Burano
Quando si giunge a Venezia non si può non visitare la sua splendida laguna e le sue piccole e graziose isolette: grazie ai collegamenti garantiti con i vaporetti, sia di compagnie private che di quella veneziana ACTV, sono infatti facilmente raggiungibili le famose Murano, Torcello e la protagonista di questo articolo, la coloratissima Burano.
Pronti a scoprirla con me?

Contenuto dell'articolo
Per orientarsi
Cosa fare: visitate Burano e scoprite i suoi vicoli colorati, osservate l’antica arte del merletto e fatevi rapire dalla sua atmosfera unica
Cosa mangiare: i cicchetti veneziani e il pesce tipico di laguna
Storia di Burano
Le origini degli insediamenti di Burano sono tutt’ora un mistero ma la tradizione vuole che sia stata fondata dagli abitanti della città romana di Altino, rifugiatisi sulle isole della laguna per sfuggire alle invasioni barbariche, in particolare da Attila e dai Longobardi. Il primo documento scritto che attesta la presenza umana è il Pactum Lotharii dell’840; le prime abitazioni erano costituite da palafitte con pareti costituite da canne e fango e solo a partire dall’anno 1000 furono costruite case in mattoni: l’isola fu a poco a poco colonizzata grazie anche alla costante ventilazione presente che aiutava a tenere lontana la letale malaria.

Le caratteristiche case colorate di Burano
Dal XIII secolo Burano, Mazzorbo, Ammiana e Costanziaca erano sottoposte all’autorità del podestà di Torcello e con la riforma del sistema politico e amministrativo della Serenissima si costituì il “Consiglio della Magnifica comunità di Burano“. Nel XVI secolo il Podestà di Torcello inoltre si insediò a Burano e l’isola acquistò così maggior prestigio.
Scoprite il mio articolo sul Vagabondiary di questo viaggio!
Con la caduta di Venezia nel 1797 i rappresentanti di Burano furono i primi a prendere contatto con il governo provvisorio e dopo la sconfitta di Napoleone quest’ultima divenne Comune di II Classe sotto il Podestà di Venezia.

Spesso le case sono decorate con vasi di fiori, il colore la fa da padrone a Burano!
Nella seconda metà dell’Ottocento, durante l’unificazione e la nascita del Regno d’Italia, purtroppo le condizioni degli abitanti di Burano risultavano davvero pessime: la povertà infatti dilagava e la popolazione era per lo più indigente. Più volte fu quindi chiesta l’annessione al Comune di Venezia, ma questa arrivò solo nel 1923.
Da sottolineare come nel corso dei secoli molte famiglie di buranesi si trasferirono ad Ancona per ragioni lavorative e qui fondarono la piccola comunità dei Buraneli: l’influsso del dialetto di questi abitanti si può percepire ancora oggi all’interno del dialetto anconitano.
Burano oggi
Burano oggi è un’isola fiorente e ridente e accoglie ogni anno migliaia di turisti: l’attrazione principale risiede senza dubbio nelle sue case colorate, una tradizione che vive ancora oggi. Da sottolineare come vi siano diverse teorie e leggende sui motivi per cui tali abitazioni vengano colorate in maniera così variopinta. Di seguito ve ne riporto alcune:
- Aiuto ai pescatori: la spiegazione più popolare è legata alla tradizione marinara dell’isola. Burano infatti era abitata in passato quasi esclusivamente da pescatori e queste case fungevano da “faro” durante le giornate di lavoro. Spesso infatti la laguna era avvolta da una fitta nebbia e i pescatori utilizzavano i colori vivaci delle abitazioni per orientarsi.
- Distinzione: un’altra ipotesi potrebbe derivare dall’esigenza di distinguere le case e i loro proprietari proprio grazie ai colori sgargianti che identificavano le famiglie. I colori quindi si tramandavano da generazioni e tutti i buranesi sapevano distinguerli. Ancora oggi infatti chi vuole colorare la sua casa a Burano deve rispettare alcune regole sull’uso dei colori stessi: si deve fare richiesta al Comune e rispettare una palette cromatica ben precisa.
- Gli spiriti maligni: secondo una leggenda i colori vivaci avrebbero aiutato gli abitanti di Burano ad allontanare gli spiriti maligni dall’isola e a portare fortuna ai suoi abitanti.
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Il merletto di Burano è una delle tradizioni artigianali più prestigiose e rinomate dell’isola, con una storia affascinante che risale al Rinascimento: da evidenziare come il merletto buranello prendesse ispirazione dalle tecniche di ricamo diffuse in altre parti d’Europa, ma ben presto si sviluppò con uno stile unico, caratterizzato da complessità e raffinatezza.

Burano avvolta dalla nebbia di Dicembre
Secondo una leggenda tale tradizione artigiana nacque grazie a un giovane pescatore proprio originario dell’isola: durante un viaggio in mare il nostro protagonista resistette al canto delle sirene, cosa assai rara. Per premiare la sua volontà d’animo queste creature mitologiche gli regalarono un velo nuziale di rara bellezza che egli donò alla sua sposa: ella iniziò dunque a studiare l’ordito e inaugurò la tradizione del merletto buranello.

L’inizio di Fondamenta Terranova, il mio luogo preferito di Burano
Il successo di questo merletto non rimase confinato sull’isola ma anzi si espanse in tutta Europa: possedere un pezzo di merletto di Burano significava possedere una vera e propria opera d’arte. Con l’avvento dei telai meccanici e con l’industrializzazione delle filande questo antico prodotto conobbe una crisi senza pari e solo nel 1872 egli poté superarla grazie alla fondazione di una Scuola del Merletto creata sotto la protezione della Regina Margherita di Savoia (molto sensibile alla bellezza dell’arte, nonché autentica benefattrice). Oggi il merletto di Burano è celebrato attraverso il Museo del Merletto, situato nell’ex sede della Scuola del Merletto. Il museo ospita una ricca collezione di merletti storici con pezzi datati fin al XVI secolo e racconta la storia di questa antica tradizione, mettendo in mostra le tecniche e i disegni che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

L’artista di Burano
Il metodo tradizionale, utilizzato ancora oggi, prevede l’uso di un semplice ago e filo, senza alcun supporto di stoffa: si lavora direttamente “in aria”, creando disegni fatti di intricati intrecci di punti. Ogni fase del processo richiede competenze altamente specializzate e un singolo “pezzo” può passare per le mani di diverse artigiane, ciascuna responsabile di una fase diversa della lavorazione.
La mia visita a Burano
Ho avuto il piacere di visitare Burano in tre diverse occasioni e nonostante sia di modeste dimensioni e facilmente percorribile a piedi trovo che abbia un fascino unico e che le casette colorate siano solo in parte le protagoniste di questo successo.

Attimi di vita quotidiani a Burano
Passeggiare a Burano, lontano dal turismo mordi e fuggi che purtroppo affligge anche questa località, permette di scoprire un volto della laguna particolare e non scontato: qui infatti è possibile perdersi rimanendo estasiati dai colori sgargianti ma anche osservare il costante sciabordio delle onde che ci ricorda continuamente le origini di questa isola e dei suoi abitanti.
La vita qui non deve essere così facile: nonostante la sua vicinanza con Venezia e l’afflusso turistico pressoché costante non credo sia semplice mantenere viva la propria identità e ricercare angoli di tranquillità, come spesso accade per le piccole isole. Eppure qui ho trovato un forte attaccamento con questa minuscola porzione di terra: il dialetto utilizzato da grandi e piccini, il ritrovarsi sulle sponde o a Mazzorbo, la voglia di far scoprire le autenticità di questo luogo ai turisti più attenti e desiderosi di ascoltare.
É così che a Luglio del 2024 sono tornata a Burano per cercare la sua autenticità e per scoprirne luoghi ancora a me sconosciuti: mi sono lasciata guidare dall’istinto e ho percorso in lungo e in largo le Fondamenta, passeggiando tra i vicoli silenziosi e ammirando la vita quotidiana di chi qui ci vive tutto l’anno. Semplici gesti, come lo sventolare una tovaglia o il portare a passeggio il proprio cagnolino, lontano dalla ressa del porto e da Fondamenta San Mauro, punto nevralgico dei turisti che spesso qui si ammassano solamente per scattarsi pochi selfie con le casette variopinte. Ho iniziato la mia visita dalla piccola Mazzorbo per poi giungere a piedi presso l’adiacente Burano, evitando l’arrivo dei traghetti nell’ora di punta: il mio tour ha voluto toccare anche Mazzorbo proprio al fine di poter osservare una delle vigne “murate” più antiche del territorio, quello che ancora oggi viene coltivata presso la Tenuta Venissa. Da qui poi mi sono diretta a Burano, trasportata dalla leggera brezza, alla ricerca dell’autentico spirito di questa isola.

Donna Vagabonda a Burano
Ho gustato degli eccezionali cicchetti “In Pescaria Vecia“, ho immortalato i panni bianchi arsi sotto il sole cocente, ho ammirato l’unica testimonianza del Tiepolo presente sull’Isola (ovvero la Crocefissione, ospitata presso la Chiesa di San Martino), mi sono fermata sul Ponte della Vigna per poter ammirare la splendida Fondamenta di Terranova. Ho osservato i suoi abitanti e mi sono sentita catapultata in un luogo di altri tempi, su di un’isola silenziosa e tranquilla: la calma e la tranquillità mi hanno totalmente travolta e fatto innamorare, se fosse stato possibile, ancora di più di quest’isola e della laguna.
Ormai lo sapete il rapporto che ho con Venezia è quasi “morboso”: devo tornarci, ogni tanto, perché mi dona una sensazione unica di libertà e soprattutto “mi fa sentire a casa”. Non è solo la presenza dei canali, delle architetture maestose, della bellezza sfolgorante di ogni angolo: Venezia e la sua laguna esercitano su di me un fascino magnetico che solo in Africa ho ritrovato. Mi sento come se fossi vittima di un incantesimo che non voglio spezzare e Burano sicuramente accentua questo strano beneficio.

La siesta dell’orsetto
In molti mi hanno chiesto come mai tornassi per la terza volta a Burano: non c’è un vero motivo se non la voglia, di nuovo, di rivederla, nonostante il caldo afoso di quei giorni di Luglio. Non è stata una visita “esplorativa” in senso lato, ma volevo tornarvi per vedere il suo cuore battere e il suo viso risplendere nelle increspate acque della laguna. Volevo entrare, a passi leggeri, nell’intimo nucleo di questo luogo e trarre tutta la sua linfa, ringraziandolo scattando fotografie che spero possano porsi come un omaggio.

Passeggiando tra le vie silenziose di Burano
Ho avuto la fortuna di visitare Burano in diversi periodi dell’anno, la prima volta a inizio Gennaio, la seconda a fine Dicembre e la terza a Luglio inoltrato: l’ho trovata ogni volta diversa, magnifica e stupefacente, un luogo non da cui fuggire come spesso è accaduto in passato ma in cui ritornare. Forse questa mia descrizione così romantica è lontana dalla realtà degli isolani che tutti giorni devono fare i conti con il turismo di massa e con le difficoltà che esistono nel vivere in un’isola (soprattutto della Laguna di Venezia), ma mi sento di poter dire solo parole entusiastiche su questa isola e i suoi abitanti: Burano è così forse, e io ho deciso di amarla con tutto il mio cuore.
Burano è una splendida isola della Laguna Veneziana, custode di antichi saperi e tradizioni, resa ancora più bella dalle sue incredibili casette colorate: i veri colori si trovano nei suoi angoli silenziosi, presso le sue Fondamenta, tra le sue strette vie, sta a noi scoprirli e immortalarli come dei veri artisti!
Vi è piaciuto questo articolo? Scopritene altri su Venezia e dintorni!



donnavagabonda
L’ha ribloggato su Donna vagabondae ha commentato:
Scoprite Burano, una delle perle della Laguna di Venezia!
viaggiacorrisogna
Adoro Burano per i suoi mille colori! Ti dà serenità appena scendi dal vaporetto, e poi li hai assaggiati i buranelli? Quelli freschi appena sfornati sono la fine del mondo!!
Donna Vagabonda
Ma sai che non li ho assaggiati? Ho visitato Burano con occhi diversi da quelli di adesso e mi piacerebbe tornarci per vederla con la me stessa di adesso!
Annalisa Spinosa
Purtroppo non sono riuscita a visitare Burano, poichè il tempo in viaggio sembra essere sempre troppo poco. Però ho intenzione di tornare in zona, complice il prossimo viaggio sul Garda, dal quale dista davvero poco. Proverò a farci un salto perchè la trovo super instagrammabile!
Donna Vagabonda
Sì se sarai sul Garda ci metterai davvero poco per arrivare a Venezia! Vedrai che non te ne pentirai!
LA KRY
Abbiamo visitato Burano in una fredda giornata di ottobre di qualche anno fa. Il cielo era grigio e continuavamo ad aprire e chiudere l’ombrello per i frequenti acquazzoni, ma tutto questo non ha intaccato il fascino di questa splendida isola. Ricordo con piacere le passeggiate, le chiacchiere con gli abitanti, le botteghe del merletto. Anche noi abbiamo a forte tentazione di tornarci e rivivere quegli splendidi momenti.
Donna Vagabonda
Burano non si smentisce mai, è sempre accogliente e meravigliosa in ogni stagione!
libera
C’è poco da dire: i colori di Burano parlano da soli, sono assolutamente meravigliosi! È impossibile non scattare millemila foto quando si passeggia tra le sue vie.
Donna Vagabonda
Esatto, ne ho scattate più di 300 l’ultima volta e ci sono stata solo mezza giornata!
Arianna
Sono stata a Burano tanti anni fa e da tempo voglio tornare, vorrei proprio dormire lì per assaprarmi l’atmosfera delle prime ore del mattino o della sera quando si svuota. Capisco la tua voglia di tornare
Donna Vagabonda
Io non ci ho mai dormito perché mi sono sempre appoggiata alla foresteria militare ma di sicuro deve essere davvero caratteristico!
𝐹𝑟𝑒𝑑𝑒𝑟𝑖𝑐𝑘 𝑍𝑒𝑙𝑑𝑎 𝐾𝑦𝑜
Ho deciso che un giorno ci andrò, dato che dista solo poche ore, e mi piacerebbe assistere di persona alla lavorazione del vetro di Burano, che ammiravo spesso nelle splendide dimore e ville durante la mia infanzia.
Donna Vagabonda
Il vetro però si lavora a Murano, non a Burano 😜
Spunti di Viaggio
Splendida Burano, come altrettanto meravigliose sono queste tue foto! L’escursione a Burano in giornata è imperdibile, da fare ogni volta che si torna a Venezia, concordo con te. E non solo per i merletti ed i merlettai, ma anche e soprattutto per vedere e vivere questo coloratissimo borgo lagunare
Donna Vagabonda
Verissimo, Burano è proprio una tappa obbligatoria ogni volta che si visita Venezia: io non mi stanco mai di vederla!
Sara Slovely.eu
Pur non abitando molto lontano, Burano è stata una scoperta recente per me. Ci sono stata per la prima volta qualche anno fa. Era durante il periodo natalizio, e con il calar della sera con gli addobbi luminosi era uno spettacolo! Ovviamente bellissima anche di giorno, con i suoi colori sgargianti.
Donna Vagabonda
Chissà che meraviglia! Io quando ci sono stata a dicembre ho trovato moltissima nebbia e anche così l’isola è straordinaria!
Silvia The Food Traveler
Io invece conosco pochissimo Venezia e i suoi dintorni. Ci sono stata una volta sola da bambina, e ho qualche vago ricordo di Burano (ricordo meglio Murano perché avevamo visitato un laboratorio di lavorazione del vetro). Mi è piaciuto moltissimo questo articolo in cui hai raccontato una dimensione quotidiana e meno turistica di Burano.
Donna Vagabonda
Mi fa piacere che grazie a questo articolo hai avuto un’idea dell’isola di Burano, una vera chicca tutta da scoprire lentamente!
Paola
Hai descritto Burano con una passione contagiosa, portando il lettore a scoprire non solo la bellezza delle sue case colorate, ma anche la ricchezza della sua storia e delle sue tradizioni. Le tue osservazioni sulla vita quotidiana degli abitanti e il loro legame con l’isola offrono un punto di vista autentico e profondo.
Donna Vagabonda
Mi fa molto piacere aver trasmesso questo mio punto di vista e sono contenta che il mio articolo vada “oltre” alla solita visione di Burano.
antomaio65
Ho dedicato a Burano un lungo week end autunnale alloggiando in un albergo diffuso collegato alla tenuta Venissa dove ogni mattina andavo a fare colazione attraversando a piedi nel silenzio delle prime nebbie il ponte che collega le due isole. Un’atmosfera magica e unica, con i colori delle case che spiccano con la loro intensità in un paesaggio lagunare altrimenti in bianco e nero
Donna Vagabonda
Wow! Hai provato anche i vini della Venissa? Io non ne ho avuto occasione!
Erminia
Non ho ancora visitato Venezia e quindi neanche Burano. La cosa che mi fa fare sempre un passo indietro è l’overtourism, vorrei poter visitare la Laguna e le sue isolette davvero in tranquillità e senza sentirmi affogare dalla gente. Dubito che sarà mai possibile heheheh però farò uno sforzo, perché sarebbe un peccato perdersi queste meraviglie italiane.
Donna Vagabonda
Te lo dico per esperienza personale dato che sono stata 4 volte a Venezia e 3 volte a Burano (e ci torno abbastanza spesso): trovare i due luoghi totalmente deserti non è possibile ma appena ti sposti dai punti nevralgici come San Marco e Rialto troverai luoghi incredibili senza pressoché turismo e potrai goderti il vero fascino di Venezia e della laguna!
Veronica
Interessante come nel tempo gli abitanti di Burano si siano trasferiti ad Ancora fino a creare una vera e propria comunità che abbia influenzato persino il dialetto.
Sono stata due volte a Burano, una da bambina, in una giornata abbastanza nebbiosa con mia madre che avrebbe comprato ogni merletto; la seconda alla fine del viaggio di nozze dove il sole rendeva ancora più vibranti i colori delle case e l’ho particolarmente amata, più di Murano e Venezia stessa.
Ale
Bellissimo il tuo racconto così personale e appassionato di Burano, si sente proprio che è un luogo che ami e che ti attrae per l’autenticità che sei riuscita a scoprirne. Anche io sono stata a Venezia diverse volte e, devo dire, ho avuto invece un rapporto “complicato” con questa città, ma in crescendo: la prima volta, complice forse anche il tempo uggioso e la compagnia, non l’ho apprezzata molto, poi sono tornata con il mio futuro marito e ne ho scoperto i lati positivi, infine alla nostra seconda visita (per me terza) siamo stati anche a Burano ed è lì che è scattata la scintilla, quindi con il tuo articolo ho rivissuto quegli splendidi momenti.
laura
Con questo articolo mi hai fatto scoprire tanti aspetti di Burano che non conoscevo…adesso devo visitarla assolutamente! Non sapevo che per colorare i muri bisognava fare la domanda al comune, penso che sia cmq una cosa molto intelligente in modo da rispettare l’armonia dei colori… E poi anche la leggenda dei muri colorati che allontanano gli spiriti maligni è molto interessante. Complimenti per le informazioni 🙂
Claudia
In tutte le volte che sono stata a Venezia, solo una volta sono stata a Burano. Non mi ricordavo case dai colori così sgargianti. Sono meravigliose anche con la nebbia
Marina
È incredibile come, con tante volte che sono stata a Venezia, non abbia mai avuto occasione di vedere Burano. Deve essere davvero piacevole perdersi tra le sue stradine e lasciarsi incantare dai suoi scorci e dai suoi colori.
Francesca Salcioli
Bellissima descrizione di Burano, è come esserci!
L’ho visitata di recente e non era la prima volta.
Concordo, nonostante Burano sia un’isola molto turistica si riesce ancora a respirare autenticità, cosa non scontata nei posti molto battuti. Le isole della laguna sono un vero e proprio patrimonio.
Mi piace l’idea che il colore della case allontani gli spiriti maligni.
Donna Vagabonda
Sì è una leggenda davvero interessante! Burano riesce davvero a conservare tanto della sua autenticità nonostante sia letteralmente invasa ogni anno da migliaia di turisti che, paradossalmente, si fermano solo alle prime case e poi se ne vanno. Assurdo!
La Deb!
Mi duole ammettere che non ho ancora avuto il piacere di visitare questa splendida isola.. ma spero di poter rimediare molto presto!
Il tuo entusiasmo nei suoi confronti entusiasma il lettore
Nonostante questo ti piacerebbe viverci o pensi sia troppo impegnativo come contesto?
Katia
Oramai la laguna l’ho girata in lungo e in largo, almeno per quanto riguarda le tappe principali ed è sempre un piacere ritornare a Burano. L’adoro proprio per i motivi che hai scritto: non tanti turisti come Venezia stessa e i colori brillanti.
Ogni volta faccio tappa anche a Torcello che si trova proprio lì vicino.
Donna Vagabonda
Sai che a Torcello non riesco mai ad andare e a trovare la Chiesa aperta? La prossima volta mi dedicherò totalmente a lei!
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