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Un’escursione in giornata: Bobbio

La Provincia di Pavia confina con la Provincia di Piacenza, facilmente raggiungibile attraverso molte vie, ed il piacentino è un territorio ricco di luoghi suggestivi e storici, come ad esempio Grazzano Visconti (leggi qui il mio articolo) e Bobbio, per citarne alcuni davvero celebri. Ed è proprio di questa città che voglio parlarvi in questo articolo.

Bobbio

 

Bobbio o Bòbi in dialetto bobbiese e piacentino, è un comune di 3574 situato nella famosa Val Trebbia, che Hernest Hemingway definì “la valle più bella del mondo”, di origine romana. La sua storia si intreccia fortemente con quella di San Colombano, che qui giunse dopo un lungo pellegrinaggio: proprio a Bobbio, il Santo fondò un’Abbazia che divenne un centro culturale importantissimo, famoso ancora oggi grazie al suo ruolo ricoperto in passato. Nel 1014 Bobbio ebbe il titolo di Città e all’inizio del XII divenne Libero comune. Bobbio ed il suo territorio fece parte della Provincia di Genova fino all’Unità d’Italia e poi passò prima alla Provincia di Pavia e, successivamente, a quella di Piacenza.

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Bobbio è inserito all’interno del circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano: il suo centro storico conserva ancora numerosi edifici medioevali in pietra e molte chiese imponenti e importanti.

Questo piccolo centro abitato è un comune montano e si affaccia sul fiume Trebbia: è qui, sulle sue sponde, che si trova uno dei più bei ponti del Nord Italia: il Ponte Gobbo, uno dei simboli della città. Inoltre, si trova ai piedi del monte Penice e sul confine tra la Provincia di Pavia e quella di Piacenza. L’area bobbiese è circondata da ovest a nord dalle cime del Monte Penice, Sassi Neri, Pan Perduto e Pietra Corva. Da sud ad ovest troviamo le cime del Bricco di Carana, della Costa Ferrata e il Monte Gazzolo, oltre che altre cime minori.

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Per visitare Bobbio, da Pavia, ho scelto di percorrere la strada statale del Penice, fino a scollinare e arrivare al Passo del Penice, ritrovo di molti motociclisti che gui si godo l’aria fresca e un buon panino con la coppa. Dopo circa un’ora e mezza, sono giunta a Bobbio. La giornata è magnifica ed il sole risplende su di me e Gabriele. Lasciata l’auto proprio vicino al centro, in uno dei numerosi parcheggi gratuiti (ma molto gremiti d’estate!), iniziamo subito la nostra visita prima di fermarci a mangiare un boccone. Subito, siamo rapiti dal fascino della pietra e dalle case antiche. Perdersi in questi vicoletti è una gioia, soprattutto perchè davvero tanto c’è da vedere e in ogni angolo! Entriamo, su consiglio di un signore anziano esperto del luogo, nella Chiesa di Santa Maria dell’Aiuto, dove subito rimaniamo estasiati dagli affreschi e dalla figura sacra della sua protettrice. Dopo un rapido giretto di perlustrazione, lo stomaco comincia a languire e dunque ci dirigiamo verso i numerosi locali che offrono Gnocco Fritto e salumi tipici della zona.

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Sazi, ci dirigiamo di nuovo verso il centro, contenti della quasi mancanza totale di turisti. Visitiamo così il Monastero e l’Abbazia di San Colombano, con il meraviglioso mosaico ritrovato solo negli anni ’80 e conservato in maniera eccezionale, e ancora il Duomo di Santa Maria Assunta, proprio di fronte alla piazza principale, Piazza del Duomo. Da qui, scendiamo, dopo aver scattato numerose foto, verso il Trebbia, per ammirare e attarversare il bellissimo Ponte Gobbo, o  Ponte del Diavolo: il suo secondo nome deriva da una leggenda, nata per la sua curiosa architettura. Nel Medioevo, la sua struttura era ritenuta talmente ingegnosa che non si poteva credere che fossero stati gli uomini a progettare una tale opera, ma che il Demonio ci avesse messo lo zampino. In realtà, il ponte è stato costruito in epoca romana, senza nessun intervento demoniaco. Oltre a questa credenza, esiste anche una leggenda secondo cui San Colombano fu contattato dal demonio che gli promise di realizzare un ponte in una notte, in cambio della prima anima mortale che lo avesse attraversato. Il Santo accettò e così il Diavolo chiamò altri diavoletti per erigere il ponte, che avevano una statura diversa (motivo per cui, secondo la leggenda, il ponte ha le volte di dimensioni diverse). San Colombano, una volta visto il ponte ultimato, fece sostare sulla nuova opera un cagnolino e così il Diavolo, sentitosi preso in giro, ritornò all’inferno dopo aver tirato un calcio al suo ponte, facendolo diventare anche sghembo.

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Molte sono le leggende che avvolgono la storia del Ponte, ma di sicuro è indubbia la sua bellezza: attraversandolo, si può ammirare il meraviglioso e cristallino Trebbia, che in moltissimi amano frequentare per farvi il bagno (noi inclusi!).

Dal Ponte, si gode di una meravigliosa vista della città e dei suoi campanili: una vista molto romantica, e davvero suggestiva! Le foto più belle forse le ho scattate qui, ma lascio a voi il giudizio, anchesì detto “ardua sentenza”.

Dopo aver visitato il Ponte, ci dirigiamo di nuovo all’Abbazia di San Colombano, per visitare il Museo civico e il Museo dei minerali, uniti sotto il nome di Museo della Città: la guida ci ha accolto davvero calorosamente e ci ha mostrato un video che descriveva la storia della città, dopodichè ci ha accompagnato a scoprire i reperti custoditi. Il piccolo museo, seppur con pochi reperti e ancora in allestimento, ci ha colpito positivamente perchè è risultato chiaro nel veicolare informazioni utili ed interessanti. Oltre ad alcuni manufatti rinvenuti sul territorio cittadino, abbiamo ammirato la sezione dei minerali, ricca di campioni della Val d’Aveto e della Val Trebbia. Non voglio anticiparvi oltre su questo interessante museo, che scoprirete fra qualche tempo sempre sul mio blog.

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Un’ultima visita è dedicata alle viottole del centro, che tanto ci hanno colpito. E’ ora di tornare a casa e di lasciare Bobbio e il piacentino, con un ricordo meraviglioso e la tanta voglia di ritornarvi.

consigli

Se raggiungete Bobbio da Pavia, non perdetevi l’occasione di fare un bel viaggio panoramico in automobile attarverso l’Oltrepò Pavese fino al Penice, seguendo la strada statale.

Una volta a Bobbio, non perdetevi la visita al Ponte e al Museo della Città. Se visitate Bobbio durante la settimana, prendetevi un momento per visitare anche il Castello Malaspina – Dal Verme: noi purtroppo lo abbiamo trovato chiuso a causa dell’orario invernale.

Attraversate il Ponte Gobbo per godere della vista eccezionale della città!

D’estate, trascorrete una piacevola giornata in Val Trebbia fermandovi a Bobbio e a Marsaglia: tra le due cittadine ci sono bellissime spiagge dove poter fare ul bagno nel Trebbia!

Non dimenticatevi di mangiare lo gnocco fritto con la coppa piacentina, qui è squisito!

I luoghi della storia: Il Castello ed il Borgo di Grazzano Visconti

Come sapete, mi trovo spesso a gironzolare tra castelli e borghi medievali. Il territorio pavese e quello piacentino offrono parecchi luoghi interessanti e curiosi che valgono sicuramente una visita almeno una volta nella vita. Più di una volta ho visitato un borgo a me molto caro: quello di Grazzano Visconti (Pc).

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Veduta del centro di Grazzano Visconti

Grazzano Visconti è un fortilizio situato nel comune di Vigolzone, in provincia di Piacenza. Fu costruito nel 1395 da Giovanni Anguissola per risiedervi con la moglie Beatrice Visconti, sorella di Gian Galeazzo Visconti. Rimase proprietà della famiglia Anguissola fino alla morte senza eredi del conte Filippo nel 1870 per passare alla moglie Fanny nata Visconti di Modrone, che ne sono gli attuali proprietari. Il borgo è stato ristrutturato nei primi anni del 900 ma mantiene le caratteristiche medievali di un tempo, conservandone il suo fascino davvero unico. Gli unici edifici ancora storici sono il castello e la Chiesetta di Sant’Anna risalente al XVII secolo.

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Veduta della Corte Antica

Oltre al borgo si trovano il castello ed il parco.

Il castello ha una pianta quadrangolare con quattro torri sui quattro angoli ed è edificato in pietra e laterizio. L’ingrezzo era consentito da un ponte levatoio di cui oggi rimangono solo le tracce. Il fossato invece è ancora presente.

Il grande parco circonda il maniero e misura circa 150.000 m2: aperto solo in determinati periodi dell’anno, ospita la chiesetta, lo studio del Duca, il belvedere, un giardino all’italiana e il labirinto (non può di certo mancare in una residenza nobiliare!). Inoltre, degni di nota, sono i numerosi alberi secolari che vi dimorano, bellezze tutte da preservare e da ammirare con immenso rispetto.

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Ogni anno, il borgo di Grazzano Visconti ospita eventi legati al cosplay, come il Narsilion Fantasy Festival, rievocazioni storiche, mercatini di vario genere (come quello di Natale) e molti altri eventi.

All’interno del borgo ci sono numerose botteghe artigiane, locande e ristoranti che servono piatti tipici della cucina piacentina (immancabile lo gnocco fritto e la squisita coppa di queste zone). Si possono dunque acquistare oggetti battuti in ferro, giocattoli, gadget e souvenir legati alla storia e alle tradizioni di questo fortificato piacentino. Oltre a tutti questi divertimenti, da vedere assolutamente è il museo degli attrezzi agricoli, sotto il porticato della corte vecchia: trattori, aratri e strumenti agricoli raccontano passo passo la storia di un territorio ancora fortemente legato all’agricoltura.

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Visitarlo mi mette sempre di buon uomore ed è sempre l’occasione per scoprire qualche suo nuvo angolo nascosto, tra le mote viuzze che lo caratterizzano. Un tuffo nel passato, tra draghi e streghette che non dispiace mai.

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La statua di Aloisa, la mascotte di Grazzano Visconti