Wildlife Photographer of the Year 2025: 61esima edizione a Milano
Ultimo aggiornamento il 19 Novembre 2025 a cura di Donna Vagabonda
Ogni anno, nel mese di Novembre, torna a Milano l’imperdibile appuntamento con la fotografia naturalistica d’autore: il prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year è infatti giunto alla 61esima edizione e delizierà la città meneghina con un’importante mostra organizzata, come tutti gli anni, dall’Associazione Radicediunopercento. Siete pronti a scoprirla con me?


Dove: Museo della Permanente – Via Filippo Turati 34 – Milano (MI) – Lombardia
Periodo: dal 15 Novembre 2025 al 25 Gennaio 2026
Cosa troverete in questo articolo
Wildlife Photographer of the Year: la fotografia naturalistica che racconta una storia
Il prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year è un appuntamento imperdibile a livello mondiale per fotografi, amatori, naturalisti e tutti coloro che amano questa forma d’arte. Organizzato dal prestigioso Natural History Museum di Londra il concorso non vuole solo esaltare la complessa fotografia naturalistica, ma vuole anche far conoscere i segreti di quest’ultima raccontando una storia attraverso la tecnica fotografica.
Da sempre infatti questa competizione ha l’obiettivo di mostrare la bellezza e la complessità della Natura, ma anche di denunciare i continui soprusi che essa subisce: la giuria non premia solo la tecnica e la bravura del fotografo nella realizzazione, ma anche il messaggio che questi scatti vogliono inviare, un messaggio di esaltazione della Natura, ma anche di salvaguardia e protezione.
Le foto esposte dunque pongono l’accento sulla sostenibilità, sull’urgenza di proteggere gli ambienti che ci circondano, sulla fragilità degli habitat e sulla speranza di poter proteggere il nostro pianeta grazie ad azioni concrete.

Qingrong Yang – Synchronised Fishing – Wildlife Photographer of the Year 2025
I vincitori della 61esima edizione
Il vincitore del Wildlife Photographer of the Year 2025 è il fotografo naturalista sudafricano Wim van den Heever con il suo iconico scatto Ghost Town Visitor in cui è immortalato un esemplare dell’elusiva Iena bruna (Parahyaena brunnea) in visita alla città mineraria abbandonata di Kolmanskop, in Namibia.

Wim van den Heever – Ghost Town Visitor – Wildlife Photographer 2025
Il particolare scatto è stato realizzato da una fototrappola che ha immortalato un esemplare di una specie di cui ancora non si conoscono tutte le abitudini ed è difficile da osservare: il merito più grande che ha condotto questa fotografia alla vittoria è però una testimonianza etologica e naturalistica assai importante, ovvero la frequentazione di questa specie di un ambiente antropico abbandonato. Ci sono voluti ben 10 anni prima di poter “catturare” questo momento perfetto che mostra come anche gli ambienti un tempo abitati dall’uomo possono diventare ospitali per le specie animali.

Andrea Dominizi – After the Destruction – Wildlife Photographer of the Year 2025
Il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2025 è stato invece assegnato a un nostro fotografo connazionale, ovvero Andrea Dominizi con la fotografia After the Destruction: questa potente immagine ritrae un coleottero Cerambycidae che sembra osservare l’azione di un’escavatrice intenta a disboscare un’area forestale sui Monti Lepini. Come vi accennavo nel paragrafo introduttivo le fotografie non si devono limitare a ritrarre la Natura o gli animali, ma devono comunicare una storia, un messaggio: e quale messaggio più forte e fragoroso se non quello della minaccia della distruzione degli habitat? Per la prima volta un fotografo italiano vince in questa prestigiosa categoria e mostra vividamente, dalla prospettiva di un insetto, animali che spesso vengono ignorati, quanto la deforestazione possa incidere sulla vita della fauna.

Gabriella Comi – Wake-up Call – Wildlife Photographer of the Year 2025
Questa edizione è stata particolarmente ricca per quanto riguarda la fotografia italiana: il sudtirolese Philipp Egger è il vincitore della categoria “Ritratti di Animali” con la sua Shadow Hunter mentre Roberto Marchegiani con The calm after the storm e Shadowlands, Fortunato Gatto con The frozen swan e Gabriella Comi con Wake-up call hanno ricevuto la Menzione d’Onore rispettivamente nelle categorie “Animali nel loro ambiente”, “Arte della natura” e “Comportamenti: Mammiferi”, premi assolutamente meritati per scatti incisivi e veramente molto interessanti.

Fernando Faciole – Orphan of the Road – Wildlife Photographer of the Year 2025
L’Impact Award è stato invece assegnato al fotografo brasiliano Fernando Faciole per la sua Orphan of the Road in cui è mostrato un cucciolo di formichiere gigante orfano mentre segue la sua custode presso il centro di riabilitazione a Belo Horizonte: uno scatto toccante e drammatico che, ancora una volta, denuncia le atrocità commesse dalla specie umana a discapito della Natura e dei suoi abitanti.

Philipp Egger – Shadow Hunter – Wildlife Photographer of the Year
Wildlife Photographer of the Year 2025 presso il Museo della Permanente
Anche quest’anno l’appuntamento con la fotografia naturalistica d’autore torna a Milano presso il Museo della Permanente grazie all’Associazione Radicediunopercento: qui l’esposizione dei 100 scatti finalisti e selezionati tra 60.636 candidature è in contemporanea con quella del Natural History Museum di Londra. Le fotografie sono presentate all’interno di un ampio e accogliente spazio espositivo e sembrano prendere vita grazie alla presenza delle cornici retroilluminate a LED che conferiscono vivacità e diamicità ulteriori agli scatti.

Quentin Martinez – Frolicking Frogs – Wildlife Photographer of the Year 2025
Vengono poi proiettate altre 25 foto premiate dal pubblico nella categoria “People’s Choice”: scatti che sono stati apprezzai dal grande pubblico per la loro composizione e per i loro soggetti davvero unici.
Novità di questa edizione è l’approfondimento sugli habitat mostrati in fotografia grazie a un indice sviluppato proprio dal Natural History Museum, ovvero il Biodiversity Intactness Index (BII) che misura la biodiversità rimasta in quella particolare regione su una scala da 0 a 100: un altro monito su quanto sia urgente preservare la fragilità e la complessità del nostro Pianeta. Oltre a questo sono presenti anche dei QR Code accanto ad alcune fotografie per accedere all’audio con descrizioni morfologiche realizzate dall’Associazione Nazionale Subvedenti: l’impegno per rendere sempre di più questa mostra accessibile a tutti è evidente e concreto, un importante passo per l’inclusione da lodare.

Emmanuel Tardy – No Place like Home – Wildlife Photographer of the Year 2025
La mia esperienza alla mostra WPOTY 2025
Come ogni anno con grande piacere ho ricevuto l’invito a partecipare come blogger alla visita di questa spettacolare mostra: e così, proprio il giorno dell’apertura (15 Novembre 2025, NdR) mi sono diretta a Milano al Museo della Permanente per farmi stupire, ancora una volta, dalla bravura dei fotografi premiati.
La location accogliente e le cornici retroilluminate al LED permettono di apprezzare a pieno ogni dettaglio degli scatti. La fotografia vincitrice, Ghost Town Visitor, è, a dir poco, vibrante: pensare che dalle macerie di una città fantasma possa nascere un ambiente ospitale per questa specie di iena fa riflettere su come la Natura senza Uomo riesca benissimo a sopravvivere e, addirittura, a prosperare. La casa abbandonata sullo sfondo testimonia un passato di gloria perduta e di sfruttamento dell’ambiente, ma ora questo animale ci palesa come anche i luoghi più impensabili, un tempo prerogativa solo degli umani, possano tornare alla Natura.

Lubin Godin – Alpine Dawn – Wildlife Photographer of the Year 2025
Lo scatto di Andrea Dominizi, After the Destruction, mi colpisce ancor di più: la prospettiva inquadrata è davvero eccezionale e il soggetto non è per nulla banale. Gli insetti sono spesso visti come viscidi, spaventosi, orribili: qui invece il coleottero è messaggero del presente, di ciò che sta accadendo senza ritegno, ovvero la deforestazione e la distruzione degli habitat, uno sfacelo che colpisce davvero ogni specie. Mi congratulo con il fotografo perché ha scelto di raccontare una storia da un’altra prospettiva, assolutamente azzeccata ed eccezionale.
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Altri scatti che mi hanno impressionato sono sicuramente Wake-up call della connazionale Gabriella Comi, davvero molto d’impatto per la particolarità della scena ripresa (non capita tutti i giorni di poter osservare l’interazione tra una leonessa e un cobra), Kitten Rock del fotografo israeliano Amit Eshel che ritrae ben sei cuccioli di Gatto di Pallas (Otocolobus manul) appollaiati su alcune rocce (e ormai lo sapete, i felini sono per me qualcosa di straordinario e se ci sono loro perdo completamente la testa, poi se sono Gatti di Pallas beh, sono perdutamente vostra), e l’incredibile No Place Like Home del fotografo francese Emmanuel Tardy, che mostra un Bradipo variegato (Bradypus variegatus) avvinghiato al palo di una recinzione: un’immagine potente che ci mostra la fragilità di questa specie e come essa stia cercando, in tutti i modi, di sopravvivere all’avanzata inarrestabile dell’Essere Umano. Forse quest’ultima, insieme alla toccante Skin and Bones della fotografa britannica Amy Jones, che mostra le atrocità degli allevamenti di tigri nel Sud-Est asiatico, ha saputo commuovermi profondamente e motivarmi, ancor di più, nella mia azione di salvaguardia del Pianeta.
Questa edizione mi ha toccato ancora di più nel profondo: ben cinque fotografi italiani si sono aggiudicati un premio presso questo prestigioso concorso. Ciò fa ben sperare che la fotografia naturalistica risulti una forma d’arte interessante e valevole anche per i professionisti nostrani e che questa tipologia sia sempre di più apprezzata dal pubblico italiano. Con scatti molto diversi ma ugualmente d’impatto, Fortunato, Philipp, Daniela, Roberto e Andrea hanno saputo esaltare la bellezza, la particolarità e l’unicità della Natura, in fotografie coinvolgenti e assai significative. Sono orgogliosa di poter parlare di loro in questo articolo e spero che sempre un maggior numero di fotografi possano lasciarsi ispirare dalle loro mitiche opere!

Amit Eshel – Inside the Pack – Wildlife Photographer of the Year 2025
In questa edizione, poi, è accaduto qualcosa di molto bizzarro: sapevo che il vincitore della categoria “Comportamento Animale: Mammiferi” fosse Dennis Stogsdill con la sua Cat agongst the flamingos, eppure tale fotografia non è stata esposta. Ho chiesto informazioni agli organizzatori i quali mi hanno spiegato che il fotografo aveva modificato la fotografia rimuovendo un piccolo sasso che andava a coprire leggermente la zampa del Caracal ritratto. Un gesto che è stato scoperto dall’attenta giuria del concorso e che è stato sanzionato duramente, come da regolamento: un vero peccato perché la foto è a dir poco eccezionale.
Anche quest’anno il prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year è tornato a Milano grazie all’impegno di Radicediunopercento: la grande fotografia naturalistica continuerà a ispirare e a far sognare grandi e piccini, ponendo l’accento sulla salvaguardia del nostro fragile e bellissimo Pianeta.
Informazioni utili
Wildlife Photographer of the Year 2025 – 61esima edizione
Dal 15 Novembre 2025 al 25 Gennaio 2026
Museo della Permanente – Via Filippo Turati 34 – Milano
Orari
Tutti i giorni dalle 10 alle 19 / giovedì e venerdì dalle 10 alle 22
24 e 31 dicembre dalle 10 alle 18 (25 dicembre e 1 gennaio chiuso)
Chiusura biglietteria 30 minuti prima
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.



Claudia
Ho visto le foto online e sono veramente tutte belle e uniche. Tutti scatti che meritano i premi e i riconoscimenti che hanno ricevuto
Donna Vagabonda
Sono assolutamente d’accordo! Rimango sempre molto affascinata dalla fotografia naturalistica, ovvero la fotografia in cui mi sono specializzata!
Paola | Paola in Viaggio
Avevo visto una passata edizione di questo evento fotografico e mi aveva lasciata senza parole. Le mostre fotografiche sanno essere davvero di impatto!
Donna Vagabonda
Questa poi è davvero eccezionale, è il più prestigioso concorso di fotografia naturalistica al mondo!
antomaio65
Purtroppo anche stavolta non sono riuscita a visitare la mostra di persona ma con il tuo articolo è come se ci fossi stata. Scatti veramente potenti che lasciano messaggi inequivocabili. La foto della leonessa è bellissima! E… prima o poi mi aspetto di vedere anche una tua foto tra quelle della mostra ! 🙂
Donna Vagabonda
La mostra ci sarà ancora per un po’, secondo me durante la pausa natalizia puoi riuscire a vederla!
Eh magari, sei troppo buona! Non ho mai provato a partecipare al concorso, ma chissà…❤️
Marina
Da appassionata di fotografia e amante degli animali resto davvero ammirata davanti alla bellezza di queste foto e al loro messaggio sociale. Una mostra davvero da non perdere.
Donna Vagabonda
Anche io come te amo molto la fotografia naturalistica e questa mostra è davvero imperdibile!
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