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Il Castello di San Pietro in Cerro

Visitare i Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli è diventata per me una vera e propria missione: ogni primavera ed estate, da quando ho scoperto il primo, cerco di visitarne il più possibile e di raccontarveli qui sul blog per farvi scoprire la loro magia, la loro storia intrigante, la loro bellezza indiscutibile. In questo articolo vi porto a scoprire il Castello di San Pietro in Cerro. Pronti?

Storia del Castello di San Pietro in Cerro

Il Castello di San Pietro in Cerro è un complesso fortificato che si trova all’interno del comune omonimo in Provincia di Piacenza. Fu costruito alla fine del Quattrocento, precisamente tra 1461 e il 1491 come testimonia l’epigrafe in pietra posta all’interno del cortile, sui resti di una più vecchia fortificazione del XIII secolo, da Bartolomeo e da Francesco Barattieri. Precedentemente il Castello fu di proprietà della famiglia dei Landi e dei Malaspina.

Il Castello di San Pietro in Cerro

La famiglia dei Barattieri non era nobile in origine ma, nonostante ciò, Bianca Maria Visconti investì questa famiglia piacentina del feudo di San Pietro e assegnò loro il titolo di conti: la proprietà fu mantenuta per quasi cinquecento anni e il castello fu sempre utilizzato come residenza di campagna. I Barattieri riuscirono comunque a guadagnarsi una posizione di prestigio grazie al matrimonio del primogenito di Bartolomeo, Francesco, con Bianca Maria Scotti, della potente (ma a corto di finanze) famiglia Scotti. Nel 1678 i Barattieri ottennero nuovamente il contado e lo trasmisero per discendenza. Il Castello venne poi venduto, nel 1993, alla Famiglia Spaggiari, attuale proprietaria del bene. Franco Spaggiari, mecenate e appassionato d’arte, ha intrapreso dopo l’acquisto un accurato e sostanzioso intervento di restauro che ha restituito al castello il suo antico splendore.

Struttura del Castello di San Pietro in Cerro

Il Castello di San Pietro in Cerro si trova in territorio di pianura, all’interno della campagna della bassa Val d’Arda e in posizione equidistante dalle città di Piacenza e di Cremona. La pianta dell’edificio è quadrangolare con cortile interno adornato da uno splendido doppio loggiato quattrocentesco. Costruito interamente in laterizio, possiede due torrette cilindriche sul lato nord, mentre l’ingresso è costituito dall’imponente mastio che ancora oggi mostra i segni delle bolzoni del ponte levatoio antico. L’ingresso è preceduto da uno splendido parco e da un viale alberato che accolgono il visitatore.

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All’interno del castello, ancora oggi abitato, è possibile osservare splendide stanze affrescate con stucchi e dipinti dell’epoca di costruzione: essendo sempre stata una residenza di campagna, e quindi di scarso interesse militare, il castello si è mantenuto intatto fino ai giorni nostri senza subire attacchi.

Le scuderie sono state trasformate nella “Locanda del Re Guerriero” e oggi accolgono i viaggiatori che vogliono scoprire le bellezze del Piacentino. Nel sottotetto è ospitato, per volere del proprietario, il MIM-Museum in Motion: esso espone, a rotazione, opere italiane e straniere (in particolare di artisti piacentini) ed è visitabile con lo stesso biglietto del castello.

La mia visita al Castello di San Pietro in Cerro

Il Castello di San Pietro in Cerro  è stato il primo castello del circuito dei Castelli del Ducato visitato nel 2022: dopo la lunga pausa invernale e primaverile era giunto il momento per me e per il Pirata di tornare a visitare questi luoghi storici del Piacentino e così ci siamo diretti verso questo iconico maniero che ci ha davvero colpito.

Accompagnati da Jacopo e Viviana, due giovanissime ma già espertissime guide con un amore pulsante verso questo castello, abbiamo scoperto la storia, l’architettura e le leggende che lo circondano: essendo un’abitazione privata, però, ho potuto scattare le fotografie solo in determinate sale, come purtroppo spesso accade con castelli, ville e rocche ancora abitate. Nonostante ciò sono riuscita ad apprezzare molto la visita, complici le due simpaticissime guide e lo splendido maniero che ancora oggi conserva affreschi ed elementi rinascimentali: soprattutto alle pareti e ai soffitti si buon ben vedere l’arte del tempo e intuire i gusti dei nobili di diverse epoche storiche.

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Di sicuro impatto è l’armeria: il proprietario colleziona infatti armi d’epoca di varia natura, soprattutto armi bianche e da taglio: numerose sono infatti le spade, le sciabole e le schiavone conservate e magistralmente  esposte, ognuna con una sua catalogazione e con il periodo di riferimento, per un totale di oltre 500 pezzi esposti. Curiosità che mi ha molto colpito è di sicuro la pistola funzionante più piccola del mondo, dotata di proiettili e scatola contenitore: non avevo mai visto un’arma così e mi ha molto divertito osservare la cura dei dettagli in un oggetto così minuto e discreto. Chissà se avrai mai sparato? Mi auguro di no!

Il filo conduttore degli interni del castello è di sicuro l’eleganza: nonostante la dimora sia nettamente divisa in due parti, una più rustica e l’altra più impreziosita, si intuisce come i Barattieri abbiano sempre avuto buon gusto e come, nonostante non fossero una famiglia nobile così potente, abbiano sempre saputo fare affari e quanto abbiano investito su questa signorile dimora di campagna. A mio avviso sono due le stanze che meritano sicuramente più attenzione: la splendida biblioteca, con volumi antichi e recenti sulla storia locale e piacentina e il salone d’onore del secondo piano, dove si può ammirare un maestoso ciclo pittorico di dame, cavalieri e paesaggi campestri in stile neogotico dipinto da Leonardo Hernani Magu, pseudonimo della Contessa Maria Teresa Zangrandi (1855-1941), moglie del Conte Alberico Barattieri.

Ma perché usare uno pseudonimo?

Nonostante i grandi passi in avanti in fatto di emancipazione culturale e artistica, una donna che dipingeva le pareti e affrescava non era vista di buon occhio dalla società (che poteva tollerare una donna pittrice specializzata i pittura su tela) ed ecco quindi spiegata l’esigenza di celare la propria identità. Vero che non eravamo più ai tempi di Artemisia Gentileschi o di Sofonisba Anguissola, ma l’arte e le donne hanno sempre avuto due percorsi spesso paralleli e impervi, difficili da incrociare: per fortuna, oggi, non è più così.

In ogni castello che si rispetti vi dev’essere poi un fantasma…

E qui secondo voi poteva forse mancare? Ma certo che no!

Una leggenda narra che proprio qui aleggi il fantasma di una tanto bella quanto disperata fanciulla di nome Agata: dopo l’impiccagione dell’amato scudiero, reo di averla amata suscitando le ire e le gelosie di uno dei conti Barattieri, si gettò dal mastio e morì di una morte tragica e dolorosa. Si dice che il suo spirito agonizzante aleggi ancora tra le stanze, provocando anche l’accensione o lo spegnimento di elettrodomestici e televisori. Chissà se la sua anima tormentata troverà mai pace insieme a quella dell’amato!

Non poteva mancare poi una visita al MIM-Museum in Motion: è stato proprio interessante vedere come l’arte moderna e contemporanea si miscelasse in maniera così prorompente alle antiche architetture quattrocentesche. Un connubio interessante, stimolante e inaspettato!

Per concludere questa splendida esperienza le due guide ci hanno condotti nelle segrete, dove si trova un tesoro d’inestimabile valore: l’installazione dei Guerrieri di Xi’an.

Avete capito bene, un vero e proprio angolo di Cina nel cuore del Piacentino!

Oltre 400 statue dell’iconico e famosissimo Esercito di Terracotta, riproduzioni fedelissime degli originali certificate dal Governo Cinese, di dimensioni naturali: esattamente identiche a quelle originali, si mostrano qui in tutto il loro splendore, in un luogo davvero inaspettato. Eppure la passione per l’arte del proprietario del castello ha fatto sì che queste statue potessero trovarvi dimora e ammaliare i visitatori che, di sicuro, si trovano spiazzati davanti a questa meraviglia: in assetto da combattimento questi cimeli (da notarsi come ognuno sia diverso dall’altro) grazie alla loro espressività e all’eccellente fattura sembrano proprio catapultare in Cina il visitatore: queste sono le uniche copie certificate a essere presenti sul suolo italiano, un vero e proprio vanto di questo luogo! Queste statue sono l’elemento che più ha emozionato il Pirata, per giorni ne ha continuato a parlare e ha consigliato la visita di questo luogo a tutti i conoscenti con cui c’è stata occasione di parlare: due sono quindi le parole che secondo me ben esprimono le caratteristiche del Castello di San Pietro in Cerro, unicità e imponenza. Sì, credo proprio che questi siano i termini giusti per descriverlo.

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Tornare alla scoperta di castelli e fortificazioni ha reso me il Pirata davvero felici: nonostante il caldo asfissiante e la cappa di umidità il divertimento non è mancato e non potevamo scegliere castello migliore per ritornare in pista con il nostro tour che ormai ha quasi terminato la lista dei castelli del Piacentino (il 18 luglio 2022 NdR).

Il Castello di San Pietro in Cerro è un autentico gioiello da visitare con chi si ama, è un luogo romantico ma allo stesso tempo austero e intrigante: un luogo che merita davvero la pena di essere visitato!

Per una splendida gita fuori porta: se decidete di visitare il castello di mattina, come abbiamo fatto io e il Pirata, dovete poi dirigervi a Cortemaggiore, piccolo centro abitato non distante, per gustare uno splendido e ricco tagliere di gnocco fritto, salumi e formaggi presso “Il Tagliere“. L’atmosfera godereccia vi farà subito sentire come a casa vostra e la genuinità delle materie prime vi invoglierà a fare il bis, parola di Donna Vagabonda!

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Commenti

  • antomaio65210f5eca04
    26 Luglio 2022

    ma che belle scoperte mi fai fare a un passo da casa!! Pensa che ho letto da poco della riproduzione dei guerrieri dell’esercito di terracotta custodita in Italia; la cosa di cui sono certa mi innamorerei a prima vista però è la biblioteca

    rispondi
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    29 Luglio 2022

    Ecco un altro meraviglioso castello da inserire nelle mie mete di viaggio… dovrei creare un itinerario ad hoc inserendo nel percorso tutti i manieri che ci hai fatto conoscere finora! Uno più bello dell’altro.

    rispondi
  • Libera
    29 Luglio 2022

    Hai ragione questa è una bellissima zona per gli amanti dei castelli . Come sempre ci hai dato ottimi spunti , per me sarebbe perfetto andarci per una gita di un giorno

    rispondi
  • 29 Luglio 2022

    Trovo i castelli davvero unici e ognuno bellissimo con la sua storia! Di questo vorrei davvero esplorare la biblioteca: amo i libri, soprattutto quelli un po’ antichi. Mi fanno sognare di vivere in epoche lontane!

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  • 30 Luglio 2022

    Mi stai facendo scoprire tanti castelli o belle residenze storiche che non conoscevo. Anche questo assolutamente da visitare urge organizzare un week end in zona e vederlo assolutamente

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  • 6 Settembre 2022

    Adoro i castelli, qui nel mio entroterra ce ne sono tantissimi e in primavera mi dedico a visitarli e ad esplorare le zone limitrofe. Amo la storia e soprattutto le storie che racchiudono e questo che hai visitato tu è veramente bello, perchè gli arredi e i suppellettili sono ancora presenti. Un vero gioiello italiano.

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  • 6 Settembre 2022

    Sono anche io una grande appassionata di Castelli e, appena riesco, scappo a visitarne qualcuno. Ho visitato moltissimi castelli del territorio matildico e della lunigiana, ma mi mancano molti castelli del piacentino, questo compreso. Ma sono così tanti che servirebbero due weekend a settimana!

    rispondi

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