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Diario di viaggio: Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia – Giorno 5

Siamo giunti all’ultimo giorno di questo splendido viaggio tra le terre di confine, un viaggio che mi ha fatto scoprire luoghi selvaggi, prelibatezze senza pari, tradizioni e culture diverse dalla mia, luoghi di memoria e tanta tanta poesia. In questo ultimo giorno, prima di tornare a Pavia, io e Papà Vagabondo ci siamo messi in viaggio verso l’ultima meta slovena da visitare: Piran.

Il luccichio delle onde

Lasciati gli alloggi militari a Tarvisio ci siamo diretti in auto verso la punta meridionale della Slovenia, nella regione dell’Istria: qui sorgono due località marittime molto famose per la loro bellezza ma anche per la loro tranquillità, dove l’anima slovena si fonde con quella italiana per via delle vicende storiche intricate e connesse, Piran e Portoroz (Pirano e Portorose nella traduzione italiana).

Come già ho avuto modo di raccontarvi, ho scoperto Piran grazie alla BIT 2019: qui ho incontrato alcuni rappresentanti del turismo locale sloveno che proponevano Piran come località non solo balneare ma come luogo storico da visitare.

É stato amore a prima vista.

Credo di conservare ancora quel catalogo che mostrava alcune fotografie della città, scorci e caratteristiche vedute. Nonostante non sia una grande amante del mare (o meglio, della vita da spiaggia), Piran ha esercitato qualcosa su di me di magnetico e da quel momento l’obiettivo di visitarla è diventato un piccolo sogno che ho potuto facilmente realizzare.

Lo splendido mare di Piran

Scendendo verso la costa slovena in lontananza si scorgeva il luccichio delle onde, quel colore turchino e luccicante tipico delle onde che placide si infrangono una sull’altra. Il mare ha sempre avuto su di me un fascino molto particolare: l’ho vissuto in vari modi, in varie sfaccettature, dalle rocambolesche vicende in Egitto e alle Canarie alle tranquille giornate passate a Bellaria o a Cattolica quando ero bambina. Ora il mare lo vivo in maniera diversa, con uno sguardo completamente innamorato e perso: come vi ho già detto non sono tipa da spiaggia, per me il mare va vissuto come luogo di pace ma anche di scoperta e le onde vanno solcate per scoprire la bellezza che celano. Sarà per questo che ancora, oggi come oggi, non riesco a scegliere delle località solo balneari per i miei viaggi? Un giorno cambierò? Non credo e non voglio.

Alla scoperta delle tracce della Serenissima

 

Giungere a Piran in auto è piuttosto semplice: le indicazioni sono molteplici sia nel caso in cui voi proveniate dall’Italia che dalla Slovenia. Essendo una località molto amata ma di ridotte dimensioni, Piran si è voluta tutelare dal caos creato dalle automobili e ha chiuso il centro storico ai non residenti: un ottimo modo per non avere troppo disturbo e per consentire ai turisti (e non solo) di passeggiare senza problemi tra le viottole. Per chi giunge in auto può lasciare il mezzo di trasporto presso il parcheggio coperto Fornace: da qui parte una comoda navetta gratuita che consente di raggiungere il porto e Piazza Tartini in pochissimo tempo.

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Una volta giunti all’interno del suo cuore pulsante non si può fare a meno di notare la profonda influenza veneziana di questo luogo: il sodalizio tra le due città è iniziato tra il XII e il XIII secolo ed è terminato solo con la caduta della Serenissima nel 1797. Le strette calli, le architetture delle case, dei campanili, i colori dei marmi e delle pareti, tutto riconduce al fascino millenario di Venezia. Nonostante quello che si possa pensare, la cittadina non è mai stata soggiogata dalla Repubblica ma anzi ha fatto sue tradizioni e stili architettonici e li ha modificati aggiungendo vivacità e colori.

Piran ha il volto sloveno e l’anima italiana: non è difficile infatti trovare piranesi che parlano con scioltezza la nostra lingua, sia per tradizione che per la forte presenza di connazionali che scelgono questa meta per le loro vacanze o che ne hanno fatto la propria dimora. Forse è anche questo che mi è piaciuto di Piran: il fatto che mi abbia fatta sentire veramente a casa.

Appena arrivati cogliamo l’occasione di visitare il Centro Informazioni Turistiche proprio in Piazza Tartini, il fulcro del paesino: qui riceviamo qualche indicazione sui “must see” e poi ci immergiamo nell’atmosfera camaleontica della città. Quel giorno c’era il mercato e lì abbiamo potuto acquistare delle prelibatezze tipiche della zona come il sale o il pesto piranese, fatto con mandorle e capperi, senza formaggio né noci!

Placidità e buon vivere

La vita a Piran è scandita fortemente dalla stagione turistica: nonostante la presenza di molti locali è d’estate che la cittadina si anima e diventa punto forte di attrazione con festival, eventi e appuntamenti da non perdere. Anche il solo mercato locale è sicuramente un’occasione per scoprire la storia di questo luogo: profumi, odori, sapori, diversi dai nostri ma con un tratto in comune, la genuinità.

I vicoli sono stretti ma pullulano di vita: botteghe artigiane, chiese, luoghi storici visitati soprattutto da noi stranieri non interessati a tuffarci in acqua. Colpisce poi la presenza di una statua a forma di Sirena: l’artista, a tutt’oggi, è sconosciuto e questa protettrice del mare è diventata un po’ il simbolo di questa cittadina forse anche a causa delle sue origini sconosciute.

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Nonostante la presenza turistica Piran mantiene intatta la sua anima: il turismo è comunque responsabile e, in qualche modo, dato il poco spazio disponibile sia per alloggiare che da percorrere. In molti poi scelgono Piran come porto per attraccare con eleganti catamarani e barche a vela: un modo diverso d’intendere il turismo balneare. Qui non c’è una vera e propria spiaggia ma punti in cui, tra gli scogli, si può accedere al mare: i teloni vengono stesi in strada o sulle panchine senza però occupare eccessivamente lo spazio. Le lingue che si sentono sono principalmente tre: l’italiano, lo sloveno e il tedesco, un vero e proprio liet motiv di questo viaggio.

Dopo un lauto pranzo decidiamo di visitare la città affidandoci un po’ al nostro istinto: non avevamo un itinerario preciso, volevamo solo farci trasportare dalla bellezza e dalla tranquillità di Piran. Una tappa però obbligatoria è stata quella del Campanile di San Giorgio: dalla sua sommità si gode di un panorama splendido sulla città e sul mare, nonché su Piazza Tartini. É proprio qui che scatto alcune delle foto a cui sono più affezionata e che custodisco come un ricordo prezioso di una giornata assai spensierata.

Piazza Tartini vista dal Campanile di San Giorgio

Il tempo a nostra disposizione però si esaurisce particolarmente in fretta come sempre accade quando si sta bene in un luogo: è così che purtroppo la salita al campanile è l’ultima attività che svolgiamo a Piran.

Raggiunto il parcheggio sempre tramite la navetta ci dirigiamo verso casa, consapevoli che questa era l’ultima giornata di vacanza (e di vera estate) prima di riprendere ufficialmente la solita quotidianità.

Ciao Piran, mi sei rimasta nel cuore, tornerò presto a rifugiarmi tra le tue vie, confondendomi tra i tuoi colori spumeggianti.

Termina qui il mio diario di viaggio tra le terre di confine: un viaggio poliedrico alla scoperta di tre Stati e della cultura mitteleuropea, un viaggio anche interiore fatto di emozioni.

Vi è piaciuto questo diario di viaggio Scoprite altri articoli inerenti o rivivete il racconto con questi articoli!

 

Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    11 Gennaio 2022

    Luoghi di una bellezza disarmante. E che dire del mare… sembra davvero una tavola di cristallo. Deve essere emozionante visitare questi territori, non solo per le bellezze naturali, ma anche per i tesori storici che custodisce.

    reply
  • 15 Gennaio 2022

    Terre davvero splendide quelle dell’Istria, che confesso di non conoscere ancora!
    Tanti luoghi vicini li avevo un po’ poco considerati, ma con la pandemia, molte cose sono cambiate, anche nella scelta delle mete da scegliere!
    Spero di poteci andare presto, ma intanto ti ringrazio per questa chicca che ci hai offerto sulla città di Piran

    Mimì

    reply
  • 16 Gennaio 2022

    Pirano è davvero stupenda! Ho bellissimi ricordi.

    reply
  • 16 Gennaio 2022

    Che bello Eliana leggere dei tuoi viaggi in compagnia del tuo papà 🙂

    Non sono mai stata in Slovenia, un Paese che da tempo desidero visitare, e non avevo mai sentito parlare di Piran. Bellissima la sua acqua trasparente e le sue casette colorate.

    reply

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