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Il Museo del mese di agosto: il Museo del latte e della storia della Muggiasca di Vendrogno

Se mi seguite da qualche anno saprete che il mese di Agosto è solitamente dedicato alla Valsassina: è proprio a Casargo che il Pirata possiede una piccola abitazione e insieme ai #SuoceriVagabondi amiamo trascorrere questo mese lontano dalla canicola pavese. Ciò non significa però poltrire e non uscire mai dalle mure domestiche, anzi! Significa visitare luoghi particolari del lecchese e non solo (come Chiavenna o come l’Orrido di Bellano). In questo articolo vi porto a scoprire un piccolo museo, di quelli che piacciono tanto alla sottoscritta, il Museo del latte e della storia della Muggiasca di Vendrogno.

Il Museo del Latte e della storia della Muggiasca di Vendrogno

Il MUU, Museo del latte e della storia della Muggiasca, è un piccolo museo inaugurato nel 2008 a Vendrogno, nel Comune di Bellano, allestito all’interno dei locai dell’ex-latteria turnaria: si tratta di un museo etnografico che racconta la storia, le tradizioni e i costumi della Muggiasca, il territorio che riuniva Vendrogno con altri centri abitati della zona. Come intuirete dal nome grande spazio è data alla lavorazione del latte con l’esposizione di oggetti, materiali e strumenti  inerenti la mungitura e la produzione di burro e formaggi.

Il Museo del latte e della storia della Muggiasca

Il Museo è gestito dall’associazione no profit “Insieme per il Museo di Vendrogno” e fa parte del Sistema Museale della Provincia di Lecco.

Il percorso espositivo al MuU

Il MUU si articola in sei sale e permette vari itinerari inerenti la trasformazione del latte, il bosco, i campi, la stalla, la casa e i lavori femminili, oltre a mettere in luce episodi di storia della Muggiasca. Al piano terra quattro sale mostrano la vita del casaro e della latteria: qui sono conservati gli strumenti, spesso ancora funzionanti e funzionali, che servivano ai lavoratori per mungere e trasformare il latte, uno dei beni più preziosi per una famiglia di montagna. Vi illustro brevemente come avveniva il procedimento:

  1. Il latte veniva munto, pesato e si verificava la sua densità attraverso appositi strumenti. Si controllava inoltre che non venisse allungato con l’acqua ma che si mantenesse puro.
  2. Dopo aver verificato le sue proprietà il latte veniva portato nel cosiddetto “Sit del lacc”, il locale più fresco di tutto il caseificio e veniva filtrato per togliere le impurità presenti al momento della mungitura. Qui poi riposava fino alla separazione della panna, impiegata successivamente per la creazione del burro e della parte più magra, utilizzata per la produzione dei formaggi, come il taleggio o la ricotta.
  3. A questo punto il casaro utilizzava dei macchinari semplici ma piuttosto efficaci per creare la forma del formaggio: nulla andava sprecato, il siero infatti veniva raccolto e utilizzato per altre preparazioni o dato agli animali per via delle sue ottime caratteristiche organolettiche.
  4. Una volta creata la forma questa si lasciava stagionare al riparo dalle intemperie e da altri agenti che potevano alterare il gusto e il casaro, quando si formava la caratteristica patina di muffa, procedeva periodicamente a girare le forme per rendere uniforme la stagionatura.
  5. Il formaggio era quindi pronto per essere venduto o scambiato con altri beni di prima necessità.

Il casaro non era solo addetto alla preparazione del formaggio, ma svolgeva anche tante mansioni, data la difficoltà della vita in montagna: oltre a curare il bestiame e far sì che pascolasse presso gli alpeggi più indicati, si occupava di tagliare la legna, mietere il grano e, se ne era in possesso, dedicarsi alla vite e alla produzione di un piccolo quantitativo di vino (i vitigni della Valle Muggiasca oggi sono quasi totalmente scomparsi, ma vi è ancora qualcuno che si dedica a tale attività).

La latteria non era solo il luogo cardine della famiglia, ma anche un luogo dove tante altre persone, negli anni, hanno potuto lavorare e specializzarsi: questa di Vendrogno si trasformò negli anni in una vera e propria latteria turnaria che prevedeva come salario o il formaggio prodotto o un quantitativo di denaro corrispondente a ciò che veniva prodotto.

 

Ai piani superiori si trovano inoltre spazi che ospitano mostre ed eventi speciali dedicati al territorio.

La mia visita al Muu – Museo del latte e della storia della Muggiasca

Sapete quando avete in mente di fare una cosa ma poi, per un motivo o per l’altro, non riuscite a farla? Ecco, il Museo del latte e della storia della Muggiasca era per me diventato quasi un luogo mitologico: dal 2018, salendo da Taceno verso Casargo, notavo il cartello indicante questo luogo e ogni anno mi riproponevo di andare a visitarlo ma, puntualmente, vi è stato un imprevisto che me lo ha impedito. Quest’anno (2022, N.d.R.), invece, non me lo sono fatta scappare e così mi sono diretta alla scoperta di questo incredibile luogo durante una domenica mattina in solitaria. Con mia grande soddisfazione ho davvero ritrovato un’atmosfera di altri tempi, un ritorno alle origini (mio nonno Luigi era mungitore) e una scintilla mi ha davvero folgorata: gli arnesi, gli strumenti, lo sgabello del mungitore, i tavoli e i paioli dove tutto veniva sapientemente preparato con dedizione e cura, la realizzazione di prodotti unici e genuini e questa grande casa-azienda che oggi è diventata museo mi hanno avvolto in un turbinio di curiosità e di stupore.

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Grazie alla sapiente guida dei volontari, entusiasti custodi di queste antiche storie, ho potuto davvero ripercorrere la vita del casaro e di chi, negli anni, ha dedicato la propria vita alla produzione di latte e derivati: i gesti di una volta, i tempi dilatati e il rispetto che si nutriva per la materia prima sono ben percepibili grazie alle parole delle volontarie e alle testimonianze costituite da fotografie e documenti. Estremamente interessante è anche la sezione dedicata alle donne e all’abbigliamento tradizionale della valle: pizzi, merletti e abiti d’epoca mostrano una vita semplice ma estremamente dignitosa, ancorata a tradizioni secolari fatte di ritmi, rituali e piccole “trasgressioni” per i giorni della festa.

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A conclusione del percorso espositivo si trovano spesso mostre ed esposizioni di artisti, soprattutto locali: ad esempio quando ho visitato il museo era presente la mostra di sculture e poesie intitolata Una Valigia per Ognuno di Arturo Corradini e Teresa Cattaneo, una piccola e interessante esposizione di opere d’arte che mirano proprio a trasmettere emozioni. L’intaglio del legno e la poesia hanno una cosa in comune: il “togliere il superfluo” per creare qualcosa di sintetico ma estremamente diretto. Così è stato pensato l’accostamento di sculture in legno e poesie da parte dei due autori che, attraverso un percorso sviluppato attraverso parole e figure, vogliono suggerire un’emozione in grado di far riflettere l’osservatore, il tutto mentre il visitatore ha modo di vivere un’esperienza profondamente personale. Ho avuto il piacere e l’onore di poter chiacchierare con i due autori e di comprendere come entrambi siano molto orgogliosi di questa esposizione: esporre qui qualcosa di così artigianale e unico fa risaltare ancora di più le creazioni data l’alta valenza storica del luogo. Sono stata davvero felice di confrontarmi con loro circa le mie esperienze da blogger e di aver avuto la conferma anche da loro di essere una vera Stòndera, una Vagabonda, come si dice da queste parti!

Il Museo del latte e della storia della Muggiasca è un luogo davvero ricco di tradizione, storia e cultura: un museo come pochi altri che mostrano il fascino dell’antica vita di montagna, della sua durezza ma anche della sua bellezza prorompente e disarmante.

Informazioni utili

Il Muu – Museo del latte e della storia della Muggiasca si trova a Vendrogno, Comune di Bellano, in Via Parrocchiale 1, Provincia di Lecco.

Il Museo è aperto da giugno a ottobre secondo gli orari presenti sul sito web ufficiale e l’ingresso è a offerta libera.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale del museo.

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Commenti

  • Teresa Cattaneo
    22 Agosto 2022

    Grazie per diffondere cultura, in questo caso contadina e artistica, stimolare curiosità e invitare alla scoperta del bello! Teresa e Arturo

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  • 23 Agosto 2022

    che bella questa tua attenzione alle tradizioni del territorio. I miei bisnonni erano “bergamini” e in casa ho spesso sentito parlare della mungitura e della trasformazione del latte in formaggio che, tra l’altro, è uno dei miei alimenti preferiti soprattutto il taleggio delle nostre valli!

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  • Libera
    23 Agosto 2022

    Davvero curioso questo museo del latte. È sempre utile diffondere e promuovere le antiche tradizioni locali.

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  • 25 Agosto 2022

    A me piace molto ammirare i vecchi strumenti di lavoro, le attrezzature che oggigiorno non vengono più usate e che ricordano gli antichi mestieri. Bello questo museo del latte che ti ha fatto fare davvero un tuffo nel passato.

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  • 26 Agosto 2022

    Hai visitato proprio un museo molto interessante. Anche io amo andare alla scoperta dei luoghi che mostrano i vecchi mestieri e le tradizioni.

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  • 27 Agosto 2022

    Tradizioni e cultura da preservare e conservare: un bellissimo museo che racconta la vita rurale e la pastorizia di queste zone! Bellissimo davvero

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  • 2 Settembre 2022

    La tua iniziativa di promuovere questo tipo di musei, così legato a territorio e prodotti locali, è molto interessante! Grazie perché ci permetti di conoscerne davvero tanti!

    rispondi
  • 13 Settembre 2022

    Trovo molto belli questi musei che raccontano la vita genuina e la storia di un tempo. Lo metto in nota!

    rispondi

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