Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Simona di Usa La Valigia

Essere Travel Blogger mi permette ogni giorni di entrare in contatto con tante persone che hanno la stessa mia passione: quella del viaggio e del racconto del viaggio. Penso che all’interno del settore dei blogger non ci debba essere sfida o invidia, ma cooperazione e voglia di crescere. Per la mia rubrica delle interviste vorrei proporvi l’intervista a Simona, del blog Usa La Valigia.

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Con Simona siamo subito andate d’accordo: la voglia di scoprire, di non fermarsi mai e la nostra determinazione ci hanno avvicinato fin da subito. Usa La Valigia è un blog giovane, con moltissimi articoli interessanti soprattutto sugli Usa, la grande passione di Simona e del suo compagno Domenico. Pronti a scoprire i segreti di Usa La Valigia?

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Racconta qualcosa di te

Sono Simona e devo ancora trovare il mio posto nel mondo. L’unica certezza che ho è che non posso fare a meno di viaggiare e che ogni volta che vado negli Stati Uniti mi sento a casa. Poi c’è il mio amore per Dixie, il mio French Bulldog, che è l’altro mio punto fermo. Solo per lui ancora non siamo partiti per chissà dove.

Un paio di anni fa tutto quello che credevo fosse ormai la normalità si è dissolto nel nulla da un giorno all’altro. Per questo ho deciso che dovevo dare un taglio netto alla mia vita. Ho mollato il poco che mi era rimasto, tranne Dixie, e mi sono trasferita nelle Marche da Domenico, il mio compagno. Dovevo e volevo rimettermi in gioco e non avrei più accettato passivamente qualcosa che non mi andava… E così oggi mi ritrovo qua, in questa nuova avventura alla ricerca continua del mio posto nel mondo…

Simona è una ragazza forte, tenace, che ha deciso di cambiare la sua vita cercando la felcità. Il suo posto nel mondo? Di sicuro lo troverà e chissà, magari questo accadrà durante uno dei suoi viaggi!

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Usa la Valigia è il nome del blog che con il mio compagno Domenico abbiamo aperto ad aprile 2019. Cercavamo un nome che alludesse agli Stati Uniti, che sono la nostra passione comune, ma allo stesso tempo non doveva essere troppo esplicito e limitarci a quella destinazione. Abbiamo provato decine di combinazioni di parole diverse finché è saltato fuori questo. Non ricordiamo nemmeno chi dei due lo abbia inventato, ognuno di noi continua tutt’ora a prendersene il merito, ma ci suonava bene ed era composto da due elementi per noi essenziali (USA non troppo diretto come Stati Uniti, America o Stelle e strisce che continuavamo a scartare e Valigia, nostra fedele compagna di viaggio) .

Così è nato “Usa la Valigia”.

Incredibile come sia nato il nome di questo bel blog di viaggi incentrato sugli Stati Uniti! Spesso il nome per il proprio blog è proprio la parte più difficile da scegliere quando nasce l’idea ma direi che Simona e Domenico ci hanno proprio azzeccato!

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Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

Fin dai primi viaggi ho sempre portato a casa un’infinità di volantini, piccole guide gratuite, scontrini… Tutto ciò che mi passava tra le mani, finiva nei miei diari di viaggio che non comprendevano solo racconti giornalieri ma anche resoconti su qualsiasi attività, locale, hotel, spesa, itinerario… Piano piano gli amici hanno iniziato a chiedermi consigli e ho capito che sarei potuta esser utile non solo ai singoli, ma a chiunque decidesse di compiere viaggi come i miei.

Avevo già iniziato a scrivere molti articoli nel 2014 ma non avendo conoscenze di come creare e gestire un sito web, mi mancò la tenacia di impegnarmi in un settore che odiavo (informatica) e ho continuato nei miei quaderni…

Dome invece, fin dal primo momento che ci siamo conosciuti, mi ha sempre spronata affinché portassi avanti questo mio progetto e si è impegnato molto per aiutarmi nell’apertura del sito e per coltivare insieme questa passione.

Quindi possiamo dire che oltre “al cosa”, c’è stato anche un “chi” che mi ha spinto ad aprirlo.

E’ davvero importante il sostegno dei propri cari per i Travel Blogger, perchè tanti sono i momenti di sconforto e molte le difficoltà da affrontare, soprattutto all’inizio. Simona può contare davvero su un compagno di vita e un compagno di avventure assai prezioso!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Vorrei che tutti capissero quanto è bello viaggiare e scoprire il mondo. E che non importa se andiamo vicino o lontano, dobbiamo sempre mantenere viva la voglia di esplorare e di stupirci. Vorrei trasmettere la mia passione per gli Stati Uniti, come prima cosa, ma anche per tutte quelle destinazioni o attrazioni meno conosciute, meno “instagrammabili”, meno considerate dal turismo di massa che invece andrebbero valorizzate.

Attraverso i miei diari di viaggio, i miei racconti e i miei consigli, mi auguro di poter fare arrivare forte e chiaro il messaggio del perché scelgo sempre e solo di investire in viaggi. Perché non c’è niente di più educativo ed emozionante per crescere, migliorarsi ed aprire la mente.

E in riferimento al fattore monetario credo di poter esser d’aiuto a coloro che considerano i miei viaggi inaccessibili.

Certo i sacrifici si fanno, ma dopo averli organizzati per oltre 10 anni almeno una volta all’anno, adesso ho una lunga lista di tecniche di risparmio, metodi per ottenere sconti in fase di prenotazione e per capire i momenti migliori per farlo e con chi. Noi viaggiamo sempre rigorosamente low cost, ma non ci manca niente e vorrei che tutti, come me, potessero farlo senza perdere le speranze.

Viaggiare, come dice Simona, è davvero il più grande investimento  per un essere umano, che fin dalle sue origini si è spinto al di là della sua zona di confort per scoprire ed esplorare. Perchè dunque non continuare a seguire il nostro istinto errante? Simona e Domenico lo fanno e non si pentono di nulla!

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

Essere presa sul serio.

In Italia appena sentono la parola blogger ci scappa la smorfia mista disprezzo-pietà. Ed anche nella cerchia di amici è difficile trovare chi capisce l’impegno che ogni giorno mettiamo per curare contenuti e sito e cercare e rielaborare materiale per essere sempre aggiornati e veritieri. Per non parlare di tutte le volte che mi sento dire “ma te non fai niente”. A volte è anche frustrante non sapere dove porterà questo percorso, soprattutto restando qui in Italia, ma poi un piccolo commento o un ringraziamento di qualche lettore e la mia passione per i viaggi, mi danno la forza di proseguire su questa strada.

Incredibile, anche Simona, come me e come Emanuela di Be Boheme, abbia riscontrato la stessa difficile problematica, davvero comune per tutti i blogger italiani: essere presi sul serio. Quante volte anche Simona si è scontrata contro ottuse visioni e sminuenti opinioni! Eppure, in qualche modo, si riesce sempre a ritrovare la serenità e a volte basta anche solo una parola di incoraggiamento!

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Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Come appena detto, non ne ho idea. Credo che ancora sia presto per tirare le somme e aspetterò qualche altro mese per un brainstorming con me stessa, ma vorrei poter continuare su questa strada, perché è quella che mi piace. Spero proprio che mi servirà da trampolino di lancio per trovare il mio famoso posto nel mondo.

Il blog di Simona e Domenico ha pochi mesi di vita ma è sempre molto aggiornato e ricco di idee: di sicuro il suo progetto la porterà lontano, magari proprio nei suoi amati States!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Difficile scegliere.

Ogni volta che vado negli Stati Uniti ne porto un po’ con me nel cuore e ce ne lascio un pezzettino. Potrei dire il mio primo viaggio oltreoceano, a Las Vegas e San Francisco nel 2008 perché me li ha fatti scoprire, ma anche il primo insieme a Dome nel 2018 perché finalmente lui ha realizzato il suo sogno. Mai come per quel viaggio ho incontrato impedimenti nell’organizzarlo, ce lo siamo sudato tanto, abbiamo rimandato più volte ma poi ce l’abbiamo fatta. E vedere i suoi occhi pieni di gioia, sentire l’entusiasmo nelle sue parole e soprattutto sapere che lo aveva fatto con me è stata la ricompensa più bella.

Questa domanda crea sempre molti dubbi nei Travel Blogger e nei viaggiatori perchè sono talmente tutti diversi i viaggi che fanno che è proprio difficile scegliere!

Quale invece ti ha deluso e perché?

Ce ne sono stati un paio in realtà, sempre negli States. Non mi ha delusa ciò che ho visitato ma alcune situazioni spiacevoli che si sono create con altre persone e che mi hanno impedito di godermi come volevo i miei tanto sognati viaggi. Sono state tutte situazioni diverse e piuttosto personali perciò non mi dilungherò in spiegazioni dettagliate. Credo però che mi abbiano dato qualche bella lezione e che non ricadrò nel solito tranello tanto facilmente, o comunque farò il possibile perché non si ripeta.

Un altro dei problemi che i viaggiatori spesso incontrano sono le esigenze diverse dei propri amici e accompagnatori: ognuno vive il viaggio a proprio modo e non sempre le passioni di qualcuno coincidono con quelle degli altri. A volte i viaggi possono essere rovinati irrimediabilmente per questa divergenza di gusti!

Il tuo blog parla soprattutto degli USA. Da cosa nasce la passione per questo Paese?

La mia passione per gli Usa nasce per caso.

Fino al mio primo viaggio a San Francisco e Las Vegas, quando avevo 20 anni, non sapevo nemmeno che esistessero. Poi mi sono ritrovata catapultata in una realtà che andava oltre il mio immaginario e nonostante un primo impatto un po’ “traumatico”, mi sono sentita subito a casa. Quello che mi ha colpita è stata la gentilezza e la disponibilità della gente ad aiutarmi anche solo se mi vedevano con una cartina in mano, ancor prima che chiedessi qualcosa io. Inoltre là, un piercing di troppo, i capelli rosa o un vestito più stravagante, non suscitavano sguardi di disprezzo, come mi succedeva e succede spesso ancora, qui in Italia. Oltre a trovare tutto ciò che di bello potessi desiderare di vedere, la loro accoglienza mi ha fatta finalmente sentire al posto giusto e non posso fare a meno di voler provare ancora queste sensazioni.

A volte le cose migliori capitano per caso ed è proprio per caso che l’amore per gli USA si è sviluppato in Simona. Un amore davvero infinito e sconfinato.

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Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

On the road, intenso, organizzato nel dettaglio. Ma tre non bastano: devo aggiungere anche low cost e troppo corti.

Ringrazio sentitamente Simona e Domenico per avermi concesso di intervistarli e di conoscerli meglio. Sono sicura che il loro blog crescerà sempre di più e regalerà loro delle emozioni vere e autentiche. Sono felice di aver fatto la loro conoscenza e credo proprio che Usa La Valigia porterà questi due giovani ragazzi lontano, verso la felicità.

Riferimenti

Blog: www.usalavaligia.com

Instagram: https://www.instagram.com/usalavaligia

Facebook: https://www.facebook.com/Usalavaligia/

Twitter: https://twitter.com/UValigia

Le nuove mete 2020: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Come ho fatto per lo scorso anno, voglio anticiparvi i viaggi che ho intenzione di fare del 2020. Purtroppo non tutti i viaggi che ho previsto per quest’anno sono riuscita a farli ma per il 2020 sono più fiduciosa! Questo 2020 mi concentrerò di più sull’Italia e sull’Est Europa, senza tralasciare il classico viaggio on the road in compagnia di mio padre.

Scopriamo insieme le mete del 2020!

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GENNAIO 2020: Torino

Sono già stata a Torino alcune volte ma per il 2020 ho in mente di visitarla con calma e in più riprese. La prima di queste “tappe” è prevista per gennaio del 2020: sarà un weekend lungo, di tre giorni, dove mi concentrerò sulle attrazioni “classiche” del centro città. Per scoprirle, leggete il mio articolo sulla pianificazione di viaggio di Torino.

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Foto scattata da me durante l’uscita didattica a Torino

FEBBRAIO – MARZO 2019: San Marino e i Borghi della Romagna

Era da un po’ di tempo che volevo visitare San Marino: ci sono stata quando ero molto piccola e devo ammettere di non ricordarla con precisione. Ho deciso di sfruttare le vacanze di Carnevale per fare questo viaggetto low cost e di visitare sia San Marino che qualche borgo della Romagna, come Sant’Arcangelo di Romagna (la mia base di alloggio). Partirò alla scoperta di questi luoghi assieme a Gabriele, mio inseparabile compagno di viaggio.

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Photo by Mark de Jong on Unsplash

APRILE 2020: Atene

Un viaggio che non ho mai fatto è quello alla scoperta della Grecia continentale: in effetti, questo Paese ha davvero tanto da offrire e io non ho visto quasi nulla delle sue meraviglie. Così ho deciso di dedicare le vacanze pasquali per scoprire Atene, la capitale. In molti mi hanno detto essere una città davvero bella, calorosa e colorata. Sia a me che a Gabri l’archeologia intriga anche se non siamo dei veri intenditori: speriamo dunque di approfondire la nostra conoscenza della storia della Grecia e della sua arte attraverso questo viaggio. Le aspettative sono oltremodo alte!

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Photo by AussieActive on Unsplash

LUGLIO 2020: Sud Africa ed eSwatini

Purtroppo il programma di visitare il Senegal nel 2019 è dovuto sfumare a causa delle mie precarie condizioni di salute, quindi per questo 2020 (e speriamo sia la volta buona!) vorrei provare a tornare in Africa, questa volta per visitare due Stati del profondo sud, selvaggio e misterioso: il Sud Africa e il piccolo eSwatini (che prima si chiamava Swaziland). Il viaggio sarebbe in compagnia di mio padre: proprio lui mi ha espresso il desiderio di visitare questi due incantevoli Paesi. La preparazione di questo viaggio richiederà particolare attenzione, anche se sarà un viaggio organizzato dal tour operator “Viaggi Avventure nel Mondo”. Non vorrei svelare troppo, spero solo che il 2020 sia l’anno giusto per tornare nel continente che tanto mi ha donato.

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Photo by Matthias Mullie on Unsplash

AGOSTO 2020: Val d’Orcia

Per il mio compleanno che, ormai lo sapete, amo festeggiarlo in viaggio, ho deciso di tornare in Toscana dopo tanti anni per visitare la Val d’Orcia e lo squisito entroterra senese. Questo viaggio lo effettuerò con Gabriele che non ha mai visto questi luoghi. Sarà un tuffo nel passato e l’occasione di riscoprire luoghi come Montepulciano, Pienza, Montalcino, San Giovanni d’Asso ed altri paesi della campagna toscana. Tra buon cibo e luoghi favolosi non vedo l’ora di concedermi una settimana in vista del relax e del turismo lento!

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Photo by Luca Micheli on Unsplash

AGOSTO 2020: Chişinău

Questo viaggio è stato deciso in meno di un’ora: mia mamma aveva letto un articolo sulla Moldavia e ne è rimasta incuriosita. Così, appena mi ha detto che le sarebbe piaciuto visitarla, subito mi sono messa all’opera: in pochi minuti ho controllato la disponibilità degli hotel e gli eventuali itinerari da seguire e ho prenotato. Sarà una scoperta visitare questa capitale così giovane! In effetti non mi sono mai spinta così ad est e sarà curioso vedere come ce la caveremo!

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Foto da https://shapeenergy.eu/index.php/chisinau-moldova/

AGOSTO 2020: Cracovia

Dopo essere state a Varsavia ed esserci innamorate della Polonia, io e mia madre abbiamo deciso di tornare in questo accogliente Paese per visitare forse la sua città più conosciuta: Cracovia. Soggiorneremo nel cuore del centro storico e visitermo questa città ricca di storia e di memoria. Una particolare attenzione sarà dedicata anche al campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau e alle miniere di sale di Wieliczka. Insomma, la Polonia ci aspetta di nuovo! E dire che tutto è nato da una voglia matta di assaporare di nuovo i pierogi…

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Photo by Victor Malyushev on Unsplash

Oltre a questi viaggi ovviamente non mancheranno le escursioni in giornata e le gite fuori porta. Ho in mente ad esempio, dopo più di un anno, di tornare a Bologna, città che tanto mi ha dato e che tanto amo.

Spero che questa lista di viaggi vi abbia solleticato la mente e fatto scattare in voi la voglia di partire: io già non vedo l’ora!

Pianificazione del viaggio: Torino 2020

Durante le prossime vacanze di Natale io e Gabriele avevamo deciso di rimanere a casa a riposarci ma, ovviamente, questo progetto non poteva essere realizzato: la mia voglia di partire ha annientato la nostra pigrizia e alla fine abbiamo trovato una meta vicina e abbastanza nota ad entrambi: Torino.

A Torino ci siamo stati più volte sia io che Gabriele ma non l’abbiamo mai davvero visitata. In questa città risiedono alcuni dei nostri amici più cari ed è anche per questo che non ci è così sconosciuta. In soli tre giorni di sicuro quello che si può vedere non è molto, ma questo sarà il primo viaggio di molti altri, per goderci Torino a più riprese.

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Photo by Samuele Giglio on Unsplash

Torino in breve

3 Gennaio 2020 – 5 Gennaio 2020

Budget: 400 euro in due (circa).
Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.
Visti: nessun visto obbligatorio, dato che siamo in Italia.
Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio in Italia in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.
Perchè ho scelto di fare questo viaggio: Io e Gabriele cercavamo una meta italiana, che non fosse troppo distante e facilmente raggiungibile anche in auto. La scelta è ricaduta sulle città dell’Emilia Romagna e del Piemonte. Torino è risultata vincitrice perchè è da un po’ di tempo che avevamo il desiderio di vederla e scoprirla. Dunque, perchè non farlo con gli amici? Se possiamo conciliare la voglia di viaggiare con la loro compagnia, ben venga!
La scelta dell’Hotel: come al solito ho consultato il mio portale preferito, Booking: abbiamo cercato un hotel piccolo, semplice ma in pieno centro, in modo da poter essere vicini a ciò che vogliamo vedere. La scelta è ricaduta sul ” Le Petit Hotel“, hotel sobrio e centralissimo.
La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere Torino con l’automobile.
Itinerario: dato che il tempo non è dalla nostra parte, ho deciso di concentrarmi su alcune attrazioni in particolare. Escludendo il Museo Egizio che ho visitato lo scorso anno (cliccate qui per leggere l’articolo a riguardo), vorrei concentrarmi il venerdì sul Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana, Piazza San Carlo, Piazza Castello, Palazzo Reale con i suoi musei all’interno, sulla Chiesa Parrocchiale Gran Madre di Dio, il sabato sul Duomo di Torino, Palazzo Carignano con il Museo Nazionale del Risorgimento, sul Borgo Medioevale di Torino. L’ultimo giorno, quello del rientro, visiteremo la Basilica di Superga.
Cosa portare in valigia: a Torino le temperature saranno prossime allo 0 o appena sopra dato il periodo dell’anno scelto. Di certo non possono mancare indumenti pesanti come pile e felpe calde. Come calzatura sicuramente uno stivaletto comodo ed impermeabile farà al caso mio. Non è previsto l’uso di abbigliamento tecnico. Non potranno mancare le attrezzature per scattare in notturna, come il cavalletto.
Prima di partire: Mi assicurerò che l’automobile sia pronta per affrontare questo viaggio, attrezzandomi con catene a bordo (già obbligatorie per molti tratti stradali) e spray antigelo. Non mancherò di controllare le previsioni metereologiche, sperando di non trovare maltempo!

Diario di Viaggio: Vienna – Giorno 3

Ed eccoci arrivati al terzo giorno a Vienna, alla metà del viaggio. Oggi è una giornata molto molto speciale perchè si tratta del mio compleanno: il 7 agosto infatti la vostra Donna Vagabonda ha compiuto 27 anni! Quale miglior modo di trascorrere il proprio compleanno se non in viaggio? Ormai è una tradizione che si ripete!

Diario di viaggio Vienna

Per questo giorno speciale io e Gabriele abbiamo deciso di visitare i favolosi musei di Storia Naturale e di Storia dell’Arte, ma prima una tappa la merita il Parlamento. In questo momento il Parlamento, normalmente ben visibile, è in ristrutturazione, dunque ciò che si può visitare gratuitamente è il cantiere, o meglio, il container che mostra il cantiere: questo è arricchito da informazioni riguardo all’edificio e all’intervento di restauro. La visita, seppur breve, è comunque interessante ed è un modo di valorizzare un bene che altrimenti sarebbe chiuso al pubblico.

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Una foto dal Cantiere del Parlamento

Dopo qualche minuto giungiamo in Piazza Maria Teresa, dove troneggiano due musei: il Museo di Storia Naturale di Vienna e il Museo di Storia dell’Arte di Vienna. Al centro della piazza si trova la celebre Statua di Maria Teresa, voluta dall’Imperatore Francesco Giuseppe per commemorare la sovrana illuminata, simbolo di saggezza e di sicurezza del potere. Per l’esecuzione del monumento a Maria Teresa, venne richiesto dal 1874 l’intervento di tre scultori: Johannes Benk, Carl Kundmann e Caspar Zumbusch che realizzarono un progetto comune, dividendosi poi i compiti nella realizzazione delle diverse statue bronzee che compongono il monumento. Al monumento occorsero 13 anni per essere completato, con un peso totale di 44 tonnellate. Sulla cima più alta risiede la figura dell’imperatrice che da sola raggiunge i 6 metri di altezza. La sovrana si trova seduta sul suo trono, in cima alla composizione, mentre impugna nella mano sinistra uno scettro e la prammatica sanzione, mentre con la mano destra saluta il suo popolo. Seduti intorno al trono sul cornicione stanno delle personificazioni allegoriche delle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza.

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Il Monumento di Maria Teresa

Ad ognuno dei quattro lati si trova un timpano con un rilievo ed una statua indipendente, ispirata a personaggi chiave che guidarono il governo di Maria Teresa:

Il monumeto riempie davvero la piazza e ci fa sentire molto piccoli al cospetto dell’austera Imperatrice che, dall’alto, protegge e guida ancora tutti gli austriaci e chi fa visita ai due musei. Di certo questo monumento è uno dei più iconici di Vienna e uno dei più famosi. Una piccola copia in miniatura si può osservare al Museo del Belvedere (leggete qui per saperne di più sul museo) e l’avevamo vista solamente il giorno prima.

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Il Museo di Storia Naturale con il Monumento di Maria Teresa

Dopo aver scattato qualche foto ci dirgiamo all’interno del primo museo, quello di Storia Naturale: in realtà io questi musei li avevo già visitati durante il mio primo viaggio a Vienna, ma avevo anche un’età diversa e molte cose le ho viste un po’ frettolsamente. Oggi finalmente posso rigodere di uno spettacolo senza pari. Il Museo di Storia Naturale di Vienna è uno dei più grandi di questo genere al mondo, nonchè il più grande di tutta l’Austria. Venne pensato per custodire l’enorme collezione naturalistica degli Asburgo e infatti risiede nel complesso della Hofburg. Fu aperto nel 1889 assieme al Kunsthistorisches Museum (il Museo di Storia dell’Arte, proprio di fronte).

Il Museo si articola su più piani ed è particolarmente imponente, nonchè estremamente ricco di oggetti e manufatti esposti. Le sezioni spaziano dalla mineralogia alla paleontologia, dall’entomologia alla zoologia, dalla geologia all’antropologia. Insomma, tutte le scienze naturali sono ben rappresentate e possono contare su un’esposizione coinvolgente e assai accattivante: accanto alla presentazione in stile “classico- museale” (con tutti i pezzi esposti e denominati da un cartellino), numerosi sono i pannelli didattici ed interattivi, anche per bambini. Insomma, cosa posso desiderare di più per il mio compleanno? E infatti la prima sezione che decido di visitare è quella dei miei amati minerali: intere sale con pezzi da collezione ed estetici perfettamente conservati, catalogati ed esposti. I miei occhi sono assolutamente a cuoricino e Gabriele deve trascinarmi fuori a forza, altrimenti ero ancora nella prima sala! Il mio fare da cicerone coinvolge totalmete il mio compagno che, alla fine e nonostante tutto, sorride sempre alle mie spiegazioni astruse sulla formazione e sulla composizione di queste meraviglie della natura. Notevole è anche la sezione dedicata alla gemmologia, con gemme di caratura eccezionale, veramente da urlo!

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Dopo più di un’ora e mezza passata tra queste sale, decidiamo di procedere verso la parte paleontologica e antropologica: qui sono conservati degli scheletri praticamente completi di dinosauri oltre che degli animatroni in dimensioni naturali di alcuni grandi dinosauri del passato, come l’allosauro. Di notevole interesse è la presenza nel museo della famosissima Venere di Willendorf, ospitata in una sala praticamente esclusiva.

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Dopo aver visitato tutto il primo piano, ci accingiamo a visitare anche il secondo, tutto o quasi dedicato alla zoologia e alle sue branche: di notevole interesse è di sicuro la collezione entomologica che risale al 1793 e venne poi ampliata negli anni. Non poteva poi mancare una ricchissima collezione di avifauna, con uccelli tassidermizzati provenienti da ogni continente. Per me è veramente la manna.

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La Venere di Willendorf

Dopo ben 4 ore passate all’interno del museo sentiamo che la fame inizia a farsi sentire: decidiamo di mangiare qualcosa di veloce ed optiamo per un panino con il currywurst, acquistato a pochi metri dai musei. La giornata è nuvolosa ma la pioggia non è una minaccia quindi ci sediamo su una delle panchine della piazza e ci gustiamo il nostro mega panino riempito di salse e di paprika. Gabriele ha scelto di provare una variante piccante e le sue papille hanno davvero urlato! Insomma, Vienna non solo è bella ma ci offre anche momenti di puro divertimento. Le risate non mancano mai!

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Sazi e contenti decidiamo di dirigerci verso il secondo museo, quello di Storia dell’Arte. Anche questo museo è diviso in vari piani e ospita capolavori dell’arte antica, greca, romana, medioevale, rinascimentale, fino al ‘600. Tra sculture, pitture, oggetti e opere d’arte varie, il museo ospita mezzo milione di pezzi. La collezione originaria appartiene, ancora una volta, agli Asburgo e il museo espone opere di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio, Correggio, Giorgione, Lorenzo Lotto, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Giuseppe Arcimboldo, Albrecht Dürer, Parmigianino, Raffaello Sanzio, Pieter Paul Rubens e di molti altri artisti. Oltre ai dipinti sono presenti anche altre collezioni: la collezione egizia orientale (Ägyptisch- Orientalische Sammlung), la collezione delle antichità romane e greche (Antikensammlung), quella della scultura e delle arti decorative (Kunstkammer), il gabinetto numismatico (Münzkabinett), la biblioteca (Museumsbibliothek).

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Un museo del genere, come quello di Storia Naturale, bisognerebbe visitarlo a più riprese, data la mole e la diversità dei reperti esposti. Le sezioni che più ci colpiscono sono quella dell’arte greca e, naturalmente, della pittura. Ricordo ancora quando ho visitato la prima volta il museo con mia zia Gianfranca: il suo entusiasmo era alle stelle e mi descriveva minuziosamente le tecniche di realizzazione o la storia dell’artista. Di sicuro, la mia passione per l’arte proviene da questi suoi racconti. Ricordo ancora molto bene quanto rimasi colpita dai ritratti di Velázquez o dalla maestosità della neve dipinta da Bruegel, ma anche dalle curiose composizioni dell’Arcimboldo. In questa occasione ho potuto apprezzare ancora di più l’esposizione, avendo acquisito una maggiore conoscenza della storia dell’arte. A mio parere questo museo completa chiaramente la collezione del Belvedere (leggete qui il mio articolo a riguardo) e riesce ad emozionare come pochi altri.

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Come per l’altro museo, la visita è durata circa 4 ore, intense e molto emozionanti. Un bellissimo ricordo mi ha lasciato la presenza di una signora che stava dipingendo un quandro di Bruegel il Vecchio presente al suo interno: si tratta de “Cacciatori nella neve”. La Signora stava dipingendo questa bellissima opera con estrema calma e concentrazione: ogni sua pennellata faceva trasparire la bellezza sia della sua nuova opera che di quella da cui derivava. La presenza di questa pittrice ha sicuramente donato un tocco in più, poetico e romantico, alla nostra esperienza. Io, naturalmente, non potevo non fotografarla!

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Dopo otto ore (forse qualcosa in più) intense ed emozionanti, dediciamo di lasciare i musei per dirigerci verso il centro e precisamente verso l’Hotel Sacher. Naturalmente il nome di questo luogo avrà risvegliato in voi una certa voglia di torta al cioccolato…Ed è proprio per quello che ci siamo andati! Non è un vero compleanno senza una buona torta e qui forse si può assaggiare la migliore di tutte: l’Hotel Sacher è uno dei pochissimi luoghi dove appunto si può gustare la celebre Torta Sacher ideata da Franz Sacher.

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Arrivati notiamo subito la lunga fila per entrare ma questo non ci scoraggia: a tutti i costi siamo determinati a gustare la torta. Dopo un’attesa di circa un’ora, finalmente ci fanno salire al primo piano e ci fanno accomodare ad un tavolino per due con vista sulla via. La sala da tè è ordinata e lussuosa, i camerieri sono tutti ben vestiti e indossano guanti bianchi. Sembra proprio di essere in un ambiente esclusivo! Arrivati i menù, decidiamo di ordinare: per me una fetta della classica Torta Sacher con panna montata e cioccolata mentre Gabri sceglie lo strudel, sempre con cioccolata. Le papille gustative cantavano una melodia gioiosa e il nostro palato sprizzava gioia da tutti i pori. CHE BONTA’!

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I dolci più buoni dell’intero universo!

Questo dolce ci vale come cena e quindi decidiamo di rientrare, stanchi dalla giornata così ricca di eventi e soddisfatti per aver visto così tante meraviglie. Il mio compleanno non poteva essere più elettrizzante e divertente. Grazie Vienna per avermi regalato tutte queste emozioni!

Per leggere il primo giorno del diario di viaggio, cliccate qui.

Per leggere il secondo giorno del diario di viaggio, cliccate qui.

Per leggere la pianificazione di questo viaggio, cliccate qui.

Per leggere altri articoli sull’Austria, cliccate qui.

Il Museo del mese di Dicembre: La Scottish National Gallery

Come Museo del mese di Dicembre voi lettori avete votato nel sondaggio del gruppo Facebook la Scottish National Gallery di Edimburgo. Ho visitato questo museo in occasione del mio viaggio in Scozia dell’estate del 2019: sapevo che sarebbe stato un museo estremamente interessante e così, per la mia ultima mattina in Scozia, mi sono diretta proprio qui.

Scottish National Gallery

La Scottish National Gallery (in italiano Galleria Nazionale di Scozia) è una galleria d’arte di Edimburgo, la capitale della Scozia. La costruzione che ospita la galleria è un edificio in stile neoclassico del 1859, anno in cui fu inaugurato il museo, e fu progettata da William Henry Playfair.

La National Gallery ospita un volume imponente di opere di grande prestigio e questo fa sì che questa galleria sia una delle più importanti della Gran Bretagna, nonchè dell’Europa tutta.

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Le sale della Galleria

Il museo si fondò inizialmente sulle opere della Royal Institution attiva dagli inizi dell’Ottocento e poi si è andato arricchendo progressivamente fino ad assumere le caratteristiche di una delle più belle ‘piccole collezioni’ del mondo.

Nel 1946 ha ricevuto in prestito permanente da duchi di Sutherland le opere della famosa collezione Bridgewater, già a Londra, che comprende tre opere di Raffaello, cinque di Tiziano, un autoritratto di Rembrandt, e otto dipinti di Poussin, tra cui la famosa seconda serie dei Sette Sacramenti. Il presito venne riconfermato nel 2009 per altri 21 anni.

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Nel 1961 la pinacoteca ha avuto in dono la collezione Maitland di impressionisti francesi. Negli ultimi 25 anni, infine, sotto la direzione specialmente di Thymothy Clifford, direttore fino al 2005, la Galleria si è arricchita di capolavori tra gli altri di Botticelli, Guercino, Guido Reni, Gian Lorenzo Bernini e specialmente della seconda versione delle Tre Grazie di Antonio Canova, già del Duca di Bedford, acquistata insieme al Victoria and Albert Museum di Londra nel 1994.

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La collezione più consistente è quella riguardante la pittura scozzese: la Scottish National Gallery è la galleria che detiene il patrimonio maggiore.

Sono inoltre di proprietà della galleria opere di Vitale da Bologna, Tintoretto, Veronese, Rubens, Van Dyck, Velazquez, e di molti altri autori. Non possono mancare gli esponenti dell’Impressionismo e del Post Impressionismo come Vincent van Gogh, Claude Monet, Paul Gauguin.

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Un così importante museo d’arte non poteva essere tralasciato durante la mia visita nella capitale scozzese e in effetti merita assolutamente l’attenzione del viaggiatore. L’ingresso gratuito invoglia ancora di più chi non è appassionato (e non solo) a visitare questo luogo: la lungimiranza del museo nell’applicare questa politica è senza pari. L’arte, infatti, deve essere fruibile e apprezzata da tutti, senza vincoli o costrizioni. Un approccio che condivido assolutamente. Capisco però anche i musei che fanno pagare il biglietto d’ingresso, date le scarse (o a volte nulle) convenzioni che ricevono.

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Le sale del museo sono ampie e luminose e permettono al visitatore di scattare delle belle foto alle opere d’arte, ben illuminate. Consiglio vivamente di visitare questo piccolo gioiello di Edimburgo, città storica di famosa bellezza.

Informazioni Utili

La National Gallery of Scotland si trova ad Edimburgo, presso il The Mound, in pieno centro storico.

La galleria è facilmente raggiungibile a piedi e con i mezzi pubblici.

L’ingresso alla Galleria è completamente gratuito.

La Galleria è aperta ogni giorno, dalle 10 del mattino fino alle 17.

Il giovedì la chiusura è alle ore 19.

Per saperne di più, visitate il sito ufficiale.

I Luoghi della storia: Le Aule Storiche dell’Università di Pavia

A luglio del 2019 mi è stato concesso il permesso di realizzare qualcosa di unico: un servizio fotografico in solitaria all’interno delle Aule Storiche dell’Università di Pavia. Purtroppo le Aule Storiche non sono visitabili normalmente quindi la loro apertura è piuttosto eccezionale, se non in occasione di manifestazioni, convegni e sedute di laurea. Le Aule Storiche che ho visitato sono state le seguenti: Aula Magna, Aula Scarpa, Aula Foscolo, Aula Volta.

Aule storiche

Ci tengo a ringraziare per la disponibilità la Signora Lucia Pomidoro per avermi dato questa possibilità, il Signor Massimo Lafortezza per avermi accompagnato nella visita delle Aule e il personale universitario che ha reso possibile questo servizio fotografico e la realizzazione del seguente articolo.

Le Aule Storiche dell’Università di Pavia si trovano nell’edificio centrale, in Strada Nuova, a Pavia. Queste sono state restaurate e oggi possono ospitare sedute di laurea, convegni, conferenze e altri eventi divulgativi. Assieme alla Biblioteca Universitaria di Pavia (leggete qui il mio articolo), conferiscono lustro e magnificenza all’ateneo pavese.

Cominciamo dalla prima, nonchè la più grande, aula che ho visitato: l’Aula Magna.

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L’Aula Magna

L’Aula Magna fu opera dell’architetto brianzolo Giuseppe Marchesi: fu lui anche il restauratore dell’Aula Scarpa e dell’Aula Volta. Il progetto di questa grande aula fu esaminato nel 1837 ma i lavori iniziarono solo nel 1845, terminando naturalmente 5 anni dopo. All’interno dell’aula si può ben percepire il gusto classico: assolutamente visibili sono infatti il pronao con colonne corinzie e il timpano adornato da delle sculture. All’interno dell’ampia aula si distinguono numerose colonne con capitelli sempre corinzi, che vanno ad adornare le tre navate e che reggono la cornice su cui si innesta la volta centrale a botte con casse a stucco.

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L’Aula Magna dall’alto

Nell’abside campeggia il ritratto di Vittorio Emanuele II a cavallo. L’aria che si respira è di austerità e di sacralità: si percepisce l’importanza delle cerimonie che qui sono avvenute e che continuano ad avvenire. Ciò che mi ha colpito di più di questa Aula è l’imponenza del soffitto e delle sue decorazioni: non sono un’esperta d’arte ma devo proprio ammettere che questo soffitto sarà difficile da dimenticare!

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Proseguo con la mia gentile guida e mi dirigo all’Aula Volta, cioè l’ex Teatro di Fisica.

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L’Aula Volta

Quest’Aula si trova al primo piano, in corrispondenza del cortile delle statue. I lavori di costruzione furono affidati a Leopoldo Pollack (che la iniziò nel 1785 e concluse nel 1787), su ordine dell’Imperatore asburgico Giuseppe II, e l’aula venne poi restaurata da Giuseppe Marchesi. Quest’aula venne intitolata ad Alessandro Volta, che qui svolse i suoi insegnamenti e le ricerche che portarono alla scoperta della famosa “Pila di Volta”. Volta fu anche Magnifico Rettore dell’Università. L’Aula Volta, di minor dimensioni rispetto all’Aula Magna, è stata realizzata ad emiciclo e con soffitto piano (solo in seguito verrà sostituito con quello che possiamo osservare oggi, con una volta a conchiglia). All’interno sono presenti dei trompe-l’oeil che continuano la serie di finestroni sugli scranni a gradinata di fronte alla cattedra. Le colonne che ornano la sala sono in rosso di Francia e alle due estremità dell’Aula si trovano due statue, una di Galileo Galilei e l’altra di Bonaventura Cavalieri. Non poteva poi mancare qualcosa che riconducesse al Volta, ovvero un busto in marmo e un’iscrizione che illustra l’importanza dello scienziato e dei studi.

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Mentre realizzo il mio servizio scambio quattro chiacchiere con il mio accompagnatore, che queste aule le conosce molto bene, e mi racconta degli ospiti illustri che hanno calcato questi pavimenti. Sembra davvero di tornare indietro nel tempo!

Proseguiamo il nostro tour e ci dirigiamo verso l’aula a mio avviso più bella: l’Aula Foscolo.

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L’Aula Foscolo

Sono particolarmente legata a questo luogo in quanto proprio qui ho discusso la mia tesi della Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie per la Natura e proprio qui ho potuto assistere ad una conferenza di Paolo Mieli, storico che ammiro moltissimo.

L’Aula Foscolo fu progettata dall’illustre architetto Giuseppe Piermarini nel 1770, questa volta su volere dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, grande mecenate che fece rimodernare tutta l’Università di Pavia, oltre che costruire l’Orto Botanico e la Biblioteca Universitaria di Pavia. L’Imperatrice desiderava che venisse costruita una sala espressamente destinata alla cerimonia delle lauree e così venne costruita questa illustre aula che ancora oggi spesso viene adibita allo scopo originario. Nel 1927 venne restaurata in occasione del centenario della morte del sommo Foscolo, ma perchè è dedicata a lui? Perchè nel 22 gennaio 1809 il poeta qui tenne la famosa prolusione “Dell’origine e dell’ufficio della letteratura. L’Aula ha una pianta rettangolare ed è illuminata da finestre di grandi dimensioni che danno sul primo piano, su cui è situata. Le pareti sono state dipinte dal pittore pavese Paolo Mescoli nel 1782: sulla volta si riconosce Minerva in compagnia di Nettuno. Nelle porzioni di parete, nelle finestre, furono realizzate specchiature in cui “le Facoltà, che vengono insegnate nella detta Università” sono dipinte “in modo di cariatidi intrecciate fra grotteschi con loro simboli rispettivi”. I due grandi ritratti a olio dei sovrani Maria Teresa e Giuseppe II, dipinti a Vienna da Hubert Maurer nel 1779, furono pensati come parte integrante della decorazione.

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Che dire, la più maestosa e decorata delle Aule storiche non può che impressionare per la sua bellezza e per la sua magnificenza. Tanti sono i ricordi che riaffiorano mentre scatto e forse c’è un po’ di commozione davanti a tutta questa meravigliosa beltà.

L’ultima aula, ma non meno bella, è l’Aula Scarpa, intitolata così in onore dell’anatomo-chirurgo Antonio Scarpa, che venne chiamato dalla corta Asburgica per prestare i suoi servigi all’Università di Pavia dal 1783.

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L’Aula Scarpa

Due anni dopo il Pollack, con accordi presi con lo stesso scienziato, progettò e realizzò l’Aula Scarpa come Teatro Anatomico dell’Università. All’epoca, questo fu il più importante di tutta la Penisola. L’aula ha forma semicircolare e si ispira ai modelli dei teatri antichi. La sala è illuminata da tre finestrone tutto sesto che si aprono su Corso Carlo Alberto e da altre due che si trovano all’innesto del lato curvo. Tra una finestra e l’altra si trovano dipinte le urne cinerarie dedicate a illustri medici del passato (Bartolomeo Eustachio, Gabriele Falloppio, Giovan Battista Morgagni e Bartolomeo Eustachio). Questo però non è l’unico tributo ai grandi della medicina del passato: si possono ben vedere infatti i busti di Luigi Porta, Johann Peter Frank, Antonio Pensa, Luigi Zoja, Bartolomeo Panizza (successore di Scarpa), lo stesso Antonio Scarpa e Giovanni Alessandro Brambilla (chirurgo pavese dell’Imperatore Giuseppe II). L’Aula venne restaurata da Marchesi che inserì la volta ad ombrello al posto del soffitto con decoro a cassettoni. La forma permette l’inserzione delle gradinate utilizzate dagli studenti per assistere alle lezioni di anatomia basate sulla dissezione dei cadaveri. Sulla vela centrale proprio sopra alla cattedra si riconoscono le figure di due uomini che rappresentano la medicina e la chirurgia, in stretto di mano, in segno di riconoscenza: Antonio Scarpa fu uno dei primi pensatori che sostese il collegamento stretto tra medicina e chirurgia (a quell’epoca la chirurgia veniva vista come una scienza inferiore, da affidare a persone di rango più basso). La stretta di mano vuole proprio suggellare questa unione così imprescindibile delle due scienze. Sulle altre vele si alternano delle grottesche a delle figure alate che hanno in mano i ferri del mestiere del chirurgo.

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Dopo aver scattato qualche foto il mio giro si doveva concludere qui ma, grazie alla gentilezza del mio accompagnatore, sono riuscita a visitare anche altre aule: l’Aula del ‘400, l’Aula di Disegno e la Sala delle Lauree della facoltà di lettere. Purtroppo di queste aule non ho trovato informazioni esaustive da potervi scrivervi qui, quindi mi limito a mostrarvi gli scatti che ho realizzato.

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Poter scattare all’interno di queste aule è per me un sogno che davvero si è avverato. Il silenzio, la maestosità e la bellezza si fondevano in un tutt’uno e davano vita ad un’atmosfera incredibilmente suggestiva.

Ringrazio ancora la Signora Lucia Pomidoro per avermi seguito nella richiesta di utilizzo delle Aule Storiche, il Signor Massimo Lafortezza per avermi accompagnato nel mio tour aprendomi le porte di un mondo meraviglioso e tutto il personale dell’Università di Pavia per aver reso tutto questo possibile.

GRAZIE!!