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Il Museo del Mese: il Centro di documentazione sul Nazionalsocialismo di Colonia

Ogni volta che visito una città tedesca cerco sempre di esplorare i musei, in particolare quelli sulla storia di questo Paese. Al contrario dell’Italia, la Germania ha deciso di aprire dei Centri di Documentazione riguardanti gli anni bui della dittatura nazista, in modo che questo periodo storico non fosse dimenticato e soprattutto per imparare a non cadere di nuovo nella trappola del razzismo e del fanatismo: dalla storia si può solo che imparare e la Germania ha ben imparato a non cancellare le tracce di questo orrendo passato, ma anzi di mostrarle a tutti per far comprendere gli orrori che la specie umana può contemplare. In una chiave di conoscenza e di coscienza di ciò che è accaduto, il Paese ha deciso di aprire i Centri di Documentazione sul Nazionalsocialismo, luoghi dove si possono consultare documenti inerenti, visionare filmati e fotografie, osservare oggetti di uso quotidiano e non della dittatura e conoscere attraverso testimonianze che cosa voleva dire vivere sotto il regime ed essere un perseguitato. Colonia è tra le città che ospitano un NS-Dokumentationszentrum assieme a Monaco di Baviera (leggete qui il mio articolo) e questo centro è tra i più completi e ricchi.

NS colonia

Il Centro di documentazione sul Nazionalsocialismo di Colonia venne creato a seguito di una risoluzione del consiglio comunale del 13 dicembre 1979 ed è il più grande museo regionale della memoria per le vittime del Nazismo di tutta la Germania. Tuttavia, soltanto nel 1987 nacque il Centro come lo intendiamo oggi, cioè visibitabile (prima era solo un luogo di ricerca accademica). Come spesso accade in questi casi, il Centro o il Museo è stato ricavato all’interno della ex sede della Gestapo, cioè la polizia segreta nazista. Oltre a ciò, il Centro si ricopre di una forte carica emotiva dato che nel cortile  interno di questo palazzo ospitante centinaia di persone, sul fine della guerra, vennero ammassate e assassinate.

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All’interno del centro si trova un percorso espositivo permanente e un memoriale sulle vittime della Gestapo.

Il Partito Nazionalsocialista ebbe un’influenza molto forte sulla città di Colonia e anche qui si instaurò un clima di odio e di soppressione: il Centro di Documentazione ci mostra, attraverso fotografie e documenti esposti, come tutta la vita dei cittadini fosse controllata e incanalata all’interno delle logiche perverse della dittatura. Il Centro si costituisce così testimonianza diretta attraverso gli oggetti della vita omologante e scandita di quell’epoca. Non mancano anche alcune onoreficenze naziste, come la Croce delle Madri Tedesche, che veniva conferita alle madri di famiglie numerose, sempre nell’ottica dell’esaltazione della razza ariana.

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Ciò che però forse lascia più stupiti e sgomenti, sono i documenti e le fotografie dei migliaia di perseguitati che a Colonia vennero spediti letteralmente presso i campi di concentramento e di sterminio. Possiamo qui osservare i documenti di identità di queste vittime, le fotografie, i loro volti: davanti a queste testimonianze non si può che chiedersi come fosse stato possibile questo odio e questo abominio.

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Lasciata l’esposizione permanente, io e Gabriele ci siamo diretti verso la parte più buia di questo luogo: le prigioni. All’interno di queste si possono riconoscere ancora i segni della prigionia, come scritte e disegni lasciati dai condannati. Era proprio qui che la Gestapo torturava le vittime per estorcere informazioni. Spesso da queste prigioni le vittime non uscivano vive.

Qui sotto, nelle prigioni, l’aria si fa pesante, mesta di ricordi, quasi soffocante: tutti noi visitatori osserviamo in religioso silenzio questi luoghi di aberrazione, passando una per una le celle fino ad arrivare al cortile: questo non è visitabile, ma si può facilmente vedere attraverso una vetrata. Nella nostra mente si concretizzano immagini di morte e la tristezza ci assale. In fondo, però, è giusto che noi giovani possiamo visitare questi luoghi e renderci conto di quanta sofferenza, quanto odio e quanta malvagità l’uomo può provare e far provare.

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Dopo circa due ore di visita lasciamo il NS-Dokumentationszentrum ricchi di una nuova esperienza vissuta e contenti di aver visto come, anche a Colonia, la memoria sia ben conservata e accessibile a tutti, senza censure né vergogna ma, invece, con grande consapevolezza.

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Foto e testimonianze

Orari e Tariffe

Il NS-Dokumentationszentrum di Colonia si trova in Appellhofplatz 23-25 ed è raggiungibile con la metro omonima “Appellhofplatz” o a 10 minuti a piedi dalla stazione centrale.

Il NS-Dokumentationszentrum di Colonia è aperto dal Martedì al Venerdì dalle 10.00 alle 18.00, il Sabato e la Domenica dalle 1.00 alle 18.00.

Ogni primo giovedì del mese l’apertura sarà dalle 10.00 alle 22.00.

Il Centro è chiuso il lunedì e durante la festività del Carnevale.

Il prezzo di entrata è di 4,50 euro per gli adulti e di 2,00 euro per il ridotto.

L’ingresso è gratuito per i minori di 6 anni e per i residenti fino a 18 anni.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

Diario di viaggio: Colonia – giorni 2 e 3

Continua il mio viaggio a Colonia, tra imprevisti e tempo incerto! La chiusura dei Musei, devo ammetterlo, mi ha colto un po’ alla sprovvista e quindi trovare qualcosa da fare, con la città blindata a causa del Carnevale, non è stato facile, ma la vostra Donna Vagabonda sa adattarsi in qualunque situazione (o almeno ci prova!) e quindi ha cercato nuovi luoghi da scoprire.

Colonia

Una piccola sorpresa

E’ domenica e fa freddo: il vento sferza il mio viso e quello di Gabriele e l’ideale sarebbe proprio un luogo chiuso da visitare, ma le opzioni sono davvero poche. Decidiamo dunque  di dirigerci comunque in centro per fare un giro della città e provare a vedere se il Duomo è aperto. Per nostra grande, anzi grandissima, fortuna, il Duomo è aperto perchè c’è la messa e finalmente riusciamo ad entrarvi, anche se, per ovvi motivi, non possiamo visitarlo a pieno: le guardie ci hanno fermato all’inizio della navata, ma riusciamo comunque a scattare qualche foto e a percepire la grandiosità di questo edificio religioso. La struttura è imponente ed il soffitto così alto trasmetto un senso di superiorità e maestosità. Estasiati, riusciamo a comprendere quanto studio e lavoro ci fossero stati dietro a questa cattedrale.

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Mezzi confortati, usciamo per vedere se almeno i negozi sono aperti e, come mi aspettavo, non lo erano affatto: la domenica in Germania è proprio sacra (come pure il Carnevale!). Spulciando su internet scopriamo però che un luogo aperto c’è: si tratta dello Zoo di Colonia. Curiosi di visitarlo, prendiamo la metro e ci dirigiamo proprio qui.

Un cambio di programma molto apprezzato!

In molte città ho visitato gli zoo e devo dire che ne sono sempre rimasta soddisfatta, soprattutto degli zoo tedeschi: dopo quello di Berlino, di Stoccarda e di Heidelberg, perchè non visitare anche quello di Colonia? Con un po’di amaro in bocca, entriamo dunque in uno dei giardini zoologici più importanti dello Stato, in attesa di ritrovare il sorriso.

Il sorriso, non si è fatto attendere dato che abbiamo subito potuto constatare che gli animali, anche qui, vivono in recinti ampi e dotati di tutti i confort da loro richiesti. Il percorso si snoda iniziando dai cammelli e dagli orsi, fino ad arrivare agli elefanti e ai pinguini. Vedere gli ospiti trattati con rispetto, coccolati e quasi “venerati” ci ha riempito di gioia. Gabriele non visitava uno zoo da quando era davvero troppo piccino e queste sono state le sue impressioni:

virgolette Lo zoo di Colonia si è rivelato una sorpresa tanto inaspettata quanto gradita. Non avendo memoria di altri giardini zoologi è stato davvero un piacere poter vedere di persona tante specie diverse ospitate in riproduzioni dei loro habitat naturali. L’intersa struttura offre inoltre l’opportunità di trascorrere una piacevole giornata a contatto con la natura a dispetto di quasi ogni condizione metereologica, regalando numerose ore di divertimento adatte ad ogni età.

Il tempo ha anche retto molto bene, non ha mai piovuto nonostante un cielo davvero plumbeo e minaccioso.

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La ricchezza faunistica è davvero degna di nota: possiamo trovare parecchi felini, come il Leopardo delle nevi (Panthera uncia) ed il Leone asiatico (Panthera leo persica), numerosi primati come il Gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) o l’Orangutan (genere Pongo), e ancora una nutrita avifauna come pappagalli, gru, aironi e anatidi. Non possiamo non menzionare le bellissime e simpatiche Giraffe reticolate (Giraffa reticulata) e gli enormi ippopotami (Hippopotamus amphibius). Le dimensioni dello Zoo sono davvero ragguardevoli e per visitarlo tutto, con spiegazione scientifiche della sottoscritta e le tante curiose domande di Gabriele, ci abbiamo messo quasi un’intera giornata! Si può proprio dire che lo Zoo ci abbia salvato in questa mini-vacanza!

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Non siamo riusciti a vedere l’acquario, che si trova proprio di fronte allo zoo, ma chissà che un giorno non torneremo ad ammirare questi meravigliosi animali proprio qui a Colonia!

Stanchi e, finalmente, soddisfatti, decidiamo di rientrare verso il centro per la cena: dato che non siamo rimasti delusi la prima volta, tentiamo ancora la sorte e ci dirigiamo verso il ristorante sotto la stazione di Schweinske per assaporare una Schweinske schnitzel e un succulento curry-wurst! Anche questa volta, il nostro stomaco ha ben gradito!

Verso la fine del nostro weekend lungo

Il weekend sta davvero per terminare, ma abbiamo deciso di ripartire verso l’Italia con un volo a metà pomeriggio, in modo da poterci godere ancora qualche ora in questa città così particolare.

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Curiosi di vedere qualche maschera e confortati da un tiomido sole che spunta, ma solo per pochi istanti, decisiamo di tornare verso il centro della città per fotografare qualche figurante: non rimaniamo delusi perchè il lunedì è il giorno delle parate e riusciamo, nel poco tempo rimasto a disposizione, a fotografare alcune maschere davvero meravigliose. Tutti i partecipanti lanciano fiori e caramelle e la folla si sbraccia nel tentativo di ricevere uno di questi premi. Anche noi veniamo catturati da questa atmosfera giocosa e festante e decisiamo di fermarci per goderci una piccola parte della parata.

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Il tempo, per noi, è però giunto al suo scadere e tornare in Italia ci mette davvero tristezza. E’ ora di salire sul treno che ci conduce all’aeroporto, per poi rimpatriare.

Conserviamo un sapore agrodolce di Colonia e ci promettiamo di rivisitarla, ma non a Carnevale!

Diario di viaggio: Colonia – Giorno 1

Colonia 1-4 Marzo 2019

Era da tanto che volevo scrivere un nuovo diario di viaggio e finalmente è arrivata la giusta occasione. Benchè questo sia breve e costituito solo da tre giorni, penso sia uno dei più particolari che abbia mai scritto. Colonia, la città del Carnevale e del folklore, la vedetta sul Reno, è la protagonista di questa serie di articoli. Desideravo ardentemente tornare in Germania, chi mi segue lo sa quanto ami questa terra, al punto di sentirmi a casa quando ho l’occasione di visitarla, e quindi mi sono detta: perchè non visitare Colonia? Non ci ero mai stata, ed era ora di rimediare a questa mancanza!

Colonia

Partenza dall’Italia e arrivo a Colonia

Dopo aver pianificato il tutto nei minimi dettagli (leggete il mio articolo a riguardo), è giunto il momento di partire! Viaggiare dopo una giornata di lavoro non è mai il massimo, ma bisogna ottimizzare il tempo per trarne più vantaggi possibili, dunque bando alle ciance, zaino in spalla e valigia alla mano…Si parte! Da Bergamo, io e Gabriele partiamo alla volta di Colonia con un volo diretto di circa 1 ora e 10 minuti con la compagnia di volo RyanAir: è la prima volta che viaggio con loro e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto! Con la tariffa “priority” ho potuto portare due bagagli a mano e saltare la fila al banco d’imbarco: un bel vantaggio! Sono così elettrizzata, stavo contando i giorni al mio ritorno in Germania dopo due anni di assenza e non vedevo l’ora di aggiungere un altro Land a quelli già visitati.

Dopo un’ora e dieci di volo un po’ turbolento, arriviamo all’aeroporto di Colonia con tanta voglia di raggiungere il nostro albergo. La prima tappa è però la stazione del treno, o meglio, della S-Bahn che ci porterà direttamente alla stazione centrale della città (Hauptbahnof). Un gentile addetto ci aiuta con i biglietti e in men che non si dica ci troviamo sul treno: con 3 euro a testa raggiungiamo il cuore di Colonia in meno di 20 minuti, ah l’efficienza tedesca come mi mancava!

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La Hauptbahnof

Arrivati in stazione non possiamo non notare la calca che si riversa verso i binari e verso la città, ma siamo davvero troppo stanchi per dare un’occhiata al suo esterno (benchè siamo proprio ai piedi del Duomo), così decidiamo di mangiare qualcosa di caldo e veloce presso il KFC della stazione: siccome in Germania esigo da me stessa di parlare tedesco, ordino la cena proprio nella lingua che amo di più e devo dire che me la sono cavata egregiamente! Incoraggiata dal mio piccolo successo, decido dunque di parlare tedesco ovunque mi è possibile. Dopo una buona e lauta cena a base di pollo fritto e patatine, è ora di dirigerci verso il nostro albergo, l’Hotel im Wasserturm di Colonia, a sole 4 fermate di metro dalla stazione centrale. L’imponenza della struttura, che si trova davvero in una posizione vantaggiosa, ci sorprende: l’ex cisterna dell’acqua è stata trasformata in un hotel di lusso davvero particolare. Finalmente entriamo e ci viene affidata la camera numero 902 al nono piano: la vista della città è sbalorditiva ma ora ciò che ci preme di più è infilarci sotto le coperte, abbiamo proprio bisogno di dormire!

Inizia la vacanza!

Il risveglio con me non è mai tardivo, infatti alle 8 sono già in piedi e ho voglia di visitare la meravigliosa Colonia. Butto giù il povero Gabriele dal letto, che non avrebbe disdegnato un’altra ora di sonno, e ci dirigiamo verso la sala colazioni dell’hotel: un buffet ben assortito e un’accoglienza degna dei migliori alberghi ci attendono! Notiamo come la clientela sia tutta tedesca e come non ci siano nè italiani nè altri visitatori provenienti da altre realtà: questo albergo continua a sorprendermi! Dopo la dolce colazione, prendiamo la metro numerno 18 (o 16, è indifferente) a Poststrasse verso il Duomo, che è la stessa fermata della Stazione Centrale. L’atmosfera carnevalesca si può respirare già sulla metro, dato che incontriamo parecchie persone vestite per l’occasione, di ogni età.

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Arrivati al Duomo notiamo subito la sua imponenza e maestosità. La cattedrale è costruita in stile gotico e si ispira alle chiese di Amiens e di Beauvais: i lavori per la sua costruzione iniziarono il 15 agosto del 1248, giorno in cui l’arcivescovo Corrado di Hochstaden posò la prima pietra. Oltre alla sua magnificenza, incredibile è anche la storia della sua costruzione: infatti, questa durò ben 600 anni e terminò solo nel 1880! L’odierna chiesa venne costruita allo scopo di ospitare le reliquie dei Re Magi. Nel 1880 il completamento di quella che all’epoca era la più grande cattedrale di tutta la Germania venne festeggiato con un grande ed importante evento nazionale a cui presenziò anche il Kaiser Guglielmo I. Con le sue due Torri cuspidate di ben 157 metri d’altezza, è la seconda chiesa più alta dello Stato tedesco dopo il Duomo di Ulma ed è la terza più alta del mondo. La facciata è la più grande del mondo per un edificio religioso.

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Il Duomo resistette a ben 14 bombardamenti che la città subì durante la Seconda Guerra Mondiale: venne comunque danneggiato durante il conflitto e i lavori di restauro terminarono nel 1956. Tutta questa magnificenza e questa fama ci avevano proprio convinto a scegliere Colonia come meta da visitare, tra tutte le città della Germania ma…Non abbiamo potuto visitare il Duomo.

La brutta notizia

Ebbene sì, durante il Carnevale la chiesa viene chiusa per motivi di sicurezza, così come la Camera del Tesoro e la Torre del Duomo. Vedere la chiesa tutta transennata e chiusa ci ha fatto intristire non poco: potevamo aspettarcelo, ma davvero non lo abbiamo previsto. Un po’ scoraggiati, ci dirigiamo verso l’Ufficio del Turismo per ritirare la nostra Colonia Card, che ci permette di viaggiare sulle linee del trasporto pubblico gratuitamente e di avere una riduzione sui biglietti delle principali attrazioni tedesche. All’ufficio del turismo scopriamo un’altra assurda e davvero incredibile verità: i musei sono tutti chiusi per il carnevale, da sabato a martedì compreso e alcuni addirittura fino a giovedì.

Questa proprio non ci voleva. Siamo venuti a Colonia per visitare il suo centro suggestivo, per vedere il Duomo e per apprezzare i suoi importanti musei: alla fine invece non riusciamo nemmeno a vedere il famoso Museo d’Arte della fondazione Wallraf-Richartz. Solo oggi, il primo giorno, i musei sono aperti, ma oggi è anche il giorno migliore per visitare il centro, che non è ancora chiuso e transennato per le sfilate. Che fare dunque? Decidiamo di visitare il centro per metà giornata e poi visitare il museo “più piccolo”, cioè il NS-Dokumentations-zentrum, il Centro di Documentazione sul Nazionalsocialismo.

Sono rimasta davvero indispettita dalla risonanza che ricopre il Carnevale in questa città: capisco che è una festa davvero sentita ma chiudere i musei mi sembra davvero esagerato. Inoltre, sia su Google che sui siti dei Musei, la chiusura non è per niente segnalata: a saperlo, avrei forse scelto un’altra meta, molto più tranquilla e senza il “peso” del Carnevale. Se volete dunque visitare Colonia per apprezzare il suo lato culturale, non venite durante i festeggiamenti del Carnevale!

Non ci scoraggiamo!

La “mazzata” l’abbiamo sentita eccome, ma non ci facciamo perdere d’animo: abbiamo tutto il centro da scoprire e il tempo, benchè non sia dei migliori, ci sta risparmiando la pioggia, dunque iniziamo il tour della città! Le vie del centro sono ricche di negozi delle più prestigiose firme della moda e delle grandi marche di vestiti e non solo. Non possiamo non visitare la boutique della famosa Acqua di Colonia, il 4711, che attira davvero moltissimi turisti, soprattutto asiatici. L’Acqua di Colonia compratela qui, perchè in altri negozi il prezzo sale, così come in aeroporto!

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La via più importante mi ricorda la via dello shopping di Heidelberg: questa struttura è tipica dei centri storici “ricostruiti” dopo la guerra: di antico è rimasto ben poco e i palazzi moderni hanno rimpiazzato le vecchie macerie. Una visita secondo me lo merita il negozio Elbenwald: da grande nerd e appassionata di Star Wars, Harry Potter e di videogiochi, entrare in questo negozio è stato come entrare in una fiaba grazie agli innumerevoli gadget e magliette che offre. Davvero, non fatevi scappare l’occasione di vederlo!

Dopo aver fatto qualche acquisto, ci dirigiamo verso Neumarkt per respirare un po’ di atmosfera carnevalesca: la piazza è letteralmente invasa dai tedeschi in festa, tutti travestiti con abiti bizzarri, con colori sgargianti. Cerchiamo di immergerci in questa atmosfera festante ma veniamo lettarlmente risucchiati dalla folla. Dopo 10 minuti di confusione e di birra che scorre a fiumi, riusciamo a defilarci per fotografare meglio situazione: i tedeschi prendono davvero troppo sul serio il Carnevale!

E’ già ora di pranzo, così decidiamo di fermarci all’interno della Neumarkt Galerie per cercare un posticino sfizioso: eccoci dunque all’interno di un BackWerk, uno dei tipici “take away” tedeschi: in Germania questi piccoli “prendi e porta” sono molto comuni, soprattutto all’interno dei centri commerciali e delle stazioni ferroviarie. Ricordo di aver mangiato presso queste strutture anche a Stoccarda e a Berlino, dunque conoscevo già la qualità del cibo. Il rapporto qualità/prezzo è stupefacente e la scelta è ampia: dal dolce al salato potrete acquistare ciò che vorrete e spendere davvero poco. Non mancano poi le bevande calde e quelle fredde, quindi se vorrete bere un caffè non dovrete cercare un ulteriore bar! Con un buon Pretzel ci gustiamo il pranzo, pronti per ripartire!

Il tempo ci sta regalando una giornata tutto sommato discreta, quindi ci dirigiamo verso l’Alter Markt e la Colonia “vecchia” per scattare qualche fotografia: come per Neumarkt, la piazza è blindata con transenne e spalti. Purtroppo ciò impedisce di apprezzare a pieno la bellezza della piazza e la presenza delle caratteristiche casette colorate a causa delle misure di sicurezza adottate per proteggere la piazza stessa: anche il Municipio, il più antico della Germania, risulta penalizzato da queste misure, dato che la piazza stessa su cui sorge la facciata è chiusa. Ci limitiamo, con grande amarezza, a scattare dove riusciamo e ci dirigiamo verso la riva del Reno.

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La vista qui è meravigliosa: si vede tutta la città aldilà del Reno, nonchè il meraviglioso Hohenzollernbrücke, un simbolo della città. Il Ponte Hohenzollern è un ponte ferroviaro che attraversa il Reno, in asse con l’abside del Duomo. Il ponte venne costruito dal 1946 al 1948 in sostituzione di un ponte precedentemente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre ad essere un ponte ferroviario, il ponte ha anche un passaggio pedonale e permette il passaggio alla riva opposta. Ciò che ci lascia sbigottiti, oltre all’imponenza dell’opera, è il fatto che il ponte è costellato da lucchetti, tanto da guadagnarsi il titolo di Ponte più romantico della Germania! Di solito non apprezzo i lucchetti sui ponti, ma qui sono davvero un valore aggiunto perchè ricoprono tutto il ponte, dividendo naturalmente i binari con il passaggio pedonale.

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Giunti dalla parte opposta non possiamo che ammirare il Duomo incorniciato dal Ponte: una vista classica di Colonia, ma davvero suggestiva: solo questa, vale davvero il viaggio in questa città!

Ci sediamo per ammirare questa vista spettacolare, accoccolati e contenti di essere in Germania, nonostante tutte le disavventure.

Torniamo alla Colonia vecchia e scattiamo ancora qualche fotografia prima di arrivare all’ora di cena: l’atmosfera del Carnevale ci ha davvero disorientato e anche un po’ spossato perciò decidiamo di dirigerci verso il NS – Dokumentations Zentrum.

Verso la conclusione della giornata

Con una sola fermata di metro, arriviamo ad Appellhofplatz e ci dirigiamo verso il Museo, che si trova all’interno della ex sede della Gestapo (proprio come a Lione, leggete qui il mio articolo a riguardo): grazie alla Colonia Card abbiamo una piccola riduzione sul biglietto d’entrata (utile come sempre acquistare le Card, come ho fatto già in numerose altre città italiane ed estere) e possiamo entrare per goderci questa esperienza così particolare. Ho già visitato il NS – Dokumentations Zentrum di Monaco (leggi qui il mio articolo a riguardo) e mi aspettavo un’esperienza analoga: in un certo senso le mie aspettative non sono state disattese, dato che il museo, sviluppato su tre piani, offre una prospettiva della vita durante gli anni bui del Nazismo, in particolare nella città di Colonia. Con molte testimonianze cartacee, oggetti e video proiettati, il museo si propone di mostrare la vita dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, la propaganda e la persecuzione verso gli Ebrei e non solo. Non voglio anticiparvi molto perchè approfondirò questo Museo con un articolo a lui dedicato.

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Soddisfatti ma molto stanchi, ci ritiriamo in camera per una doccia prima di uscire per consumare l’ultimo pasto. L’unico neo del nostro hotel è quello di non trovarsi in un quartiere ricco di ristoranti, quindi dobbiamo tornare in centro per gustarci una cena tedesca. Non dobbiamo faticare molto, perchè già in stazione centrale, nella Markt Halle, troviamo un ristorante della famosa catena Schweinske, specializzata in cucina tedesca: non sarà proprio come mangiare in una Brauhaus ma già alle 17:30 i locali erano stracolmi di tedeschi in festa, alle 19 la situazione non era migliorata, perciò bisogna adattarsi con quello che si ha, e alla fine non ci è mica dispiaciuto! Con una Jäger – und Sammlerschwein Schnitzel e un Hamburger con Bacon, la cena è servita!

E’ ora di rientare, la stanchezza ci pervade e dobbiamo rifare l’itinerario per i giorni seguenti, dati i numerosi imprevisti capitati: dove andremo? Lo scoprirete nel prossimo articolo del Diario di Viaggio di Colonia!

Per leggere la pianificazione del viaggio, cliccate qui.

Pianificazione del viaggio: Colonia 2019

Mancano ormai due settimane circa alla nostra partenza per Colonia, in Germania, e quindi ho pensato che di solito scrivo articoli per raccontarvi delle mie esperienze di viaggio, ma tralascio un po’ la pianificazione (se non tutta, in parte). Perchè dunque non scrivere un articolo anche sulla pianificazione del viaggio? Magari potrebbe esservi utile, se state progettando un viaggio simile al mio!

Pianificazione Colonia

Köln

1 Marzo – 4 Marzo

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Colonia © Raimond Spekking / CC BY-SA 4.0 (via Wikimedia Commons)

La cittadina di Colonia si trova nella Renania, nella regione del Nord Reno – Vestfalia ed è un centro culturale molto importante non solo in Germania, ma di tutta l’Europa.

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Cartina del Nord Reno – Vestfalia Globe-trotterOpera propria based on North_rhine_w_template_2.svg by TUBS, SnelwegenNederland_2008.png by T Houdijk and the Library Map Collection – University of Texas Libraries.

Budget: 750 euro in due (circa)

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria
Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto per il viaggio in aereo
Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio in Germania. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.
Perchè ho scelto Colonia: volevo visitare una cittadina tedesca che ancora non avevo avuto modo di vedere, e quindi ho scelto Colonia sia perchè si tratta di un weekend leggermente più lungo, sia perchè in questa città si celebra uno dei più importanti Carnevale della Germania. Tra l’altro, molti miei parenti vivono vicino a Colonia, quindi sarà un po’ come un ritorno alle origini!
La scelta dell’Hotel: come sempre, mi sono affidata al mio portale di hotel preferito, Booking, che mi ha sempre assicurato cancellazione gratuita e servizi adeguati, corrispondenti a quelli descritti. Così, ho iniziato a spulciare la lista degli hotel che mi sembravano papabili e ho notato che, già a metà dicembre, molte strutture erano state prenotate per il periodo scelto per il viaggio. Purtroppo sono dovuta uscire un pochino dal mio solito budget per scegliere un albergo non troppo distante dal centro e dai mezzi di trasporto, requisiti fondamentali nella mia scelta. Ho dunque deciso di prenotare una camera doppia presso l’Hotel im Wasserturm, una struttura situata nel cuore della città, e assai particolare: l’hotel è stato ricavato all’interno di una vecchia torre idrica ed è sviluppato sulla sua struttura circolare. Favoloso!
La scelta del volo: quando posso, cerco sempre di optare per un volo diretto senza scali, a causa della mia disavventura con le valigie in Madagascar. E’ così che tramite la piattaforma Skyscanner ho trovato un ottimo volo ad un ottimo prezzo della Ryanair con partenza e ritorno presso l’aeroporto di Orio al Serio di Bergamo. Con largo anticipo direi che ho risparmiato almeno sul volo, portando a casa un pacchetto a 157 euro (con due bagagli a mano a testa e scelta del posto A/R, nonchè priorità all’imbarco).
Itinerario: a Colonia sono tanti i monumenti da vedere e i musei da visitare. Non dimentichiamoci che le strade saranno invase anche da moltissime maschere per il Carnevale, dunque le foto si sprecheranno. Di sicuro, una visita al Duomo è obbligatoria, così come per la Stanza del Tesoro del Duomo. Una foto la scatteremo anche dal Ponte Hohenzollern sul Reno. Il Mercato del Pesce e il Mercato Antico rientreranno di sicuro tra i luoghi da visitare. Per quanto riguarda i musei, una visita non mancherà al Centro di Documentazione del Nazionalsocialismo (ormai tappa obbligata in ogni città tedesca) e alla Fondazione Wallraf-Richartz che è il più grande Museo d’Arte della città. Se il tempo ce lo permetterà, visiteremo anche il Museo del Cioccolato e il Lindenthaler Tierpark, a nord della città.
Cosa portare in valigia: a Colonia le temperature non saranno tanto diverse da quelle italiane, con un range che si aggira tra i 2 e gli 11 gradi. Dunque abbigliamento pesante e comodo, come maglioni di pile e pantaloni felpati. Da non dimenticare la giacca a vento e l’ombrello, dato che il tempo in Germania è molto mutevole. Ospite fissa è sempre la mia macchina fotografica, che porterò con almeno due obiettivi: il 24-105 ed il 70-300 nel caso visitassimo il Parco zoologico. Immancabile anche la cartelletta dalle mille risorse, con tutte le indicazioni su dove andare e come raggiungere i luoghi.
Prima di partire: come sempre, mi informo se nella città di destinazione ci siano particolari sconti o carte per viaggiare sui mezzi pubblici gratuitamente e anche in questo Colonia non delude. Ho dunque acquistato online la Colonia Card che mi permetterà di viagguare gratuitamente su tutti i mezzi pubblici e avere riduzioni sui biglietti d’ingresso dei musei. Dove l’ho acquistata? Sul sito Get Your Guide, una vera garanzia!

Le nuove mete 2019: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Quest’anno voglio scrivere un nuovo articolo, non ho mai trattato viaggi che ancora non ho fatto, ma volevo anticiparvi le mie mete future. A meno che non succeda qualcosa di grave (e spero proprio di no!), le previsioni di viaggio sono queste:

MARZO 2019: Colonia

Ja! Auf Deutchland! Finalmente si torna in Germania, questa volta in Assia, per vedere una delle più belle città dell’ovest, Colonia, famosa per il cioccolato e per la sua meravigliosa cattedrale. Dopo 18 mesi di assenza dalla terra delle mie radici, ci si torna per 4 giorni in vista del Carnevale! Una toccata e fuga ma sempre un’occasione per poter respirare un po’ di aria teutonica e ricaricare le batterie!

Colonia

APRILE 2019: Verona

Ho visitato Verona nel 2016 (tanto che ho scritto un breve articolo su questa città) ma la mia voglia di rivederla e di scattare nuove fotografie non si è chietata e quindi ho già prenotato per 4 giorni nella bella città di Romeo e Giulietta. In occasione delle vacanze di Pasqua, dunque, si torna in Veneto! Oltre alle attrazioni tipiche, vorrei visitare il Museo di Storia Natuale e l’Orto botanico, sperando di trovare tanti fiori da immortalare. Di sicuro, una gita fuori porta culturalmente e naturalisticamente avvincente e con Gabriele la città sarà ancora più romantica!

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LUGLIO 2019: Senegal e Casamance

Dopo ben 5 anni finalmente tornerò in Africa. Una mancanza che si fa sentire fin troppo, irrimediabile se non con un viaggio nella terra che amo di più, la mia Africa. Dopo il Madagascar (leggete il mio diario di viaggio dal primo giorno), tornerò in Africa continentale per scoprire la natura selvaggia e le tradizioni di un Paese affascinante e ancora poco conosciuto al turismo di massa (e meno male!). Come mai il Senegal? In verità cercavo una destinazione non troppo faticosa e non troppo lontana, dato che viaggerò insieme a mio padre che non ha mai sperimentato che cosa voglia dire viaggiare in un gruppo di persone sconosciute e soprattutto sperimentare l’Africa, con tutte le sfide che di sicuro un viaggio del genere (17 giorni!) comporta. Un safari che attraverserà tutto lo Stato, passando anche per il Gambia e toccando natura incontaminata ed ex città coloniali, dove non mancheranno le sorprese e soprattutto tante, tantissime fotografie!

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AGOSTO 2019: Vienna

Dopo un viaggio così impegnativo come quello in Senegal secondo voi potevo fermarmi? Ma certamente no! E così ho già prenotato una bella settimana a Vienna, in vista del mio compleanno. Vienna, la capitale asburgica e una delle città più belle del vecchio continente, l’ho visitata già nel 2009 come viaggio regalo della Maturità (mamma mia come vola il tempo!) e conservo un bellissimo ricordo di questa esperienza, la prima con la mia zia giramondo! Purtroppo non posso replicare facendo Vienna-Budapest, ma di certo non mancheranno occasioni per visitare anche la perla del Danubio! Gabriele non ha mai visitato Vienna, quale migliore occasione del mio compleanno per regalarci questo viaggio così ricco e interessante dal punto di vista storico?

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AGOSTO 2019: Tarvisio – Villach – Maribor

Tornata da Vienna, è ora di ripartire per un classico di fine estate: il Friuli e la Slovenia. Scegliendo come base ancora la comodissima Tarvisio, questa volta punterò a visitare i Laghi del Predil e la Slovenia orientale, con la città di Maribor, senza dimenticare Villach e quindi passando per l’Austria. Una settimana di viaggio in auto verso mete stupende dal fascino mitteleuropeo che ci porterà a scoprire la storia di città piccole ma molto caratteristiche, sempre in compagnia del mio inseparabile papà.

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AGOSTO – SETTEMBRE 2019: Valsassina

Non può certo mancare qualche giorno di relax completo in Valsassina, a casa di Gabriele, per riprendersi dai viaggi ravvicinati e per godersi delle belle passeggiate in mezzo ai prati verdi dei dintorni di Casargo. Staccare la spina, ma sempre con la voglia di non fermarsi mai!

Per ora queste sono le mete che la vostra Vagabonda visiterà, ma chissà se ce ne saranno altre! Di sicuro, il 2019 si prospetta ricco di avventure e di viaggi tutti all’insegna della scoperta e del divertimento!

 

I luoghi della storia: il Castello di Hohenzollern

La Germania, si sa, è un Paese ricco di fascino e di storia e se siete appassionati di castelli e rocche antiche, non potete perdervi assolutamente una visita al castello di Hohenzollern. Il castello, in tedesco Burg Hohenzollern, appartiene alla nobile famiglia prussiana degli Hohenzollern e si trova non lontano dalla città di Stoccarda, nella regione del Baden. La nobile dinastia visse qui dall’Alto Medioevo alla prima guerra mondiale. La rocca si trova posizionata sull’omonimo Monte, di altudine di 855 metri, e rientra nella giurisdizione del comune di di Bisingen.

 

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Il cortile interno  del castello

 

L’esatta data di costruzione non si conosce, ma la rocca appare menzionata la prima volta in un documento scritto che si fa risalire al 1267. Sappiamo però che nel 1423 il castello viene completamente distrutto. Nel 1454 il castello venne ricostruito e durante la Guerra dei Trent’anni subì molti passaggi di mano e cadde irrimediabilmente in rovina. Fu Federico Guglielmo I di Prussia, il famoso “Re Sergente” a voler ripristinare la grandezza di questa fortezza e nel 1850 tutti poterono di nuovo ammirare la maestosità di Burg Hohenzollern. Tuttavia il castello non tornò abitato completamente in modo continuativo dato che gli Hohenzollern si trovavano in Prussia dall’origine e rimase dunque un luogo di visita e di turismo, soprattutto dopo il 1952, quando il Principe Luigi Ferdinando di Prussia si occupò anche degli interni e dell’arredamento, rendendo il castello un vero e proprio museo.

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Naturalmente, come spesso capita durante i miei viaggi (e chi mi segue lo sa fin troppo bene), quando ho visitato il castello il tempo non era dei migliori (anzi era proprio pessimo!) e quindi le poche foto che ho scattato non sono eccezionali: se non altro sembra di essere tornati indietro nel tempo, ma non durante un banchetto o una parata militare, bensì in uno sfondo abbastanza horrorifico! Grazie all’imponenza e alla massiccia fortificazione del castello, sembra proprio di essere in una rocca infestata di fantasmi che nella nebbia vogliono fare qualche scherzetto di dubbio gusto!

 

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Il cortile interno e l’entrata del castello

 

Il castello è visitabile soltanto con una guida tramite un tour in tedesco o in inglese ed è stato riarredato secondo lo stile originale. Oltre alle stanze, si possono visitare le cantine (dove venivano custodite le riserve di cibo), i sotterranei (dove oggi c’è una splendida collezione di medaglie e oggetti preziosi) e la cappella privata.

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Al castello si giunge tramite l’auto, che viene lasciata in un parcheggio convenzionato, il quale fornirà ai turisti una navetta che vi porterà direttamente all’entrata (a pagamento) oppure dal parcheggio si può raggiungere a piedi (con un cammino non proprio semplice).

Se siete nel Baden non potete assolutamente perdervi questo castello, un vero gioiello tedesco!

 

 

 

 

Un mese ad Heidelberg: Friburgo in Brisgovia

Friburgo in Brisgovia è stata l’ultima città tedesca visitata durante il mio mese studio in Germania. Stavo tornando a casa in auto e ho deciso all’ultimo momento di deviare verso Friburgo, per una toccata e fuga, anche se questa città merita di sicuro di più. Friburgo è situata nella Germania sud-occidentale ed è la quarta città del Baden-Württemberg per grandezza dopo Stoccarda, Mannheim e Karlsruhe.

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Le caratteristiche case colorate e la Schwabentor

Vicina al confine francese, questa città si trova in una posizione davvero unica, dato che è posizionata sul confine tra la fosse tettonica del Reno Superiore (Oberrheingraben) e la Foresta Nera (Schwarzwald). La faglia tra queste due zone geologiche passa proprio attraverso il territorio urbano, dividendo la città in due: i quartieri occidentali si trovano in pianura mentre quelli orientali posano sul pendio della Foresta Nera.

Friburgo ha origini medioevali: nel 1091 i duchi Zähringen costruirono un castello sullo Schlossberg. La posizione geografica favorevole e la presenza di molte miniere di argenti garantirono alla città un certo benessere. Nel 1457 venne costruita l’Università per volere dell’arciduca Albrecht VI. La cuittà si oppose alla Riforma protestante e divenne una importante roccaforte cattolica dell’Alto Reno. Nel frattempo la città passò sotto il dominio asburgico e nel 1651 divenne capoluogo dell’Austria Anteriore. Nel corso della Guerra dei trent’anni la città passò ripetutamente da un dominio all’altro (quello francese e quello austriaco), subendo numerosi assedi da entrambe le parti.  Nel 1805 Napoleone annesse Friburgo e con lei gran parte dell’Austria Anteriore al neo costituito Granducato del Baden.

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Nel corso della Seconda guerra mondiale la città subì danni rilevanti, il 27 novembre 1944 un pesante bombardamento rase al suolo l’intera parte settentrionale della città vecchia e gran parte di quella occidentale. La città venne successivamente ricostruita rispettando la planimetria originale.

La vostra Vagabonda poteva perdersi l’occasione di visitare una città così ricca di storia?

Arrivata e lasciata l’automobile non distante dal centro, mi dirigo nel suo centro storico per una breve fugace visita. La cattedrale è di certo l’architettura più suggestiva che visito: il famoso Münster, costruito tra la fine del 1400 ed il 1513, è il simbolo della città con il suo stile gotico prorompente. La chiesa si affaccia sulla piazza del mercato storico e gli edifici che la circondano sono tutti colorati, ricchi di dettagli e assai belli da vedere!

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Il fascino tedesco qui è molto forte e non posso che perdermi tra le varie bancarelle e i negozi della città. Friburgo poi è circondata da minuscoli ruscelletti (Freiburger Bächle) da cui scorre l’acqua, che rendono la città ancora più particolare.

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Uno dei famosi ruscelletti

La città è racchiusa in alcune mura e possiede, come Rothenburg ob der Tauber (leggi qui il mio articolo) alcune porte famose come la Schwabentor.

Purtroppo non ho il tempo di visitarla per bene e di vedere i suoi musei, ma solo di scattare qualche foto di questa meravigliosa città, ripromettendomi di tornarci per conoscerla meglio.

Ah, prima di andare via non posso non comprare un orologio cucù, che qui vengono venduti in vari formati e misure. Potevo forse resistere?

Un mese ad Heidelberg: Rothenburg ob der Tauber

Il mese che ho trascorso ad Heidelberg mi ha permesso di conoscere molte cittadine situate nei dintorni, ma non solo nel Baden. Una delle escursioni a cui ho partecipato era a Rothenburg ob der Tauber, la famosa città del Natale, in Baviera.

 

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Piazza del Mercato

 

Rothenburg è una tipica cittadina medievale, con alte mura e case colorate costruite secondo questo stile. Sembra quasi un paese delle favole e ricorda molto il paesino francese in cui è ambientata la vicenda de “La Bella e la Bestia”.

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Rothenburg fonda le sue radici nel 950 d.C., data in cui si fa risalire la fortezza che si trovava al posto dell’odierno giardino del castello del Conte di Combrug-Rothenburg.

 

L’edificazione della città avvenne all’incirca nel 1170 e la prima fortificazione è ancora visbile attraverso i luoghi de la cantina vecchia, la fossa antica, il mercato dei lattai, la Sülzengasse e la Küblergasse. Le mura e le torri sono state costruite nel XIII secolo. Le torri Weisse Turm e Markusturm, con il famoso arco Röderbogen, sono ancora intatte.

Nel 1274 Rotheburg ottenne dal Re Rodolfo I d’Asburgo lo statuto di città libera dell’Impero.

 

La città raggiunse la sua fioritura sotto il governo del sindaco Heinrich Toppler (1373-1408), grazie alle sue abilità diplomatiche e di capitano militare.

Durante la guerra dei trent’anni la cittadina venne occupata dai francesi nel 1645 e questo evento portò malattie e disgrazie.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rothenburg venne parzialmente distrutta ma venne salvata dalla decisione catastrofica di raderla al suolo da un generale americano. Dalle macerie è riuscita a rinascere e ancora oggi riesce ad affascinare grazie alla sua storia secolare.

Purtroppo, come spesso accade in estate in Germania, quando arrivo a Rothenburg il tempo non è dei migliori, anzi uno scroscione mi accoglie: non mi perdo d’animo e seguo, insieme al mio gruppo, la guida che purtroppo parla solo tedesco. Nonostante le mille difficoltà, riesco comunque a vedere le principali attrazioni della città.

 

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Il cammino della guardia e le mura antiche

 

Il tour inizia con una camminata sotto le mura e sul cammino di guardia, dove ci sono numerose epigrafi con nomi di personaggi legati alla città di Rothenburg. Dalle mura antiche procediamo verso il centro passando per la famosissima Plönlein, lo slargo della strada principale con la famosa acsetta gialla e le due torri, Sieberstor e Kobolzellertor.

 

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La Plönlein

 

Nonostante il cattivo tempo, la città è gremita di turisti ed è difficile scattare fotografie tra la pioggia e la ressa.

Il tour continua verso la piazza più famosa del piccolo paese, la Marktplatz, o piazza del mercato, in cui si affacciano numerosi edifici di importanza storica come il rathaus (Municipio) e il Ratstrinkstube del 1466 con il meccanismo di un orologio che ad ogni ora, dalle 11 alle 15, mette in movimento diverse figure riproducenti la scena del Meistertrunk, ovvero la bevuta del Borgomastro: si tratta di una grande manifestazione che dura quattro giorni nel periodo di Pentecoste (18 – 21 maggio) e comprende sfilate in costume e la danza dei pastori. La rievocazione trae origine dalla guerra dei trent’anni: le truppe imperiali guidate dal generale Tilly vinsero sulla città ma con enormi perdite, così il comandante decise di uccidere i membri del consiglio comunale per vendetta. Per evitare questo massacro, la figlia del dispensiere decise di imbonire il vendicativo Tilly porgendogli con grazia un enorme boccale di vino. L’impresa riuscì e Tilly decise di revocare la sua decisione a patto che uno dei consiglieri comunali avesse vuotato tutto d’un fiato il gigantesco boccale appena offertogli e così il borgomastro fece. Il boccale era davvero enorme, conteneva ben 3 litri e 1/4 di vino!

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Dopo qualche fotografia, ci dirigiamo verso la chiesa parrocchiale di San Giacomo risalente al XIV-XV secolo, che ospita numerose opere d’arte, come l’Heiligblutaltar (l’Altare del Sangue), capolavoro dello scultore Tilman Riemenschneider che lo realizzò fra il 1500 e il 1505 per accogliere una reliquia del Santo Sangue racchiusa in una capsula di cristallo di rocca. Di squisita fattura, il trittico raffigura l’Entrata di Gesù a Gerusalemme (ala destra), l’Ultima Cena (centro) e il Monte degli Ulivi (ala sinistra). L’altare è conservato nella cappella omonima posta nel coro occidentale.

 

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L’Altare del sangue

 

Dopo la visita alla chiesa è ora di pranzo e abbiamo un’ora e mezza per goderci la città prima del rientro ad Heidelberg: sono nel paese del Natale, quindi perchè non visitare i numerosi negozi che vendono oggetti a tema? C’è davvero l’imbarazzo della scelta! Palline, decorazioni, oggetti per l’albero, tutto per rendere il Natale una festa gioiosa e… Pomposa! Ce n’è davvero per tutti i gusti, dalle palline dipinte a mano raffiguranti uccellini e animali di vario genere, a quelle più scherzose raffiguranti dolciumi e caramelle. Occhio ai prezzi però: non tutto è economico a Rothenburg e se volete la vera qualità preparatevi a sganciare qualche euro in più, ma dopo tutto ne vale la pena, perchè qui è proprio Natale tutto l’anno!

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Purtroppo il sole non vuole far proprio capolino, ma nonostante tutto Rothenburg è una perla bavarese che proprio non può mancare all’appello se visitate il sud della Germania: la sua atmosfera vi rapirà letteralmente e la sua storia vi intrigherà al punto da volerla visitare non una, ma molte volte.

Per leggere altri articoli sul mio mese ad Heidelberg o sulle mie visite in Germania, non perdetevi:

Un mese ad Heidelberg: Heidelberg e le sue meraviglie

Un mese ad Heidelberg: Bamberg

I luoghi della storia: lo Studentenkarzer di Heidelberg

I luoghi della storia: il Castello di Heidelberg

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 1

Diario di viaggio: Monaco di Baviera – Giorno 1


 

Un mese ad Heidelberg: Heidelberg e le sue meraviglie

Nell’estate del 2017 ho deciso di intraprendere un viaggio in solitaria per studiare il tedesco e così mi sono iscritta alla International Summer School of German Language di Heidelberg, tutta frebbricitante per la nuova avventura che stava per cominciare. Detto fatto, dopo l’iscrizione in un batter d’occhio era ora di partire! E così, dal 2 agosto al 2 di settembre mi sono trasferita ad Heidelberg, per vivere questa emozionante esperienza in terra teutonica.

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La statua della Madonna con Bambino a Kornmarkt ed il Castello sullo sfondo

Questa rubrica non può che iniziare con la sua protagonista, Heidelberg, perla del Baden-Württemberg, città storica incastonata nella valle del fiume Neckar.

La città è un importante centro industriale grazie alle numerose industrie del tabacco, meccaniche, elettrotecniche e cartarie. E’ tuttavia per l’Università che questo centro è conosciuto: l’Università di Heidelberg è la più antica della Germania, fondata del 1386 da Roberto I.

La città fu fondata nel XII secolo ma la sua storia risale fino al tempo dei Celti e dei Romani, che si stabilirono qui su insediamenti già esistenti dell’età della pietra. Nei pressi di Heidelberg, Daniel Hartmann scoprì il 21 ottobre 1907 la mandibola del noto Homo heidelbergensis, da cui deriva il più famoso Homo neanderthalensis. I resti sono conservati al Museo del Palatinato (leggi la mia visita in questo articolo).

La più antica testimonianza scritta su Heidelberg è del 1196 e la costruzione primitiva del suo famoso castello fu innalzata nel XIII secolo. Il Palatinato, regione storica in cui si trova Heidelberg, divenne sempre più importante nel Medioevo, e i suoi Conti divennero elettori del Sacro Romano Impero grazie alla Bolla d’oro del 1356. Nel 1386 Roberto I fondò l’Università ed Heidelberg si porta così sulla scena della storia.

Nell’ultima legge promulgata dal Sacro Romano Impero (Reichsdeputationshauptschluss), il Palatinato fu abolito, e i territori alla destra del Reno, quindi anche Heidelberg, furono riuniti al Granducato di Baden.

All’inizio del secolo XIX la città sul Neckar divenne uno dei luoghi simbolici del romanticismo tedesco.

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Con l’avvento del Nazismo, la città fu sconvolta dalla persecuzione razziale e dalle deportazioni (numerose sono infatti le pietre d’inciampo poste in tutta la città). Più di 6000 Ebrei vennero deportarti nei campi di concentro, la maggiorparte a Dachau (leggi il mio viaggio a Dachau, in questo articolo). Heidelberg era una città importante per la Wehrmacht, piena di ospedali militari, che non subì pesanti bombardamenti. Il 29 marzo del 1945 l’esercito tedesco fece saltare il Ponte Vecchio durante la ritirata, il giorno dopo le truppe americane entrarono in città senza incontrare resistenza.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale Heidelberg rifiorì e divenne un centro turistico rinomato in tutta l’Europa.

Chi la visita per la prima volta, non può che rimanere sbalordito dal profumo di storia che si respira in questa città: da Marktplatz, a Bismarckplatz, moderno ed antico si amalgamano in un tripudio di bellezza. Che si arrivi in auto o in treno, Heidelberg è ben servita di parcheggi e mezzi pubblici.

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Per le tappe prettamente “turistiche” non si può non visitare il suo Castello, che domina tutta la città dalla sua posizione sopraelevata, il Ponte Vecchio, ricostruito esattamente come l’originale, il Carcere studentesco (leggete del Carcere in questo articolo), luogo affascinante e ricco di leggende, la festosa Hauptstraße ricca di negozi all’ultima moda, la Heiliggeistkirche,
imponente chiesa protestante di Marktplatz.

I palazzi storici e il fiume Neckar incorniciano questa città meravigliosa e vivibile, che offre tanto di giorno quanto di sera: se durante le ore più calde possiamo rilassarci all’ombra degli alberi del giardino del Castello, di notte la città si anima di giovani che frequentano i numerosi Kneipe di Untere Straße, ritrovi musicali e ricchi di vita.

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Se la giornata è bella, si può fare un piacevole giro in battello sul Neckar, con la possibilità di effetuare crociere anche in altre città con punto di partenza Heidelberg. Gli amanti delle passeggiate non disdegneranno la Philosophenweg, la camminata dei filosofi, un percorso tra i boschi che ci permette di scorgere la città dall’altra sponda del fiume, e Königstuhl, il punto più alto della città, raggiungibile tramite la stessa cabinovia che collega il centro storico con il Castello (biglietto acquistabile con un sovrapprezzo).

Da ricordare come attrazioni lo Zoo di Heidelberg, nel quartiere di Neunheim, e i vari negozi dell’antiquariato, sparsi in tutta la città.

Per gli amanti della squisita cucina tedesca, consiglio vivamente i ristoranti Weisser Schwan (in Hauptstraße) e Vetter’s Alt Heidelberger Brauhaus (in Steingasse). Se invece siete nostalgici e avete voglia di un buon espresso italiano, niente è meglio di Peppino, sempre in Hauptstraße, dove l’ospitalità è di casa e dove potrete ritrovare il gusto autentico della nostra amata Italia.

Non mi rimane che consigliarvi questa città, anche per viverci, perchè una volta visitata, ve ne innamorete letteralmente.

Un mese ad Heidelberg: Bamberg

Durante il mese in cui ho vissuto in Germania, precisamente ad Heidelberg, ho potuto visitare alcune città non troppo distanti, grazie alle numerose escursioni organizzate dall’Università. E’ questa la volta di Bamberg, o Bamberga italianizzata.

 

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La Statua dell’Imperatrice Cunegonda

 

Bamberga è una città bavarese situata nell’Alta Franconia, sul fiume Regnitz. Città Patrimonio dell’Unesco, è un centro solare dalle radici antiche, famoso per la produzione di birra e per i suoi monumenti tutti da scoprire.

Bamberga era già popolata nel 600 d.C. per la maggior parte da Slavi.

Durante il Medioevo, la città passa “di mano” e cambia feudo molte volte, fino a diventare dominio imperiale (tale rimarrà fino al 973).

Per un breve periodo Bamberga fu il centro del Sacro Romano Impero. Enrico II e sua moglie Cunegonda, entrambi annoverati frai i Santi della Chiesa cattolica, sono seppelliti nella cattedrale.

Dalla metà del XIII secolo in poi i vescovi divennero anche principi dell’Impero e nei secoli seguenti Bamberga venne governata dai suoi vescovi che promossero la costruzione di edifici monumentali.

Bamberga diventa tristemente famosa durante il XVII secolo, dove è protagonista della scena storica a causa dei processi alle streghe che qui ci sono stati: sotto il governo del principe vescovo Johann Georg II von Fuchs Dornheim venne fondato il Drudenhaus, il Carcere delle streghe. Fino al 1632 vennero condannate più di 300 persone a Bamberga e solo con l’invasione delle truppe svedesi si è riusciti a porre fine al massacro e al governo del vescovo.

Nel 1647 fu fondata l’Università di Bamberga, con il nome di Academia Bambergensis con le facoltà di Teologia e Filosofia.

Con la mediatizzazione, Bamberga perse la sua indipendenza nel 1803, entrando a far parte del Regno di Baviera.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Governo regionale bavarese si rifugil a Bamberga in seguito ad un’insurrezione comunista. Nel febbraio del 1926 Adolf Hitler tenne qui la Conferenza di Bamberga e nel 1933 ci fu il Rogo di libri, esattamente il 1º luglio.

Dopo la Seconda guerra mondiale Bamberga apparteneva alla Zona di occupazione americana.

Con una storia così ricca e variegata, Bamberga è oggi un luogo simbolo della Baviera e della Germania tutta, che attira ogni anni migliaia di turisti da tutto il mondo.

 

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La “Piccola Venezia”

 

Arrivata in questa graziosa cittadina, vengo subito catturata dal colore sgargiante delle sue abitazioni (la Klein-Venedig, la Piccola Venezia), che in una bella giornata come questa risalta ancora di più. Il tour prevede la visita dei monumenti principali, e così ci dirigiamo subito verso il centro storico: molti sono gli edifi storici con riportate targhe e incisioni che testimoniano il passato assai ricco di questa città bavarese. Molte sono anche le insegne delle birrerie, ancora oggi in funzione, che naturalmente attirano appassionati e non solo.

 

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Un’antica birreria

 

Passeggiando procediamo lungo i ponti e incontriamo la Statua di Cunegonda, e subito accanto il Vecchio municipio (Altes Rathaus) del 1386 costruito nel messo del fiume Regnitz ed accessibile attraverso due ponti. All’interno ospita la Sammlung Ludwig, una delle maggiori collezioni di porcellana d’Europa che purtroppo non riesco a visitare, a causa del poco tempo a disposizione. Gli affreschi di Johann Anwander sono spettacolari e attirano subito l’attenzione grazie ai motivi architettonici a trompe-l’oeil.

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Dopo qualche minuto raggiungo il cuore della città, il Kaiserdom: il Duomo Imperiale è la cattedrale della città. Fondata nel 1004 per volere dell’Imperatore Enrico II il Santo, è una delle sette cattedrali imperiali tedesche (assieme al Duomo di Magonza, quello di Worms,  quello di Spira, la Cattedrale di Acquisgrana, il Duomo di Francoforte, e la Basilica di Königslutter, chiamata così perchè ospita la tomba dell’Imperatore e di sua moglie Cunegonda. Il Duomo è uno degli esempi più splendidi dell’architettura romanica.

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Dopo aver visitato l’interno, che è davvero spettacolare, scatto qualche foto della cittadella medioevale che ancora rimane intatta con il suo fascino d’altri tempi.

E’ ormai ora di pranzo e naturalmente un buon piatto di carne e crauti non può mancare presso il ristorante Kachelofen.

Il pomeriggio è dedicato alla visita alla Residenza Nuova, la Neue Residenz, l’antico palazzo dei principi-vescovi, che sorge proprio in Piazza del Duomo. Oggi ospita la Biblioteca di Bamberga, la Galleria di Stato ed un’importante pinacoteca.

I lavori per la costruzione di questa residenza iniziarono nel 1608. L’edificio viene poi ampliato nel 1697 grazie all’arcivescovo Lothar Franz von Schönborn: i lavori terminarono nel 1703.Durante questi lavori vennero realizzate le sale di rappresentanza più belle, come la Marmosaal, la Spiegelgalerie e la Kaisersaal. Dal 1803 divenne residenza reale fino alla conquista napoleonica.

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Nel 1919 si installano nel palazzo il governo dello Stato di Baviera con il ministro presidente Johannes Hoffmann, e il Landtag della Baviera, che adottarono la costituzione democratica bavarese nella Galleria degli Specchi.

La visita di questa residenza vale proprio la pena, anche se le sale da vedere non sono molte. Per ultimo, visito il giardino, con il favoloso roseto, che ospita numerose varietà davvero intriganti.

E’ ora di tornare a casa, dopo una visita che so che rimarrà sempre nel mio cuore.