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Diario di viaggio: Scozia – Giorno 9

Continua il mio racconto di viaggio dell’avventura scozzese del 2019: da Nord a Sud ho infatti potuto scoprire l’essenza di questa mitica regione del Regno Unito. In questo racconto io e #PapàVagabondo lasceremo l’Isola di Skye per dirigerci verso l’ultima tappa prima di approdare a Edimburgo: Fort William. Pronti a seguirmi?

 

 

Alla ricerca delle lontre perdute

Nell’ennesima giornata uggiosa e piovosa, prima di lasciare l’Isola di Skye, decidiamo di avventurarci alla ricerca delle lontre per realizzare qualche scatto: eravamo ancora sottotono a causa dell’escursione annullata e volevamo tentare la sorte con questi splendidi mustelidi. Il viaggio alla ricerca di esse si è dimostrato dubito problematico: le indicazioni del luogo erano quasi del tutto inesistenti e le strade tutt’altro che agevoli a causa della loro ristrettezza e delle numerose buche. Alla fine, dato che il navigatore ci ha portato presso l’attracco di un molo, abbiamo desistito e ci siamo diretti verso la nostra prossima tappa: Fort William.

Le acque della giovinezza allo Sligachan Old Bridge

Prima però di lasciare l’Isola di Skye, luogo che ci ha suscitato davvero delle emozioni contrastanti, abbiamo fatto tappa allo Sligachan Old Bridge: si tratta di un piccolo ponticello in pietra situato a Sligachan, punto di snodo per chi vuole dirigersi a nord per visitare Portree o l’Old Man of Storr. Di per sé sembrerebbe soltanto un piccolo ponte che ben si ppuò immortalare ma… C’è di più!

Si dice che le acque del piccolo torrente che scorrono sotto lo Sligachan Old Bridge abbiano poteri curativi e magici: questa affermazione nasce dalla presenza di alcune ambientate proprio qui!

Lo Sligachan Old Bridge

Lo Sligachan Old Bridge

In una si racconta che due clan scozzesi molto bellicosi non potessero fare a meno di continuare a darsi battaglia (e che novità per i clan!): non si riusciva a trovare un accordo fino a che non si decise che l’uomo più affascinante di uno e la donna più graziosa dell’altro dovessero sposarsi per annullare questi attriti.

Durante il viaggio il cavallo della ragazza si spaventò e la sposa venne disarcionata finendo sulle rocce sotto il ponte di Sligachan: per timore che le ferite potessero scoraggiare il futuro marito a prenderla in moglie ella si coprì con un velo e rivelò il suo volto soltanto all’altare. L’uomo, inorridito dal volto sfregiato della fanciulla, impazzì e scaraventò la donna e il suo servo fuori dal castello, lasciandoli alla mercé della sorte.

Visibilmente feriti e in fin di vita i due viaggiatori tornarono al ponte e la ragazza fissando l’acqua pregò di morire quando apparve la Regina delle Fate! Essa vide ciò che aveva fatto quell’uomo violento e capì che le intenzioni della ragazza e del servo non erano malvagie, anzi, e quindi convinse i due a immergere i loro volti nelle fredde acque del torrente: qui l’acqua ridonò la bellezza e guarì tutte le ferite. I due viaggiatori si guardarono negli occhi e si innamorarono e, come accade in molte favole, vissero per sempre felici e contenti (in compagnia anche dello splendido destriero, non più ronzino spaventato).

Lo Sligachan Old Bridge e il piccolo hotel adiacente

Lo Sligachan Old Bridge e il piccolo hotel adiacente

La suggestiva location dunque si presta per racconti mitologici e fantasiosi e non è difficile vedere moltissimi viaggiatori e turisti accalcarsi qui per poter toccare “l’acqua miracolosa” sfidando la sua temperatura glaciale!

Nonostante la pioggia sia io e che mio padre abbiamo provato l’ebrezza di immergere le nostre mani (non la faccia però, ci saremmo bagnati pure il cappuccio a causa della corrente impetuosa e del maltempo): posso assicurarvi che l’acqua è tutt’altro che calda ma è stato un vero toccasana per la nostra pelle e per il nostro spirito, rinvigorito dopo la “sconfitta” delle lontre.

In viaggio verso Fort William

Rinfrancati, ci siamo diretti verso Fort William, o The Forts, come lo chiamano qui: si tratta della seconda cittadina più popolosa della regione delle Highlands, punto di snodo per moltissimi trekking ed escursioni grazie alla sua vicinanza con il mito Ben Nevis, il monte più alto di tutta la Gran Bretagna. Il suo centro storico pittoresco e la presenza di numerose distillerie di Scotch ne fanno una meta assai ambita per i turisti.

Il viaggio per raggiungerla si dimostrò, per una volta, tranquillo e divertente: la pioggia lasciava spazio a numerosi spazi soleggiati alternando precipitazioni abbondanti a momenti caldi e luminosi. Durante una breve pausa per sgranchirci le gambe siamo capitati presso un piccolo “caffè comunitario”: all’interno di una palestra (di non so quale cittadina) è stato allestito un punto di ristoro con bevande calde, torte e prodotti tipici del luogo realizzati dai cittadini. É stata un’esperienza molto particolare: ci siamo sentiti accolti e ben accetti, abbiamo assaggiato alcune torte (buonissime, tra l’altro) e abbiamo scambiato alcune parole con il Reverendo, “coordinatore” di questa iniziativa. Si è ben percepito lo spirito comunitario del piccolo villaggio e la tanta voglia disponibilità verso persone mai conosciute prima: insieme abbiamo parlato del nostro viaggio, della nostra meta, dei giorni trascorsi in Scozia e abbiamo ricevuto in cambio sorrisi e auguri sinceri per i tempi avvenire.

É stato un momento caloroso, di per sé semplice, ma che mi è rimasto davvero nel cuore e che custodirò per sempre.

Mentre giungevamo a Fort William ho avuto modo di trovare sul web alcune informazioni relative a una semplice escursione in barca alla ricerca delle foche: la città infatti si affaccia sul Loch Linne, un’insenatura dell’Oceano Atlantico che ha favorito l’insediarsi di due specie particolari di foca, la Foca comune (Phoca vitulina) e la sua sottospecie della Foca Comune dell’Atlantico (Phoca vitulina spp. vitulina). Detto fatto: con una breve e chiara telefonata ho prenotato due posti per l’escursione del primo pomeriggio organizzata da Cruise Loch Linne: saremmo partiti intorno alle 14:00 ed eravamo davvero emozionati!

Euforici e molto curiosi di provare questa nuova esperienza alla ricerca delle foche siamo giunti presso il nostro alloggio, la Braeburn Guest House, uno dei migliori alloggi del nostro intero viaggio! La nostra camera era davvero molto spaziosa per due persone e la posizione davvero comodissima, a soli 5 minuti di automobile dal centro di Fort William. Il proprietario ci ha inoltre aiutato nello scarico dei bagagli e consigliato alcune chicche di Fort William come alcuni ristoranti che offrono piatti tipici e negozi perfetti per acquistare lo Scotch Wisky, insomma, una persona davvero gentile e affabile!

Scoprite il mio articolo riguardante gli hotel migliori per un viaggio On The Road in Scozia cliccando qui!

Il tempo di mangiare un panino al volo e poi subito ci siamo fatti trovare al porto, al punto di incontro: intanto, come sempre ormai, aveva ricominciato a piovere ma per fortuna non in maniera così incisiva da dover rimandare la nostra escursione (e no eh, ora basta!).

E così noi e altre quattro persone siamo partiti alla volta del Loch Linne, con vento in poppa e nubi all’orizzonte! Devo ammettere che con il cappottone giallo e il cappellino da marinaio mi sono sentita una vera lupa di mare e un’esploratrice dell’ignoto.

Sono queste le esperienze che fanno per me!

Ancora più galvanizzata dal mio abbigliamento abbiamo preso il largo e la prima tappa è stata un allevamento di salmoni scozzesi che abbiamo costeggiato: questi pesci vengono allevati nelle acque dell’Oceano Atlantico e sono ospitate in enormi vasche divise da reti e altre strutture simili. Non ci siamo avvicinati troppo anche per non disturbare le persone che lavoravano sulle piattaforme, ma ora posso dire di aver visto anche dove allevano i salmoni affumicati che spesso acquistiamo per le feste o le occasioni speciali: l’allevamento era davvero di grandi dimensioni ma mi è sembrato tutto molto pulito e “in ordine”.

Dopo circa un’ora di navigazione raggiungiamo la nostra meta: Black Rock, conosciuta anche come “Seal Island” – l’Isola delle foche!

Le foche di Black Rock

Black Rock è un’isoletta rocciosa protetta dove dimorano sia le Foche comuni che quelle dell’Atlantico. La sua posizione è una vera calamita per questi mammiferi: qui infatti, a causa della mancanza di vegetazione alta e grazie alla possibilità di potersi rituffarsi in ogni momento senza essere minacciate dai predatori, le abili nuotatrici del Loch Linne trovano riposo e un punto privilegiato per… Prendere il sole!

Il Loch Linne

Il Loch Linne

Proprio così, le foche amano crogiolarsi al sole (quando c’è in Scozia) per asciugarsi e per riposarsi dopo un lauto pasto a base di pesce: inoltre è sulla terraferma che allattano i loro cuccioli, possibilmente in luoghi dove ci sono numerosi esemplari che possono essere vigili in caso di minacce.

E noi siamo stati proprio fortunati perché a luglio i cuccioli sono in pieno allattamento e grazie a questa escursione ne abbiamo potuto immortalare alcuni intenti a schiacciare un pisolino o a farsi coccolare attaccati saldamente al capezzolo della madre. Grazie alla presenza di numerosi altri individui, maschi e femmine, questo branco misto è una vera speranza per le due specie, fortemente minacciate in Gran Bretagna a causa della loro caccia nei tempi passati.

Foche comuni atlantiche in riposo

Foche comuni atlantiche in riposo

La nostra imbarcazione è stata progettata per avvicinarsi il più possibile senza disturbare gli animali: gli operatori infatti spengono il motore e mantengono una certa distanza di sicurezza, ben sufficiente però per permetterci di scattare fotografie davvero indimenticabili con i nostri teleobiettivi.

Una vera emozione senza tempo!

A parte a Dunbar non avevo mai visto una foca e non così da vicino: osservare addirittura i piccoli con le madri è stato molto toccante. E così questi sornioni signori del mare si sono mostrati in tutto il loro splendore: sdraiati o in posizioni davvero bizzarre si sono fatti davvero immortalare in ogni salsa e noi non avremmo potuto chiedere di meglio!

Diversi esemplari con piccolo

Diversi esemplari con piccolo

La nostra escursione si conclude così, con le fotografie più divertenti scattate agli animali più buffi dell’Atlantico (o quasi, dato che fanno sicuramente concorrenza ai mitici Puffin). Ora eravamo pronti. finalmente con il sorriso sulle labbra, a esplorare Fort William.

Fort William, che sorpresa!

Fort William è una placida cittadina adagiata tra l’Atlantico e le Highlands, uno di quei luoghi da favola dove il tempo sembra essersi fermato e dove la parola “calma” assume un significato pieno e concreto: bucolica e incastonata tra l’oscillare delle stagioni, si mostra con difficoltà al turista distratto, ma apre il suo cuore a quello più consapevole. Fort William infatti è sì una delle mete più care, soprattutto agli scozzesi, ma forse si utilizza spesso solo come una “base di passaggio” e non si ha nemmeno il tempo di esplorarne le viuzze del centro storico, costituite da ordinati lastricati e adornate da piccole casette e negozi dal sapore antico.

Il centro di Fort William

Il centro di Fort William

Chiunque qui si può sentire a casa senza incappare in qualcosa di troppo “turistico” e poco veritiero: c’è qualcosa di assolutamente vittoriano che colpisce, forse il colore degli edifici o la loro forma, forse quel continuo tintinnio della pioggia, forse la bellezza discreta di un luogo davvero eccezionale.

Fort William è riuscita a rapirmi come poche altre: la sua stretta vicinanza tra mare e monti mi ha fatto sentire protetta ma anche davvero curiosa di saperne di più, di scoprirla lentamente. E così non ci si può non perdere tra i vari piccoli bar e negozi di High Street, un’isola pedonale che vi permetterà di scoprire il The Whisky Shop, davvero una tappa obbligata per l’acquisto del famoso liquore scozzese, o la The Highland Bookshop, dove potrete trovare moltissimi volumi sulla storia e la natura locale, o ancora la piccola bottega di The Highland Soap Company che propone saponi e prodotti per il corpo naturali e soprattutto autentici! Se poi siete appassionati di motori adorerete la particolare statua in bronzo della Ford Model T situata in Cameron Square: ma che ci fa una statua di questo genere a Fort William?!

Il Monumento alla Ford T

Il Monumento alla Ford T

Nel 1911 un’auto nel modello Ford T è stata condotta sul Ben Nevis grazie ad una trovata pubblicitaria di Henry Alexander, il primo concessionario scozzese della casa automobilista americana Ford: per dimostrare la superiorità dei modelli prodotti con la catena di montaggio Henry Alexander chiese a suo figlio Henry Alexander Jr di guidarla dai piedi fino alla vetta della montagna più alta del Regno Unito. Un’impresa tutt’altro che semplice se consideriamo che all’epoca non c’erano strade agevoli e il Ben Nevis rappresenta ancora oggi una sfida per tutti gli appassionati di montagna.

Per commerare questa impresa riuscita, dopo 100 anni, nel 2011, una Ford Model T è stata smantellata in 77 pezzi e portata sulla vetta del Ben Nevis da un gruppo di 60 volontari devoti, affrontando alcune delle condizioni meteorologiche più estenuanti per queste zone: l’auto è poi stata riassemblata e immortalata in uno scenario unico. Per questo evento benefico sono stati raccolte 55.000 sterline e il ricavato è stato utilizzato per realizzare la statua commemorativa, ora simbolo di questa ridente cittadina.

Insomma, a Fort William non ci si può davvero annoiare!

Cena ai piedi del Ben Nevis

La giornata è passata davvero molto velocemente, forse troppo, all’insegna della fotografia e della scoperta di questa ridente cittadina. Si è quindi avvicinato rapidamente il momento della domanda fatidica:

“cosa mangiamo questa sera?”

Abbiamo deciso di seguire i consigli del nostro host: un’autentica cena ai piedi della montagna simbolo delle Highlands in un ambiente informale ma curato, il Glen Nevis Reastaurant che propone piatti tipici scozzesi e prelibatezze come panini, fish and chips e dolci davvero invitanti! Cucinati in maniera sfiziosa ma con porzioni abbondanti è stato davvero emozionante poter degustare questi piatti cucinati alla perfezione in un luogo visitato da nientepopodimeno che Her Majesty the Queen in persona!

É proprio così, in questo luogo ameno e molto informale c’è stata anche la Regina, un vero vanto per il ristorante che ben ricorda l’evento con una fotografia appesa proprio nella hall: dato il mio amore viscerale per la storia non potevo non mangiare in un luogo come questo (anche se il dettaglio dell’ospite illustre l’ho scoperto solo al mio arrivo).

Ricordo di aver assaggiato dell’ottima carne cucinata alla birra e l’espressione satolla di mio padre dopo aver divorato uno dei succulenti hamburger della casa. Una magnifica e avvincente conclusione di giornata che mi ha davvero emozionata e che ancora oggi ricordo con molto piacere!

Non ci resta che salutare le Highlands che ci hanno accolto con fervore ed energia per dirigerci a Edimburgo, l’ultima tappa del nostro on the road scozzese!

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Commenti

  • Libera
    21 Giugno 2023

    Sono stata qualche mese fa in Scozia e mi è piaciuta tantissimo. Dal punto di vista paesaggistico poi, mi ha regalato dei momenti davvero ricchi di emozione, con sfumature di colore mai viste.

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  • 22 Giugno 2023

    La voglia che mi hai messo di tornare in Scozia è incredibile, non solo per la possibilità di vedere animali come le lontre (se si è fortunati ovviamente) in libertà ma anche scoprire nuove leggende come quella dell’Old Bridge!

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  • 22 Giugno 2023

    Continuo con piacere a leggere del tuo viaggio in Scozia, un paese davvero interessante certo purtroppo il tempo condiziona un pò la visita ma si vedono cose tanto belle ed emozionanti che si supera il mal tempo. Le foche carinissime vederle da vicino

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  • Bru
    23 Giugno 2023

    Non amo i paesi del nord del mondo, ma ce ne sono alcuni per cui faccio eccezione come L’Islanda e la Scozia, due paesi che vorrei tanto vedere soprattutto per la natura

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  • 23 Giugno 2023

    Sto girando i tuoi diari di viaggio in Scozia al marito, chissà se capisce che anch’io vorrei organizzare un viaggio on the road come il tuo!

    Rispondi
  • Marina
    23 Giugno 2023

    Ho già scritto che ho seguito il racconto del tuo viaggio scozzese con molta invidia, visto che al momento ho visitato solo Edimburgo, ma vorrei scoprire anche il resto del paese. Vedere le foche deve essere un’esperienza impagabile!!

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  • 23 Giugno 2023

    Come sai, anche io sono stata in Scozia e ne sono innamorata. E’ una terra bellissima, anche se per certi versi aspra e desolata. Leggendo i tuoi articoli mi sono resa conto che ci sono parecchi angoli che devo ancora visitare, quindi prima o poi ci dovrò ritornare!

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  • 23 Giugno 2023

    Che belli i luoghi che trasudano leggende in ogni angolo. E che meraviglia questa porzione di Scozia! Come sempre mi porti in luoghi poco turistici a passo lento, il modo di viaggiare che amo di più!

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  • 27 Giugno 2023

    Anche a me Fort William era piaciuta tantissimo, e ricordo che anche il nostro B&B era davvero carino. Quello in Scozia è uno dei viaggi on the road che ricordo con più nostalgia, e spero di poterlo ripetere presto, anche per avere più tempo a Skye dove ci siamo fermati pochissimo.
    Mi è piaciuta molto l’esperienza che hai descritto al caffè comunitario: in quelle situazioni ti senti a casa anche se sei lontano chilometri dalla tua città. Momenti così valgono il viaggio.

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  • 30 Giugno 2023

    Sono stata al Sligachan Old Bridge dove si dice che l’acqua doni la giovinezza. Ci ho immerso Paolo ma ad oggi continua ad invecchiare…forse ho sbagliato qualcosa!! ehheehh

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  • Erika Vitamintrip
    5 Luglio 2023

    Sarò in Scozia tra poco più di un mese e sto letteralmente fremendo! Anche io farò tappa a Fort William, soggiornerò lì per 4 giorni e sarà il mio punto di partenza per scoprire le Highlands, e voglio assolutamente andare al ristorante dove ha cenato Betty!!

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