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Il Museo del mese di Gennaio: il Naturhistorisches Museum di Vienna

Ed eccoci arrivati ad un nuovo anno e…Ad un nuovo museo! Sul gruppo di Facebook avete votato come Museo del mese di Gennaio il Naturhistorisches Museum di Vienna e dunque scopriamolo insieme.

Naturhistorisches Museum di Vienna

Ho visitato questo museo durante il mio ultimo viaggio nella capitale austriaca, nell’asgoto del 2019 (leggete qui l’articolo a riguardo) e ne sono rimasta letteralmente incantata.

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L’entrata del museo

Il Museo di Storia Naturale di Vienna è uno dei più grandi musei del suo genere in Europa e nel mondo, con più di 20 milioni di oggetti e reperti all’interno della propria collezione. Il museo è stato costruito per ospitare l’enorme collezione naturalistica della famiglia imperiale degli Asburgo e fu aperto in contemporanea al suo “museo gemello”, il Kunsthistorisches Museum, nel 1889. Parlo di “museo gemello” in quanto gli edifici ospitanti sono stati costruiti tra il 1872 ed il 1891 sulla Ringstraße secondo i progetti di Gottfried Semper e Karl von Hasenauer e hanno la stessa struttura.

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Con 39 sale espositive disposte su due piani, una sala per le mostre temporanee e un ristorante, il museo accoglie i visitatori mostrando lo splendore delle collezioni asburgiche che possono vantare pezzi unici e straordinari, come il meteorite “Tissint” proveniente da Marte o ancora la splendida collezione entomologica risalente al 1876, comprendente numerosi campioni provenienti da tutto il mondo.

Il museo di Storia Naturale di Vienna ha un impianto tradizionale ed è arricchito da pannelli espositivi e piccoli spazi multimediali, per un’esperienza più immersiva. Il tipo di esposizione è classico ma non per questo meno interessante di altri (del resto, data la mole di pezzi in esposizione, questa è la scelta più azzeccata). Le numerose sale ospitano pezzi e reperti compresi in tutte le scienze naturali: mineralogia, paleontologia, antropologia, zoologia. Manca solo la botanica all’interno di questa vasta esposizione.

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Il pezzo più rilevante della collezione è senza dubbio la famosa Venere di Willendorf, una statuetta di undici centimetri risalente a circa 28.000 anni fa, rinvenuta nel 1908 da Josef Szombathy nella valle del Wachau, in Bassa Austria. La Venere è un capolavoro della scultura e dell’arte paleolitica e mostra una donna raffigurata con un corpo steatopico: la grandezza dei seni e della vulva indicavano prosperità e fertilità nella cultura primitiva (e non solo) ed è per questo che questa statuetta è stata così modellata. Alla Venere di Willendorf è dedicata un’intera stanza, chiamata “Gabinetto di Venere”.

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La Venere di Willendorf

Di notevole pregio sono anche i numerosi reperti tassidermizzati di animali a rischio di estinzione o addirittura estinti, spesso ultime testimonianze di esseri viventi ormai scomparsi. Il museo ospita anche un Planetario digitale con una cupola di 8,5 metri di diametro e con una tecnologia fulldome.

La sezione forse più impressionante è quella paleontologica che ospita gli scheletri di alcune specie iconiche del Mesozoico come Diplodocus, Allosaurus e Iguanodon. Di grande impatto è di sicuro l’animatrone di allosauro a grandezza naturale che sicuramente regala sorrisi ed emozioni al visitatore.

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Molto interessante è anche la Sala dei Meteoriti che ospita la collezione di meteoriti più grande e antica del mondo: ben 1100 campioni sono esposti per la gioia di tutti gli appassionati.

Per visitare tutto il museo e le mostre temporanee il tempo di permanenza che vi consiglio è di almeno quattro ore data la mole imponente di reperri esposti. Il museo è adatto sia a grandi che ai piccini, che sicuramente apprezzeranno le meraviglie esposte.

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Visitare questo museo è stata una delle più belle e complete esperienze che ho vissuto a Vienna e di sicuro se volete scoprire l’anima autentica di questa città non potete non inserire questo luogo all’interno del vostro itinerario!

Informazioni utili

Il Naturhistorisches Museum di Vienna si trova presso Maria-Theresien-Platz, Vienna.

Il museo è aperto da giovedì a lunedì dalle ore 9 alle ore 18.30. Il mercoledì il museo è aperto dalle ore 9 alle ore 21. Il martedì è il giorno di chiusura.

Il biglietto intero è di 12 euro, quello ridotto per studenti è di 7 euro, per i bambini e i ragazzi con meno di 19 anni l’entrata è gratuita.

Per i possessori di Vienna Card l’ingresso è di 10 euro.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

Diario di viaggio: New York – Giorno 5

Per il penultimo giorno a New York, non potevo che dedicarmi completamente all’unico e mitico Museo Americano di Storia Naturale: protagonista della fortunata serie di Una Notte al Museo, ma anche scenario del film animato “4 dinosauri a New York” per chi ancora se lo ricorda, questo per me è un tempio della conoscenza, il Sacro Graal del Naturalista.

Diario New York

Il museo, fondato nel 1869, è composto da numerose aree:

e non basta una giornata per visitarlo tutto per bene: entro tramite l’ingresso della metro alle ore 10:00 circa, ne esco all’orario di chiusura alle 17:45 quasi spinta fuori dalle guardie.

Tutto è una meraviglia, tutto ciò che vedo: dai dinosauri, agli habitat ricostruiti, alla mostra tematica sui vulcani, alla sezione sull’antropologia, con tante testimonianze di popoli lontani.

Come Naturalista di mestiere e di fatto, è per me un onore fare da guida alle mie compagne di viaggio: iniziando dalle sale paleontologiche, ricopriamo l’evoluzione dei grandi rettili mesozoici, con qualche ospite d’eccezione: il T-Rex la fa da padrone, come re dell’esposizione e del Cretaceo.

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Scheletro di T-Rex.

Ma non mi fermo solo ad ammirare il grande predatore, mi dirigo, passando per i grandi mammiferi del Cenozoico, alla sala degli Adrosauri, i miei dinosauri preferiti: questi bizzarri dinosauri con il becco di anatra erano placidi e tranquilli erbivori, vissuti nel Cretaceo Superiore, l’ultima era dei grandi rettili. Da sempre, da quando ero una bimba, ho amato il Parasaurolophus, il grande dinosauro con la cresta che fungeva da cassa risonanza per comunicare con i propri simili. Ebbene, vedendo il suo cranio ho pianto dalla commozione. Non lo avevo mai visto dal vivo, e vederlo lì, enorme rispetto a me, è stata l’emozione più forte provata in questo viaggio. Le mie compagne di viaggio mi guardano un po’ svanite, meno che mia zia Franca, che riesce a comprendermi. Niente, le lacrime sono copiose, è come se avessi ricevuto una vincita colossale, non so come spiegarlo. Potevo quasi toccarlo, era davvero da lasciare senza fiato.

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La mia emozione davanti al cranio di Parasaurolofo

Mi fermo per più di 20 minuti in questa sala, quasi tutti spesi per la mia star ovviamente. Continuo nel giro e appena dopo trovo uno shop del museo: non posso non comprare il pupazzetto del mio Parasaurolofo!

La visita prosegue e mi trattengo ora nella sezione zoologica, con tutti i diorami dei vari biomi e ambienti naturali: la savana, la tundra, e poi la sezione ornitologica, la mia preferita insieme a quella paleontologica e geologica. Tanti bei pennuti per la gioia dei miei occhi, e da buone appassionate di ornitologia, io e mia zia ci intratteniamo almeno un’ora a tentare di riconoscerli tutti: sull’avifauna americana abbiamo qualche lacuna, ma su quella europea è difficile battere questo duo! Il resto della compagnia si distacca e ci lascia tra le braccia del sapere: si prosegue, in un vero e proprio labirinto di piani e sale espositive. Non è facile orientarci, infatti spesso dobbiamo consultare la mappa: negli USA è tutto immenso, anche il museo.

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Diorama con gli struzzi

E’ la volta della parte antropologica, con tante belle testimonianze degli amerindi, che vanno a chiudere il cerchio disegnato con il Museo sulla storia degli Indiani (ne parlo in questo articolo). E poi i popoli arabi, gli Inuit, i copricapi degli Indios. Elencare tutto sarebbe davvero impossibile.

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Maschere tribali

Proseguiamo, verso il planetario interattivo: molto interessante la presentazione all’interno! Da qui, un volo sui pianeti e sulle stelle, per poi passare alla mostra tematica sui vulcani, che affronta in modo semplice e chiaro la vulcanologia come disciplina: fotografie, grafici, strumenti interattivi aiutano la comprensione, insieme a video e a testimonianze audio di chi è sopravvissuto ai grandi disastri provicati dai vulcani, come l’eruzione del Monte Sant’Elena: da brividi come la nostra Terra sia meravigliosa ma, al tempo stesso, spietata.

L’ultima sezione rimasta è quella mineralogica, non meno bella: qui mia zia mi definisce “rullo compressore parte terza”…Non è difficile capire il perchè!

Purtroppo, è ora di uscire perchè il museo sta per chiudere. Di sicuro la visita avrebbe richiesto almeno altre 4 o 5 ore per essere ritenersi completa. Dispiaciute di non poterci ritornare presto, siamo comunque soddisfatte della nostra splendida visita durata un giorno intero. Concludiamo la giornata con una bella passeggiata al Central Park, facendo un po’ di Birdwatching: i cardinali rossi non si fanno di certo desiderare!

Per leggere gli altri giorni del diario:

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

Giorno 4