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Turismo di prossimità: mete e luoghi per una gita fuori porta – 12 proposte da Travel Blogger

Il Turismo di prossimità è ormai una realtà affermata e che con la pandemia da Covid-19 è diventata sinonimo di riscoperta, di sicurezza, di valorizzazione. L’estate 2020 ha permesso ai travel blogger di riscoprire le bellezze dietro casa e di rivalutarle come mete assolutamente valide: questo ha dato ampio respiro al turismo nostrano e ha permesso di impostare delle strategie, da parte degli enti locali, per rilanciare luoghi anche lontani dalla realtà del turismo di massa, in un’ottica verde ed ecosostenibile.

Donna Vagabonda ha voluto raccogliere questi contributi scritti da alcune travel blogger che hanno con piacere (ri)scoperto i luoghi “della porta accanto”: scopriamoli insieme!


Turismo di prossimità in Lombardia: Bergamo Alta

Barbara
Wanderlust in Travel

Dovuto alle restrizioni sanitarie, quest’anno a San Valentino abbiamo dovuto reinventarci. Amante dei viaggi quale sono, ho proposto al mio fidanzato di girovagare alla ricerca di posti turistici di prossimità.

Non potendo uscire dalla Lombardia, ho approfittato per visitare la famosa Bergamo, di cui tanto abbiamo sentito parlare (diventata tristemente nota soprattutto durante il primo lockdown!); e ne sono rimasta talmente affascinata da poterla consigliare a tutti coloro che amano le belle scoperte.

La città è divisa in due nuclei: la città bassa, più moderna e riurbanizzata, e la famosa città alta; questa in particolare è una delle 5 città italiane in cui il centro storico è ancora completamente circondato dalle originali mura difensive medievali (le altre sono Lucca, Ferrara, Padova e Grosseto)!

Andare dalla città bassa alla città alta è molto facile: si può andare a piedi, in autobus o prendere la caratteristica funivia costruita alla fine del XIX secolo. Consiglio vivamente di andare a piedi, la vista mentre salite è spettacolare!

Benvenuti a Bergamo Alta!

Dovuto alle restrizioni sanitarie, quest’anno a San Valentino abbiamo dovuto reinventarci. Amante dei viaggi quale sono, ho proposto al mio fidanzato di girovagare alla ricerca di posti turistici di prossimità. Non potendo uscire dalla Lombardia, ho approfittato per visitare la famosa Bergamo.

Una volta lassù, il consiglio è quello di perdersi nelle stradine acciottolate dell’affascinante cittadina, il cui centro principale è l’importante Piazza Vecchia, che ospita edifici come il Palazzo della Biblioteca, il Duomo, il Palazzo della Ragione, il Palazzo del Podestà con la sua torre e la famosa Cappella Colleoni e il suo battistero. Tutti lì, uno accanto all’altro, in modo da poter ammirare tutto in una volta. È un sacco di storia e di architettura riunita in un solo posto!

Per le famiglie con bambini, una buona opzione per rendere il tour interessante anche per loro, è il Museo Comunale di Scienze Naturali, che si trova in Piazza Cittadella, ha ingresso gratuito ed espone le collezioni di zoologia, scienze della terra e paleontologia.

Piazza Vecchia a Bergamo Alta

La città offre anche ottimi piatti di gastronomia quindi se siete lì all’ora di pranzo o cena, il mio consiglio è di provare i tipici casoncelli alla bergamasca o avventurarvi in un piatto di polenta taragna con carne cotta nel vino, ne uscirete pienamente soddisfatti!

Turismo di prossimità in Veneto: I Colli Berici

Silvia
Bagaglio Leggero

Alle spalle di Padova, di colli ne abbiamo. Erano vulcani e hanno un fascino innegabile, ma hanno anche dei difetti: nei weekend sono decisamente super frequentati!
Così, nelle giornate di sole dell’anno scorso, abbiamo iniziato a spingerci più lontano… ma di poco. Verso Vicenza, per la precisione, pur senza raggiungere la città: un’ampia curva sulla sinistra, ed ecco le sagome dei Colli Berici profilarsi morbide lungo la strada.
Sulle prime eravamo scettici, e un po’ disorientati. I borghi avevano nomi mai sentiti, assonanti tra di loro: Sossano? Orgiano? Barbarano? Che confusione! Ci abbiamo però messo davvero poco a realizzare che di fronte a noi, lungo quei sentieri che partivano dalle ultime case dei paesi, si apriva un mondo spettacolare, piacevolmente silenzioso, a tratti anche misterioso. Quindi zaino leggero, scarponi (ché non si sa mai), un paio di panini, qualche spartana carta geografica, e via: sempre in prossimità delle case, certo, ma lontani abbastanza da sentirci immersi in una rinfrancante natura.

Panorama dei Colli Berici

Sui Colli Berici ci sono fattorie isolate e agriturismi tradizionali circondati dagli alberi, ma nelle piazze dei paesi alcuni bar sono fermi a quarant’anni fa, e i cinesi dietro al bancone tengono testa alle bestemmie dei giocatori di briscola over settanta. Ci sono grotte dalle pareti lisce – i covoli – dove l’odore che si respira sta a metà tra la grigliata e la santità: molti infatti erano frequentati da eremiti e santi. Ci sono piccole frazioni di case in mattoni a ridosso di belle ville di campagna. Ci sono cipressi altissimi, poche vigne, ma anche boschi fitti difficili da addomesticare.

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 Ci abbiamo però messo davvero poco a realizzare che di fronte a noi, lungo quei sentieri che partivano dalle ultime case dei paesi, si apriva un mondo spettacolare, piacevolmente silenzioso, a tratti anche misterioso.

C’è il sorriso dei contadini che ti invitano nelle loro proprietà, ti mostrano i pulcini appena nati, il tacchino gigante, gli olivi curati e regolari. Ci sono biotopi particolari: radure nei boschi che in realtà reggono interi ecosistemi e pozze che nelle stagioni calde ospitano rettili e uccelli.
E poi ci sono loro, per noi i veri protagonisti: i sentieri. Sui Colli Berici ce ne sono più di 80. E ognuno è capace di racchiudere tutto quello che ti ho appena descritto… e qualcosa di più. Il nostro preferito? Quello che da Mossano si infila in una meravigliosa valle dei Molini: un tripudio di acque gorgoglianti e calle bianchissime.

Turismo di prossimità in Veneto: Mel

Paola
Family in fuga

Ho approfittato di questo anno di limitazioni per scoprire i luoghi vicino casa che non avevo mai visitato prima, o di cui non avevo approfondito la conoscenza. Ho rivissuto il cosiddetto turismo di prossimità, che è un po’ quello che vivevo con i miei genitori quando ero piccola e non era abitudine fare viaggi.
In una domenica di inizio autunno sono andata a Mel, in provincia di Belluno, che fa parte dei borghi più belli d’Italia. La prima volta l’ho visitato anni fa durante la festa che si svolge la seconda domenica di ottobre, si chiama “Mele a Mel“, una manifestazione molto bella e caratteristica in cui vengono esposti nel mercato paesano prodotti tipici, sia culinari che dell’artigianato locale, e con esibizioni teatrali e delle marionette per i più piccoli.

Il Castello di Zumelle

Il borgo ha origini molto antiche, come dimostrano diversi reperti che sono esposti nel suo Museo Civico Archeologico rinvenuti presso la necropoli Paleoveneta visitabile.
Oltre alla bellezza del centro, con i palazzi storici e la Chiesa, si può godere della natura circostante, infatti in zona si possono percorrere diversi sentieri per escursioni in bicicletta o a piedi. Da vedere la Grotta Azzurra, il cui sentiero parte nei pressi del Castello di Zumelle.

Ho rivissuto il cosiddetto turismo di prossimità, che è un po’ quello che vivevo con i miei genitori quando ero piccola e non era abitudine fare viaggi. In una domenica di inizio autunno sono andata a Mel, in provincia di Belluno, che fa parte dei borghi più belli d’Italia.

Questo si trova a pochi chilometri da Mel, è un castello medievale ben conservato, unico della zona, rivalutato e molto frequentato grazie a varie iniziative. Il castello è aperto alle visite, al suo interno c’è anche il museo e si può addirittura passare la notte, infatti ci sono 3 camere a disposizione.

Inoltre, prima di accedere al castello stesso, si trova un pub ristorante, con il personale vestito a tema medievale e che propone pietanze e bevande del tempo. In alcune giornate, poi, si svolgono vere e proprie feste di rievocazione storica, con figuranti vestiti con abiti tipici, dame e giullari.

Gli interni del castello

Durante la visita si possono ammirare utensili antichi, il sistema per creare le candele, i bachi per ricavarne la seta, e all’interno della torre è stata ricreata un’abitazione, come veniva sistemata in passato, con tavola preparata, oggettistica varia, attrezzi da lavoro e la biblioteca ricca di manoscritti da consultare. Il tutto accompagnati sin dall’arrivo al parcheggio, da una tipica musica medievale in sottofondo, che contribuisce a ricreare l’atmosfera di quel tempo.
Un luogo molto suggestivo, di cui non posso fare altro che consigliare la visita, ne rimarrete piacevolmente sorpresi.

Turismo di prossimità in Liguria: alla scoperta dei piccoli borghi

Arianna
Tropical Spirit

Questo lungo periodo di pandemia ci ha fatto riscoprire la nostra bella Italia e soprattutto i luoghi vicini a noi. Ho rivisto con occhi nuovi la mia Liguria, ma quanto è bella! Incastonata tra mare e montagne, ricca di borghi colorati, clima mite ed entroterra rigoglioso. Così nei primi week end di riapertura ho iniziato il turismo di prossimità nella mia regione. Ho potuto girare in lungo e largo per sfogare la mia voglia di esplorazione e mi sono soffermata soprattutto sulla Riviera di ponente.
Ho rivisto infatti tanti piccoli borghi suggestivi, dei veri gioielli alcuni più intimi e meno battuti, perfetti per un turismo lento come Triora e Bussana vecchia, altri più conosciuti ma sempre senza tempo come Cervo e Laigueglia.
Ecco quindi un piccolo itinerario nel ponente ligure da raggiungere in tutta sicurezza con la propria automobile che ci presenta piccole chicche da scoprire.
Bussana Vecchia è un piccolo borgo dell’entroterra di Sanremo che venne completamente abbandonato a seguito di un terremoto a fine 800. Il piccolo paese venne poi ripopolato verso il 1950 da un gruppo di artisti attratti dalla bellezza del luogo. Ancor oggi nelle sue vie si respira “arte”, questo luogo medievale è infatti ricco di gallerie d’arte, negozi, locali ed riccamente addobbato con fiori e dipinti. Ma non mancano le tracce del passato come i resti della Chiesa di S.Egidio.

Laigueglia

Sempre in provincia d’ Imperia, nell’entroterra dell’Alta Valle Argentina, si trova Triora uno dei Borghi più belli d’Italia, conosciuto come il “Borgo delle Streghe” per i processi di stregoneria che si tennero intorno alla metà del 500. Ancor oggi nel celebre museo etnografico e della stregoneria si può rivivere questa triste storia. Il paesino è particolarmente suggestivo, circondato dalle mura con stretti vicoli che salgono e scendono intervallati da piccole piazzole.

Questo lungo periodo di pandemia ci ha fatto riscoprire la nostra bella Italia e soprattutto i luoghi vicini a noi. Ho rivisto con occhi nuovi la mia Liguria, ma quanto è bella!

Ritornando lungo la litoranea si arriva a località affacciate sul mare come Cervo, un delizioso paese abbarbicato sulla collina ma proprio a picco sul mare. Qui si ritrovano i tipici colori liguri dei palazzi signorili che s’inerpicano lungo i vicoli e delle splendide terrazze aperte sul mare come quella della Chiesa di San Giovanni dei Corallini, un vero gioiello barocco. Da qui la vista spazia su tutto il golfo.Laigueglia è un altro luogo che ho scoperto proprio quest’anno. Eppure è sempre stata lì, affacciata sul mare poco prima della più famosa Alassio. Un dedalo di carruggi, le case dai colori pastello, le barche sulla spiaggia, il sapore magico dei borghi sul mare. Quella semplicità che
rende unico un luogo!

Turismo di prossimità in Liguria: Tiglieto

Giulia
Il Geco Viaggiatore

In una giornata di sole tiepido del giugno dell’anno scorso, quando finalmente è stato possibile andare di nuovo in giro, ho fatto una bella escursione nell’entroterra ligure. La meta è stata Tiglieto, un paese della valle d’Orba. Questo tratto di Appennino in provincia di Genova è una
zona poco conosciuta e poco popolata, dove assaporare il profumo dei pini smossi dal vento e la frescura dell’acqua dei torrenti. E dove gustarsi dei piccoli tesori artistici.

La mia prima tappa è stata la Badia cistercense del XII secolo. Si tratta di un monastero circondato da prati e boschi e immerso nella quiete. La Badia è di impianto romanico e fu la prima abbazia cistercense costruita al di fuori della Francia. È costituita dalla chiesa, dal convento e dal refettorio; gli edifici sono circondati di terreni che al tempo dei monaci (e in parte anche adesso) erano coltivati. In epoca medievale l’attiva presenza dei cistercensi portò alla piana e alle zone limitrofe una notevole crescita economica grazie allo sviluppo di agricoltura e pastorizia nonché all’utilizzo dei prodotti del bosco, soprattutto i castagni.

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L’ordine religioso, infatti, aveva nelle sue regole la solitudine, la povertà, la preghiera e il lavoro manuale; inoltre i monaci dovevano essere totalmente autonomi. Nel corso degli anni questo fece sì che, anche grazie alle donazioni, si formasse un esteso insieme di proprietà terriere che davano lavoro a numerosi contadini e pastori.
Nel XVII secolo la Badia, da tempo ormai disabitata, fu acquistata dalla famiglia Raggi, che ancora oggi ne cura la gestione. Recentemente il complesso è stato oggetto di una serie di interventi di restauro che l’hanno riportata all’antico splendore.

La Badia

Seconda tappa: in cammino. Siccome amo molto andare a piedi, dopo la visita alla Badia ho fatto un percorso chiamato anello della Badia di Tiglieto.

Questo tratto di Appennino in provincia di Genova è una zona poco conosciuta e poco popolata, dove assaporare il profumo dei pini smossi dal vento e la frescura dell’acqua dei torrenti. E dove gustarsi dei piccoli tesori artistici.

Si tratta di un itinerario circa 6 chilometri e ben segnalato; si snoda lungo le rive dell’Orba tra mulattiere, boschi, prati fioriti e
tracce di antichi terrazzamenti; si attraversano ponti minuscoli, alcuni in legno, altri in ferro. Finché si sale fino al mio punto preferito: una balconata naturale dalla quale si vedono le gole del torrente che, in questo punto, scorre incassato tra le rocce grigie. Nella parte finale si
scende nel fondovalle: qui c’è un antico ponte romanico a cinque arcate, costruito anch’esso dai monaci cistercensi.

Turismo di prossimità in Emilia Romagna: Castelli e Borghi Modenesi

ELISA
Un Viaggio In Mente

In provincia di Modena si trovano ben 17 castelli ed infiniti borghi, alcuni sono isolati e di difficile accesso, ma altri si visitano facilmente, in un percorso che si snoda tra colline e vigneti.
Partendo da Vignola, città famosa per le ciliegie, è possibile visitare la Rocca, un imponente castello a cinque piani situato in centro storico. La visita alla rocca parte dai sotterranei, dove si trovano la sala dei Contrari e quella dei Grassoni. Man mano si passa ai piani superiori per
arrivare alla Sala degli Armigeri ed infine all’ultimo piano, dove da un lungo porticato, una volta usato per il giro di ronda, si ammira una vista spettacolare sulle colline circostanti e sulla città di Vignola. La Rocca è visitabile gratuitamente e viene utilizzata anche per convegni concerti ed
eventi di poesia.
Proseguendo verso Castelvetro di Modena è possibile visitare il borgo antico. Un piccolo gioiello arroccato sulla collina, circondato dai vigneti che producono il Lambrusco Grasparossa. In poche ore è possibile visitare il borgo in cui si trovano la Torre delle Prigioni, la Torre dell’Orologio ed in Piazza Roma, la scacchiera in cui si tiene ogni due anni, la rievocazione storica della Dama Vivente.

In provincia di Modena si trovano ben 17 castelli ed infiniti borghi, alcuni sono isolati e di difficile accesso, ma altri si visitano facilmente, in un percorso che si snoda tra colline e vigneti.

Lasciato Castelvetro, in 5 minuti di auto si raggiunge il piccolo borgo di Levizzano Rangone, caratterizzato dall’imponente castello, perfettamente conservato. Oltre alla visita del castello, è possibile scoprire il Museo Rosso Graspa, Museo del Vino e della Società Rurale, in cui ammirare gli strumenti della vita contadina e svariate testimonianze fotografiche.

Il Castello di Levizzano Rangone

Infine, con altri 15 minuti di auto, si scende dalle prime colline modenesi e si raggiunge il paese di Formigine. Qui sulla piazza principale si trova la Rocca di Formigine, dove, attraversando il ponte levatoio si entra nel giardino del castello. Il castello risale al 1440 ed è oggi sede
dell’Amministrazione comunale. Oltre alla visita del castello, si può scoprire il Museo del Castello, mentre, se volete gustare le specialità del territorio, sono aperti, con vista sul giardino, una enoteca ed il ristorante.
La Provincia di Modena forse non è famosa per i suoi borghi e i suoi castelli, ma lo è sicuramente per il cibo, quindi durante una visita nel territorio modenese, non scordatevi di provare un pranzo tipico a base di tortellini, salumi e gnocco fritto con le tigelle!

Turismo di prossimità nelle Marche: Offagna

Simona
Usa La Valigia

Offagna è il paese di Dome: è stato uno dei primi borghi che ho visitato quando mi sono trasferita nelle Marche e uno di quelli che ho frequentato continuamente negli ultimi 3 anni. Ma come capita spesso, avendolo sempre a portata di mano;, non l’ho mai considerato come si deve dal punto di vista turistico.
La sua Rocca con la tipica struttura delle fortezze militari del 1400 è meravigliosa: torri, merli ghibellini e mura possenti avvolgono il centro storico e si fanno notare già da lontano. Sembra di entrare in un’altra dimensione temporale, a cavallo tra Medioevo e Rinascimento. La bellezza di Offagna mi aveva incantata fin dalla prima visita, ma mai, prima di questo periodo di immobilità forzata, l’avevo perlustrata
minuziosamente.

Ed è così che passeggiando senza fretta tra i suoi vicoli, ho scoperto tutti i tesori che nasconde. Innanzitutto ci sono ben tre musei: il Museo delle Armi antiche, quello della Liberazione di Ancona e il Museo di Scienze Naturali Paolucci, che custodisce una ricca collezione faunistica dello scienziato e naturalista anconetano Luigi Paolucci. Il museo delle armi si trova proprio all’interno della Rocca, che è visitabile fin sulla sommità del mastio alto quaranta metri e secondo numerose testimonianze è dimora di presenze soprannaturali. Dalla piazza del Maniero su cui si affaccia, il panorama è reso ancor più affascinante dai merli ghibellini che creano suggestive cornici.

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Ad Offagna ci sono anche ben 4 edifici sacri: il Monastero di Santa Zita, la Chiesa del Santissimo Sacramento, la Chiesa di San Tommaso (l’edificio religioso principale) e la Chiesa di Santa Lucia.

Offagna è stato uno dei primi borghi che ho visitato quando mi sono trasferita nelle Marche e uno di quelli che ho frequentato continuamente negli ultimi 3 anni.

Quest’ultima, risale almeno al 1372 ed ospita meravigliosi dipinti seicenteschi e un Crocifisso ligneo cui gli offagnesi sono molto devoti. Un tripudio di geometrie, sculture, colori e una particolare rappresentazione dell’Apparizione di Lourdes incastonata nel tufo, roccia che forma l’intera rupe su cui giace Offagna.

Vista dalla terrazza panoramica dell’acquedotto di Offagna

Percorrendo Via del Monastero ho finalmente visitato anche il parco dell’acquedotto: una piccola terrazza erbosa dalla quale ammirare un panorama spettacolare a 360 gradi. Lo sguardo viene catturato dapprima dal paesaggio bucolico delle campagne circostanti e poi, in lontananza, il mare e il Monte Conero fanno capolino dietro il Mastio della Rocca, mentre dalla parte opposta compaiono all’orizzonte i monti dell’Appennino umbro-marchigiano e tra questi spicca l’inconfondibile sagoma del Monte San Vicino.

Ci credete che la maggior parte di queste meraviglie le ho scoperte solo grazie al lockdown, pur avendole spesso, realmente, davanti agli occhi?

Turismo di prossimità in Molise: La Riserva di Collemeluccio-MontediMezzo

Elena
Elena Vizzoca Racconti Fotografici

Quest’estate mi sono trovata a partecipare ad una breve gita in questa splendida riserva naturale. Una “Riserva della Biosfera” totalmente immersa nella natura che fa parte del programma MAB (L’uomo e la biosfera) dell’UNESCO.

È un sito importante che promuove il rapporto dell’uomo con la natura attraverso le buone pratiche dello sviluppo sostenibile.

La Riserva di Collemeluccio-Montedimezzo si estende sui territori di 7 comuni dell’Alto Molise e vanta una superficie totale di 25.000 ettari.

È dotata di comodi sentieri adatti a tutte le età che vi porteranno in un luogo incantato e a stretto contatto con la natura.

L’esperienza vissuta in questa Riserva è stata una vera e propria scoperta e, nonostante io sia molisana, non ne ero a conoscenza. Ad accompagnarci nel nostro tour uno dei Carabinieri della sezione Forestale che ci ha condotto fino al centro visite del Reparto Biodiversità di Isernia per poi guidarci lungo uno dei sentieri della Riserva.

Immersi nella natura della Riserva

I percorsi sono tutti molto semplici e piacevolmente percorribili, adatti quindi ad ogni età. Noi abbiamo seguito un primo sentiero che, dopo aver passato l’Antico Forno dei Carbonai, ci ha portato fino ad un punto panoramico, il Belvedere Colle Gendarme. Da qui abbiamo poi raggiunto un secondo sentiero ad anello che ci ha ricondotto al nostro punto di partenza.

I maestosi alberi

La Riserva di Collemeluccio-Montedimezzo è una “Riserva della Biosfera” che fa parte del programma MAB dell’UNESCO

La Riserva è caratterizzata da un bosco fitto e ricco di una rara specie di albero, l’Abete bianco, che ne occupa circa l’80%. La nostra guida ci ha spiegato che è una specie piuttosto fragile e questo è dovuto al fatto che le sue radici crescono in parte all’esterno del terreno, rischiando la caduta in determinate condizioni meteorologiche.

Ai piedi di alcuni tronchi ho trovato dei bellisimi ciclamini circondati da una folta edera che mi hanno letteralmente incantato. Ma le cose che mi hanno colpito di più sono state il profumo intenso degli alberi, del terriccio bagnato, del muschio e dei fiori e quel senso di pace ed armonia che si respirava. Era come se il bosco ci accogliesse per farci ammirare i suoi tesori.

Turismo di prossimità in Lazio: Vitorchiano

Giorgia
Rome life style

Il nome riempie la bocca nella sua pronuncia come le sue mura merlate e le sue torri medievali la vista. Nel cuore della Tuscia Viterbese, a pochi chilometri da Roma (Tuscia Bike Tour – X day), dopo una rapida discesa che attraversa la parte nuova del comune sono arrivata a piazza Umberto I, confine tra vecchio e nuovo, tra passato e presente. La piazza è ampia ed accoglie il visitatore con una bella fontana, un monumento ai caduti, le imponenti mura su cui si apre Porta Romana e dei tavolini di un bar dove socializzare con gli ospitali abitanti.

La porta è l’unico passaggio che si apre sulle antiche mura e si trova all’interno di una torre a pianta quadrata che presenta come le sue sorelle tutti quegli orpelli d’architettura militare che accendono la fantasia: bertesche, cateratte e merli a coda di rondine, completi di barbacani.

Il nome Vitorchiano riempie la bocca nella sua pronuncia, come le sue mura merlate e le sue torri medievali la vista.

Il materiale è la locale pietrella di peperino, le cui cave non sono molto lontane. L’elegante arco presenta uno stemma soprastante molto interessante: si intravvede una torre, simbolo ovviamente del paese, corone di foglie (quercia come simbolo di fortezza ed alloro come simbolo di vittoria) e le lettere S.P.Q.R. (acronimo della frase latina: Senatus Populusque Quiritium Romanus trad. il Senato e il Popolo Romano dei Quiriti).

Benvenuti a Vitorchiano!

Il quirite era il cittadino dell’antica Roma che godeva dei pieni diritti civili, politici e militari. Diritti che vennero concessi alla città di Vitorchiano da Roma per essersi schierata dalla sua parte e non con la vicina Viterbo nel 1233. Da allora la guardia al colle capitolino è scelta qui, lor compito è suonare le clarine, antiche trombe romane. Si vocifera che le loro divise siano state disegnate addirittura da Michelangelo.

Tra i vicoli di Vitorchiano

Dalla parte opposta delle mura la cittadella offre scenografici strapiombi e una vista sull’ombrosa valle, ricca di cerri, frassini, faggi, olmi e castagni dove si rifugiano donnole, faine, volpi, lepri e cinghiali. Tra i rami si può scorgere una civetta mentre in cielo non è raro il volo d’un falco. Da Porta Romana la via Arringa porta diritto alla piazza principale ma ogni vicolo, ogni casa, ogni angolo meritano più di uno scatto fotografico per cui conviene prendersela con comodo. Quando riuscite a sporgervi sugli strapiombi fate attenzione che magari potreste scorgere dall’alto la famosa statua Moai di Vitorchiano, simbolo di prosperità e benessere, realizzata da una delegazione dell’Isola di Pasqua come ringraziamento all’incantata cittadina e ai suoi ospitali abitanti.

Turismo di prossimità in Lazio: Fondi e la Riviera di Ulisse

Mariarita
24 Hours Trotter

Fondi è una città situata in provincia di Latina, nota principalmente per essere la sede del secondo mercato ortofrutticolo all’ingrosso più grande d’Europa, dopo quello di Parigi.

Eppure, la sua vocazione agricola e commerciale non dovrebbe prevaricare quella turistica. Prima dell’unità d’Italia, era città di confine tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie.

La Riviera di Ulisse può vantare borghi del calibro di Sperlonga e Gaeta.

Fondi possiede un magnifico centro storico, si narra che sia addirittura più antica di Roma. Al centro della piazza sorge il Castello Caetani, medievale, che fu teatro di numerose vicende storiche, tra cui l’elezione dell’antipapa Clemente VII e il tentativo di rapimento della bella Giulia Gonzaga.
Da vedere a Fondi, inoltre, le antiche terme romane, le mura ciclopiche, la Chiesa di S.Pietro, il quartiere Giudea, il museo ebraico e l’Abbazia di San Magno a ridosso della Via Francigena.

Benvenuti a Fondi!

Non molti sanno che a 10 minuti di macchina dal centro storico sorge il lido di Fondi, con i suoi 13 km di spiaggia incontaminata. Fondi, infatti, appartiene alla Riviera di Ulisse, l’area costiera della provincia di Latina, che è uno dei tratti più suggestivi dell’intero litorale tirrenico.

La Riviera di Ulisse può vantare borghi del calibro di Sperlonga e Gaeta, ormai celebri a livello nazionale e internazionale per i loro vicoli, gli scorci marini, la gastronomia. Ma non dimentichiamoci di Sabaudia, città sorta negli anni Trenta del Novecento a seguito della bonifica delle paludi pontine (e che per questo resta uno dei migliori esempi di architettura razionalista in Italia), di Terracina con il suo tempio di Giove Anxur che veglia sulla costa, oppure del borgo di San Felice Circeo, noto per le vicende mitologiche che lo videro al centro del rapporto amoroso tra la Maga Circe e l’eroe omerico. Più a sud, invece, Formia e Minturno: la prima diede i natali all’oratore Cicerone, mentre a Minturno sono ben visibili i resti dell’anfiteatro romano.

Il Lido di Fondi

Insomma, un territorio ricco di sorprese, sia per gli amanti del mare e del relax, che per gli appassionati di archeologia, arte, storia e gastronomia (sia di terra che di mare).

Turismo di prossimità in Calabria: La Costa Jonica di Reggio Calabria

Domenica
Spunti di Viaggio -Travel and LifeStyle

Appena sento parlare di turismo di prossimità, la mia mente corre subito all’Italia dei Borghi! Un’Italia dal ritmo lento, dove si riesce ancora a cogliere quell’autenticità culturale e delle tradizioni, che nelle città è pressochè sparita! “Luoghi prossimi” nei quali ritrovare il respiro nella bellezza delle cose semplici e del riuscire ad emozionarsi. Una cosa che serve più che mai, in questo periodo!

Per farvi scoprire alcune perle di questa “esperenzialità” sconosciuta ancora a molti, vi porto a visitare alcuni magnifici paesi e borghi di Calabria! Borghi e piccoli centri, dove potrete sentirvi sospesi nel tempo e nel contempo, immersi in una natura e in dei paesaggi straordinari!

Siamo sulla Costa ionica di Reggio Calabria, a cavallo fra il mar Jonio ed il Parco Nazionale dell’Aspromonte, lì dove la zona costiera prende il nome di Costa dei Gelsomini, portando i suoi effluvi odorosi sino a quei piccoli centri arroccati sui cocuzzoli di montagne e colline, dove le antiche popolazioni si sono rifugiate in passato per sfuggire agli assalti di predoni e saraceni!

Panorama della vallata dello Stilaro e della Cattolica di Stilo

Vallate scavate da fiumare che incastonano meravigliosi borghi antichi, alcuni dei quali abbandonati. Siamo nel cuore dell’Area Grecanica e in quella della Locride! Siamo in un’area geografica che racchiude 4.000 anni di storia che è possibile rivivere nei Musei e Parchi Archeologici che qui troverete, nelle vecchie laure bizantine disseminate nella Vallata dello Stilaro, testimonianza di un Medioevo di grande ricchezza spirituale ed artistica, per queste zone!

Cominciando da Stilo, l’antica “Città del Sole” del filosofo e religioso Tommaso Campanella! Di questo borgo, inserito fra i Borghi più belli d’Italia, in molti conoscono la sua icona, la “Cattolica di Stilo”, e poco d’altro!

Vi porto a scoprire i magnifici paesi e borghi di Calabria: borghi e piccoli centri, dove potrete sentirvi sospesi nel tempo e nel contempo, immersi in una natura e in dei paesaggi straordinari!

Di cose da scoprire in questo piccolo centro e nei suoi dintorni, ve ne sono davvero tante, iniziando dal monastero greco-ortodosso di San Giovanni Theristis, in comune di Bivongi, dagli insediamenti rupestri con il Santuario sul Monte Stella, in comune di Pazzano, dalla natura selvaggia e spettacolare che si esprime con la forza delle acque nella Cascata del Marmarico e nei torrenti della Vallata, dove è possibile percorrere spettacolari sentieri e praticare trekking e rafting!

Ritornando verso la zona costiera, vi accolgono il Faro di Punta Stilo e poco più in là, i resti dell’antica Kaulon, un parco archeologico sul mare, a Monasterace Marina! Soffermatevi in questo piccolo centro sulla Costa dei Gelsomini per visitare il Museo Archeologico ed ammirare i celebri mosaici dei draghi e dei delfini.

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Uno sguardo al passato per vivere e comprendere meglio la grande tradizione di questi territori, un’ospitalità che risente degli influssi dell’antica Magna Grecia e delle dominazioni arabe!

Un motivo in più per visitare questi luoghi e lasciarsi affascinare anche dal “Griko” di Calabria, un mix di greco antico e dialetto calabrese, che ancora viene parlato nei vicini borghi dell’area Grecanica (Bova, Gallicianò, Roghudi, Bagaladi, Roccaforte del Greco, Pentedattilo, San Lorenzo, Condofuri, Amendolea, Staiti, Brancaleone, Palizzi e Melito di Porto Salvo).

Bova rappresenta la capitale del grecanico di Calabria ed è anch’esso uno dei Borghi più belli d’Italia! Ma questo itinerario non termina qui e prosegue nelle emozione dei luoghi che state visitando e che vi porterà a tornare, sulle ali dell’antica filoxenia!

Turismo di prossimità in Puglia: Giovinazzo

Angela
In Giro con Angela

Giovinazzo, Bari: piccolo borgo marinaro figlio di Giove.

Quando penso ad una meta sinonimo di turismo di prossimità nelle mie zone, penso subito a Giovinazzo. Giovinazzo è un bel borgo marinaro a 31 minuti da Bari, in Puglia. Fino a qualche anno fa pochi abitanti della zona lo prendevano in considerazione come meta estiva. Io per prima da piccola ci andavo solo per passare una veloce giornata al mare e poi tornare subito a casa.

Lo splendido panorama sul mare di Giovinazzo

Poi qualcosa è cambiato: i cittadini hanno iniziato a credere nelle potenzialità della cittadina e l’hanno rimessa a nuovo. Giovani da tutti i paesi limitrofi hanno iniziato a scegliere Giovinazzo come meta perfetta per le serate estive in riva al mare: bei locali, larghe scogliere e un centro storico pulito e accogliente
sono i veri punti di forza della nuova Giovinazzo. Secondo una leggenda, pare che sia stato Perseo, figlio di Giove, a fondare “Jovis natio” – nato da
Giove. Contesa fra Longobardi e Bizantini, diventò poi un importante castrum normanno con Roberto il Guiscardo.
La sua posizione strategica, l’ha sempre resa appetibile come meta di conquista e le diverse popolazioni che si avvicendarono al suo comando, hanno lasciato impronte tangibili e visibili soprattutto sulle mura del centro storico.

Giovinazzo è un bel borgo marinaro rinato da poco: i cittadini hanno iniziato a credere nelle potenzialità della cittadina e l’hanno rimessa a nuovo.

Dopo una giornata in spiaggia dovreste assolutamente visitare il Centro Storico, con angoli super instagrammabili, come l’Arco delle Papere, l’Arco di Traiano, uno delle antiche porte del borgo, la Concattedrale di Santa Maria Assunta, risalente al 1113, la chiesa della madonna della
Misericordia. E poi non dovreste assolutamente perdervi la magia del tramonto sul porticciolo dei pescatori, quando una tiepida luce rosa abbraccia il color miele della pietra pugliese e si riflette su deliziose persiane verdi e porte colorate.

Giovinazzo di notte

A giugno, luglio e agosto molti eventi intrattengono turisti e visitatori e un mercatino dell’usato e dell’artigianato distrae le passeggiate nella piazza principale del paese.
Le sere d’estate a Giovinazzo sanno di felicità, di attimi da passare con le persone che amate, senza far nulla, solo assaporando la piacevole bellezza della brezza del mare che culla ogni cosa.


L’Italia è un Paese tutto da scoprire, da Sud a Nord, dal mare ai monti: in ogni angolo si trovano borghi, riserve naturali, foreste secolari e castelli dalla storia unica. Il turismo di prossimità è una grande opportunità di cogliere: sta a noi amare il Bel Paese e renderlo unico con piccoli gesti, come quello di raccontare la bellezza di questi luoghi!.

Ringrazio la Comunità delle Travel Blogger Italiane e tutte le blogger intervenute in questo articolo: avete avuto la capacità di mostrare la bellezza in poche parole e con i vostri scatti, ora sta a voi lettori scoprire questi magnifici luoghi!
Se volete scoprire i luoghi di prossimità raccontati da Donna Vagabonda cliccate su uno di questi articoli!

 

Commenti

  • 16 Aprile 2021

    Il covid ci ha fatto riscoprire i luoghi a noi vicino casa e tra questi per me c’è Offagna. Mi trovo d’accordissimo con Simona. Pur stando a neanche mezzora di auto da Ancona ci sono ritornata solo lo scorso autunno dopo non so quanti anni che non ci andavo ed è una vera e propria bomboniera!

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  • 16 Aprile 2021

    Cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno e in quest’ultimo periodo ho imparato ad apprezzare i luoghi vicino casa (vivo in provincia di Modena), andando alla scoperta dei dintorni quando le regole lo permettono. Per tutto marzo e buona parte di aprile, l’Emilia-Romagna è stata in zona rossa, per cui nessuna gita, ma da lunedì scorso, la mia regione è tornata arancione, quindi ci si può spostare per la provincia. Sicuramente andrò a vedere la prima Big Bench nel modenese (si trova a Prignano sulla Secchia) e probabilmente tornerò a Vignola – chissà se i ciliegi sono ancora in fiore. Bellissima la Rocca, l’ho visitata due anni fa con mia mamma e mia nonna 🙂 Un bel ricordo!

    Brava Eliana per questo bel post di gruppo 🙂

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  • 16 Aprile 2021

    Ma quanti bei posti da visitare! C’è da dire che in tutto questo caos abbiamo riscoperto tante bellezze del nostro paese, una più meravigliosa dell’altro! mi ha colpito particolarmente il racconto di Elena Vizzoca sulla riserva di Collemeluccio….Stupefacente!

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  • 16 Aprile 2021

    Buongiorno Eliana!
    un articolo ricchissimo di Splendide informazioni e io sono onorata di averne preso parte!

    Grazie di avermi ospitata e spero davvero che il turismo di prossimità possa essere il volano per una grande ripartenza dell’Italia💯

    Con affetto.

    Mimi

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  • 16 Aprile 2021

    Un bellissimo lavoro, complimenti a tutte! Avevo già in programma di visitare Vitorchiano, Fondi e la Riviera di Ulisse perchè molto vicine alla Campania. Ora ho qualche informazione in più per organizzare la visita in vista dell’estate.

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  • 16 Aprile 2021

    A causa della pandemia tutti i viaggiatori (e non) hanno scoperto posti vicini e magari sconosciuti. Io ad esempio mi sono dedicata alla scoperta del Veneto, dato che ci abito da un paio di anni ma non è la mia regione. E ancora non ho finito di visitarla ovviamente, infatti mi segno i posti in Veneto segnalati nell’articolo. Speriamo si ritorni alla normalità quanto prima!

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  • 16 Aprile 2021

    Io credo che tutto questo turismo di prossimità che abbiamo imparato a raccontare sui nostri blog sia un’importante eredità che, in futuro, permetterà al settore turistico di ripartire. Posti e paesaggi meno noti hanno ora il loro spazio in rete e attendono solo di essere scoperti da nuovi visitatori.

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  • 16 Aprile 2021

    Non ho smesso di sognare viaggi lontani, ma devo ammettere che a guardar vicino con occhi nuovi si fa certamente un affare (e non solo in questo periodo).
    Grazie per avermi permesso di partecipare a questa carrellata di luoghi da riscoprire raccontando le meraviglie dei Colli Berici.

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  • 17 Aprile 2021

    Questa pandemia ci ha insegnato a riscoprire i luoghi a due passi da casa e a valorizzare le bellezze del nostro territorio.
    Noi da buoni piemontesi, dopo il primo lockdown, abbiamo visitato alcuni luoghi meno battuti di Langhe Monferrato e ad agosto abbiamo scoperto le belle del Friuli Venezia Giulia.
    Complimenti per questo articolo collaborativo ricco di spunti e di destinazioni interessanti all’interno del nostro Paese! Da tenere a mente per quando si potrà uscire dalla propria regione!

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  • 17 Aprile 2021

    Ma che bello leggere di così tanti luoghi italiani 🤩 io parto dal Veneto ma adesso sono proprio curiosa di visitare anche tutte le altre proposte lungo lo stivale!!! Wow

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  • 19 Aprile 2021

    Quanti luoghi interessanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Almeno il covid ha il merito di averci fatto conoscere luoghi splendidi a due passi da casa. Luoghi che prima non avevamo mai considerato!

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  • Lisa Trevaligie Travelblog
    20 Aprile 2021

    Sono laziale ma non sono mai stata a Vitorchiano, ne ho appreso le straordinarie bellezze da questo articolo. Mete tutte da scoprire, in modalità lenta, proprio come piace fare a me. Non vedo l’ora di partire… seguendo questi preziosi consigli.

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  • viaggiacorrisogna
    21 Aprile 2021

    Che bell’articolo! Apparte le tappe venete, tutte le altre non le conosco, molto interessante per conoscere dei preziosi angolini d’Italia.

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  • 21 Aprile 2021

    Quante bellissime destinazioni! Io voto sicuramente Bergamo Alta, che merita veramente una o più visite!

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  • 21 Aprile 2021

    Mi sono goduta la lettura di questo bellissimo articolo, viaggiando virtualmente in luoghi che purtroppo che non conosco. Una carrellata di meraviglie tutte italiane.

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  • 21 Aprile 2021

    Un bellissimo post e sono onorata di averne fatto parte, sicuramente questo terribile anno ha avuto il pregio di farci riscoprire l’Italia in tutte le sue bellezze anche nascoste, i turismo di prossimità è stata una vera risorsa!

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  • 23 Aprile 2021

    La bellezza della nostra Italia la stiamo riscoprendo pian piano. Dobbiamo dire grazie a questa pandemia per averci fatto capire che spesso non bisogna andare chissà dove perché abbiamo delle meraviglie storiche e culturali a due passi da casa.

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  • 23 Aprile 2021

    Bellissima Giovinazzo! Ci vado spesso e trovo che sia un paesino stupendo. Il borgo antico è una piccolo gioiellino. Hanno inaugurato da pochissimo anche una bella pista ciclabile vista mare! L’ho percorsa quest’estate e mi è piaciuta davvero tanto!

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  • 27 Aprile 2021

    Mi rendo conto di conoscere pochissimo l’Italia perché la maggior parte di questi posti non li ho mai sentiti nominare. A volte viaggiamo verso mete lontane e finiamo per tralasciare i luoghi stupendi che abbiamo vicino a casa. Per quanto mi riguarda, quest’anno vorrei dedicare del tempo alla Liguria perché per noi piemontesi è proprio dietro l’angolo. E poi perché ci andavo in vacanza con i miei nonni (proprio a Cervo). E poi da lì vorrei spostarsi verso Genova, che conosco pochissimo.

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  • 27 Aprile 2021

    Quante belle idee!!! Purtroppo per me la Puglia è la Calabria non sono molto prossime altrimenti partirei subito!! La Liguria resta sempre una regione bellissima quindi mi dedicherò ai suoi Borghi e alle sue abbazie

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  • 27 Aprile 2021

    Articolo estremamente utile. La situazione covid è ancora tremendamente confusa e non sappiamo ancora se la prossima estate si potrà viaggiare e dove, di conseguenza non è escluso che dovremo anche quest’anno viaggiare solo in Italia. Per questo trovo molto interessanti tutti gli spunti condivisi nell’articolo!

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