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Il Museo del Mese di Luglio: le Gallerie dell’Accademia di Venezia

Con questo articolo si torna a parlare di musei e di Venezia in particolare: già, perché ho avuto, nuovamente, la fortuna e l’onore di poter visitare la Serenissima proprio qualche settimana fa (dall’8 al 12 Luglio, NdR) e con questo viaggio in cui ho toccato mete lontane dal solito turismo di massa ho scoperto davvero dei luoghi eccezionali, come il protagonista di questo articolo: le Gallerie dell’Accademia! Pronti a scoprirle con me?

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia sono un museo statale italiano situato nel sestriere di Dorsoduro, non distanti dal ponte dell’Accademia omonimo, in quello che fino all’inizio del XIX secolo era il complesso della Chiesa di Santa Maria della Carità, del Convento dei Canonici Lateranensi e della Scuola Grande di Santa Maria della Carità.

Le Gallerie dell'Accademia

Le Gallerie dell’Accademia

Il nome deriva dall’Accademia di Belle Arti che le ha aperto nel 1817 e ne ha condiviso la sede fino al 2004. Questo museo accoglie la più importante collezione di arte veneziana e veneta, soprattutto per quanto riguarda il periodo che parte dal XIV secolo e termina nel XVIII secolo: qui infatti sono esposti capolavori incredibili di Tintoretto, PittoniTizianoCanalettoGiorgioneGiovanni BelliniVittore CarpaccioCima da Conegliano, Veronese, Tiepolo. Le Gallerie dell’Accademia ospitano anche molte sculture del Canova e il celebre disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci (esposto solo in particolari occasioni).

Disegnatrici che riproducono le opere esposte alle Gallerie dell'Accademia

Disegnatrici che riproducono le opere esposte alle Gallerie dell’Accademia

Fondate nel 1750, le Gallerie dell’Accademia hanno sempre avuto come finalità la didattica e il restauro: la sede originale era situata presso il Fonteghetto della Farina ma in seguito alle soppressioni napoleoniche e alla dispersione di molte opere venne trasferita presso il Convento dei Canonici Lateranensi e quindi presso la sede attuale. A causa della diversissima destinazione d’uso l’accoglienza delle Gallerie fu estremamente tiepida e costellata di dubbi da parte degli accademici: vennero dunque messi in atto imponenti lavori di ristrutturazione degli ambienti che verterono su ogni spazio della nuova sede.

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Il primo nucleo della collezione comprendeva anche i saggi degli allievi e una raccolta di gessi (da cui il nome al plurale “Gallerie”), e fu esposto con successo nel 1817. Ben presto la raccolta si arricchì di opere provenienti dalla Francia dopo la disfatta napoleonica e dalle Gallerie di Stato. Un primo riordino della pinacoteca, con l’eliminazione dei quadri ottocenteschi, avvenne nel 1895 e successivamente molti quadri furono nuovamente spostati a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale (a Firenze) e qui tornarono negli anni ’20: a quel punto era fondamentale una nuova riorganizzazione degli spazi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale i capolavori vennero ancora una volta protetti e spostati all’interno di castelli e rocche e alla fine degli anni ’50 furono eseguiti altri lavori di rammodernamento: solo nel 1960 si poté dire conclusa definitivamente questa colossale opera di ristrutturazione e risistemazione.

Le collezioni del Museo

La collezione oggi presente alle Gallerie dell’Accademia si può dividere secondo la provenienza delle opere:

  • Opere da sempre ospitate presso Santa Maria della Carità e nella sua Scuola
  • Opere raccolte durante le soppressioni
  • Opere acquisite appositamente
  • Opere giunte tramite legati

Nel 1800 si pensava che esporre e custodire opere solo prettamente venete o della Scuola Veneziana fosse limitativo nei confronti delle Gallerie e quindi si cercò di “colmare questa lacuna” attraverso scambi con altre istituzioni: si perse quindi totalmente lo scopo didattico e si valorizzò il fine espositivo.

Veronese - Annunciazione

Veronese – Annunciazione

La mia visita alle Gallerie dell’Accademia

Sono stata ben quattro volte a Venezia ma, fino a questa occasione, non ero ancora riuscita a visitare questo iconico museo della Serenissima: un po’ per mancanza di tempo e un po’, lo ammetto, per compagnie sbagliate che non mi hanno concesso di dedicarmi totalmente all’arte e ai suoi grandi esponenti.

Finalmente è giunto quindi il momento di recuperare questa mia mancanza e di potermi perdere letteralmente tra le opere dei grandi Maestri veneziani, primo tra tutti il mitico Giambattista Tiepolo: qui infatti sono custoditi numerosi suoi capolavori, soprattutto della sua fase giovanile, e sicuramente quello che spicca di più è il celebre “Castigo dei Serpenti” restaurato nel 2020 dall’Opificio delle Pietre Dure: si tratta di un’opera imponente, mastodontica, lunga più di 13 metri e che occupa quasi del tutto una parete, la quale mostra con drammaticità e movimento l’episodio biblico della punizione che Dio infligge al popolo di Israele per aver dubitato della propria fede durante la traversata del deserto. Il Signore punisce dunque la sua gente scagliando voraci e velenosi serpenti dall’alto e intima Mosè di costruire una statua che raffigurasse un serpente di bronzo che avrebbe donato loro la salvezza.

Giambattista Tiepolo - Castigo dei Serpenti

Giambattista Tiepolo – Castigo dei Serpenti

Oltre a questo capolavoro magistrale del Giò. Batta si possono trovare altre opere di indubbia bellezza, prima tra tutte (nonché una delle mie opere preferite in assoluto) è “L’Esaltazione della Croce e Sant’Elena“, un’altra opera di grandi dimensioni ma questa volta circolare, dipinta dal Maestro intorno al 1740: il soggetto è la scoperta della Vera Croce da parte di Elena, la madre dell’Imperatore Costantino, avvenuta durante un pellegrinaggio a Gerusalemme. In quest’opera si nota la magnificenza tipica del Tiepolo caratterizzata dalle figure in movimento, da una tridimensionalità accentuata e da una scena sempre dinamica e posta su più livelli: non ci sono pressoché spazi vuoti e anche il cielo è un capolavoro di maestria e tecnica. Notevoli anche le opere recuperate dalla distrutta Chiesa di Santa Maria di Nazareth, devastata dalle bombe del primo conflitto mondiale e oggi utilizzate per abbellire la sala numero 11 dedicata al Tintoretto e al Tiziano.

Dettaglio del "Castigo dei Serpenti"

Dettaglio del “Castigo dei Serpenti”

Un’altra cosa che mi ha colpito molto è la cospicua presenza di studenti e studentesse intenti a ritrarre sui loro taccuini le grandi opere: è così che vedo questi ragazzi e queste ragazze assorte nel ricercare la maniera migliore di rappresentare in scala diversa dei capolavori mastodontici per dimensioni e realizzazione. Il loro sguardo penetra la tela e mostra ancora vivida emozione, come quella che dovevano provare gli apprendisti dei grandi Maestri quando assistevano in tempo reale alla creazione di un’opera “pressoché divina”.

Giambattista Tiepolo - L'Esaltazione della Croce e Sant'Elena

Giambattista Tiepolo – L’Esaltazione della Croce e Sant’Elena

Inutile dire che ho chiesto a #PapàVagabodo di prendermi il mio tempo e, mentre lui aveva già fatto il giro delle Gallerie almeno tre volte, io stavo ancora ammirando i capolavori qui custoditi, in una cornice ariosa e con un’esposizione chiara e di ben facile comprensione. Ogni sala infatti valorizza in maniera più che adeguata le opere esposte e il percorso non troppo lungo e per nulla dispersivo facilita la visita: nonostante siano “solo” due piani espositivi la quantità di opere è impressionante ed è giusto dedicarci un’accurata attenzione.

Visitare le Gallerie dell’Accademia è stato per me un’emozione unica: venire a contatto con la pittura veneziana, così espressiva e potente, è sicuramente un’opportunità di arricchimento e un’occasione incredibile per ammirare un’arte mai scontata o banale.

Donna Vagabonda alle Gallerie dell'Accademia

Donna Vagabonda alle Gallerie dell’Accademia

Un Museo potente, quello delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, come le opere che qui sono esposte, capaci di traghettare il visitatore all’interno di un sogno fatto di miti spennellati, racconti sfumati, dipinti solenni.

Informazioni utili

Le Gallerie dell’Accademia si trovano a Campo della Carità, Sestriere Dorsoduro 1050, Venezia.

Il Museo è aperto il Lunedì dalle 8:15 alle 14:00 e dal Martedì alla Domenica dalle 8:15 alle 19:15.

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale.

Siete mai stati alle Gallerie dell’Accademia? Raccontatemelo nei commenti!

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Commenti

  • 31 Luglio 2024

    Certo che sei riuscita a vedere davvero moltissimi musei in quattro giorni? Hai incastrato alla perfezione ogni visita, centellinando le tempistiche. I miei complimenti! Di questa galleria non sapevo l’esistenza per cui me la segno subito, e la terrò in considerazione per la prossima visita in città.

    rispondi
  • libera
    1 Agosto 2024

    Sono stata spesso a Venezia ma non ho ancora visitato le Gallerie dell’Accademia, indubbiamente sono un ottimo motivo per tornare, magari in autunno.

    rispondi
  • Marina
    12 Agosto 2024

    Mi vergogno a dirlo, ma non ho visitato le Gallerie dell’Accademia, ho solo visto spesso le immagini dei quadri che conservano sui miei libri di storia dell’arte. A parziale consolazione, ho potuto almeno ammirare l’Uomo Vitruviano di Leonardo in mostra a Parigi anni fa.

    rispondi
  • 13 Agosto 2024

    Un’ottima scusa per tornare a Venezia, di cui ho esplorate solo le strade dei quartieri ma non ho visitato nessun museo per mancanza di tempo da dedicare maggiormente alle isole.

    rispondi

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