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Il Museo del Mese: il Museo des Beaux-Arts di Lione

Chi di voi mi segue, sa qunto mi piaccia l’arte, in particolare quella pittorica, e quanto ci tenga a visitare almeno un museo di questo genere quando visito una grande (o piccola) città. A Lione, durante il mio viaggio di luglio del 2018 (leggi il primo giorno cliccando qui) ho potuto visitare uno dei musei più importanti della città e della Francia tutta: il Musée des Beaux-Arts.

 

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Denis Foyater – Jeune fille au chevreau

 

Il Museo è stato aperto nel 1801, ed è uno dei primi musei aperti dopo il Louvre. Presenta collezioni di pittura, arte antica, scultura, oggetti d’arte, monete, medaglie, stampe e disegni, rendendolo uno dei musei più variegati di tutta la Francia. Il Museo è ospitato all’interno del palazzo seicentesco di Saint-Pierre e alcune sale conservano ancora la decorazione originale di questo ex convento. Il palazzo si affaccia direttamente su Place des Terreaux, proprio affianco all’Hotel de Ville.

Se volete godervelo appieno, vi consiglio di dedicargli almeno una mezza giornata, perchè i reperti in mostra sono davvero tanti e non è sempre facile mantenere alta l’attenzione. Se avete la Lyon Card, l’ingresso è naturalmente gratuito (un motivo in più per farla!)

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La collezione di pittura conta circa 700 opere ed occupa ben 35 sale del Museo: si parte dal trecento fino ad arrivare agli anni’80 del 1900. La collezione è ricca e variegata, con pittori europei per lo più, con una buona componente di fiamminghi e italiani. Il Seicento, l’Ottocento e la prima metà del Novecento sono i punti cardine della collezione, esposta in ordine cronologico, senza separazione delle varie scuole. Si possono dunque distinguere:

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Per quanto riguarda la scultura, la collezione si trova nel giardino del museo, proprio prima dell’entrata e nella cappella dell’Ottocento. Anche qui, si dà grande spazio alla sequenza temporale, cercando di rappresentare le più grandi scuole attraverso i secoli, come le scuole italiane del Quattrocento e del Cinquecento (scuola del Verrocchio, di Della Robbia, di Donatello, di Michelangelo), sculture di Antoine Coysevox, di Antonio Canova, Jean-Baptiste Carpeaux, Auguste Bartholdi, Auguste Rodin (con una delle più grandi raccolte delle sue opere), Antoine Bourdelle, Pierre Auguste Renoir, Ossip Zadkine, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso, Henri Laurens, Arman.

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Una delle sale delle sculture

Il Museo è davvero immenso e mi perdo nelle varie sale che davvero ospitano ogni forma d’arte che possiamo immaginarci in questo momento, senza dimenticare l’Arte antica, dove il cavallo di battaglia è di sicuro l’Egitto dato che la sua area ospita più di 14 000 oggetti, anche se ovviamente non sono tutti esposti. Dall’egitto ci si sposta al’Oriente Antico, alla Roma e alla Grecia Antica e agli Etruschi. Non posso dimenticare assolutamente la collezione di medaglie e di monete, che conta 50.000 oggetti, portando di fatto il Museo ad essere uno dei punti di riferimento per la numismatica mondiale.

Il Museo ospita anche oggetti d’arte, opere a pastello e ancora tante altre opere d’arte. Insomma, il Museo di ione è davvero un mondo dentro il mondo della città francese, in cui perdersi e respirare il profumo delle tele dei grandi del passato. Se venite a lione, davvero, non potete perdervelo!

Il Museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì e i giorni festivi, dalle 10 alle 18, il venerdì dalle 10,30 alle 18.
Sono previste delle chiusure parziali tra le 12,30 e le 14.

Le domeniche ed i giorni 8, 9, 10, 24 e 31 dicembre, il museo chiuderà, eccezionalmente, alle 17.

Il biglietto è di 8 euro per l’intero, 4 euro per il ridotto, gratuito per i possessori di Lyon Card e per chi è in cerca di impiego. C’è anche la possibilità di fare un biglietto combinato con le mostre presenti, al costo di 12 euro per l’intero, 7 euro per il ridotto e  gratuito per chi possiede la Lyon Card e per chi è in cerca di impiego.

 

 

Il museo di maggio: la Galleria Nazionale della Slovenia

Nel 2017 mi è capitato di visitare la capitale della Slovenia, Lubiana. Una città meravigliosa, storica ma allo stesso tempo al passo con i tempi, con tanta voglia di rinnovarsi e di crescere. E’ così, come sempre quando visito una città, che ho visitato il museo d’arte più importante non soltanto di Lubiana, ma di tutta la Slovenia.

 

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Una delle sale della Galleria

 

La Galleria nazionale della Slovenia (Narodna galerija) è la galleria d’arte più famosa dello stato ed è stata fondata nel 1918 dopo la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico e l’istituzione dello stato degli Sloveni, Croati e Serbi. La galleria ha sede presso un imponente palazzo architettato da František Škabrout e costruito nel 1896. Tra il 2013 ed il 2016 il palazzo è stato completamente rinnovato.

 

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Il museo ospita la più grande colezione di opere figurative dall’alto medioevo al XX secolo, oltre che esposizioni temponaree e la mostra stabile di uno dei pittori modernistici più famosi, Zoran Mušič.

 

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All’interno della galleria si trova anche l’originale Fontana dei tre fiumi carniolani di Francesco Robba: quella davanti al Municipio è infatti una copia di questa (anche se non si nota affatto!).

La Galleria è immensa e ospita opere davvero variegate che ripercorrono epoche caratterizzate da uno stile pittorico unico. Dall’arte medievale agli impressionisti, dai neoclassici all’arte moderna, questa galleria va assolutamente visitata se vi trovate a Lubiana!

La Galleria Nazionale è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 (il giovedì fino alle 20).

Il biglietto intero è di 7 euro, mentre il ridotto è di 3 euro. C’è la possibilità di fare un bioglietto cumulativo per la Galleria e l’esibizione temporanea a 10 euro (intero) e 5 euro (ridotto).

Se vi è piaciuto il museo di questo mese, leggete il mio diario di viaggio di Lubiana e Bled:

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

 

 

 

 

Diario di viaggio: Lubiana e Bled – giorno 2

Una giornata intensa mi aspetta a Lubiana! Ora che la città mi è più famigliare, è ora di visitare i suoi angoli più nascosti. Purtroppo il meteo non è dalla mia parte e mi risveglio sotto il diluvio più insistente: non è una novità quando viaggio, quindi non mi faccio scoraggiare e decido di iniziare a visitare i musei più importanti e famosi della città: Il Museo Nazionale di Slovenia (leggi qui il mio articolo), il Museo di Storia Naturale e la Galleria Nazionale (Narodna galerija) che si trovano tutti nel quartiere dei Musei, difronte al Parco Tivoli.

Parcheggiato nei dintorni, mi dirigo subito al Museo Nazionale di Slovenia, che ospita una grande quantità di reperti archeologici dell’età Romana, quando Lubiana era ancora un piccolo insediamento provinciale del vasto Impero. Epigrafi, capitelli, resti di colonne: le testimonianze sono numerose e molto interessanti.

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Al primo piano si trova invece il Museo di Storia Naturale: un museo all’avanguardia, di modeste dimensioni ma con molti reperti interessanti. Degna di nota è la collezione mineralogica intitolata al mineralogista Sigmund Zois, nato a Trieste e vissuto a Lubiana: Zois è stato un grande scienziato del 1700 e un’illuminista dalle grandi vedute. E’ stata una delle figure di spicco della scienza slovena e ancora oggi il premio scientifico sloveno più prestigioso è il “Premio Zois”: lo scienziato è stato anche colui che ha scoperto e classificato la Zoisite, un minerale molto importante del gruppo degli epidoti (conosciuta e apprezzata è la varietà Tanazanite).

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La collezione Zois è molto variegata ed è legata più alla sistematica che all’esteticità. Oltre ai minerali, sono presenti molti campioni di fossili anche di un certo spessore e sono stati ricostruiti diorami di alcuni ecosistemi che si possono ritrovare in Slovenia. Le sale sono ampie e ben descritte, in sloveno e in inglese. Non mancano anche le attività per i più piccoli, con schede interattive e attività ludiche. Un museo attento alle esigenze di tutti, grandi e piccini, come molti musei sloveni.

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Dato che il tempo non migliora, decido di dedicarmi ad un altro museo, questa volta una pinacoteca: la Galleria Nazionale.

La Narodna galerija è la principale galleria slovena per l’arte antica e custodisce la più grande collezione d’arte figurativa dall’alto medioevo al XX secolo. La collezione è suddivisa secondo il criterio cronologico e ospita più di 600 opere europee e slovene, che ripercorrono tutti i più grandi periodi artistici, dalbarocco all’impressionismo sloveno, dall’arte sacra medioevale al neoclassicismo.

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Il museo è grande ed ospita davvero moltissime opere: è frequentato da molti turisti e dagli sloveni stessi, infatti non mancano le scolaresche o i semplici cittadini.

Ormai è ora di pranzo, e decido di tornare verso il centro. Con un pranzo al volo, decido poi di andare a visitare il Castello di Lubiana.

 

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L’interno del castello

Il Castello è stato riscostruito nel 2960 in stile medievale su preesistenti fortificazioni e si trova collocato in cima alla collina nel centro storico di Lubiana. Il castello è menzionato per la prima volta nel 1144 come sede del Ducato di Carinzia, e fu distrutto nel 1335 quando il ducato entrò nell’Impero austro-ungarico. Tra il 1485 ed il 1495 fu ricostruito come lo vediamo oggi. Dopo il periodo napoleonico la fortezza viene adibita a prigione fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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Il Castello visto dal centro storico

Oggi il Castello è un’attrazione turistica che vale davvero la pena visitare: si può salire sulla torre e vedere tutta Lubiana, in una delle viste più belle. Inoltre, si possono visitare le prigioni, gli interni e numerose sale oggi trasformate in musei di vario genere. Il cortile è sede di spettacoli ed eventi: al suo interno c’è anche un ristorante.

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Vista di Lubiana dalla Torre del Castello

Il Castello è raggiungibile sia in auto che tramite una funicolare ed io preferisco accedervi grazie a questa, che è davvero molto suggestiva!

Dopo la visita al Castello, sfrutto il tempo leggermente migliorati per fare un bel giro tra le vie del centro ed in battello sul fiume: per fortuna la pioggia mi grazia!

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Dopo una giornata così impegnativa, è ora di tornare in albergo a riposare. A cena, naturalmente, si va al ristorante Das Ist Valter.

 

 

 

 

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 3

Siamo arrivati al terzo giorno e ahimè il tempo non è clemente come vorrei: purtroppo mi sveglio sotto un temporale e quando piove così forte non si può che fare una cosa: visitare un bel museo.

Decido dunque di visitare uno dei musei più ricchi e belli della città: il Landesmuseum Württemberg, ovvero il museo della storia dello Stato del Baden-Württemberg. Il museo si articola su vari piani e ripercorre la storia fin dall’antichità di questo territorio, fino ad arrivare ai giorni nostri: il viaggio si articola dunque dall’età della pietra, passando attraverso i Celti, i Romani, gli Alamanni, il Medioevo, il Rinascimento ed il Barocco. Le esposizioni coprono inoltre l’intera Europa e meritano per la ricchezza di pezzi esposti.  Il museo si trova all’interno del Vecchio Castello (Altes Schloss) e si snoda dalle cantine fino al piano più alto.

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Nonostante la pioggia battente, scopro con sorpresa che il museo è pieno di turisti, per lo più tedeschi (famiglie con bambini soprattutto): la cultura vince anche sulle avversità atmosferiche!

La quantità di oggetti e manufatti esposti è impressionante: si passa dagli oggetti degli uomini preistorici, alle corone scintillanti dei regnanti di questo stato. Le spiegazioni sono bilingue e posso così facilmente capire ogni dettaglio riguardante la storia del pezzo. Ciò che mi ha colpito particolamente è la stanza delle meraviglie: questa stanza, costruita intorno al 1700, doveva raccogliere tutto ciò che era straordinario, come fossili o scheletri di animali. Ancora oggi è così: la camera è totalmente preservata e quando ci si entra sembra di varcare la soglia di un mondo fantastico.

 

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La stanza delle meraviglie

 

Passo l’intera mattinata nel museo, che merita davvero almeno 3 ore di visita. Il tempo sembra migliorare quindi decido di fare un breve giretto per le vie del centro per pranzare con qualcosa di sfizioso, prima di dirigermi alla Pinacoteca di Stoccarda.

La Staatgalerie Stuttgart si trova proprio in centro ed è facilmente raggiungibile con la metropolitana: le opere custodite sono circa 400 e spaziano per quanto riguarda lo stile ed il periodo storico di realizzazione. Per quanto riguarda questo museo, ho già scritto un articolo di approfondimento (cliccate qui per leggerlo, ne vale la pena!).

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Con un bel sole splendente, non c’è niente di meglio che rilassarsi nel parco della Nuova Residenza e godermi uno snack all’ombra degli alberi. Un’altra giornata volge al termine e già sono malinconia, perchè il prossimo sarà l’ultimo giorno e a malincuore dovrò lasciare la Germania.

Per leggere gli altri articoli, visitate queste pagine:

Giorno 1

Giorno 2

 

Il museo di ottobre: la Staatsgalerie Stuttgart – La pinacoteca di Stoccarda

Mi trovavo a Stoccarda a giugno, durante i miei innumerevoli giri per il mondo, e ovviamente non potevo perdermi l’occasione di visitare la pinacoteca della città, essendo, come ormai sapete, appasionata di arte, in particolare di pittura.

La Staatsgalerie Stuttgart è una delle pinacoteche tedesche più importanti, sia per la propria architettatura che per la collezione che copre davvero secoli di storia. L’edificio originale fu costruito per ordine del Re Guglielmo I del Württemberg tra il 1838 e il 1843. L’architetto James Stirling ci pone la firma più di 100 anni dopo, realizzando l’ampliamento e donandogli l’aspetto che vediamo oggi.

 

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La Porta Rossa – Marc Chagall

 

Con circa 400 opere, la galleria ospita dipinti d’arte alto-tedesca, italiana, olandese e del cassicismo svevo, propri di questa regione. Notevole è la collezione relativa al XX secolo, con grandi opere del movimento “Die Brücke” (prime su tutte le opere di Ernst Ludwig Kirchner), spaziando poi a Kandiskij o a Schlemmer. Troviamo anche tele di Picasso, fino a tempi ancora più recenti, dove non mancano Warhol e Fontana. Oltre alle pitture, sono presenti anche sculture ed istallazioni, sempre moderne e post-moderne.

Tra le varie sale, non mancano quelle della pittura del 1700, con i grandi paesaggi e le immense vedute, soprattutto di artisti italiani.

 

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Veduta di una baia con resti antichi e di un veliero durante una tempesta – Leonardo Coccorante

 

Il museo, facilmente raggiungibile tramite la metropolitana, con la fermata a pochi passi dall’edificio, è aperto tutti i giorni della settimana tranne il lunedì, ed oltre alla collezione permanente ospita molte mostre temporanee, dando spazio ad artisti emergenti o mostrando collezioni private.

Da buona amante dell’arte e del periodo impressionista, non posso fare a meno che cercare opere riconducibili a quel periodo, e così faccio: trovo subito un’intera ala della pinacoteca che ospita opere di Monet e Pissarro, tra le più famose ed iconiche.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale della Pinacoteca.

Presto leggerete il mio diario di viaggio di Stoccarda, non perdetevelo!