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Alla scoperta della natura della Slovenia: le Grotte di San Canziano

Durante la mia seconda visita in Slovenia, avvenuta nel nel 2015, sono riuscita a visitare le grotte più belle e famose del Paese. Oltre a quelle di Postumia (leggete il mio articolo a riguardo cliccandio qui), meritano una menzione speciale anche le Grotte di San Canziano, il sloveno Škocjanske Jame. Queste grotte si trovano a 3 chilometri dal paese di Divaccia (Divača) dove ho allogiato per l’occasione, presso l’Hotel Malovec (clicca qui per vedere il sito) ed a 15 chilometri dal confine di Trieste.

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Le grotte furono scoperte nel 1823 e vennero aperte dopo che il club Alpino Tedesco-Austriaco fece scavare dagli scalpellini i primi sentieri nella roccia della grotta, nel 1884. Negli anni successivi furono scavate altre vie per rendere la grotta più fruibile ad un maggior numero di turisti. Le grotte sono state dichiarate area protetta nel 1981 e nel 1986 sono state inserite nel registro del patrimonio mondiale Unesco.

Le Grotte di San Canziano si differenziano però da quelle di Postumia in quanto meno turistiche e più impegnative: non c’è un trenino che trasporta i turisti e la visita è tutta a piedi. Non è di per sè il percorso ad essere impegnativo, quanto la durata della visita in sè, che è di circa un’ora e mezza. Un aspetto da non sottovalutare quando si decide di entrare in grotta, soprattutto per chi soffre di claustrofobia o non tollera gli soazi chiusi ed umidi.

 

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Le grotte costituiscono uno dei fenomeni più imponenti del Carso grazie alle numerose formazioni stalattitiche ancora in espansione e alla presenza di acqua che accompagna tutto il percorso del visitatore (se non per brevi tratti). La passerella che ci conduce all’interno è pratica e permette di godere di una vista mozzafiato sulla gola rocciosa. Le gallerie e le caverne costituiscono un complesso di oltre cinque chilometri completamente modellate dal fiume Timavo, che qui scompare nel sottosuolo per riemergere ben 34 chilometri più a valle, dove finalmente sfocia nel golfo di Trieste, a San Giovanni Duino.

I punti più rilevanti di San Canziano sono la piccola voragine, la grande voragine, la caverna preistorica, la grotta del silenzio, la grotta Michelangelo e la particolare sala delle fontane, con le sue belle vasche di concrezionamento. È presente inoltre una delle più grandi formazioni stalagmitiche del mondo (il Gigante), dell’altezza di 15 metri e che si stima abbia avuto bisogno di oltre 250.000 anni di accumulo di concrezioni calcaree per poter raggiungere le attuali dimensioni. Non mancano esperienze per i più temerari, dato che nel percorso si deve attraversare uno dei più profondi canyon sotterranei del mondo (situato nella grotta del rumore), lungo più di un chilometro e mezzo, che si attraversa su un ponte sospeso a 45 metri di altezza! Un vero e proprio luogo magico e… Da cardiopalma!

 

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All’uscita delle grotte troverete anche un sentiero che vi porterà alle cascate di San Canziano, collegate direttamente al sistema carsico delle grotte. Il percorso non è obbligatorio ma, se non siete troppo stanchi dalla traversata, consiglio di imboccarlo e di fare una mezz’ora di cammino: ne vale assolutamente la pena!

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La cascata di San Canziano

Una curiosità zoologica non può mancare anche in questa grotta: non stiamo parlando del famoso e iconico proteo, ma di un piccolo gamberetto cieco descritto nel 1880, il Cambarus typhlobius che successivamente non fu mai più ritrovato, malgrado le continue ricerche. Lo scienziato che lo ha scoperto, Gustav Josef, si è occupato della descrizione di questa nuova specie basandosi solo su questo campione: il problema è che lo studioso, molto probabilmente, ha descritto un esemplare di un’altra specie, l’Orconectes pellucidus che si trova negli Stati Uniti. Dagli ultimi studi condotti dunque, il povero gambero non risulta appartenere ad alcuna nuova specie, quindi si è trattato di analizzare un campione proveniente da un altro luogo e di un errore di trascrizione della zona d’origine.

Gustav Josef ha proprio preso un granchio, pardon…. Un gambero!

Se volete scoprire altre informazioni riguardo al Cambarus typhlobius, cliccate qui.

Naturalmente, entrare in una grotta è sempre un’esperienza magica e suggestiva perchè si viene a contatto proprio con la terra nuda e cruda e con tutti i suoi misteri: visitare le grotte per me è un’esperienza potente, che riesce a rilassarmi nonostante l’ambiente abbastanza ostile per l’uomo. E’ qui che la natura dà spettacolo di sè stessa ed è qui che mi sento così piccola in confronto alla sua magnificenza.

Consiglio vivamente a tutti di visitare almeno una  volta queste grotte, perchè sono un luogo simbolo della Slovenia e perchè un’amante di viaggi e natura non può farsele scappare!

Se volete leggere altri articoli sulle grotte che ho visitate, cliccate sui link sottostanti:

Grotte di Postumia

Grotte di Frasassi

consigli

Alloggio: Hotel Malovec – Divača

Dove mangiare: vi consiglio di dirigervi verso Lipica dove ci sono delle buone trattorie.

Abbigliamento: scarpe da trekking e abbigliamento sportivo, un pile e una giaccavento perchè la temperatura è di 12 gradi costantemente.

 

Le nuove mete 2019: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Quest’anno voglio scrivere un nuovo articolo, non ho mai trattato viaggi che ancora non ho fatto, ma volevo anticiparvi le mie mete future. A meno che non succeda qualcosa di grave (e spero proprio di no!), le previsioni di viaggio sono queste:

MARZO 2019: Colonia

Ja! Auf Deutchland! Finalmente si torna in Germania, questa volta in Assia, per vedere una delle più belle città dell’ovest, Colonia, famosa per il cioccolato e per la sua meravigliosa cattedrale. Dopo 18 mesi di assenza dalla terra delle mie radici, ci si torna per 4 giorni in vista del Carnevale! Una toccata e fuga ma sempre un’occasione per poter respirare un po’ di aria teutonica e ricaricare le batterie!

Colonia

APRILE 2019: Verona

Ho visitato Verona nel 2016 (tanto che ho scritto un breve articolo su questa città) ma la mia voglia di rivederla e di scattare nuove fotografie non si è chietata e quindi ho già prenotato per 4 giorni nella bella città di Romeo e Giulietta. In occasione delle vacanze di Pasqua, dunque, si torna in Veneto! Oltre alle attrazioni tipiche, vorrei visitare il Museo di Storia Natuale e l’Orto botanico, sperando di trovare tanti fiori da immortalare. Di sicuro, una gita fuori porta culturalmente e naturalisticamente avvincente e con Gabriele la città sarà ancora più romantica!

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LUGLIO 2019: Senegal e Casamance

Dopo ben 5 anni finalmente tornerò in Africa. Una mancanza che si fa sentire fin troppo, irrimediabile se non con un viaggio nella terra che amo di più, la mia Africa. Dopo il Madagascar (leggete il mio diario di viaggio dal primo giorno), tornerò in Africa continentale per scoprire la natura selvaggia e le tradizioni di un Paese affascinante e ancora poco conosciuto al turismo di massa (e meno male!). Come mai il Senegal? In verità cercavo una destinazione non troppo faticosa e non troppo lontana, dato che viaggerò insieme a mio padre che non ha mai sperimentato che cosa voglia dire viaggiare in un gruppo di persone sconosciute e soprattutto sperimentare l’Africa, con tutte le sfide che di sicuro un viaggio del genere (17 giorni!) comporta. Un safari che attraverserà tutto lo Stato, passando anche per il Gambia e toccando natura incontaminata ed ex città coloniali, dove non mancheranno le sorprese e soprattutto tante, tantissime fotografie!

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AGOSTO 2019: Vienna

Dopo un viaggio così impegnativo come quello in Senegal secondo voi potevo fermarmi? Ma certamente no! E così ho già prenotato una bella settimana a Vienna, in vista del mio compleanno. Vienna, la capitale asburgica e una delle città più belle del vecchio continente, l’ho visitata già nel 2009 come viaggio regalo della Maturità (mamma mia come vola il tempo!) e conservo un bellissimo ricordo di questa esperienza, la prima con la mia zia giramondo! Purtroppo non posso replicare facendo Vienna-Budapest, ma di certo non mancheranno occasioni per visitare anche la perla del Danubio! Gabriele non ha mai visitato Vienna, quale migliore occasione del mio compleanno per regalarci questo viaggio così ricco e interessante dal punto di vista storico?

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AGOSTO 2019: Tarvisio – Villach – Maribor

Tornata da Vienna, è ora di ripartire per un classico di fine estate: il Friuli e la Slovenia. Scegliendo come base ancora la comodissima Tarvisio, questa volta punterò a visitare i Laghi del Predil e la Slovenia orientale, con la città di Maribor, senza dimenticare Villach e quindi passando per l’Austria. Una settimana di viaggio in auto verso mete stupende dal fascino mitteleuropeo che ci porterà a scoprire la storia di città piccole ma molto caratteristiche, sempre in compagnia del mio inseparabile papà.

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AGOSTO – SETTEMBRE 2019: Valsassina

Non può certo mancare qualche giorno di relax completo in Valsassina, a casa di Gabriele, per riprendersi dai viaggi ravvicinati e per godersi delle belle passeggiate in mezzo ai prati verdi dei dintorni di Casargo. Staccare la spina, ma sempre con la voglia di non fermarsi mai!

Per ora queste sono le mete che la vostra Vagabonda visiterà, ma chissà se ce ne saranno altre! Di sicuro, il 2019 si prospetta ricco di avventure e di viaggi tutti all’insegna della scoperta e del divertimento!

 

Alla scoperta della natura della Slovenia: il Lago di Bohinj

Anche quest’anno ho avuto modo di trascorrere qualche giorno in Slovenia per ammirare la natura e la bellezza di questi luoghi. Vi ho già parlato delle bellissime Cascate Savica (leggete il mio articolo cliccando qui) e adesso vi voglio parlare del Lago di Bohinj, proprio a 15 minuti dalle cascate già menzionate.

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Il Lago di Bohinj

Il Lago di Bohinj è il più esteso lago sloveno permanente, contando sui suoi 4350 metri di lunghezza e una larghezza massima di 1250 metri ed è inserito all’interno del Parco Nazionale del Tricorno. Forse meno conosciuto del suo vicino Lago di Bled, Bohinj non ha però nulla da invidiare al suo “amico” più famoso: le acque cristalline solo balneabili e, grazie alla campagna turistica messa in atto dalla città, oggi anche Bohinj è una meta appetibile per vacanzieri e turisti. Bohinj in realtà non comprende solo il lago, ma anche le montagne omonime i cui si possono distinguere le cime di Črna prst (1844 m), di Rodica (1966 m) e del Vogel (1922 m), l’altipiano carsico di Komna, la vallata dei laghi del Tricorno, l’altipiano di Fusine, che si innalza sul lago, e la parte sud occidentale dell’altipiano del Pokljuka. Arrivare a Bohinj non è difficile: il Lago è raggiungibile tramite la strada che porta anche a Bled, dalla valle della Sava, oppure tramite la ferrovia dalla linea Nova Gorica-Most Na Soci- Podbrdo-Bohinisko Bistrica.

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Il Ponte che attraversa il Lago di Bohinj.

Le acque limpide del lago sono l’habitat ideale di numerose specie ittiche come le trote (Salmo trutta), bottatrici (Lota lota), salmerini alpini (Salvelinus alpinus), sanguinerole (Phoxinus phoxinus) e cavedani (Squalius cephalus). Nel piccolo centro abitato di Bohinj si può riconoscere una chiesa romanica intitolata a San Giovanni Battusta e una delle statue dedicate al leggendario camoscio Zlatorog. Secondo la leggenda il camoscio ha le corna d’oro ed è accompagnato sempre da tre vergini, che sorvegliano il tesoro custodito dall’ungulato. Un giorno, un cacciatore uccise il mitico camoscio ed il sangue di Zlatorog sgorgò tra le montagne e i laghi intorno al Triglav, la più alta vetta delle Alpi Giulie. Infine, un fiore meraviglioso, nacque dal terreno e donò a Zlatorog nuova vita.

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La chiesetta vista dal Lago.

A pochi chilometri dal lago di Bohinj, potrete salire sulla funivia del Vogel per ammirare questa bellissima vallata o ancora potrete visitare le Cascate Savica.

Se siete in Slovenia, non perdetevi la vista di questo meraviglioso lago, ne vale proprio la pena!

Alla scoperta della natura della Slovenia: le cascate Savica

Anche quest’anno, come ormai da 4 anni a questa parte, sono stata in Slovenia a visitare il suo entroterra. Dopo aver visto la capitale Lubiana l’anno scorso (leggete qui il mio primo articolo del Diario di viaggio), e le grotte due anni fa (leggete qui il mio racconto sulle Grotte di Postumia), quest’anno sono stata nella parte nord per visitare i laghi più famosi ed importanti: naturalmente Bled e Bohinj, ma prima di parlarvi di loro, volevo parlarvi di un luogo assolutamente magico e per molti sconosciuto: le cascate Savica.

 

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Le cascate Savica

 

Le cascate Savica si trovano a circa 15 minuti di auto dal lago di Bohinj, e sono ben segnalate da questa località. Arrivarci dunque è piuttosto semplice (anche perchè la strada è una sola). Si trovano nella parte nordoccidentale della Slovenia. Si trattano di cascate alte 78 metri a doppia biforcazione (biforcazione a lettera A), alimentate da un lago carsico (il Lago Nero) che giace a 500 metri di altezza sopra alle cascate stesse.

 

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Panorama durante la salita

 

Arrivarci non è difficile: una volta lasciata l’auto nel parcheggio a pagamento, si inizia una salita facile fino all’ingresso (anch’esso a pagamento) delle cascate. Da qui inizia una salita di più di 500 gradoni percorribile in circa mezz’ora: attenzione, i gradoni non sono proprio leggeri, ma per fortuna durante la salita sono previste alcune soste attrezzate con panchine e tavolini. Certo, chi è abituato a salire in fretta non avrà problemi, ma per gli altri ci vorrà un poco di pazienza. Consiglio di portarvi scarpe da trekkinge leggere ed una buona scorta d’acqua, alcuni passaggi non sono così semplici, soprattutto per i bambini. La salita è praticamente tutta nel bosco e mentre si sale, si possono ammirare scorci di inaudita bellezza!

 

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Una volta arrivati, lo spettacolo è davvero ripagante della fatica: le cascate si stagliano davanti a noi con magnificenza, e si riescono ben a fotografare nonostante non ci sia un accesso diretto (per motivi di sicurezza si può ammirare soltanto ad una distanza mantenuta da un cancello). Oltre a poterle ammirare in piedi per scattare qualche fotografia, le si può anche ammirare comodamente seduti sotto una tettoia che offre ristoro.

Le cascate sono state visitate nel tempo da illustri visitatori, come dall’arciduca Giovanni d’Asgurgo – Lorena, che le visitò nel 1807, a cui è dedicata la targa davanti alle cascate stesse, da France Prešeren e dal Barone Žiga Zois. Nel 1916 l’esercito Austro-Ungarico sostò qui durante la Prima Guerra Mondiale e costruì una base logistica e di rifornimento.

Non è difficile osservare anche la fauna che popola le cascate: se avete un buon occhio, potrete facilmente riconoscere i buffi merli acquaioli (Cinclus cinclus) e le ballerine gialle (Motacilla cinerea). Io purtroppo non avevo l’obiettivo giusto per fotografarle a dovere, ma ci ho provato 😉

 

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Se visitate questi luoghi, non perdetevi l’occasione di vedere le cascate Savica, che portano la loro acqua fino al lago di Bohinj, anch’esso straordinario.

Alla scoperta della natura della Slovenia: le grotte di Postumia

Quando si pensa alla Slovenia, non si può non pensare alla sua natura rigogliosa e florida. Questo piccolo e grazioso paese è uno dei luoghi più verdi d’Europa e ospita bellezze naturali famose e nascoste. I boschi, i parchi, la fauna spettacolare, ma forse la vera bellezza si trova nel sottosuolo: con un sistema carsico che attraversa tutto il Paese dando vita a spettacolari grotte, non si può dire di aver visitato questo paese se non si è fatta una tappa ad una di esse. E’ così che la vostra Donna Vagabonda vi porta alla scoperta delle Grotte di Postumia, prima tappa della sua nuova rubrica “alla scoperta della natura della Slovenia”.

 

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Le Grotte di Postumia

 

Con una profondità di 115 metri e una lunghezza di più di 20 chilometri, la grotte di Postumia sono forse le più famose di tutta la Slovenia, se non di tutta l’Europa. Sono le grotte più estese del Carso e sono ricche di stalagmiti e stalattiti che si formano attraverso processi che richiedono migliaia di anni. Queste concrezioni sono costituite da carbonato di calcio che si deposita grazie all’afflusso di acqua. La temperatura delle grotte è piuttosto bassa e la media è di 8 °C.

 

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Incredibili stalagmiti e stalattiti all’interno delle grotte

 

La loro storia ha origini antiche: le grotte erano già conosviute dagli uomini preistorici che qui vi trovavano riparo. Dal XIII secolo le grotte divennero un luogo di visita ma solo nel 1689 vennero pubblicate le prime descrizioni. Nel 1872 venne costruita una rete ferroviaria a scartamento ridotto all’interno delle grotte che ancora oggi si utilizza per le visite: quelle di Postumia sono le uniche al mondo ad avere un trenino. In tutte le grotte è necessaria la presenza di una guida accompagnatrice, la visita è di circa 1 ora e mezza.

Per quanto le grotte possano sembra un ambiente ostile alla vita, in realtà si possono trovare delle specie animali formidabili che si sono adattate alla pressoché assenza di luce. L’animale più iconico è senza dubbio il Proteus anguinus, anfibio urodelo completamente acquatico che vive esclusivamente nella regione carsica. Questo animale è completamente cieco ma ha sviluppato eccenzionalmente gli altri sensi, con cui riesce a rapportarsi e ad adattarsi all’ambiente. Purtroppo non è facile da osservare e la sua natura schiva lo rende quasi mitologico.

 

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Un’incredibile varietà di forme che l’acqua modella ancora oggi.

 

Ad oggi le ricerche hanno indivisuato bem 84 specie animali, di cui 36 terrestri (soprattutto insetti) e 48 acquatiche. La maggiorparte delle specie ha risentito dell’impatto turistico sulle grotte, perciò si è ritirata nelle parti non accessibili al pubblico. Tuttavia si può visitare il Vivaio del Proteus, che è aperto tutti i giorni ed ospita anche il famoso “draghetto” delle grotte.

 

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Sembra quasi un paesaggio surreale…

 

La visita alle grotte è di certo emozionante, un’esperienza particolare e diversa da tutte le altre. Se non siete mai stati in una grotta, vi consiglio di iniziare proprio da Postumia, in quanto il percorso è semplice e divertente (e anche meno impegnativo rispetto a quello delle Grotte di San Canziano), inoltre potrete trovare anche un ristorante, un hotel e alcuni negozi di souvenir.

Per ulteriori informazioni rigurdanti le grotte di Postumia, visitate il sito ufficiale.

Alla scoperta della natura della Slovenia: la nuova rubrica di Donna Vagabonda

Negli ultimi anni, sia per via dei miei studi che per piacere, mi è capitato di visitare la Slovenia e anche quest’anno non mancherò a questo appuntamento che si può quasi definire fisso.

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L’interno delle grotte di Postumia

La Slovenia, placido stato che confina con l’Italia, condivide con noi italiani molte tradizioni e soprattutto molta storia. Non capisco come mai, ma dai viaggiatori di solito è una meta snobbata o è un luogo “da toccata e fuga”, io invece penso che sia un Paese di rara bellezza e dal fascino indiscutibile, con i suoi edifici bianchi e con l’impronta degli antichi Imperi Centrali, con la sua natura incontaminata che non ha nulla da invidiare con i Grandi Parchi Americani, e con la gentilezza del suo popolo, che è sempre disposto a farti conoscere la cultura e le tradizioni.

Non posso dire di aver visitato tutta la Slovenia, sarebbe davvero impensabile, ma con questa rubrica voglio proporvi alcuni luoghi che mi hanno regalato emozioni davvero uniche: vi ho già raccontato del mio diario di viaggio di Lubiana (leggi qui il primo articolo) e del Castel Lueghi (leggi qui il mio articolo), dei Musei Nazionali (leggi qui e qui), ora vorrei approfondire l’aspetto più naturalistico e selvaggio di questo paese fiabesco: grotte, orsi, cavalli e tanto verde vi aspettano in questa nuova rubrica.

Continuate a seguirmi Vagabondi!

Il museo di maggio: la Galleria Nazionale della Slovenia

Nel 2017 mi è capitato di visitare la capitale della Slovenia, Lubiana. Una città meravigliosa, storica ma allo stesso tempo al passo con i tempi, con tanta voglia di rinnovarsi e di crescere. E’ così, come sempre quando visito una città, che ho visitato il museo d’arte più importante non soltanto di Lubiana, ma di tutta la Slovenia.

 

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Una delle sale della Galleria

 

La Galleria nazionale della Slovenia (Narodna galerija) è la galleria d’arte più famosa dello stato ed è stata fondata nel 1918 dopo la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico e l’istituzione dello stato degli Sloveni, Croati e Serbi. La galleria ha sede presso un imponente palazzo architettato da František Škabrout e costruito nel 1896. Tra il 2013 ed il 2016 il palazzo è stato completamente rinnovato.

 

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Il museo ospita la più grande colezione di opere figurative dall’alto medioevo al XX secolo, oltre che esposizioni temponaree e la mostra stabile di uno dei pittori modernistici più famosi, Zoran Mušič.

 

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All’interno della galleria si trova anche l’originale Fontana dei tre fiumi carniolani di Francesco Robba: quella davanti al Municipio è infatti una copia di questa (anche se non si nota affatto!).

La Galleria è immensa e ospita opere davvero variegate che ripercorrono epoche caratterizzate da uno stile pittorico unico. Dall’arte medievale agli impressionisti, dai neoclassici all’arte moderna, questa galleria va assolutamente visitata se vi trovate a Lubiana!

La Galleria Nazionale è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 (il giovedì fino alle 20).

Il biglietto intero è di 7 euro, mentre il ridotto è di 3 euro. C’è la possibilità di fare un bioglietto cumulativo per la Galleria e l’esibizione temporanea a 10 euro (intero) e 5 euro (ridotto).

Se vi è piaciuto il museo di questo mese, leggete il mio diario di viaggio di Lubiana e Bled:

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

 

 

 

 

I luoghi della storia: Castel Lueghi

Negli ultimi anni mi è capitato più volte di visitare la Slovenia, sia in ambito universitario (e quindi prettamente naturalistico) che per svago. Avendo visitato quasi tutte le mete più “turistiche”, ho deciso di fare tappa anche ad un famoso castello: Castel Lueghi.

 

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Castel Lueghi

 

Il Castello risale al XIII secolo e da sempre conserva la fama di “fortezza inespugnabile” in quanto situato all’interno di una grotta carsica su una parete di roccia alta 123 metri. La rocca è la più grande costruita in una grotta, tanto che è stata inserita nel Guinness dei primati proprio per questa sua peculiarità.

 

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Veduta del Castello

 

Il Castello ha visto il suo massimo spledore durante la vita del Cavaliere Erasmo, tanto che si parla proprio di “Periodo di Erasmo”: ancora oggi, a luglio, si tiene la giostra di Erasmo dove avvengono vari tornei e dove il villaggio adiacente e gli abitanti si travestono con abiti medievali.

Ma chi era questo Erasmo? Scopriamolo insieme.

Erasmo Lueger (o di Lueg) era un signorotto del luogo che divenne barone nel 1478. Il baronetto era solito compiere scorrerie e scorribande in paesi e borghi non lontani da Lueghi e, per non farsi catturare, si nascondeva proprio nel suo castello. Il sovrano, Federico III d’Asburgo, naturalmente non era a conoscenza di queste sue malefatte e all’inizio questo cavaliere misterioso, che donava parte del bottino ai suoi sudditi o agli indigente, divenne il “Robin Hood sloveno”. Grazie ad un cunicolo che collegava il maniero al fiume Vipacco, Erasmo poteva nascondersi e conservare i viveri per un possibile assedio che difatti poi avvenne, una volta scoperte le sue attività tutt’altro che lecite. L’assedio durò per parecchio tempo data l’inespugnabilità della roccaforte e grazie al cunicolo che permetteva i rifornimenti provenienti dall’altra parte della montagna. Soltanto grazie al tradimento di un servo erasmo venne ucciso: il servitore rivelò la posizione della camera da letto (o secondo alcuni storici, del bagno) dove Erasmo era solito sostare ad una certa ora del giorno e così un colpo di canone ben assestato colpì la stanza ed Erasmo dentro di essa.

 

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Una delle stanze del Castello

 

La storia romantica di Erasmo attira ancora oggi moltissimi visitatori che vengono incuriositi per vedere le stanze del bandito sloveno, magari dopo un giro alle grotte di Postumia, come io stessa ho fatto. Il Castello è diventato famoso anche perchè è stato il set cinematografico del film Armour of God, del 1986, che vede il famoso attore Jackie Chan come protagonista.

 

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Veduta dal Castello

 

Gli amanti del genere fantasy saranno contenti di sapere che il celebre scrittore George R.R. Martin ha visitato il Castello nel 2011 per trarre ispirazione per le sue opere: chissà che qualche sua rocca in “Game of Thrones” non sia ispirata proprio a questo magico e romantico castello!

Se volete ammirare un luogo suggestivo e ricco di fascino, visitate sicuramente Castel Lueghi.

 

 

 

 

 

Diario di viaggio: Lubiana e Bled – giorno 3

L’ultimo giorno in Slovenia non l’ho passato nella capitale, bensì a Bled. Incuriosita da ciò che mi avevano detto alcuni amici in proposito, decidi di visitare questa graziosa località situata sull’omonimo lago, a circa un’ora di auto da Lubiana. Purtroppo, ancora una volta, il tempo atmosferico mi è avverso e parto dalla città con una pioggia battente… Speriamo nel bel tempo una volta arrivata là!

 

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Il Lago di Bled

 

Bled è una piccola cittadina situata nel nord-ovest del paese, conosciuta principalmente per il suo lago di origine glaciale: al centro di questo si trova una piccola isola su cui è stata costruita una chiesa dedicata a San Martino. L’isola, tra l’altro, è l’unica isola lacustre della Slovenia e può essere raggiunta tramite alcune barchette a noleggio.

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Arrivata presso il piccolo centro, cerco subito un comodo parcheggio per fare il giro del lago. Il tempo sembra migliorare ma non canto vittoria, infatti poco dopo il mio arrivo ricomincia a piovere, ma questa volta si tratta solo di brevi scrosci. Nonostante ciò, il lago è assai suggestivo e la vista è impressionante.

Il giro del lago è lungo circa due chilometri, ma non lo faccio tutto, perchè preferisco fermarmi e scattare qualche foto: tra l’altro, durante la mia visita, si stanno svolgendo i campionati mondiali di canottaggio, quindi non posso perdermi l’occasione di immortalare un simile evento!

 

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Pronti per la partenza!

 

Dopo essermi goduta il lago, decido di visitare il Castello di Bled, poco distante, che domina il bellissimo lago: il castello medievale è costruito su una rocca che sovrasta il lago ed è probabilmente il più antico castello sloveno. Le origini risalgono al XI secolo, quando l’imperatore Enrico II decise di concedere in donazione il feudo ai vescovi di Bressanone che qui eressero il Castello, successivamente passato sotto il governo degli Asburgo nel 1278. Il Castello non venne mai abitato, ma aveva una funzione difensiva in quanto si trova su un promontorio che permette di contollare tutta la valle circostrante. Nel medioevo furono costruite le alte torri e consolidato il sistema di fortificazione.

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La struttura caratteristica di questa roccaforte è doppia e la parte bassa è collegata a quella superiore tramite una scalinata. All’interno dei due cortili si trovano alcune botteghe, come la conceria e il negozio di souvenir, ed un bar dove pranzare: io non sono da meno e mi mangio un bel panino con salame godendomi la vista illuminata da un timido sole.

Presso il secondo terrazzo si trovano anche un museo della storia antica di Bled e la cappella del Castello.

Dopo qualche piccola compera al negozio di souvenir e qualche fotografia, decido di rientrare verso Lubiana. Ormai sono arrivata alla fine di questo “viaggio-lampo” e l’indomani dovrò rimettermi in viaggio verso l’Italia.

 

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Il tempo sembra essersi fermato a Bled…

 

Lubiana e Bled mi hanno colpito molto, scoprire queste bellezze dell’Europa dell’Est è stato veramente magico. Storie, miti, leggende: la Slovenia ne è ricca e le sfoggia con grande maestria, costruendo attrazioni per grandi e piccini, sempre all’avanguardia ma con un fascino del passato.

Questo viaggio in Slovenia segna la fine dei miei viaggi all’estero del 2017: la Camargue, Stoccarda, Heidelberg, Monaco di Baviera e Lubiana. Il 2018 sarà ancora più ricco!

Per leggere gli altri giorni, cliccate sui link sottostanti:

Giorno 1

Giorno 2

 

 

 

 

Diario di viaggio: Lubiana e Bled – giorno 2

Una giornata intensa mi aspetta a Lubiana! Ora che la città mi è più famigliare, è ora di visitare i suoi angoli più nascosti. Purtroppo il meteo non è dalla mia parte e mi risveglio sotto il diluvio più insistente: non è una novità quando viaggio, quindi non mi faccio scoraggiare e decido di iniziare a visitare i musei più importanti e famosi della città: Il Museo Nazionale di Slovenia (leggi qui il mio articolo), il Museo di Storia Naturale e la Galleria Nazionale (Narodna galerija) che si trovano tutti nel quartiere dei Musei, difronte al Parco Tivoli.

Parcheggiato nei dintorni, mi dirigo subito al Museo Nazionale di Slovenia, che ospita una grande quantità di reperti archeologici dell’età Romana, quando Lubiana era ancora un piccolo insediamento provinciale del vasto Impero. Epigrafi, capitelli, resti di colonne: le testimonianze sono numerose e molto interessanti.

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Al primo piano si trova invece il Museo di Storia Naturale: un museo all’avanguardia, di modeste dimensioni ma con molti reperti interessanti. Degna di nota è la collezione mineralogica intitolata al mineralogista Sigmund Zois, nato a Trieste e vissuto a Lubiana: Zois è stato un grande scienziato del 1700 e un’illuminista dalle grandi vedute. E’ stata una delle figure di spicco della scienza slovena e ancora oggi il premio scientifico sloveno più prestigioso è il “Premio Zois”: lo scienziato è stato anche colui che ha scoperto e classificato la Zoisite, un minerale molto importante del gruppo degli epidoti (conosciuta e apprezzata è la varietà Tanazanite).

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La collezione Zois è molto variegata ed è legata più alla sistematica che all’esteticità. Oltre ai minerali, sono presenti molti campioni di fossili anche di un certo spessore e sono stati ricostruiti diorami di alcuni ecosistemi che si possono ritrovare in Slovenia. Le sale sono ampie e ben descritte, in sloveno e in inglese. Non mancano anche le attività per i più piccoli, con schede interattive e attività ludiche. Un museo attento alle esigenze di tutti, grandi e piccini, come molti musei sloveni.

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Dato che il tempo non migliora, decido di dedicarmi ad un altro museo, questa volta una pinacoteca: la Galleria Nazionale.

La Narodna galerija è la principale galleria slovena per l’arte antica e custodisce la più grande collezione d’arte figurativa dall’alto medioevo al XX secolo. La collezione è suddivisa secondo il criterio cronologico e ospita più di 600 opere europee e slovene, che ripercorrono tutti i più grandi periodi artistici, dalbarocco all’impressionismo sloveno, dall’arte sacra medioevale al neoclassicismo.

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Il museo è grande ed ospita davvero moltissime opere: è frequentato da molti turisti e dagli sloveni stessi, infatti non mancano le scolaresche o i semplici cittadini.

Ormai è ora di pranzo, e decido di tornare verso il centro. Con un pranzo al volo, decido poi di andare a visitare il Castello di Lubiana.

 

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L’interno del castello

Il Castello è stato riscostruito nel 2960 in stile medievale su preesistenti fortificazioni e si trova collocato in cima alla collina nel centro storico di Lubiana. Il castello è menzionato per la prima volta nel 1144 come sede del Ducato di Carinzia, e fu distrutto nel 1335 quando il ducato entrò nell’Impero austro-ungarico. Tra il 1485 ed il 1495 fu ricostruito come lo vediamo oggi. Dopo il periodo napoleonico la fortezza viene adibita a prigione fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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Il Castello visto dal centro storico

Oggi il Castello è un’attrazione turistica che vale davvero la pena visitare: si può salire sulla torre e vedere tutta Lubiana, in una delle viste più belle. Inoltre, si possono visitare le prigioni, gli interni e numerose sale oggi trasformate in musei di vario genere. Il cortile è sede di spettacoli ed eventi: al suo interno c’è anche un ristorante.

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Vista di Lubiana dalla Torre del Castello

Il Castello è raggiungibile sia in auto che tramite una funicolare ed io preferisco accedervi grazie a questa, che è davvero molto suggestiva!

Dopo la visita al Castello, sfrutto il tempo leggermente migliorati per fare un bel giro tra le vie del centro ed in battello sul fiume: per fortuna la pioggia mi grazia!

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Dopo una giornata così impegnativa, è ora di tornare in albergo a riposare. A cena, naturalmente, si va al ristorante Das Ist Valter.