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Il Museo del mese di Febbraio: il Museo regionale di Maribor

Per il Museo del mese di Febbraio questa volta ho dovuto scegliere io il contenuto da proporre perchè sul sondaggio del gruppo di Facebook si è creata una sostanziale parità tra il museo che qui vi propongo e un altro e alla fine, da buon arbitro, ho deciso di farvi conoscere un museo davvero poco conosciuto ma che merita di sicuro una visita se siete in zona: si tratta del Museo regionale di Maribor (Pokrajinski muzej).

Museo di Maribor

Il Museo regionale di Maribor si trova nell’omonima cittadina slovena, all’interno del Castello di Maribor e conserva collezioni di oggetti davvero incredibili: si spazia dai quadri alle uniformi, dai soldatini in metallo ai reperti archeologici, tutti pezzi ritrovati nella città di Maribor o nella regione della Stiria slovena.

Il museo, che può essere visitato solo accompagnati da una delle guide, mi ha offerto la possibilità esclusiva di poter scattare delle sue foto all’interno per la realizzazione di questo articolo. Per questo ci tengo a ringraziare personalmente la Signora Mirjana Brus per l’autorizzazione (e per la bella chiacchierata) e il Signor Afrodin Beriša per avermi fatto da guida con tanta gioia e con tanta professionalità.

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Il museo si apre al visitatore con una degna sezione archeologica, con reperti rinvenuti a Maribor e nei dintorni, che testimonia come questa area geografica sia stata colonizzata fin dall’antichità. Ciò che poi colpisce è però la disposizione di questo museo: difatti, l’esposizione si snoda attraverso le sale del Castello di Maribor in una modalità davvero non convenzionale. E’ così che si attraversano cortili, stretti passaggi, sale sontuose e scalinate massicce: un museo nel museo dunque, ricco di scorci suggestivi e favolosi oggetti esposti. Grazie a questa esposizione si possono vedere le ricostruzioni degli ambienti di vita medioevali, una ragguardevole collezione di uniformi e stendardi (non solo sloveni), una sezione adibita alla moda con l’esposizione di abiti che percorrono diversi periodi storici, una pregevole pinacoteca e molte altre sezioni ancora.

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Il museo regionale di Maribor è dunque un museo a tutto tondo, che mostra quanto di bello questa città ha saputo offrire e offre tutt’ora.

Terminata la piacevole visita, la mia guida mi conduce verso un’ultima parte del museo, che si trova al di fuori del castello ma proprio di fronte: è qui, al posto di un cinema ormai in disuso, che i curatori hanno voluto mostrare al visitatore una pregevole collezione di arredi da cucina e strumenti antichi. Fornelli, lavabo ma anche ceste, pentole, coltelli e arnesi del calzolaio donati dalla figlia di un ciabattino. Dulcis in fundo, la sala di proiezione è stata trasfomata in sala espositiva per mobili d’antiquariato.

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E’ proprio vero, certe meraviglie accadono solo in Slovenia!

Vi consiglio dunque di visitare questo magnifico museo, uno dei più belli che io abbia mai visto fino ad ora, che non ha nulla da invidiare a musei più famosi e con nomi ben più noti, unico e particolare.

Ringrazio ancora di cuore la Signora Mirjana Brus e il Signor Afrodin Beriša per la loro disponibilità e gentilezza.

Informazioni utili

Il Museo Regionale di Maribor si trova all’interno del Castello di Maribor presso Grajska ulica 2, Maribor.

Il Museo, così come è il Castello, è aperto dal Martedì alla Sabato dalle 10:00 alle 18:00 e la Domenica dalle 10:00 alle 14:00.

I biglietti hanno il seguente costo:

  • Adulti 5,00 euro
  • Studenti 3,50 euro
  • Pensionati 3,50 euro
  • Bambini 1, 50 euro
  • Gratuito per la stampa

Alla scoperta della natura della Slovenia: il Vintgar Bled

Dopo ben cinque anni in cui ho visitato la Slovenia posso ben dire di conoscere questo Paese così ospitale e ricco di meraviglie. Ho sempre vissuto esperienze positive in questo incredibile Stato e posso affermare con certezza che la sua natura è davvero tutta da scoprire: conosciuta per le sue maestose grotte (ho scritto due articoli a riguardo, cliccate qui per le Grotte di San Canziano e qui per le Grotte di Postumia), la Slovenia può vantarsi di essere la nazione più verde d’Europa ed è ricca di corsi d’acqua, foreste rigogliose e dolci e romantici laghetti (di cui senz’altro il più famoso è il Lago di Bled). Ed è proprio a Bled che vi porto oggi ma non per scoprire le bellezze del suo lago (ne ho parlato in questo articolo infatti) ma per parlarvi della gola di Bled, il Vintgar Bled.

Vintgar Bled

La gola si trova a circa 4 chiometri dalla famosa cittadina turistica, nelle immediate vicinanze di Gorje e si è formata grazie all’azione erosiva del fiume Radovna. Questa formazione naturale è lunga ben 1,6 chilometri e si snoda tra le pareti dei monti Hom (834 metri) e Boršt (931 metri): il fiume Radovna si mostra al visitatore con un flusso rapido, caratterizzato da cascatelle, rapide e cateratte. Gli sloveni, che sono molto acuti, sono riusciti a costruire un bel percorso pedonale lungo tutta la gola fino alla cascata di Šum. Il Vintgar Bled è anche il punto d’ingresso al Parco Nazionale del Tricorno.

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Il sentiero pedonale risale al 1893 dopo che la gola fu scoperta nel 1891 da Jakob Žumer, sindaco di Gorje, e dal cartografo e fotografo Benedikt Lergetporer. Ma come si è formata una gola così profonda? Cerco di fare chiarezza utilizzando termini semplici: la gola è stata creata dal fiume Radovna che ha scavato gli strati di roccia formando sempre di più una parte depressa rispetto alla posizione originale. L’erosione verticale è stata davvero immensa e contemporaneamente si assissteva al sollevamento tettonico del blocco di pietra calcarea sloveno, da una parte, e l’abbassamento del bacino di Lubiana, dall’altra. Alla fine dell’ultima era interglaciale il fiume Radovna aveva scavato due terzi della profondità dell’intera gola e, dopo la fine dell’ultima era glaciale, 10.000 anni fa, ne aveva scavato ancora un terzo. La gola fu dunque scavata dal fiume ed influenzata nella sua creazione da eventi tettonici molto intensi.

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Sull’origine del nome “Vintgar” ci sono due ipotesi: la prima ci spiega che il nome deriva dal termine tedesco Weingarten (giardino del vino), in riferimento ai vigneti presenti nei dintorni, in particolare vicino a Podhom, mentre l’altra fa riferimento al fatto che la sezione della gola ricorda un calice di vino. Dopo il battesimo di questa nome con il nome di “Vintgar”, anche altre gole in Slovenia vennero nominate in questo modo.

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Naturalmente l’ambiente che si è creato in questa gola è davvero particolare e questo ha fatto sì che si sviluppassero specie di piante tipiche di questo microambiente come l’Aconito screziato (Aconitum variegatum), pianta estremamente velenosa e ma facilmente riconoscibile grazie al suo fiore viola dalla forma particolare somigliante ad un elmo.

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Aconitu variegatum

Se vi piace la natura e amate il trekking allora questo luogo fa proprio per voi: la passeggiata, praticamente tutta in piano, si snoda attraverso le pareti rocciose tramite ponti in legno e piattaforme. Durante la mia visita ho davvero visto gente di tutte le età (addirittura madri con passeggini!) che si è cimentata in questa piacevole escursione. Le due entrate (una è dotata di parcheggio ed è quella più conosciuta, all’inizio della gola, mentre l’altra si trova nei pressi di Gorje, alla fine della gola, in corrispondenza della cascata Šum) sono entrambe dotate di biglietteria (15 euro è il costo di un biglietto andata e ritorno per gli adulti) e di bagni per i visitatori.

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La gola è aperta da aprile a novembre, nei mesi invernali è invece chiusa per motivi di sicurezza.

La visita al Vintgar di Bled è una delle più belle esperienze che ho vissuto in questo favoloso Paese: il cammino è in ottime condizioni e vede ogni anno un numero sempre più crescente di visitatori. Mi auguro che il vicino Friuli Venezia Giulia prenda esempio di questo grande successo turistico per riaprire il sentiero dell’Orrido dello Slizza, ormai chiuso da troppo tempo.

consigli

La passeggiata lungo il sentiero del Vintgar di Bled è adattata a tutti, grandi e piccini, perfino per i nostri amici a quattro zampe (sempre dotati di guinzaglio). Vi consiglio di visitare il Vintgar di Bled all’orario di apertura ed evitare le maggiori ore di punta, soprattutto se volete scattare delle fotografie suggestive senza rischiare di essere spintonati da visitatori poco rispettosi. Lasciate pure l’auto presso i parcheggi convenzionati a pagamento, in particolare a quello che si trova a Podhom 57, 4247 Spodnje Gorje (5 euro per tutto il giorno, custodito) e proseguite a piedi verso l’entrata della gola. Nel pomeriggio invece recatevi al lago di Bled per completare la visita di questa località (senza tralasciare il suggestivo castello).

Come abbigliamento vi consiglio scarpe da trekking leggere e abbigliamento comodo, come pantaloni da escursione. Non uscite mai dal sentiero altrimenti rischiate di scivolare in acqua: il fiume non è profondo ma la corrente è molto forte. Non correte rischi inutili!

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

Pianificazione del viaggio: Tarvisio – Austria e Slovenia 2019

Sono ormai quattro anni che io e mio padre andiamo in Friuli per visitare questa magnifica regione, spesso dimenticata dal turista medio. Il Friuli Venezia Giulia offre attività e bellezze per ogni gusto: dal mare alla montagna, dalla laguna al Carso, insomma in questi luoghi ci si può davvero sbizzarrire. Vi chiederete perchè proprio il Friuli Venezia Giulia? 5 anni fa ci sono stata dopo moltissimo tempo (ero ancora piccola) con l’Università per un’escursione di zoologia: da allora me ne sono innamorata e mi sono ripromessa di tornare a visitarlo con più calma. Sempre nella stessa occasione è scoppiato un vero e proprio amore per la Slovenia, tanto che questo mi ha portato a visitarla nei seguenti 5 anni. C’è poi l’Austria, Paese che mi ha accolto calorosamente più di una volta: dato che soggiorno al confine, perchè non visitare questo splendido Stato? E dunque ecco qui confezionato un nuovo viaggio: Tarvisio e terre di confine: tra Italia, Slovenia e Austria.

Tarvisio pianificazione

 

Tarvisio e terre di confine: tra Italia, Slovenia e Austria

27 Agosto 2019 – 31 Agosto 2019

Budget: 400 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto e patente di guida (viaggiando spesso in auto).

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio in Italia, in Slovenia o in Austria in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto di fare questo viaggio: è ormai diventata una consuetudine tornare in Friuli ogni anno per scoprire sempre più le meraviglie di questa regione. Da qui, data la vicinanza della nostra base a Tarvisio ai due confini di Stato, è stato spontaneo per me visitare anche i due Paesi confinanti, quali Austria e Slovenia. In realtà, questo è il primo anno che mi sono affacciata anche all’Austria, incuriosita dalla città di Villach e dai laghi che sorgono nelle immediate vicinanze. La Slovenia, invece, si ripropone come una terra ricca di natura e buon cibo, non senza cittadine e luoghi da visitare (e che ancora non ho visitato).

La scelta dell’Hotel: in questo caso ho soggiornato presso la base logisto addestrativa militare di Tarvisio “Oltre Confini” dato che mio padre è un militare ed il Ministero della Difesa mette a disposizione ai suoi dipendenti e ai famigliari questa opportunità.

La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere il Friuli, e successivamente di spostarmi, con l’automobile. 

Itinerario: per questo viaggio non ho impostato un itinerario preciso ma mi sono basata su ciò che volevo vedere come la città di Villach, la città di Maribor, la città di Pirano. All’interno di queste tre visite ho incastrato alcune tappe intermedie come il Vintgar di Bled (gola di Vintgar), la Gerlitzen Gipfel e altre che scoprirete leggendo gli aryicoli inerenti a questo viaggio.

Cosa portare in valigia: in Friuli la temperatura si aggirerà intorno ai 20-27 gradi. L’abbigliamento sarà comodo e sportivo, adatto ai trekking di montagna e alle passeggiate. In valigia metterò molte magliette, camicie e pantaloni leggeri, senza tralasciare qualche indumento più pesante, come un pile e qualche maglietta a maniche lunghe. Non mancano gli scarponi da trekking e delle scarpe impermeabili comode.

Prima di partire: bisogna sempre controllare le condizioni dei sentieri e la viabilità. Alcune zone potrebbero essere non agibili, come nel caso dell’Orrido dello Slizza e altre potrebbero richiedere un impegno maggiore di quello preventivato. Quando si decide di andare in montagna bisogna sempre rispettare questo luogo e non ci si deve far cogliere impreparati: bisogna sempre indossare calzature adeguate ed indumenti tecnici per non soffrire il caldo o il freddo.

Alla scoperta della natura della Slovenia: le Grotte di San Canziano

Durante la mia seconda visita in Slovenia, avvenuta nel nel 2015, sono riuscita a visitare le grotte più belle e famose del Paese. Oltre a quelle di Postumia (leggete il mio articolo a riguardo cliccandio qui), meritano una menzione speciale anche le Grotte di San Canziano, il sloveno Škocjanske Jame. Queste grotte si trovano a 3 chilometri dal paese di Divaccia (Divača) dove ho allogiato per l’occasione, presso l’Hotel Malovec (clicca qui per vedere il sito) ed a 15 chilometri dal confine di Trieste.

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Le grotte furono scoperte nel 1823 e vennero aperte dopo che il club Alpino Tedesco-Austriaco fece scavare dagli scalpellini i primi sentieri nella roccia della grotta, nel 1884. Negli anni successivi furono scavate altre vie per rendere la grotta più fruibile ad un maggior numero di turisti. Le grotte sono state dichiarate area protetta nel 1981 e nel 1986 sono state inserite nel registro del patrimonio mondiale Unesco.

Le Grotte di San Canziano si differenziano però da quelle di Postumia in quanto meno turistiche e più impegnative: non c’è un trenino che trasporta i turisti e la visita è tutta a piedi. Non è di per sè il percorso ad essere impegnativo, quanto la durata della visita in sè, che è di circa un’ora e mezza. Un aspetto da non sottovalutare quando si decide di entrare in grotta, soprattutto per chi soffre di claustrofobia o non tollera gli soazi chiusi ed umidi.

 

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Le grotte costituiscono uno dei fenomeni più imponenti del Carso grazie alle numerose formazioni stalattitiche ancora in espansione e alla presenza di acqua che accompagna tutto il percorso del visitatore (se non per brevi tratti). La passerella che ci conduce all’interno è pratica e permette di godere di una vista mozzafiato sulla gola rocciosa. Le gallerie e le caverne costituiscono un complesso di oltre cinque chilometri completamente modellate dal fiume Timavo, che qui scompare nel sottosuolo per riemergere ben 34 chilometri più a valle, dove finalmente sfocia nel golfo di Trieste, a San Giovanni Duino.

I punti più rilevanti di San Canziano sono la piccola voragine, la grande voragine, la caverna preistorica, la grotta del silenzio, la grotta Michelangelo e la particolare sala delle fontane, con le sue belle vasche di concrezionamento. È presente inoltre una delle più grandi formazioni stalagmitiche del mondo (il Gigante), dell’altezza di 15 metri e che si stima abbia avuto bisogno di oltre 250.000 anni di accumulo di concrezioni calcaree per poter raggiungere le attuali dimensioni. Non mancano esperienze per i più temerari, dato che nel percorso si deve attraversare uno dei più profondi canyon sotterranei del mondo (situato nella grotta del rumore), lungo più di un chilometro e mezzo, che si attraversa su un ponte sospeso a 45 metri di altezza! Un vero e proprio luogo magico e… Da cardiopalma!

 

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All’uscita delle grotte troverete anche un sentiero che vi porterà alle cascate di San Canziano, collegate direttamente al sistema carsico delle grotte. Il percorso non è obbligatorio ma, se non siete troppo stanchi dalla traversata, consiglio di imboccarlo e di fare una mezz’ora di cammino: ne vale assolutamente la pena!

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La cascata di San Canziano

Una curiosità zoologica non può mancare anche in questa grotta: non stiamo parlando del famoso e iconico proteo, ma di un piccolo gamberetto cieco descritto nel 1880, il Cambarus typhlobius che successivamente non fu mai più ritrovato, malgrado le continue ricerche. Lo scienziato che lo ha scoperto, Gustav Josef, si è occupato della descrizione di questa nuova specie basandosi solo su questo campione: il problema è che lo studioso, molto probabilmente, ha descritto un esemplare di un’altra specie, l’Orconectes pellucidus che si trova negli Stati Uniti. Dagli ultimi studi condotti dunque, il povero gambero non risulta appartenere ad alcuna nuova specie, quindi si è trattato di analizzare un campione proveniente da un altro luogo e di un errore di trascrizione della zona d’origine.

Gustav Josef ha proprio preso un granchio, pardon…. Un gambero!

Se volete scoprire altre informazioni riguardo al Cambarus typhlobius, cliccate qui.

Naturalmente, entrare in una grotta è sempre un’esperienza magica e suggestiva perchè si viene a contatto proprio con la terra nuda e cruda e con tutti i suoi misteri: visitare le grotte per me è un’esperienza potente, che riesce a rilassarmi nonostante l’ambiente abbastanza ostile per l’uomo. E’ qui che la natura dà spettacolo di sè stessa ed è qui che mi sento così piccola in confronto alla sua magnificenza.

Consiglio vivamente a tutti di visitare almeno una  volta queste grotte, perchè sono un luogo simbolo della Slovenia e perchè un’amante di viaggi e natura non può farsele scappare!

Se volete leggere altri articoli sulle grotte che ho visitate, cliccate sui link sottostanti:

Grotte di Postumia

Grotte di Frasassi

consigli

Alloggio: Hotel Malovec – Divača

Dove mangiare: vi consiglio di dirigervi verso Lipica dove ci sono delle buone trattorie.

Abbigliamento: scarpe da trekking e abbigliamento sportivo, un pile e una giaccavento perchè la temperatura è di 12 gradi costantemente.

 

Le nuove mete 2019: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Quest’anno voglio scrivere un nuovo articolo, non ho mai trattato viaggi che ancora non ho fatto, ma volevo anticiparvi le mie mete future. A meno che non succeda qualcosa di grave (e spero proprio di no!), le previsioni di viaggio sono queste:

MARZO 2019: Colonia

Ja! Auf Deutchland! Finalmente si torna in Germania, questa volta in Assia, per vedere una delle più belle città dell’ovest, Colonia, famosa per il cioccolato e per la sua meravigliosa cattedrale. Dopo 18 mesi di assenza dalla terra delle mie radici, ci si torna per 4 giorni in vista del Carnevale! Una toccata e fuga ma sempre un’occasione per poter respirare un po’ di aria teutonica e ricaricare le batterie!

Colonia

APRILE 2019: Verona

Ho visitato Verona nel 2016 (tanto che ho scritto un breve articolo su questa città) ma la mia voglia di rivederla e di scattare nuove fotografie non si è chietata e quindi ho già prenotato per 4 giorni nella bella città di Romeo e Giulietta. In occasione delle vacanze di Pasqua, dunque, si torna in Veneto! Oltre alle attrazioni tipiche, vorrei visitare il Museo di Storia Natuale e l’Orto botanico, sperando di trovare tanti fiori da immortalare. Di sicuro, una gita fuori porta culturalmente e naturalisticamente avvincente e con Gabriele la città sarà ancora più romantica!

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LUGLIO 2019: Senegal e Casamance

Dopo ben 5 anni finalmente tornerò in Africa. Una mancanza che si fa sentire fin troppo, irrimediabile se non con un viaggio nella terra che amo di più, la mia Africa. Dopo il Madagascar (leggete il mio diario di viaggio dal primo giorno), tornerò in Africa continentale per scoprire la natura selvaggia e le tradizioni di un Paese affascinante e ancora poco conosciuto al turismo di massa (e meno male!). Come mai il Senegal? In verità cercavo una destinazione non troppo faticosa e non troppo lontana, dato che viaggerò insieme a mio padre che non ha mai sperimentato che cosa voglia dire viaggiare in un gruppo di persone sconosciute e soprattutto sperimentare l’Africa, con tutte le sfide che di sicuro un viaggio del genere (17 giorni!) comporta. Un safari che attraverserà tutto lo Stato, passando anche per il Gambia e toccando natura incontaminata ed ex città coloniali, dove non mancheranno le sorprese e soprattutto tante, tantissime fotografie!

senegal

AGOSTO 2019: Vienna

Dopo un viaggio così impegnativo come quello in Senegal secondo voi potevo fermarmi? Ma certamente no! E così ho già prenotato una bella settimana a Vienna, in vista del mio compleanno. Vienna, la capitale asburgica e una delle città più belle del vecchio continente, l’ho visitata già nel 2009 come viaggio regalo della Maturità (mamma mia come vola il tempo!) e conservo un bellissimo ricordo di questa esperienza, la prima con la mia zia giramondo! Purtroppo non posso replicare facendo Vienna-Budapest, ma di certo non mancheranno occasioni per visitare anche la perla del Danubio! Gabriele non ha mai visitato Vienna, quale migliore occasione del mio compleanno per regalarci questo viaggio così ricco e interessante dal punto di vista storico?

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AGOSTO 2019: Tarvisio – Villach – Maribor

Tornata da Vienna, è ora di ripartire per un classico di fine estate: il Friuli e la Slovenia. Scegliendo come base ancora la comodissima Tarvisio, questa volta punterò a visitare i Laghi del Predil e la Slovenia orientale, con la città di Maribor, senza dimenticare Villach e quindi passando per l’Austria. Una settimana di viaggio in auto verso mete stupende dal fascino mitteleuropeo che ci porterà a scoprire la storia di città piccole ma molto caratteristiche, sempre in compagnia del mio inseparabile papà.

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AGOSTO – SETTEMBRE 2019: Valsassina

Non può certo mancare qualche giorno di relax completo in Valsassina, a casa di Gabriele, per riprendersi dai viaggi ravvicinati e per godersi delle belle passeggiate in mezzo ai prati verdi dei dintorni di Casargo. Staccare la spina, ma sempre con la voglia di non fermarsi mai!

Per ora queste sono le mete che la vostra Vagabonda visiterà, ma chissà se ce ne saranno altre! Di sicuro, il 2019 si prospetta ricco di avventure e di viaggi tutti all’insegna della scoperta e del divertimento!

 

Alla scoperta della natura della Slovenia: il Lago di Bohinj

Anche quest’anno ho avuto modo di trascorrere qualche giorno in Slovenia per ammirare la natura e la bellezza di questi luoghi. Vi ho già parlato delle bellissime Cascate Savica (leggete il mio articolo cliccando qui) e adesso vi voglio parlare del Lago di Bohinj, proprio a 15 minuti dalle cascate già menzionate.

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Il Lago di Bohinj

Il Lago di Bohinj è il più esteso lago sloveno permanente, contando sui suoi 4350 metri di lunghezza e una larghezza massima di 1250 metri ed è inserito all’interno del Parco Nazionale del Tricorno. Forse meno conosciuto del suo vicino Lago di Bled, Bohinj non ha però nulla da invidiare al suo “amico” più famoso: le acque cristalline solo balneabili e, grazie alla campagna turistica messa in atto dalla città, oggi anche Bohinj è una meta appetibile per vacanzieri e turisti. Bohinj in realtà non comprende solo il lago, ma anche le montagne omonime i cui si possono distinguere le cime di Črna prst (1844 m), di Rodica (1966 m) e del Vogel (1922 m), l’altipiano carsico di Komna, la vallata dei laghi del Tricorno, l’altipiano di Fusine, che si innalza sul lago, e la parte sud occidentale dell’altipiano del Pokljuka. Arrivare a Bohinj non è difficile: il Lago è raggiungibile tramite la strada che porta anche a Bled, dalla valle della Sava, oppure tramite la ferrovia dalla linea Nova Gorica-Most Na Soci- Podbrdo-Bohinisko Bistrica.

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Il Ponte che attraversa il Lago di Bohinj.

Le acque limpide del lago sono l’habitat ideale di numerose specie ittiche come le trote (Salmo trutta), bottatrici (Lota lota), salmerini alpini (Salvelinus alpinus), sanguinerole (Phoxinus phoxinus) e cavedani (Squalius cephalus). Nel piccolo centro abitato di Bohinj si può riconoscere una chiesa romanica intitolata a San Giovanni Battusta e una delle statue dedicate al leggendario camoscio Zlatorog. Secondo la leggenda il camoscio ha le corna d’oro ed è accompagnato sempre da tre vergini, che sorvegliano il tesoro custodito dall’ungulato. Un giorno, un cacciatore uccise il mitico camoscio ed il sangue di Zlatorog sgorgò tra le montagne e i laghi intorno al Triglav, la più alta vetta delle Alpi Giulie. Infine, un fiore meraviglioso, nacque dal terreno e donò a Zlatorog nuova vita.

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La chiesetta vista dal Lago.

A pochi chilometri dal lago di Bohinj, potrete salire sulla funivia del Vogel per ammirare questa bellissima vallata o ancora potrete visitare le Cascate Savica.

Se siete in Slovenia, non perdetevi la vista di questo meraviglioso lago, ne vale proprio la pena!

Alla scoperta della natura della Slovenia: le cascate Savica

Anche quest’anno, come ormai da 4 anni a questa parte, sono stata in Slovenia a visitare il suo entroterra. Dopo aver visto la capitale Lubiana l’anno scorso (leggete qui il mio primo articolo del Diario di viaggio), e le grotte due anni fa (leggete qui il mio racconto sulle Grotte di Postumia), quest’anno sono stata nella parte nord per visitare i laghi più famosi ed importanti: naturalmente Bled e Bohinj, ma prima di parlarvi di loro, volevo parlarvi di un luogo assolutamente magico e per molti sconosciuto: le cascate Savica.

 

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Le cascate Savica

 

Le cascate Savica si trovano a circa 15 minuti di auto dal lago di Bohinj, e sono ben segnalate da questa località. Arrivarci dunque è piuttosto semplice (anche perchè la strada è una sola). Si trovano nella parte nordoccidentale della Slovenia. Si trattano di cascate alte 78 metri a doppia biforcazione (biforcazione a lettera A), alimentate da un lago carsico (il Lago Nero) che giace a 500 metri di altezza sopra alle cascate stesse.

 

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Panorama durante la salita

 

Arrivarci non è difficile: una volta lasciata l’auto nel parcheggio a pagamento, si inizia una salita facile fino all’ingresso (anch’esso a pagamento) delle cascate. Da qui inizia una salita di più di 500 gradoni percorribile in circa mezz’ora: attenzione, i gradoni non sono proprio leggeri, ma per fortuna durante la salita sono previste alcune soste attrezzate con panchine e tavolini. Certo, chi è abituato a salire in fretta non avrà problemi, ma per gli altri ci vorrà un poco di pazienza. Consiglio di portarvi scarpe da trekkinge leggere ed una buona scorta d’acqua, alcuni passaggi non sono così semplici, soprattutto per i bambini. La salita è praticamente tutta nel bosco e mentre si sale, si possono ammirare scorci di inaudita bellezza!

 

 

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Una volta arrivati, lo spettacolo è davvero ripagante della fatica: le cascate si stagliano davanti a noi con magnificenza, e si riescono ben a fotografare nonostante non ci sia un accesso diretto (per motivi di sicurezza si può ammirare soltanto ad una distanza mantenuta da un cancello). Oltre a poterle ammirare in piedi per scattare qualche fotografia, le si può anche ammirare comodamente seduti sotto una tettoia che offre ristoro.

Le cascate sono state visitate nel tempo da illustri visitatori, come dall’arciduca Giovanni d’Asgurgo – Lorena, che le visitò nel 1807, a cui è dedicata la targa davanti alle cascate stesse, da France Prešeren e dal Barone Žiga Zois. Nel 1916 l’esercito Austro-Ungarico sostò qui durante la Prima Guerra Mondiale e costruì una base logistica e di rifornimento.

Non è difficile osservare anche la fauna che popola le cascate: se avete un buon occhio, potrete facilmente riconoscere i buffi merli acquaioli (Cinclus cinclus) e le ballerine gialle (Motacilla cinerea). Io purtroppo non avevo l’obiettivo giusto per fotografarle a dovere, ma ci ho provato 😉

 

 

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Se visitate questi luoghi, non perdetevi l’occasione di vedere le cascate Savica, che portano la loro acqua fino al lago di Bohinj, anch’esso straordinario.

Alla scoperta della natura della Slovenia: le grotte di Postumia

Quando si pensa alla Slovenia, non si può non pensare alla sua natura rigogliosa e florida. Questo piccolo e grazioso paese è uno dei luoghi più verdi d’Europa e ospita bellezze naturali famose e nascoste. I boschi, i parchi, la fauna spettacolare, ma forse la vera bellezza si trova nel sottosuolo: con un sistema carsico che attraversa tutto il Paese dando vita a spettacolari grotte, non si può dire di aver visitato questo paese se non si è fatta una tappa ad una di esse. E’ così che la vostra Donna Vagabonda vi porta alla scoperta delle Grotte di Postumia, prima tappa della sua nuova rubrica “alla scoperta della natura della Slovenia”.

 

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Le Grotte di Postumia

 

Con una profondità di 115 metri e una lunghezza di più di 20 chilometri, la grotte di Postumia sono forse le più famose di tutta la Slovenia, se non di tutta l’Europa. Sono le grotte più estese del Carso e sono ricche di stalagmiti e stalattiti che si formano attraverso processi che richiedono migliaia di anni. Queste concrezioni sono costituite da carbonato di calcio che si deposita grazie all’afflusso di acqua. La temperatura delle grotte è piuttosto bassa e la media è di 8 °C.

 

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Incredibili stalagmiti e stalattiti all’interno delle grotte

 

La loro storia ha origini antiche: le grotte erano già conosviute dagli uomini preistorici che qui vi trovavano riparo. Dal XIII secolo le grotte divennero un luogo di visita ma solo nel 1689 vennero pubblicate le prime descrizioni. Nel 1872 venne costruita una rete ferroviaria a scartamento ridotto all’interno delle grotte che ancora oggi si utilizza per le visite: quelle di Postumia sono le uniche al mondo ad avere un trenino. In tutte le grotte è necessaria la presenza di una guida accompagnatrice, la visita è di circa 1 ora e mezza.

Per quanto le grotte possano sembra un ambiente ostile alla vita, in realtà si possono trovare delle specie animali formidabili che si sono adattate alla pressoché assenza di luce. L’animale più iconico è senza dubbio il Proteus anguinus, anfibio urodelo completamente acquatico che vive esclusivamente nella regione carsica. Questo animale è completamente cieco ma ha sviluppato eccenzionalmente gli altri sensi, con cui riesce a rapportarsi e ad adattarsi all’ambiente. Purtroppo non è facile da osservare e la sua natura schiva lo rende quasi mitologico.

 

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Un’incredibile varietà di forme che l’acqua modella ancora oggi.

 

Ad oggi le ricerche hanno indivisuato bem 84 specie animali, di cui 36 terrestri (soprattutto insetti) e 48 acquatiche. La maggiorparte delle specie ha risentito dell’impatto turistico sulle grotte, perciò si è ritirata nelle parti non accessibili al pubblico. Tuttavia si può visitare il Vivaio del Proteus, che è aperto tutti i giorni ed ospita anche il famoso “draghetto” delle grotte.

 

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Sembra quasi un paesaggio surreale…

 

La visita alle grotte è di certo emozionante, un’esperienza particolare e diversa da tutte le altre. Se non siete mai stati in una grotta, vi consiglio di iniziare proprio da Postumia, in quanto il percorso è semplice e divertente (e anche meno impegnativo rispetto a quello delle Grotte di San Canziano), inoltre potrete trovare anche un ristorante, un hotel e alcuni negozi di souvenir.

Per ulteriori informazioni rigurdanti le grotte di Postumia, visitate il sito ufficiale.

Alla scoperta della natura della Slovenia: la nuova rubrica di Donna Vagabonda

Negli ultimi anni, sia per via dei miei studi che per piacere, mi è capitato di visitare la Slovenia e anche quest’anno non mancherò a questo appuntamento che si può quasi definire fisso.

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L’interno delle grotte di Postumia

La Slovenia, placido stato che confina con l’Italia, condivide con noi italiani molte tradizioni e soprattutto molta storia. Non capisco come mai, ma dai viaggiatori di solito è una meta snobbata o è un luogo “da toccata e fuga”, io invece penso che sia un Paese di rara bellezza e dal fascino indiscutibile, con i suoi edifici bianchi e con l’impronta degli antichi Imperi Centrali, con la sua natura incontaminata che non ha nulla da invidiare con i Grandi Parchi Americani, e con la gentilezza del suo popolo, che è sempre disposto a farti conoscere la cultura e le tradizioni.

Non posso dire di aver visitato tutta la Slovenia, sarebbe davvero impensabile, ma con questa rubrica voglio proporvi alcuni luoghi che mi hanno regalato emozioni davvero uniche: vi ho già raccontato del mio diario di viaggio di Lubiana (leggi qui il primo articolo) e del Castel Lueghi (leggi qui il mio articolo), dei Musei Nazionali (leggi qui e qui), ora vorrei approfondire l’aspetto più naturalistico e selvaggio di questo paese fiabesco: grotte, orsi, cavalli e tanto verde vi aspettano in questa nuova rubrica.

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Il Museo del mese di Maggio: la Galleria Nazionale della Slovenia

Nel 2017 mi è capitato di visitare la capitale della Slovenia, Lubiana. Una città meravigliosa, storica ma allo stesso tempo al passo con i tempi, con tanta voglia di rinnovarsi e di crescere. E’ così, come sempre quando visito una città, che ho visitato il museo d’arte più importante non soltanto di Lubiana, ma di tutta la Slovenia.

 

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Una delle sale della Galleria

 

La Galleria nazionale della Slovenia (Narodna galerija) è la galleria d’arte più famosa dello stato ed è stata fondata nel 1918 dopo la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico e l’istituzione dello stato degli Sloveni, Croati e Serbi. La galleria ha sede presso un imponente palazzo architettato da František Škabrout e costruito nel 1896. Tra il 2013 ed il 2016 il palazzo è stato completamente rinnovato.

 

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Il museo ospita la più grande colezione di opere figurative dall’alto medioevo al XX secolo, oltre che esposizioni temponaree e la mostra stabile di uno dei pittori modernistici più famosi, Zoran Mušič.

 

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All’interno della galleria si trova anche l’originale Fontana dei tre fiumi carniolani di Francesco Robba: quella davanti al Municipio è infatti una copia di questa (anche se non si nota affatto!).

La Galleria è immensa e ospita opere davvero variegate che ripercorrono epoche caratterizzate da uno stile pittorico unico. Dall’arte medievale agli impressionisti, dai neoclassici all’arte moderna, questa galleria va assolutamente visitata se vi trovate a Lubiana!

La Galleria Nazionale è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 (il giovedì fino alle 20).

Il biglietto intero è di 7 euro, mentre il ridotto è di 3 euro. C’è la possibilità di fare un bioglietto cumulativo per la Galleria e l’esibizione temporanea a 10 euro (intero) e 5 euro (ridotto).

Se vi è piaciuto il museo di questo mese, leggete il mio diario di viaggio di Lubiana e Bled:

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3