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Il Castello di Zavattarello

Ormai mi conoscete e sapete quanto io ami vagabondare alla ricerca di luoghi unici per valorizzare la mia terra natia, ovvero Pavia e la sua Provincia: da “maltona“, quindi da persona nata in Oltrepò come si dice in dialetto pavese, non posso non essere contenta quando decido, in solitaria o in compagnia, di esplorare le dolci e ondulate colline. E così, che ci sia sole o pioggia, nulla mi ferma e spesso parto per autentici mini on the road alla scoperta di castelli, ville storiche, paesaggi carichi di suggestione. In questo articolo vi riporto a Zavattarello, dopo avervi parlato del borgo e della sua Panchina Gigante, per raccontarvi del suo incredibile castello. Siete pronti?

Dove: Via Carlo Dal Verme 4 – Zavattarello – PV
Per saperne di più visitate il sito ufficiale.

Storia del Castello di Zavattarello

Il Castello di Zavattarello, conosciuto anche come Castello Dal Verme, è un fortilizio posto in posizione dominante a Zavattarello. Le sue origini sono tutt’ora sconosciute anche se, probabilmente, una prima rocca fu costruita per volere di Sant’Ambrogio da Milano, alla fine del X secolo d.C.: a quell’epoca tutta la zona rientrava all’interno del feudo dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio.

Il Castello di Zavattarello

Il Castello di Zavattarello

Da sempre queste terre sono state contese dai nobili e dai signori della guerra che avevano compreso l’importanza strategico-militare dell’area, al confine con l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Liguria, quindi una zona di forte passaggio sia di commerci che di eserciti. Nel 1169 Zavattarello entra a far parte di quei territori da sempre disputa delle grandi famiglie piacentine, i ghibellini Landi e i guelfi Scotti (ne ho parlato abbondantemente negli articoli dedicati ai castelli piacentini, come quello di Agazzano): alla fine i Landi hanno la meglio e nel 1264 il vescovo di Bobbio infeuda Zavattarello non a un signorotto qualunque bensì a Ubertino Landi, signore della guerra che non guardava in faccia a nessuno, nemmeno al Papa dato che più volte è stato scomunicato: al servizio dell’Imperatore Corradino di Svevia, ultimo Imperatore Hohenstaufen, vide infatti il suo potere crescere, così come i suoi possedimenti.

Ubertino non ha carattere per niente facile e più volte compie e fa compiere razzie e scorribande all’interno dei suoi feudi (e non solo) instaurando un regime di terrore: nonostante il suo essere tiranno e spregiudicato “nessuno gli fa la pelle” e il piccolo feudo di Zavattarello inizia a ingrandirsi con lo sviluppo del borgo.

Il Castello e l'abitato di Zavattarello

Il Castello e l’abitato di Zavattarello

Il dominio incontrastato dei Landi termina bruscamente nel 1390 quando il vescovo di Bobbio decide di cedere il castello a un altro personaggio chiave della storia dell’Oltrepò Pavese: il capitano di ventura Jacopo dal Verme. Dopo essersi fatto un nome al servizio degli Scala e dei Gonzaga di Mantova il nostro intraprendente “Sir Bronn delle Acque Nere” (paragoniamolo al noto e amatissimo personaggio del “Trono di Spade”) viene ingaggiato da Galeazzo II Visconti: diventa così un uomo chiave della signoria tanto da ottenere il feudo e stabilire il dominio (creando il cosiddetto “Stato Vermesco”) dei Dal Verme da quel momento fino al 1975, anno in cui il castello e i suoi terreni verranno donati dalla Contessa Titina Gavazzi, ultima proprietaria ed erede, al Comune di Zavattarello, con l’obbligo di destinarlo a luogo culturale. Fu così importante la presenza dei Dal Verme che i loro colori, azzurro e bianco, sono ancora oggi il simbolo del borgo (commemorati con la Big Bench, dipinta proprio di quel colore).

Oggi il Castello Dal Verme può essere visitato con una guida e ospita opere d’arte e mostre oltre che una collezione permanente di arredi d’epoca.

Struttura del Castello

Si tratta di uno dei simboli dell’Oltrepò Pavese grazie alla sua posizione dominante e alla sua struttura compatta e squadrata: l’edificio del castello è infatti edificato in pietra e le mura hanno uno spessore di quasi 4 metri, caratteristica ben osservabile all’interno delle cucine e delle stanze della rocca. Con queste mura così possenti, costruite sia per far fronte ai rigidi inverni sia per resistere a eventuali assedi, il Castello si prefigura come un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria medioevale-rinascimentale.

Dotato di un ricetto fortificato, di una cappella, delle scuderie e di una ghiacciaia oltre che di una cantina (una volta adibita a prigione maschile), è composto da circa 40 stanze divise da un sistema con vari livelli separati, unico nel suo genere, collegati da piccole scale interne secondarie.

Il salone con pavimento a scacchi

Il salone con pavimento a scacchi

Il parco del castello è oggi un’area protetta di Interesse Sovracomunale di circa 79 ettari dove non di rado si possono avvistare cinghiali e caprioli oltre che avifauna tipica del luogo.

La mia visita al Castello di Zavattarello

Ho avuto il piacere di visitare il Castello Dal Verme di Zavattarello durante un’uggiosa domenica pomeriggio di Giugno (2024, NdR): io e #PapàVagabondo avevamo voglia di ammirare i paesaggi dell’Oltrepò con una luce diversa e perché non dirigerci al Castello Di Zavattarello che non avevamo mai visitato all’interno? Detto, fatto!

Lasciata l’automobile prima del possente ricetto siamo stati accompagnati dalla guida Andrea, molto attento, scrupoloso e davvero divertente, che ha reso la nostra esperienza ancora più unica: insieme ad altri visitatori provenienti dalle Province vicine abbiamo scoperto un autentico gioiello dell’Oltrepò Pavese restituito alla sua cittadinanza con un allestimento fresco e curato. Nonostante la maggior parte degli arredi non sia originale del luogo (tra l’altro devastato da un incendio appiccato dai nazisti durante un rastrellamento nel 1944 che ha distrutto gran parte degli interni), il tutto richiama la vita che si doveva fare nel castello e i suoi ritmi: si trattava di un fortilizio difensivo, non di una villa di piacere, quindi le stanze sono di ridotte dimensioni e soprattutto funzionali agli scopi a cui erano destinati: nessun grande salone da ballo o ampie cucine degne di un Re ma un piccolo maniero raccolto, protetto e suggestivo, dal sapore medioevale.

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La visita inizia dalla cantina, ciò che prima costituiva le prigioni, anguste e strette, dove venivano incarcerati i dissidenti politici per poi essere giustiziati: diciamo che a Zavattarello non si risparmiavano le esecuzioni e che chi aveva la sfortuna di ritrovarsi qui era sicuramente condannato a morte, un’amara sorte per chiunque avesse voluto sfidare la potente signoria dei Dal Verme. Si prosegue alle cucine e alle stanze dei piani superiori per poi giungere alla terrazza (da cui si dovrebbe godere di uno splendido panorama che noi, sfortunatamente, non abbiamo potuto ammirare a causa della pioggia e di una nuvola bassa che avvolgeva l’intero territorio) e al salone (insieme allo studio gli ambienti più suggestivi del castello), caratterizzato dal pavimento con motivo a scacchiera, ancora originale.

Il camminamento di ronda

Il camminamento di ronda

Si procede poi verso le stanze da letto, in particolare quella di Pietro Dal Verme merita un approfondimento: Pietro era un uomo integerrimo, dal carattere brusco e deciso, non troppo bello di aspetto ma dotato di potenti appoggi e influenze. Da tempo Ludovico il Moro, Signore di Milano, aveva mire espansionistiche verso l’Oltrepò e quindi perché non combinare un matrimonio in modo tale da ingrandire, seppur indirettamente, i suoi possedimenti? E così si fece. Il Moro diede in sposa la nipote Chiara al Pietro e tutti sembrarono felici… Tranne Chiara, ovviamente, abituata a ben altra vita che non quella di un castello isolato sperduto tra le colline.

Non si sa se ciò che vi sto per raccontare sia solo leggenda o abbia un fondo di realtà ma pare che Chiara, spinta dalla mano di Ludovico, abbia un giorno avvelenato una zuppa destinata al marito, il quale morì pochissimo tempo dopo: si dice che il suo fantasma si aggiri ancora tra le stanze del castello in cerca di giustizia (non di vendetta, attenzione!) e che si diverta ad apparire soprattutto agli addetti alle pulizie, sia in questa stanza che all’ultimo piano. Verità o suggestione? Io non l’ho incontrato quindi non saprei dire!

La stanza della musica

La stanza della musica

La visita si conclude con il camminamento di ronda e con lo studiolo sotterraneo, dove il Conte Giuseppe Dal Verme amava dipingere: il castello infatti oltre alle sue opere ospita una collezione a lui dedicata di arte contemporanea. All’interno del sotterraneo si trova un’interessante linea del tempo che riporta tutti i personaggi che hanno fatto la storia del Castello, fino alla donazione al Comune, un momento solenne e significativo che ha permesso a questo luogo di essere restituito ai suoi cittadini e non solo: il Castello di Zavattarello è infatti un luogo assolutamente incredibile, visitato ogni anno da famiglie, scolaresche, studiosi ma anche artisti e appassionati. Un luogo di ritrovo per amanti dell’arte e della storia!

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Sono molto contenta di aver visitato il Castello Dal Verme di Zavattarello, un luogo davvero simbolico del “mio” Oltrepò che porta in alto, con orgoglio, lo stendardo della bellezza di questo triangolo di Lombardia.

Il Castello di Zavattarello è un autentico maniero incastonato tra le colline dell’Oltrepò Pavese: si erge a protezione del suo borgo e delle valli circostanti, con la sua aura mistica e misteriosa, un guardiano silenzioso simbolo della Provincia di Pavia!

E voi ci siete mai stati? Raccontatemelo nei commenti!

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    6 Agosto 2024

    dall’esterno sembra molto austero, invece vedo che le stanze interne sono una vera chicca per gli appassionati. Io poi adoro particolarmente i pavimenti a scacchi. e quando li vedo vado in brodo di giuggiole. Non sono semplici da arredare, e invece qui la mobilia Si adatta alla perfezione ai colori e alle forme delle piastrelle.

    rispondi
  • 13 Agosto 2024

    Molto suggestivo e un pochino inquietante se penso alle persone che qui hanno lasciato la vita. Credo sempre che una buona guida possa fare la differenza nella visita di un luogo: bravo Andrea

    rispondi
  • 15 Agosto 2024

    mi hanno sempre affascinato le visite ai castelli, interessante la visita alla prigioni.. peccato per l’arredamento che è andato distrutto nell’incendio!

    rispondi
  • 28 Maggio 2025
    rispondi

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