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Diario di viaggio: Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia

Il tris di luoghi che tanto ho amato, le tre terre di confine che ho visitato per tre anni consecutivi: ecco qui il Diario di Viaggio di queste tre mete, Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia.

Sono cinque anni che visito questi luoghi e ne rimango sempre molto colpita, affascinata, estasiata: già, perchè il territorio che si trova a cavallo dei tre Stati è ricco e variegato e comprende grotte, forre, gole, laghi e montagne di infinita bellezza. Un territorio forse poco conosciuto dai più, ma davvero unico e da valorizzare sempre di più.

Diario di viaggio Friuli

E’ qui dunque che inzia il mio viaggio, di nuovo a Tarvisio (leggete qui il mio articolo a riguardo), che sarà la base per ogni mio spostamento. Come per il precedente anno, ho intrapreso questo viaggio con il mio Papà, che tanto ama la montagna e i viaggi on the road: questo non è propriamente un’ esperienza di quel genere, ma ci si avvicina molto dato che ci siamo spostati in auto per tutta la sua lunghezza.

Il nostro ultimo ed importante viaggio del 2019 è partito da Tarvisio e si è snodato attraverso il Tarvisiano, Villach e la Gerlitzen Alpe, Maribor, Vintgar Bled (leggete qui il mio articolo a riguardo) e Piran.

Arrivati presso il nostro alloggio, il Soggiorno Militare Montano, ci apprestiamo subito a visitare l’Orrido dello Slizza, non distante da Tarvisio. Giunti con l’auto presso l’ingresso apprendiamo che la visita non è consentita in quanto il sentiero è dissestato: fidandoci ciecamente di Google che lo segnalava aperto siamo rimasti a bocca davvero asciutta, ma, magra consolazione, non eravamo gli unici in questa situazione dato che altre quattro persone, provenienti da luoghi diversi, erano qui giunte a visitare l’Orrido. Purtroppo apprendiamo che sono già parecchi mesi che l’Orrido è chiuso a causa di una frana che ha reso inagibile il percorso e, leggiamo sempre sul web, che questo doveva essere già stato sistemato ma, ahinoi, le lungaggini burocratiche o la mancanza di fondi la fanno (quasi) sempre da padrone in Italia. Un po’ amareggiati e sconsolati decidiamo comunque di visitare il Monumento al Combattente Asburgico di Boscoverde, che si trova ad una decina di minuti a piedi rispetto all’ingresso del sentiero per l’Orrido.

Monumento_Austria

Il Monumento celebra l’eroismo del soldato austriaco dimostrato durante le campagne militari di Napoleone nel 1797 e del 1809 – 1813. Il Monumento fu eretto nel 1909 in occasione della ricorrenza del centenario delle presenze degli eserciti italo – francesi in Valcanale, nella valle dell’Isonzo e nella parte occidentale della Carinzia fino a Villach. Realizzato in bronzo, l’imponente opera venne progettata e realizzata dallo sculture austriaco Josef Kassin. In posizione dominante, il Monumento è solenne e austero e ricorda come queste terre siano sempre state “di confine” e quanti popoli hanno calcato questa terra.

Dopo aver scattato qualche foto ci siamo diretti ai Laghi di Fusine, una meraviglia del territorio di Tarvisio. I due laghi, Inferiore e Superiore, sono di origine glaciale e si trovano alla base della catena montuosa del Gruppo del Monte Mangart. Sono considerati tra i più begli esempi di lago alpino e la valle che li ospita è dal 1971 un’area protetta, con il nome di Parco naturale dei Laghi di Fusine.

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Il Lago Superiore si trova a 929 metri s.l.m. con una profondità massima di 10 metri, il Lago Inferiore si trova a 924 metri s.l.m. e ha una profondità massima di 25 metri. Il Lago Superiore alimenta il Lago Inferiore per via sotterranea e quest’ultimo alimenta l’emissario di entrambi i laghi. I laghi, che da qualche anno vedono il turismo aumentare, sono stati resi famosi anche per essere stati un set cinematografico del film La ragazza del lago, di Andrea Molaioli.

Lasciata l’auto al comodo parcheggio a pagamento, a nemmeno cinque minuti di cammino dal Lago Inferiore, ci rendiamo subito conto di come questo luogo sia magico. Il Lago, silenzioso e di modeste dimensioni, ci permette di immergerci nella natura friulana e alpina: non mancano infatti incontri con odonati di varie specie (ahimè infotografabili per questa volta) e con alcuni uccelli alpini. Il panorama è semplicemente incredibile e i riflessi sull’acqua sono incredibili: ovviamente non perdo tempo e mi metto a fotografare a raffica.

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Degustato per bene il Lago Inferiore, ci dirigiamo a piedi verso quello Superiore, quasi totalmente asciutto ma con una vista spettacolare sulle montagne. Notiamo che i Laghi attirano una moltitudine di persone diverse: dai ciclisti alle famiglie con bambini, dagli escursionisti a chi vuole passegiare con il proprio cane, dai fotografi ai giovani che qui si ritrovano per scattarsi qualche selfie: un pubblico variegato ma accomunato dall’amore per questo territorio.

Ci sediamo su di una roccia e ci lasciamo cullare dal vento, leggero e piacevole, che ci accarezza e ci dice “bentornati in Friuli”. Dopo tanti anni penso che questa regione sia diventata un po’ la mia casa, che mi conosca e che mi rabbraccia quando torno: del resto qui ho sempre e solo trovato che gentilezza, accoglienza e disponibilità. Sono contenta di provare questa sensazione e di certo penso che il Friuli Venezia Giulia sia una delle più ricche di storia e di natura e variegate regioni italiane.

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Finalmente in Friuli!

Con un po’ di stanchezza in corpo dovuta al lungo viaggio in automobile, ci apprestiamo a tornare al nostro alloggio per una bella doccia calda e una cena ristoratrice.

Si conclude qui il primo giorno di questo viaggio che riserverà tante favolose sorprese.

Se volete leggere la pianificazione di questo viaggio, cliccate qui.

Se siete interessati a leggere altri articoli sul Friuli Venezia Giulia, cliccate qua di seguito:

Friuli Venezia Giulia

 

Diario di viaggio: Vienna – Giorno 5

Eccoci giunti all’ultimi giorno a Vienna, con grande dispiacere. Lasciare un luogo che si è amato così tanto fa nascere sempre una sorta di malinconia e di tristezza perchè è come se quel luogo ci avesse tolto una parte di noi. Sia chiaro, è una donazione consenziente la mia ed è tipica del Wanderlust ma non succede per ogni viaggio: qualcuno ci lascia un qualcosa in più, non si sa bene cosa e come quantificarlo. C’è chi dice che sia per il compagno di viaggio scelto, per ciò che abbiamo visto, per ciò che abbiamo mangiato. Fatto sta che Vienna mi ha rubato il cuore, per la seconda volta, e me lo ha restituito con alcune ferite che saranno difficili da rimarginare. Anche Gabriele, che non ha la sindrome del viaggiatore, certe volte sospira e mi dice che vorrebbe essere di nuovo a Vienna, spensierato e felice, in una città che ci ha accolto e stritolato allo stesso tempo.

Dopo questo prologo malinconico inziamo l’ultimo articolo del Diario di Viaggio di Vienna.

Diario di viaggio Vienna

Dopo esserci svegliati sempre di buonora abbiamo lasciato i bagagli all’albergo e ci siamo diretti al Prater, ultima tappa del nostro tour viennese. Il Prater è il parco di divertimenti più famoso di Vienna e forse di tutta l’Austria: si trova al di fuori del Ring di Vienna ma è facilmente collegato al centro tramite i mezzi pubblici (infatti noi lo abbiamo raggiunto in metropolitana). Il Prater è aperto di solito dalle 10 alle 20 ma ogni giostraio si prende la libertà di aprire un po’ quando vuole, infatti noi siamo arrivati che erano le 10 e 30 e solo alcune giostre erano aperte (altre hanno aperto più tardi e altre non hanno aperto proprio, forse perchè chiuse per ferie). Poco importa perchè più che le giostre ci interessava immortalare l’atmosfera che si respirava in questo luogo: un misto di nostalgia e di stranezza, soprattutto per la presenza di statue abbastanza inquietanti dai tratti lowcraftiani proprio situate al centro del parco.

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Alcune giostre del Prater

C’è da tener presente che questo parco divertimenti non è come Gardaland, forse il più famoso d’Italia: non esiste un biglietto d’ingresso e potete acquistare solo i biglietti delle attrazioni che desiderate visitare. Se volete passeggiare semplicemente potete farlo, gratuitamente.

Il Prater è proprio un luogo particolare, per certi versi un po’ inquietante: ci è sembrato di essere entrati in un film horror degli anni ’80 ma questo non è stato affatto negativo, sia chiaro. Dopo aver scattato qualche fotografia ci siamo diretti verso l’attrazione più famosa del Prater, vale a dire la ruota panoramica: questa è l’attrazione più famosa e antica di Vienna (costruita nel 1897 per commerare il 50esimo anno di regno dell’Imperatore Francesco Giuseppe), nonostante fu distrutta durante la seconda guerra mondiale. Con la fine della guerra fu ricostruita assieme alla Cattedrale di Santo Stefano e all’Opera, come simbolo della rinascita e della bellezza di una città che voleva rialzarsi in piedi. Con i suoi 15 vagoni e la sua altezza di circa 61 metri, dalla ruota panoramica si ha una splendida vista della città e di tutto il parco del Prater!

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La meravigliosa Reisenrad, la ruota panoramica

All’entrata della ruota si possono osservare alcuni antichi vagoni che ospitano alcuni diorami esplicativi della storia di Vienna: un bell’esempio di riuso direi! Dopo questa breve visita saliamo sul vagone e ci prepariamo a questa gradevole e dolce esperienza: se venite a Vienna non potete non salire sulla ruota panoramica! Oltre alla bellezza della struttura in sè, è doveroso ricordare che la ruota panoramica è stata la protagonista di alcuni film come “Il terzo uomo”, con Orson Wells, a ancora di James Bond intitolata “007 – Zona pericolo”, con Timothy Dalton. Per questo motivo, nel giugno 2016 è stata inserita dalla European Film Academy (EFA) nella lista dei “Tesori della cultura cinematografica europea”.

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La vista della città e del Prater

Dopo il giro sulla ruota panoramica decidiamo di passeggiare lungo i viali alberati del Prater, che ombreggiano e rinfrescano la zona.

Prima di ritirare i bagagli abbiamo ancora il tempo per visitare l’ultimo museo di Vienna: si tratta della Camera del Tesoro Imperiale di Vienna, che fa parte del complesso della Hofburg: l’ingresso alla Camera del Tesoro si trova nel Cortile degli Svizzeri, nome derivato dal fatto che un tempo erano qui di servizio le guardie svizzere.

In questa Camera del Tesoro sono custodite due corone imperiali, il tesoro dei Burgundi e quello dell’Ordine del Vello d’Oro. In ogni stanza abbiamo scoperto gioielli e tesori di valore inestimabile, sia a livello storico che pecuniario.

Dalla Corona del Sacro Romano Impero (pezzo di diamante della collezione) a quella imperiale d’Austria, ai tesori con il simbolo del Toson d’Oro, a collane, ornamenti e gioielli sfavillanti.

I nostri occhi sono ammaliati da cotanta bellezza, soprattutto dalla grandezza delle pietre preziose.

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Dopo aver scattato le ultime foto è ora di ritornare in albergo per recuperare i bagagli e dirigerci in aeroporto.

Con il groppone in gola dobbiamo salutare questa favolosa città ma le avventure non sono ancora finite dato che stava per palesarsi davanti a noi un incubo abbastanza consistente. Arrivati in aeroporto senza alcun problema ci siamo diretti verso l’area check-in per imbarcare il nostro bagaglio: purtroppo per noi l’aeroporto di Vienna stava subendo numerosi interventi di manutenzione e ristrutturazione e trovare il banco check-in è stata un’impresa ardua! Dopo aver cercato e trovato indicazioni che non erano affatto chiare, dopo aver chiesto a ben 4 addetti aeroportuali che non hanno saputo aiutarci e dopo aver visitato tutti i terminal possibili finalmente, dopo più di un’ora, ce l’abbiamo fatta! Dobbiamo ringraziare il quinto addetto che abbiamo interpellato altrimenti eravamo ancora a Vienna! Purtroppo sull’organizzazione non sono stati efficenti come ci si aspetterebbe e questo mi ha amareggiato molto.

Nonostante la ricerca disperata del banco check-in ce l’abbiamo fatta e siamo riusciti ad arrivare all’imbarco in tempo. Spero che la prossima volta che dovrò sostare per un qualunque motivo presso l’aeroporto viennese questa confusione non ci sia, davvero!

Saliti sull’aereo la nostalgia e la tristezza ci pervadono: Vienna ci ha davvero regalato emozioni infinite, risate sguaiate, buon cibo e tanto tanto divertimento. Vienna ha riempito il nostro cuore di gioia e bellezza.

Ringraziamo ancora la Signora Bianca Nemeth per la sua gentilezza e tutto il Vienna Tourist Board per l’aiuto che ci ha fornito e per la disponibilità. Grazie di cuore!

Per rileggere questo Diario di Viaggio, leggete gli articoli di seguito:

Primo Giorno

Secondo Giorno

Terzo Giorno

Quarto Giorno

Per leggere altri articoli su Vienna e sull’Austria, cliccate qui.

Diario di viaggio: Vienna – Giorno 4

Siamo quasi alla conclusione di questo viaggio meraviglioso, ricco di emozioni e di sapere. Per l’ultima giornata intera a Vienna io e Gabriele abbiamo deciso di dedicarci completamente al meraviglioso Palazzo di Schönbrunn. Alzati di buon mattino, dopo una bella colazione, ci dirigiamo verso il palazzo con l’autobus che ci conduce a destinazione in circa 20 minuti. Arrivati al piazzale antistante il palazzo notiamo che c’è davvero una calca madornale: ebbene, siamo giunti nel punto più caldo di Vienna, nel luogo dove ogni anno più di 5 milioni di turisti si riversano: BENVENUTI A SCHÖNBRUNN!

Diario di viaggio Vienna

Sono circa le 10 e 30, la canicola inizia a farsi sentire anche a Vienna e noi ci mettiamo in fila per acquistare i biglietti. Non li abbiamo comprati online perchè avevamo la Vienna Card con noi e non avremmo potuto ottenere lo sconto se li avessimo acquistati in rete. Così, armati di tanta pazienza, ci siamo sottoposti a più di un’ora di fila per poter visitare il palazzo alle ore…16 e 40! Nessun problema, avevamo tutto il tempo per poter visitare l’Orangerie, il Kronprinzengarten, il parco e il Tiergarten (lo zoo), tutti compresi all’interno del nostro biglietto “Grand Tour”. La prima tappa è quella al Kronprinzengarten, i giardini privati di Meidling: questi piccoli giardini, racchiusi in un muro di siepi, sono stati costruiti intorno al 1745-1750 e presentano aiuole a parterre avvallate delimitate da una piccola bordura. All’interno dei giardini si può passeggiare tranquillamente e lontani dalla calca, sia tra le aiuole che sotto ai graziosi porticati di legno intagliato. Questa parte del palazzo è poco visitata dai più e mostra un angolo riservato e meno conosciuto del complesso monumentale. Dopo più di un’ora di fila è stato poacevole scoprire questa zona ombreggiata e fresca!

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Il Kronprinzengarten

Terminata la visita, ci siamo diretti all’Orangerie, anche questa poco frequentata rispetto al grande parco. L’Orangerie fu fatta costruire dall’imperatore Francesco Stefano nel 1754 per consentire agli aranci e agli altri agrumi di poter trascorrere l’inverno senza patire il gelo. L’Orangerie è lunga 189 metri e larga 10 ed è considerata la maggiore aranceria, assieme a quella di Versailles, di epoca barocca: un luogo molto romatico quello dell’Orangerie che ci ha regalato una dolce e tranquilla visita presso questo storico luogo.

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Dopo questa tappa ci siamo diretti verso il parco di Schönbrunn: questo enorme parco si presenta in stile barocco alla francese e venne progettato da Jean-Nicolas Jadot e Adrian von Steckhoven. Il progetto venne attuato già nel 1695 e non terminò fino al 1699, quando furono costruiti due soli parterre laterali. Con la grande imperatrice Maria Teresa il giardino venne trasformato: i due parterre laterali vennero allargati e resi quelli che vediamo oggi. L’imperatore Francesco Stefano fu anch’esso fautore della trasformazione del parco e proprio qui volle far erigere uno zoo (quello di Schönbrunn è il più antico al mondo) e un giardino botanico. Maria Teresa commissionò poi la costruzione della Gloriette in fondo al giardino, sette anni dopo la morte del marito, e nel medesimo tempo venne anche costruita la grande fontana di Nettuno che ancora oggi troneggia in fondo al viale centrale del grande parco.

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Veduta del parco dalla terrazza con la meridiana

Fu l’imperatore Giuseppe II a disporre l’accesso al pubblico ai giardini imperiali, ancora oggi aperti al pubblico: questo non piacque per nulla all’aristocrazia che si trovava a passeggiare a tu per tu con la popolazione comune. Nonostante alcuni malcontenti, il palazzo divenne un importante luogo di aggregazione per i viennesi.

Il parco si staglia davanti a noi con una bellezza e una grandiosità senza pari: di sicuro questo parco è uno dei più imponenti di tutta l’Europa e non solo. Da amante dei castelli e delle dimore storiche, come ben sapete, è difficile per me rimanere calma e così inizio a saltellare di qua e di là cercando di fotografare il giardino da ogni possibile prospettiva. Bello, bellissimo e non basta questo superlativo per descrivere tutto ciò che abbiamo davanti agli occhi. La facciata interna del palazzo si sposa poi perfettamente con i suoi colori tenui al verde e al giallo dei fiori del parco: un vero e autentico connubio!

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La fontana del Nettuno

Siccome sono un’instancabile camminatrice che non si accontenta mai, decido di tornare più tardi al parco per fotografarlo con un’altra luce: del resto, quando mi ricapiterà ancora? E così, tra una foto e l’altra, giungiamo al divertente “Labirinto classico”, una delle attrazioni più simboliche di Schönbrunn: questo labirinto ha origini tra il 1698 e il 1740 e nel 1998 fu rimpiazzato da un nuovo labirinto il più possibile simile a quello originale. La superficie attuale è di 1715 metri quadrati e al suo interno si trova una piattaforma sopraelevata che permette la visione d’insieme del percorso. Ho sempre trovato molto divertente l’esperienza del labirinto e, da competitiva morbosa, ho subito sfidato Gabriele a chi lo terminasse per primo: aveva scelta secondo voi? Ecco, quindi subito…Via! Dentro al labirinto! Per me è una sfida, sia contro di lui che verso me stessa e così mi sono subito messa a correre per trovare per prima l’uscita, non senza salire sulla piattaforma e osservare Gabriele più sconsolato che divertito (quanta pazienza!). Dopo circa 8 minuti ero fuori dal labirinto: missione compiuta, ho battuto Gabri! Dopo qualche minuto il mio instancabile compagno di viaggio mi raggiunge e ammette la sua amara sconfitta. Non preoccuparti Gab, ce ne saranno ancora tanti di labirinti in cui poterci sfidare!

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Dopo una breve sosta torniamo alla carica, direzione Tiergarten! Se mi seguite da un po’ sapete che visito molto volentieri gli zoo data la loro importanza nel benessere degli animali e nella protezione delle specie: spesso molti vedono i giardini faunistici come un luogo di prigionia per questi animali ma vi posso assicurare che non lo sono affatto (almeno i nostri occidentali). Negli zoo molte persone si prendono cura degli animali, cercando di dar loro il maggior confort possibile. E’ vero, non è come essere liberi, ma questi animali sono nati in cattività e non sopravviverebbero se fossero liberati da un giorno con l’altro: per questo gli zoo rivestono un’enorme importanza nella protezione ex-situ delle specie animali e partecipano a programmi di reintroduzione in natura con i nuovi nati di molte specie.

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Il giardino zoologico di Schönbrunn è stato eletto miglior zoo d’Europa per cinque anni consecutivi e ospita 700 specie animali provenienti da tutti i continenti: dalle giraffe agli oranghi, dagli elefanti africani ai koala. Le star delle zoo sono però i panda giganti (Ailuropoda melanoleuca): lo zoo è l’unico d’Europa ad allevare naturalmente questa specie. Dopo la nascita di Fu Long nel 2007, di Fu Hu nel 2010 e di Fu Bao nel 2013, nel 2016 Yang Yang ha dato alla luce due gemelli, primo panda femmina che si è riprodotto in cattività senza inseminazione artificiale: un evento senza precedenti che fa ben sperare nell’incremento del numero di questi splendidi mammiferi.

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Io non avevo mai visto dal vivo uno tra i miei animali preferiti (che ho anche tatuato, non a caso) ed ero davvero galvanizzata all’idea di poterlo ammirare proprio qui a Vienna. Seguendo la mappa illustrata abbiamo potuto osservare davvero animali straordinari come i leoni marini, i variopinti pappagalli, le numerose specie di scimmie e ancora la ricostruzione di ambienti unici come la foresta pluviale. Di certo, ciò che più ci ha colpito è stato vedere i panda giganti: per ben due volte siamo tornati al recinto di questi incredibili goffi orsi erbivori. Più li guardavo e più avrei voluto stringerli per coccolarli: i panda sono animali molto goffi e spesso rotolano e scivolano. In più passano numerose ore della giornata a dormire, magari dopo un lauto pasto a base di germogli di bambù. Insomma, una vita in vacanza!

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Uno dei panda giganti intenti a pulirsi una zampa

Dopo aver addentato un buon panino con wiener wurst, terminiamo il nostro giro allo zoo e ci dirigiamo verso il Palazzo per visitare i suoi interni. Prima di raccontarvi questa esperienza, vi riporto qualche notizia storica a proposito di questo luogo. Il nome di Schönbrunn venne dato dall’imperatore Mattia che, durante una battuta di caccia in quest’area, vi scoprì una fonte di acqua limpidissima che chiamò schön(er) Brunn, ossia “bella fonte”, da cui il nome, ed è attorno a questa fonte, secondo la tradizione, che si sarebbe costituito poi il castello intero. Il palazzo fu la sede della casa imperiale degli Asburgo dal 1730 al 1918. Dal 1996 il palazzo e il giardino sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

L’8 ottobre 1569 l’imperatore Massimiliano II acquisì la proprietà che sorgeva sull’area dell’attuale palazzo, di modo da utilizzarla come propria riserva di caccia. Egli colse anche l’occasione in una parte separata della grande proprietà per installarvi un primitivo zoo con uccelli esotici e i primi pavoni che approdarono a Vienna. Nel 1688 l’architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta il “progetto Schönbrunn I” che nelle intenzioni del progettista avrebbe dovuto oscurare la Reggia di Versailles in Francia. La fase attuativa, i cui lavori incominciarono nel 1696, si concretizzò tuttavia in un progetto meno ambizioso che si basava in gran parte sulle strutture già esistenti. I lavori si bloccarono più volte a causa della scarsità di fondi e nel 1705 ancora il castello non aveva preso una forma definitiva. Dopo alcuni anni di disinteresse, fu l’imperatore Carlo VI a prendere in mano le redini delle sorti del castello di Schönbrunn, intendendolo destinare a residenza estiva della famiglia imperiale. Egli però morì prima di riuscire a dare inizio ai nuovi lavori di ampliamento della struttura, che tra il 1743 e il 1749 vennero portati avanti da sua figlia Maria Teresa d’Austria, che si avvalse della perizia dell’architetto Nicolò Pacassi per cambiare radicalmente l’assetto del piccolo palazzotto di caccia. Con l’imperatrice il castello vide il suo massimo splendore e ospitò anche delle rappresentazioni di Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart con conduttori gli stessi compositori.

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Tra il 1805 e il 1809, Napoleone Bonaparte prese residenza al castello di Schönbrunn.

Nel 1830 vi nacque l’imperatore Francesco Giuseppe ed egli qui morì nel 1916, mentre nel 1918 l’imperatore qui Carlo I firmò la sospensione dei lavori del governo imperiale, rimettendosi alla volontà del popolo austriaco; ciò dette inizio al processo che pose fine alla secolare monarchia austriaca tra il 1918 e il 1919. Terminata la proprietà imperiale della struttura, parte di essa venne adibita a scuola per circa 350 bambini, molti dei quali orfani di guerra o figli di famiglie povere. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1945, la Gloriette e il palazzo vennero danneggiati dalle bombe degli alleati; il castello divenne il quartier generale locale prima delle truppe russe e poi di quelle inglesi. Il castello e le parti danneggiate vennero ristrutturate in breve tempo.

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Attualmente il palazzo ospita ben 1441 stanze di diversa grandezza, la maggiorparte delle quali adibite a usi governativi. 190 stanze oggi sono aperte al pubblico: sono proprio queste le stanze che abbiamo visitato durante il nostro tour. Purtroppo all’interno del palazzo non si possono scattare fotografie ma vi posso assicurare che in quanto a magnificenza ha ben pochi rivali: oro, argento, intarsi di pregio, arredamento raffinato e lussuoso, tutto fa trasparire l’importanza degli Asburgo che avevano reso con il tempo Schönbrunn un vero e proprio trionfo dell’arte e della bellezza. Il colore oro è predominante, associato al rosso e al rosa, in un connubio davvero potente e regale. La visita al palazzo ci ha profondamente emozionato e ci ha fatto pensare a come dovevano vivere qui i reali di un tempo, in particolare la ormai mitologica Maria Teresa (avete notato quanti articoli che la menzionano ho scritto sul blog? Del resto è stata una figura fondamentale per Pavia e per tutta l’Europa!). La visita si conclude con tanta soddisfazione e, non possiamo negarlo, con un po’ di stanchezza.

L’ultima parte di questo tour lo dedichiamo ancora al parco e alla Gloriette: con le luci più fioche il parco acquista un fascino particolare, caldo e accogliente. Sembra quasi che il Sole, calando, liberi tutto il fascino di questo immenso giardino. Colgo dunque l’occasione di scattare le ultime fotografie, prima di salire sulla Gloriette per godere di un panorama di Vienna incredibile: la città da qui sembra sconfinata ed infinita e avvolge ormai totalmente Schönbrunn, un tempo residenza isolata.

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Il panorama visto dalla Gloriette

I visitatori cominciano ad abbandonare la residenza e i suoi giardini e la luce diventa sempre più fioca. Anche per noi, dopo aver scattato le ultimissime fotografie, è ora di salutare questo luogo maestoso e supersuggestivo. Inizia a salirci un po’ di malinconia perchè è l’ultimo tramonto che vedremo qui a Vienna e l’idea di tornare ci rende un po’ tristi. D’un tratto, però, lo stomaco comincia a brontolare e un nuovo pensiero ci balena in testa: è ora di mangiare una bella Wiener Schnitzel! Con la mente rivolta alla gustosa cena salutiamo dunque Schönbrunn: il nostro cuore trabocca di emozioni meravigliose e, tra una risata e l’altra, ci avviamo in hotel per concludere questa indimenticabile giornata.

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Diario di Viaggio: Vienna – Giorno 3

Ed eccoci arrivati al terzo giorno a Vienna, alla metà del viaggio. Oggi è una giornata molto molto speciale perchè si tratta del mio compleanno: il 7 agosto infatti la vostra Donna Vagabonda ha compiuto 27 anni! Quale miglior modo di trascorrere il proprio compleanno se non in viaggio? Ormai è una tradizione che si ripete!

Diario di viaggio Vienna

Per questo giorno speciale io e Gabriele abbiamo deciso di visitare i favolosi musei di Storia Naturale e di Storia dell’Arte, ma prima una tappa la merita il Parlamento. In questo momento il Parlamento, normalmente ben visibile, è in ristrutturazione, dunque ciò che si può visitare gratuitamente è il cantiere, o meglio, il container che mostra il cantiere: questo è arricchito da informazioni riguardo all’edificio e all’intervento di restauro. La visita, seppur breve, è comunque interessante ed è un modo di valorizzare un bene che altrimenti sarebbe chiuso al pubblico.

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Una foto dal Cantiere del Parlamento

Dopo qualche minuto giungiamo in Piazza Maria Teresa, dove troneggiano due musei: il Museo di Storia Naturale di Vienna e il Museo di Storia dell’Arte di Vienna. Al centro della piazza si trova la celebre Statua di Maria Teresa, voluta dall’Imperatore Francesco Giuseppe per commemorare la sovrana illuminata, simbolo di saggezza e di sicurezza del potere. Per l’esecuzione del monumento a Maria Teresa, venne richiesto dal 1874 l’intervento di tre scultori: Johannes Benk, Carl Kundmann e Caspar Zumbusch che realizzarono un progetto comune, dividendosi poi i compiti nella realizzazione delle diverse statue bronzee che compongono il monumento. Al monumento occorsero 13 anni per essere completato, con un peso totale di 44 tonnellate. Sulla cima più alta risiede la figura dell’imperatrice che da sola raggiunge i 6 metri di altezza. La sovrana si trova seduta sul suo trono, in cima alla composizione, mentre impugna nella mano sinistra uno scettro e la prammatica sanzione, mentre con la mano destra saluta il suo popolo. Seduti intorno al trono sul cornicione stanno delle personificazioni allegoriche delle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza.

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Il Monumento di Maria Teresa

Ad ognuno dei quattro lati si trova un timpano con un rilievo ed una statua indipendente, ispirata a personaggi chiave che guidarono il governo di Maria Teresa:

Il monumeto riempie davvero la piazza e ci fa sentire molto piccoli al cospetto dell’austera Imperatrice che, dall’alto, protegge e guida ancora tutti gli austriaci e chi fa visita ai due musei. Di certo questo monumento è uno dei più iconici di Vienna e uno dei più famosi. Una piccola copia in miniatura si può osservare al Museo del Belvedere (leggete qui per saperne di più sul museo) e l’avevamo vista solamente il giorno prima.

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Il Museo di Storia Naturale con il Monumento di Maria Teresa

Dopo aver scattato qualche foto ci dirgiamo all’interno del primo museo, quello di Storia Naturale: in realtà io questi musei li avevo già visitati durante il mio primo viaggio a Vienna, ma avevo anche un’età diversa e molte cose le ho viste un po’ frettolsamente. Oggi finalmente posso rigodere di uno spettacolo senza pari. Il Museo di Storia Naturale di Vienna è uno dei più grandi di questo genere al mondo, nonchè il più grande di tutta l’Austria. Venne pensato per custodire l’enorme collezione naturalistica degli Asburgo e infatti risiede nel complesso della Hofburg. Fu aperto nel 1889 assieme al Kunsthistorisches Museum (il Museo di Storia dell’Arte, proprio di fronte).

Il Museo si articola su più piani ed è particolarmente imponente, nonchè estremamente ricco di oggetti e manufatti esposti. Le sezioni spaziano dalla mineralogia alla paleontologia, dall’entomologia alla zoologia, dalla geologia all’antropologia. Insomma, tutte le scienze naturali sono ben rappresentate e possono contare su un’esposizione coinvolgente e assai accattivante: accanto alla presentazione in stile “classico- museale” (con tutti i pezzi esposti e denominati da un cartellino), numerosi sono i pannelli didattici ed interattivi, anche per bambini. Insomma, cosa posso desiderare di più per il mio compleanno? E infatti la prima sezione che decido di visitare è quella dei miei amati minerali: intere sale con pezzi da collezione ed estetici perfettamente conservati, catalogati ed esposti. I miei occhi sono assolutamente a cuoricino e Gabriele deve trascinarmi fuori a forza, altrimenti ero ancora nella prima sala! Il mio fare da cicerone coinvolge totalmete il mio compagno che, alla fine e nonostante tutto, sorride sempre alle mie spiegazioni astruse sulla formazione e sulla composizione di queste meraviglie della natura. Notevole è anche la sezione dedicata alla gemmologia, con gemme di caratura eccezionale, veramente da urlo!

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Dopo più di un’ora e mezza passata tra queste sale, decidiamo di procedere verso la parte paleontologica e antropologica: qui sono conservati degli scheletri praticamente completi di dinosauri oltre che degli animatroni in dimensioni naturali di alcuni grandi dinosauri del passato, come l’allosauro. Di notevole interesse è la presenza nel museo della famosissima Venere di Willendorf, ospitata in una sala praticamente esclusiva.

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Dopo aver visitato tutto il primo piano, ci accingiamo a visitare anche il secondo, tutto o quasi dedicato alla zoologia e alle sue branche: di notevole interesse è di sicuro la collezione entomologica che risale al 1793 e venne poi ampliata negli anni. Non poteva poi mancare una ricchissima collezione di avifauna, con uccelli tassidermizzati provenienti da ogni continente. Per me è veramente la manna.

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La Venere di Willendorf

Dopo ben 4 ore passate all’interno del museo sentiamo che la fame inizia a farsi sentire: decidiamo di mangiare qualcosa di veloce ed optiamo per un panino con il currywurst, acquistato a pochi metri dai musei. La giornata è nuvolosa ma la pioggia non è una minaccia quindi ci sediamo su una delle panchine della piazza e ci gustiamo il nostro mega panino riempito di salse e di paprika. Gabriele ha scelto di provare una variante piccante e le sue papille hanno davvero urlato! Insomma, Vienna non solo è bella ma ci offre anche momenti di puro divertimento. Le risate non mancano mai!

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Sazi e contenti decidiamo di dirigerci verso il secondo museo, quello di Storia dell’Arte. Anche questo museo è diviso in vari piani e ospita capolavori dell’arte antica, greca, romana, medioevale, rinascimentale, fino al ‘600. Tra sculture, pitture, oggetti e opere d’arte varie, il museo ospita mezzo milione di pezzi. La collezione originaria appartiene, ancora una volta, agli Asburgo e il museo espone opere di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio, Correggio, Giorgione, Lorenzo Lotto, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Giuseppe Arcimboldo, Albrecht Dürer, Parmigianino, Raffaello Sanzio, Pieter Paul Rubens e di molti altri artisti. Oltre ai dipinti sono presenti anche altre collezioni: la collezione egizia orientale (Ägyptisch- Orientalische Sammlung), la collezione delle antichità romane e greche (Antikensammlung), quella della scultura e delle arti decorative (Kunstkammer), il gabinetto numismatico (Münzkabinett), la biblioteca (Museumsbibliothek).

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Un museo del genere, come quello di Storia Naturale, bisognerebbe visitarlo a più riprese, data la mole e la diversità dei reperti esposti. Le sezioni che più ci colpiscono sono quella dell’arte greca e, naturalmente, della pittura. Ricordo ancora quando ho visitato la prima volta il museo con mia zia Gianfranca: il suo entusiasmo era alle stelle e mi descriveva minuziosamente le tecniche di realizzazione o la storia dell’artista. Di sicuro, la mia passione per l’arte proviene da questi suoi racconti. Ricordo ancora molto bene quanto rimasi colpita dai ritratti di Velázquez o dalla maestosità della neve dipinta da Bruegel, ma anche dalle curiose composizioni dell’Arcimboldo. In questa occasione ho potuto apprezzare ancora di più l’esposizione, avendo acquisito una maggiore conoscenza della storia dell’arte. A mio parere questo museo completa chiaramente la collezione del Belvedere (leggete qui il mio articolo a riguardo) e riesce ad emozionare come pochi altri.

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Come per l’altro museo, la visita è durata circa 4 ore, intense e molto emozionanti. Un bellissimo ricordo mi ha lasciato la presenza di una signora che stava dipingendo un quandro di Bruegel il Vecchio presente al suo interno: si tratta de “Cacciatori nella neve”. La Signora stava dipingendo questa bellissima opera con estrema calma e concentrazione: ogni sua pennellata faceva trasparire la bellezza sia della sua nuova opera che di quella da cui derivava. La presenza di questa pittrice ha sicuramente donato un tocco in più, poetico e romantico, alla nostra esperienza. Io, naturalmente, non potevo non fotografarla!

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Dopo otto ore (forse qualcosa in più) intense ed emozionanti, dediciamo di lasciare i musei per dirigerci verso il centro e precisamente verso l’Hotel Sacher. Naturalmente il nome di questo luogo avrà risvegliato in voi una certa voglia di torta al cioccolato…Ed è proprio per quello che ci siamo andati! Non è un vero compleanno senza una buona torta e qui forse si può assaggiare la migliore di tutte: l’Hotel Sacher è uno dei pochissimi luoghi dove appunto si può gustare la celebre Torta Sacher ideata da Franz Sacher.

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Arrivati notiamo subito la lunga fila per entrare ma questo non ci scoraggia: a tutti i costi siamo determinati a gustare la torta. Dopo un’attesa di circa un’ora, finalmente ci fanno salire al primo piano e ci fanno accomodare ad un tavolino per due con vista sulla via. La sala da tè è ordinata e lussuosa, i camerieri sono tutti ben vestiti e indossano guanti bianchi. Sembra proprio di essere in un ambiente esclusivo! Arrivati i menù, decidiamo di ordinare: per me una fetta della classica Torta Sacher con panna montata e cioccolata mentre Gabri sceglie lo strudel, sempre con cioccolata. Le papille gustative cantavano una melodia gioiosa e il nostro palato sprizzava gioia da tutti i pori. CHE BONTA’!

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I dolci più buoni dell’intero universo!

Questo dolce ci vale come cena e quindi decidiamo di rientrare, stanchi dalla giornata così ricca di eventi e soddisfatti per aver visto così tante meraviglie. Il mio compleanno non poteva essere più elettrizzante e divertente. Grazie Vienna per avermi regalato tutte queste emozioni!

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Diario di viaggio: Vienna – Giorno 2

Ed eccoci al secondo giorno a Vienna, entusiasti e galvanizzati per una nuova giornata ricca di storia ed emozioni. Il cielo sopra di noi non è molto invitante e la pioggia è pronta a sorprenderci in ogni momento ma questo non ci scoraggia. Decidiamo, sfruttando il maltempo, di visitare il bellissimo Complesso Reale della Hofburg. La storia di questo simbolo di Vienna è davvero secolare e ricca di nomi e personalità influenti. Non ci resta dunque che prendere la metro e dirigerci verso il Palazzo Reale.

 

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Il nucleo centrale del Palazzo si trova nel distretto di Innere Stadt: una parte di essa è la residenza e il luogo di lavoro del Presidente dell’Austria mentre quasi tutto il complesso è stato adibito a funzione museale (non tutto il complesso si erge su di un unico palazzo). La Hofburg si estende per 240000 metri quadri ed è formata da ben 18 ali, 19 cortili, 2600 stanze. La costruzione risale al XIII secolo e grazie agli Asburgo venne ampliata e arricchita. Il complesso è costituito da una serie di residenze a palazzi tra loro apparentemente distaccati, la Cappella Imperiale (Hofkapelle o Burgkapelle), il Naturhistorisches Museum ed il Kunsthistorisches Museum, la Biblioteca Nazionale Austriaca (Hofbibliothek), il tesoro imperiale (Schatzkammer), il Burgtheater, la Scuola di cavalleria spagnola (Hofreitschule), le stalle imperiali (Stallburg e Hofstallungen), ed il centro congressi Hofburg. Con una storia così antica e con il desiderio di creare un’opera maestosa, il progetto non poteva che essere affidato a numerosi artisti tra cui l’architetto ed ingegnere italiano Filiberto Luchese (che curò il Leopoldinischer Trakt), Lodovico Burnacini, Martino Carlone e Domenico Carlone, gli architetti barocchi Johann Lucas von Hildebrandt e Joseph Emanuel Fischer von Erlach (l’ala della Cancelleria Imperiale e la scuola di cavalleria invernale), Johann Fischer von Erlach (la biblioteca), e gli architetti della grandiosa Neue Burg costruita tra il 1881 ed il 1913.

Arrivati di buon’ora notiamo che già la fila per entrare è ben nutrita: evidentemente in molti hanno pensato di dirigersi verso un luogo chiuso come noi a causa del cattivo tempo. Le file non ci scoraggiano e dunque ci apprestiamo ad entrare, pazientando.

Avevo visitato già la Hofburg quando giunsi a Vienna la prima volta, a 18 anni, e sapevo quali meraviglie mi attendevano ma l’emozione è stata come quella che ho provato molti anni orsono: incredibile. La visita si apre con il Museo delle Argenterie, uno dei più ricchi e interessanti del mondo. Piatti, stoviglie, posate e suppellettili ci colpiscono per la loro preziosità e per lo sfarzo che solo una famiglia imperiale poteva permettersi. La storia della Camera delle argenterie risale al 1400 e la collezione si è arricchita sempre di più. Il 1° aprile 1995 è stato inaugurato il Museo delle argenterie e ad oggi la superficie è di 1300 metri quadrati e sono esposti circa 7000 pezzi (in totale sono più di 150000): notevole, non è vero?

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Dettagli dorati

Lo sguardo è davvero travolto dal lusso di questa posateria e dalla vera arte che si trova palesata in questi oggetti: oro, argento, ceramica ed altri materiali preziosi ci hanno impressionati davvero molto e ci hanno riempito il cuore di bellezza e sofisticatezza.

 

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Dopo più di un’ora di visita ci dirigiamo verso gli appartamenti reali: qui le fotografie non sono permesse e quindi non posso mostrarvi le meravigliose stanze imperiali. Una cosa posso dirvi. Lo sfarzo che ho visto qui non l’ho visto più da nessuna parte, più in nessun palazzo reale, a parte Schönbrunn. Gli appartamenti visibili sono quelli dell’Imperatore Francesco Giuseppe e quelli di sua moglie, l’Imperatrice Elisabetta di Baviera, conosciuta come Sissi. Su Sissi si è scritto e detto davvero di ogni e di sicuro questo non è il luogo adatto per aggiungere altro su questa figura storica così amata e così discussa. Mi limito a dire che la sua permanenza in questa corte non doveva essere facile ma di sicuro nemmeno priva di gioie. I suoi appartamenti sono tra i più belli al mondo e la loro possanza si può palpare davvero. Oltre agli appartamenti, a Sissi è dedicato anche un museo, che ripercorre le tappe della sua vita, dall’infanzia alla tragica morte per mano dell’anarchico Luigi Lucheni. La visita a tutto il complesso è durata tutta la mattinata e ne siamo usciti davvero pieni di gioia e di stupore, soprattutto Gabriele.

Appena fuori ci rendiamo conto che il tempo stava cambiando e sembrava spuntare un timido sole…Non potevamo non cogliere l’occasione di stare un po’ all’aperto! Così abbiamo incrociato le dita e ci siamo diretti alla Chiesa degli Agostiniani: sempre incastonata nel complesso monumentale della Hofburg, la Chiesa è famosa per essere stata il luogo cardine per le nozze imperiali. Maria Teresa sposò proprio qui l’amato Francesco Stefano di Lorena nel 1736 e così fece l’Imperatore Francesco Giuseppe con la sua amata Sissi, che celebrò qui l’unione reale nel 1854. Dopo averla visitata ci siamo diretti verso il Graben per gustarci un altro panino con il leggendario wurst e subito dopo, continuando a sfruttare il meraviglioso sole che così gentilemente si è concesso a noi, ci siamo diretti al Palazzo del Belvedere.

 

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Ricordo che la prima volta che vidi Vienna fu il primo monumento che visitai e all’epoca mi lasciò un bel ricordo. Oggi, dopo questa visita, posso dire che per me questo è il più bel palazzo della città viennese, in assoluto. Sarà meno maestoso di Schönbrunn ma comunque la bellezza architettonica non ha rivali. Chi mi segue su Instagram sa quante volte ho dichiarato il mio amore per l’arte barocca e qui siamo proprio davanti ad uno dei capolavori più rinomati dell’architettura barocca austriaca. Il complesso venne costruito da Johann Lucas von Hildebrandt per il principe Eugenio di Savoia ed è formato da due palazzi contrapposti, il Belvedere superiore (Oberes Belvedere) e il Belvedere inferiore (Unteres Belvedere), separati da una grande prospettiva di giardini alla francese digradanti sulla collina e affacciati sulla città. Oltre ad essere uno del Palazzi principeschi più belli del mondo, il Belvedere ospita la Österreichische Galerie Belvedere che ospita le opere principali di Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka, uno dei principali musei d’arte di Vienna. E sapete che quando c’è arte, c’è Donna Vagabonda.

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Belvedere inferiore e giardini alla francese

Arrivati dopo circa 20 minuti di tram, ci dirigiamo verso la biglietteria e acquistiamo il biglietto per visitare sia il Belvedere superiore che quello inferiore. A causa della grossa mole di visitatori non possiamo entrare immediatamente e così decidiamo di scattare qualche fotografia ai giardini che lasciano davvero stupiti: puliti, ordinati, ben curati e accoglienti.

 

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Noto che molti viennesi sfruttano il parco del Belvedere per rilassarsi e per fare jogging, infatti l’entrata ai giardini è gratuita: un ottimo modo per invogliare anche i cittadini a visitare questo luogo e di sicuro un approccio lungimirante nella gestione del bene pubblico. I giardini alla francese sono stati mantenuti sino ai nostri giorni con i numerosi jeux d’eau disegnati da Dominique Girard, che già aveva operato a Versailles come pupillo del celebre André Le Nôtre.

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Il Palazzo del Belvedere

Dopo una mezzoretta di attesa entriamo partendo dal Belvedere superiore e rimaniamo subito incantati dalla bellezza artistica sia del palazzo che delle opere che qui sono conservate: la visita inizia con il tema della storia del Belvedere e prosegue con l’esposizione di opere d’arte del Medioevo, del Barocco, del Classicismo e dell’epoca Biedermeier.

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Gabriele assorto…Chissà cosa starà pensando!

Degni di nota sono sicuramente i due ritratti reali eseguiti per conto dell’Imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie Sissi, realizzati da Georg Martin Ignaz Raab, pittore austriaco noto per aver ritratto alcuni membri della famiglia reale asburgica. Non si pùò non menzionare poi una delle più famose opere d’arte al mondo, “Napoleone valica il Gran San Bernardo” di Jaques-Louis David, forse il più celebre ritratto del condottiero francese, presente in moltissimi libri di storia. Al Modernismo viennese e all’arte intorno al 1900 è dedicato un ampio spazio al primo piano e qui si trovano tra le opere più importanti al mondo di questo periodo storico come il “Bacio” di Gustav Klimt e “La famiglia” di Egon Schiele. Infine, al secondo piano, si può ammirare l’arte del periodo fra le due guerre e del periodo postbellico. Un museo d’arte a tutto tondo, ricco di opere magnifiche e di quadri eccezionali. La visita, durata circa due ore, si è conclusa con tanta meraviglia e, non nego, con un po’ di stanchezza.

 

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Decidiamo dunque di visitare velocemente il Belvedere inferiore, forse meno suggestivo di quello superiore e assolutamente più piccolo.

 

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Finita la visita ci aspetta un bel giro tra i giardini: lo stile francese predomina sul paesaggio e l’armoniosa composizione mi porta alla mente periodi lontani e passati. Chissà quanti principi, condottiere, damigelle e statisti hanno calcato questi sentieri, hanno ammirato queste aiuole, hanno passeggiato con ombrellini per il sole e bastoni eleganti. Non c’è che dire, Vienna è principesca e sontuosa e difficilmente in un’altra città respirerete un’aria così maestosa e intrisa di storia!

 

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Si è fatta quasi l’ora di cena dunque scattiamo le ultime fotografie e poi ci dirigiamo in albergo per rinfrescarci. Alla sera ci attende un’altra buonissima Schnitzel targata Centimeter! Un altro giorno a Vienna è passato, un altro giorno ricco di sorprese, bellezza, ricordi e tanta tanta felicità.

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Diario di Viaggio: Vienna – Giorno 1

Scrivere un Diario di Viaggio è sempre emozionante, soprattutto quando si inizia con il primo giorno. Si sa, il primo giorno è il giorno dell’arrivo, c’è la frenesia del volo e del giungere a destinazione il prima possibile. Tutto deve essere pronto, perfetto, impeccabile. Poi, come al solito, succede sempre qualche imprevisto, come il volo in ritardo, il caos del capire esattamente come raggiungere l’hotel, lo stordimento del viaggio in sè. Beh, per Vienna tutto questo non è accaduto.

Diario di viaggio Vienna

Dopo un volo molto tranquillo con la compagnia aerea Laudamotion, siamo giunti nel centro di Vienna in pochi minuti e altrettanto in fretta presso il nostro albergo, l’Hotel Zipser: la disponibilità della Receptionist e la cura per il cliente ci hanno fatto sentire subito a casa. Appena arrivati, la Signorina Pan, della Reception, mi ha consegnato una grossa borsa proveniente dall’Ufficio del Turismo di Vienna (Vienna Tourist Board): era il mio mediakit che conteneva le Vienna Cards valide per cinque giorni! Oltre a ciò, l’Ufficio del Turismo è stato così gentile da fornirmi molte brochure, depliant e buoni sconto utili per mangiare in centro! Insomma, un servizio assolutamente impeccabile!

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Dopo questo momento che ha galvanizzato sia me che Gabriele, decidiamo di metterci in cammino verso il centro: prendiamo la metro e scendiamo proprio al Graben, la Piazza principale della città. Con il Duomo di Santo Stefano alle spalle, mi guardo intorno e penso che Vienna sia ancora più bella di quando l’ho visitata in occasione del mio viaggio della Maturità: sembra trascorso davvero tantissimo tempo da quei momenti, dove il blog non era nemmeno un pensiero ma dove la passione per il viaggio era già ben radicata nel mio cuore! Che dire, gli anni passano ma le passioni rimangono!

Ciò che colpisce subito il viaggiatore quando giunge qui, al Graben, è l’immensità e la grandezza di questa capitale: gli spazi sono davvero ampi e lo sguardo è quasi confuso dalla miriade di cose su cui porgere l’attenzione. Si sente che Vienna è stata una grande città dall’importanza storica indubbia e che ha ricoperto il ruolo di città imperiale, nonostante ora molto elementi moderni e contemporanei si compenetrino a quelli antichi e barocchi.

E’ passata l’una da qualche minuto e lo stomaco comincia a dare segni di vita, perciò, prima di visitare qualunque monumento, decidiamo di fermarci e gustarci un buon vecchio Bratwurst viennese in uno dei chioschetti tipici (una delle cose assolutamente da fare se siete a Vienna, come vi ho già scritto in questo articolo): l’aria è calda e il profumo delle salsiccie molto invitante, quindi decidiamo di assaporare questa specialità, seduti comodamente in piazza. Sazi e con la pancia satolla decidiamo di entrare nel Duomo di Santo Stefano, o Stephansdom. La cattedrale è imponente e il suo campanile medioevale è uno dei simboli della città. Le sue fondazioni risalgono al 1147 quando vienne realizzata qui una chiesa di pianta romanica, che fu poi ampliata nel XIII secolo. Tra il XIV e il XV secolo la chiesa assunse la conformazione gotica. Il Duomo venne successivamente ampliato dagli Asburgo. Nel 1945 la cattedrale fu fortemente danneggiata dai bombardamenti alleati e dall’incendio che ne scaturì, così come tanti luoghi di culto durante il Secondo Conflitto Mondiale. Tre anni dopo il Duomo di Santo Stefano tornò a risplendere di luce propria dopo un’importante restauro.

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La facciata dell’ingresso principale è costituita dal “Portale del gigante” e dalle due torri gemelle dette “Torri dei Pagani”. Il portale fu così battezzato dopo il ritrovamento, nel XV secolo, di un osso di mammut nelle fondazioni del sito. Le torri invece sono chiamate “dei pagani” perché si ergono sul luogo in cui nell’antichità sorgeva un tempio pagano. Sul lato sinistro vi è invece la “Porta dei Cantori”, ingresso un tempo riservato ai fedeli di sesso maschile. La torre nord, coperta nel 1556, ospita nella cupola la Pummerin, la grande campana di 21 tonnellate ottenuta dalla fusione di 100 palle di cannone sparate dai turchi contro le mura viennesi durante l’assedio della città. La più alta di tutte le torri è la torre cuspidata detta Steffl, alta ben 137 metri e piazzata singolarmente al lato del corpo principale dell’edificio. La piattaforma panoramica che permette una notevole vista della città è raggiungibile dopo aver percorso 343 gradini: oggi, previo un pagamento di 6 euro, si può raggiungere la torre con l’ascensore e godere sempre della sua vista eccezionale sulla città. E’ proprio quello che abbiamo fatto io e Gabriele, dato che ad entrambi piacciono le vedute dall’alto. Secondo voi potevamo perdercela? Infatti non lo abbiamo fatto. La vista della città è squisita e da lontano si notano molti edifici storici e nuove costruzioni. Vienna ci appare immensa e sconfinata, forse un po’ caotica ma comunque molto bella.

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Dopo esserci goduti la strepitosa vista sulla città e aver incontrato una famigliola di Milano che ci ha entusiasmato dopo averci detto che per loro lavorare significa guadagnare per permettersi di viaggiare (si lavora per quello, no?), siamo scesi per visitare gli interni. Purtroppo la navata principale era oggetto di ristrutturazioni e quindi non si poteva camminarci attraverso: questo ha limitato un po’ la nostra visita ma siamo rimasto comunque molto soddisfatti e ammaliati da questa Chiesa. Comunque, per la cronaca, questo non è proprio l’anno delle Chiese per noi perchè dopo il Duomo di Colonia (leggete qui il mio Diario di Viaggio) anche quello di Vienna ha lasciato parzialmente incompleta la nostra esperienza.

Non ci scoraggiamo e decidiamo di visitare il centro storico, lasciandoci trasportare tra le vie della bellissima Vienna: la prima meraviglia che incontriamo è la Colonna della Peste, in tedesco Pestsäule, una monumentale colonna votiva che si erge proprio al centro del Graben. Questo straordinario esempio di scultura barocca austriaco fu costruito dopo che, nel 1679, la città fu colpita da una grande epidemia di peste. L’imperatore  Leopoldo I d’Asburgo, lasciando la città, fece voto di erigere una colonna di ringraziamento se la peste fosse finita. Nel 1683 Matthias Rauchmüller venne commissionato di ergere l’opera in marmo, ma morì già nel 1686 lasciando solo qualche scultura di angeli. Numerosi altri artisti si susseguirono, fra cui il grande architetto di corte Johann Bernhard Fischer von Erlach, che disegnò le sculture alla base della colonna. Alla fine il progetto venne assegnato a Paul Strudel che si basò sui concetti teatrali dell’architetto e scenografo italiano Lodovico Burnacini. La colonna, che ultimata è alta 21 metri, venne inaugurata nel 1693: in alto domina il gruppo in rame della Trinità e al di sotto si osserva molto bene un turbinio di nuvole dalle quali escono putti, angeli e in primo piano anche la statua dell’Imperatore che prega in ginocchio davanti alla Statua della Fede. Devo dire che, tra tutti i monumenti del centro storico di Vienna, questo è quello che mi affascina di più e che mi è rimasto più impresso nella mente: sarà che adoro il barocco ed il rococò e quindi, su di me, la scultura ha un notevole effetto.

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Dopo aver scattato molte fotografie alla Colonna della Peste, ci dirigiamo verso la Chiesa di San Pietro, o Peterskirche: la chiesa sorge su uno dei più antichi edifici sacri di Vienna, fondato da Carlomagno nel 792, i cui resti sono totalmente scomparsi. Nel 1701 si iniziò a costruire una nuova Peterskirche su progetto di Gabriele Montani, al quale subentrò due anni dopo Johann Lukas von Hildebrandt al quale si deve la facciata concava e la cupola. Quando siamo entrati stava per iniziare un concerto di bmusica barocca e quindi abbiamo solo fatto una breve tappa al suo interno per non disturbare il numeroso pubblico già presente.

Usciti dalla chiesa, abbiamo deciso di visitare il centro storico senza una meta precisa, affidandoci un po’ al flusso delle persone e un po’ al nostro istinto. Risultato? Vienna in ogni suo angolo ci ha mostrato la sua bellezza, come per la Piazza Am Hof, la Piazza di Hoher Markt e ancora il Teatro dell’Opera. Giunti fino a qui decidiamo di visitare un luogo che forse in tanti ignorano: la Cripta dei Cappuccini.

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Lo so, detto così forse non attira molto, ma se vi dicessi che è meglio conosciuta come Cripta Imperiale? Ebbene sì, a Vienna c’è un luogo dove sono sepolti i più importanti regnanti del Sacro Romano Impero e dell’Impero Asburgico. La Cripta si trova al di sotto della Chiesa di Santa Maria degli Angeli dei Cappuccini e il suo convento, in Piazza Neuer Markt, non lontano dal complesso della Hofburg.  Al suo interno ci sono custoditi i corpi di più di 140 aristocratici, tra cui 12 imperatori e 18 imperatrici. Oltre ai corpi sono conservate numerose ceneri e urne contenenti i cuori dei defunti. La più recente sepoltura risale al 16 luglio 2011, quando qui fu sepolto l’arciduca Ottone, figlio dell’ultimo imperatore Carlo I e di sua moglie Regina. Inoltre vi fu sepolta, nel 1989, l’ultima imperatrice d’Austria, Zita di Borbone-Parma, morta all’età di 97 anni. Vi sono anche sepolti i resti di 32 consorti e di altre 4 persone appartenenti ad altre importanti famiglie.

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Entrati al suo interno si respira un’aria di sacralità e si conserva il più religioso silenzio, sia per rispetto verso i defunti, sia per non disturbare chi è venuto a porgere i suoi omaggi (ancora molti austriaci e non solo vengono in questo luogo per porgere dei fiori o delle immagini sacre ai piedi delle tombe dei grandi imperatori). E’ un luogo solenne, che incute anche timore: le numerose tombe sono decorate con ornamenti che celebrano il Memento Mori e con teschi e simboli della morte. Di sicuro, la tomba più sontuosa è riservata alla più grande Imperatrice, Maria Teresa, seppellita assieme al suo amato marito: la sua tomba occupa un’intera sala ed è talmente grande da sovrastare tutte le altre, persino quelle di Francesco Giuseppe e di sua moglie Sissi. Proseguendo nella visita si incontrano numerose altre tombe ma le più importanti rimangono, oltre a quella di Maria Teresa, quella di Francesco Giuseppe e della sua amata Elisabetta, detta Sissi. Qui, più che ai piedi di qualsiasi altra tomba, gli austriaci e non solo lasciano fiori e immagini sacre, come segno tangibile dell’amore e dell’ammirazione verso l’Imperatrice, ancora oggi venerata e idolatrata da molti. Fa quasi impressione il livello di devozione per Sissi e stupisce che ancora ci siano persone che si recano in visita alla sua tomba per commemorarla.

Dopo aver terminato il tour della Cripta, decidiamo di tornare in camera per una doccia e per scrollarci di dosso la stanchezza del viaggio, stanchezza che viene subito sostituita dalla voglia di mangiare una bella Wiener Schnitzel: erano davvero troppi anni che non ne mangiavo una, vera e genuina. Cercando su Google abbiamo trovato un ristorante non lontano dal nostro hotel e le foto dei piatti erano davvero invitanti…Così ci siamo cambiati e ci siamo fiondati al Centimeter Beim Rathaus. Il locale, che è un pub oltre che un ristorante, era accogliente e molto informale, non proprio da turisti ma più per viennesi: proprio ciò che stavamo cercando! La gentilezza dello staff, la velocità nel servire e la bontà dei nostri piatti ci ha convinti a tornarci quasi per tutte le sere del nostro soggiorno. La Schnitzel, che io preferisco di maiale, era davvero incredibilmente buona, con una panatura leggera e croccante. Insomma, il ristorante è stato eletto “ristorante del viaggio” e ci avrebbe accolto per le restanti sere del nostro soggiorno. Non ancora abbastanza stanchi, decidiamo di fare un giro in notturna del centro di Vienna: l’atmosfera è meravigliosa.

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Il primo giorno termina qui, con tanta stanchezza e tanta tante felcità, con la voglia di parlare tedesco con i viennesi, e con tanta gioia nei nostri cuori!

Ringrazio l’Ufficio del Turismo di Vienna, Vienna Tourist Board, e in particolare la Signora Bianca Nemeth per la splendida opportunità che ci hanno dato!

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Pianificazione del viaggio: Tarvisio – Austria e Slovenia 2019

Sono ormai quattro anni che io e mio padre andiamo in Friuli per visitare questa magnifica regione, spesso dimenticata dal turista medio. Il Friuli Venezia Giulia offre attività e bellezze per ogni gusto: dal mare alla montagna, dalla laguna al Carso, insomma in questi luoghi ci si può davvero sbizzarrire. Vi chiederete perchè proprio il Friuli Venezia Giulia? 5 anni fa ci sono stata dopo moltissimo tempo (ero ancora piccola) con l’Università per un’escursione di zoologia: da allora me ne sono innamorata e mi sono ripromessa di tornare a visitarlo con più calma. Sempre nella stessa occasione è scoppiato un vero e proprio amore per la Slovenia, tanto che questo mi ha portato a visitarla nei seguenti 5 anni. C’è poi l’Austria, Paese che mi ha accolto calorosamente più di una volta: dato che soggiorno al confine, perchè non visitare questo splendido Stato? E dunque ecco qui confezionato un nuovo viaggio: Tarvisio e terre di confine: tra Italia, Slovenia e Austria.

Tarvisio pianificazione

 

Tarvisio e terre di confine: tra Italia, Slovenia e Austria

27 Agosto 2019 – 31 Agosto 2019

Budget: 400 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto e patente di guida (viaggiando spesso in auto).

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio in Italia, in Slovenia o in Austria in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto di fare questo viaggio: è ormai diventata una consuetudine tornare in Friuli ogni anno per scoprire sempre più le meraviglie di questa regione. Da qui, data la vicinanza della nostra base a Tarvisio ai due confini di Stato, è stato spontaneo per me visitare anche i due Paesi confinanti, quali Austria e Slovenia. In realtà, questo è il primo anno che mi sono affacciata anche all’Austria, incuriosita dalla città di Villach e dai laghi che sorgono nelle immediate vicinanze. La Slovenia, invece, si ripropone come una terra ricca di natura e buon cibo, non senza cittadine e luoghi da visitare (e che ancora non ho visitato).

La scelta dell’Hotel: in questo caso ho soggiornato presso la base logisto addestrativa militare di Tarvisio “Oltre Confini” dato che mio padre è un militare ed il Ministero della Difesa mette a disposizione ai suoi dipendenti e ai famigliari questa opportunità.

La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere il Friuli, e successivamente di spostarmi, con l’automobile. 

Itinerario: per questo viaggio non ho impostato un itinerario preciso ma mi sono basata su ciò che volevo vedere come la città di Villach, la città di Maribor, la città di Pirano. All’interno di queste tre visite ho incastrato alcune tappe intermedie come il Vintgar di Bled (gola di Vintgar), la Gerlitzen Gipfel e altre che scoprirete leggendo gli aryicoli inerenti a questo viaggio.

Cosa portare in valigia: in Friuli la temperatura si aggirerà intorno ai 20-27 gradi. L’abbigliamento sarà comodo e sportivo, adatto ai trekking di montagna e alle passeggiate. In valigia metterò molte magliette, camicie e pantaloni leggeri, senza tralasciare qualche indumento più pesante, come un pile e qualche maglietta a maniche lunghe. Non mancano gli scarponi da trekking e delle scarpe impermeabili comode.

Prima di partire: bisogna sempre controllare le condizioni dei sentieri e la viabilità. Alcune zone potrebbero essere non agibili, come nel caso dell’Orrido dello Slizza e altre potrebbero richiedere un impegno maggiore di quello preventivato. Quando si decide di andare in montagna bisogna sempre rispettare questo luogo e non ci si deve far cogliere impreparati: bisogna sempre indossare calzature adeguate ed indumenti tecnici per non soffrire il caldo o il freddo.

7 cose da non perdersi a Vienna

Vienna è una capitale vivace e molta dinamica, che può offrire un’ottima gamma di eventi culturali ed enogastronomici. Ho visitato Vienna nell’agosto del 2019 e sono riuscita a vivere a pieno una meravigliosa vacanza in pieno “spirito austriaco”. Di tutte le esperienze che ho vissuto, 7 meritano davvero di essere apprezzate anche da voi!

7 cose da non perdersi a Vienna

1 – Vedere la città dall’alto del Duomo di Santo Stefano

Se vi piace avere una visione d’insieme di una città osservandola dall’alto, allora dovete salire su una delle torri del Duomo di Santo Stefano: mentre la torre est è visitabile solo con il tour guidato, la torre ovest è accessibile previo pagamento di un biglietto (dal costo di 6 euro a persona). Una volta saliti vedrete tutta Vienna in una splendide cornice, quella del Duomo!

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2 – Mangiare un bratwurst presso i Würstelstand sparsi per la città

Chi lo ha detto che a Vienna non esiste lo streetfood? Proprio nella capitale austriaca potrete trovare veri e autentici Würstelstand, disseminati nelle zone “più calde” della città, come al Graben o presso l’Albertina: vi consiglio il Frankfurter Würst racchiuso in una morbida ciabatta con tutte le salse possibili al suo interno, una vera delizia! Per un pranzo veloce, pratico e gustoso!

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3 – Salire sulla Gloriette di Schönbrunn

Sempre a proposito di viste magnifiche, non potete perdervi il panorama dalla Gloriette del Palazzo di Schönbrunn! Potete salire sulla sua sommità senza acquistare il biglietto del castello, ad un comodo prezzo di 4,50 euro a persona direttamente acquistabile presso la struttura: da qui godrete di uno spettacolo unico, quello del castello e della sua meravigliosa città!

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4 – Assaporare la Sachertorte presso l’Hotel Sacher

Vienna è famosa per due cibi in particolare: la sua Schnitzel e la leggendaria Sacher Torte che proprio qui fu inventata da Franz Sacher per il principe Klemens von Metternich il 9 luglio 1832. L’atmosfera dell’Hotel Sacher, in pieno centro di Vienna, è elegante e raffinata e potrete decidere se gustarla nel suo dehor o al piano superiore nella sala da Té. Non vi piace il cioccolato? Tranquilli, sempre qui potrete degustare un ottimo Strudel!

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5 – Salire sulla ruota panoramica del Prater e sulla Praterturm

Il Wurstelprater è un affascinante parco di divertimenti sito appena fuori dalla zona del Ring, a Vienna. Qui potrete salire su numerose attrazioni tra cui la Praterturm, una delle calcinculo più alte del mondo alta ben 117 metri e con una velocità di 60 chilometri orari! Esperienza davvero unica e adrenalinica! Se invece preferite qualcosa di più tranquillo allora dovete assolutamente salire sulla Ruota Panoramica antica del Prater, costruita nel 1897 in occasione del 50° anniversario della salita al trono dell’imperatore Francesco Giuseppe. Da allora è diventata parte integrante del paesaggio urbano. Da qui godrete di una vista mozzafiato della città!

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6 – Visitare la Cripta imperiale

In molti vengono a Vienna a visitare i bellissimi palazzi dell’Hofburg e di Schönbrunn dimenticandosi però di visitare la Cripta imperiale sita al di sotto della Chiesa dei Cappuccini. L’imperatore Ferdinando d’Asburgo lo scelse come luogo di esequie e di sepoltura dei membri della dinastia imperiale, pertanto, nei suoi sotterranei si sviluppa un complesso di ambienti detto Cripta Imperiale (Kaisergruft o Kapuzinergruft in tedesco) che costituisce il mausoleo nel quale sono custoditi i sarcofagi di circa 150 appartenenti alla casa d’Asburgo, tra cui quello dell’Imperatrice Maria Teresa e di suo marito Francesco I di Lorena e quelle dell’Imperatrice Sissi e dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Questa cripta è un luogo di raccoglimento e intimità, dove ancora è palpabile il rispetto per i regnanti.

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7 – Passeggiare tra i giardini del Belvedere

Il Palazzo del Belvedere fu voluto dal Principe Eugenio di Savoia come residenza estiva: questo gioiello barocco, fuori dall’area del Ring, ospita uno dei musei d’arte più importanti di tutta l’Austria. Oltre alla collezione, che dovrete assolutamente vedere, vi consiglio una passeggiata rilassante nei suoi giardini, punta di diamante dell’architettura del paesaggio barocco. Sia la parte anteriore che la parte posteriore sono di notevole bellezza e ospitano stagni e fontane di indubbia bellezza. Se volete riposarvi e godere di una romantica vista su di uno dei castelli più belli d’Europa, dovete assolutamente fare una passeggiata tra i giardini di questo palazzo!

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Queste e molte altre esperienze vi aspettano a Vienna!

Non dimenticatevi di passare dall’Ufficio del Turismo di Vienna, che ringrazio sentitamente per l’itinerario e per i riconoscimenti concessi!

Pianificazione del viaggio: Vienna 2019

Era da molto tempo che volevo tornare in Austria e, in particolare, a Vienna. Già, perchè di Vienna mi sono già innamorata quando la vidi per la prima volta durante il viaggio che mia zia mi regalò per l’esame di Maturità: fu davvero amore a prima vista. A distanza di quasi 10 anni ho deciso di ritornare nella capitale austriaca per rivivere le stesse emozioni che ho provato vedendo la maestosità dell’Hofburg o dello Schloss Schönbrunn e per mostrare a Gabriele tutta la magnificenza di questi luoghi. E così, dopo il viaggio a Colonia, ho deciso di prenotare la struttura ed il volo per Vienna. Eccoci dunque, alla Pianificazione del viaggio.

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Vienna, la città dell’Impero

5 Agosto – 9 Agosto

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Photo by Jacek Dylag on Unsplash

Vienna è la capitale e allo stesso tempo uno dei nove stati federali dell’Austria, nonchè il settimo comune per abitanti dell’Unione Europea. E’ circondata dalla Bassa Austria ed è sede di importanti organizzazioni tra cui l’OPEC e dell’ONU. Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La città è stata il fulcro di molti avvenimenti durante la storia non solo di questo Paese, ma dell’Europa tutta. Capitale dell’Impero Austro-Ungarico, Vienna mostra la sua storia attraverso palazzo sontuosi e chiese maestose.

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Cartina dell’Austria: GFDL con disclaimer, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=205671

Budget: 900 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto.

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio a Vienna o in Austria in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto Vienna: Vienna è una delle capitali europee con più storia in assoluto. Volevo visitare un luogo ricco di cultura e di storia da raccontare, che non fosse troppo lontano dall’Italia e che possa offrirmi tutti i confort di una vacanza non troppo impegnativa. Dopo il viaggio on the road in Scozia che è stato tutt’altro che rilassante (ma ne è valsa la pena, credetemi) avevo bisogno di un viaggio dove potermi rilassare ma anche di visitare splendidi palazzi e dimore storiche. Era poi da molto tempo che volevo ritornare a Vienna per apprezzarla ancora di più e per vedere ciò che mi è sfuggito l’ultima volta.

La scelta dell’Hotel: come sempre, mi sono affidata al mio portale di hotel preferito, Booking, che mi ha sempre assicurato cancellazione gratuita e servizi adeguati, corrispondenti a quelli descritti. Ho prenotato a marzo per agosto e ho trovato una vasta gamma di strutture tra cui scegliere: cercavo un hotel non troppo costoso ma che fosse in centro e, soprattutto, vicino alla metropolitana per potermi spostare agevolmente. La mia scelta è ricaduta sull’Hotel Zipser: situato nel Quartiere di Josefstadt a Vienna, a soli 100 metri dal Municipio e dalla stazione della metropolitana Rathaus (linea U2), questo hotel a 3 stelle a conduzione familiare sorge in un edificio in stile Art Nouveau. Un luogo alla nostra portata e davvero comodo grazie alla sua posizione!

La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere Vienna in aereo e poi di spostarmi con i mezzi pubblici e a piedi. Come al solito ho utilizzato SkyScanner per scegliere il volo e sono riuscita a trovare un buon compromesso utilizzando due compagnie diverse: Ryanair e Wizz Air. Purtroppo non ho potuto optare per una compagnia sola ma alla fine sono riuscita ad ottenere un prezzo vantaggioso sia per l’andata che per il ritorno.

Itinerario: Vienna è tutta da ammirare e assaporare. Alcune tappe sono davvero imprescindibili, come il Duomo di Santo Stefano, il Palazzo Hofburg, Il Palazzo Belvedere, il Palazzo Schönbrunn e il Prater. Sicuramente visiteremo anche la Casa di Freud (essendo entrambi appassionati di psicoanalisi ed estimatori del grande scienziato), il Museo di Storia dell’Arte e quello di Scienze Naturali.

Cosa portare in valigia: a Vienna la temperatura si aggirerà intorno ai 25-30 gradi. L’abbigliamento sarà comodo e molto casual, semplice e non pretenzioso. In valigia metteremo molte magliette e camicie e pantaloni leggeri. Non mancherà una felpa nel caso facesse brutto tempo.

Prima di partire: Ho contattato l’Ufficio del Turismo di Vienna e ho ricevuto una bellissima sorpresa: anche Vienna, come Verona, ha riservato ad entrambi due Vienna City Card e alcuni vouchers per i ristoranti e i locali. Il Press Kit ci sarà recapitato in hotel e lo troveremo al nostro arrivo. Come sempre in cambio scriverò articoli e pubblicherò le fotografie sul mio profilo Instagram. Ringrazio dunque vivamente l’Ente del Turismo di Vienna che ci ha offerto questa grande possibilità.

Le nuove mete 2019: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Quest’anno voglio scrivere un nuovo articolo, non ho mai trattato viaggi che ancora non ho fatto, ma volevo anticiparvi le mie mete future. A meno che non succeda qualcosa di grave (e spero proprio di no!), le previsioni di viaggio sono queste:

MARZO 2019: Colonia

Ja! Auf Deutchland! Finalmente si torna in Germania, questa volta in Assia, per vedere una delle più belle città dell’ovest, Colonia, famosa per il cioccolato e per la sua meravigliosa cattedrale. Dopo 18 mesi di assenza dalla terra delle mie radici, ci si torna per 4 giorni in vista del Carnevale! Una toccata e fuga ma sempre un’occasione per poter respirare un po’ di aria teutonica e ricaricare le batterie!

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APRILE 2019: Verona

Ho visitato Verona nel 2016 (tanto che ho scritto un breve articolo su questa città) ma la mia voglia di rivederla e di scattare nuove fotografie non si è chietata e quindi ho già prenotato per 4 giorni nella bella città di Romeo e Giulietta. In occasione delle vacanze di Pasqua, dunque, si torna in Veneto! Oltre alle attrazioni tipiche, vorrei visitare il Museo di Storia Natuale e l’Orto botanico, sperando di trovare tanti fiori da immortalare. Di sicuro, una gita fuori porta culturalmente e naturalisticamente avvincente e con Gabriele la città sarà ancora più romantica!

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LUGLIO 2019: Senegal e Casamance

Dopo ben 5 anni finalmente tornerò in Africa. Una mancanza che si fa sentire fin troppo, irrimediabile se non con un viaggio nella terra che amo di più, la mia Africa. Dopo il Madagascar (leggete il mio diario di viaggio dal primo giorno), tornerò in Africa continentale per scoprire la natura selvaggia e le tradizioni di un Paese affascinante e ancora poco conosciuto al turismo di massa (e meno male!). Come mai il Senegal? In verità cercavo una destinazione non troppo faticosa e non troppo lontana, dato che viaggerò insieme a mio padre che non ha mai sperimentato che cosa voglia dire viaggiare in un gruppo di persone sconosciute e soprattutto sperimentare l’Africa, con tutte le sfide che di sicuro un viaggio del genere (17 giorni!) comporta. Un safari che attraverserà tutto lo Stato, passando anche per il Gambia e toccando natura incontaminata ed ex città coloniali, dove non mancheranno le sorprese e soprattutto tante, tantissime fotografie!

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AGOSTO 2019: Vienna

Dopo un viaggio così impegnativo come quello in Senegal secondo voi potevo fermarmi? Ma certamente no! E così ho già prenotato una bella settimana a Vienna, in vista del mio compleanno. Vienna, la capitale asburgica e una delle città più belle del vecchio continente, l’ho visitata già nel 2009 come viaggio regalo della Maturità (mamma mia come vola il tempo!) e conservo un bellissimo ricordo di questa esperienza, la prima con la mia zia giramondo! Purtroppo non posso replicare facendo Vienna-Budapest, ma di certo non mancheranno occasioni per visitare anche la perla del Danubio! Gabriele non ha mai visitato Vienna, quale migliore occasione del mio compleanno per regalarci questo viaggio così ricco e interessante dal punto di vista storico?

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AGOSTO 2019: Tarvisio – Villach – Maribor

Tornata da Vienna, è ora di ripartire per un classico di fine estate: il Friuli e la Slovenia. Scegliendo come base ancora la comodissima Tarvisio, questa volta punterò a visitare i Laghi del Predil e la Slovenia orientale, con la città di Maribor, senza dimenticare Villach e quindi passando per l’Austria. Una settimana di viaggio in auto verso mete stupende dal fascino mitteleuropeo che ci porterà a scoprire la storia di città piccole ma molto caratteristiche, sempre in compagnia del mio inseparabile papà.

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AGOSTO – SETTEMBRE 2019: Valsassina

Non può certo mancare qualche giorno di relax completo in Valsassina, a casa di Gabriele, per riprendersi dai viaggi ravvicinati e per godersi delle belle passeggiate in mezzo ai prati verdi dei dintorni di Casargo. Staccare la spina, ma sempre con la voglia di non fermarsi mai!

Per ora queste sono le mete che la vostra Vagabonda visiterà, ma chissà se ce ne saranno altre! Di sicuro, il 2019 si prospetta ricco di avventure e di viaggi tutti all’insegna della scoperta e del divertimento!