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Le Cascate dell’Acquafraggia

Durante l’estate del 2021 ho potuto visitare l’alta Lombardia e alcuni dei luoghi più particolari e unici presenti sia in Provincia di Lecco che altrove. Durante una di queste escursioni in giornata mi sono diretta, per la prima volta, verso la Provincia di Sondrio alla scoperta del caratteristico borgo di Chiavenna e dei suoi dintorni. É così che durante il pomeriggio di quella splendida giornata passata in compagnia del Pirata e del ramo della sua famiglia di Lecco ho potuto vedere con i miei occhi una delle cascate più imponenti di tutto il Nord Italia: le Cascate dell’Acquafraggia!

Regione: Lombardia

Valle: Val Bregaglia

Comune: Borgonuovo di Piuro

Difficoltà escursionistica: T

Dislivello: nessuno

Abbigliamento: se vi fermate ai piedi delle cascate portate scarpe comode o da trekking e un giubbotto impermeabile da indossare vicino alla cascata per proteggersi dagli spruzzi d’acqua

Le cascate dell’Acquafraggia

Le Cascate dell’Acquafraggia si trovano presso l’abitato di Borgonuovo in Provincia di Sondrio, non lontano dal Comune di Chiavenna, e sono raggiungibili sia in bicicletta che in auto da quest’ultimo. Questi meravigliosi salti d’acqua si sviluppano dal torrente omonimo che nasce dal Pizzo di Lago a 3050 metri sul livello del mare.

Il bacino del fiume si trova all’imbocco ovest della Val Bregaglia ed è ricco di cascate grazie allo scorrimento tortuoso dell’Acquafraggia tra due valli sospese e il nome del torrente, così come delle cascate, deriva proprio da questa caratteristica: “acqua fracta” significa infatti “torrente continuamente interrotto da salti”.

La conformazione del territorio è molto variegata: geologicamente parlando la zona è interessata dall’unità Tambò riferita al pennidico medio e si trovano come rocce gneiss biotitici generalmente a grana fine. So che questo per non addetti ai lavori può sembrare ostrogoto ma cercherò di essere più chiara: la biotite è un minerale presente in molte rocce, come nel granito. Avete presente in un blocco di granito i “puntini” neri? Ecco quella è la biotite. Lo gneiss è una roccia comune di tipo metamorfico (cioè sottoposta a pressioni e a temperature che hanno modificato la struttura originale) che si trova in Italia sulla Sila calabrese, tra il Lago di Garda e quello di Como, in Valchiavenna e in Val Formazza ad esempio.

Le Cascate dell’Acquafraggia – panorama

Anche Leonardo da Vinci, come la sottoscritta, è rimasto estasiato davanti alle imponenti e meravigliose cascate tanto che nel suo Codice Atlantico (quello in cui parla anche della Miniera di Cortabbio) le cascate vengono menzionate:

Trovandosi a passare per Valle di Ciavenna […] su per detto fiume (la Mera) si truova chadute di acqua di 400 braccia le quale fanno belvedere…

le cascate e il parco

Le Cascate dell’Acquafraggia costituiscono un parco naturale davvero eccezionale: ben visibili a parecchia distanza, costituiscono una escavazione glaciale ad “U” a più getti, due dei quali ben distinguibili. La presenza di tanta acqua e di un salto così imponente (ben 170 metri) ha contribuito a creare un vero e proprio microambiente consentendo a una flora di particolare pregio di crescere proprio qui: di notevole importanza è la presenza della Pteris cretica, una rara felce che proprio qui trova la sua stazione europea più settentrionale. Lateralmente alle cascate si trova un imponente castagneto dove cresce come un tappeto l’Allium ursinum, deliziosa pianta che fiorisce tra maggio e giugno.

Spettacolari salti d’acqua con più diramazioni

Data la bellezza e l’importanza delle cascate per il territorio si sta procedendo a una valorizzazione didattico-conoscitiva dell’intera area mediante la predisposizione di sentieri e la costruzione di piazzole per osservare meglio e da più prospettive queste splendide opere naturali.

Raggiungere le cascate dell’Acquafraggia

Le Cascate dell’Acquafraggia si trovano all’interno dell’abitato di Borgonuovo di Piuro e la strada più breve e facile per raggiungerle è imboccare Via Nazionale e proseguire sempre dritto per circa 400 metri: dalla lunga Via Nazionale non potete sbagliare perchè ad un certo punto la via si dirama in due e sono presenti numerosi cartelloni indicativi delle cascate che vedete dal percorso principale. Se arrivate in auto potete lasciare il vostro mezzo presso la piazzola di sosta che trovate sulla sinistra all’imbocco di Via Nazionale (al costo 1.20 euro all’ora) oppure, in bassa stagione, direttamente all’ingresso del parco (ma qui il parcheggio è di solito già occupato dalle prime ore del giorno e i posti a disposizione sono pochi).

Dall’ingresso seguite il sentiero e dopo circa cinque minuti a piedi in piano troverete davanti a voi le maestose cascate.

Escursioni dalla Cascata dell’Acquafraggia

Dalle cascate dell’Acquafraggia partono numerose escursioni che portano a luoghi altrettanto interessanti: la più gettonata è di sicuro quella che porta a Savogno, un borgo antico collegato alla cascata tramite una mulattiera. A Savogno si trova un rifugio da cui a sua volta si dipartono numerosi sentieri per salire più in alto e raggiungere Dasile o gli alpeggi di Corbia o ancora il Lago dell’Acquafraggia. Il sentiero che conduce a Savogno è molto interessante dal punto di vista storico e culturale dato che fa rivivere alcuni momenti di vita della gente che qui viveva, vera e autentica gente di montagna.

La mia esperienza alle cascate dell’Acquafraggia

Come vi dicevo nell’introduzione ho visitato queste splendide cascate in occasione della mia prima visita alla Provincia di Sondrio. Dopo aver gustato un lauto e delizioso pasto presso il Crotto Quartino avevo proprio voglia di vedere un luogo naturale non difficile da raggiungere e le Cascate dell’Acquafraggia erano proprio la meta ideale.

Cascate e rifrazione della luce

Una volta lasciata l’automobile mi sono diretta all’ingresso del parco e qui ho scoperto che l’accesso alla cascata era… A pagamento.

Ora, io capisco far pagare l’entrata di un museo o di una mostra ma l’accesso a luoghi naturali, demaniali o comunque della comunità io lo trovo improponibile: questo discorso ve lo avevo fatto anche per Civita di Bagnoregio se ricordate. Non è per il costo in sé, per carità, ma proprio per la pericolosità di questa scelta: queste derive potrebbero portare ad altre realtà a pagamento mascherando il tutto per il bene del luogo. E allora i cittadini di quel luogo per cosa pagano le tasse? Devono essere gli amministratori locali che, con le risorse a disposizione, pensano al decoro e non i visitatori del luogo. Perché devo pagare per vedere una cascata? La cascata cosa ci guadagna? É un bene del tutto naturale che non ha bisogno di chissà che interventi, c’era prima della costruzione dell’abitato e probabilmente continuerà a esserci anche dopo a prescindere dal pagamento di questo obolo. É più forte di me, queste ingerenze per un bene pubblico non posso davvero tollerarle eppure… Ho pagato lo stesso anche perché quando mi ricapita di vederle? I miei compagni di viaggio invece si sono tirati indietro e quindi ho proseguito per la visita da sola. Forse ho sbagliato, non lo nego, a fomentare questa pratica e infatti sono qui ad ammetterlo ma anche a denunciare questa pessima pratica che spero scompaia e non prenda piede.

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Secondo questa scellerata idea e in base alla normativa ormai approvata da chi di dovere il parco è aperto al pubblico tutti i giorni ma dal primo giugno al 31 luglio e dal primo al 15 settembre nei festivi e prefestivi e tutti i giorni dal primo al 31 agosto per accedere all’area verde è necessario il pagamento del biglietto di 3 euro a persona.

Servissero poi veramente per il decoro… E invece…

Una volta entrata e imboccato il sentiero ho visto effettivamente una persona che ripuliva la stradina da rami secchi e foglie al che ho pensato “va beh, spero che una quota degli ingressi vada a questa persona per il lavoro svolto almeno” e invece… Invece di terminare il lavoro di pulizia come si conviene questa persona, dotata di pettorina catarifrangente con segnalato l’essere dello staff, ha spostato semplicemente il tutto da una parte all’altra del parco, in un luogo semplicemente poco battuto.

Mi sono sentita letteralmente presa in giro: è questo il modo di provvedere al decoro del parco? Ah beh… Doppia beffa, da noi si dice “cornuto e mazziato“.

A parte questo dispiacere e l’arrabbiatura derivata non dovevo perdere di vista l’obiettivo che era quello di visitare le cascate. Il rumore del fragore anticipava la vista dell’imponente doppio salto e guidata da esso ho chiuso gli occhi e alla fine eccola. L’ho vista.

L’imponenza fatta ad acqua

Ne ho viste di cascate, in Italia e non solo, ma devo dire che questa è particolare, molto particolare. Ce ne sono di più alte, di più fragorose, sicuramente di più suggestive ma posso affermare con certezza che queste di Borgonuovo sono splendide, spettacolari. Il rumore è frastornante e in pochi minuti, tempo di scattare qualche fotografia, mi sono ritrovata totalmente inzuppata dalla testa ai piedi: ho aperto Facebook e mi sono messa a registrare una diretta da cui si percepisce il tutto con estrema chiarezza.

 

Ma non mi importava, l’emozione è stata tanta e vedere questo capolavoro naturale valeva il viaggio fino alla Provincia di Sondrio. Mi giro attorno e vedo visi sorridenti, persone emozionate come me che non vedevano l’ora di filmare o fotografare queste Signore cascate, così potenti e implacabili. Non mi sono spinta fino al belvedere anche perché sapevo che nemmeno due mesi prima una persona era precipitata e morta tentando di scattare una fotografia e non me la sono sentita di proseguire, ero già ampiamente soddisfatta di ammirarle dal basso in tutto il loro splendore e poi non volevo far aspettare troppo i miei compagni di viaggio. Credetemi che anche dal basso fanno la loro splendida figura!

Un bilancio di questa visita? Sicuramente se dovessi dare un voto darei 4 per il pagamento dell’ingresso e 10 e lode alla bellezza delle cascate, cascate che meritano di essere viste almeno una volta nella vita! Meglio se non in estate così da non pagare l’obolo 😉

Vi è piaciuto questo articolo? Scoprite con me altri articoli su luoghi naturali italiani!

Commenti

  • 15 Ottobre 2021

    Ciao Eliana! Discorso fervente e condivisibile quello sul Pagamento! Così di fa 👏👏

    In quanto alle Cascate, a guardare le foto che hai scattato, vien proprio voglia di andarci subito!

    Non sono poi tanto distanti da Bergamo!

    reply
  • 15 Ottobre 2021

    Posto meraviglioso.

    reply
  • 18 Ottobre 2021

    Bellissime le cascate dell’Acquafraggia, ci sono stata l’anno scorso! La tua guida è davvero completa e ben fatta

    reply
  • 27 Ottobre 2021

    Luogo che proprio non conoscevo ma concordo con te sul disaccordo per il pagamento all’entrata. Per un bene naturale così, non si dovrebbe pagare niente!

    reply
  • Bru
    27 Ottobre 2021

    Adoro adoro ogni tipo di cascata, l’acqua che scorre fragorosa ha un potere quasi magnetico su di me, ci sono rimasta male per il prezzo pagato e la non cura dell’ambiente.

    reply
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    6 Novembre 2021

    Credo che simili paesaggi vadano tutelati a prescindere dalla fama e dalla grandezza. Siamo stati lo scorso week end alle cascate del Varone e sono rimasta estasiata perchè, da un piccolissimo sito, sono riusciti a creare una grande e particolare attrazione solo mettendo qualche luce e curando in maniera maniacale la vegetazione. Un esempio da seguire.

    reply
  • viaggiacorrisogna
    13 Novembre 2021

    In effetti è la prima volta che sento che c’è da pagare un ticket per vedere una cascata, concordo sul voto 4! Però sono davvero meravigliose, le cascate mi mettono sempre serenità, sorrisi a profusione!

    reply

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