7 cose da non perdersi a Vienna

Vienna è una capitale vivace e molta dinamica, che può offrire un’ottima gamma di eventi culturali ed enogastronomici. Ho visitato Vienna nell’agosto del 2019 e sono riuscita a vivere a pieno una meravigliosa vacanza in pieno “spirito austriaco”. Di tutte le esperienze che ho vissuto, 7 meritano davvero di essere apprezzate anche da voi!

7 cose da non perdersi a Vienna

1 – Vedere la città dall’alto del Duomo di Santo Stefano

Se vi piace avere una visione d’insieme di una città osservandola dall’alto, allora dovete salire su una delle torri del Duomo di Santo Stefano: mentre la torre est è visitabile solo con il tour guidato, la torre ovest è accessibile previo pagamento di un biglietto (dal costo di 6 euro a persona). Una volta saliti vedrete tutta Vienna in una splendide cornice, quella del Duomo!

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2 – Mangiare un bratwurst presso i Würstelstand sparsi per la città

Chi lo ha detto che a Vienna non esiste lo streetfood? Proprio nella capitale austriaca potrete trovare veri e autentici Würstelstand, disseminati nelle zone “più calde” della città, come al Graben o presso l’Albertina: vi consiglio il Frankfurter Würst racchiuso in una morbida ciabatta con tutte le salse possibili al suo interno, una vera delizia! Per un pranzo veloce, pratico e gustoso!

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3 – Salire sulla Gloriette di Schönbrunn

Sempre a proposito di viste magnifiche, non potete perdervi il panorama dalla Gloriette del Palazzo di Schönbrunn! Potete salire sulla sua sommità senza acquistare il biglietto del castello, ad un comodo prezzo di 4,50 euro a persona direttamente acquistabile presso la struttura: da qui godrete di uno spettacolo unico, quello del castello e della sua meravigliosa città!

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4 – Assaporare la Sachertorte presso l’Hotel Sacher

Vienna è famosa per due cibi in particolare: la sua Schnitzel e la leggendaria Sacher Torte che proprio qui fu inventata da Franz Sacher per il principe Klemens von Metternich il 9 luglio 1832. L’atmosfera dell’Hotel Sacher, in pieno centro di Vienna, è elegante e raffinata e potrete decidere se gustarla nel suo dehor o al piano superiore nella sala da Té. Non vi piace il cioccolato? Tranquilli, sempre qui potrete degustare un ottimo Strudel!

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5 – Salire sulla ruota panoramica del Prater e sulla Praterturm

Il Wurstelprater è un affascinante parco di divertimenti sito appena fuori dalla zona del Ring, a Vienna. Qui potrete salire su numerose attrazioni tra cui la Praterturm, una delle calcinculo più alte del mondo alta ben 117 metri e con una velocità di 60 chilometri orari! Esperienza davvero unica e adrenalinica! Se invece preferite qualcosa di più tranquillo allora dovete assolutamente salire sulla Ruota Panoramica antica del Prater, costruita nel 1897 in occasione del 50° anniversario della salita al trono dell’imperatore Francesco Giuseppe. Da allora è diventata parte integrante del paesaggio urbano. Da qui godrete di una vista mozzafiato della città!

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6 – Visitare la Cripta imperiale

In molti vengono a Vienna a visitare i bellissimi palazzi dell’Hofburg e di Schönbrunn dimenticandosi però di visitare la Cripta imperiale sita al di sotto della Chiesa dei Cappuccini. L’imperatore Ferdinando d’Asburgo lo scelse come luogo di esequie e di sepoltura dei membri della dinastia imperiale, pertanto, nei suoi sotterranei si sviluppa un complesso di ambienti detto Cripta Imperiale (Kaisergruft o Kapuzinergruft in tedesco) che costituisce il mausoleo nel quale sono custoditi i sarcofagi di circa 150 appartenenti alla casa d’Asburgo, tra cui quello dell’Imperatrice Maria Teresa e di suo marito Francesco I di Lorena e quelle dell’Imperatrice Sissi e dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Questa cripta è un luogo di raccoglimento e intimità, dove ancora è palpabile il rispetto per i regnanti.

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7 – Passeggiare tra i giardini del Belvedere

Il Palazzo del Belvedere fu voluto dal Principe Eugenio di Savoia come residenza estiva: questo gioiello barocco, fuori dall’area del Ring, ospita uno dei musei d’arte più importanti di tutta l’Austria. Oltre alla collezione, che dovrete assolutamente vedere, vi consiglio una passeggiata rilassante nei suoi giardini, punta di diamante dell’architettura del paesaggio barocco. Sia la parte anteriore che la parte posteriore sono di notevole bellezza e ospitano stagni e fontane di indubbia bellezza. Se volete riposarvi e godere di una romantica vista su di uno dei castelli più belli d’Europa, dovete assolutamente fare una passeggiata tra i giardini di questo palazzo!

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Queste e molte altre esperienze vi aspettano a Vienna!

Non dimenticatevi di passare dall’Ufficio del Turismo di Vienna, che ringrazio sentitamente per l’itinerario e per i riconoscimenti concessi!

Diario di viaggio: Verona – giorno 4

Cari amici e amiche, siamo giunti al termine del viaggio a Verona, un viaggio davvero ricco di divertimento e di emozioni vissute con il piede sull’acceleratore. Come già vi ho raccontato, Verona mi ha davvero lasciato un ricordo stupendo e tanta voglia di ritornarci, di nuovo, per assaporare la sua ospitalità.

Se non avete ancora letto il primo giorno, rimediate cliccando qui, per il secondo giorno invece cliccate qui e per il terzo giorno cliccate qui. Se invece siete interessati alla pianificazione di questo viaggio, leggete l’articolo cliccando qui!

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L’itinerario di questa giornata seguirà alcune tappe principali:

  • La Chiesa di San Fermo Maggiore
  • Il Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle
  • La Tomba di Giulietta

Purtroppo, essendo l’ultimo giorno, più di così non siamo riusciti a vedere: il treno che ci avrebbe riportato a casa sarebbe partito nel primissimo pomeriggio quindi ci siamo accontentati di fare tre tappe, non vicinissime alla nostra base.

San Fermo: due chiese in una sola

La Chiesa di San Fermo Maggiore sorge a pochi passi da Piazza delle Erbe, sulla riva destra dell’Adige. Secondo la tradizione in questo luogo nel 304 d.C. subirono il martirio i santi Fermo e Rustico e dalla devozione popolare na nacque la Chiesa odierna, anche se questa risale al VIII secolo. Tra il 1065 ed il 1143 i benedettini ristrutturarono completamente il complesso presente e fecero costruire due chiese in stile romanico: la prima inferiore, ancora oggi visitabile, per conservare le reliquie, l’altra superiore per le celebrazioni più popolari ed affollate. Inoltre diedero inizio alla costruzione del campanile, che venne terminato solo intorno al XIII secolo.

La Chiesa Superiore odierna si deve alla presenza dei francescani, dopo aver preso il posto dei benedettini, che la ricostruirono e conclusero nel 1350. La chiesa inferiore rimase comunque un luogo molto riservato e solo dal 1946 fu riaperta al culto. Una notizia particolare merita di essere riportata: nel 2018 è stata ritrovata nel chiostro della chiesa una tomba, probabilmente del maestro templare Arnau de Torroja, morto a Verona nel 1184

La Chiesa Superiore presenta un’unica navata con cinque absidi; all’interno si possono riconoscere L’Altare Maggiore, l’Altare Nichesola, in stile rinascimentale, l’altare Della Torre del XVIII secolo in stile barocco, e l’altare del presbitero dove sono custodite oggi le reliquie dei santi Fermo e Rustico. Seguono altri tre altari: quello di san Raffaele, quello di san Nicola e quello di san Francesco, che custodisce le reliquie di san Gualfardo.

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All’interno della Chiesa Superiore si trova la Cappella Alighieri, realizzata tra il 1545 e il 1558, dove sono sepolti gli ultimi discendenti diretti del sommo poeta Dante Alighieri. Pensavate che mi facessi sfuggire l’occasione di vedere qualcosa che riguarda il mio amato poeta? Appunto!

Degna di nota è anche la Cappella Brenzoni decorata dall’affresco di Pisanello e dall’opera scultorea di Nanni di Bartolo.

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La Chiesa Inferiore si raggiunge tramite una scala antica che la collega al chiostro: di dimensioni notevolmente ridotte rispetto alla Superiore, presenta alcuni affreschi di inizio XIV secolo che raffigurano la Vergine e Gesù; la struttura della Chiesa conserva l’impianto originale a croce latina e lo stile romanico: quattro navate dividono la chiesa con tre file di massicce colonne in pietra e questa struttura, la cui spartizione è poco diffusa, così suggestiva, rende l’edificio molto originale.

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La visita a San Fermo è piacevole e molto particolare, proprio per la presenza dei due edifici di culto: ancora una volta il nostro pass ci ha permesso di entrare senza problemi all’interno di questo luogo e di goderne ogni dettaglio.

Il Museo degli Affreschi e la Tomba di Giulietta

Dopo aver visitato San Fermo decidiamo di recarci presso la Tomba di Giulietta, che si trova nel complesso del Museo degli Affreschi “Giovanni Battista Cavalcaselle”: da San Fermo sono circa 12 minuti a piedi. Il Museo degli Affreschi è un museo facente parte dei musei civici di Verona, situato nel convento di San Francesco. Inaugurato nel 1973, raccoglie molti affreschi che provengono da palazzi storici della città che vanno dal X secolo al XVI secolo. Il Museo fu intitolato allo studioso di storia dell’arte Giovanni Battista Cavalcaselle, originario di Legnago, in provincia di Verona.

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Il Museo ospita numerose opere degne di nota, prima fra tutti “La cavalcata di Carlo V e Clemente VII” dipinta da Jacopo Ligozzi e dalla sua bottega: l’opera risiedeva nella residenza dei Fumanelli a Verona, sita in via Santa Maria in Organo. L’affresco si compone in tutto di 13 parti ed è conservato in una sala “in solitario” per la sua grandezza e magnificenza: si tratta di un’opera alta 2 metri e 30 e lunga 40 metri. Oltre ai protagonisti dell’opera, Carlo V e Clemente VII, si incontrano numerose ed importanti personalità come Bonifacio Paleologo, marchese del Monferrato, con lo scettro imperiale, Francesco Maria della Rovere, duca d’Urbino e prefetto di Roma, con la spada imperiale, Carlo III duca di Savoia con la corona e Filippo di Baviera con il globo. Carlo V è un personaggio molto particolare per quanto mi riguarda, dato il suo forte legame con Pavia: è proprio nella mia città che sconfisse Francesco I e consolidò il suo potere su queste terre, grazie alla vittoria della Battaglia di Pavia. Di sicuro avete già sentito parlare di lui, leggendo i miei articoli.

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Degni di nota sono anche gli affreschi di Palazzo Fiorio della Seta, anch’essi di grandi dimensioni e realizzati da due artisti veronesi tra i più famosi: Domenico Brusasorzi e Bernardino India o ancora “Gli Imperatori romani” di Altichiero da Zevio, affreschi che Cansignorio della Scala commissionò all’artista nel 1364 per rendere ancora più imponente la sua reggia veronese.

Il Museo ospita anche la celebre “Tomba di Giulietta”: si tratta di un sarcofago di marmo rosso che doveva ospitare il corpo della giovane. La tradizione vuole che proprio in tale sede fosse il luogo della sepoltura dei due amanti. Sin dai primi anni del 1800 la tomba, purtroppo, divenne meta di una sorta di culto superstizioso, tanto che molto spesso i visitatori ne asportavano dei frammenti, rovinando l’intonaco. Non si sa con estrema certezza se davvero questo sarcofago accolge il corpo della “presunta” Giulietta o di qualche altra nobildonna, ma, restando nel mito, non potevamo non visitarla dopo aver già visitato la Casa di Giulietta e il suo Balcone famoso.

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La conclusione del nostro viaggio

Conclusa la nostra visita la malinconia inizia a pervaderci: sono gli ultimi attimi trascorsi a Verona ed è difficile pensare che il nostro viaggio si sia già concluso così, in un batter d’occhio. Verona: per molti è solo il Balcone di Giulietta o l’Arena, ma la città dona al proprio visitatore accorto molto più di questo. Profumi dalle osterie, sorrisi da parte dei propri cittadini, storia millenaria in ogni angolo, musei ricchi e alla portata di chiunque. Verona per noi è stata una vera rivelazione, una città che abbiamo abbracciato e che ci accoglierà nuovamente, sempre con la sua atmosfera, unica. Ci dirigiamo dunque verso il centro per un pranzo al sacco molto veloce: patatine, crocchette di pollo e panzerotti e poi via, verso la stazione dei treni di Verona Porta Nuova.

Ringrazio di nuovo in modo molto sentito lo IAT Verona – Ufficio del Turismo, che ci ha davvero fornito uno strumento incredibile per apprezzare al meglio ciò che la città offre.

Speriamo dunque di rivederci presto, o Bella Verona.

Questo non è l’ultimo articolo su Verona: sarete contenti di sapere che ne mancano ancora alcuni, in primis sui Musei e sul Giardino Giusti, che vedrete pubblicati con lo scorrere dei mesi. Se volete scegliere il Museo del Mese (dove troverete spesso un Museo di Verona tra cui scegliere), ricordatevi di votarlo nel sondaggio che compare all’inizio di un nuovo mese, all’interno del Gruppo Facebook “Donna Vagabonda – il Gruppo di chi viaggia sognando“!

Pianificazione del viaggio: Varsavia 2019

Non so come mai ma penso che il 2019 sia l’anno della lettera V. V come Verona, V come Vienna e V come…Varsavia! Sono appena tornata da un bellissimo viaggio a Vienna (leggete qui la pianificazione di questo viaggio) e sono già pronta per ripartire, destinazione: la capitale della Polonia, Varsavia. Non sono mai stata in Polonia ed era da qualche anno che mi frullava in testa l’idea di poter visitare questo immenso Paese ma non avevo avuto ancora l’occasione di poter organizzare qualcosa veramente. Un pomeriggio di luglio, prima di partire per la Scozia (leggete qui la pianificazione di questo viaggio), pensai di fare un viaggio da qualche parte a metà agosto. All’inizio presi in considerazione la mia amata Germania ma poi mi sono detta “perchè non visitare un Paese che ancora non ho mai visto?” e la scelta ricadde sulla Polonia e in particolare su Varsavia. Eccomi qua dunque, pronta a partire per questo nuovo viaggio!

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Varsavia, la città risorta

17 Agosto – 21 Agosto

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Photo by Adam Nieścioruk on Unsplash

Varsavia è la capitale della Polonia, situata nella parte centro-orientale del Paese nel voivodato della Masovia, sul fiume Vistola. La città è il principale centro scientifico, culturale, politico ed economico ed è anche il capoluogo del voivodato della Masovia, e costituisce al contempo comune e distretto.

Cartina della Polonia con localizzazione di Varsavia
Cartina della Polonia con localizzazione di Varsavia. Fonte: viaggiatori.net

Budget: 900 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto.

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio a Varsavia o in Polonia in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto Varsavia: Varsavia è una delle più giovani capitali d’Europa. La sua storia è intimamente legata alle vicende che si sono susseguite durante la Seconda Guerra Mondiale e durante la Guerra Fredda. Con il venir meno del blocco sovietico, la Polonia è diventata un Paese indipendente e aperto al turismo. Nonostante abbia sofferto la rivalità con Cracovia per quanto riguarda il turismo, Varsavia mi ha colpito perchè ospita numerosi musei e palazzi storici da visitare, come il Castello, il Belvedere, il Parco Łazienki, Il Palazzo della Cultura e della Scienza, il Museo della Rivolta di Varsavia e il Museo di Wilanów. Da appassionate di storia, volevamo visitare i luoghi degli scontri della Seconda Guerra Mondiale e il memoriale delle vittime, quindi un giorno lo dedicherò soltanto a questi.

La scelta dell’Hotel: come sempre, mi sono affidata al mio portale di hotel preferito, Booking, che mi ha sempre assicurato cancellazione gratuita e servizi adeguati, corrispondenti a quelli descritti. Ho prenotato a luglio per agosto e ho trovato una driscreta gamma di strutture tra cui scegliere: cercavo un hotel non troppo costoso ma che fosse in centro e, soprattutto, vicino alla metropolitana per potermi spostare agevolmente. La mia scelta è ricaduta sull’Hotel Metropol: situato nel centro di Varsavia, proprio di fronte al Palazzo della Cultura e della Scienza, questo business hotel mi ha colpito per la sua splendida posizione e per il fatto di avere anche un ristorante incorporato, utile sia per me che mia mamma, soprattutto quando saremo stanche dopo una giornata di cammino!

La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere Varsavia in aereo e poi di spostarmi con i mezzi pubblici e a piedi. Come al solito ho utilizzato SkyScanner per scegliere il volo e sono riuscita a trovare un buon volo con la compagnia aerea Ryanair con cui mi sono sempre trovata bene. La partenza ed il rientro sono fissate da/per Bergamo Orio al Serio a/per Varsavia Modlin. Unica pecca: gli orari dei voli non sono proprio i migliori e siamo costrette ad arrivare la sera del 17 quindi un giorno verrà perso in questo modo.

Itinerario: non essendo mai stata prima a Varsavia non so cosa aspettarmi ma le aspettative sono molto alte, quindi non vedo l’ora di scoprire le bellezze di questa capitale! Con un breve itinerario ho deciso di visitare il Palazzo della Scienze e della Cultura (a maggior ragione dato che l’hotel sorge proprio di fronte a questa struttura), il Palazzo Reale, il centro città e città vecchia, il memoriale del Ghetto, la Sinagoga, il Museo della Rivolta di Varsavia, il parco Lazienski, il Museo Wilanow, il Belvedere, i Giardini Sassoni. Spero che il meteo mi assista e di riuscire a vedere tutto! Purtroppo l’orario dei voli non è proprio confortevole ma di necessità faremo virtù!

Cosa portare in valigia: a Varsavia la temperatura si aggirerà intorno ai 27-30 gradi. L’abbigliamento sarà comodo e molto casual, semplice e non pretenzioso. In valigia metterò molte magliette, camicie e pantaloni leggeri, senza tralasciare qualche indumento più pesante, come le maglie di cotone. Non mancherà una felpa nel caso facesse brutto tempo (e le previsioni non sono molto confortanti).

Prima di partire: Ho contattato l’Ufficio del Turismo di Varsavia e non ho ricevuto alcuna risposta: purtroppo so che questo ufficio del turismo non risponde alle mail se non di rado quindi mi presenterò di persona per avere informazioni alle collaborazioni con i Travel Blogger. Come sempre in cambio scriverò articoli e pubblicherò le fotografie sul mio profilo Instagram.

Il Museo di Agosto: il Gordon Highlanders Museum di Aberdeen

Quando avevo programmato il mio viaggio in Scozia (leggete qui il mio articolo), avevo previsto di visitare numerosi musei cittadini: ebbene, complice il fatto che i castelli hanno avuto la meglio sul mio interesse e a causa degli orari decisamente scomodi dei musei, sono riuscita a visitarne solo due. Oggi vi parlo del primo che ho visitato, il Gordon Highlanders Museum di Aberdeen.

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Il Gordon Highlanders Museum si trova ad Aberdeen e celebra la storia dei “Gordon Highlanders, uomini facenti parte di un reggimento di fanteria di reclutamento scozzese dell’Esercito Britannico, attivo dal 1881 al 1994. Il reggimento si distinse negli anni per il suo valore e la sua tenacia e fu decisivo nel contribuire alla vittoria dell’Impero Britannico in India e in Africa. Durante la Prima Guerra Mondiale il reggimento fu impiegato principalmente sul fronte occidentale del 1914 dove subì ingenti perdite. Nella battaglia di Le Cateau del 25 agosto 1914, il I battaglione Gordon Highlanders venne tagliato fuori dall’avanzata tedesca e quasi distrutto; molti suoi soldati furono fatti prigionieri. Il II battaglione venne inviato in Italia nel 1917 in aiuto dopo la battaglia di Caporetto. Solo nel primo conflitto mondiale il reggimento perse 1000 ufficiali e 28000 soldati della truppa.

Durante la Seconda Guerra Mondiale i Gordon Highlanders furono dispiegati su vari fronti, dapprima in Francia e poi in Malaysia, Nord Africa, Sicilia, Italia e in Europa Nord-occidentale. In Francia due battaglioni erano inquadrati nella 51ª Divisione fanteria sul fronte occidentale nel 1940 e furono accerchiati insieme al resto della divisione a Saint-Valery-en-Caux dalla 7. Panzer-Division del generale Erwin Rommel; i britannici furono costretti alla resa. In seguito il I battaglione Gordon fu ricostituito in Gran Bretagna e inserito nella nuova 51ª Divisione fanteria che partecipò con distinzione al resto della guerra. il II battaglione Gordon fu invece schierano in Malesia e il VI battaglione partecipò alla campagna del Nord Africa e alla campagna in Italia: nel 1944 prese parte allo sbarco di Anzio, prezzo Lavinio.

Il Museo ospita uniformi, medaglie, armi e riconoscimenti del reggimento e ripercorre la sua storia, dalla sua formazione al suo scioglimento. Essendo una realtà indipendente, il Museo si autofinanzia tramite un’associazione di veterani e tutti possono contribuire al suo sostentamento tramite donazioni e aderendo alle campagne di fund-raising.

 

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Il Museo si compone di due parti, una esterna e l’altra interna: in quella esterna è stata ricostruita una trincea della Prima Guerra Mondiale mentre nella parte interna si ospitano i cimeli. La trincea è costruita con estrema veridicità storica: al suo interno si trovano armi e oggetti comuni che i soldati utilizzavano durante la guerra. Inoltre, la trincea è divisa in più zone, come la zona di rifornimento, quella di combattimento e quella di osservazione. Quando mi sono addentrata al suo interno mi sembrava di essere in una vera trincea! Inoltre si possono toccare molti arnesi e “appostarsi” per individuare il nemico: ai bambini, ma non solo, questa esperienza piacerà di sicuro.

 

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All’interno il Museo ospita poche ma ricche sale; la Lakin Room è di sicuro la più spettacolare dato che è stata allestita come sala da pranzo degli ufficiali ed è decorata con cristellaria e argenteria: spicca sicuramente il ritratto del Principe Carlo, anch’esso facente parte del reggimento degli Highlanders.

Degna di nota è anche la sala principale, dove sono custoditi la maggior parte degli oggetti in esposizione: casacche, uniformi, documenti, raffigurazioni e armi sono i protagonisti principali del museo e della sezione. Interessanti sono i numerosi cimeli rigurdanti la Campagna d’Italia della Seconda Guerra Mondiale, come la “Guida per i soldati della Sicilia” che veniva consegnata ai soldati in vista dello sbarco.

 

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La mia visita è stata breve ma molto intensa: sono arrivata alle 15:20 e purtroppo non è stato proprio possibile visitare il Museo nella sua interezza (a detta dell’addetta, che mi ha fatto aspettare quasi 15 minuti per trovare una guida per un tour non richiesto in un museo che proprio non avrebbe bisogno di visita guidata, non saremmo riusciti a vedere il museo in quell’arco di tempo). Ho imparato che però in Scozia seguono degli orari davvero assurdi e quindi ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Pazienza, la prossima volta lo visiterò di mattina per vedere le sale che non ci sono state mostrate!

 

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Informazioni utili

Il Museo Gordon Highlanders si trova ad Aberdeen in Viewfield Road, ad Aberdeen e dispone di un parcheggio gratuito.

E’ chiuso la domenica e il lunedì mentre gli altri giorni è aperto dalle 10:00 alle 16:30 (vi consiglio di entrare almeno alle 14:00 e non più tardi).

Il costo del biglietto è di 8 sterline per gli adulti e 4,50 sterline per i minori di 16 anni. Il ridotto è di 6 sterline.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale.