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Il Museo del mese di Febbraio: il Museo regionale di Maribor

Per il Museo del mese di Febbraio questa volta ho dovuto scegliere io il contenuto da proporre perchè sul sondaggio del gruppo di Facebook si è creata una sostanziale parità tra il museo che qui vi propongo e un altro e alla fine, da buon arbitro, ho deciso di farvi conoscere un museo davvero poco conosciuto ma che merita di sicuro una visita se siete in zona: si tratta del Museo regionale di Maribor (Pokrajinski muzej).

Museo di Maribor

Il Museo regionale di Maribor si trova nell’omonima cittadina slovena, all’interno del Castello di Maribor e conserva collezioni di oggetti davvero incredibili: si spazia dai quadri alle uniformi, dai soldatini in metallo ai reperti archeologici, tutti pezzi ritrovati nella città di Maribor o nella regione della Stiria slovena.

Il museo, che può essere visitato solo accompagnati da una delle guide, mi ha offerto la possibilità esclusiva di poter scattare delle sue foto all’interno per la realizzazione di questo articolo. Per questo ci tengo a ringraziare personalmente la Signora Mirjana Brus per l’autorizzazione (e per la bella chiacchierata) e il Signor Afrodin Beriša per avermi fatto da guida con tanta gioia e con tanta professionalità.

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Il museo si apre al visitatore con una degna sezione archeologica, con reperti rinvenuti a Maribor e nei dintorni, che testimonia come questa area geografica sia stata colonizzata fin dall’antichità. Ciò che poi colpisce è però la disposizione di questo museo: difatti, l’esposizione si snoda attraverso le sale del Castello di Maribor in una modalità davvero non convenzionale. E’ così che si attraversano cortili, stretti passaggi, sale sontuose e scalinate massicce: un museo nel museo dunque, ricco di scorci suggestivi e favolosi oggetti esposti. Grazie a questa esposizione si possono vedere le ricostruzioni degli ambienti di vita medioevali, una ragguardevole collezione di uniformi e stendardi (non solo sloveni), una sezione adibita alla moda con l’esposizione di abiti che percorrono diversi periodi storici, una pregevole pinacoteca e molte altre sezioni ancora.

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Il museo regionale di Maribor è dunque un museo a tutto tondo, che mostra quanto di bello questa città ha saputo offrire e offre tutt’ora.

Terminata la piacevole visita, la mia guida mi conduce verso un’ultima parte del museo, che si trova al di fuori del castello ma proprio di fronte: è qui, al posto di un cinema ormai in disuso, che i curatori hanno voluto mostrare al visitatore una pregevole collezione di arredi da cucina e strumenti antichi. Fornelli, lavabo ma anche ceste, pentole, coltelli e arnesi del calzolaio donati dalla figlia di un ciabattino. Dulcis in fundo, la sala di proiezione è stata trasfomata in sala espositiva per mobili d’antiquariato.

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E’ proprio vero, certe meraviglie accadono solo in Slovenia!

Vi consiglio dunque di visitare questo magnifico museo, uno dei più belli che io abbia mai visto fino ad ora, che non ha nulla da invidiare a musei più famosi e con nomi ben più noti, unico e particolare.

Ringrazio ancora di cuore la Signora Mirjana Brus e il Signor Afrodin Beriša per la loro disponibilità e gentilezza.

Informazioni utili

Il Museo Regionale di Maribor si trova all’interno del Castello di Maribor presso Grajska ulica 2, Maribor.

Il Museo, così come è il Castello, è aperto dal Martedì alla Sabato dalle 10:00 alle 18:00 e la Domenica dalle 10:00 alle 14:00.

I biglietti hanno il seguente costo:

  • Adulti 5,00 euro
  • Studenti 3,50 euro
  • Pensionati 3,50 euro
  • Bambini 1, 50 euro
  • Gratuito per la stampa

Il Museo del mese di Dicembre: La Scottish National Gallery

Come Museo del mese di Dicembre voi lettori avete votato nel sondaggio del gruppo Facebook la Scottish National Gallery di Edimburgo. Ho visitato questo museo in occasione del mio viaggio in Scozia dell’estate del 2019: sapevo che sarebbe stato un museo estremamente interessante e così, per la mia ultima mattina in Scozia, mi sono diretta proprio qui.

Scottish National Gallery

La Scottish National Gallery (in italiano Galleria Nazionale di Scozia) è una galleria d’arte di Edimburgo, la capitale della Scozia. La costruzione che ospita la galleria è un edificio in stile neoclassico del 1859, anno in cui fu inaugurato il museo, e fu progettata da William Henry Playfair.

La National Gallery ospita un volume imponente di opere di grande prestigio e questo fa sì che questa galleria sia una delle più importanti della Gran Bretagna, nonchè dell’Europa tutta.

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Le sale della Galleria

Il museo si fondò inizialmente sulle opere della Royal Institution attiva dagli inizi dell’Ottocento e poi si è andato arricchendo progressivamente fino ad assumere le caratteristiche di una delle più belle ‘piccole collezioni’ del mondo.

Nel 1946 ha ricevuto in prestito permanente da duchi di Sutherland le opere della famosa collezione Bridgewater, già a Londra, che comprende tre opere di Raffaello, cinque di Tiziano, un autoritratto di Rembrandt, e otto dipinti di Poussin, tra cui la famosa seconda serie dei Sette Sacramenti. Il presito venne riconfermato nel 2009 per altri 21 anni.

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Nel 1961 la pinacoteca ha avuto in dono la collezione Maitland di impressionisti francesi. Negli ultimi 25 anni, infine, sotto la direzione specialmente di Thymothy Clifford, direttore fino al 2005, la Galleria si è arricchita di capolavori tra gli altri di Botticelli, Guercino, Guido Reni, Gian Lorenzo Bernini e specialmente della seconda versione delle Tre Grazie di Antonio Canova, già del Duca di Bedford, acquistata insieme al Victoria and Albert Museum di Londra nel 1994.

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La collezione più consistente è quella riguardante la pittura scozzese: la Scottish National Gallery è la galleria che detiene il patrimonio maggiore.

Sono inoltre di proprietà della galleria opere di Vitale da Bologna, Tintoretto, Veronese, Rubens, Van Dyck, Velazquez, e di molti altri autori. Non possono mancare gli esponenti dell’Impressionismo e del Post Impressionismo come Vincent van Gogh, Claude Monet, Paul Gauguin.

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Un così importante museo d’arte non poteva essere tralasciato durante la mia visita nella capitale scozzese e in effetti merita assolutamente l’attenzione del viaggiatore. L’ingresso gratuito invoglia ancora di più chi non è appassionato (e non solo) a visitare questo luogo: la lungimiranza del museo nell’applicare questa politica è senza pari. L’arte, infatti, deve essere fruibile e apprezzata da tutti, senza vincoli o costrizioni. Un approccio che condivido assolutamente. Capisco però anche i musei che fanno pagare il biglietto d’ingresso, date le scarse (o a volte nulle) convenzioni che ricevono.

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Le sale del museo sono ampie e luminose e permettono al visitatore di scattare delle belle foto alle opere d’arte, ben illuminate. Consiglio vivamente di visitare questo piccolo gioiello di Edimburgo, città storica di famosa bellezza.

Informazioni Utili

La National Gallery of Scotland si trova ad Edimburgo, presso il The Mound, in pieno centro storico.

La galleria è facilmente raggiungibile a piedi e con i mezzi pubblici.

L’ingresso alla Galleria è completamente gratuito.

La Galleria è aperta ogni giorno, dalle 10 del mattino fino alle 17.

Il giovedì la chiusura è alle ore 19.

Per saperne di più, visitate il sito ufficiale.

Il Museo del mese di Ottobre: Il Museo della Casa delle Bambole di Varsavia

Varsavia è una città molto ricca, sia a livello culturale che a livello storico: monumenti, palazzi antichi e storia millenaria si intrecciano per dare vita ad una città assolutamente eterogenea e peculiare. Molti sono i musei degni di una visita e che di cui avevo sentito parlare. Di certo, però, non immaginavo che potesse esistere un museo così particolare, forse unico nel suo genere: sto parlando del Museo della Casa delle Bambole.

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La mia espressione è stata di stupore e di incredulità quando ho scoperto della sua esistenza: mi trovavo all’ufficio del turismo, proprio alla base del Palazzo della Cultura e della Scienza e qui, dopo aver ritirato due Warsaw Pass, l’addetto dell’ufficio del turismo mi ha consigliato di visitare questo peculiare museo. All’inizio ero scettica perchè mi chiedevo che cosa potesse mostrare un museo del genere, ma poi mi sono davvero ricreduta.

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L’insegna del Museo

Giunta al museo, non lontano dall’ufficio del turismo, l’addetto museale mi accoglie con tanto entusiasmo e simpatia e mi fa accedere (in un modo del tutto particolare e fuori dal comune) all’interno del museo (per accordi presi con il museo non vi svelerò di più sull’entrata): qui mi sono trovata catapultata in un mondo fiabesco e fanciullesco. L’esposizione conta di più di 130 diverse case delle bambole, ognuna diversa dalle altre, sia per tecnica di costruzione sia per le proprie caratteristiche. Il museo sembra una sorta di finestra all’interno di un mondo in miniatura: dall’ospedale alla drogheria, dalla bancarella del mercato all’atelier degli abiti da sposa. Tutto il mondo reale è raffigurato mediante queste case delle bambole, ricche di dettagli e colori fantasiosi. Ogni oggetto è stato realizzato con estrema cura dei dettagli: le stoviglie, i mobili, persino le decorazioni delle case sembrano essere usciti dalle sapienti mani di artigiani e collezionisti.

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Il museo si propone dunque di farci riscoprire la nostra infanzia, attraverso un gioco davvero comune, sia in Europa che soprattutto in Polonia. Un’esposizione unica, un museo così peculiare da essere quasi unico al mondo. Di certo la visita è stata molto divertente e assai suggestiva: mi sono sentita catapultata nell’infanzia di una bimba proveniente da epoche diverse, dato che queste case sono state costruite in anni molto diversi tra loro.

Consiglio vivamente a tutti di visitare questo particolare e incredibile museo, uno spaccato sull’infanzia polacca e una forma d’arte assolutamente unica.

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Ringrazio sentitamente il museo per avermi concesso la possibilità di scattare queste fotografie al suo interno.

Informazioni utili

Il Museo della casa delle bambole di Varsavia si trova all’interno del cortile del Palazzo della Cultura e della Scienza, in Piazza Defilad numero 1.

Il Museo è aperto tutti i giorni, dalle 9:00 alle 19:00 tranne nei giorni:

 19, 20, 21, 22 Aprile

 1 Novembre

 23, 24, 25, 26, 31 Dicembre

 1 Gennaio

Entrata e costi

Biglietto normale: 20 zł (5 €)

​Biglietto ridotto (bambini, studenti fino a 26 anni e dottorandi, diversamente abili e accompagnatori, insegnanti):​ 15 zł (4 €)

Per altre informazioni visitate il sito ufficiale cliccando qui.

 

Il Museo del mese di Dicembre: il Centro per la storia della resistenza e della deportazione di Lione

Lione è stata per molto tempo una roccaforte per la Resistenza in Francia: moltissimi partigiani si nascondevano delle strette vie della Vecchia Lione e nei numerosi passaggi segreti dei palazzi a nord della città. Il 26 maggio del 1944 la Gestapo decise di stabilire proprio in questa città una base molto articolata e importante ed è proprio qui, in Avenue Berthelot 14 che oggi sorge il Centro per la storia della resistenza e della deportazione.

Centro per la storia della resistenza e della deportazione di Lione

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Oggetti di alcuni cittadini deportati

Al contrario di molte città (anche italiane, purtroppo), Lione si è dimostrata sensibile nel non demolire il tremendo passato, ma anzi ha deciso di riconvertire i tristi luoghi simboli del nazionalsocialismo in veri e propri musei, come anche in molti casi la Germania ha fatto.

Il Museo, come molti altri del suo genere, è in realtà un centro di studi e di documentazione, che conserva molto materiale cartaceo che testimonia la vita dei lionesi durante l’occupazione nazista. La scure si è abbattuta con forza in questa città e molte testimonianze di deportati sono raccolte in lettere e documenti conservati nell’eposizione permanente, che si articola in tre sezioni fondamentali: “l’impegno”, “la propaganda”, “lo spazio e il tempo”.

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Documenti necessari per spostarsi in città e altri

Il Centro nasce proprio allo scopo di preservare la memoria storica e di insegnare ai giovani a guardare al passato per non ripetere gli errori compiuti. Oltre allo spazio espositivo permanente, il Museo è impreziosito da ricostruzioni a grandezza naturale di case durante l’occupazione o di “basi segrete” con documenti riprodotte e armi. E’ forse questa la parte più originale del Centro, perchè ci proietta proprio in un’altra epoca, che sembra così distante ma che in realtà non lo è.

Il pubblico ha inoltre a sua disposizione diversi documenti audiovisivi e iconografici, un centro di documentazione, uno spazio per i giovani, un auditorium e delle esposizioni temporanee.

Oltre al Centro di Documentazione sul Nazionalsocialismo visitato a Monaco di Baviera (leggete qui il mio articolo), questo museo entra di diritto tra i musei più belli finora visitati sulla Seconda Guerra Mondiale in generale. Grazie alla Lyon Card, ancora una volta siamo riusciti ad entrare gratis e a goderci a pieno l’esperienza immersiva all’interno di questa particolare realtà. L’unico peccato è quello di non aver visto molta affluenza di pubblico, perchè spesso questi musei sono poco conosciuti e segnalati anche nelle guide, quando in realtà sono tra i più interessanti dal punto di vista storico e antropologico.

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Una sensazione di tragicità ma anche di ardente speranza ci ha pervaso alla fine della visita, perchè siamo stati contenti di vedere come Lione abbia voluto ricordare i suoi martiri e la sua gente, ma anche il periodo storico difficile e delicato che ha avvolto tutta l’Europa. Cosa che di certo l’Italia fa ancora fatica a fare, nonostante di occasioni e buoni propositi ce ne siano.

Informazioni utili

Il Centro per la storia della resistenza e della deportazione si trova in avenue Berthelot 14 69007 Lyon Guillotière (7° arrondissement).

Il Centro per la storia della resistenza e della deportazione è aperto dal mercoledì alla domenica, dalle 9:00 alle 17:30.

Prezzo d’ingresso: 3,80 euro, gratis con la Lyon Card.

Per altre informazioni, consultate il sito ufficiale.

Il Museo del mese di Settembre: il Museo Speleo Paleontologico di Genga

Durante la mia visita alle Grotte di Frasassi, non potevo non cogliere l’occasione di visitare il Museo affiliato speleo paleontologico archeologico di Genga, che conserva il famoso (almeno per noi addetti ai lavori) Ittiosauro di Genga.

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Perchè affiliato? Perchè con il biglietto per accedere alle Grotte è compreso anche l’ingresso a questo Museo, che forse troppo spesso i turisti saltano per distrazione o perchè non sanno della sua presenza. I turisti, appunto, non i viaggiatori. Eccomi quindi a raccontarvi di questo piccolo e grazioso Museo.

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Insegna del Museo

Il Museo speleo paleontologico e archeologico di Genga è un museo allestito all’interno del cenobio dell’Abbazzia di San Vittore: il Museo si propone di far conoscere la storia dell’ittiosauro di Genga, nonchè dei fossili ritrovati nei dintorni del comune di Genga e dei resti archeologici di queste zone. Senza dubbio il Museo, di ridotte dimensioni e con tre piccoli piani espositivi, è famoso per il suo rettile giurassico più che per gli altri oggetti esposti.

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L’Ittiosauro è stato ritrovato il 20 luglio nel 1976, in località Camponocecchio, proprio nei dintorni di San Vittore, durante i lavori per la costruzione di una galleria stradale. Vi avevo già parlato degli ittiosauri, in occasione del Museo del mese di Gennaio del 2017 (leggete qui il mio articolo), infatti questo non è il primo che incontro sul mio cammino, ma di sicuro è uno dei più importanti presenti in Italia. Gli ittiosauri sono grandi rettili marini estinti simili agli odierni delfini: questi formidabili predatori marini prosperarono per tutto o quasi il Mesozoico, dal Triassico inferiore (circa 250 milioni di anni fa) al Creatceo superiore, circa 90 milioni di anni fa. La causa della loro estinzione è ancora sconosciuta.  Le molte specie di ittiosauri erano di dimensioni diverse, e variavano da 1 ad oltre 16 metri, respiravano aria, partorivano cuccioli vivi (erano vivipari come i delfini e le balene) e probabilmente a sangue caldo.

La nostra protagonista, che possiamo anche chiamare gengasauro (Gengasaurus nicosiai), o Marta, dato che era una femmina, è vissuta circa 152 milioni di anni fa (Kimmeridgiano-Titonico, Giurassico superiore) nelle odierne Marche. Può essere inquadrata all’interno della famiglia degli oftalmusaridi anche se differisce da Ophthalmosaurus sotto vari aspetti, come la forma del basisfenoide posteriore, la forma del sopraoccipitale, la sfaccettatura assiale dell’omero e l’ulna prossimo-distalmente accorciata. Dopo anni in cui i resti furono abbandonati, il paleontologo Umberto Nicosia iniziò a studiarli ma solo nel 2016 la specie venne ufficialmente descritta. All’interno dell’esofago di questo esemplare, l’unico fin ora trovato, sono stati rinvenuti due denti di squalo del gruppo degli Hexanchiformes.

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Oltre al gengasauro, il museo ospita alcuni fossili di mammiferi ed uno scheletro di Ursus spelaeus (l’Orso delle caverne), oltre ad alcuni manufatti preistorici ritrovati nei dintorni come punte di freccia, lance, vasellame (anche di epoca romana o posteriore).

Informazioni utili

Il Museo Speleo Paleonotologico di Genga si trova in Via S. Vittore,  San Vittore.

Il Museo è aperto dal Lunedì al Sabato dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30, mentre la Domenica e i festivi si osserva l’orario continuato dalle 8:30 alle 19:30.

Il biglietto intero è di 4 euro, mentre il ridotto di 2 euro, gratuito ai visitatori delle grotte, ai ragazzi sotto i 6 anni, ai portatori di handicap e ai residenti del Comune di Genga.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

Il Museo del mese di Agosto: Il Museo del Cinema e delle Miniature di Lione

Dopo il sondaggio che ha visto vincitore il Museo del Cinema e delle Miniature di Lione sulla pagina Facebook del blog è ora di farvi conoscere questo luogo incantato e davvero magico.

Museo cinema Lione

Il Museo del Cinema e delle Miniature è nato nel 1990 ma si trova presso questa sede soltanto dal 2005, in una location suggestiva e davvero ipnotica: la Maison des Avocats, monumento storico dell’Unesco. Il Museo si sviluppa in verticale e raccoglie tutti i reperti raccolti da Dan Ohlmann, miniaturista e cabinet maker, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita al cinema e all’arte delle miniature.

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C-3PO da “Guerre Stellari”

E’ così che vediamo raccolti oggetti di scena dei più famosi film degli anni ’80, ’90 e i primi 2000, costumi originali, maschere, accessori e favolosi pezzi di storia del cinema che ci emozionano, dal fantasy alla fantascienza, dalle commedie ai comici, senza dimenticare gli horror. Il Museo riesce a toccare praticamente tutti i più grandi successi di quegli anni: parliamo di Ritorno al Futuro, di Alien, di Star Wars, ma ancora Harry Potter, Batman (sia la versione di Burton che di Nolan), 2001: Odissea nello Spazio. Oltre a ciò possiamo esplorare il set del famoso film “Il Profumo“, che proprio qui è stato girato.

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Scopriamo così come vengono realizzati gli effetti speciali, o come alcuni diorami siano stati in realtà le location di molte pellicole. Il museo è anche interattivo, grazie a video e ad animatroni come la mitica Regina Alien, comparsa nel film Alien vs Predator e che riesce ad emozionare grazie ai suoi oltre 2 metri di altezza e ai suoi oltre 20 movimenti e suoni: una sala è dedicata tutta per lei, come una vera Regina.

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Ma il Museo non è solo Cinema, ma anche miniature: queste sono raccolte minuziosamente su un piano e sono più di 120, con riscostruzioni di vita quotidina ama anche di luoghi famosi di Parigi e non solo. Il lavoro che sta alle spalle di queste monumentali opere d’arte è tutt’altro che semplice, ma il risultato è davvero sbalorditivo.

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Il Museo del Cinema e delle Miniature è un santuario per chi vuole scoprire come vengono realizzati i trucchi, gli effetti speciali, le riprese speciali ed i costumi dei più grandi e famosi film. L’intero spazio espositivo è adatto sia ai bambini che agli adulti e i numerosi pezzi di memorabilia sono sapientemente esposti in modo da creare un’eccitazione continua e una fibrillazione che vi spingerà a voler vedere sempre di più e a volerci addirittura tornare per poter godere ancora una volta di uno spettacolo così unico.

La visita a questo museo è assolutamente obbligatoria per tutti gli amanti della settima arte:

virgolette Direi che l’amore per la settima arte trasuda da ogni sala del museo, a partire dai set minuziosamente ricostruiti fino ad arrivare agli stupendi oggetti di scena esposti. Un viaggio incredibile in infiniti universi, il tutto racchiuso in un unico palazzo.  

Gabriele Casnedi, studente di cinema

E per dirvelo Gabriele, che è piuttosto pignolo ed esigente, vuole dire che ne vale veramente la pena!

Informazioni utili

Il Museo del Cinema e delle Miniature si trova in Rue Saint Jean presso la Maison des Avocats ed è raggiungibile tramite la Metro D, fermata Vieux-Lyon o con la linea D dei bus, sempre fermata Vieux-Lyon, oltre che a piedi naturalmente.

Il Museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.30 e il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 19.00, chiuso il 25 dicembre ed il 1 gennaio.
Il costo del biglietto è di 9 euro per gli adulti e di 6,50 euro per i bambini dai 4 ai 15 anni inclusi, gratuito per i minori di 4 anni.

C’è la possibilità di avere una tariffa ridotta per gli studenti, per i diversamente abili e per le persone in cerca di impiego, oltre che per gli over 60.
L’ingresso è gratuito per i possessori della Lyon Card.

Per ulteriori informazioni, visitate il Sito Ufficiale.

Il Museo del mese di Luglio: i Musei civici di Pavia

Pavia, rinomata e famosa città storica, non può che essere anche una città ricca di cultura e musei, come i Musei Civici di Pavia, che in pochi conoscono ma che sicuramente non possono non essere apprezzati.

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La sala dei manufatti romani

I Musei civici si trovano all’interno del Castello Visconteo e ospitano alcune collezioni permanenti. I Musei sono divisi in varie sezioni che comprendono:

  • Museo archeologico e sala longobarda
  • Sezione romanica e rinascimentale
  • Pinacoteca Malaspina del ‘600 e ‘700
  • Quadreria dell ‘800
  • Paesaggi Pavesi del ‘900

Oltre che alle mostre temporanee del Castello e delle Scuderie.

 

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Si possono ammirare parecchi manufatti, di età romana e longobarda, ritrovati nei dintorni di Pavia e nella sua provincia, e un’ottima varietà di dipinti che spaziano dai capolavori rinascimentali di Antonello da Messina ai maestri ottocenteschi come Francesco Hayez, con una delle sue opere più celebri, “Accusa segreta”

Purtroppo per mancanza di personale non è garantita l’apertura di tutte le sale espositive in contemporanea: questo è ciò che è capitato a me, quando ho effettuato la visita.

 

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Informazioni utili

I Musei si trovano presso il Castello Visconteo, in viale XI Febbraio a Pavia.

Orari sale espositive:

nei mesi di luglio, agosto, dicembre e gennaio:
da martedì a domenica: 9.00 – 13.30
chiuso lunedì

nei restanti mesi dell’anno:
da martedì a domenica: 10.00 – 17.50
chiuso lunedì

La cessione dei biglietti termina 45 minuti prima dell’orario di chiusura.

BIGLIETTI

Biglietto intero: euro 8.00 (tutti i musei)
Biglietto ridotto: euro 4.00 (singoli musei o sezioni)
Biglietto Famiglia (due genitori + figli fino a 18 anni): euro 10.00
Corte del Castello: gratuito

L’ingresso con biglietto ridotto è consentito a:

– gruppi o comitive pari o superiori a 20 persone (previa prenotazione)
– singoli membri di Associazioni convenzionate con i Musei
– personale del MiBACT e dei musei pubblici europei

L’ingresso gratuito è consentito a:

– possessori di Abbonamento Musei Lombardia Milano
– membri dell’ICOM.
– utenti che non abbiano compiuto il 26° anno di età o che abbiano compiuto il 70° anno di età
– guide turistiche e giornalisti nell’esercizio della propria attività, su esibizione di tessera professionale
– scolaresche e loro accompagnatori
– portatori di handicap e loro accompagnatori
– studenti universitari o di accademie oltre i 26 anni autorizzati dalla Direzione dei Musei Civici di Pavia per specifici motivi di studio (per ottenere l’autorizzazione è possibile scrivere a museicivici@comune.pv.it)
– utenti il cui compleanno cade nella giornata di visita
– cittadini stranieri residenti nelle città gemellate con Pavia: Vilnius (Lituania), Hildesheim (Germania), Besancon (Francia), Zante (Grecia), Betlemme (Stato di Palestina), Hersbruck (Germania)
– sono ad ingresso gratuito le iniziative indette in occasione di speciali giornate promozionali organizzate dai Musei anche in accordo con MiBACT e ICOM.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

Il Museo del mese di Giugno: il Museo tedesco della Farmacia

Mentre mi trovavo ad Heidelberg, durante la mia vacanza studio per imparare la lingua tedesca, non ho potuto non visitare il suo famoso ed iconico Castello, che svetta proprio sulla città. Il Castello è ricco di luoghi interessanti, ma uno dei più particolari è senza dubbio il Museo tedesco della Farmacia (Deutsches Apothekenmuseum), che ha sede proprio al suo interno, presso la Ottheinrichsbau.

Il Museo tedesco della Farmacia

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Una delle sale più iconiche del museo

Dal 1957 il museo illustra la storia e lo sviluppo della farmacia dal mondo antico fino al XX secolo, con una collezione notevole di reperti (più di 20000!), medicamenti, strumenti e tanto altro ancora: si può trovare davvero di tutto, dai semi del cacao, al presunto corno dell’unicorno. Già, perchè non sempre la farmacia è stata correlata alla medicina, ma piuttosto all’alchimia e alla magia, e quest’arte era persino vietata in molte parti d’Europa. La farmacia venne riconosciuta come disciplina in Germania dal 1231 quando l’Imperatore Federico II fece emanare la prima regolamentazione della pratica tramite una legge che stabiliva doveri e i diritti di medici e farmacisti.

 

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Il tour compiuto in singolo, vi porterà ala scoperta di varie stanze dove i reperti sono disposti in ordine cronologico e metterà in risalto proprio la trasformazione della farmacia da “scienza magica” a “scienza vera e propria” grazie all’esposizione della collezione museale.

Contenitori, vasi in maiolica, “trofei” bizzarri, questo e molto altro ancora vi aspettano all’interno del Museo tedesco della Farmacia.

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Uno dei bellissimi scaffali

Informazioni utili

Il Museo Tedesco della Farmacia si trova all’interno del Castello di Heidelberg.

Il museo è aperto dalle 10 alle 18, da Aprile a Ottobre, mentre da Novembre a Marzo seguirà l’orario 10-17:30.

L’entrata al museo è vincolata all’entrata al Castello quindi dovrete specificare anche questa visita al momento dell’acquisto del biglietto: c’è la possibilità di avere un biglietto combinato al costo di 7 euro (4 euro ridotto) che include anche la funicolare e la visita alla Grande Botte di Vino.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito internet ufficiale.

Il Museo del mese di Maggio: la Galleria Nazionale della Slovenia

Nel 2017 mi è capitato di visitare la capitale della Slovenia, Lubiana (leggete qui il primo giorno del Diario di Viaggio). Una città meravigliosa, storica ma allo stesso tempo al passo con i tempi, con tanta voglia di rinnovarsi e di crescere. E’ così, come sempre quando visito una città, che ho visitato il museo d’arte più importante non soltanto di Lubiana, ma di tutta la Slovenia: la Galleria Nazionale.

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Una delle sale della Galleria

La Galleria nazionale della Slovenia (Narodna galerija) è la galleria d’arte più famosa dello stato ed è stata fondata nel 1918 dopo la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico e l’istituzione dello stato degli Sloveni, Croati e Serbi. La galleria ha sede presso un imponente palazzo architettato da František Škabrout e costruito nel 1896. Tra il 2013 ed il 2016 il palazzo è stato completamente rinnovato.

 

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Il museo ospita la più grande colezione di opere figurative dall’alto medioevo al XX secolo, oltre che esposizioni temponaree e la mostra stabile di uno dei pittori modernistici più famosi, Zoran Mušič.

 

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All’interno della galleria si trova anche l’originale Fontana dei tre fiumi carniolani di Francesco Robba: quella davanti al Municipio è infatti una copia di questa (anche se non si nota affatto!).

La Galleria è immensa e ospita opere davvero variegate che ripercorrono epoche caratterizzate da uno stile pittorico unico. Dall’arte medievale agli impressionisti, dai neoclassici all’arte moderna, questa galleria va assolutamente visitata se vi trovate a Lubiana!

Informazioni utili

La Galleria Nazionale si trova in Puharjeva ulica 9, Lubiana.

La Galleria Nazionale è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 (il giovedì fino alle 20).

Il biglietto intero è di 7 euro, mentre il ridotto è di 3 euro. C’è la possibilità di fare un biglietto cumulativo per la Galleria e l’esibizione temporanea a 10 euro (intero) e 5 euro (ridotto).

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

Se vi è piaciuto il museo di questo mese, leggete il mio diario di viaggio di Lubiana e Bled:

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

Il Museo del mese di Marzo: Il Museo Egizio di Torino

Torino è una città tutta da scoprire, dal fascino antico ma con lo sguardo rivolto al futuro. Come sapete, durante il weekend mi piace visitare posti nuovi e scoprire musei, e mi trovavo qualche tempo fa appunto a Torino: perchè non visitare dunque uno dei musei più famosi al mondo? Ed eccomi qua, al Museo Egizio!

Museo egizio di Torino

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Stralcio del Libro dei Morti

Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo del mondo interamente dedicato alla civilità nilotica ed è il secondo museo più importante del mondo, dopo quello del Cairo, per valore e quantità di reperti provenienti dall’Antico Egitto. Il Museo ha origini lontane: già nel 1759 l’egittologo Vitaliano Donati, si recò in Egitto per effettuarvi scavi e ritrovò vari reperti, che furono inviati a Torino. Sul finire del 1800 il direttore del museo, Ernesto Schiaparelli, avviò nuove acquisizioni e si mise personalmente a condurre importanti campagne di scavi in Egitto.

Intorno al 1930, la collezione arrivò a contare oltre 30.000 pezzi.

Ad oggi, il Museo presenta più di 37.000 pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all’epoca copta. Con i lavori di ristrutturazione ed ampliamento, il museo ha incrementato il suo spazio espositivo, arrivando a costruire una sala tutta interamente dedicata a grandi statue degli Dei.

 

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La mia visita al museo è durata circa 4 ore, accompagnata da un’esauriente audioguida: i 4 piani del museo sono ben organizzati e suddivisi secondo il criterio cronologico. E’ sbalorditiva la quantità di reperti che si possono osservare, lasciano veramente senza fiato e spaziano dalle mummie ad oggetti di uso comune, dal vasellame ai papiri: tutti i reperti sono ben corredati da spiegazioni bilingue (italiano/inglese) e sono esposti in maniera chiara e con una luce che ne esalta la bellezza.

Ogni anno, migliaia di visitatori giungono al Museo per osservare i fasti dell’Antico Egitto, epoca che incuriosisce ed appassiona ancora oggi, e posso ben affermarlo dopo aver visitato questo meraviglioso museo, adatto a grandi e piccini. Con l’ampliamento e la ristrutturazione si sono aperte anche delle sale in cui avvengono effettuati i restauri, che possono essere osservate tramite un vetro trasparente: in questo modo possiamo vedere come gli archeologi lavorano sui reperti e li rendono eterni.

 

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Il Museo Egizio vale almeno una visita, e anche di più, perchè ogni volta che si visita ci sembra di scoprire qualcosa di nuovo.

Informazioni utili

Il Museo Egizio di Torino si trova in Via Accademia delle Scienze 6, Torino.

Il Museo è aperto dal lunedì alla domenica, secondo il seguente orario:

Lunedì: 09.00/14.00
Martedì-Domenica: 09.00/18.30

L’ingresso intero è di 13 euro, mentre il ridotto è di 9 euro. Ulteriori riduzioni sono disponibili per precise categorie di utenti, inoltre il Museo è gratuito per:

 

– Bambini fino a 5 anni
– Grandi invalidi + Accompagnatori
– Membri International Council of Museums (ICOM)
– Abbonamento Musei Torino Piemonte
– Torino+Piemonte Card

Un Museo alla portata di tutti, che ci invoglia a scoprire sempre di più sull’Antico Egitto e sulle sue bellezze uniche ed incommensurabili.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

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Il Sarcofago dorato di Merit