune specie iconiche del Mesozoico come Diplodocus, Allosaurus e Iguanodon. Di grande impatto è di sicuro l’animatrone di allosauro a grandezza naturale che senza dubbio regala sorrisi ed emozioni al visitatore.

La mia visita al Naturhistoriches Museum di Vienna

Non era la prima volta che varcavo la soglia di questo Sancta Sanctorum delle Scienze Naturali: già nel 2009, a dieci anni di distanza, mi ritrovavo qui insieme a Zia Vagabonda Gianfranca e ora avevo l’opportunità di visitarla insieme a Uomo Moribondo (quando era soltanto Uomo e non ancora Marito): e quale miglior luogo se non il Museo di Storia Naturale per festeggiare il compleanno della vostra Vagabonda, Naturalista e insegnante di scienze?

Ricordavo bene la sua imponenza dunque non sono rimasta più di tanto stupita dalle sue dimensioni, al contrario di Uomo Moribondo che non sapeva letteralmente dove posare il suo sguardo: tutto ciò che qui è custodito è stato per noi fonte di conoscenza e di stupore, oltre che di infinita meraviglia. Ovviamente la parte dedicata alla mineralogia e quella dedicata all’ornitologia sono quelle in cui abbiamo trascorso più tempo. Tra una lezione e l’altra della sottoscritta relativa a questi temi e una fotografia scattata, il tempo sembra essere pressoché volato.

Siamo entrati proprio all’apertura e ne siamo usciti a più di metà pomeriggio, ben consci di voler visitare anche il gemello Museo d’arte situato proprio di fronte. Ma quando la Natura chiama, la vostra Vagabonda non può non rispondere, e dunque eccomi al cospetto degli animali tassidermizzati, agli scheletri degli imponenti carnivori del Cretaceo e alla “piccola” ma significativa Venere di Willendorf, presente su tutti i libri di storia. E poi la cornice del museo… Che dire, spettacolare! Il palazzo infatti ricorda per bellezza quello del Museo Nazionale di Praga anche se le dimensioni sono sicuramente diverse.

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Se poi pensiamo che la maggior parte dei reperti qui custoditi erano della famiglia Asburgo non possiamo fare a meno di considerare come questo illustre e nobile casato avesse una certa predilezione per le scienze: basti pensare anche solo alla dottissima Maria Teresa che aveva interessi talmente versatili da potersi davvero fregiare del titolo di “Sovrana Illuminata”. In particolare la sovrana amava le Scienze Naturali, quali la zoologia, la botanica e la mineralogia e sovvenzionò in prima persona lo sviluppo proprio di questo luogo, donando allo Stato tutto l’immenso patrimonio del suo amato marito Francesco I (anche lui grande appassionato).

Pur non essendo una scienziata di professione l’Imperatrice promosse le scienze come mezzo di unità del grande stato austroungarico: affidò infatti l’immensa raccolta naturale a Ignaz con Born (il quale riorganizzò anche la collezione numismatica) e la rese accessibile alla collettività e ai sudditi. In particolare è da sottolineare il vivo interesse di Maria Teresa per la mineralogia che poteva essere studiata per l’estrazione di minerali utili per l’Impero (chissà, magari è proprio per questa sua predilezione che alla fine mi sono appassionata così tanto anche io a questa disciplina, essendo io una grande estimatrice della sovrana che ha fatto rinascere la mia città, Pavia).

La visita al museo è stata a dir poco emozionante: non sapevamo più cosa immortalare, cosa ammirare, dalla vastità della collezione e dall’imponenza di questi saloni, così fittamente decorati. Le teche custodiscono davvero moltissimi reperti ed è stato molto divertente osservare i numerosi bambini aggirarsi tra gli scomparti alla ricerca dei loro animali preferiti, seguiti da genitori dalle facce distrutte: mi hanno ricordato i miei genitori, che hanno vissuto esattamente le stesse esperienze. Insomma questo vizio di entrare nei musei e di non uscirne più l’ho mantenuto anche in età adulta, motivo per cui, la prossima volta che tornerò a Vienna, non mancherò di dedicarmi alla terza visita di questo tempio della cultura!

Visitare questo museo è stata una delle più belle e complete esperienze che ho vissuto a Vienna! Se anche voi volete scoprire l’anima autentica di questa città non potete non inserire questo luogo all’interno del vostro itinerario!

Informazioni utili

Il Naturhistorisches Museum di Vienna si trova presso Maria-Theresien-Platz, Vienna.

Il museo è aperto da giovedì a lunedì dalle ore 9 alle ore 18.00, mentre il mercoledì il è aperto dalle ore 9 alle ore 20.

Il martedì è il giorno di chiusura.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

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Commenti

  • 29 Settembre 2020

    L’unico museo di questo tipo che ho visitato è stato il Museo di Storia Naturale di New York: me lo avevano sconsigliato dicendomi che era una cosa “per bambini”, ma per fortuna non ho dato retta a questo consiglio perché quel museo mi è piaciuto tantissimo. Per me è stato come fare un viaggio indietro nel tempo. Quando andrò a Vienna non me lo perderò!

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  • 6 Febbraio 2026

    Ci sono stata tantissimi anni fa, proprio nel periodo che ha ospitato la mummia Otzi poco dopo il ritrovamento. Ho ancore le foto stampate che mi ricordano questo posto… Eravamo giovani e non ancora tecnologici, e abbiamo girato l’Austria solo con ua cartina geografica alla mano. Ma non ci siamo fatti mancare nulla e questo museo è stato forse una della tappe più belle di Vienna dopo la reggia di Sissi.

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  • 13 Febbraio 2026

    Quando ho visitato Vienna molti anni fa sono stata al Naturhistorisches Museum e l’avevo trovato affascinante e coinvolgente. Un must per chi visita la città.

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  • Sara Slovely.eu
    14 Febbraio 2026

    Uuuh, che tuffo nel passato che mi hai fatto fare! Ho visitato per la prima volta il Naturhistorisches Museum più di 40 anni fa, durante una gita scolastica a Vienna. Guardando le tue foto e leggendo il tuo articolo mi è sembrato di tornare indietro nel tempo. E’ da un po’ che manco da Vienna, mi piacerebbe tornarci e visitare di nuovo questo fantastico museo (ovviamente mi soffermerei molto alla sezione di mineralogia ;)).

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  • Marina
    15 Febbraio 2026

    Ho visitato questo bellissimo museo molti anni fa con mia figlia che, a quell’epoca, era sui 13/14 anni. Io mi ero fiondata a vedere una stupenda mostra di pittura al Kunsthistorisches, ma Carlotta era completamente disinteressata e quindi abbandonammo la mostra e virammo sulla storia naturale! Anni dopo, finalmente, ho potuto visitare il Kunsthistorisches in pace!

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  • 6 Marzo 2026

    Uuuuh la Venere di Willendorf! Che carina! La più famosa tra le satuine di veneri steatopigie preistoriche. Ovviamente è la cosa che più ha attirato la mia attenzione 😀

    rispondi

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