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Mondovì

Dopo mesi di restrizioni e di rinunce finalmente da questa primavera 2021 si può trarre il meglio: molti luoghi storici sono riaperti, i musei hanno accolto gli ospiti con nuove mostre e con attività per grandi e piccini. Il FAI ha inaugurato le Giornate di Primavera del 2021 e, proprio grazie a questa possibilità, ho sconfinato in Piemonte per visitare i Castelli di Lagnasco e la splendida cittadina di Mondovì, protagonista di questo articolo.

  • Cosa fare: visitate la città in una giornata primaverile o autunnale e raggiungete la parte alta con la funicolare
  • Cosa mangiare: assaggiate il baccalà alla piemontese o i maccheroni e patate e funghi
  • Cosa acquistare: le ceramiche dipinte a mano di Mondovì

sTORIA DI mONDOVì

La zona di Mondovì fu abitata dall’Età del Bronzo e, successivamente, venne occupata dai Romani che edificarono non lontano da qui la città di Augusta Bagiennorum, l’attuale Bene Vagienna.

In epoca longobarda il territorio era sotto la giurisdizione dell’abbazia di San Dalmazzo di Pedona, dipendente a sua volta della potente e ricca abbazia di San Colombano di Bobbio (se volete approfondire ve ne parlo in questo articolo su Bobbio e in questo sul Museo Civico di Bobbio).

La città venne formalmente fondata nel 1198 come città libera dal potere feudale: questa condizione durò poco perché il vescovo di Asti, insieme al Marchese di Ceva, espugnò la città nel 1200 e la distrusse 31 anni dopo. Ma le anime degli abitanti di Mondovì non si piegarono e un anno dopo ricostruirono la città e strinsero un’alleanza con i comuni di Milano, Cuneo e Savigliano: questa lega impedì a Mondovì di soccombere a un nuovo attacco astigiano.

Dopo un periodo come possedimento di Carlo I d’Angiò e ancora una sudditanza verso il vescovo di Asti, la città nel 1290 ottenne il riconoscimento dell’autonomia comunale: è in questo periodo che assunse il toponimo di Mons Regalis, grazie agli enormi privilegi sovrani ottenuti dalla città. Ancora oggi gli abitanti di Mondovì vengono chiamati monregalesi.

Nel 1305 iniziò la seconda dominazione angioina, cui succedettero i Visconti, i marchesi del Monferrato, gli Acaja e, dal 1418, i Savoia. Da quel giorno Mondovì crebbe fino a divenire, nel ‘500, la città più popolosa del Piemonte: la sua importanza era indiscussa tanto che proprio qui vi fu pubblicato il primo libro stampato in Piemonte (1472) e addirittura venne stabilita la sede dell’Università piemontese, dal 1560 al 1566.

Piazza Maggiore a Mondovì

Una data importante per Mondovì è l’8 giugno 1388, quando papa Urbano VI, con la bolla Salvator Noster, a seguito di una petizione, presentata dal marchese Teodoro II del Monferrato, costituì la diocesi del Monte Regale. Ciò avvenne durante lo Scisma d’Occidente e la promozione di Mondovì a sede vescovile fu, probabilmente, concessa per la fedeltà dimostrata da Mondovì al legittimo papa di Roma, mentre la diocesi madre di Asti era passata all’obbedienza dell’antipapa francese.

Facendo un salto temporale si balza al 1537 quando la città venne occupata dai Francesi e solo nel 1560 i Savoia restaurarono il loro potere. Mondovì fu poi protagonista delle famose “guerre del sale“, che si susseguirono tra il 1680 e il 1699 contro il potere sabaudo: si trattò di tre insurrezioni consecutive, ispirate da iniziativa popolare, allo scopo di difendere le antiche autonomie e franchigie comunali, negate dal duca, teso a forgiare uno Stato centrale di stampo assolutistico sull’esempio della Francia di Luigi XIV. Mondovì si “era data ai Savoia”, non era stato conquistata: nell’atto di donazione venivano riconosciuti i suoi “liberi statuti”, ora negati dal duca. Nonostante alcuni iniziali successi, la nobiltà smise di appoggiare la rivolta e giurò fedeltà ai Savoia. Numerose azioni di guerriglia misero a dura prova l’esercito sabaudo che però ottenne la vittoria finale: a seguito di questa il comune di Mondovì venne smembrato in vari comuni più piccoli e questo portò a una irrimediabile crisi economica che avvolse la città, oscurando la sua brillante immagine.

L’epoca napoleonica non risparmiò la cittadina: qui venne combattuta l’unica battaglia vinta dai piemontesi contro l’esercito francese. Per rimediare a questa sconfitta, considerata oltraggiosa, i napoleonici si scagliarono con tutta la loro furia nel 1799 e si combatté casa per casa provocando numerose vittime. Nel 1814 il territorio tornò nelle mani dei Savoia.

Facciamo insieme un altro salto temporale e giungiamo alla seconda guerra mondiale. Durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana a Mondovì si stabilì il comando della IV divisione panzer tedesca e un gruppo di SS comandati da Theo-Helmut Lieb: questi impose il divieto di tenere le mani in tasca, quello di passeggiare in strada (solo sui marciapiedi si poteva) e il divieto di circolare in gruppi di più di quattro persone: per i monregalesi non fu affatto in periodo semplice.

Mondovì è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione; insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare, per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Curiosità su mondovì

  • Gli abitanti di Mondovì vengono chiamati monregalesi dai tempi in cui Mondovì divenne comune e venne esentato dal pagamento di una serie di tasse: all’epoca il comune era chiamato Mons Regalis
  • Il monumento ai caduti venne inaugurato da Amedeo Duca d’Aosta
  • Nel 1959 fu protagonista di diverse puntate di “Campanile sera“, storico programma televisivo della Rai; si tenne in piazza Maggiore: il collegamento fu curato da Enzo Tortora, a cui il comune di Mondovì ha dedicato una via
  • Mondovì è stata sede, assieme a TorinoCollegno e Avigliana, delle Olimpiadi dell’aria 2009: la città è un importante centro di ritrovo annuale di mongolfiere
  • Mondovì è soprannominata “la città del tempo”: sparse per la città ci sono 21 meridiane costruite in diverse epoche e diverse per meccanismo e numero di quadranti. Cliccate qui per scoprire dove sono!

La mia visita a Mondovì

Arrivo e prima sera

Era da settembre del 2020 che volevo visitare Mondovì: scoperta letteralmente per caso, credo per aver visto una pubblicità a riguardo, ho iniziato a interessarmene e a progettare la visita finché non si è presentata l’occasione di scoprire alcuni luoghi piemontesi con le Giornate del FAI di Primavera: i Castelli di Lagnasco. I castelli in questione distavano solo 40 minuti di auto da Mondovì dunque mi sono detta:”perché non visitare i Castelli di Lagnasco nel pomeriggio e poi raggiungere Mondovì in serata e fermarmi una notte?” – e così feci.

Mi sono subito connessa al mio inseparabile portale Booking per le prenotazioni e la mia scelta è ricaduta su una struttura semplice ma perfetta: Duo Rooms Mondovì. Si tratta di una struttura che è sia un B&B che un’affittacamere e noi abbiamo scelto la seconda opzione, per essere più liberi e gestirci al meglio. La proprietaria della struttura, Brunella, ha accolto me e il Pirata con calore e gentilezza, fornendoci tutte le informazioni che ci servivano per scoprire la città al meglio. La collaborazione e il supporto si sono sviluppati per tutta la durata del soggiorno e grazie a lei abbiamo gestito la nostra visita con facilità e spontaneità. Inoltre il materiale informativo da lei fornito ci è stato davvero utile anche per programmare attività future nel Monregalese, territorio che voglio assolutamente scoprire il prima possibile.

La nostra stanza, la Duo Zero, era dotata d’ingresso senza chiavi ma con la presenza di un QRCode che ci ha permesso di accedere solo con lo smartphone. La camera, situata in pieno centro del Rione Breo, presso Piazza Roma, era spaziosa e silenziosa e offriva tutto il confort di cui avevamo bisogno.

Quando sono entrata nella stanza mi sono sentita viva, libera e oltremodo felice: era dal mio viaggio in Valle d’Aosta che non mi sentivo così, quindi da luglio 2020. Poter finalmente ripartire e dormire fuori la notte mi sembrava qualcosa di surreale e bizzarro, anche Gabriele era molto sbigottito, pian piano ci stavamo riprendendo la nostra libertà.

Nonostante le luci stessero calando, ho voluto visitare come prima cosa il quartiere Piazza raggiungibile attraverso la funicolare che collega proprio i due quartieri, situata non lontana dalla nostra base, in Via della Funicolare. Il biglietto singolo costa 2.50 euro e ha una validità di 4 ore in cui si può salire sulla funicolare ogni volta che si desidera. Le corse partono ogni 10 minuti circa (se volete saperne di più visitate il sito del Comune). Personalmente adoro le funicolari e le funivie quindi quando posso sfrutto sempre l’occasione per poterci fare un giro: questa di Mondovì mi ha ricordato quella di Bergamo, che collega la parte bassa a quella alta.

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Una volta saliti alla parte alta della città Piazza Maggiore ci ha accolto con le luci del tramonto: un mix di colori, voci, suoni, una voglia di vivere senza eguali!

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Lo stomaco e la stanchezza però iniziavano a farsi sentire e dato che volevamo mangiare qualcosa di sfizioso ma non di troppo caro, ci siamo diretti nuovamente verso Breo per poi cenare presso il ristorante Vicolo Corto Piccola Ristorazione, una piccola realtà di ristorazione che propone ogni giorno un menù diverso. Una cena semplice ma molto sfiziosa, adatta a due persone come noi che amano mangiare bene e spendere il giusto.

Conclusa la cena abbiamo scoperto con piacere Breo passeggiando: Mondovì è fatta di piccole attività e negozi a conduzione famigliare, piccole boutique, attività di artigianato e spazi di coworking. Mi ha ricordato Aosta, piccola, raccolta ma molto interessante. Essendo sabato sera il centro era brulicante di vita: tantissimi giovanissimi tutti eleganti e sbarazzini che non vedevano l’ora di mostrarsi, di gioire, di provare emozioni. La vita riprende, pian piano, ma senza fretta: non dobbiamo strafare e sempre si devono rispettare distanze e norme di sicurezza, il virus non è scomparso ma una boccata d’aria ce la possiamo concedere, anzi, ce la dobbiamo concedere.

Dopo una bella passeggiata rientriamo presso il nostro alloggio, pronti per un’altra mattinata all’insegna della scoperta di Mondovì.

La mattina seguente

Svegliata di buonora mi sono diretta verso il centro per visitare Mondovì alle prime luci: tutti i negozi erano chiusi e in giro non c’era davvero un’anima. Io sono sempre mattiniera rispetto al Pirata e mi sveglio molto presto, in questo modo posso lavorare al pc o visitare la città alle prime luci per godere di spettacoli spesso unici e particolari! Il silenzio era tombale, davvero le uniche persone in giro eravamo io e qualche anziano che portava a spasso il cane, uno spettacolo da lockdown…

Acquistati due croissant mi sono diretta verso casa per preparare la colazione: quella mattina avevamo in mente di visitare meglio quartiere Piazza, il Museo della Ceramica e di dirigerci verso il Santuario di Vicoforte per informarci rispetto alla visita guidata alla cupola.

Sistemate le ultime cose e riposti i bagagli in auto ci siamo diretti per l’ultima volta in Piazza Maggiore: sempre tramite la funicolare siamo arrivati in un baleno. La nostra prima tappa sono stati i Giardini del Belvedere: purtroppo il tempo non è stato così clemente come quello del giorno prima, c’era parecchia foschia e il vento sferzava facendoci sentire freddo nonostante fossimo già a maggio.

La Torre Civica del Belvedere

La vista delle montagne non è stata possibile proprio a causa delle nubi basse ma comunque una visita ai giardini vale la pena farla: qui si trova la Torre Civica del Belvedere, detta anche torre dei Bressani. Eretta tra il ‘200 e il ‘300, è alta 29,10 metri e venne impiegata, nel corso dei secoli, anche come campanile. Nel 1762 fu sfruttata da Giovanni Battista Beccaria come punto trigonometrico per la determinazione della lunghezza di un arco meridiano.

I Giardini del Belvedere ospitano una secione del “Parco del Tempo” che permette di scoprire le varie tipologie di orologi da campanile, tra i quali quello della Torre ideato nel 1859 che possiede ssolo una lancetta singola di circa 2 metri.

Tornando verso Piazza Maggiore non può mancare una visita alla Cattedrale di San Donato, il principale luogo di culto della città: costruita tra il 1743 e il 1753 dall’architetto Francesco Gallo, è ricca di opere d’arte risalenti a varie epoche come l’altare della chiesa rinascimentale preesistente (datato 1507) e diversi dipinti risalenti ai secoli XVII-XVIII.

I soffitti della cattedrale

Ultima tappa del nostro tour, breve ma intenso, è stato il Museo della Ceramica di Mondovì: un museo spettacolare che ripercorre la storia della produzione ceramica monregalese che ha forgiato la fortuna della città per circa due secoli. Ispirate dall’industria di ceramica Wedgwood, le fabbriche di Mondovì hanno sfruttato la terraglia tenera per avviare una produzione particolare e apprezzata in tutto il mondo. Un museo davvero interessante che mostra uno spaccato di storia di un territorio che sempre di più voglio scoprire! Se volete saperne di più sul Museo, leggete il mio articolo cliccando qui.

Terminata la visita siamo tornato all’automobile per dirigerci a Vicoforte: salutiamo Mondovì con entusiasmo e con tanta voglia di ritornare, pronti per un’altra avventura. Qui a Vicoforte non abbiamo visitato il santuario perchè era in corso la Messa e quindi ci siamo limitati a raccogliere informazioni sulla visita alla cupola e su altre attrazioni del Monregalese, scoprendo la presenza di numerose grotte e luoghi naturalistici.

La nostra avventura a Mondovì e dintorni termina qui, un’avventura slow alla scoperta del Monregalese, terra di sorprese e di sorprendenti incontri con il passato e con il futuro!

Commenti

  • 16 Giugno 2021

    Non sapevo la storia delle meridiane! Quante piccole perle che abbiamo qui in Italia! Tra l’altro Mondovì non è nemmeno troppo lontana da dove abito io.
    Dovrei farci un pensierino!

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  • 16 Giugno 2021

    Non pensavo che Mondovì fosse così bella e che fosse così ricca di attrazioni interessanti. La prossima volta che capito da quelle parti, mi fermerò sicuramente per visitare la città!

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  • 16 Giugno 2021

    Ti svelo un segreto: il mio progetto di turismo di prossimità che racconta i posti da vedere entro 70 km da Cuneo in realtà doveva avere come centro di riferimento proprio Mondovì. L’idea iniziale era questa poi, visto che le due città non sono tanto distanti e che Cuneo fa provincia, ho cambiato con #CuneoAkm0.

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  • viaggiacorrisogna
    17 Giugno 2021

    Ecco un altro paesino che non conoscevo, ogni volta mi fai conoscere nuove città! Molto bella, m piace soprattutto il suo centro storico.

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  • 18 Giugno 2021

    Mi piace tanto Mondovì! Come ti ho già detto vivo a mezz’ora da Mondovì e spesso mi capita di andarci anche solo per fare due passi il sabato pomeriggio. Anche se tra zone rosse e lockdown ormai non ci torno da qualche mese. La piazza è davvero stupenda, come le vie che la circondando.
    Sei stata da Comino? E’ una pasticceria in centro che fa dei pasticcini alla crema buoni da morire!

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  • 18 Giugno 2021

    Sembra una cittadine bella vivace Mondovì! Mi piace molto lo stile delle ceramiche di Mondovì, ricorda un pò per i colori quello di Capodimonte. Proprio grazie a te ho scoperto il museo locale!

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  • 20 Giugno 2021

    Mamma mia che spettacolo gli affreschi nella Cattedrale!
    La lista dei luoghi italiani da visitare si allunga, e prendo spunto dai tuoi itinerari nell’arte!
    Un abbraccio

    Mimì

    Rispondi
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    22 Giugno 2021

    Trovo sempre tante notizie storiche nei tuoi articoli, ed è un piacere scoprire le città partendo proprio dalle loro origini. Mondovì non ho ancora avuto modo di visitarla, ma spero di inserirla come tappa nel prossimo road trip in Nord Italia.

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  • Libera
    22 Giugno 2021

    Davvero molto interessante questa cittadina , la metto subito in lista dei posti da vedere

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  • 23 Giugno 2021

    Sono stata a Mondvì molti anni fa, sarà stata la compagnia sbagliata, ma non ricordavo che questa città fosse così carina e ricca di attrazioni interessanti. Mi toccherà tornarci per controllare perchè la tua foto di Piazza Maggiore mi ispira tantissimo.

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  • 27 Giugno 2021

    Conosco Mondovì solo per la sua storia importante e tormentata. Leggendo il tuo articolo ho scoperto che può essere una meta speciale per un weekend piemontese. Lo terrò sicuramente presente.

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  • 29 Giugno 2021

    Non la conoscevo ma trovo stupenda la Piazza Maggiore e la funicolare che porta alla parte alta della citta’. Mi ha ricordato molto Bergamo Alta!

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  • 29 Giugno 2021

    Fantastica Mondovì. Ci sono stata più di una volta e mi è veramente piaciuta. La piazza Maggiore è una piccola bomboniera. L’ultima volta sono stata in occasione di una sagra ed era piena di bancarelle di prodotti tipici. Una meraviglia anche per il palato! 🙂

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  • 29 Giugno 2021

    Una cittadina molto affascinante e della quale non conoscevo molto. Grazie per la tua guida davvero completa! Spero di porteci andare presto

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  • 9 Luglio 2021

    Bell’articolo, bello dettagliato! Non sono Mai stata a Mondovì , mi viene voglia di organizzare un bel weekend in autunno 🙂

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