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Bobbio

Ultimo aggiornamento il 28 Maggio 2025 a cura di Donna Vagabonda

La Provincia di Pavia confina con la Provincia di Piacenza, facilmente raggiungibile attraverso molte vie, e il Piacentino è un territorio ricco di luoghi suggestivi e storici, come ad esempio Grazzano Visconti (leggete qui il mio articolo) e Bobbio, per citarne alcuni davvero celebri. Ed è proprio di questo delizioso borgo, affacciato sul fiume Trebbia, che voglio parlarvi in questo articolo.

Cosa troverete nell'articolo

Per orientarsi

Cosa fare: visitate il centro e le sue chiese e passeggiate con chi amate sul famoso Ponte Gobbo
Cosa mangiare: la torta di riso alla bobbiese, lo gnocco fritto, le lasagne alla bobbiese e il Brachettone di Bobbio

Bobbio o Bòbi in dialetto bobbiese e piacentino, è un comune di circa 3500 abitanti situato nella famosa Val Trebbia, che il famoso Hernest Hemingway definì “la valle più bella del mondo”. La sua storia si intreccia fortemente con quella di San Colombano che qui giunse dopo un lungo pellegrinaggio: proprio a Bobbio il Santo fondò un’Abbazia che divenne un importantissimo centro culturale, famoso ancora oggi grazie al suo ruolo ricoperto in passato. Nel 1014 Bobbio acquisì il titolo di Città e all’inizio del XII secolo divenne Libero comune. Nel corso dei secoli entrò inoltre a far parte della Provincia di Genova fino all’Unità d’Italia e poi passò prima alla Provincia di Pavia e, successivamente, a quella di Piacenza.

Bobbio oggi

Bobbio è inserita all’interno del circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano: il suo centro storico conserva ancora numerosi edifici medioevali in pietra e molte chiese imponenti e importanti. Nel 2020 ha vinto il prestigioso concorso de “Il Borgo dei Borghi“, confermandosi une delle mete più interessanti di tutto il territorio piacentino e non solo.

Questo piccolo centro abitato è un comune montano e si affaccia sul fiume Trebbia: è qui, sulle sue sponde, che si trova uno dei ponti più suggestivi del nostro Bel Paese, ovvero il Ponte Gobbo (conosciuto anche come Ponte Vecchio o Ponte del Diavolo), uno dei simboli della città. L’area bobbiese è circondata a ovest e a nord dalle cime del Monte Penice, Sassi Neri, Pan Perduto e Pietra Corva, luoghi di interesse naturalistico e meta prediletta di escursionisti e camminatori.

Il Ponte Gobbo di Bobbio

Il Ponte Gobbo di Bobbio

Bobbio è senza dubbio una meta storica e religiosa: i suoi monumenti ma soprattutto i suoi luoghi di culto, tra i quali spiccano l’Abbazia di San Colombano e il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta, sono di una bellezza strepitosa e attirano ogni anno centinaia di visitatori che seguono le orme del Santo e che vogliono scoprire l’immenso patrimonio di questo borgo. Menzione a parte la merita sicuramente il Ponte Vecchio, il vero simbolo di questa cittadina: il soprannome “Ponte del Diavolo” deriva da una leggenda, nata per la sua curiosa architettura.

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Nel Medioevo la sua struttura era ritenuta talmente ingegnosa che non si poteva credere che fossero stati gli uomini a progettare una tale opera, ma che il Demonio ci avesse messo lo zampino. In realtà il ponte è stato costruito in epoca romana, senza alcun intervento demoniaco, ma si sa che il Medioevo è sempre stato un periodo storico dove il sacro e il profano erano fortemente legati.

Oltre a questa credenza esiste anche una leggenda secondo cui San Colombano fu contattato da Satana che gli promise di realizzare un ponte in una notte, il tutto in cambio della prima anima mortale che lo avesse attraversato. Il Santo accettò e così il Diavolo chiamò altri diavoletti, ciascuno caratterizzato da una statura diversa (motivo per cui, secondo la leggenda, il ponte ha le volte di dimensioni diverse) al fine di erigere tale opera. San Colombano, una volta visto il ponte ultimato, vi fece sostare un cagnolino e così il Diavolo, sentitosi preso in giro, ritornò all’inferno dopo aver tirato un calcio al suo ponte, facendolo diventare anche sghembo.

Visione di Bobbio dal Ponte Gobbo

Visione di Bobbio dal Ponte Gobbo

Un luogo quindi mitico sotto certi aspetti e sicuramente molto suggestivo, da cui poter ammirare lo skyline della città incorniciato dal ceruleo Trebbia.

La mia visita a Bobbio

Ho visitato Bobbio moltissime volte (l’ultima proprio a Maggio 2025, NdR) sia in solitaria che in compagnia di Uomo Moribondo: ho trascorso un’estate intera qui tra questi colli facendo equitazione e questo mi ha permesso di innamorarmi ancor di più di questa disciplina e dei cavalli, creature meravigliose (ecco spiegata facilmente la mia passione e la collaborazione con Varenne). Ho sempre trovato che questo borgo fosse assai accogliente e ancora lontano dalle dinamiche di turismo di massa soffocanti che potrebbero trasformarlo radicalmente.

Parcheggiata l’automobile presso il parcheggio gratuito di Piazza XV Aprile, non lontano dal centro storico, ci si può subito immergere nell’atmosfera tranquilla e pacifica di questo luogo. La prima tappa è sicuramente il Santuario di Santa Maria dell’Aiuto, suggestivo per il suo sacello e per la presenza di un piccolo affresco raffigurante la Madonna in trono con il Bambino in segno di saluto. Si dice che qui molti ammalati guarirono e quindi la chiesa venne proprio intitolata alla Madonna dell’Aiuto, in segno di gratitudine verso i miracoli.

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Pochi passi ed eccoci entrati entra nel cuore del centro storico dove è possibile osservare ancora numerosi edifici in pietra molto suggestivi e caratteristici: si crea una commistione fatta di forme e colori differenti grazie all’intervallarsi di queste case con quelle più recenti, un’atmosfera gaudente e particolare che solo a Bobbio si può respirare. Qui si percepisce un senso di comunità e di collaborazione molto vivo: le piccole botteghe, i fruttivendoli, i negozi di una vita, ci ricordano che è ancora possibile evadere dal caos del traffico cittadino e ritrovare una dimensione più vera.

Il centro storico di Bobbio

Il centro storico di Bobbio

La proposta culinaria è abbastanza varia grazie a numerosi bari, salumerie e locali sia turistici che non dove poter gustare i piatti tipici della proposta piacentina: lo gnocco fritto non è così comune ma la coppa piacentina, la torta di riso alla bobbiese e altre prelibatezze possono essere gustate ovunque e a tutti i prezzi possibili. Come sapete io e Uomo Moribondo amiamo ricercare luoghi particolari, che ci trasmettano emozioni e con una proposta culinaria non turistica ma varia: è così che, quando veniamo qui, ci fermiamo al Senza Fretta – Pausa di Gusto dove è possibile degustare sia panini gourmet, sia proposte più tipiche del territorio con fuori menù davvero invitanti. Situato in Piazza Duomo, è perfetto per una pausa “senza fretta” in un ambiente sobrio e ricercato.

Ciò che amo più fare a Bobbio è sicuramente perdermi tra le vie del borgo e immortalarle ogni volta da una differente prospettiva: nonostante il borgo sembri incapsulato nel tempo trovo sempre uno scorcio nuovo, che non avevo notato le volte precedenti, e un dettaglio (o più di uno) che rendono questo borgo un vero luogo del cuore.

Il Castello Malaspina Dal Verme (ve li ricordate? Proprio loro, i Signori di Zavattarello) domina imponente dall’alto della città (peccato però che sia spesso chiuso al pubblico) e sembra proteggerla come un tempo. Questa splendida location viene aperta in occasione di Bobbio – Il Castello in Fiore quando si veste di colori sgargianti e profumi ammalianti: in questa occasione è possibile visitarlo e ammirare la cittadina dalla sua torre.

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Come poi non rimanere rapiti dai musei di questa città? Il Museo Civico e il Museo dei Minerali, così come il Museo Diocesano, sono dei veri gioielli di questo borgo ricco di cultura: insieme alle sue chiese, di indubbia bellezza, i musei attraverso reperti di eccezionale valore riescono a far scoprire con facilità la storia di questo borgo da sempre protagonista del suo territorio.

Ultima, ma non ultima, è sicuramente la tappa al Ponte Gobbo: molte sono le leggende che avvolgono la storia di questo monumento, ma indubbia è la sua bellezza. Attraversandolo si può ammirare il meraviglioso e cristallino Trebbia, che in moltissimi amano frequentare per farvi il bagno (noi inclusi!).

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Dal Ponte si gode poi di una meravigliosa vista della città e dei suoi campanili: una vista molto romantica e davvero suggestiva! Le foto più suggestive forse le ho scattate proprio qui, ma lascio a voi il giudizio, anche sì detto “ardua sentenza”. In ogni stagione e con qualunque condizione climatica il Ponte Gobbo riesce difatti a emozionare: grazie al suo aspetto sinuoso è di sicuro un luogo che merita il vostro tempo, non è infatti facile trovare architetture di questo genere in Italia, o almeno non così ben conservate!

Le colline piacentine e il Trebbia

Le colline piacentine e il Trebbia

Qui io e Uomo Moribondo abbiamo scattato delle fotografie che hanno commemorato il nostro ultimo weekend da “compagni”: abbiamo infatti scelto questa meta come ultimo luogo visitato in vista del grande giorno (il 2 Giugno 2025, NdR). É stato molto romantico per me poter stringere il dolce Moribondo e sospirare, pensando a ciò che ci attende, ovvero un radioso futuro! Insomma, parentesi romantica a parte, questo luogo è davvero perfetto per immortalare la città e per concludere la vostra visita.

Uomo Moribondo e Donna Vagabonda durante l'ultimo weekend da "nubendi"

Uomo Moribondo e Donna Vagabonda durante l’ultimo weekend da “nubendi”

Bobbio è un delizioso borgo incastonato nella Val Trebbia, un luogo antico che risplende di luce propria amato per la sua storia avvincente, le sue architetture suggestive e la sua cucina spaziale!

E voi siete mai stati a Bobbio? Raccontatemelo nei commenti!

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Commenti

  • 6 Luglio 2019

    Grazie per averci fatto scoprire questo borgo con un articolo così interessante e piacevole da leggere, ne faremo sicuramente tesoro, ci hai invogliati a visitarlo e anche ad assaggiare lo gnocco fritto…

    rispondi
  • 10 Marzo 2021
    rispondi
  • 16 Giugno 2021
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  • 6 Luglio 2022
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  • 30 Maggio 2025

    Sai che sono sempre alla ricerca di borghi autentici da scoprire e questo devo assolutamente aggiungerlo alla mia lista! Sono così icuriosita dalla storia del ponte del diavolo che partirei domani. Magari potrei raggiungerlo in autunno, così l’atmosfera Si tinge dei colori della stagione creando ancora più magia.

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  • 4 Giugno 2025

    Conoscevo di nome questo borgo ma a dire la verità non sapevo bene dove si trovasse. Non sapevo nemmeno che avesse ricevuto tutti questi riconoscimenti! Trovo molto bello il fatto che, pur essendo un piccolo borgo, ogni volta riesci a scoprire qualche angolo nuovo.
    Congratulazioni a te e a Marito Moribondo per il matrimonio 😍

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  • 7 Giugno 2025

    Mi hai sbloccato un ricordo: ci volevamo andare a febbraio 2020 di rientro da un giro in Emilia, ma quella fu una delle prime zone rosse per il covid e così saltò tutto. Mi hai ispirata però e con i cavalli hai fatto bingo: li adoro

    rispondi
  • Alessandra
    13 Giugno 2025

    Non ho ancora potuto visitare questo bel borgo, ma ho sentito parlare della sua bellezza. Sarà stato romanticissimo visitarlo come ultima uscita “da compagni”. Vi auguro tanta felicità!!

    rispondi

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