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Il museo di agosto: il Museo Nazionale della Baviera

Durante il mio viaggio a Monaco di Baviera (leggi il mio diario di viaggio di Monaco di Baviera, partendo dal primo giorno) , ho potuto visitare interessanti musei che custodiscono molti manufatti che hanno fatto la storia di questo Land tedesco: dopo il museo della Tesoreria della Residenz (clicca qui per leggere l’articolo), vi voglio raccontare di un altro museo della città che mi ha rapito il cuore. Si tratta del museo nazionale della Baviera.

Era l’ultimo giorno, e come tale è perfetto per godersi un museo prima della dipartita sofferta, quindi io e la mia compagna di viaggio, la mia cara mamma, abbiamo deciso di visitare questo museo, che ci ha incuriosite da subito.

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Il Museo Nazionale Bavarese

L’edificio che ospita la collezione è notevole: fu costruito tra il 1894 e il 1899 su progetto di Gabriel von Seidl, lo stesso architetto del famoso Deutsches Museum, sempre di Monaco. L’edificio è caratterizzato da stili molto diversi, che riflettano la collezione variegata di oggetti molto differenti tra loro, dall’Arte sacra lignea alle ceramiche, alle armature.

La fondazione del museo fu iniziativa del re Massimiliano II di Baviera: l’idea era quella di raccogliere i tesori e gli oggetti della dinastia regnante dei Wittelsbach, così venne deciso il nome Bayerisches Nationalmuseum dal sovrano in una missiva del 30 giugno 1855. La collezione è raccolta in tre piani, ed è stata donata dallo stesso Massimiliano II proprio nel 1855. Oltre ai pezzi di notevole pregio della collezione Wittelsbach, si trova una splendida collezione di presepi, al piano seminterrato: qui possiamo comprendere come il presepe sia una tradizione di molti paesi, con manufatti provenienti da Napoli, dall’Italia in generale e dal sud della Germania. Un’altra tradizione in comune che condividiamo con i tedeschi!

La nostra visita inizia proprio dal piano seminterrato dove possiamo ammirare questi meravigliosi presepi che sono a tutti gli effetti delle opere d’arte, e non sempre in miniatura! La cura dei dettagli è notevole, e la bravura degli artigiani è ben marcata in tutte le statuine che si possono osservare. Una lieta musica natalizia accompagna il nostro passaggio, e ci riporta al Natale, appena passato (eravamo a gennaio).

Saliamo poi al piano terra, dove possiamo ammirare dipinti, sculture e manufatti fino al XVIII secolo: qui troviamo molti oggetti religiosi, molti altari e molti crocifissi, finemente intagliati nel legno.

Raggiungendo il primo piano, troviamo una deliziosa collezione di strumenti musicali, che ci testimoniano come i Wittelsbach fossero appassionati da questa arte: liuti, clavicembali e arpe la fanno da padrone. Oltre a questi squisiti strumenti, osserviamo con grande interesse le ceramiche finemente dipinte e ornate di motivi floerali: queste ceramiche, che apprezzo molto, mi riportano alla mente quelle che avevo visto a Vienna, all’Hofburg. Purtroppo non ho fotografie che posso mostrarvi, ma un altro viaggio a Vienna è in programma per il 2018 quindi leggerete presto delle mie avventure nella capitale austriaca.

Al secondo piano troviamo gli oggetti della vita quotidiana dei nostri reali: armature, fucili ed archibugi, ma anche armadi e argenteria.

 

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Un armadio portagioie

 

Da sottolineare anche la presenza di alcune scacchiere in avorio e altri materiali pregiati: da amante degli scacchi non potevo non notarle!

 

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Scacchiera con l’esercito indiano sugli elefanti.

 

All’ultimo piano troviamo una splendida collezione di vestiti, con abiti in particolare del 1700: i colori sono sgargianti e la stoffa è molto raffinata. Mi chiedo spesso come siano stati i balli e i salotti di quell’epoca, anche se pratico la rievocazione storica: doveva essere una goduria per gli occhi vedere tutti quei vestiti con ricami e motivi floreali, indossati da dame e gentiluomini. Ora li ammiro sui manichini e sogno tempi passati.

 

 

Il museo di giugno: la camera del tesoro della Münchner Residenz

La camera del tesoro è una sezione della Residenza di Monaco di Baviera, che si può visitare insieme alla reggia. Ho visitato questo museo durante il mio viaggio a Monaco di Baviera (in questo articolo il primo giorno). Non è casuale che si trovi proprio qui, in quanto la Residenz è stata per secoli la dimora e la sede di governo dei duchi, poi dei principi elettori e infine dei re della Baviera. La collezione è stata fondata nel 1565 dal duca Alberto V Wittelsbach e si è ampliata nel tempo.

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Collana con perle, smeraldi, rubini e diamanti.

Questo museo ospita oggetti dell’arte orafa dal primo medioevo al classicismo e la raccoltà è una delle più preziose al mondo: non si può non rimanere estasiati dai gioielli della corona e dalle collanne lussuose tempestate di diamanti e smeraldi. La collezione spazia da lavori in cristallo di rocca ad onorificenze, spade da cerimonia, coppe e servizi da tavola. All’interno, tra i molti oggetti, sono conservate la corona dell’imperatrice Cunegonda e i gioielli con rubini della regina Teresa.

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Gioielli della regina Teresa con rubini e diamanti.

All’apparenza piccola, la camera del tesoro e in realtà molto grande, e per visitarla senza perdersi nessun gioiello, vi consiglio di prendere l’audioguida compresa nel biglietto: attenzione, per evitare di non trovarne più in italiano, visitate la camera in un giorno non molto affollato, magari durante la settimana. Nelle dieci sale potrete ammirare centinaia di gioielli e di monili. Le sale sono buie quindi se volete fare delle fotografie munitevi di una macchina fotografica reflex che si può configurare in tal senso, il flash infatti è vietato.

I vostri occhi rimarranno incantati, come lo sono stati i miei, davanti a tanta magnificienza.

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Piccolo soprammobile con civetta, intarsiato.

La ricchezza e la potenza erano ben sottolineati da tutti questi pezzi meravigliosi, di certo vederli indossati doveva fare un certo effetto: rispetto ma anche invidia, sicuramente.

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Gioielli reali della Casata Wittelsbach.
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Particolare della corona del Re di Baviera.

Non solo Baviera per questa collezione, ma sicuramente solo bellezza e grandiosità.

 

Diario di viaggio: Monaco di Baviera – Giorno 4

Ultimo giorno a Monaco di Baviera, la tristezza è immensa. Mi alzo di buon mattino, voglio godermi a pieno le ultime ore in questa magnifica città che già mi manca. Oggi il sole splende e mi augura un’ultima radiosa visita. La prima tappa è Odeon Platz, per vedere la Feldherrnhalle, cioè la Loggia dei Marescialli, e la Chiesa di San Gaetano.

Appena fuori dalla metro mi accoglie una maestosa statua di Ludovico I a cavallo, che è stato anche il Re che ha commissionato la Feldherrnhalle.

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La statua di Ludovico I

Proprio di fronte la vedo e subito mi ricorda la Loggia della Signoria di Firenze. In effetti, l’architetto Friedrich von Gärtner si ispirò proprio a quell’opera per la realizzazione della Loggia. Costruita per onorare gli eroi bavaresi, la Loggia è alta 20 metri e ha una tripla arcata e vi si accede grazie ad una scalinata centrale.

La Loggia ospita le statue del conte di Tilly, condottiero della guerra dei Trent’anni, del conte von Wrede, maresciallo dell’età napoleonica, ed una allegoria dell’esercito bavarese : tutte le statue sono opera di Ferdinand von Miller. Questo luogo riveste anche un’importanza storica rilevate: è qui che finì il putsch della birreria di Adolf Hitler, nel 1923.

 

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Loggia dei Marescialli

Qualche foto e poi mi dirigo nella Chiesa di San Gaetano, proprio adiacente: in questo periodo la facciata era sotto restauro, ma riesco comunque a scattare le foto alle caratteristiche due torri. Entro durante la celebrazione della messa, quindi non riesco a visitare bene la chiesa, per non disturbare lo svolgimento della funzione.

La chiesa venne costruita per volere del Principe Elettore Ferdinando e della moglie, per festeggiare la nascita del loro figlio. Si iniziarono i lavori nel 1663 su progetto dell’architetto Agostino Barelli  e nel 1674 si iniziò a costruire la cupola.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la chiesa fu pesantemente bombardata e subì danni enormi. Il restauro fu però assai rapido e questa venne riaperta nel 1955.

Esco dalla Chiesa e mi dirigo verso il giardino della Residenz, che avevo visitato il primo giorno. Coppie felici passeggiano, magari in compagnia del proprio cagnolino, e si scattano romantiche fotografie.

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Gazebo nel giardino

Successivamente decido di visitare il Museo Nazionale Bavarese, il Bayerisches Nationalmuseum, quindi prendo il tram e arrivo alla mia meta. Il nucleo centrale della collezione è la collezione Wittelsbach, donata alla città da Massimiliano II nel 1855. Il museo ha tre piani: al piano seminterrato c’è una bellissima collezione di presepi, soprattutto napoletani, tirolesi e siciliani. Al primo piano trovo una ricca collezione di arte religiosa, mentre all’ultimo piano si trova la collezione di strumenti musicali, di porcellane e di arte in stile Biedermeier.

Finisco la visita al museo che è già ora di avviarmi verso l’hotel per ritirare i bagagli, ma prima faccio l’ultima tappa a Marienplatz per una merenda a base dei dolci più buoni di Monaco.

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Presi i bagagli mi dirigo in aereoporto e… Il mio aereo è in ritardo di tre ore e mezza.

Nemmeno l’aereo vuole che torni a casa, da quanto sembra.

Che devo fare? Mi siedo e aspetto, con un giornale del Bayern Monaco e la testa piena di ricordi, ma soprattutto con il cuore pieno di tristezza, perchè è proprio qui che ho lasciato un suo pezzo, e il mio cuore sarà felice soltanto quando ritroverà la sua parte mancante, quando ritornerò a Monaco.