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La Cappella Bottigella di Pavia

Pavia, la città della vostra Donna Vagabonda: un luogo che, erroneamente, si ritiene “provinciale” ma che in realtà ha una ricchezza artistica, storica e culturale davvero eccezionale. I suoi palazzi storici, le monumentali chiese o ancora le maestose piazze e il suo così forte legame con il territorio fanno sì che Pavia sia una delle città lombarde più ricche sotto questo aspetto, lontana dalle dinamiche del turismo di massa e a misura d’uomo.

Questa città è dunque uno scrigno celato che aspetta di essere scoperto lentamente e con discrezione: al suo interno troverete tante gemme preziose come Palazzo Mezzabarba, Palazzo Botta Adorno o l’Università.

Con questo articolo desidero farvi conoscere una meraviglia davvero ben nascosta, ma dotata di un fascino eccezionale: la Cappella Bottigella! Siete pronti a visitarla con me?

Dove: Via Siro Comi e Via Felice Cavallotti – Ex Convento di San Tommaso – Pavia (PV)

Storia della Cappella Bottigella

La Cappella Bottigella di Pavia si trova presso la Chiesa sconsacrata di San Tommaso, nel complesso dell’Ex Convento omonimo. Si tratta di uno splendido esempio di cappella funeraria nobiliare del XV secolo: al contrario della Chiesa e del Convento, che hanno subito numerosi interventi di modifica e ristrutturazione nel corso dei secoli fino a snaturare completamente la loro funzione primaria (ora il complesso fa parte dell’Università di Pavia e ne sono stati ricavati uffici, aule studio e ambienti per studenti), essa ha mantenuto pressoché inalterata il suo scopo e la sua bellezza.

Il Chiostro dell'Ex Convento di San Tommaso

Il Chiostro dell’Ex Convento di San Tommaso

Fu commissionata dalla ricca e influente famiglia pavese dei Bottigella e utilizzata come luogo di sepoltura famigliare e di custodia delle reliquie della Beata Sibillina Biscossi: la casata dei Bottigella era a quel tempo impegnata in campo religioso, amministrativo e giuridico e, data la sua rilevanza, fece costruire edifici e palazzi (come Palazzo Bottigella e Palazzo Carminali Bottigella) per affermare la propria potenza.

La decorazione del soffitto della Cappella Bottigella

La decorazione del soffitto della Cappella Bottigella

Tra i membri più illustri della famiglia c’è Gian Matteo Bottigella, consigliere dei Visconti e degli Sforza, noto per aver commissionato la famosa Pala Bottigella al pittore Vincenzo Foppa, oggi conservata presso i Musei Civici di Pavia, e Cristoforo Bottigella, giurista e Professore all’Università di Pavia.

Decorazione delle volte: le Sibille della Cappella Bottigella

Decorazione delle volte: le Sibille della Cappella Bottigella

Nonostante i cambiamenti nel tessuto cittadino e la trasformazione radicale del Convento di San Tommaso (che fu prima sconsacrato e poi trasformato in caserma e successivamente in sede universitaria), la Cappella Bottigella, quasi “miracolosamente”, riuscì a resistere a questo flusso di cambiamenti e rimase intatta data la sua posizione abbastanza nascosta e difficilmente accessibile: semplicemente, nel corso dei secoli, “venne dimenticata” e questo la rese davvero immortale.

Lo stemma della famiglia Bottigella

Lo stemma della famiglia Bottigella

Oggi non è possibile accedervi liberamente, ma vengono organizzate visite guidate da parte di associazioni di promozione sociale come Lombardia Segreta che permettono al visitatore di scoprirla.

Struttura della Cappella

La Cappella Bottigella venne realizzata nella seconda metà del Quattrocento: inizialmente essa era decorata con gli affreschi di Bernardino Lanzani (lo stesso che realizzò alcuni affreschi della Basilica del Santissimo Salvatore) e successivamente si arricchì con le decorazioni di Alessandro Casolari e Angelo Righi, responsabili del completamento del ciclo pittorico delle Sibille.

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Lo stile è rinascimentale e spicca su tutti il decoratissimo soffitto: qui si ritrovano motivi ornamentali che richiamano elementi classici, figure allegoriche e vegetali che risaltano l’iconografia sacra della struttura. Le volte sono abbellite da splendidi affreschi con temi celesti: l’obiettivo dei Bottigella era dunque quello di creare un ambiente solenne e al contempo intimo dove poter rendere omaggio ai cari defunti, senza però omettere l’intento celebrativo non solo della dottrina cristiana ma anche della propria stirpe.

La Cappella Bottigella dunque è uno dei massimi esempi di stile Rinascimentale Pavese ancora visibile.

La mia visita alla Cappella Bottigella

In una tiepida giornata di fine Febbraio (2024, NdR) ho partecipato assieme a #PapàVagabondo a una visita guidata organizzata da Lombardia Segreta che ci avrebbe permesso di scoprire i segreti del Convento di San Tommaso e di accedere alla Cappella Bottigella: un’occasione davvero incredibile di poter accedere a un bene normalmente inaccessibile.

Il chiostro perfettamente conservato dell'ex Convento domenicano di San Tommaso

Il chiostro perfettamente conservato dell’ex Convento domenicano di San Tommaso

A farci da guida è stato un volto già noto, ovvero il preparatissimo Pierluigi (che ci aveva già deliziato con una splendida visita al Castello di Lardirago e alla Certosa di Garegnano) che ci ha accolti con il suo sorriso sgargiante, onorato di poter fare da guida a un gruppo molto eterogeneo: non solo pavesi ma anche visitatori provenienti da Milano, Piacenza e da Como. Un vero e proprio “team” alla scoperta di questa meravigliosa cappella, ma anche della città di Pavia.

Il tour, di circa due ore, ha toccato non solo la Cappella Bottigella ma anche la Chiesa del San Tommaso (purtroppo solo dall’esterno) e il chiostro del convento, proprio adiacente alla nostra meta finale: da sottolineare come sia stato davvero impressionante poter ripercorrere la storia di Pavia partendo da questi monumenti spesso sconosciuti e lasciati fuori dalle classiche visite della città.

Elementi marini e floreali adornano la Cappella Bottigella

Elementi marini e floreali adornano la Cappella Bottigella

Giunti all’imponente porta della Cappella, Pierluigi ha inserito una pesante chiave di ferro nella serratura e subito siamo stati catapultati in un luogo magico e assai suggestivo: nonostante le ridotte dimensioni veniamo immediatamente rapiti dalla maestosa decorazione delle volte e del soffitto.

I colori vividi e marcati mostrano la bravura dei pittori che nel Rinascimento hanno realizzato davvero qualcosa di eccezionale: le figure angeliche e religiose si amalgamano alla perfezione con la raffigurazione delle Sibille, leggendarie profetesse ispirate dal Divino. Una vera particolarità questa unione tra sacro e profano che riflette il buon gusto e il fascino che l’età antica aveva sulla famiglia. L’azzurro sfolgorante si mescola con motivi dorati per rappresentare le figure sacre di Gesù e di Dio, in un tondo centrale che mostra la Trinità attorniata da deliziosi putti. I giochi simmetrici creati con la presenza della figura del cerchio, ma anche con i motivi floreali e a grottesca, rendono l’ambiente raffinato ed elaborato, qualcosa che non ci si aspetterebbe esattamente da una cappella votiva: eppure tutto ciò non risulta all’occhio esagerato o pomposo ma anzi riflette una certa armonia che solo nell’arte rinascimentale è possibile ritrovare.

La decorazione delle pareti: la Beata Biscossi in preghiera

La decorazione delle pareti: la Beata Biscossi in preghiera

Sulle pareti si possono riconoscere poi delle decorazioni seicentesche a opera di un Maestro Lombardo: si tratta della parte più deteriorata ed è dedicata alla memoria dei santi e allo studio della loro vita. Il restauro non sarà facile probabilmente, ma mi auspico che venga fatto il più presto possibile in modo da riconsegnare anche a queste pareti la loro antica bellezza.

La visita è stata ricchissima ed esaustiva e lasciamo Pierluigi con un desiderio: la Cappella deve essere restituita alla cittadinanza e resa fruibile a più persone possibili non solo nelle occasioni speciali ma anche nella quotidianità. Un gioiello come questo non può rimanere inaccessibile ai più ma deve rientrare assolutamente in un programma di rivalorizzazione della città e dei beni universitari: sarebbe davvero incredibile se un giorno si potesse creare un percorso didattico e turistico dedicato al’Università e ai suoi rapporti con la città dato che in tal caso la Cappella Bottigella si prefigurerebbe come una delle sue tappe più maestose e intriganti.

I colori vividi della Cappella Bottigella

I colori vividi della Cappella Bottigella

La Cappella Bottigella è un tesoro nascosto di Pavia, un luogo di antica memoria che deve essere aperto ai cittadini e ai visitatori: un vero simbolo del Rinascimento Pavese e un lascito prezioso dell’antica famiglia Bottigella.

E voi avete mai visitato la Cappella Bottigella? Raccontatemelo nei commenti!

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Commenti

  • 8 Novembre 2024

    Apprezzo moltissimo come sei riuscita a intrecciare la storia della famiglia Bottigella con le trasformazioni del complesso di San Tommaso nel corso dei secoli, senza tralasciare l’importanza di preservare e rendere accessibili tesori come questo.
    Grazie per aver condiviso questa esperienza con così tanta passione e competenza!

    rispondi
  • 8 Novembre 2024

    Riesci a scovare autentiche meraviglie!! Mi stai facendo conoscere una Pavia insolita, sicuramente perfetta per chi, come me, ama il lato nascosto e particolare dei posti che visita. Da tenere assolutamente in considerazione se Si visita la città!

    rispondi
  • Arianna
    8 Novembre 2024

    Non sono mai stata a Pavia e grazie a te inizio a conoscerla. Sono d’accordo che queste chicche debbano essere maggiormente fruibili per rivalutare e far apprezzare ancor più la città

    rispondi

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