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Il Museo del Mese di Luglio: il Museo del Granato Ceco

Con il Museo del Mese di Luglio del 2022 vi riporto nuovamente a Praga per scoprire uno dei suoi più iconici luoghi: il Museo del Granato Ceco (Muzeum českého granátu).

Il Museo del Granato Ceco (Muzeum českého granátu)

Il Museo del Granato Ceco è un piccolo museo nel cuore del centro storico di Praga, situato a pochi passi dal Ponte Carlo. Questo luogo di cultura mira a far conoscere la storia e l’importanza dell’attività estrattiva del granato e dell’arte di trasformare questo minerale in pietra preziosa. I granati boemi sono infatti fra i più apprezzati al mondo e, sia un tempo che oggigiorno, adornano i gioielli più preziosi ed eleganti di reali e persone famose.

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Con il tipico color rosso rubino scuro, queste piccole pietre preziose vengono commerciate in tutto il mondo: il museo vuole dunque mostrare la loro bellezza, far conoscere la storia della loro estrazione, dagli albori al processo odierno, nonché sfoggiare numerosi gioielli e oggetti, del passato ma non solo, che ancora oggi vengono illuminati dalla brillantezza di queste gemme.

I granati, il mio mondo

Da Dottoressa in Mineralogia e Geochimica specializzata sui granati demantoidi non potevo perdere l’occasione di visitare il Sancta Sanctorum dei granati in Repubblica Ceca: sapete che sono un’appassionata collezionista di minerali (soprattutto di granati) e un luogo come questo, così iconico e particolare, ha subito destato la mia attenzione e mi sono letteralmente fiondata a visitarlo. Ma andiamo con ordine, ora vi starete chiedendo cosa sono i granati: i granati sono minerali silicati facenti parte della classe dei nesosilicati (come gli zirconi o l’olivina) appartenenti al super gruppo omonimo. Le principali specie di granato sono sei e si suddividono in due gruppi:

Serie della Piralspite

Composta dai granati varietà Piropo, Almandino e Spessartina (di cui fanno parte anche i granati cechi), caratterizzati da colorazioni che virano dal rosso all’arancione.

Serie della Ugrandite

Composta dai granati di varietà Uvarovite, Grossularia, Andradite, caratterizzati da colorazioni che virano dal giallo al verde (di questi fanno parte anche i demantoidi, i miei minerali preferiti nonché i protagonisti della mia tesi di laurea).

I granati boemi si rinvengono in piccoli cristalli sfusi di circa 4-6 millimetri della varietà del Piropo: il colore che li caratterizza è il rosso intenso tendente all’arancione o al color rubino. Si riconoscono da altri granati proprio per le ridotte dimensioni dei cristalli, infatti questi granati non si rinvengono mai in grandi dimensioni e questo è una delle caratteristiche da tenere a mente se si vogliono acquistare granati autentici della Repubblica ceca: diffidate, ad esempio, da gioielli con gemme incastonate troppo grandi dato che in tal caso non possono sicuramente essere boemi.

Perché i granati hanno da sempre attirato la mia attenzione? Fin da quando ero bambina ero incuriosita dal mondo dei minerali, ma l’interesse si è fatto più vivo durante il secondo anno di università quando ho conosciuto la mia Professoressa di Mineralogia: nel mostrarmi alcune immagini di granato ha fatto scattare in me una scintilla paragonabile all’amore a prima vista. Osservare quei cristalli così perfetti accrescerci in maniera così spontanea, magari su alcuni fili di amianto (il minerale da cui si ricava questo materiale in realtà si chiama asbesto), mi ha davvero stupefatto e così mi sono dedicata totalmente a questi minerali per tutta la mia carriera universitaria (e non solo).

La storia dei granati boemi

All’inizio del diciassettesimo secolo iniziò la vendita dei granati boemi all’interno dei principali mercati della città di Praga: proprio qui venivano infatti tagliati e montati sui preziosi monili. Un negozio di taglio e lavorazione fu aperto su iniziativa dell’Imperatore Rodolfo II e qui lavorarono tre famose generazioni di tagliatori italiani, facenti parte della famiglia Miseroni (ebbene sì, la storia dei granati cechi è profondamente legata alla maestria degli artigiani nostrani). Nel 1598 l’Imperatore diede il permesso di esportare i primi granati cechi all’estero, a patto che si trattasse di pezzi piccoli e, sempre nello stesso periodo attirati dalla bellezza di questa gemma e della fama che via via andava a crearsi, giunsero altri tagliatori, in particolare da Venezia.

La roccia (matrice) contenente i granati e granati di diversa dimensione

Nonostante il fiorire dei ritrovamenti di questi granati, il diritto di estrarre e di tagliare era concesso solo a poche persone e tra queste ci fu il conte Filip Kolowrat-Krakowsky, il più grande burgravio della Boemia. I principali tagliatori si trovavano presso la città di Turnov e a metà del diciannovesimo secolo qui se ne potevano contare circa 2000.

Ancora oggi l’estrazione procede utilizzando meccaniche sofisticate e moderne e i granati, come nei secoli passati, riscuotono un successo e un interesse senza pari, sia verso le più grandi case gioielliere, sia verso i privati e i collezionisti (se volete approfondire la storia e le caratteristiche dei granati boemi vi invito a cliccare qui).

Il granato ceco a Praga

Il Museo del Granato Ceco non vuole soltanto mostrare al pubblico la storia e i gioielli composti da questo granato, ma vuole offrire una garanzia sicura di acquisto delle gemme da parte dei compratori: numerosi sono, infatti, i negozio di gioielli disseminati in tutta Praga (soprattutto nel centro storico) che propongono gioielli con granati boemi. Ebbene, la maggior parte di loro sta vendendo dei falsi: avete capito bene, moltissimi di loro non rilasciano certificati di autenticità e spesso i granati provengono da tutt’altra parte, soprattutto dall’estero. Una volta tagliato a gemma è difficile riconoscere la provenienza del minerale e la truffa è proprio dietro l’angolo. Gli unici rivenditori autorizzati di granati boemi devono esporre come insegna, o all’interno del negozio, questo determinato logo, anch’esso spesso contraffatto o modificato a regola d’arte per ingannare i clienti.

Se volete acquistare il granato ceco autentico richiedete sempre un certificato di provenienza che deve contenere tutte le informazioni necessarie sull’autenticità della vostra gemma.

All’interno del museo è possibile poi fare una visita dello shop (gratuitamente, anche senza l’acquisto del biglietto) dove si propongono gioielli per tutte le tasche, autentici e di carattere, con design moderno e antico: dagli orecchini alle collane, dai pendenti ai ciondoli, la bellezza è davvero garantita!

La mia visita al Museo del Granato Ceco

Durante i miei giri alla scoperta della città di Praga in solitaria sono incappata nell’insegna di questo straordinario museo: conoscevo i granati cechi ma non avevo idea che esistesse un vero e proprio museo nel cuore della città e così, da buona Vagabonda, mi ci sono fiondata. Ero l’unica visitatrice di quel pomeriggio dal tempo incerto e mi sono gustata il piccolo museo con tranquillità e tanto, tantissimo stupore. La visita (non guidata) inizia con la visione di un video esplicativo sulla storia del granato boemo e sulle tecniche di estrazione di questo eccezionale minerale.

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Da qui poi si procede per visionare antichi manufatti e gioielli senza tempo: dalle croci ai diademi, dai libri con le copertine intarsiati ai monili commemorativi. L’ultima parte del museo è dedicata al granato in generale e proprio qui si può ricavare una visione d’insieme su queste gemme e sui minerali originali. All’ingresso/uscita si trova poi il meraviglioso shop dove le gentilissimi e preparatissime addette vi mostreranno i gioielli in base al vostro gusto e al vostro budget: sarà loro premura farveli anche provare e consigliarvi al meglio per il vostro acquisto, un vero e unico ricordo della splendida città di Praga!

Sono totalmente soddisfatta da questa esperienza che mi ha consentito di approfondire le mie conoscenze e mi ha permesso di conoscere meglio la città e la tradizione secolare di estrazione e lavorazione di questa pietra preziosa: parlare con due esperte quali sono le signore presso il museo mi ha davvero fatta sentire una viaggiatrice speciale, forse per la mia innata curiosità, forse per la mia passione verso questo mondo variopinto, fatto sta che mi sento proprio di lodare la gentilezza delle due esperte collaboratrici del museo.

Questo museo, nonostante le sue ridotte dimensioni, É davvero un luogo imperdibile, un luogo non da turismo di massa, ma una vera gemma incastonata nello splendido e luminoso collier quale è Praga!

Informazioni utili

Il Museo del Granato Ceco di trova a Karlova 8, Praga 1, Praga, Repubblica Ceca.

Il biglietto può essere acquistato in loco o presso i partner convenzionati.

Il Museo è aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

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Commenti

  • 29 Luglio 2022

    Ecco un nuovo museo che non ho visitato quando sono stata a Praga e che mi segnerò per il prossimo viaggio, tanto ci tornerò presto!

    rispondi
  • Tamara
    29 Luglio 2022

    La visita a questo museo sembra davvero molto interessante inoltre non ne avevo mai sentito parlare! Metterò in lista sulle cose da fare appena avrò modo di andare a Praga

    rispondi
  • 31 Luglio 2022

    Molto interessante! E si sente da come ne parli di questa tua passione!
    Sicuramente un museo da visitare! Non lo conoscevo!

    rispondi
  • Libera
    5 Agosto 2022

    Ma che bello poter virtualmente fare questa visita insieme a te praticamente nel tuo mondo!

    rispondi
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    6 Agosto 2022

    Oddio mi hai aperto un mondo, a me totalmente sconosciuto! Sempre bello leggere articoli in cui puoi imparare qualcosa in più da mettere nel bagaglio culturale del viaggiatore.

    rispondi
  • 9 Agosto 2022

    ma sai che mi hai aperto un mondo sui granati? Non avevo proprio idea di nulla della loro storia e della loro formazione ma ho una collana di mia nonna a cui sono particolarmente affezionata. Adesso ho delle ragioni in più per amarla

    rispondi

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