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Chiavenna

Da quando io e il Pirata abbiamo deciso di condividere la nostra vita insieme il mese di Agosto si è per me tramutato in un mese all’insegna della scoperta delle montagne lombarde: partendo dal piccolo borgo di Casargo riusciamo infatti a visitare ogni anno numerosi luoghi della Valsassina e non solo. Lo scorso anno (2021 NdR) ho “sconfinato” nella vicina Provincia di Sondrio allo scopo di visitare alcuni dei luoghi più intriganti di questa zona: scopriamo dunque insieme la caratteristica città di Chiavenna.

Per orientarsi

  • Cosa fare: godetevi una splendida vista sulla città e sul fiume Mera
  • Cosa mangiare: assaggiate la cucina tipica in uno dei crotti sparsi nella valle
  • Cosa acquistare: il violino di pecora, i biscotti di Prosto, la slinzega, la bresaola

    Valsassina estiva
    1-28 agosto 2021

Storia di Chiavenna

Chiavenna è un piccolo comune italiano situato all’interno della Provincia di Sondrio, al centro della valle omonima. Il suo nome latino, Clavenna, deriva da “clav” che significa “rupe sporgente”. Da sempre Chiavenna ha ricoperto un ruolo strategico grazie alla sua posizione nel cuore della Rezia, a cavallo tra Pianura Padana e bacino del Reno: oggi questo ruolo strategico ha lasciato il posto all’interesse turistico tanto da essere stata riconosciuta come bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Il centro storico di Chiavenna

Le sue origini sono romane ma da sempre fu contesa fra vari popoli e signorie; dopo la caduta degli Sforza entrò a far parte della Repubblica delle Tre Leghe dei Grigioni. Fu un vero baluardo per la diffusione del Protestantesimo, qui liberamente predicato, e luogo d’incontro di numerosi dissidenti religiosi che fuggivano dalle grinfie dell’Inquisizione.

Dopo la Rivoluzione Francese chiese l’annessione alla Repubblica Cisalpina (poi Regno d’Italia sotto Napoleone) e con la caduta del Bonaparte divenne un comune del Regno Lombardo-Veneto, costola dell’Austria e alla fine seguì le vicende della Lombardia e del resto d’Italia.

Chiavenna Oggi

Chiavenna è uno dei luoghi turistici più famosi della Provincia di Sondrio, meta ideale per tutti gli amanti della montagna ma anche della storia e della cultura. Riconosciuta come “Città Slow” è la patria del “violino di capra”, un particolare salume ricavato dalla coscia della capra e riconosciuto “Presidio Slow Food“.

Chiavenna è inoltre conosciuta per essere la patria dei “Crotti”, cavità naturali tipiche delle regioni montuose delle Alpi: al loro interno spira costantemente una corrente d’aria fredda, chiamata localmente Sorèl, che si mantiene alla temperatura costante di circa 8 gradi sia in estate e che in inverno, creando un vero e proprio ambiente ideale per la maturazione del vino e la stagionatura dei salumi, conferendo loro un sapore unico.

Cosa fare a Chiavenna

Chiavenna è una splendida meta da visitare sia in inverno che d’estate, ed è proprio in questa stagione che ho avuto modo di scoprirla e apprezzarla. I suoi vicoli stretti e il suo centro pedonale consentono al visitatore di godersi una bella giornata all’insegna del relax, del buon cibo e dello shopping: numerose infatti sono le botteghe artigiane e le macellerie che potrete trovare nel cuore della città dove poter fare buoni acquisti.

Il torrente Mera a Chiavenna

Da amante della storia non potevo non visitare lo splendido Chiostro della Collegiata di San Lorenzo e ammirare, seppur dall’esterno, Palazzo Balbiani. Una visita la merita sicuramente il Parco Archeologico Botanico del Paradiso, purtroppo quando ci sono stata non ho avuto modo di visitarlo: un motivo in più per tornare a Chiavenna nuovamente!

 

Ciò che più colpisce della città è senza dubbio la vista del fiume Mera: dal ponte sul Mera, in pieno centro storico, è possibile infatti camminare su una piccola rampa che permette di avere una bella visuale sia sulla città che sul fiume ceruleo, una caratteristica che davvero vale la pena d’immortalare con la macchina fotografica.

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Oltre alle bellezze della città vale sicuramente la pena visitare il Parco delle Marmitte dei Giganti, appena fuori dal centro abitato, raggiungibile a piedi: attenzione, il percorso presenta numerosi scalini ed è in salita quindi non adatto a tutti. Il Parco comprende la “Riserva Naturale d’interesse regionale” ed è caratterizzato dalla presenza delle marmitte dei giganti, formazioni geologiche assai interessanti. Ma come mai si chiamano “marmitte dei giganti”? Da cosa si origina questo curioso nome? Facciamo un piccolo focus:

I ghiacciai, qui molto numerosi un tempo, depositavano l’acqua derivata dalla fusione superficiale in piccoli torrenti che scorrevano al di sopra di essi. A causa dell’irregolarità del suolo, questi piccoli corsi d’acqua finivano all’interno di crepacci e imbuti, trasportando sassi e detriti di vario genere: l’energia che si creava a causa della caduta ha portato all’erosione della roccia sottostante i ghiacciai, scavando profonde buche dalle forme fantasiose e contorte e portando i massi a diventare sempre più tondi; queste forme e le grandi dimensioni dei ciottoli hanno portato alla creazione dell’epiteto “marmitte dei giganti”.

Dopo questa piccola parentesi geologica spero di avervi incuriositi: le marmitte dei giganti non sono presenti solo in Valchiavenna, ma sono un fenomeno abbastanza presente lungo tutto l’arco alpino.

Marmitta dei giganti appena fuori dall’abitato di Chiavenna

A poca distanza da Chiavenna, precisamente a Borgonuovo di Piuro, troverete un altro luogo naturale davvero suggestivo: le Cascate dell’Acquafraggia, maestose e imponenti, tra le più suggestive di tutta la Provincia di Sondrio e non solo! Un consiglio, visitatele nei mesi in cui non sono a pagamento, troverete meno ressa e risparmierete sulla visita.

Mangiare a Chiavenna: i crotti

Un paragrafo lo meritano senz’altro i crotti, tipici della Valchiavenna e della parte alta del Lario. Queste particolari cavità all’interno delle montagne sono state utilizzate per secoli per mantenere i salumi e le bevande fresche e per la stagionatura… Ma non solo! Negli ultimi anni infatti, proprio adiacenti a questi incredibili luoghi naturali, sono sorti alcuni ristoranti e rifugi che propongono la cucina tipica della Valchiavenna e i prodotti locali. É così che via via il termine “crotto” oggi sta più a indicare il ristorante in sé che non la cavità rocciosa.

Il successo dei crotti è cresciuto in maniera esponenziale grazie all’iniziativa della Sagra dei Crotti organizzata proprio a Chiavenna: un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di gastronomia e buona cucina!

Anche io, da buona cultrice del cibo e spinta dalla voglia (sempre irrefrenabile) di assaggiare le specialità del luogo ho scelto di pranzare presso un crotto molto famoso (e altrettanto caratteristico) della Valchiavenna, a Piuro: il Crotto Quartino.

Al solo ripensare a quei sapori intensi, a quei profumi di vera cucina di montagna, mi viene l’acquolina in bocca e strizzo gli occhi cercando di non pensarci troppo (altrimenti prendo la Puffa e parto immediatamente per la Valchiavenna!). 

Il crotto del Crotto Quartino

Attenzione però alla scelta del vostro crotto: molti ristoranti, cercando di cavalcare la fama di tali realtà, hanno difatti aggiunto la parola “crotto” al loro nome quando in realtà di crotto… Non hanno nulla! Assicuratevi che a poca distanza (o meglio ancora proprio a fianco della struttura) vi sia effettivamente la caratteristica “cavità”: al Crotto Quartino è inoltre possibile visitarla oltre che acquistare i prodotti tipici direttamente al suo interno, come ad esempio bresaola, formaggi, salumi di vario genere, liquori e non solo. Insomma, pretendete la qualità, ne avete tutto il diritto!

Non vedo l’ora di tornare a Chiavenna per riviverne nuovamente l’atmosfera storica e i suoi sapori e per scoprire tutti i luoghi “segreti” di questa splendida località montana!

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    24 Giugno 2022

    Non ho mai sentito parlare del “violino di capra” e credo che farei un salto a Chiavenna solo per poterlo assaggiare. Da come la descrivi è una cittadina che rispecchia proprio il mio stile di viaggio, molto slow!

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  • 24 Giugno 2022

    Sei una inesauribile fonte di ispirazione per me, mi fai scoprire sempre posti nuovi. Per esempio, non conoscevo Chiavenna e mi incuriosisce moltissimo. Soprattutto mi piacerebbe mangiare all’interno di uno dei crotti!

    rispondi
  • 25 Giugno 2022

    Oddiooo mi hai sbloccato un ricordo!!!Adoro i crotti, si mangia veramente divinamente e l’atmosfera è in generale molto conviviale!Non sono stata in quello che hai citato ma me lo segno per una gita a Chiavenna prossimamente 🙂

    rispondi
  • 26 Giugno 2022

    Mamma ce buono il violino di capra e che spettacolo che sono le sagre nei crotti! Ci sono stata anni e anni fa, ma posso confermare ogni tua parola! Chiavenna e tutta la Valle sono vicinissime a Bergamo e quindi credo proprio che mi hai dato il là per tornarci al più presto!

    rispondi
  • 28 Giugno 2022

    Non sono mai stata a Chiavenna ma la conosco di fama proprio per il violino di capra, che ho avuto la fortuna di assaggiare. Non sapevo però dei crotti e mi piacerebbe provare un pasto in uno di questi locali, anche perché da quelle parti i salumi e i formaggi sono ottimi!

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  • 28 Giugno 2022

    Essendo cresciuta vicino a Como sono stata in ValChiavenna tanti anni fa e conosco la fama dei Crotti. Si mangia benissimo!!!!

    rispondi
  • Libera
    8 Luglio 2022

    Da come ne parli, Chiavenna sembra un vero e proprio gioiellino, ne andremo alla scoperta, magari per un paio di giorni.

    rispondi
  • 7 Settembre 2022
    rispondi
  • 25 Settembre 2022

    E’ una zona che conosco tuttavia non ho mai visitato Chiavenna, potrebbe essere un’idea per Novembre

    rispondi

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