Il Museo di dicembre: il Centro per la storia della resistenza e della deportazione di Lione

Lione è stata per molto tempo una roccaforte per la Resistenza in Francia: moltissimi partigiani si nascondevano delle strette vie della Vecchia Lione e nei numerosi passaggi segreti dei palazzi a nord della città. Il 26 maggio del 1944 la Gestapo decise di stabilire proprio in questa città una base molto articolata e importante ed è proprio qui, in Avenue Berthelot 14 che oggi sorge il Centro per la storia della resistenza e della deportazione.

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Oggetti di alcuni cittadini deportati

Al contrario di molte città (anche italiane, purtroppo), Lione si è dimostrata sensibile nel non demolire il tremendo passato, ma anzi ha deciso di riconvertire i tristi luoghi simboli del nazionalsocialismo in veri e propri musei, come anche in molti casi la Germania ha fatto.

Il Museo, come molti altri del suo genere, è in realtà un centro di studi e di documentazione, che conserva molto materiale cartaceo che testimonia la vita dei lionesi durante l’occupazione nazista. La scure si è abbattuta con forza in questa città e molte testimonianze di deportati sono raccolte in lettere e documenti conservati nell’eposizione permanente, che si articola in tre sezioni fondamentali: “l’impegno”, “la propaganda”, “lo spazio e il tempo”.

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Documenti necessari per spostarsi in città e altri

Il Centro nasce proprio allo scopo di preservare la memoria storica e di insegnare ai giovani a guardare al passato per non ripetere gli errori compiuti. Oltre allo spazio espositivo permanente, il Museo è impreziosito da ricostruzioni a grandezza naturale di case durante l’occupazione o di “basi segrete” con documenti riprodotte e armi. E’ forse questa la parte più originale del Centro, perchè ci proietta proprio in un’altra epoca, che sembra così distante ma che in realtà non lo è.

Il pubblico ha inoltre a sua disposizione diversi documenti audiovisivi e iconografici, un centro di documentazione, uno spazio per i giovani, un auditorium e delle esposizioni temporanee.

Oltre al Centro di Documentazione sul Nazionalsocialismo visitato a Monaco di Baviera (leggete qui il mio articolo), questo museo entra di diritto tra i musei più belli finora visitati sulla Seconda Guerra Mondiale in generale. Grazie alla Lyon Card, ancora una volta siamo riusciti ad entrare gratis e a goderci a pieno l’esperienza immersiva all’interno di questa particolare realtà. L’unico peccato è quello di non aver visto molta affluenza di pubblico, perchè spesso questi musei sono poco conosciuti e segnalati anche nelle guide, quando in realtà sono tra i più interessanti dal punto di vista storico e antropologico.

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Una sensazione di tragicità ma anche di ardente speranza ci ha pervaso alla fine della visita, perchè siamo stati contenti di vedere come Lione abbia voluto ricordare i suoi martiri e la sua gente, ma anche il periodo storico difficile e delicato che ha avvolto tutta l’Europa. Cosa che di certo l’Italia fa ancora fatica a fare, nonostante di occasioni e buoni propositi ce ne siano.

Centro per la storia della resistenza e della deportazione
14, avenue Berthelot 69007 Lyon Guillotière (7° arrondissement).
04-78-72-23-11.
Dal mercoledì alla domenica, dalle 9:00 alle 17:30.
Prezzo: 3,80 euro, gratis con la Lyon Card.

Per altre informazioni, consultate il sito ufficiale.

Le nuove mete 2019: viaggi futuri di Donna Vagabonda!

Quest’anno voglio scrivere un nuovo articolo, non ho mai trattato viaggi che ancora non ho fatto, ma volevo anticiparvi le mie mete future. A meno che non succeda qualcosa di grave (e spero proprio di no!), le previsioni di viaggio sono queste:

MARZO 2019: Colonia

Ja! Auf Deutchland! Finalmente si torna in Germania, questa volta in Assia, per vedere una delle più belle città dell’ovest, Colonia, famosa per il cioccolato e per la sua meravigliosa cattedrale. Dopo 18 mesi di assenza dalla terra delle mie radici, ci si torna per 4 giorni in vista del Carnevale! Una toccata e fuga ma sempre un’occasione per poter respirare un po’ di aria teutonica e ricaricare le batterie!

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APRILE 2019: Verona

Ho visitato Verona nel 2016 (tanto che ho scritto un breve articolo su questa città) ma la mia voglia di rivederla e di scattare nuove fotografie non si è chietata e quindi ho già prenotato per 4 giorni nella bella città di Romeo e Giulietta. In occasione delle vacanze di Pasqua, dunque, si torna in Veneto! Oltre alle attrazioni tipiche, vorrei visitare il Museo di Storia Natuale e l’Orto botanico, sperando di trovare tanti fiori da immortalare. Di sicuro, una gita fuori porta culturalmente e naturalisticamente avvincente e con Gabriele la città sarà ancora più romantica!

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LUGLIO 2019: Senegal e Casamance

Dopo ben 5 anni finalmente tornerò in Africa. Una mancanza che si fa sentire fin troppo, irrimediabile se non con un viaggio nella terra che amo di più, la mia Africa. Dopo il Madagascar (leggete il mio diario di viaggio dal primo giorno), tornerò in Africa continentale per scoprire la natura selvaggia e le tradizioni di un Paese affascinante e ancora poco conosciuto al turismo di massa (e meno male!). Come mai il Senegal? In verità cercavo una destinazione non troppo faticosa e non troppo lontana, dato che viaggerò insieme a mio padre che non ha mai sperimentato che cosa voglia dire viaggiare in un gruppo di persone sconosciute e soprattutto sperimentare l’Africa, con tutte le sfide che di sicuro un viaggio del genere (17 giorni!) comporta. Un safari che attraverserà tutto lo Stato, passando anche per il Gambia e toccando natura incontaminata ed ex città coloniali, dove non mancheranno le sorprese e soprattutto tante, tantissime fotografie!

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AGOSTO 2019: Vienna

Dopo un viaggio così impegnativo come quello in Senegal secondo voi potevo fermarmi? Ma certamente no! E così ho già prenotato una bella settimana a Vienna, in vista del mio compleanno. Vienna, la capitale asburgica e una delle città più belle del vecchio continente, l’ho visitata già nel 2009 come viaggio regalo della Maturità (mamma mia come vola il tempo!) e conservo un bellissimo ricordo di questa esperienza, la prima con la mia zia giramondo! Purtroppo non posso replicare facendo Vienna-Budapest, ma di certo non mancheranno occasioni per visitare anche la perla del Danubio! Gabriele non ha mai visitato Vienna, quale migliore occasione del mio compleanno per regalarci questo viaggio così ricco e interessante dal punto di vista storico?

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AGOSTO 2019: Tarvisio – Villach – Maribor

Tornata da Vienna, è ora di ripartire per un classico di fine estate: il Friuli e la Slovenia. Scegliendo come base ancora la comodissima Tarvisio, questa volta punterò a visitare i Laghi del Predil e la Slovenia orientale, con la città di Maribor, senza dimenticare Villach e quindi passando per l’Austria. Una settimana di viaggio in auto verso mete stupende dal fascino mitteleuropeo che ci porterà a scoprire la storia di città piccole ma molto caratteristiche, sempre in compagnia del mio inseparabile papà.

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AGOSTO – SETTEMBRE 2019: Valsassina

Non può certo mancare qualche giorno di relax completo in Valsassina, a casa di Gabriele, per riprendersi dai viaggi ravvicinati e per godersi delle belle passeggiate in mezzo ai prati verdi dei dintorni di Casargo. Staccare la spina, ma sempre con la voglia di non fermarsi mai!

Per ora queste sono le mete che la vostra Vagabonda visiterà, ma chissà se ce ne saranno altre! Di sicuro, il 2019 si prospetta ricco di avventure e di viaggi tutti all’insegna della scoperta e del divertimento!

 

Un’escursione in giornata: Marostica

Nel corso di questo 2018 sono riuscita a viaggiare in lungo e in largo per l’Italia, visitando mete poco conosciute e cittadine pittoresche. In occasione dell’evento “Opera on Ice”, sono giunta a Marostica, ridente cittadina medievale in provincia di Vicenza. La città degli scacchi, conosciuta anche per la sua bellissima cinta muraria, è sede di importanti festival folkoristici ed eventi molto interessanti. Scopriamo insieme la storia di questa ridente città del vicentino.

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La cinta muraria di Marostica

I primi insediamenti prendono vita in epoca preistorica grazie alla presenza di pendii soleggiati e la stretta vicinanza con la fertile pianura. Tracce più o meno tarde sono infatti riferibili ai Paleoveneti.

Con la caduta dell’Impero Romano, il centro abitato fu protagonista di un susseguirsi di governi e cadute, fino ad arrivare alla dominazione del ducato di Vicenza.

Dopo l’invasione dei Longobardi, fu la volta dei Franchi, nonchè degli Ungari.

Durante il Basso Medioevo queste terre divennero feudo degli Ezzellini, che, dopo una grossa espansione, entrarono in conflitto con il Comune di Vicenza, faida che causò un saccheggio di Marostica nel 1197. Solo nel 1218 la città venne ceduta a Vicenza dietro il pagamento di quarantamila lire veronesi.

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L’indipendenza di Vicenza cessò nel 1266, quando la città entrò sotto l’orbita di Padova. Cangrande della Scala fece costruire il famoso castello di Marostica, articolato ancora oggi in un castello inferiore ed uno superiore, mentre la cinta muraria, ancora oggi presente, fu costruita da Cansignorio della Scala nel 1372. Nel 1404 Marostica passò ancora di mano, questa volta sotto la Repubblica di Venezia. Sotto il governo della Serenissima, ci fu un rimodernamento urbano notevole.

Dopo la caduta di Venezia nel 1797, Marostica segui le vicende e le sorti del Veneto, passando sotto la Francia di Napoleone Bonaparte

Nel 1866, al termine della terza guerra d’indipendenza, il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia.

Gli anni successivi si caratterizzarono per lo sviluppo dell’industria della paglia, che portò la città a divenire uno dei più importanti centri del settore sino alla prima guerra mondiale.

Il primo conflitto, combattuto sul monte Grappa e sull’altopiano di Asiago, coinvolse anche Marostica che divenne centro di acquartieramento delle truppe. Si cita fra tutti il “Comando-tappa” di Vallonara, dove sostò anche la celebre Brigata Sassari.

Della seconda guerra mondiale va ricordata la Resistenza, con il sacrificio di quattro giovani partigiani fucilati nel cortile del castello Inferiore (gennaio 1944)

Sicuramente una menzione d’onore meritano gli scacchi, dato che Marostica si è guadagnata la sua fama mondiale proprio grazie a questo gioco. Negli anni pari, il secondo fine settimana di settembre, viene disputata la Partita a Scacchi Viventi che si ispira ad una vicenda ambientata nel 1454, benchè ancora oggi si discuta sulle fondamenta storiche di questo avvenimento. La sfida è tra due nobili della città, Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara. Secondo la celebre trama, entrambi si innamorarono della bella dama Lionora ma il padre di lei vietò ai due un duello, per evitare spargimenti di sangue. Così, si decise che la mano della giovinetta si dovesse vincere con una partita a scacchi. L’esito non voglio raccontarvelo, vi consiglio di vederlo dal vivo, in questa interessante città!

Oltre ai due sfidanti, la partita è incorniciata da oltre 600 figuranti tra cavalli, armati, sbandieratori, sputafuoco, guitti, gentiluomini e dame. Un tuffo nel Medioevo in grande stile!

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La mia visita a Marostica si è tenuta durante Opera On Ice, manifestazione di pattinaggio artistico che si tiene da due anni nella celebre Piazza degli Scacchi. Se ho potuto godere di uno spettacolo davvero memorabile, con le stelle del pattinaggio di figura sia italiane che internazionale che si sono esibite in performance straordinarie, dall’altra parte questo meraviglioso spettacolo ha però inficiato sulle mie fotografie, a causa del fatto che la Piazza, stella della città, è stata completamente murata e chiusa al pubblico per l’allestimento degli spalti. Ahimè, questo mi ha impedito di scattare delle belle fotografie. Ma non mi sono abbattuta, anzi! Una buona occasione per ritornare a Marostica, e sicuramente non mancherà il divertimento, grazie ai numeori eventi che vengono organizzati durante tutto l’anno!

Marostica dunque mi ha sorpreso piacevolmente, grazie ai suoi stretti e caratteristici portici, alle sue viuzze e alla sua imponente cinta muraria. Un piccolo gioiello vicentino, in un territorio che non si può non visitare.

 

Un’escursione in giornata: Casargo

Durante l’ultima estate, ho avuto modo di poter conoscere la Valsassina. Dopo Lecco, era assolutamente un obbligo “quasi morale” dover conoscere la sua valle, ricca di storia e bellezze naturali. Non potevo che iniziare da uno dei borghi più caratteristici e famosi della valle, Casargo.

 

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Il carattestico paese di Casargo

 

Il caratteristico paese si trova disteso su di un fondovalle, con alle spalle il maestoso Monte Legnone, a 800 metri di quota s.l.m. Le sue frazioni si trovano sparse in due valli diverse, la Val Casargo e la Val Muggiasca. Il territorio di Casargo comprende anche due stazioni sciistiche abbastanza famose, l’Alpe Giumello e l’Alpe di Paglio. Dall’Alpe Giumello si può godere di una fantastica vista del bacino lariano e della sponda comasca, dopo una breve passeggiata di circa 20 minuti a passo leggero, su un sentiero quotidianamente battuto. Dall’Alpe di Paglio, partono invece numerosi trekking e scampagnate, verso il famoso Pian delle Betulle e verso le Alpi Orobie.

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Giunti a Casargo, si possono degustare prelibatezze locali come i famosi formaggi della Valsassina e la polenta. Il piccolo paese si snoda in vicoletti caratteristici e prati verdi dove ancora possiamo incontrare numerose galline e capre, tra cui le famose Capre Orobiche, di cui Casargo è bandiera: ogni anno infatti, si tiene una famosa mostra su questa razza autoctona che mira a preservare e tutelare questo animale, simbolo della montagna e della vita pastorizia.

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Casargo può non essere famosa come Cortina d’Ampezzo o Curmayeur, in quanto non è meta di turismo di massa e di lusso, ma è entrata a pieno titolo nei miei luoghi del cuore, grazie alle persone che me l’hanno fatta scorpire. E’ per me dunque un rifugio sicuro, un luogo di pace, dove posso dedicarmi a me stessa e dove posso riincontrare una natura rigogliosa e sempre ricca di sorprese. A Pian delle Betulle, infatti, ho trascorso un intero pomeriggio presso un piccolo laghetto, dove ho incontrato numerose specie di Odonati, le libellule, che, come il mio lettore sa, sono i miei insetti preferiti: numerose sono le specie che qui volano, e che si lasciano anche avvicinare senza troppa paura, come l’Aeshna juncea, di cui ho scattato bellissime fotografie.

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Come dimenticare poi le piacevoli passeggiate nei dintorni, come all’Alpe Giumello, dove si gode di una vista davvero mozzafiato sul lago. Vicino a Casargo, inoltre, si trovano numerosi alberi pluricentenari e ben 19 monumentali censiti dalla Guardia Forestale: la prossima estate sarà l’occasione per vederli!

La pace in questi luoghi si può palpare con mano, ed è per questo che ben presto ritornerò, per godere ancora dello spettacolo che solo la Natura può offrire.